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Abel - Il figlio del vento
Di Asterix451 (del 27/11/2016 @ 05:00:00, in cinema, linkato 489 volte)
Titolo originale
The Way of the Eagle
Produzione
Austria 2015
Regia
Gerardo Olivares
Interpreti
Jean Reno, Tobias Moretti, Manuel Camacho, Eva Kuen
Durata
98 Minuti
Trailer

Nel panorama incantato delle Alpi austriache, una coppia di aquile cresce i loro piccoli nella nicchia di un salto di roccia. A causa del loro carattere predatorio, la rivalità tra i fratelli si manifesta subito: appena rimasti soli, infatti, il più grande dei due riesce a spingere l’altro fuori dal nido, prima ancora di aver imparato a volare; l’aquilotto precipita dalle rocce e soltanto la vegetazione gli risparmia un impatto fatale. Giunto al suolo, però, si ritrova esposto ai pericoli della fame e del sottobosco: per fortuna sopraggiunge Lukas (Manuel Camacho), il figlio di un cacciatore che abita nelle vicinanze; il ragazzo i richiami dell’aquilotto, lo trova e lo porta nel rudere di una casa sulle rive di un laghetto alpino, improvvisando un nido sicuro dove poterlo accudire.
Lukas non parla molto, tantomeno con Keller (Tobias Moretti), suo padre. L’uomo è molto autoritario e pretenderebbe l’aiuto del figlio per strappare alla montagna le risorse di cui hanno bisogno per vivere, ma Lukas si rifiuta di parlargli e cerca perfino di ostacolarlo, a volte. La causa dei loro attriti è la perdita prematura di Maria (Eva Kuen), moglie e mamma dei due, che ha lasciato un vuoto doloroso.
Lukas trova nell’aquilotto un amico al quale dedicarsi: decide di chiamarlo Abel, perché vittima di un fratello cattivo, e va a trovarlo ogni giorno, approfittando della bella stagione. La casa del lago è un luogo caro al ragazzo, nonostante custodisca ricordi dolorosi: ci torna di nascosto dal padre, ma quelle visite non sfuggono a Danzer, il guardiaboschi (Jean Reno); lui conosce la storia di quella casa e conosce bene anche le aquile. Il suo contributo sarà decisivo per crescere Abel e insegnargli a volare: un’esperienza unica, che restituirà l’aquila al cielo e permetterà agli uomini di sanare le vecchie ferite.
Abel figlio del Vento” è un film per famiglie diretto da Gerardo Olivares, un regista spagnolo poco noto in Italia che ha dedicato la carriera ai viaggi, documentando le sue esperienze con articoli, libri e documentari molto apprezzati a livello europeo. Solo negli ultimi anni si è dedicato alla fiction, riscuotendo un grande successo di pubblico in Spagna per “Among Wolves” (“Tra i lupi”). Ingaggiato dalla austriaca Adler, ha diretto Jean Reno, Tobias Moretti e il giovane Manuel Camacho in questa bella favola di montagna, che intreccia le storie di uomini e animali in maniera avvincente, armonizzando la recitazione degli attori con immagini documentaristiche di altissima qualità.
Come accade nelle pellicole dedicate al rapporto dell’uomo con la montagna, la flora e la fauna diventano protagonisti delle vicende al pari degli uomini, costringendoli a riscoprire quell’antico legame con la natura che per secoli ha sostenuto la vita dell’essere umano. Jean Reno e Tobias Moretti danno una buona prova nei ruoli del cacciatore e del guardiacaccia, entrambi benvoluti dal pubblico, mentre l’aquila Abel si impone come il personaggio più interessante del film grazie al fascino di questi rapaci. Il giovane Manuel Camacho è alla sua seconda prova, sempre diretto da Gerardo Olivares: il ruolo di Lukas gli ha imposto lunghe lezioni di falconeria, per poter recitare con animali difficili come le aquile.
“Abel figlio del vento” è una pellicola con quattro attori, un’aquila e un cane: pur non essendo il film più “minimal” nella storia del cinema, funziona egregiamente con poco. La trama è semplice e neppure così originale, ma la scelta del casting e la suggestione continua delle riprese mantengono vivo l’interesse dall’inizio alla fine, senza mai scadere nella banalità. Si tratta di un bel film per famiglie, dove chiunque riuscirà a trovare degli spunti per appassionarsi alla storia, che propone un messaggio positivo mirato a far risaltare l’importanza dei legami affettivi e naturali che sono parte della nostra vita. Un buon film, per molti (se non per tutti), che tiene sotto controllo “la dose di zucchero”. Naturalmente diventerà un “must” per chi ama le aquile e la vita in montagna.

Asterix451

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