I cento passi
Di kiriku (del 12/12/2006 @ 05:00:01, in Cinema, linkato 900 volte)
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Titolo originale
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I cento passi
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Produzione
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Italia 2000
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Regia
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Marco Tullio Giordana
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Interpreti
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Tony Sperandeo, Luigi Maria Burruano, Lucia Sardo, Luigi Lo Cascio, Paolo Briguglia, Andrea Tidona, Fabio Camilli, Mimmo Mignemi, Aurora Quattrocchi, Ninni Bruschetta, Roberto Zibetti, Paola Pace, Francesco Giuffrida.
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Durata
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114 min
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Il nove maggio del 1978 l’Italia è scossa dalla triste notizia del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro. Televisione e giornali non parlano d’altro, tutta l’attenzione è giustamente rivolta alla tragica conclusione della vicenda dell’ esponente della Democrazia Cristiana. Tutti sono a conoscenza di quei fatti, anche io che all’epoca avevo solo cinque anni sono al corrente di quello che è accaduto. Ma quasi nessuno sa che quello stesso giorno a Cinisi, in provincia di Palermo, veniva ucciso dalla mafia Giuseppe Impastato detto Peppino. Ma chi era questo uomo e perché dovrebbe essere ricordato? A questa ad altre domande risponde Marco Tullio Giordana con il suo film “I cento passi”, nel quale ripercorre la vita e la morte di colui che ebbe il coraggio di sfidare la malavita. Peppino è nato nel 1948 a Cinisi a soli cento passi dalla casa del boss Tano Badalamenti, la sua famiglia è collusa con la mafia, il cognato di suo padre era il capomafia Cesare Manzella che morirà poi in un attentato nel 1963. Malgrado cresca in un ambiente così corrotto Peppino ne esce pulito. Ancora adolescente fonda il giornale "L’Idea Socialista", si unisce alle lotte dei contadini espropriati dei terreni per costruire la terza pista dell’aeroporto di Palermo. Anni dopo costituisce il gruppo “Musica e Cultura” dove si svolgono varie attività culturali (cineforum, teatro, dibattiti, ecc.). Nel 1976 fonda “Radio Aut”, attraverso la quale denuncia i traffici illeciti e i crimini commessi dai mafiosi di Cinisi e Terrasini, il programma più ascoltato era “Onda pazza” nel quale, usando l’arma della satira, sbeffeggiava e ridicolizzava politici e mafiosi. Sul sito http://www.peppinoimpastato.com è possibile ascoltare alcune di quelle trasmissioni radio in cui Badalamenti diventa "Tano seduto" e Cinisi si trasforma in "Mafiopoli". Due anni dopo si candida per le elezioni comunale con “Democrazia Proletaria” ma durante la campagna elettorale viene assassinato, il suo corpo viene steso sui binari imbottito di tritolo e fatto saltare in aria. Una morte orrenda per un uomo che ha avuto il coraggio di sfidare e di colpire la Mafia proprio nel suo punto di forza: nell’onore. Il regista ci racconta con maestria la vita di Peppino, i suoi contrasti interiori e famigliari. Fa la fotografia di un mondo dove criminali e gente onesta vive a stretto contatto, un microcosmo malato che è poi lo specchio di una nazione, dove, anche se è difficile, è possibile scegliere di vivere onestamente. Ho trovato molto bravi anche gli attori che all’uscita del film erano tutti sconosciuti, a parte Tony Sperandeo nel ruolo del boss Gaetano Badalamenti, e sui quali spicca, per la strepitosa interpretazione nel ruolo del protagonista , Luigi Lo Cascio. Insomma un film bello che ci racconta un pezzo di storia del nostro bel Paese! Buona visione a tutti.
Kiriku
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