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Yes, Virginia
Di lele (del 29/04/2006 @ 06:07:50, in musica, linkato 752 volte)
Artista
The Dresden Dolls
Titolo
Yes, Virginia
Anno
2006
Label
Roadrunner Records

I Dresden Dolls sono solo in due: Amanda Palmer e Brian Viglione, ma hanno la potenza di una band intera. Lei canta e suona il piano come un’ossessa, lui truccato da clown pesta la batteria così forte e così perfettamente che tu spettatore/ascoltatore rimani lì imbambolato e non sai più chi dei due guardare. Dal vivo sono davvero spettacolari, la mancanza del basso e della chitarra elettrica passa in secondo piano perché i due riescono a riempire tutti gli spazi sia con lo show che con la musica, che è stata definita cabaret-punk. In effetti prendono molto spunto dal cabaret tedesco degli anni ’20 mescolando poi parti jazz e punk.
Il loro primo disco è di due anni fa e appena l’ho sentito mi ha veramente messo bene, sia l’ascolto dei pezzi che l’odore di novità che stavano portando nella puzza di miseria melodica dei gruppetti che senti e vedi in giro ultimamente. Adesso è uscito il secondo album ed è bello ed entusiasmante quanto il primo, meno malinconico e ancora un po’ più punk. Qui forse manca un pezzo come “coin-operated boy” che li ha fatti conoscere al pubblico dando loro una bella dose di fortuna, persino mia figlia di tre anni quando passa questa canzone si riempie di felicità e la canticchia a modo suo. I Dresden Dolls mettono proprio d’accordo grandi e piccoli, però italiani o che non capiscono l’inglese … infatti certi testi dell’ultimo lavoro non sono propriamente adatti alle famiglie e la censura, specie in USA, è già in agguato su canzoni come “first orgasm” e altre. Amanda Palmer ha un carisma veramente particolare e una voce caldissima, in certi pezzi mi ricorda Siouxie dei primi periodi: quelli di “Icon” o “Join hands”, in certi altri ricorda Tori Amos. Di una donna così ci si innamora comunque subito, nonostante lei dica di depilarsi ascelle e gambe e di truccarsi solo quando le viene voglia. Al posto delle sopraciglia ha due splendidi tatuaggi (da lì si può capire quanto possa essere pigra sul make-up) e i vari completini e reggicalze che usa sul palco la rendono davvero affascinante.
Insomma riesco solo a dire bene di questo duo di Boston e di consigliarne l’ascolto e la visione a tutti. Per chi non riuscirà a vederli dal vivo c’è uno splendido dvd che si intitola “Paradise”.

lele

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