Stare 78 minuti a guardare il membro dell’attore porno Franco Trentalance immobile nel letto, non è stato facile. Però ero incuriosito da questo filmato così “particolare” e magari (speravo) ben riuscito. Il regista ha indovinato la tematica necessaria a far parlare di lui e del suo prodotto i media, ma a parte questo non c’è molto altro da dire. La storia tutto sommato scorre tra telefonate e visite che il protagonista riceve e che aiutano lo spettatore ad arrivare in fondo al film. Però le situazioni sono parecchio forzate, e i dialoghi tristi quando non squallidi. In una pellicola dove vedi sempre il pene dell’attore e vedi qualche parte femminile, ma principalmente ne senti la voce, i discorsi devono essere curati perché fondamentali. Invece il livello è quello di un bar dove sai già che gente ci trovi e che battute fa: i primi dieci minuti ridi alle loro frasi, i secondi dieci minuti ti chiedi il perché della tua presenza in quel posto, dopo cerchi solo un pretesto per andare via. Di chiara impronta sessista, risulta alla fine essere poca cosa. Peccato perché da un’idea così poteva nascere qualcosa di interessante (mi ero persino illuso che avesse a che fare indirettamente con il romanzo di Alberto Moravia “Io e lui”). Ma siamo in Italia e basta ridurre tutto a un infimo livello sessuale e parlare di calcio che siamo tutti contenti…