Di Darth (del 10/01/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1977 volte)
Titolo originale
The Lake House Siworae
Produzione
USA 2006 Corea del Sud 2000
Regia
Alejandro Agresti Hyun-seung Lee
Interpreti
Sandra Bullock, Keanu Reeves Jung-Jae Lee, Ji-hyun Jun
Durata
105 minuti
Nel 2000, il coreano Hyun-seung Lee dirige una storia d’amore dalla trama molto particolare: un ragazzo ed una ragazza vivono nella stessa casa sul mare a due anni di distanza l’uno dall’altra. La cassetta delle lettere dello stabile, però, sembra far da “ponte” tra il passato ed il presente, permettendo così ai due giovani di conoscersi tramite lettere. Dopo essersi scritti per vario tempo, i due protagonisti di questa storia paradossale, si innamorano l’uno dell’altra… ma come ovviare al problema dei due anni di distanza che li separano? Il regista orientale intitola la sua opera “Siworae – Il mare” (proprio “Il mare” in italiano - il nome che il protagonista dedica alla casa). Sei anni dopo, il regista argentino Alejandro Agresti firma il remake del capolavoro coreano, avvalendosi di due attori del calibro di Keanu Reeves e Sandra Bullock ed intitola il suo film “The lake house” alias “La casa sul lago del tempo” per noi prolissi italiani. Ho deciso di effettuare una recensione “doppia” perché i due sono teoricamente lo stesso film… teoricamente! La trama, in effetti è la stessa, varia di pochissimi dettagli insignificanti, ma tutte le scene fondamentali dell’opera sono l’una la copia precisa dell’altra. Fine. Agresti ha copiato solo la trama, per il resto ci ha messo del suo… purtroppo! E’ incredibile come due film che narrano la stessa cosa, la possano dire in maniera così differente. Il capolavoro coreano è nel tipico stile orientale: una fotografia curatissima e le immagini che prendono il posto delle parole, sostenute da una musica morbida e avvolgente. I due protagonisti sono proprietari della scena e lasciano pochissimo spazio agli attori di contorno. Un film poetico e bellissimo, con una regia perfetta. Il film americano, invece, è decisamente meno curato. La regia e la fotografia sono normali, non colpiscono né in positivo né in negativo, e la poesia delle immagini originali viene accantonata per far posto a chiacchiere inutili tra amici di lui, amici di lei, storie d’amore precedenti ed un sacco di altra immondizia a deturpare una trama essenziale e senza sbavature. Neppure sotto il profilo attori vince il confronto l’opera americana: la bellezza orientale e la semplicità dello sguardo di Ji-hyun Jun, hanno molta più presa dell’interpretazione algida della Bullock, mentre Keanu (Neo) Reeves, dopo la trilogia di “Matrix”, non mi coinvolge in nessun film, ho la costante sensazione che da un momento all’altro inizi a tirar calci al rallentatore (anche se, sono certo, piacerà più del coreano a tutte le nostre lettrici :P). Perfino il cane asiatico, è più carino e simpatico di quello americano! Per concludere, un quesito: perché rifare un film bellissimo in maniera mediocre anziché acquistare i diritti dell’originale, doppiarlo, e mostrarcelo in tutta la sua beltà? Sarà forse perché la maggioranza degli occidentali se non leggono “Keanu Reeves e Sandra Bullock” non vanno al cinema? …riflettiamoci…