La Classe Operaia va in Paradiso
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Titolo originale
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La Classe Operai va in Paradiso
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Produzione
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Italia 1972
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Regia
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Elio Petri
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Interpreti
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Gian Maria Volonté, Mariangela Melato, Flavio Bucci, Luigi Diberti, Salvo Randone.
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Durata
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125 Minuti
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In questi giorni abbiamo ripetutamente sentito parlare della fabbrica FIAT di Pomigliano d'Arco e il mio pensiero è subito corso a “La classe operaia va in paradiso” film di Elio Petri del 1971, Palma d'oro a Cannes. Interpretato, come sempre, in maniera magistrale da Gian Maria Volonté. Sicuramente molte cose sono cambiate da allora nel panorama culturale del nostro Paese e non solo, le manifestazioni studentesche sono ormai un ricordo e forse solo un pò più vivo quelle sindacali. Resta invece il problema degli operai che molto spesso finiscono per pagare sulla loro pelle i problemi della fabbrica e le trasformazioni della nostra società. Esula ora un'analisi sul momento che stiamo attraversando sotto questi aspetti, ma la visione di questa vecchia pellicola può aiutarci a recuperare tematiche da tempo abbandonate, forse non da tutti, ma indubbiamente da molti di noi. Ludovico Massa, per tutti Lulù, è un operaio che lavorando con un andazzo infernale riesce con il cottimo a sostentare due famiglie e fare una vita agiata. Questo suo metodo di lavorazione finisce per renderlo inviso ai suoi colleghi ed amato dai datori di lavoro che lo adottano per stabilire i ritmi ottimali di produzione. Memorabile quando alcuni ragazzi appena assunti gli chiedono come faccia a mantenere questa cadenza al tornio e lui gli risponde che pensa al sedere di una sua collega: “Un pezzo, un culo. Un pezzo, un culo. Un pezzo, un culo.” Parole che dimostrano lo stato d'alienazione ormai raggiunto da Lulù, inoltre evidenziato da come una volta giunto a casa finisca per annientarsi davanti alla televisione eliminando qualsiasi dialogo all'interno della famiglia dove con la moglie (Mariangela Melato) non è nemmeno più in grado di avere rapporti. Tutto questo si conclude quando durante le ore di lavoro perde un dito, fatto che lo sveglia dall'oblio in cui viveva e lo porta ad abbraccia le cause proposte dagli studenti che di frequente si ritrovavano davanti ai cancelli dello stabilimento per lanciare i loro slogan. Posizioni queste assai più radicali di quelle dei sindacati che lo mettono nuovamente in contrapposizione con i suoi compagni di lavoro.
mimmotron
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