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I-Tigi canto per Ustica
Di Sansimone (del 04/07/2008 @ 07:00:00, in teatro, linkato 1548 volte)
Titolo originale
I-Tigi canto per Ustica
Produzione
ACCADEMIA PERDUTA/ROMAGNA TEATRI
Regia
 
Interpreti
Marco Paolini e il Quartetto vocale Giovanna Marini (Patrizia Bovi, Francesca Breschi, Giovanna Marini, Patrizia Nasini)
Durata
2h 30’ circa

Ore 20.59.45 di una sera di giugno del 1980, una voce nel cielo del Tirreno dice “ Gua”, il significato di quel mozzicone di parola non lo sapremo mai.
Quella mezza parola è stata l’ultima parola registrata dalla scatola nera del volo Itavia precipitato al largo di Ustica vent'otto anni fa, la sera del 27 giugno 1980.
Sempre in una sera di giugno ma, del 2000, Marco Paolini porta in scena a Bologna “ I-Tigi Canto per Ustica” monologo per non dimenticare una tragedia italiana.
I-Tigi è uno spettacolo diverso da quello che uno spettatore si può aspettare da un’opera di denuncia sociale, perché alla fine non indica né colpevoli né nuove teorie su come si sono svolti i fatti. Paolini, insieme al coautore Daniele Del Giudice, vuole ripercorre la storia dell’aereo e di tutta l’inchiesta che né è seguita in vent’anni di indagini, basandosi sull’istruttoria del giudice Priore.Sforzandosi però di non farsi prendere la mano dalla voglia di denunciare la montagna di menzogne che hanno circondato da subito la vicenda del DC-9 precipitato ma, di attenersi solamente agli atti giudiziari.
Per far questo hanno deciso di usare nello spettacolo anche un linguaggio aereonautico, semplificato, ma lo stesso difficile da capire per chi non lo conosce (cosa che è successa anche ai vari giudici inquirenti per esempio), questo per rendere il più possibile reale il monologo. Si inizia, infatti, con le ultime comunicazioni tra l’aereo e il controllo di Ciampino con un insieme di dati e codici di rotta incomprensibili ai più ma, con l’andare avanti dello spettacolo diventeranno chiari grazie alla bravura di Paolini nel inserire nel copione spazi per così dire didattici.
Importanti in tutto lo spettacolo sono i cori, scritti e cantati da Giovanna Marini, anzi direi fondamentali perché questi cori sono le voci dei itigi, le voci di chi era su quel aereo, le voci dei parenti che aspettavano a Palermo i loro cari, le nostre voci. Nostre si, perché è da questo punto che è partito il progetto di Paolini e cioè che itigi siamo tutti noi, noi che prendiamo un aereo o che andiamo all’aeroporto per l’arrivo di qualcuno, noi popolo italiano che ha bisogno di sapere se il nostro spazio aereo è sicuro o è un far west per chiunque.
Come dicevo all’inizio, il monologo non individua chi è che ha deciso di far sparire un aereo civile dai nostri cieli, ma, forse, anno dopo anno un pezzo di verità salterà fuori.
Chissà magari l’onorevole senatore a vita Cossiga si ricorderà cosa avvenne nell’estate del 1980, quando era presidente del consiglio e fu preso in giro da tutti i suoi sottoposti( concetto da lui espresso in alcune interviste), e racconterà tutto quello che pensa, quest’anno ha detto che secondo lui è stato un missile magari il prossimo ci dirà che il missile è stato lanciato da un aereo e se la salute lo sostiene un giorno forse sapremo che bandiera aveva quel missile.

SanSimone