Manuel Laureano Rodrìguez in arte Manolete, fu uno dei più grandi toreri se non il migliore, che la Spagna abbia mai avuto. Con il suo inconfondibile stile, associato al suo caratteristico piglio malinconico, quest’uomo divenne il più osannato toreador del mondo, oltre la Spagna, si esibì nelle arene di tante altre nazioni come Venezuela, Perù, Colombia e Messico località in cui, per accontentare il folto pubblico, costruirono un’arena da 50mila posti, adiacente a quella esistente. La stella di Manolete si spense alla giovane età di 30 anni, il 28 Agosto del 1947 nella Plaza de Toros a Linares, durante una delle sue esibizioni, in cui era presente anche il suo giovane rivale Louis Miguel Domenguin. Terminato nel 2007, “Manolete” ha visto solo quest’anno la sua distribuzione nelle sale, ci sono voluti tre lunghi anni per far uscire questo titolo di genere storico. Quando una pellicola subisce continui rinvii nella distribuzione, la motivazione è quasi sempre la stessa, ossia, la scarsità della merce, il prodotto viene inizialmente rifiutato dagli esercenti, per essere acquistato anni dopo ad un prezzo nettamente inferiore e distribuito durante la stagione morta. Purtroppo tale scelta trova il mio consenso, poiché la pellicola non mi ha entusiasmato più di tanto, se si parla del più grande torero che la storia abbia mai avuto, era lecito aspettarsi qualche cosa di più singolare riguardo la formazione di Manolete in torero, invece niente, il film s’impantana nelle tribulata storia d’amore con l’attrice Lupe Sino, portandolo ai livelli d’una qualsiasi pellicola d’amore per adolescenti. Gli unici momenti che ho trovato interessanti, sono i titoli di presentazione (che vi consiglio di non perdere), durante i quali si potranno ammirare vecchie e affascinanti immagini di repertorio, che avranno il grande merito di mostrarci i veri volti dei protagonisti di questa straordinaria storia, mal realizzata. Ottima la scelta dell’attore Adrien Brody, sia per la sua sbalorditiva somiglianza con Manolete, che per la sua interpretazione da malinconico zerbino. Meno bene l’attrice spagnola Penelope Cruz, nei panni della sua disprezzata amante, il suo personaggio l’ho trovato una sorta di fastidiosa caricatura di una delle tante arrampicatrici sociali presenti nel jet set. Peccato per la mal riuscita di questa pellicola, leggere ottime biografie su grande schermo purtroppo è diventata una realtà sempre più rara.