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Artista
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Mike Oldfield
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Titolo
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Crises
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Anno
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1983
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Label
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Virgin Records
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La maggior parte di no, di questo mitico album del 1983, conosce le hit songs Moonlight Shadows e Foreign Affair, ma bisogna dire che c’è davvero dell’altro in Crises. Mike Oldfield, poliedrico e geniale polistrumentista inglese, classe 1953, dopo l’enorme successo di Tubular Bells, un opera che non ha bisogno di presentazioni, il cui tema principale sarà ricordato da molti come colonna sonora del terrificante L’Esorcista, decide di dare una svolta più orientata verso il pop rock che inizia ad imperversare in quegli anni, cercando di racchiudere in forma di canzone, il suo stile visionario ed eclettico, un insieme di influenze quasi impossibile da etichettare, a cavallo tra prog, celtico, hard e folk. Ad onor del vero, una missione impossibile, perché nelle due canzoni sopracitate, traspare ben poco del mondo musicale, anche abbastanza complesso di Oldfield. Ma, si sa, le case discografiche esercitano non poche pressioni sugli artisti di loro appartenenza, e d’altronde la Virgin, aveva avuto non poco coraggio a produrre e lanciare un progetto difficile come Tubular Bells, benché poi ampiamente ripagata dall’enorme successo durato anni di classifica, ma erano gli anni settanta e la mentalità del pubblico era diversa, atta a sperimentare ed ascoltare e in quell’ellepì c’era davvero tanto da ascoltare. Gli anni ottanta si aprono a contaminazioni punk, funk, dance e bisogna restare a galla e sfornare un album più semplice che faccia subito presa, da cui estrarre un paio di singoli commerciali. Ma tanto per non smentirsi, l’album si apre con la title-track che è una suite di venti minuti; l’inizio è sospeso in un atmosfera molto astrale, senza tempo e confini, e il viaggio che sembra iniziare nello spazio, grazie ai suoni celestiali e dalle sonorità celtiche, si sposta quasi drasticamente in un ambiente urbano notturno e inquietante per merito delle chitarre suonate con l’inconfondibile tocco morbido e intenso di Mike, in un overdubbing chitarristico magistrale, che spazia dal blues rock all’hard rock e rende ottimamente l’idea del caos cittadino e delle crisi che questo può appunto generare nella specie umana. L’ascolto di questo brano è un susseguirsi di suggestioni diverse, la parte dal sapore scozzese è dolce ed emozionante e il finale di nuovo spaziale, in un crescendo di batteria devastante, grazie ad una grande performance di un giovanissimo Simon Phillips , attuale drummer dei Toto , chiude un sogno musicale praticamente perfetto. Ed ecco spuntare Moonlight Shadows, cantata dall’angelica voce di Maggie Really e il cui testo sembra fosse ispirato all’omicidio di John Lennon; sarà una canzone pop, però rimane sempre una grande canzone, lasciatemelo dire. Un’altra super partecipazione quella di Jon Anderson degli Yes, a cantare in High Places con la sua splendida voce. Foreign Affair, stesso discorso di Moonlight..sarà una canzone pop semplice, ma riascoltata anche ora, ha la sua bella atmosfera sospesa e adatta a un testo che parla di un amore straniero, forse virtuale, che porta ad intraprendere un viaggio forse altrettanto virtuale per trovare un sentimento e una serenità difficili da raggiungere. Come avrete capito, Crises è un disco molto introspettivo e i testi riguardano tutti una ricerca di pace interiore e una sorta di fuga da un esistenza tormentata. Taurus 3 è un bellissimo strumentale dalla melodia spagnoleggiante, la sei corde acustica è suonata splendidamente da Oldfield, che inserisce anche il mandolino in questa ballata dal sapore gitano. Shadow On The Wall è il pezzo più potente dell’ellepì e la voce cattivissima di Roger Chapman si addice a questo rabbioso rock che chiude un grande album di svolta, che seppur con le sue sonorità più commerciali, ha scalato le classifiche mondiali e portato ulteriore onore a uno dei più grandi musicisti dei nostri tempi, geniale e fuori da ogni etichetta..buon ascolto!
Andy