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Invictus - L'invincibile
Di Louise-Elle (del 14/04/2010 @ 05:00:00, in cinema, linkato 868 volte)
Titolo originale
Invictus
Produzione
USA 2009
Regia
Clint Eastwood
Interpreti
Morgan Freeman, Matt Damon, Tony Kgoroge, Patrick Mofokeng, Matt Stern.
Durata
134 Minuti
Trailer

Nelson Mandela, dopo ventitrè anni di carcere, è il nuovo Presidente del South Africa, una Nazione divisa da decenni dall’Aparthaid e da violenze sociali.
Anno 1995. Ad un anno circa dalle elezioni, per Mandela, uomo semplice debilitato nel fisico e nell’anima dalla lunga prigionia, la riconciliazione e l’integrazione sono l’obiettivo principale del suo Governo. Il Presidente è intenzionato a smantellare il regime razzista contro cui ha lottato per tutta la vita e nel contempo vuole costruire un nuovo Stato senza discriminazioni e favorire una reale pacificazione fra le due comunità che si sono per anni odiate ed ignorate. Nelson Mandela per fare questo pensa di ricorrere al rugby, lo sport della minoranza bianca ex dominante. Riesce a convincere Francois Pienaar, boero e aristocratico, Capitano della nazionale sudafricana Springboks, a guidarla fino alla vittoria finale contro gli invincibili All Blacks neozelandesi.
Mi aspettavo di assistere ad un film con dialoghi politici e invece i 134 minuti di proiezione sono piacevoli e scorrevoli. La strepitosa interpretazione di Morgan Freeman nel ruolo del Leader Mandela è davvero commovente e stupenda. Descrive il lato più profondo e umano del Presidente che altro non è che un uomo anziano che in seguito alle sue idee e alla sua lunga prigionia ha dovuto rinunciare all’affetto di una famiglia reale, ma l’ha egregiamente sostituita, a suo dire e anche per sua volontà, con una famiglia composta da 42 milioni di persone: la Nazione che lo ha eletto trionfalmente. Un uomo che dopo essere stato rinchiuso in una misera cella per anni in compagnia di un libro di poesie, esce da questa esperienza ancora più umile e coraggioso tanto da dare l’esempio che la prima regola per una pacifica convivenza è abbandonare il rancore e perdonare il proprio nemico. L’ammirazione e la stima per il Presidente da parte del Capitano Pienaar (interpretato da un sempre più affascinante e professionale Matt Damon) è il motore che trasmette forza e determinazione alla squadra di rugby che con la sua vittoria unirà e farà abbracciare almeno per il tempo della partita e degli inevitabili successivi festeggiamenti, la popolazione bianca e nera del Sudafrica. Le scene della partita di rugby sono davvero entusiasmanti e da seguire anche per chi non è un’ appassionato di questo sport. Personalmente mi piace e concordo pienamente con ciò che è il pensiero di Oscar Wilde in proposito: “il rugby è uno sport da selvaggi giocato da gentiluomini, mentre il calcio è uno sport da gentiluomini giocato da selvaggi.” Ancora una volta Clint Eastwood, in qualità di regista, ha tutta la mia ammirazione poiché ha saputo regalare al pubblico un film godibile, trattando un argomento scottante e difficile come il razzismo, con grande tatto e umanità.
Il film è tratto dal libro del giornalista John Carlin “Ama il tuo nemico”. La storia infatti è davvero molto tenera e delicata. E’ un tributo e un ritratto inedito del Leader Mandela descrivendolo non solamente come tutti lo abbiamo conosciuto, cioè un uomo politico, ma ne evidenzia le qualità: straordinario, capace, intelligente, carismatico, paziente, davvero meritevole del Premio Nobel per la Pace assegnatogli nel 1993 e soprattutto “invincibile”.

Louise-Elle