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Ines dell'anima mia
Di Louise-Elle (del 11/10/2008 @ 05:00:00, in libri, linkato 4073 volte)
Titolo originale
Ines del alma mia
Autore
Isabel Allende
Traduzione
Liverani Elena
Editore
Feltrinelli
Prima edizione
2006

Donne che raccontano altre donne. Questa volta Isabel Allende a differenza delle numerose protagoniste di fantasia dei suoi precedenti romanzi, narra le vicende di una figura storica femminile realmente esistita: Inés Suarez. L’autrice scrive questo libro in prima persona, calandosi nel personaggio di Inés anziana che affida le sue memorie a carta e calamaio per lasciarle in custodia a sua figlia adottiva Isabel e alla storia.
La bravura della scrittrice è davvero encomiabile in questo libro. Lei stessa afferma di aver impiegato quattro anni di avide letture di libri di storia, di leggende e di articoli per documentarsi e per elaborarne la narrazione leggermente romanzata. Le avventure, gli amori, le conquiste, le azioni di guerra, le perplessità, i pensieri, la disperazione di Inés, donna guerriera, ma anche molto femminile e sensuale, sono abilmente narrate in queste pagine e la fantasia del lettore può facilmente immaginarne l’ambientazione. La minuziosa descrizione e la semplicità dell’esposizione delle eroiche battaglie, delle lotte di potere, dei personaggi e dell’ambiente, appaiono agli occhi di chi legge quasi reali che sembra di assistere alla proiezione di un film.
Ines è di umili origini e nasce all’inizio del Cinquecento in Spagna in un piccolo paese dell’Estremadura.
E’ una donna forte, intraprendente e ribelle alla condizione femminile di allora che destinava la donna all’autorità del maschio e del Clero. Inés sposa giovanissima Juan de Malaga, un perfetto amante che la istruisce facendole conoscere le gioie del sesso e che presto l’abbandona per cercare fortuna nel Nuovo Mondo.
In cerca del marito s’imbarca per il Perù dove, dopo molte peripezie, incontra l’uomo di cui si innamora perdutamente Pedro de Valdivia, un seducente avventuriero spagnolo (un’ hidalgo) fuggito da un matrimonio frustrante e inappagante. Felicemente ricambiata parte con lui alla conquista del Cile. Insieme, con l’ausilio di un piccolissimo esercito e di indios peruviani, dopo aver superato molti ostacoli, foreste, deserti, le avversità di una terra sconosciuta ed inospitale, le ostilità e le battaglie contro le popolazioni indigene, la siccità, la carestia, fondano la città di Santiago. Inés è una donna moderna ed equilibrata che riconosce i pregi e i difetti, le ragioni e i torti della Spagna e degli Indios del Nuovo Mondo. Diventa Governatrice di Santiago al fianco di Pedro e si occupa dello sviluppo della città; la difende combattendo attivamente contro gli attacchi cruenti e feroci delle popolazioni native incattivite dal potere dei conquistadores spagnoli che uccidono, conquistano, violentano, schiavizzano, seviziano, torturano, derubano per sottometterli al potere della Corona spagnola e al loro Dio.
Inés trasmette i suoi ricordi più intimi di amante passionale ed esperta alla figlia Isabel. Consigli preziosi, necessari e fondamentali per un’intesa in una relazione amorosa che sfidano e condannano le imposizioni e le ristrettezze sull’argomento imposte dall’etica e dalla religione dell’epoca.
In seguito a giochi di potere e politici Pedro l’abbandonerà. Dopo un periodo di disperazione per l’incomprensibile perdita del suo amato ritroverà nuova felicità ed affetto a fianco di Rodrigo de Quiroga. Nonostante la separazione Inés, tramite altre persone, è informata delle vicissitudini di Pedro De Valdivia in qualità di Governatore, di militare e di uomo, percependolo ed immaginandolo, sia pur a distanza, anche nei momenti più tristi e tragici, a testimonianza dell’ amore profondo che li univa.
Quando inizio a leggere un libro, leggo la prima frase del primo capitolo e l’ultima frase dell’ultimo capitolo. E’un vizietto che solitamente è di buon auspicio per una piacevole lettura. Questa volta vi rendo partecipi di questa mia abitudine riproponendo solo la prima frase: “Sono Ines Suarez, suddita della leale città di Santiago della Nuova Estremadura, Regno del Cile, anno 1580 di Nostro Signore.”, non svelandovi l’ultima poiché significherebbe svelarvi in parte il finale. Concludo regalandovi un mio pensiero: vi auguro che la persona che amate si rivolga a voi teneramente e romanticamente come Pedro si rivolgeva a Inés definendola sempre e comunque: “Ines dell’anima mia”.
Buona lettura, anzi no, buona visione, poiché quando terminerete di leggere questo libro, vi sembrerà come leggere sullo schermo di una sala cinematografica al termine della proiezione di un film, la parola FINE.

Louise-Elle

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