Johnny Rotten. L'autobiografia
Di slovo (del 19/01/2008 @ 05:00:00, in libri, linkato 2333 volte)
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Titolo originale
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Rotten: No Irish, No Blacks, No Dogs
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Autore
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John Lydon, Kent & Keith Zimmerman
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Traduzione
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Giuseppe Marano
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Editore
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Arcana
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Prima edizione
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1994
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"I Sex Pistols finirono com'erano iniziati: in un completo disastro. E tutto quel che c'era in mezzo era altrettanto disastroso"… difficile resistere ad un incipit come questo vero? Poi mettiamoci che, piacciano o non piacciano lo stile di vita, la moda o la musica che ha generato, il movimento punk inglese è stato uno dei fenomeni più influenti e longevi del costume moderno ed ecco che un libro come questo diventa un opportunità straordinaria di sentire tutta la storia raccontata dall’ uomo-alfa del punk. Quel John Lydon, in arte Johnny Rotten, cantante e ‘filosofo’ dei Sex Pistols ed inventore, per sua insindacabile asserzione, del punk. Complici la cattiva fama che si erano guadagnati per il loro atteggiamento oltraggioso e la stampa al solito poco informata, dei Pistols si è detto e scritto di tutto: “gran parte sensazionalismo o seghe mentali di giornalisti. Il resto puro veleno”. Rotten racconta la sua versione dei fatti cominciando dagli albori, dai suoi nello specifico, partendo dalla sua poverissima infanzia di figlio di irlandesi della working-class, la scuola, le prime bande di ragazzi, gli esperimenti sul look, fino all’incontro con Malcolm McLaren e il primo nucleo dei Pistols, prosegue con i primi concerti, la popolarità, la censura, il tour americano e lo scioglimento dopo il famoso concerto a San Francisco, quindi la lunga battaglia legale contro il management e la nascita dei Public Image Ltd. Narratore terribilmente schietto, Rotten non risparmia commenti al vetriolo a nemici, amici e colleghi illustri (pochi quelli che si salvano dalle sue invettive) proponendosi di fornire l’ultima parola sulla vicenda dei Sex Pistols così spesso mistificata negli anni (il documentario “la Grande Truffa del Rock’n’Roll” ad esempio, fortemente voluto da McLaren, che dipinge il gruppo come una sua mera invenzione o il film “Sid & Nancy” (1986) che John non esita a definire “la cosa più ignobile che esista”). Interessante la struttura narrativa intercalata dagli interventi dei co-protagonisti: gli amici di John, il padre John Christopher, i musicisti che condividevano la scena, riportati anche quando in netta contraddizione con le parole del protagonista. Una lettura interessante ed appassionante, un reportage autorevole e sincero, un occasione per scoprire e rivalutare un personaggio unico, bizzarro e brillante come Johnny Rotten. Da divorare.
slovo
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