Il mio nome è Herbert Fanucci
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Titolo originale
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Il mio nome è Herbert Fanucci
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Autore
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Davide van de Sfroos
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Prima edizione
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Di Davide Van De Sfroos conoscevo già la bravura come cantautore ma, quando in libreria ho visto un suo romanzo mi sono subito incuriosito di vedere come se la cavava come scrittore. Definire “ il mio nome è Herbert Fanucci” non è molto semplice, primo perché è un libro che parla di diverse cose legate al protagonista, l’emigrante che ritorna per cercare se stesso, la storia d’amore che lo riguarda, i tentativi di riscatto dei giovani del suo paese. Il tutto è più comprensibile conoscendo un po’ la storia del libro. Herbert Fanucci fa ritorno a casa sul lago di Como dopo una lunga assenza avvolto in un alone di mistero su quello che ha fatto negli anni in cui è stato via e su come sia entrato nel mondo patinato delle rockstar. Lui sulle rive del lago cerca invece di dimenticare quello che ha fatto soprattutto dimenticare quello che ha visto la sua identità segreta. In mezzo a questo compare una ragazza misteriosa figlia del proprietario della villa della luna storta e a fare da contorno a tutto i preparativi per la grande festa di fine estate voluta dai giovani del paese. Questo è il contesto in cui si srotola la storia di Vittorio Cadenazzi alias Herbert Fanucci e che porta in se i problemi dell’emigrante, che quando torna alla sua terra dopo anni la ritrova cambiata ma in un certo modo sempre uguale ed è per questo che ritorna perché è l’unico posto al mondo dove può ritrovare se stesso, grazie anche all’amore inaspettato. Amore che nasce tra due persone che si sentono alienate, perché hanno visto l’inferno coi loro occhi, ma hanno ancora la speranza di riuscire a vivere. Speranza che hanno anche i ragazzi del paese che per una volta cercano di realizzare il sogno di un loro concerto rock sulle rive del loro lago. Tutti questi argomenti si concatenano tra di loro in questo libro in maniera armoniosa senza bruschi passaggi il che rende la lettura piacevole e morbida soprattutto se la si accompagna dall’ascolto della colonna sonora racchiusa nel libro perche questo è anche un libro musicale. Un libro molto ben riuscito, che regala emozioni con anche alcuni buoni momenti di divertimento, accompagnati da una buonissima musica e una domanda “perché Phil Collins deve un divano a Herbert Fanucci?”
SanSimone
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