\\ Home Page : Articolo : Stampa
Vai e vivrai
Di Darth (del 18/10/2006 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1657 volte)
Titolo originale
Va, vis et deviens
Produzione
Francia, Belgio, Israele, Italia, 2005
Regia
Radu Mihaileanu
Interpreti
Roni Hadar, Sirak M. Sabahat, Roschdy Zem, Yaël Abecassis
Durata
140 minuti

Radu Mihaileanu il pluripremiato regista del superbo “Train de vie”, dopo sette anni di assenza torna per raccontarci un nuovo viaggio: dopo quello intrapreso da tutti gli abitanti di uno shtetl dell’Europa dell’est con un finto treno di deportati verso la terra promessa; ci racconta il viaggio compiuto Schlomo, un piccolo etiope cristiano, che si finge ebreo per essere portato in Israele durante l’ “Operazione Mosè”. L’ ”Operazione Mosè” è un fatto storico realmente accaduto nel 1984, dove migliaia di ebrei etiopi (i Falasha), dopo un viaggio disumano attraverso la propria terra, raggiungono un campo profughi in Sudan e da li vengono trasportati in pullman fino a Tel Aviv in Israele. La madre cristiana di Schlomo (un bimbo di 9 anni) consegna il proprio figlio ad un’ ebrea in procinto di partire, in modo da salvarlo dalla fame e dalle malattie che stanno sterminando il popolo etiope. “Va, vis et deviens” (il titolo originale) è rappresentativo dell’evoluzione narrativa del film diviso in tre parti: subito si assiste alla partenza del piccolo Schlomo, disorientato, impaurito e frastornato giungere in Israele dove non conosce la lingua ed è tutto così diverso dal suo mondo; poi il bambino verrà adottato da una famiglia ebrea, ritroverà la voglia di ridere, di mangiare… e di vivere; ed infine Radu Mihaileanu ci mostrerà l’ingresso nell’età adulta di Schlomo: divenuto più “ebreo” di un vero ebreo (ma senza mai scordare le proprie origini), lo vedremo laurearsi in medicina ed entrare nell’associazione “Medici senza frontiere” ad operare in un Israele sempre in guerra. “Vai e vivrai” è davvero un film toccante (soprattutto la prima parte), realizzato sapientemente, e con una colonna sonora splendida firmata da Armand Amar, autore di numerosi pezzi di lirica ad enfatizzare i (numerosi) momenti drammatici. La differenza sostanziale tra “Train de vie” e “Vai e vivrai” è nell’approccio verso la storia: mentre nel primo veniva sdrammatizzata e ironizzata con battute e situazioni spassose anche nei momenti più intensi (sullo stile di Kusturica); in quest’ultimo, invece, viene caricata a dismisura di angoscia e disperazione, senza mai lasciarla andare ad un sorriso; perfino nell’ultimo fotogramma del film, dallo zoom sul lieto fine la camera allarga il campo a velare il gaio istante posizionandolo in un contesto di assoluto dolore.

Darth