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Artista
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Bee Gees
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Titolo
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Saturday Night Fever
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Anno
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1977
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Label
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RSO - Reprise
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Mi ha causato molta tristezza la notizia della morte, avvenuta in questi giorni, di Robin Gibb, uno dei mitici fratelli che componevano i Bee Gees, un gruppo che penso non abbia bisogno di nessuna presentazione . Il cantante se n’è andato, dopo una tenace lotta durata qualche mese, contro un tumore al colon. Prima di lui, nel 2003 ci lasciava il gemello di Robin, Maurice. Ora rimane il bello e barbuto Barry, a tenere vivo, nella nostra memoria di quarantacinquenni o giù di lì, il meraviglioso ricordo di un capolavoro musicale, e lo dico senza paura di essere smentito, che risponde al nome di Saturday Night Fever.
Difficile scindere la colonna sonora dal film, perché mai accoppiata fu più vincente; il padellone, che posseggo gelosamente in vinile (è di mia moglie, a dire il vero), ha venduto circa quaranta milioni di copie e si è guadagnato un Grammy Awards. I fratelli Gibb, nativi dell’isola di Man, iniziarono la loro carriera in Australia, per poi trovare il grande successo nel Regno Unito, con un genere molto diverso da quello che ha poi fatto ballare tutto il mondo; si trattava di un pop leggero e leziosamente orchestrato, con qualche venatura di country. La ballad Massachussets , che ebbe un grande successo in hit parade, è forse la canzone pre-fever più famosa. La band però non sembrava essere troppo soddisfatta della strada intrapresa ed era alla ricerca di qualcosa di nuovo.
L’allora produttore dei Gibb , un certo Robert Stigwood , che qualcuno ricorderà in altri colossal-musical come Hair , Jesus Christ Superstar , Tommy , Evita (non so se mi spiego!?), stava lavorando anche alla produzione, insieme al regista John Badham, di un film la cui trama prendeva spunto da un articolo uscito sul New York Magazin e che parlava di un America reduce dal Vietnam e da scandali politici, i cui giovani disorientati e apatici, cercavano la propria identità nelle prime discoteche, tra scazzottate, droghe e blandi concorsi di ballo in cui trovare un’effimera soddisfazione solo nei fine settimana . Quindi propose ai fratelli di inserire il materiale a cui stavano lavorando, nella colonna sonora di questo progetto, insieme ad altri artisti come KC and The Sunshine Band, per esempio, o come The Trammps, con la mitica Disco Inferno; ma la parte del leone spetta indiscutibilmente ai Gees, che trovarono il sound perfetto per l’idea generale del film.
Brevemente la trama: Il giovane John Travolta, scelto per la sua inclinazione al ballo, riesce a delineare perfettamente i caratteri d Tony Manero, giovane frustrato di periferia ,che fa parte di una famiglia medio-americana, con un padre assente, una madre insoddisfatta e due fratelli con cui non va troppo d’accordo. Ed eccolo così a fare il bulletto a capo di una sgangherata banda di giovani sbandati come lui. Poi l’incontro con una donna più matura di lui, resa fredda e insensibile dalle delusioni sentimentali e l’idea di partecipare a un concorso di ballo, in una discoteca che è l’unico posto dove potersi sentire qualcuno; non voglio raccontare il film, che penso abbiamo visto quasi tutti, ma l’importanza basilare che questa soundtrack ha avuto per l’enorme successo di questa pellicola e forse anche viceversa, anche se penso che le canzoni avrebbero venduto comunque, ma non così tanto.
E così i Bee Gees si inventarono il loro mitico falsetto e lo usarono in tutti i brani. Ho ancora nella mente l’impatto di Stayn Alive sotto la camminata sfrontata e indimenticabile di Travolta che attraversa gli isolati di New York per andare al lavoro;ricordiamo che questa interpretazione gli valse una nomination all’oscar come migliore attore.. io avevo 14 anni! Rimasi irrimediabilmente flesciato dal suono di questo pezzo memorabile, un mix di dance e funk strepitoso, che ti colpisce al primo ascolto. E poi You should be dancing, con quel ritmo percussivo rotolante e quei fiati incalzanti, perfetti per la performance di Tony Manero sulla pista a quadrati multicolori lampeggianti.. ma come ballava sto ragazzo! Eh sì, è proprio difficile non associare la musica al film. Come dimenticare il ballo di gruppo su Night Fever, un altro pezzo strepitoso che poi imperversò per tutta l’estate del settantotto? E l’arrangiamento di violini su More than a woman, la canzone che balla in coppia con Stephanie e gli varra’ il premio (nonché un gran bel bacio), non è bellissimo? How deep is your love parte mentre Tony è ancora in metropolitana, reduce dalla tragedia accaduta sul ponte di Verrazzano e si rende conto di ciò che potrebbe essere davvero importante nella sua vita. Sempre con questa stupenda canzone in sottofondo, si reca a casa di Stephanie, in un finale che lascia intravedere l’inizio di una vera storia d’amore.
Concludendo , penso che questa accoppiata stupenda tra film e musiche che risponde al nome di Saturday Night Fever, abbia veramente segnato e cambiato la vita di molti ragazzi, sia in America che un po’ in tutto il mondo, delineando la nascita dei disco-club e di tutto un movimento generazionale giovanile, che pur cambiando nelle modalità e nella musica, dura ancora oggi, probabilmente con meno fascino di allora. E di questo, io voglio continuare a ringraziare Robin Gibb, uno dei grandi artisti che hanno dato vita a tutto questo e a queste canzoni talmente magiche che sembrano appena scritte.. Buon ascolto!
Andy