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Artista
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Skunk Anansie
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Titolo
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Wonderlustre
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Anno
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2010
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Label
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Sono passati ben undici anni dall’uscita del più famoso album degli Skunk Anansie, il cattivissimo Post Orgasmic Chill e dopo ottime prove soliste della bravissima Deborah Anne Dyer, in arte Skin, cantante e leader di questo quartetto e lo scioglimento della band nel 2001, il 2010 ci porta la riunione del gruppo e di conseguenza questo nuovo disco di inediti. So che molti fans hanno giudicato questo lavoro troppo morbido, ma i tempi cambiano e, secondo me, è giusto che cambi anche la musica; penso che un pezzo come Selling Jesus, tanto per dirne uno, rimanga strepitoso, ma ora come ora troppo, diciamo, estremo. Indubbiamente, il suono generale, può essere definito più commerciale, però questo Wonderlustre, è un album di rock moderno, bello e fresco, sicuramente più vicino alle sonorità di Skin solista, ma con l’apporto sempre tosto di Cass al basso, Ace alla chitarra e Mark Richardson alla batteria.
L’apertura è ottima con God Loves Only You, arpeggio sospeso iniziale, voce sensuale e ritornello a salire parecchio carico, esplosivo nel finale. My Ugly Boy, accattivante e cattiva, molto radiofonica e accompagnata da un video in cui Skin sfodera tutta la sua feroce sensualità e la band ritrova le sonorità più ruvide, davvero grunge. Si prosegue con Over The Love, che è anche il secondo singolo che possiamo ascoltare in radio attualmente, una canzone tesa e melodica al tempo stesso, intensissima, bellissimi sia musica che testo e la voce è stupenda, neanche a dirlo. Si alza il tiro con My Love Will Fall, un pezzo da corse in macchina di notte, uno dei migliori del disco.
Bella anche You Can’t Always Do What You Like, in cui l’influenza degli U2 è molto evidente, a partire dall’arpeggio di chitarra iniziale e proseguendo con il rotolio di basso e batteria tipici della grande band irlandese. You Saved Me, semplice ed efficace, tra le ballate di questo cd la più bella, un po’ alla R E M e il testo che dice: “tu mi hai salvato da me stessa”, a significare l’importanza dell’amore che ci salva anche dalle nostre paure e insicurezze. Con It Doesn’t Matter , gli Skunk dimostrano di saper suonare ancora con la cattiveria dei primi tempi, due minuti e quaranta di rock quasi punk, un po’ Red Hot nell’inciso, ma molto più dura.. da ascoltare a tutto volume. Talk Too Much inizia con una chitarra dolce e triste e si espande poi nel resto del pezzo, con un’ orchestrazione bella ed emozionante. La voce di Skin, che riesce ad essere aggressiva, dolce e sensuale al tempo stesso, riesce a portare la musica, a volte anche semplice, verso sonorità sempre coinvolgenti, supportata da un’ottima band, che suona precisa e moderna, con la grinta e la dolcezza giuste, mai banale.
Bene, come al solito vi auguro buon ascolto!
Andy