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<title>blogbuster - cinema e musica</title><link>http://www.blogbuster.it/dblog/</link>
<description>blogbuster - cinema e musica</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[The Hole in 3D]]></title>
	<description><![CDATA[<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="1" width="350" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="350">
            <div align="center"><img src="/public/theholein3d.jpg" width="350" alt="" /></div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="1" width="350" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Titolo originale</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">The Hole</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Produzione</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">USA 2009</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Regia</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Joe Dante</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Interpreti</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Chris Massoglia, Haley Bennett, Nathan Gamble, Teri Polo, Bruce Dern</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Durata</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">92 Minuti</div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>Da una grande citt&agrave; come Brooklyn, la famiglia di Susan (Teri Polo) per sfuggire dall&rsquo; ex marito violento, si trasferisce in una piccola provincia americana dove trova lavoro come infermiera. I suoi due figli, Dane (Chris Massoglia) e Lucas (Nathan Gamble), non sono affatto contenti di questo cambiamento, purtroppo per&ograve; loro malgrado lo devono accettare. <br />Comunque come tutti i giovani adolescenti, fanno conoscenza di Julie (Haley Bennett), una ragazza assai carina che abita nella casa accanto, con la quale viene ben presto stretta una bella amicizia. Durante uno dei tanti litigi tra fratelli, Dane e Lucas, raggiunti in un secondo tempo da Julie, richiamata dalle loro urla, trovano una strana botola in cantina, chiusa con sei lucchetti. <br />Presi dalla curiosit&agrave;, non esitano ad aprirla scoprendo che non &egrave; altro che un pozzo senza fine, ben presto per&ograve; tutti e tre cominciano ad avere delle visioni, che altro non sono che incubi che da parecchi anni, perseguitano ognuno di loro mettendo alla prova il loro inconscio, e far si che riescano a sconfiggere le loro paure, come la continua presenza del padre violento per Dane, la fobia dei pagliacci per Lucas e il rimorso di Julie, per non essere stata capace di salvare una sua amica d&rsquo;infanzia. <br />Ancora una volta a dirigere un film appartenente all&rsquo;horror &ldquo;<em>The Hole in 3D</em>&rdquo;, &egrave; Joe Dante, conosciuto gi&agrave; per Piranha, Gremlins e via discorrendo. Il film in se non mi &egrave; dispiaciuto, non lo catalogo come horror, anche se ci sono alcune scene abbastanza suggestive che scatenano qualche brivido, specialmente quando appare e scompare la bambina che ci ricorda un po&rsquo; Samara in &ldquo;The Ring&rdquo;. <br />Credo che il significato del film, sia quello di far venire fuori le varie fobie che si celano dentro di noi, che appartengano forse alla nostra infanzia, le paure pi&ugrave; nascoste e mai rivelate. Devo dire che qui il regista riesce perfettamente nel suo intento, infatti proprio attraverso quel buco nero e misterioso, i nostri tre giovani protagonisti, tirano fuori tutte le loro ansie che tenevano nascoste nelle loro menti.<br /> &ldquo;The Hole in 3D&rdquo;, lo ritengo un film adatto per gli adolescenti e perch&eacute; no, anche per tutta la famiglia, in quanto sfido chiunque a non aver mai avuto paura nella vita dell&rsquo;uomo nero, dei fantasmi o semplicemente dell&rsquo;ignoto!! </p>
<p><em><font color="#ff9900">Miryam</font></em></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1270]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1270</guid>
	<dc:date>2012-05-14T05:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Miryam</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Blood Story]]></title>
	<description><![CDATA[<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="1" width="350" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="350">
            <div align="center"><img src="/public/bloodstory.jpg" width="350" alt="" /></div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="1" width="350" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Titolo originale</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Let me In</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Produzione</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">USA, Gran Bretagna 2010</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Regia</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Matt Reeves</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Interpreti</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Chloe Moretz, Kodi Smit-McPhee, Richard Jenkins, Elias Koteas, Cara Buono.</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Durata</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">115 Minuti</div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>Siamo in New Mexico, negli anni ottanta. <br />Owen (Kodi Smit Mephee) &egrave; un ragazzo di dodici anni, che per il suo carattere timido, introverso e solitario, viene continuamente perseguitato dai suoi compagni di scuola. Una sera come tante, Owen fa amicizia con una misteriosa ragazzina trasferitasi da poco vicino a casa sua di nome Abby, interpretata da Chloe Moretz, la fantastica interprete di &ldquo;Chelsea&rdquo; in Amityville Horror). I due ragazzi stringono un forte legame di amicizia, fatti di incontri notturni in cui la giovane Abby cercher&agrave; di nascondere con fatica la sua vera natura. Ma per alcuni strani avvenimenti successi dall&rsquo;arrivo della ragazzina, Owen scopre chi &egrave; veramente la sua amica Abby: un vampiro. Il ragazzo non &egrave; spaventato di ci&ograve; anzi, ne rimane affascinato, pensando che la loro amicizia sar&agrave; la soluzione della solitudine e dei suoi problemi con gli altri coetanei. <br />&ldquo;<em>Blood Story</em>&rdquo; scritto e diretto da Matt Reeves, il famoso regista di &ldquo;Cloverfield&rdquo;, &egrave; un avvincente remake tratto dal romanzo &ldquo;Lasciami entrare&rdquo; di John Ajivide Lindqvist. Questa non &egrave; la solita pellicola horror, basata sulla storia di vampiri assetati di sangue; ma il vero fulcro della narrazione &egrave; proprio l&rsquo;incontro tra queste due individualit&agrave; disturbate che si proteggono a vicenda. <br />Anche se non &egrave; un film del tutto horror (come poteva sembrare dalle prime scene), il regista &egrave; riuscito ugualmente a tenere alta l&rsquo;attenzione dello spettatore, nel creare questa storia carina tra umani e vampiri. Il film &egrave; ricco di emotivit&agrave; grazie proprio all&rsquo;innocenza di questi due ragazzi: lui, reso emarginato dalla societ&agrave; per colpa del bullismo dei suoi coetanei, che fa amicizia con questa strana coetanea per il bisogno di avere qualcuno con cui parlare.<br /> L&rsquo;altra: Abby, che all&rsquo;apparenza sembra una tranquilla e innocente ragazzina, ma che in realt&agrave; ha una persona pericolosa dentro di s&eacute;, molto difficile da controllare. Molto bravi i due giovani protagonisti nell&rsquo;interpretazione dei lori personaggi, infatti, la loro pregevole performance ha ben contribuito alla buona riuscita del film.<br /> Anche se non &egrave; stato considerato un grande capolavoro &egrave; comunque una pellicola piacevole e coinvolgente, con un mix discreto di violenza e azione nel raccontare le difficolt&agrave; del crescere e di affrontare la vita di questi due anomali amici. </p>
<p><em><font color="#00ff00">Angie </font></em></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1269]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1269</guid>
	<dc:date>2012-05-07T05:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Angie</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Sacrifice]]></title>
	<description><![CDATA[<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="1" width="350" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="350">
            <div align="center"><img src="/public/sacrifice.jpg" width="350" alt="" /></div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="1" width="350" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Titolo originale</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Sacrifice</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Produzione</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Canada 2011</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Regia</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Damian Lee</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Interpreti</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Cuba Gooding Jr., Devon Bostick, Sean Tucker, Peter Michael Dillon, Matthew Stefiuk. </div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Durata</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">100 Minuti</div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>L&rsquo;infiltrazione ed il conseguente smantellamento di un cartello di droga da parte dell&rsquo;agente John Hebron (<em>Cuba Gooding Junior</em>), saranno la causa della barbara trucidazione della sua famiglia. La perdita dei sui cari, isoleranno John dal resto del mondo, spingendolo ad affogare il rimorso per il lutto, nell&rsquo;alcol. Nonostante i sensi di colpa continuino a non abbandonarlo, egli svolge regolarmente e sfrontatamente il suo dovere, come se aspettasse da un momento all&rsquo;altro la sospirata morte per ricongiungersi alla sua famiglia. Questo fin quando il suo cammino non si incrocia con quello di Mike (<em>Davon Bostick</em>), un giovane componente di pericolosa gang, in fuga insieme alla sorellina, proprio da essa , che non vuole farlo uscire dal giro. Trovato ed eliminato il giovane membro, la piccola Angel (<em>Arcadia Kendal</em>) viene presa in custodia da John, al quale immancabilmente si affeziona. Nel mentre, la gang sta cercando una statua raffigurante la Santa Vergine, portata via e nascosta in una chiesa da Mike, come polizza di assicurazione sulla vita. Il rapimento della piccola Angel da parte dei narcotrafficanti per lo scambio con la statua, sar&agrave; l&rsquo;occasione per John di porre fine agli illeciti della banda ed al suo tormentato senso di colpa. <br />Diretto e sceneggiato da <em>Damian Lee</em>, &ldquo;<strong>Sacrifice</strong>&rdquo; &egrave; la sintesi di quello che ogni filmmaker degno di essere tale, dovrebbe evitare di fare per produrre un buon film. Una trama scontata ed una recitazione di basso livello, sono senza dubbio le pecche maggiori di questo titolo, se poi ci aggiungiamo la scarsa costruzione dei personaggi, in particolar modo quelli cattivi.<br />La presenza di due attori di medio livello, come:<em> Cuba Gooding Junior</em> e<em> Christian Slater</em>, ha sicuramente fatto da attrattiva verso la scelta di questo titolo, ma &egrave; un richiamo, che purtroppo non appaga lo spettatore, anzi, la presenza degli unici due attori decenti in questo film, risulta talmente inutile e farlocca, che non fa che eclissarli con largo anticipo verso la fine delle loro carriere. <br />Qui, come dice bene il titolo di questa pellicola, il vero sacrifico &egrave; riuscire a portare a termine la visione, senza imprecare o sbuffare per la sua mediocre qualit&agrave;. </p>
<p><strong><em>Namor </em></strong></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1268]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1268</guid>
	<dc:date>2012-05-04T05:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Namor</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Quasi Amici]]></title>
	<description><![CDATA[<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="1" width="350" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="350">
            <div align="center"><img src="/public/quasiamici.jpg" width="350" alt="" /></div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="1" width="350" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Titolo originale</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Intouchables</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Produzione</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Francia 2011</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Regia</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Olivier Nakache, Eric Toledano.</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Interpreti</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Fran&ccedil;ois Cluzet, Omar Sy, Anne Le Ny, Clotilde Mollet, Audrey Fleurot. </div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Durata</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Minuti 112</div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>Philippe (Francois Cluzet), a seguito di un incidente con il parapendio, resta paralizzato dal collo in gi&ugrave;, e costretto quindi a vivere su una sedia a rotelle. Miliardario vive a Parigi in una splendida e lussuosa villa, circondato da tante persone che hanno cura di lui. <br />Philippe sta cercando un badante personale, che lo aiuti nelle piccole cose quotidiane.<br /> Un giorno si presenta un tipo alquanto bizzarro, un senegalese di nome Driss (Omar Sy), che tra carcere e sussidi sta cercando non tanto un lavoro, ma un certificato che attesti che l&rsquo;ha trovato, cos&igrave; pu&ograve; riscuotere il sussidio di disoccupazione Il giorno seguente Driss torna per prendere la lettera di assunzione, ma con grande sorpresa gli viene comunicato che &egrave; stato assunto per un periodo di prova. Philippe e Driss, due persone agli antipodi, pian piano riescono ad instaurare un rapporto di amicizia e di fiducia, non solo, Driss con la sua esuberanza e una certa riluttanza per le regole, riesce a migliorare la vita di Philippe, cercando di rendergliela pi&ugrave; normale possibile. Infatti lo fa salire sulla Maserati facendogli provare il brivido della velocit&agrave;, lo riporta a volare con il parapendio, gli fa scoprire il piacere dei massaggi tantra e perch&eacute; no&hellip;gli fa persino fumare le canne!!<br /> Inoltre, venuto a conoscenza che Philippe sta mantenendo un rapporto epistolare con una donna di nome Eleonore, cerca in tutti i modo di farli incontrare nonostante la titubanza di Philippe, dovuta al fatto della sua tetraplegia. Ad un certo punto per&ograve;, Philippe si rende conto che Driss non pu&ograve; occuparsi di lui per tutta la vita, perci&ograve; gli consiglia di trovarsi un altro lavoro, Driss ben presto lo trova. Purtroppo Philippe sentendo la mancanza del suo pazzo amico e non tollerando il nuovo badante incomincia a lasciarsi andare, cosi appena Driss viene informato dello stato del suo amico, ecco che si precipita in suo aiuto, carica Philippe in auto e lo porta in un grazioso ristorante con la vista sull&rsquo;oceano, giunto al tavolo apparecchiato per due, Driss lo saluta augurandogli buona fortuna, li per li Philippe non capisce, ma ecco che giunge Eleonore e attraverso il vetro, Driss li guarda, sorride e se ne va!! <br />&ldquo;<em>Quasi Amici</em>&rdquo;, &egrave; un film diretto da Olivier Nakache e Eric Toledano, in solo nove settimane dopo l&rsquo;uscita in Francia, &egrave; diventato il secondo film di maggior successo francese dopo &ldquo;Gi&ugrave; al nord&rdquo;. Ha ricevuto inoltre nove candidature al premio Cesar 2012, vincendo il premio come miglior attore con Omar Sy, e inoltre ha vinto il premio Lumiere 2012, sempre come miglior attore con Omar Sy.<br /> I due registi hanno tratto spunto da un fatto realmente accaduto, infatti ripercorrendo la vera storia del tetraplegico Philippe Pozzo di Borgo e l&rsquo;algerino Abdel Sellou, hanno riscosso veramente un successone e devo dire meritato. Sono riusciti a far divertire il pubblico, nonostante la drammaticit&agrave; che si cela sul grave handicap del protagonista. Questo significa che bisogna passare oltre ai tab&ugrave; che di solito pesano sui disabili e cercare di non provare solo pena per queste persone sfortunate, ma bisogna coinvolgerle in maniera vulcanica come ha fatto Driss, facendo dimenticare al suo amico i problemi fisici.<br /> Un film quindi che fa riflettere e nello stesso tempo fa divertire, ne consiglio la visione in quanto sono certa che non rimarrete delusi. </p>
<p><em><font color="#ff9900">Miryam </font></em></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1267]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1267</guid>
	<dc:date>2012-04-30T05:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Miryam</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La verità nascosta]]></title>
	<description><![CDATA[<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="1" width="350" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="350">
            <div align="center"><img src="/public/laveritanascosta.jpg" width="350" alt="" /></div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="1" width="350" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Titolo originale</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">La cara oculta</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Produzione</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Colombia, Spagna 2011</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Regia</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Andr&eacute;s Baiz</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Interpreti</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Martina Garc&iacute;a, Quim Guti&eacute;rrez, Clara Lago, Alexandra Stewart</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Durata</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">95 Minuti</div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>Une videomessaggio lasciato sulla sua videocamera, getta nello sconforto l&rsquo;attraente direttore d&rsquo;orchestra Adrian (<em>Quim Guti&eacute;rrez</em>). La missiva registrata dalla sua fidanzata Bel&egrave;n (<em>Clara Lago</em>), lo informa della propria decisione, quella di andar via, poich&eacute; non se la sente pi&ugrave; di vivere con lui, pregandolo di non odiarla e soprattutto di non cercarla. Nel frattempo Adrian, affoga il suo dispiacere nell&rsquo;alcol, vizio che lo porter&agrave; a conoscere la giovane cameriera Fabiana (<em>Martina Garc&igrave;a</em>), che ben presto rimpiazzer&agrave; la sua ex, tutt&rsquo;ora introvabile. Instauratasi nel sua enorme casa di campagna, Fabiana ogni qual volta &egrave; in bagno, ode degli strani e sinistri rumori provenienti dall&rsquo;impianto idraulico. Inizialmente egli pensa che l&rsquo;autore di tali avvenimenti, sia qualche fantasma, ma in realt&agrave; non &egrave; uno spettro, quello che cerca disperatamente di farsi sentire, ma si tratta di Bel&egrave;n, bloccata da pi&ugrave; giorni in un bunker proprio dentro casa!<br /> A fargli scoprire il bunker nascosto dietro l&rsquo;armadio della camera da letto &egrave; la proprietaria della stessa casa, che nel frattempo ritorna e muore in Germania. Quello che inizialmente doveva essere solo una constatazione dell&rsquo;amore che il suo Adrian provava per lei, si tramuta in un incubo senza uscita, poich&eacute; nel nascondersi dietro agli specchi, per vedere la reazione del suo fidanzato al videomessaggio, Bel&egrave;n dimentica le chiavi per poi poter uscire, dando inizio ad un susseguirsi di eventi non previsti, come quello di osservare dietro agli specchi il fiorire del nuovo amore di Adrian verso Fabiana.<br /> &ldquo;<strong>La verit&agrave; nascosta</strong>&rdquo; &egrave; un film latino, diretto dal regista colombiano <em>Andi baiz</em>, interpretato egregiamente dal trio protagonista:<em> Quim Guti&eacute;rrez, Clara Lago e Martina Garc&igrave;a</em>, attrice quest&rsquo;ultima che somiglia molto alla francese Sophie Marceu da giovane.<br /> Il film, che inizialmente sembra una delle solite pellicole dalla trama scontata, esamina con buon profitto i limiti dell&rsquo;amore, della gelosia e del tradimento. Nonostante sia passato inosservato ai grandi schermi, il film ha un suo fascino che lo fa emergere dalle centinaia di titoli distribuiti sia in sala che nelle videoteche per racimolare soldi e lanciare nuovi e probabili talenti nell&rsquo;elite del cinema. </p>
<p><strong><em>Namor</em></strong></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1266]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1266</guid>
	<dc:date>2012-04-26T05:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Namor</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[In Time]]></title>
	<description><![CDATA[<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="1" width="350" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="350">
            <div align="center"><img src="/public/intime.jpg" width="350" alt="" /></div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="1" width="350" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Titolo originale</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">In Time</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Produzione</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">USA 2011</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Regia</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Andrew Niccol</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Interpreti</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Justin Timberlake, Amanda Seyfried, Cillian Murphy, Vincent Kartheiser, Olivia Wilde.</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Durata</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">109 Minuti</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Trailer</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left"><a href="http://www.intimecasino.com/" target="_blank">Link</a> </div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>Quanti di noi sarebbero disposti a fare qualunque cosa, pur di rimanere giovani per sempre? Tutti! Per questa ossessione della giovinezza eterna, le industrie di bellezza investono miliardi ogni anno, nella ricerca di sistemi per fermare l&rsquo;invecchiamento. Nel frattempo c&rsquo;&egrave; un uomo che forse, potrebbe aver trovato il modo per mantenere gli esseri umani per sempre giovani&hellip;&hellip; almeno questo per quanto riguarda la celluloide, ed &egrave; il cineasta Andrei Niccol con il nuovo film thriller d&rsquo;azione &ldquo;In Time&rdquo;, gia regista di Gattaca (uno dei migliori esempi di fantascienza cinematografica). <br />In un futuro in cui il tempo &egrave; letteralmente denaro e il processo di invecchiamento si ferma a 25 anni, l&rsquo;unica maniera per restare vivi &egrave; guadagnare, rubare o ereditare del tempo. Will Sales (Justin Timberleke, il protagonista della pellicola), non vive alla giornata, ma al minuto. Nato in uno dei distretti pi&ugrave; poveri del paese di Dayton, non ha mai avuto a sua disposizione pi&ugrave; di 24 ore di vita. Sempre di corsa, vive la sua giornata in fabbrica per guadagnare la giornata successiva, fino a quando in maniera del tutto inaspettata, si ritrova tra le mani una quantit&agrave; di tempo ingente che le garantisce l&rsquo;accesso al mondo dei ricchi. Qui incontra una bella e giovane ereditiera Sylvia Weis (Amanda Seyfried), con la quale tenter&agrave; di mettere fine a questo sistema corrotto, gestito da autorit&agrave; chiamate i Timekeepers. <br />Quante volte ci siamo sentiti dire &ldquo;Il tempo &egrave; denaro?&rdquo;. E un modo per spronare qualcuno pigro, a migliorare il proprio stato personale e sociale. Sprecarne un po&rsquo; ogni tanto, in fondo, non ci costerebbe niente. Invece si tratterebbe di un lusso che non ci sarebbe concesso, se noi vivessimo nel mondo creato da Andrei Niccol per &ldquo;In Time&rdquo;. Il tempo non &egrave; solo denaro, ma di pi&ugrave;: il tempo &egrave; vita!<br /> Le vite dei suoi personaggi, sono scandite da un orologio biologico che segnala costantemente il tempo che rimane loro da vivere e, quando il conto alla rovescia raggiunge lo zero, nemmeno la miglior scusa del mondo pu&ograve; salvarli da una inevitabile fine. E cos&igrave; quello che per noi &egrave; solo un stereotipo morale, per i protagonisti del film &egrave; una legge biologica da rispettare a tutti i costi. Il regista Andrei, ha immaginato un futuro in cui la moneta corrente &egrave; il tempo. Una societ&agrave; divisa, come al solito, da persone povere che vivono costantemente sul filo dei secondi e non possono permettersi di fare pause. I ricchi, invece, se la spassano senza preoccuparsi del tempo che scorre, proprio come accade nella nostra societ&agrave; in cui viviamo!!! <br />Mi ha colpito molto l&rsquo;inizio del film, Will si alza, entra in una stanza , vede una bellissima ragazza di 25 anni e dice: &ldquo;Buongiorno mamma&rdquo;. Sono rimasta stupita! Quella donna &egrave; veramente sua madre, anche se sembrano che abbiano la stessa et&agrave;? Il ragazzo guarda il cronometro che ha sul polso: va all&rsquo;indietro come mai? &ldquo;In Time&rdquo; &egrave; una pellicola interessante, avvincente, con scene d&rsquo;azione e una storia d&rsquo;amore, ma, soprattutto l&lsquo;ho trovata una storia originale, ambientata in un mondo che non &egrave; cos&igrave; poi tanto diverso da quello in cui viviamo noi. Geniale l&rsquo;idea di Andrew dove il tempo &egrave; letteralmente denaro e tutti gli esseri umani, sono nati con un orologio al polso e una volta arrivati a 25 anni, l&rsquo;orologio comincia a funzionare. Pensate un p&ograve;: ma se un giorno, veramente in un futuro, sparissero i soldi e tutto fosse valutato in base allo scorrere del tempo! In conclusione a me &egrave; piaciuto molto, ritengo che sia un film carino da visionare, soddisfer&agrave; un po&rsquo; tutti, vi sono scene d&rsquo;azioni per chi ama il brivido, e i sentimentali si lasceranno un po&rsquo; trasportare dalla storia d&rsquo;amore tra Will e Sylvia .</p>
<p>&nbsp;<font color="#00ff00"><em>Angie </em></font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1265]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1265</guid>
	<dc:date>2012-04-23T05:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Angie</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il Deserto dei Tartari]]></title>
	<description><![CDATA[<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="1" width="350" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="350">
            <div align="center"><img src="/public/ildesertodeitartari.jpg" width="350" alt="" /></div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="1" width="350" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Titolo originale</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Il Deserto dei Tartari</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Autore</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Dino Buzzati</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Editore</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Mondadori Classici Moderni</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Prima edizione</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Rizzoli Dicembre 1940</div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>La Fortezza Bastiani &egrave; una roccaforte di confine, sbarramento dell&rsquo;unico valico che discende in terra nemica attraverso il Deserto dei Tartari. Le storie militari narrano le battaglie terribili che vi sono state combattute, eco di un passato che probabilmente non si ripeter&agrave;. <br />Giovanni Drogo &egrave; un giovane Ufficiale volontario che ha domandato di esservi destinato: quando vi giunge, per&ograve;, capisce immediatamente che in quel luogo sperduto non vi &egrave; futuro; solo la solitudine immobile, che consuma un&rsquo;esistenza senza prospettiva. <br />Vorrebbe andarsene subito, ma la burocrazia gli impone un periodo minimo e tuttavia sopportabile di servizio, che certamente daranno un maggiore spunto alla sua carriera. Ed &egrave; cos&igrave; che i giorni passano, mentre Giovanni inizia ad ambientarsi al suo ruolo e quella fortezza comincia a farlo sentire sicuro ed importante. Inizia ad apprezzare la guardia, ad amare il deserto che sta di fronte e la montagna che lo circonda, una vita molto pi&ugrave; semplice di quella che si conduce in citt&agrave;. Le poche volte che torna, infatti, i suoi amici di sempre, la sua famiglia e persino quella ragazza che gli faceva battere il cuore prima che si arruolasse, sembrano progredire in una vita che non lo comprende pi&ugrave;, nella quale si sente di troppo, incompreso. Alla sua Fortezza, invece, il mondo &egrave; ben definito nelle regole e nelle certezze, e sono tutti in attesa di un evento che restituisca importanza e significato alla loro esistenza. <br />Vogliono la battaglia, per misurare il proprio valore&hellip; invece giunge soltanto la vecchiaia, alla fine, e proprio quando si stanno per incrociare le armi, si &egrave; ormai troppo vecchi per poter anche solo pensare di combattere.<br /> Lessi un brano de &ldquo;Il Deserto dei Tartari&rdquo; a scuola e, dopo, lo ignorai per anni: questo perch&eacute; ogni momento della vita ha la sua musica, i suoi film e romanzi; quando avevo tutta l&rsquo;esistenza davanti non potevo capirne il significato, perch&eacute; in me non vi era nulla che vi appartenesse. <br />Oggi cerco fortezze, qualche volta, ed in questo romanzo rivivo l&rsquo;umidit&agrave; di quelle pietre spesse e dei confini che sorvegliano, nella desolazione della montagna. Ho fatto il militare &ldquo;quasi operativo&rdquo;, come Giovanni, in una farsesca missione di pattugliamento. Infine conosco la sensazione che si prova tornando a casa dopo mesi di isolamento, circondato dall&rsquo;orizzonte sconfinato del mare, mentre la vita di tutti gli altri prosegue senza di me e la mia si consuma, un giorno dopo l&rsquo;altro, in attesa che sia il momento buono per realizzarsi.<br /> Cos&igrave;, &ldquo;Il Deserto dei Tartari&rdquo; ha ritrovato tutta la sua valenza. Buzzati scrisse questa metafora autobiografica in un momento di stasi della sua carriera, quando si crogiolava all&rsquo;interno della redazione di un giornale importante, una roccaforte affacciata sul brullo mondo della cronaca, cullato dai vantaggi di quell&rsquo;impiego eppure consapevole degli avvenimenti che accadevano al di fuori. <br />Penso che questo libro possa annoiare quelle persone ben sintonizzate sulla realt&agrave;, nonostante lo stile robusto e scorrevole, l&rsquo;introspezione dei personaggi, l&rsquo;esperienza di vita semplice su cui riflette senza retorica filosofia. Lo consiglio caldamente, invece, a coloro che hanno la sensazione di essere criceti in gabbia: sempre a correre sulla ruota, fermi nello stesso punto. </p>
<p><em>Asterix451</em></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1264]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1264</guid>
	<dc:date>2012-04-19T05:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Asterix451</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[War Horse]]></title>
	<description><![CDATA[<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="1" width="350" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="350">
            <div align="center"><img src="/public/warhorse.jpg" width="350" alt="" /></div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="1" width="350" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Titolo originale</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">War Horse</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Produzione</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">USA 2011</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Regia</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Steven Spielberg</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Interpreti</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Emily Watson, David Thewlis, Peter Mullan, Niels Arestrup, Tom Hiddleston.</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Durata</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">146 Minuti</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Trailer</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left"><a href="http://www.warhorsemovie.com/#" target="_blank">Link</a> </div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>Siamo nella campagna inglese, dove una giovane cavalla sta per dare alla luce un bel puledrino. Le immagini seguenti vedono i due cavalli che corrono felici ed esuberanti nei prati, purtroppo la separazione &egrave; imminente, infatti il giovane puledro viene messo in vendita in un&rsquo;asta di paese. Durante le trattative, si fa avanti Ted Narracott (Peter Mollan), un agricoltore un po&rsquo; rozzo e con il vizio di bere che acquista il cavallo per trenta ghinee, somma molto esosa, sarebbe stato pi&ugrave; indicato per lui, comprare un cavallo da tiro, per poter far rendere meglio la sua fattoria. Difatti, appena rientrato a casa, Rose (Emily Watson), la sua consorte, lo accusa di essere stato ingannato, che doveva riportare indietro quel cavallo, che non avrebbe mai potuto tirare l&rsquo;aratro e che questo incauto acquisto avrebbe fatto perdere loro tutta la fattoria, visto che sarebbero venuti a meno i soldi per pagare l&rsquo;affitto. <br />Chi invece &egrave; ben contento dell&rsquo;accaduto, &egrave; Albert, il figlio di Ted, il quale diventa ben presto il compagno inseparabile di Joey, questo &egrave; il nome dato al cavallo. <br />Albert, con tanta pazienza riesce ad instaurare un rapporto di fiducia con l&rsquo;animale, tanto da insegnarle ad arare la terra, riuscendo cos&igrave; a pagare i debiti della sua famiglia. Purtroppo per&ograve; una pioggia torrenziale fa perdere l&rsquo;intero raccolto alla famiglia Narracott, che si vede costretta a vendere il cavallo, che viene consegnato all&rsquo;esercito inglese e precisamente al Capitano Nicholls (Tom Hiddleston), che promette ad Albert che ne avr&agrave; particolare cura. La scena da qui si sposta nel pieno della prima guerra mondiale, per Joey &egrave; un susseguirsi di eventi che lo faranno incontrare con padroni diversi con i quali riesce sempre ad instaurare un sentimento d&rsquo;amore e di protezione, persino verso un altro cavallo al quale riesce addirittura a risparmiarle la morte. Joey riesce a scappare e si mette a correre a pi&ugrave; non posso, oramai rimasto solo, deve lottare contro tutto e tutti. <br />Proprio mentre la guerra sta per finire, Albert, arruolatosi, &egrave; sempre alla ricerca del suo cavallo e quando ormai ferito aveva perso tutte le sue speranze, ecco che il miracolo sta per accadere: il caso vuole che entrambi sono finiti nello stesso posto, cosi i due amici seppur malconci riescono finalmente a ritrovarsi in un meraviglioso abbraccio ormai insperato, sotto gli occhi increduli di tutti i presenti.<br /> &ldquo;<em>War Horse</em>&rdquo;, tratto dall&rsquo;omonimo romanzo scritto da Michel Morpurgo e dall&rsquo; adattamento teatrale del romanzo di Nick Stafford, &egrave; un film diretto da Steven Spielberg, a parer mio un lungometraggio molto toccante e ricco di sentimento. E&rsquo; stato candidato all&rsquo;Oscar con sei nomination senza per&ograve; portare a casa nessuna statuetta. Forse non sar&agrave; un film da Oscar, ma non &egrave; stato nemmeno giusto accanirsi contro, come tanti hanno fatto!! Personalmente a me &egrave; piaciuto, &egrave; stato un po&rsquo; come vivere una favola, anche se in un contesto di guerra.<br /> Il sentimento e l&rsquo;affetto che lega il cavallo al ragazzo &egrave; molto forte, del resto lo sappiamo tutti che gli animali hanno fiducia negli uomini e che a differenza di noi non sanno mentire. La scena che mi ha pi&ugrave; colpito per&ograve; &egrave; stata quando inglesi e tedeschi hanno fatto una piccola tregua per salvare il cavallo imprigionato nel filo spinato, arrivando addirittura a stringersi la mano.<br /> Il film tutto sommato &egrave; per tutta la famiglia in quanto non ci sono scene cruenti, ma soltanto della grande umanit&agrave;. Ripeto, per me &egrave; stata una bella pellicola con un&rsquo;altrettanta bella sceneggiatura dall&rsquo;inizio alla fine. Guardatelo e poi mi direte!!</p>
<p><em>&nbsp;</em><font color="#ff9900"><em>Miryam</em> </font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1263]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1263</guid>
	<dc:date>2012-04-16T05:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Miryam</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Romanzo di una strage]]></title>
	<description><![CDATA[<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="1" width="350" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="350">
            <div align="center"><img alt="" src="/public/romanzodiunastrage.jpg" width="350" /></div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="1" width="350" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Titolo originale</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Romanzo di una strage</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Produzione</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Italia 2012</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Regia</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Marco Tullio Giordana</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Interpreti</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Valerio Mastandrea, Pierfrancesco Favino, Michela Cescon, Laura Chiatti, Fabrizio Gifuni.</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Durata</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">129 Minuti</div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>Dal Corriere della Sera 14 novembre 1974: </p>
<p><em>&ldquo;Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato &quot;golpe&quot; (e che in realt&agrave; &egrave; una serie di &quot;golpe&quot; istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974. Io so i nomi del &quot;vertice&quot; che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di &quot;golpe&quot;, sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli &quot;ignoti&quot; autori materiali delle stragi pi&ugrave; recenti. Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974). Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci e della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il '68, e in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginit&agrave; antifascista, a tamponare il disastro del &quot;referendum&quot;. Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Citt&agrave; Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggio grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli. Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocit&agrave; fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove.</em></p>
<p>Da questo esplosivo articolo di <em>Pier Paolo Pasolini</em>,&ldquo;<em><strong>Cos&rsquo;&egrave; questo golpe? Il romanzo delle stragi</strong></em>.&rdquo;, nasce il titolo dell&rsquo;ultimo film di denuncia del regista <em>Marco Tullio Giordana</em>, direttamente ispirato dal libro <strong><em>&ldquo;Il segreto di Piazza Fontana</em></strong>&rdquo; di <em>Paolo Cucchiarelli</em>. <br />Il film ripercorre i fatti salienti del 1969 che portarono all&rsquo;efferata strage di Piazza Fontana, un massacro che ancora adesso, dopo pi&ugrave; di 40 anni &egrave; rimasto inspiegabilmente impunito. Guardando la pellicola non si far&agrave; fatica a immaginare per quale ragione tale avvenimento sia rimasto senza colpevoli. <br />&ldquo;<strong>Romanzo di una strage</strong>&rdquo; merita pienamente la visione, per non dimenticare e far conoscere alle persone che non c&rsquo;erano, cosa pag&ograve; e cosa stava per pagare la nostra nazione in quel periodo. Un regista migliore di <em>Giordana</em> questo progetto non poteva avere, cos&igrave; come il cast scelto per impersonare i protagonisti dell&rsquo;epoca: <em>Valerio Mastandrea</em> nel ruolo del Commissario<em> Calabresi</em>, <em>Pierfrancesco Favino</em> in quello dell&rsquo;anarchico <em>Pinelli </em>e <em>Fabrizio Gifuni</em> nella parte del Ministro <em>Aldo Moro</em>, sono senza dubbio le performance pi&ugrave; significative, cos&igrave; come quelle femminili della <em>Laura Chiatti</em>, che impersona la moglie di <em>Calabresi</em> e <em>Michela Cescon</em>, nel ruolo della consorte di <em>Pinelli.</em> <br />Giunta la fine del film, &egrave; molto difficile che un senso di disgusto verso le nostre istituzioni, non prevalga sullo spettatore (almeno a me &egrave; successo), se poi si pensa a quante altre porcate hanno insabbiato, il disgusto si tramuta immediatamente in rabbia verso chi ha governato l&rsquo;Italia, e ancora lo sta facendo dal dopoguerra! <br />Un plauso a<em> Giordana</em> per aver riesumato questa triste e scomoda vicenda, purtroppo quasi dimenticata&hellip; o meglio deliberatamente scordata da un rilevante numero di persone. </p>
<p><strong><em>Namor </em></strong></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1262]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1262</guid>
	<dc:date>2012-04-13T05:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Namor</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[La Grande Madre]]></title>
	<description><![CDATA[<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="1" width="350" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="350">
            <div align="center"><img src="/public/LaGrandeMadre.jpg" width="350" alt="" /></div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="1" width="350" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="70">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Artista</span></strong></div>
            </td>
            <td width="280">
            <div align="left">Pino Daniele</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="70">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Titolo</span></strong></div>
            </td>
            <td width="280">
            <div align="left">La Grande Madre</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="70">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Anno</span></strong></div>
            </td>
            <td width="280">
            <div align="left">2012</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="70">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Label</span></strong></div>
            </td>
            <td width="280">
            <div align="left">Blue Drag</div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>Album numero 26 per il grande Pino Daniele, e dico grande perch&eacute; il cantautore partenopeo merita davvero questo aggettivo, per la musica che ha saputo inventare agli inizi degli anni ottanta, fondendo rock, blues, jazz, funk elettrico e influenze mediterranee, creando dischi magici come Nero a met&agrave;, Vai m&ograve; e lo strepitoso live Sci&ograve; . <br />Doveroso nominare i compagni di avventura di quei tempi, musicisti con la m maiuscola come James Senese al sax , che si alternava con Enzo Avitabile, Joe Amoruso al piano e tastiere, Tullio De Piscopo batteria, Tony Esposito alle percussioni e Rino Zurzolo al basso, che hanno contribuito in maniera incisiva al successo di Pino: le jam del live sono memorabili. <br />Tornando a questo nuovo disco, intitolato &ldquo;<em>La Grande Madre</em>&rdquo;, l&rsquo;intenzione &egrave; quella di ritrovare il gusto di suonare buona musica, senza dover compiacere le major discografiche che nella maggior parte dei casi costringono artisti anche di questo calibro, a sfornare il compitino leggero e commerciale, adatto ad accontentare pi&ugrave; o meno tutti; per fare questo cambiamento, il cantante napoletano ha fondato una sua etichetta, la Blue Drag, con cui sta seguendo altri progetti di musicisti emergenti e con la quale pu&ograve; finalmente tornare a sperimentare e soprattutto a divertirsi, circondandosi di nuovo di nomi di tutto rispetto, a partire da Steve Gadd alla batteria, un mostro sacro di questo strumento, che ha suonato con Clapton, James Taylor e tantissimi musicisti tra i migliori al mondo. Al basso troviamo Willie Weeks, un muro di suono funk-rock dall&rsquo;enorme esperienza; un altro super ospite &egrave; Mel Collins, celeberrimo sassofonista dalla bravura e gusto esagerati e al piano e Hammond troviamo Chris Stainton, fido collaboratore di Eric Clapton. <br />Che la musica fosse cambiata si capiva gi&agrave; dal singolo apripista Melodramma, che trovo una canzone piena di magia e atmosfera, dotata di un bellissimo testo sognante e una gran chitarra che esegue bei ricami sugli accordi stupendi di piano. Ma al primo ascolto, gustato insieme a <a href="http://www.blogbuster.it/dblog/autori.asp?chi=Namor">Namor</a>, che ringrazio per avermelo &ldquo;passato&rdquo;, mi ha colpito subito Due Scarpe, una metafora sulla vita vista attraverso le scarpe, che pur avendo una vita diversa, riescono a camminare e invecchiare compiendo lo stesso percorso; la musica soffusa e melodica, crea un sottofondo perfetto come una colonna sonora, con il sax di Collins magico come sempre. L&rsquo;influenza di Clapton, con cui Pino ha suonato l&rsquo;estate scorsa in un grande concerto a Cava dei Tirreni, si fa sentire nel riff e nel ritmo di La grande Madre; qui il musicista partenopeo spadroneggia con una strepitosa chitarra per tutto il pezzo, dimostrando una tecnica e un gusto eccellenti, tra scale dal sapore mediterraneo, tapping e sapiente uso della leva. Nel testo si evince una ricerca delle proprie origini, al di l&agrave; dei guadagni facili e la grande madre potrebbe essere la musica, libera da vincoli commerciali. <br />E&rsquo; un po&rsquo; commerciale s&igrave;, ma terribilmente orecchiabile Searching for the water of life, a sostegno della campagna Save the children every one, istituita per sensibilizzare l&rsquo;opinione pubblica sulla mortalit&agrave; infantile; un mix di sonorit&agrave; arabe e africane perfetto, costruito sopra un giro di basso batteria malizioso e ballabile, condito di nuovo da una chitarra super: bellissimo il coro allegro di bambini africani nel finale. Il momento migliore del disco &egrave; costituito da It&rsquo;s coffee time, un acid jazz caldo e fumoso di grande atmosfera, trasportato da un basso portentoso e una batteria tesa e raffinata, in cui il livello musicale &egrave; superbo e fa da trampolino per la jam che segue e si chiama O fr&agrave;, il cui testo , dopo tanti anni, &egrave; cantato in napoletano; qui al sax non poteva mancare Enzo Avitabile, vecchio compagno di memorabili jam, come questa d&rsquo;altronde, in cui tutti i musicisti sfogano la loro inventiva, liberi dal vincolo di una canzone vera e propria: una goduria. Voglio menzionare ancora The lady of my heart, uno strumentale in cui Daniele sfodera una chitarra in bilico tra Santana e Knopfler e in cui i suoi musicisti si dimostrano davvero dei maestri, come lui stesso del resto; grande musica. <br />Ci sono altre canzoni, qualcuna pi&ugrave; &ldquo;leggera&rdquo; , diciamo, ma musicalmente sempre di ottimo livello; in totale sono dodici tracce.Tra l&rsquo;altro il cd &egrave; correlato di parecchio materiale fotografico, testi e addirittura gli spartiti di qualche canzone. La grande madre &egrave; uno di quei dischi che al primo ascolto ti lascia perplesso, ma solo per la voglia di riascoltarlo subito per risentire certi passaggi e finezze; secondo me Pino Daniele ha fatto la svolta giusta per tornare a fare buona musica e vi assicuro che si sente..buon ascolto!</p>
<p><em>Andy </em></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1261]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1261</guid>
	<dc:date>2012-04-10T05:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Andy</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Buona Pasqua 2012]]></title>
	<description><![CDATA[<table cellspacing="2" cellpadding="1" border="0" align="center" style="width: 350px; height: 29px;">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="350">
            <div align="center"><img width="350" alt="" src="/public/pasqua_2012.jpg" /></div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="350">
            <div align="right"><font size="1">image by <a href="http://www.slovo.it" target="_blank">slovo</a></font></div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p align="center">La redazione di <strong>Blogbuster</strong> augura a tutti<br /><strong style="color: rgb(255, 102, 0);"><font size="4">Buona Pasqua ! </font></strong></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1259]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1259</guid>
	<dc:date>2012-04-08T05:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>slovo</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[The Iron Lady]]></title>
	<description><![CDATA[<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="1" width="350" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="350">
            <div align="center"><img src="/public/theironlady.jpg" width="350" alt="" /></div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="1" width="350" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Titolo originale</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">The Iron Lady</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Produzione</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Gran Bretagna 2011</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Regia</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Phyllida Lloyd</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Interpreti</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">Meryl Streep, Jim Broadbent, Olivia Colman, Roger Allam, Susan Brown.</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Durata</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left">105 Minuti</div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="115">
            <div align="right"><strong><span style="COLOR: #333399">Trailer</span></strong></div>
            </td>
            <td width="235">
            <div align="left"><a href="http://www.theironladymovie.co.uk/blog/" target="_blank">Link</a> </div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<p>Phyllide Lloyd, regista di “The Iron Lady”, film di genere drammatico e biografico sull’icona della “Lady di Ferro”, racconta la storia dell’ormai ottantenne Margaret Thatcher (interpretata da Meryl Streep), ex Primo Ministro Britannico. <br />La donna affetta da demenza senile, la si vede colloquiare pi&ugrave; volte con il marito Denis, defunto da anni. Mentre decide finalmente di liberarsi del guardaroba dell’uomo, si risvegliano in lei i ricordi dei momenti vissuti con lui e della perdita del suo potere. Questa grande Leader che all’ambizione politica ha immolato se stessa e la sua vita privata, adesso, purtroppo deve fare i conti con la sua vecchiaia, chiusa in casa con i suoi continui flashback tra presente e passato. <br />Chi si aspettava (come me), un film prettamente storico rimarr&agrave; sicuramente deluso, in quanto la sua carriera politica resta in sottofondo (era quella che pi&ugrave; interessava, forse, al pubblico). <br />“<em>The Iron Lady</em>”, a mio giudizio &egrave; pi&ugrave; un ritratto confuso di un’ anziana donna che ripercorre le tappe della sua vita privata e, non di una Thatcher politica, che ha governato con pugno di ferro realizzando riforme impopolari ma molto efficaci per l’equilibrio di bilancio. <br />Il personaggio meritava un maggior approfondimento sulle sue vicende politiche, importantissime per quei anni e, sul come una donna di ceto medio-basso sia riuscita a diventare Primo Ministro. Parlare di un personaggio come la Thatcher, una delle donne pi&ugrave; potenti e controverse della storia, poteva e doveva rendere il film molto pi&ugrave; esplosivo, invece si conclude in una breve e piatta rappresentazione della vita della protagonista. Ad essere sincera la pellicola non mi &egrave; piaciuta molto, l ho trovata mediocre e un po’ noiosa (sempre per quanto riguarda la mia opinione!) ma con questo non voglio affermare che non sia stato un buon film. <br />In conclusione unica nota positiva che posso fare sul film &egrave; per la bravissima Meryl Streep, per la sua ineguagliabile interpretazione di Margaret Thatcher. La sua vera somiglianza del personaggio non solo fisica ma anche vocale e gestuale le &egrave; valsa la sua 17esima nomination all’Oscar della sua carriera. Pertanto mi permetto di dire che la vera “Iron Lady” di questo film &egrave; lei : Meryl Streep. </p>
<p><em><font color="#00ff00">Angie </font></em></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1260]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1260</guid>
	<dc:date>2012-04-04T05:00:00+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Angie</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Buon Compleanno Blogbuster (6 anni)]]></title>
	<description><![CDATA[<table cellspacing="2" cellpadding="1" border="0" width="350" align="center">
    <tbody>
        <tr>
            <td width="350">
            <div align="center"><img width="350" alt="" src="/public/compleanno6.jpg" /></div>
            </td>
        </tr>
        <tr>
            <td width="350">
            <div align="right"><font size="1">image by </font><font size="1"><a href="http://www.slovo.it" target="_blank">slovo</a></font></div>
            </td>
        </tr>
    </tbody>
</table>
<div style="text-align: center;"><br />incredibile ma vero! <span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 102, 255);">blogbuster</span><span style="color: rgb(51, 102, 255);"> </span>festeggia oggi il suo <span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 102, 255);">sesto anno</span> di presenza in rete! il caparbio impegno di recensori e lettori ha permesso di raggiungere questo risultato, ancora pi&ugrave; importante se si pensa con quale effimeratezza sono soliti esaurirsi i progetti in rete...<br />evidentemente <span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 102, 255);">blogbuster </span>&egrave; sostenuto da un incrollabile volont&agrave; e dalla rara linfa dell'entusiasmo.<br />anche quest'anno diciamo <span style="font-weight: bold; color: rgb(51, 102, 255);">grazie</span>. a chi scrive e a chi legge.<br /><strong><em><br /></em></strong>
<div style="text-align: right;"><strong><em>Collettivo Blogbuster</em></strong></div>
</div>
<p style="COLOR: rgb(0,0,0); FONT-WEIGHT: bold"><em>                                                   </em></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.blogbuster.it/dblog/articolo.asp?articolo=1257]]></link>
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