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Storia di una ladra di libri
Di Angie (del 29/04/2016 @ 05:00:00, in cinema, linkato 229 volte)
Titolo originale
The Book Thief
Produzione
USA - Germania 2013
Regia
Brian Percival
Interpreti
Geoffrey Rush, Emily Watson, Sophie Nélisse, Ben Schnetzer, Nico Liersch
Durata
125 Minuti

Una curiosa voce fuori campo che, appartiene niente di meno che alla “Morte” in persona (voce originale di Roger Alian) ci introduce in una storia che vuole assumere quasi le sembianze di una fiaba: ”Storia di una ladra di libri”, un film costellato di vicende che coinvolgono e commuovono lo spettatore.
E il 1939 nella Germania Nazista. La piccola Liesel Menninger (Sophie Nelisse) è su un treno assieme alla madre e al piccolo fratello verso una nuova famiglia. Durante il viaggio Liesel assiste alla morte di suo fratello e durante il funerale la piccola raccoglie un oggetto seminascosto dalla neve, un libricino, che porterà con sé. Purtroppo non può sapere cosa c’è scritto perché non sa leggere.
Abbandonata dalla madre, che è stata costretta a lasciare la Germania a causa delle sue idee politiche, la ragazza è affidata a due genitori adottivi, l’affettuoso Hans (Geoffrey Rush) e dalla scontrosa ma buona Rosa (Emily Watson), una coppia che cerca di sopravvivere nelle ristrettezze della guerra senza piegarsi al partito nazista.
La piccola Liesel comincia pian piano a inserirsi e amare la nuova famiglia. Va a scuola ma viene derisa dai compagni di classe perché non sa leggere e la chiamano “scema”. L’unico a starle sempre vicino è il suo amico Rudy (Nico Liersch). La ragazzina grazie all’aiuto di Hans, il suo tenero e affettuoso padre adottivo, impara ben presto a leggere. I libri diventano così la sua grande passione, sentimento che la aiuterà a evadere dalla brutalità del mondo.
La Germania è sull’orlo della guerra e con la promulgazione delle leggi razziali vengono a sconvolgere la quiete di questa famiglia. Ad aggravare ancora più la situazione è l’arrivo di un giovane ebreo Max (Ben Schnetzer) sfuggito ai rastrellamenti tedeschi, a casa della famiglia adottiva della ragazza, che lo accolgono e lo nascondono nella loro cantina. Sarà proprio Max, colto e sensibile che insegna a Liesel a usare la forza dell’immaginazione e le chiede: ”Se i tuoi occhi potessero parlare che cosa direbbero?
Storia di una ladra di libri” diretto dal pluripremiato regista Brian Percival è tratto dall’omonimo libro “La ragazza che salvava i libri” di Markus Zusak uscito nel 2005. Il libro ha venduto otto milioni di copie in tutto il mondo ed è rimasto per ben sette anni nella classifica del New York Times tra i migliori best-seller di tutti i tempi. La pellicola ci riporta indietro nel tempo, nella Germani nazista degli anni trenta e quaranta, gli anni del potere di Hitler e della seconda Guerra Mondiale.
La protagonista è una ragazza di nome Liesel molto curiosa e intelligente e il suo amore per la lettura diventa l’unico modo per sfuggire all’orrore nazista. Ho visto molti film sul tema delle persecuzioni del nazismo e di come hanno vissuto la tragedia gli ebri ma, questa proiezione è stata un po’ particolare. L’intero svolgimento della storia è stato interconnesso da un filo sottile e “magico” che è la Lettura: quella lettura che per Liesel è una fonte di gioia anzi, di più, è il suo antidodo alla morte. Un ottimo cast, come pure la fotografia e le interpretazioni, in particolar modo molto brava la piccola e bella protagonista Sophie Nelisse nel dipingere Liesel (considerata la miglior attrice emergente) Ha ricevuto varie nomination, in special modo per la colonna sonora. Il film mi è piaciuto molto, ricco di emozioni che affronta temi universali come l’amicizia, la forza dell’animo e la capacità di trovare la bellezza nascosta attraverso le parole anche nei momenti più brutti e tragici della vita.
Sono dell’opinione che i libri sono ottimi strumenti informativi e formativi della storia umana, capaci di far riflettere ed emozionare. Consiglio la sua visione a tutti anche ai ragazzi è una pellicola con grandi valori, il che non guasta mai in un’epoca in cui imperano ancora tanto egoismo e superficialità.

Angie

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