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Born in the U.S.A.
Di Andy (del 05/10/2012 @ 05:00:00, in musica, linkato 1321 volte)
Artista
Bruce Springsteen
Titolo
Born in the U.S.A.
Anno
1984
Label
Columbia Records

Sapevo che prima o poi mi sarebbe piaciuto parlare di questo album che io reputo strepitoso per vari motivi. Qui parliamo del 1984, anno della mia naja, tra l’altro; ricordo proprio la title-track,con la sua poderosa energia, come parte della mia personalissima soundtrack di quel periodo. Il boss aveva al suo attivo un altro stupendo disco come Born to run, vendutissimo, e canzoni come la meravigliosa The river, ma con questo diede una sferzata di energia al suo rock pregno della propria amata e odiata America, con tutti i pregi e difetti che Bruce racconta nei suoi testi, rivolti contro il sistema politico degli U.S.A.
Complice della botta di energia, come tengo sempre a ribadire quando si parla di Springsteen, la favolosa E Street Band, una macchina musicale dalla potenza unica; veniamo al disco, che si apre proprio con la canzone che da titolo e senso all’intero lavoro, con quell’intro di tastiera e batteria veramente massiccio, a far partire la voce del boss che ai tempi era davvero dirompente, a sputare un testo che come molti di noi hanno capito dopo, non è affatto un’impennata di orgoglio verso il proprio paese, ma semmai un accusa contro il governo che aveva mandato tantissimi ragazzi a combattere una guerra inutile in Vietnam; comunque mentre lo sto riascoltando, mi rendo conto di quanto siano fantastici tutti i testi. Cover me è un rock blues tanto semplice quanto bello, un tiro esagerato e un assolo di chitarra di Little Steven devastante, a sostenere un testo che dice: proteggimi da tutto quello di sbagliato che c’è intorno; una canzone d’amore alla maniera del boss, energica e diretta. Bellissima Dancing in the dark, un’esortazione a non rimanere vittime del sistema, facendo scattare una scintilla da qualche parte e che provochi un contrasto con il governo che ti vuole tenere alla fame; se andrete a leggervi le traduzioni , vi assicuro che questo album già favoloso, acquisterà ancora più valore e lo ascolterete sotto un'altra luce.
I’m going down invece è un altro rockaccio che racconta di un tizio che accusa la propria donna di buttarlo giù anziché farlo stare bene e quindi in questo lp, accanto al solito mondo di uomini in difficoltà per il lavoro e la politica, si trova anche il lato sentimentale dell’uomo medio americano, in questo caso alle prese con un rapporto in crisi.
Ci si imbatte poi nella bellissima ballad I’m on fire; le fiamme della passione per la propria donna sono l’argomento della canzone, dotata di un’atmosfera unica.  Il marchio di fabbrica Springsteen è impresso su Darlington County, arricchita dal sax del grande e compianto Clarence Clemons, recentemente scomparso. Gran pezzo anche Bobby Jean; parla di un amicizia vera tra due ragazzi che sono cresciuti insieme e hanno condiviso mille situazioni e pensieri e quando Bobby lascia la città, Bruce non può che dedicargli una canzone che lo raggiunga in qualsiasi posto del mondo, a ricordargli quanto è stato importante e del vuoto che ha lasciato la sua partenza. Nei testi del boss sono ricorrenti le storie di notti insonni di corse in macchina, di serate annegate nella birra, dentro locali mal frequentati e pieni di personaggi sempre insoddisfatti, di eroi sballati di strada, di prostitute, ma anche di semplici operai alla ricerca del famoso sogno americano, la famigliola felice nella casetta con il praticello davanti, un sogno così difficile da realizzare che è facile cadere in depressione e magari combinare dei casini.
Ci sono anche Working on the Higway, Glory days, My hometown, per me una più bella dell’altra.. Avrete capito che mi piace molto Springsteen, proprio per il suo modo diretto e schietto di raccontare la sua America e in questo disco ce n’è veramente tanta; incredibile, oltretutto, quanto siano attuali le tematiche di questo disco, che ha la bellezza di ventotto anni(!). Il 23 settembre Springsteen ha compiuto sessantatrè anni, è appena stato in Italia facendo due concerti strepitosi a Milano eTrieste, con la sua solita carica esplosiva, prestandosi al pubblico alla sua solita maniera e con la sua mitica E street Band e quindi..Happy Birthday Boss, continua con la tua grinta..grande!.. Buon ascolto..

Andy

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