Dimensione Alfa
Di slovo (del 12/04/2008 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 2286 volte)
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Titolo originale
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Otherworld
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Produzione
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USA 1985
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Episodi / Durata
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8 / 60'
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Di quando in quando, da associazioni mentali impossibili da razionalizzare scaturiscono confuse memorie di passioni giovanili. Un motivetto ascendente-discendente era il tema principale del telefilm che mi è balenato in testa qualche giorno fa e di cui, confesso, non riuscivo a richiamare nemmeno il titolo. Però ricordavo di avere la serie su VHS, stipata da qualche parte, registrata dalla TV per una delle ultime battute dell’ormai obsoleto formato. Il revival non mi ha preso molto tempo in realtà: la serie fu un tale fiasco negli stati uniti (in Italia non andò tanto meglio) che i produttori ritennero di concluderla dopo soli otto episodi. La trama: Thal è un mondo parallelo al nostro e raggiungibile grazie a misteriosi passaggi interdimensionali, reconditi e retaggi di antiche civiltà. Durante una gita improvvisata all’interno della grande piramide una famiglia di turisti americani ha la sfortuna di imboccarne uno; si ritrova così catapultata in un mondo alieno e tendenzialmente ostile. Gli Sterling comprendono che l’unico modo di tornare a casa è trovare la città chiamata Imar, seguendo una pista contrassegnata da misteriosi obelischi. Cosa più facile a dirsi che a farsi poiché a Thal vige un regime parafascista e il primo autoctono in cui la famiglia si imbatte (sottraendogli il cristallo di accesso) è un feroce comandante della milizia. Braccati dai pattuglianti saranno costretti a stazionare in incognito nelle città che di volta in volta incontreranno lungo il cammino. Questo pretesto fornisce l’ossatura su cui si sviluppano le puntate, infatti la necessità di integrarsi li farà cozzare con i bizzarri costrutti sociali del luogo, spesso emanazioni di una cultura retrograda, oscurantista e totalitaria. La serie si assesta sul genere fantascientifico (lampanti alcune analogie con lo Stargate che verrà) ma attraverso le sottotrame che si dipanano nell’arco dei singoli episodi si affronta, seppur in maniera un po’ naif, una critica al militarismo, all’uniformità di pensiero, alle chiese troppo invadenti e colluse con l’establishment. Immancabilmente, il contatto con i valori di rettitudine, equità e giustizia della famiglia terrestre finirà con l’innescare processi proto-rivoluzionari tra le coscienze degli abitanti di Thal. Fa sorridere che a farsi araldi del “right way” sia un prototipo di famiglia felice medio-borghese americana degli anni ’80 ma all’epoca era difficile intravedere autocritica negli show televisivi. La qualità altalenante degli episodi, dipesa probabilmente dal fitto avvicendamento dei registi (citiamo un certo Paul Michael Glaser dietro la macchina da presa della quinta puntata), il trapelare degli effetti di un budget basso e una media recitativa non esaltante rendono “dimensione Alfa” una serie cult riservata ad una nicchia di nostalgici o, al limite, di fanta-curiosi.
slovo
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23/05/2013 @ 18.54.02
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