Di Asterix451 (del 23/06/2010 @ 05:00:00, in cinema, linkato 164 volte)
Titolo originale
Reservation Road
Produzione
USA 2007
Regia
Terry George
Interpreti
Joaquin Phoenix, Elle Fanning, Jennifer Connelly, Sean Curley, Samuel Ryan Finn.
Durata
102 Minuti
E’ sera. Il piccolo Josh (Sean Curley) e suo padre Nathan (Joaquin Phoenix) stanno percorrendo la Reservation Road sulla via di casa, quando il bambino vede improvvisamente delle lucciole volare a bordo strada; irresistibilmente attratto dal loro chiarore, scende di corsa dall’auto e si precipita in mezzo alla carreggiata per raggiungerle. Non non ci riuscirà mai, perché l’impatto è fortissimo, quando il SUV che sopraggiunge lo investe sotto gli occhi impotenti del genitore. L’auto sbanda, sembra volersi fermare per tornare indietro, ma poi il conducente riparte facendo perdere le sue tracce. La famiglia Learner precipita nella tragedia. La Polizia inizia le indagini, ma Nathan si rende presto conto che sono destinate ad arenarsi con il trascorrere dei giorni, e che la morte di suo figlio non avrà mai un colpevole da assicurare alla giustizia. Oltre a controllare il suo dolore, deve anche fronteggiare la depressione di sua moglie Grace (Jennifer Connelly) e continuare a soddisfare i bisogni della loro figlia più piccola, Emma (Elle Fanning). E’ una situazione logorante, che rischia di degenerare se non prende un’iniziativa: Nathan decide quindi di impegnarsi in prima persona nella ricerca del pirata, informandosi sulle normative e domandando consigli ai genitori di altre vittime della strada, attraverso Internet. Si rivolge inoltre ad un famoso studio di avvocati, per ottenere un’adeguata assistenza legale, nel caso il colpevole venga identificato; qui incontra l’avvocato Dwight Arno (Mark Ruffalo), il quale ha assistito, in disparte e a sua insaputa, al funerale di suo figlio. Il quale era anche alla guida dell’auto che lo ha investito. E’ proprio lui, infatti, il pirata della strada che Nathan sta cercando. Ma non è un farabutto, nè un ubriaco alla guida, o un irresponsabile pericoloso al volante; è un padre anche lui, forse meno capace e divorziato, che cerca di recuperare un rapporto difficile con il proprio figlio, ora afflitto dal fardello di aver ucciso quello di un altro. Si è trattato davvero di un incidente. Pur lacerato dai sensi di colpa, sa che costituendosi finirebbe in carcere, perdendo quindi ogni possibilità di ricostruire qualunque rapporto familiare; la sua carriera verrebbe stroncata, il suo futuro totalmente messo in discussione. Naturalmente temporeggia con Nathan, che nel frattempo rifugge la realtà in preda al suo paranoico dolore, nonostante le loro vite si intreccino sempre di più, tanto che la verità verrà presto a galla. Terry George, regista di Hotel Rwanda e sceneggiatore (tra gli altri) di Nel Nome del Padre e Sotto Corte Marziale, ha già dimostrato di possedere la rara capacità di trasferire in una pellicola la trama dell’animo umano, con semplicità e senza perdita di ritmo. Reservation Road porta sullo schermo l’omonimo romanzo di J.B. Schwartz, curandone anche la sceneggiatura; è un film interessante e coraggioso, che obbliga a riflettere anche sul punto di vista atipico del responsabile che si nasconde. Attori convincenti fanno rivivere il dramma di due famiglie stravolte dalla stessa disgrazia, contrapposte ai suoi estremi. Bravissimo Joaquin Phoenix che, come il suo Commodo de Il Gladiatore, corre sulla sottile linea che separa la frustrazione legittima dalla disperazione incontrollata. Jennifer Connelly (di cui mi innamorai perdutamente quando vidi C’era una volta in America) è di nuovo una mamma perfetta, tanto nella forma quanto nell’estetica e, proprio per questo, inizia a risultarmi poco vera. Infine Mark Ruffalo, spettinato nell’animo e nella sua vita d’avvocato, dà vita ad un personaggio che non piace mai fino in fondo, ma comprensibile nel suo travaglio. Un bel film per riflettere, da serata poco chiassosa.