Diffrazioni Sonore
Di slovo (del 16/03/2007 @ 05:00:01, in musica, linkato 1892 volte)
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Artista
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Romina Daniele
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Titolo
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Diffrazioni Sonore
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Anno
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2005
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Label
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Un’avvertenza: il disco di Romina si colloca, se mi si concede una semplificazione, nelle avanguardie. E una preghiera: di mantenere un orecchio scevro da preconcetti, da qualunque cifra prestabilita riguardante la musica, cosa si intende comunemente per essa, le sue strutture, i suoi elementi costitutivi. Ora siamo pronti ad ascoltare “diffrazioni sonore”. L’affinità più evidente che affiora dopo qualche minuto è con i lavori solisti di Demetrio Stratos: come il compianto cantante degli Area così Romina ha imperniato il suo lavoro sulla voce: voce intesa come strumento (ogni suono presente sul disco è frutto delle sue corde vocali) potenzialmente più versatile rispetto ai limiti imposti dall’ utilizzo consueto, voce come portante di un linguaggio (non necessariamente intellegibile) infine, voce come sonda di ricerca: dove si può arrivare con il mezzo voce? Anche la realizzazione di questo progetto, tralaltro supportato da una solida filosofia che ne costituisce, per così dire, il manifesto, ricalca il desiderio di affrancarsi da ciò che è procedimento comune: registrare lunghe sessioni di improvvisazione vocale lasciando che si sviluppi nella forma di ipnotici mantra o complicati vocalizzi, sciogliere le briglie al gibberish o a suoni che non si penserebbero riproducibili da ugola umana ( il controllo e la grande varietà di timbri che riesce ad ottenere dalla sua voce fa intuire quanto rigoroso esercizio abbia svolto Romina). La fase successiva, che si contrappone alla prima per un riappropriarsi di un controllo, per l’applicazione di scelte, consiste nel montare queste incisioni per costruire i brani. Il metodo è affascinante quanto il risultato finale. Evidentemente opere come “diffrazioni sonore” sono più foriere di domande che di asserzioni stabili: dov’è la linea che separa la sperimentazione dal risultato casuale? quanti riusciranno a discernere una palette di espressioni vocali inserite in un progetto da un ‘circo freak’ dell’apparato fono-articolatorio? Quanto una ricerca del limite personale può essere estendibile (e fruibile) al di fuori del suo ermetismo intrinseco? Ma a prescindere da queste speculazioni va detto che probabilmente dimostra più coraggio Romina oggi presentando un opera come questa di quanto non ne servisse a Stratos negli anni settanta, quando comunque esisteva un pubblico che ancora dava valore alla sperimentazione. “Diffrazioni sonore” compie il salto, elevandosi rispetto alla mera dimostrazione, grazie alla sua estrema visceralità. Proponendo un modo alternativo al connubio musica-testo, rappresenta un ventaglio di sentimenti e stati d’animo: inquietudine, angoscia, ira, nevrosi, follia liberatoria, spensieratezza, leggerezza. Romina scortica la pelle delle emozioni arrivando alla carne viva, destabilizzando l’ascoltatore che rimarrà auspicabilmente ammaliato ma immancabilmente segnato dall’esperienza. Considerando la giovane età dell' artista e che la sua ricerca si può dire appena cominciata non possiamo che aspettarci cose molto interessanti per il futuro...
slovo
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