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Artista
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POOH
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Titolo
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Beat Re-generation
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Anno
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2008
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Label
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Atlantic
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Devo dire che non ho mai seguito con particolare interesse la discografia dei Pooh, pur riconoscendo la loro indiscussa bravura sul piano musicale; semplicemente il loro genere, pur farcito di ottimi arrangiamenti vocali e strumentali, mi è sempre risultato un pò troppo melodico e “leggero”, ma sono solo i miei gusti. Questa formazione composta da Robi Facchinetti, tastiere, Dodi Battaglia, chitarre, Red Canzian, basso e Stefano D’Orazio alla batteria, ha la ben nota peculiarità di poter generare delle parti vocali favolose visto che sono tutti e quattro dotati di ottime voci e ha raggiunto il notevole traguardo dei quarant’anni di carriera nel 2006, quindi, tanto di cappello; del loro passato io ricordo volentieri due ellepi: Boomerang e Viva e poi, ripeto, li ho un po’ persi di vista. Però arriva il 2007 e si sente dire “ un disco di cover dei Pooh?!” ..non le hanno mai fatte, neanche quando le facevano tutti; saranno caduti anche loro nell’oblio dell’assoluta mancanza di idee?
Non è così , hanno subito smentito loro e ascoltando Beat re-generation si capisce che la loro musicalità non è in crisi, anzi, hanno tirato fuori degli arrangiamenti davvero eccelsi applicandoli a pezzi di storia della musica italiana, che secondo me ha avuto il suo periodo migliore proprio in quegli anni di rivoluzione e protesta, grazie a questi complessi a cui i Pooh hanno voluto fare omaggio, ringraziandoli di aver condiviso insieme un po’ di quel cammino, pieno di ideali, verso la meta del successo. Purtroppo la maggior parte di queste formazioni cessò di esistere alla fine degli anni sessanta. Non sono state scelte canzoni iper sfruttate, molto giustamente, perché sarebbe stato un inutile karaoke e poi ci volevano pezzi i cui testi si potessero riadattare a nuovi arrangiamenti. La casa del sole era una cover di The house of rising sun degli Animals e riproposta in italiano dai Bisonti, risuonata molto bene dai nostri; sinceramente avrei evitato di alzarla di un tono nel finale perché Facchinetti canta già altino e lì diventa un po’ troppo stridulo. Robi però si rivaluta con Così ti amo dei Califfi, che era già dei Bee Gees, una bellissima ballata arricchita da cori gospel, chitarre slide, e hammond, una meraviglia! Un ragazzo di strada , dei Corvi, l’intro è alla P.O.D. e un po’ tutto il pezzo viaggia su atmosfere rock molto moderne, chitarrone e batteria molto presente con bei fills rotolanti e bella voce di D’Orazio, un ottima rivisitazione. Pugni chiusi, dei Ribelli lascia un po’ così, perché l’arrangiamento è troppo banale rispetto all’originale e il confronto con la voce dell’impareggiabile Demetrio Stratos è inevitabile. Poi ci sono Eppur mi son scordato di te, 29 settembre e altre canzoni che vi lascio scoprire.
Bisogna ascoltare questo lavoro senza pregiudizi, distaccandosi un po’ dalle sonorità dei brani originali e tenendo presente che comunque i nostri sono quattro buoni musicisti e quindi hanno risuonato e riarrangiato queste 12 chicche con gli strumenti e la tecnologia di oggi. Può piacere o no; ai tantissimi fan dei Pooh sicuramente, magari ai “puristi”del Beat un po’ meno.
Io sto in mezzo e lo trovo un disco piacevole, che comunque rivitalizza un periodo fantastico della nostra storia, fatta di allegria e sofferenza, di lotta e idealismo e perciò dico bravi ai Pooh …
Buon ascolto!
Andy