Parole Sante
Di kiriku (del 16/02/2009 @ 05:00:00, in Musica, linkato 638 volte)
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Artista
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Ascanio Celestini
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Titolo
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Parole Sante
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Anno
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2007
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Label
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Radiofandango/ Edel
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Il mondo della canzone è talmente standardizzato nella forma e nei contenuti mediocri che quando ci si trova davanti a qualcosa che stravolge le regole non ci si crede subito, dallo stupore ci si stropiccia occhi e orecchie per vedere e sentire meglio. Ascanio Celestini per quei pochi che non lo conoscono è un autore, attore e scrittore attivo ormai da anni, che ha fatto della qualità il suo marchio di fabbrica. Con "Parole Sante" esordisce nel mondo della musica e lo fa con un lavoro che si colloca senza ombra di dubbio nel miglior cantautorato italiano, ispirandosi coscientemente o forse incoscientemente a Giorgio Gaber e Fabrizio De Andrè, senza però venir meno ad uno stile del tutto personale. La sua forma espressiva è apparentemente semplice è capace di esplorare gli avvenimenti della nostra quotidianità e l’emotività umana in modo intelligentemente ironico,tagliente ed acuto: “…Per esempio io c'ho un figlio, si chiama Robertino Casoria, è il peggiore della classe. Mi ha detto "papà cosa sono i terroristi?" Io gli ho voluto dire la verità, gli ho detto: "Ti ricordi quando eri bambino? A Natale ti ho detto che sarebbe arrivato Babbo Natale. Tu eri un bambino intelligente o non ci hai creduto. Ma poi la notte io sono andato a mettere i regali sotto l'albero e la mattina appresso quando li hai visti hai incominciato a credere che li aveva portati Babbo Natale. Hai pensato che se c'è il regalo significava che c'è anche il barbone che lo porta con le slitte, con le renne. E invece ero sempre io. E i terroristi sono la stessa cosa. Qualcuno ti dice che ci sono i terroristi e tu non ci credi. Poi scoppia 'na bomba, crollano un paio di grattacieli e tutti pensano che se c'è l'attentato significa che ci stanno anche i terroristi che l'hanno fatto... ma è tutta una bugia, è sempre papà che zitto zitto di notte fa scoppiare le bombe e poi da' la colpa ai terroristi" . …” In totale sono quindici tracce, quindici fotografie di una società inetta che ha paura di tutto quello che è diverso, un popolo che ha dimenticato le proprie origini e che fonda le proprie sicurezze sulla realtà distorta prodotta dalle televisioni che popolano i nostri salotti e che contribuiscono a formare una coscienza e una cultura collettiva che non lascia spazio alle voci fuori dal coro, alla pecora nera che esce dal gregge o a chiunque si riappropria dei propri neuroni e decide di usarli. Ascanio Celestini ha usato cuore, pancia e cervello mescolati in un neorealismo dal profumo popolare e dal sapore documentaristico, sentimenti e situazioni che ci arrivano grazie all’arte della parola di cui l’artista romano ne è padrone. Da avere assolutamente!
Kiriku
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