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Ghost in the Shell - L'attacco dei Cyborg
Di Jotaro (del 23/12/2006 @ 05:00:00, in cinema, linkato 872 volte)
Titolo originale
Ghost in the shell 2 innocence
Produzione
Giappone 2004
Regia
Mamoru Oshii
Interpreti
Durata
100 minuti

E' giunto il momento di immergerci nella fantascienza con uno dei piu grandi registi Giapponesi contemporanei del settore, Mamoru Oshii. Fin da giovane si dedica agli anime entrando nella famosa Tatsunoko (gatchman, polymar, kyashan, yattaman, calendarman, muteking, ecc..), lavora come assistente animatore alla seconda serie dei gatchman. Dopo la morte del presidente della casa dell’ippocampo si trasferisce al neonato studio Pierrot dove, dopo un po' di tempo, inizia a dirigere Uruseiyatsura (noto in Italia come Lamù) riscuotendo un grandissimo successo di critica e pubblico, prosegue la sua carriera con i film sul medesimo anime. Ricordiamo anche gli sbalorditivi film di Patlabor, il divino Blood (The last vampire) ma soprattutto il film che l'ha reso celebre anche in occidente facendo conoscere al mondo il suo talento: il mitico Ghost in the Shell. Capolavoro cyber-fantascientifico tratto dal manga di un altro genio giapponese, Masamune Shirow, disegnatore fantascientifico e visionario di molti capolavori giunti anche da noi (appleseed, dominion, black magic ecc.. ). Mi accingo a parlarvi del secondo film, sperando che tutti abbiate visto il primo (anche se non lo avete fatto questa produzione è godibilissima, potete seguirla in ogni caso - ometterò tutti i riferimenti al primo film per non rovinarvelo in caso decidiate di visionarlo). Quando qualcuno mi chiede perché molti continuano a creare anime e non film con attori in carne e ossa, io rispondo sempre in questo modo: per quanto sia bravo il regista o l'attore, la fantasia di chi crea un opera ha dei limiti e si ferma sempre per problemi di costi o problemi umani, con un anime invece possiamo rappresentare tutto ciò che immaginiamo e nel modo in cui appare nella nostra mente, senza preoccuparci di budget o di dover scegliere attori super pagati e superando quindi i limiti che di solito la nostra razionalità ci impone. Guardando questa pellicola capirete che la linea che separa gli anime dai film veri e propri è sottilissima e in questa produzione si vanno quasi confondendo i due mondi. Veniamo alla trama. In un futuro ipertecnologico dove gli umani puri sono sempre meno e i cyborg iperpotenziati sono all’ordine del giorno la Sezione 9 (un’unità anti terrorismo cibernetico alle dirette dipendenze del governo) viene chiamata ad investigare su strani omicidi da parte dei ginoidi, i quali dopo aver ucciso la gente si tolgono la vita. Qui entra in scena Batou, il nostro protagonista solitario, taciturno e razionale (quasi interamente cyborg) al quale verrà affiancato l’ex-detective Togusa nuova recluta e padre di famiglia, uno dei meno meccanizzati e più umani della sezione 9. I due scopriranno che i ginoidi (hanno l'aspetto di ragazza) vengono donati gratis dalla Locus Solus e hanno il compito di soddisfare i vizi sessuali dei propri padroni. Non mi esprimo di più sulla trama visto che il film è un vero e proprio thriller investigativo da seguire. Fatto di ritmi claustrofobici e serrati, voluti in modo tale da tenere in tensione lo spettatore che pare incantato dalla trama. Dal punto di vista della realizzazione i disegni e l'uso della computer grafica, che supera quella dei migliori videogiochi moderni, mostra i più piccoli dettagli maniacali, delle vere e proprie chicche visive. In molte scene il folklore orientale si fonde con la tecnologia, creando un prodotto unico che fa da contorno e si miscela con le poche musiche presenti, tutte evocative che vanno a miscelarsi bene con le scene fredde e spezzando tutte le sparatorie dai ritmi frenetici. Puntualizzo anche che i dialoghi sono maturi e ben congegnati, le frasi ad effetto non mancano, molte sono le citazioni di proverbi e massime filosofiche anche se verso la fine il film diventa un po' confusionale continuando a tirare in ballo la domanda portante della pellicola: "Perchè solo l'uomo deve soffrire e avere un'anima mentre la macchina no? E perché nessuno si dispera per essa?"

Jotaro

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