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Flags of our father
Di Namor (del 23/11/2006 @ 05:00:00, in cinema, linkato 5650 volte)
Titolo originale
Flags of Our Fathers
Produzione
USA 2006
Regia
Clint Eastwood
Interpreti
Ryan Phillippe, Jesse Bradford, Adam Beach, Barry Pepper, John Benjamin Hickey, John Slattery, Paul Walker, Jamie Bell, Robert Patrick
Durata
130 minuti

Durante la battaglia di Iwo Jima il fotografo dell’Associated Press, Joe Rosenthal senza rendersene conto, scattò la foto della sua vita, che gli valse il premio Pulitzer. Il fotogramma ritrae sei soldati americani intenti ad innalzare la loro bandiera sul monte Suribachi, ed il giorno dopo, quell’immagine si presentava agli occhi di milioni di americani, pubblicata sulla prima pagina di tutti i giornali! Il presidente Roosevelt, fece individuare i sei marines ritratti nella famosa foto con l’intento di riportarli in patria ed avvalersi della loro inaspettata notorietà, per raccogliere fondi destinati a sovvenzionare il proseguo del conflitto, ma solo tre dei sei soldati sopravvissero allo scontro e tornarono a casa, mentre gli altri tre morirono sull’isola il giorno successivo allo scatto. Grazie alla collaborazione dei tre eroi, testimonial della propaganda “acquista i buoni di guerra” la sottoscrizione popolare fruttò alle casse del governo il doppio del previsto e ciò risultò fondamentale per le sorti del conflitto. Il regista Clint Eastwood dopo aver letto il libro di James Bradley (il figlio di uno degli eroi che piantò la bandiera) decise di acquistarne i diritti per farne un film, ma il buon Spielberg lo precedette! I due si incontrano due anni dopo ad un party, e fu in quella occasione che Spielberg gli diede via libera per la realizzazione del film, ma ad un patto che fosse lui stesso a produrlo, e che nel dirigerlo Clint avesse fatto meglio di quanto fece lui con “Salvate il soldato Ryan”. Per tale impresa fu ingaggiato lo sceneggiatore Paul Haggis, vincitore di due oscar con “Crash” e “Million Dollar Baby”: Che Haggis fosse un talentuoso non si discute, ne testimoniano le due statuette consecutive vinte alle ultime edizioni, ma questa volta la sua sceneggiatura non mi ha convinto, e d’altronde non lo era nemmeno lui quando gli commissionarono la trasposizione, infatti inizialmente disse che era molto difficile adattare il libro su grande schermo, ma che comunque ci avrebbe provato. Trovo che questo film, sia carente sullo spessore dei personaggi, sappiamo tutto e anche troppo dei tre soldati rimpatriati, l'Ufficiale Sanitario dalla Marina, John "Doc" Bradley, (Ryan Phillippe); il timido americano di origini pellerossa, Ira Hayes, (Adam Beach), al quale Johnny Cash dedicò una ballata, e il portaordini militare Rene Gagnon, (Jesse Bradford), ma quasi nulla dei tre che morirono! Durante la visione di “Flag of our Father”, facevo fatica a capire chi fossero gli altri tre sfortunati commilitoni che alzarono la bandiera insieme ai presunti eroi, sarebbe stato più opportuno, secondo me, scremare la pellicola nella seconda parte, che lentamente giunge al sospirato the end, per dare più spazio alla prima, concedendo allo spettatore il tempo per conoscere gli altri tre protagonisti, coloro che perirono in quella stessa battaglia e commuoversi per la loro sorte. Sulla regia di Eastwood niente da dire, nel corso degli ultimi anni ha dimostrato di essere portato per questa nuova carriera, le scene della battaglia iniziale con camera a mano e riprese ad altezza uomo, sono di sicuro effetto, a tal proposito ho udito commenti che lo accusano di averle girate troppo simili a quelle del film “Salvate il soldato Ryan”, vero, ma non dimentichiamo che questa battaglia, durata 36 giorni, fu quella in cui gli americani persero la maggior parte degli uomini. Per conquistare l’isola difesa da 30mila giapponesi, sbarcarono quasi 100mila soldati di cui 6.825 morirono e 19mila furono feriti, superando di gran lunga quella dello sbarco in Normandia, quindi la presunta somiglianza é perdonata! Per chi non lo sapesse Eastwood, per questa pellicola ha girato materiale in abbondanza tale da fare un secondo film, “Lettere da Iwo Jima”, che racconta la medesima storia vista però dalla parte dei giapponesi, il protagonista sarà il bravissimo attore nipponico Ken Watanabe. L’uscita era prevista per Febbraio, ma la Warner ha deciso di anticipare al 20 Dicembre, esclusivamente a New York, Los Angeles e San Francisco, motivo di tale scelta? Semplice, l’accoglienza da parte di stampa e pubblico nei confronti di “Flags of our Fathers” é stata talmente tiepida, che con l’uscita del secondo capitolo, sperano di portare più spettatori e consensi verso il primo per non rimanere fuori dalle candidature agli oscar! Come vi dicevo, non sono stato l’unico a rimanere insoddisfatto!

Namor