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Titolo originale
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Il Pap'occhio
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Produzione
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Italia 1980
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Regia
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Renzo Arbore
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Interpreti
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Diego Abatantuono, Roberto Benigni, Andy Luotto, Mario Marenco, Luciano De Crescenzo.
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Durata
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101 Minuti
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Ieri sono entrato nella videoteca dove abitualmente mi reco ad affittare i film (Video Dreams) e mi sono accorto dell'uscita in versione restaurata de il Pap'occhio. Una pellicola che merita assolutamente di essere vista, bene inteso, se si voglio fare delle risate attraverso una comicità che definirei “vintage”. A Renzo Arbore, reduce dal successo de L'altra domenica, venne infatti proposto di girare un film e con tutta la sua compagnia si gettò in questo nuovo progetto, era infatti un esordiente alla regia cinematografica, con un'idea che a quei tempi gli costò il ritiro della pellicola dalle sale “per vilipendio alla Religione Cattolica e alla persona di S.S. il Papa”. La trama del film infatti si sviluppa sull'idea del Papa di creare una televisione vaticana per attirare le nuove generazioni sempre più distanti dal Cattolicesimo e decide di affidarne la direzione artistica a Renzo Arbore che interpreta se stesso, come d'altronde buona parte dei protagonisti. Il tentativo da parte di Arbore di creare una televisione del vaticano troverà l'opposizione surrettizia a questa idea del Papa del cardinale Richelieu al qual si alleerà Roberto Benigni (coartato dalla madre) che per trenta gettoni telefonici farà in modo, poi pentendosi, di far naufragare questo progetto. Credo che vi siate subito accorti della citazione ad un fatto noto della Bibbia che come di molti altri è impregnata questa pellicola anche se per la maggior parte di altro genere come il cinema, la musica, la letteratura, la politica e lo sport. Sono presenti come protagonisti oltre ad Arbore e Benigni, Abatantuono, Isabella Rossellini, Andy Luotto, Mariangela Melato, Martin Scorzese e molti altri ancora ognuno dei quali recita una piccola parte all'interno di questo improponibile programma di cabaret all'interno del palinsesto della tv vaticana. Sicuramente le scene che hanno come protagonista Benigni sono quelle di maggiore spessore artistico tra le quali, imperdibile, il suo monologo con Dio sopra un impalcatura utilizzata per il restauro della Cappella Sistina. E con la tavolozza in mano, immagina un improbabile conversazione tra Dio e Carlo Marx presso il quale quest'ultimo giunge con l'avvento del Giudizio Universale. Considerato che durante la sua vita sostenne la non esistenza di Dio come punizione dovrà lavorare presso la portineria e essendo Dio in quel periodo molto impegnato dovrà dire a tutti quelli che lo cercano “Mi dispiace Dio non c'è”. Ovviamente non manca il tormentone, tanto caro ad Arbore, che si realizza ogni qual volta gli uomini di Chiesa gli dicono: “Il Signore sia con voi”. Per cui lui se la prenderà con Mario Marenco che è sempre staccato dal gruppo che si muove invece compatto all'interno della Città del Vaticano.
mimmotron
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