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Artista
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Dire Straits
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Titolo
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Making Movies
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Anno
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1980
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Label
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Vertigo
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Quanti di noi hanno sognato sulle note di Tunnel of love o Romeo and Juliet, specialmente in certi pomeriggi autunnali di pioggia? Personalmente, per quanto riguarda la mia giovinezza, parecchie volte ho anche mimato i bellissimi assoli melodici e cristallini di Mark Knophler, leader dei Dire Straits e sicuramente uno dei più grandi chitarristi della scena mondiale soprattutto degli anni ’80; insieme al batterista Pick Whiters e al bassista John Illsley nel novembre del 1980 pubblica "Making Movies" , mitico 33 giri(all’epoca si viaggiava di vinile), contenente appunto le due canzoni di cui vi parlavo prima, ma anche altri “gioiellini”come Skateaway, storia di una pattinatrice su ghiaccio e dei suoi amori, oppure Expresso Love e Solid rock, due bei rock raffinati e coinvolgenti, Hand in hand, una stupenda ballad meno famosa ma degna di Romeo and Juliet. La storia di questa formazione, in cui ha militato anche il fratello di Mark, David, fino al secondo disco, inizia nel 1977, con esibizioni in piccoli club del circuito londinese, nelle quali viene notato a breve termine il talento del leader cantante-chitarrista, bravo specialmente a far duettare, come in un continuo botta e risposta, la sua voce roca alla Springsteen e i fraseggi eseguiti dal suono pulito ma corposo della sua Stratocaster. I suoi maestri sono, tra gli altri, Eric Clapton e J.J.Cale, ma fondendo i loro insegnamenti riesce a creare un suo stile completamente nuovo e piacevole. Nel 1978 viene inciso, in soli 12 giorni, l’omonimo lp Dire Straits da cui viene tratto il celebre singolo Sultans of Swing; il sound iniziale del gruppo è essenziale, un blues-rock abbastanza asciutto e semplice ma che passando attraverso il secondo e meno fortunato lavoro "Communiquè", già più sofisticato, raggiunge la completezza musicale con "Making Movies," anche grazie alla partecipazione del tastierista Roy Bittan, membro della E Street Band di Springsteen. Come dimenticare l’intro di organo in stile vecchio luna park americano, che ti porta proprio nell’atmosfera del Tunnel dell’amore e di un brano suonato con rara raffinatezza e intensità, che sfocia in un assolo finale che in parecchi conosciamo a memoria,come se fossero le parole stesse della canzone? Poi c’è Romeo and Juliet,difficile descrivere la sua dolcezza, bisogna chiudere gli occhi e ascoltare cercando di capire anche le parole. La batteria di Skateaway, le sfumature decise e dolci di un grande piano e un basso sempre presente e caldo ci ricordano che i Dire Straits non sono solo Mark, ma anche altri tre ottimi musicisti che avrete il piacere di scoprire o riscoprire in questo lavoro, anzi direi capolavoro; negli anni a seguire usciranno altri bei dischi, tra tutti "Alchemy "(doppio live), "Love over gold" e "Brothers in arms", che consiglio di ascoltare. E’ doveroso per me parlare così di questa band che mi ha affascinato e che ho amato fin dalla sua prima apparizione in Italia , da quel lontano Festival della Canzone Italiana del 1981 a cui presero parte come “ospite straniero”, praticamente semi-sconosciuti. Però l’anno dopo al Comunale di Sanremo eravamo veramente in tanti!
Andy