BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Angie (del 28/09/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 432 volte)
Titolo originale
Il giovane favoloso
Produzione
Italia 2014
Regia
Mario Martone
Interpreti
Elio Germano, Michele Riondino, Massimo Popolizio, Anna Mouglalis, Valerio Binasco.
Durata
137 Minuti

“Il Giovane Favoloso” film diretto da Mario Martone, già regista di “Noi Credevamo”, è incentrato sulla vita del “sommo poeta italiano” Giacomo Leopardi, interpretato da Elio Germano. Il nome di Giacomo Leopardi penso che evoca in molti di noi il tempo della scuola, dei compiti e delle infinite lezioni (a volte per alcuni forse noiose) di italiano.
Era uno dei tanti poeti preferiti. Ricordo, infatti, che portai all'esame due delle sue tante belle poesie:”A Silvia”(il grande amore di Leopardi) e “Sabato Del Villaggio”. Nonostante il suo pensiero e la poetica fossero caratterizzate dal pessimismo, le sue poesie malinconiche mi affascinavano ugualmente. Abbiamo conosciuto Leopardi sui banchi di scuola come poeta ma, chi era veramente?
Martone con “Il Giovane Favoloso” cerca di raccontarci l'esistenza travagliata di questo grande artista “Favoloso” ma sfortunato. Il film inizia con la visione di tre bambini che giocano nel giardino della loro casa. Sono i fratelli Leopardi. E così che il regista Mario Martone comincia a raccontare il “suo” Leopardi, un bambino prodigio, dalla giovinezza con il suo rapporto conflittuale con il padre Monaldo, i suoi problemi fisici, l'amicizia con il letterato Pietro Giordani e con il biografo Antonio Ranieri. Sarà poi colui che gli permetterà finalmente la fuga dal “natio borgo selvaggio” Recanati, per iniziare un viaggio culturale che lo porterà da Firenze a Roma fino a Napoli, in quel periodo infettata dal colera. Fu ultima sua tappa, infatti vi morì non ancora quarantenne.
Il film fu presentato alla 71° Mostra del Cinema di Venezia e accolto con soddisfazione sia dalla critica che dal pubblico. Un bravo a Elio Germano che ha prestato voce e corpo in maniera straordinaria (a mio giudizio) di questo grande personaggio, di un Leopardi, vulnerabile, struggente, dalla salute cagionevole e l'animo fragile ma, dalla grande lucidità intellettuale. A me la pellicola è piaciuta molto. Ottime le ambientazioni (molto bella la Terrazza di Torre del Greco), bei costumi, bravi attori, nota di merito sopratutto,come ho già affermato, per il protagonista Elio ben calato nel personaggio. Ovviamente ci troviamo di fronte ad una pellicola cupa, lenta ma è il personaggio stesso, questo pessimismo leopardiano che rende la storia, forse, poco coinvolgente per una buona parte del pubblico.
Sicuramente chi non ama tale genere troverà il film lungo e a tratti piatto e freddo, poco emozionante il che appesantisce la pellicola rendendola noiosa. Comunque è un buon film, valido ed interessante da vedere. Lo consiglio in particolar modo agli amanti della letteratura e a chi ha letto con piacere le opere del grande poeta Giacomo Leopardi, come la sottoscritta.

Angie

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Di Miryam (del 25/09/2015 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 428 volte)
Titolo originale
El secreto de Puente Viejo
Produzione
Spagna 2011
Episodi / Durata
746 / 45 Minuti

Il segreto è una telenovelas che ha riscosso un enorme successo qui da noi in Italia come certamente nel paese d’origine ovvero la Spagna.
Infatti è ambientato proprio nella Penisola Iberica all’inizio del 20° secolo.
Inutile dire che come tutte le serie tv con un forte indice di ascolto, anche questa è divisa in varie stagioni, ma veniamo ora all’intricata trama.
Tutto ha inizio con la vita di una giovane levatrice, Pepa Balmas ( Megan Montaner) che fu cacciata di casa da una ricca famiglia in quanto amante del suo padrone Carlos Castro con cui ebbe un figlio di nome Martin, bimbo strappatole appena nato per sostituirlo con la neonata morta, figlia della moglie di Carlos. Dopo questa tremenda disgrazia, la giovane Pepa si stabilisce nel piccolo villaggio di Puente Viejo, dove viene assunta come levatrice dalla ricca nobildonna Francesca Montenegro ( Maria Bouzas ), madre di Soledad ( Alejandra Onieva ) e di Tristan ( Alex Gadea ), un giovane di bell’aspetto, dolce e umile di cui Pepa si innamora. Peccato però che sia sposato con una donna che in apparenza sembra gentile mentre invece mostra segni di squilibrio mentale.
Qui inizia la tormentata storia d’amore di Pepa e Tristan, storia affiancata dalle varie vicende di tutti gli abitanti di questo paesino circondato da immense proprietà terriere, un insieme di case dove tutte le persone sono legate da vincoli di parentela o di profonde amicizie, non vengono certo a mancare i contrasti di varie famiglie, rancori che si tramandano di generazione in generazione.
“Il Segreto”, ideato da Aurora Guerra, non è altro che una storia che affronta svariati temi, l’amore impossibile, la vendetta, i rancori, ma soprattutto i segreti inconfessabili. Non sono mai stata un’appassionata di telenovelas o serie interminabili come del resto si vedono in televisione, ma questa ha catturato la mia attenzione quasi per caso.
La trama intricata che sembra non aver mai una conclusione, l’ambientazione, i costumi dell’epoca e soprattutto la mancata tecnologia, del resto siamo intorno al 1920, hanno suscitato in me una forte curiosità e perciò puntata dopo puntata… sto ancora guardandola.
Comunque credetemi, nonostante siano passati ben cent’anni… beh i problemi di allora, non sono poi così distanti dai problemi dei nostri giorni… e noi abbiamo pure le comodità!!!

Miryam

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Di Asterix451 (del 21/09/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 447 volte)
Titolo originale
Bronson
Produzione
Gra Bretagna 2008
Regia
Nicolas Winding Refn
Interpreti
Tom Hardy, Kelly Adams, Katy Barker, Edward Bennett-Coles, June Bladon.
Durata
92 Minuti

Michael Gordon Peterson (Tom Hardy) non è un criminale qualunque: infatti è considerato il detenuto più “detenuto” del Regno Unito, con una permanenza record in isolamento e un’attitudine a malmenare le guardie carcerarie che ha dell’incredibile, al punto da rendere necessari continui trasferimenti e incrementi di pena per un totale di circa 30 anni.
Siamo nel 1974.
Figlio di buona famiglia, Michael viene condannato a qualche anno per rapina. Se la caverebbe con poco se non dimostrasse subito un’attitudine alla violenza contro detenuti e guardie, vere e proprie risse che terminano sempre in isolamento. La pena raddoppia e cominciano i trasferimenti, incluso un ospedale psichiatrico dal quale, però, viene dimesso a causa di un fatto grave.
Michael è un uomo brillante, carismatico, egocentrico. I detenuti lo adorano, le guardie lo temono, e lui riesce a diventare un personaggio leggendario e rispettato: al rilascio, crede di poter iniziare una nuova vita a un livello più alto. Poi cambia nome, diventando legalmente “Charles Bronson” come l’attore che stima. In questi panni incontra una donna e canalizza la sua aggressività in incontri di pugilato a mani nude, trovando un certo equilibrio. Sino a quando… “Bronson” è un film indipendente scritto e diretto dal regista danese Nicolas Winding Refn, che successivamente trionfa a Cannes con il più famoso “Drive”, insieme a Ryan Gosling. Amante delle produzioni indipendenti (a volte per convinzione, a volte per questioni di budget), il suo talento dietro alla macchina da presa è notevole, dalla sceneggiatura alle riprese. La riuscita di questo incredibile film è soprattutto merito del protagonista, Tom Hardy (Warrior, La talpa, Lawless, Batman Return, Locke), che riesce a passare con naturalezza da ruoli prettamente fisici ad altri emotivamente coinvolgenti. Dopo aver incontrato il vero “Charles Bronson” in galera, Hardy si è ingrassato e irrobustito opportunamente, perfettamente a suo agio in scene che sono al limite dello scabroso. Capace di essere sarcastico, istrionico, violento, di recitare mascherato, truccato, nudo, regge uno sviluppo di trama che non rispetta una vera sequenzialità di eventi riuscendo, tuttavia, a risultare chiara e coinvolgente dal primo all’ultimo minuto.
Tom Hardy è a suo agio nei panni difficili di “Bronson”, Refn è a suo agio dietro alla camera da presa: insieme danno vita ad un film controverso e violento dal messaggio discutibile non sofisticato da alcuna limitazione: ciò lo rende vero, emotivamente forte e coinvolgente. Allo stesso tempo sconsiglio la visione a persone impressionabili o moralmente impegnate nei confronti di certe tematiche per le quali il film diventa quasi celebrativo: trattandosi di una biografia nella prospettiva di “Bronson”, non poteva essere diversamente.
Film strano, leggere attentamente le avvertenze. Comunque sia, per me è promosso a pieni voti.

Asterix451

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Di mimmotron (del 18/09/2015 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 405 volte)
Titolo originale
True Detective
Produzione
USA 2015
Episodi / Durata
8 / 60 Minuti

La prima cosa da non fare, se vi metterete a guardare questa serie, è di pensare che abbia qualcosa a che vedere con la precedente.
Le cose in comune sono solo tre: il regista, Nic Pizzolato, il numero delle puntate (otto) ed il titolo. Assolutamente diversa poi l'ambientazione, in questa serie siamo in pratica a Los Angeles, anche se i fatti si svolgono nella vicina ed immaginaria città di Vinci. Ho trovato davvero affascinati le diverse immagini panoramiche che riprendevano gli svincoli delle highway, mi davano, in alcuni casi, come un senso di smarrimento.
Siamo abituati a vedere un'infinità di serie che hanno nel proseguo una continuità nella trama o quanto meno nei protagonisti. In True Detective non accade nulla di tutto ciò, come in tutte le serie antologiche, cosi definite. Il genere è lo stesso, poliziesco, per cui si parte anche questa volta da un omicidio, che seppure efferato, appare subito slegato dalle questioni esoteriche della precedente serie.
Come ormai molti di noi sanno, a furia di vedere polizieschi americani, il sistema inquirente statunitense è diverso dal nostro per cui le indagini possono essere portate avanti dal comune in cui è avvenuto l'omicidio, dalla contea di appartenenza dello stesso e poi dallo Stato in cui esse si trovano.
In questo modo lo sceneggiatore riesce brillantemente a mettere in campo i tre protagonisti della serie rispettivamente agenti dei tre diversi corpi di polizia. Tutti e tre gli agenti portano dentro di se dei conflitti interiori che verranno sapientemente svelati dall'autore. A capo delle indagini c'è l'agente della contea Antigone “Ani” Bezzerides (Rachel McAdams), sotto di lei si trova l'agente Raymond “Ray” Velcoro (Colin Farell), ma tutti devono comunque rispondere all'agente Paul Woodrugh (Taylor Kitsch), della polizia della California.
Ognuno di questi agenti viene poi spinto dai rispettivi superiori, non tutti in buona fede, ad agire alle spalle dei propri colleghi per portare a termine il compito a loro assegnato, che non sembra sempre essere quello di risolvere il caso d'omicidio.
Un altro personaggio che riveste un ruolo da protagonista in tutta la storia è Francis “Frank” Seymon (Vince Vaughn). Frank è un criminale che attraverso il city manager della città di Vinci, Ben Caspere (l'uomo assassinato), stava facendo dei loschi affari su dei terreni presto edificabili. Il suo personaggio si intreccia cosi, ma anche grazie ad un rapporto “particolare” con l'agente Velcoro, alle indagini in corso.
Come in un qualsiasi poliziesco si può raccontare poco di ciò che avviene nelle varie puntate senza fare dello spoiler, per cui chiudo questa recensione con la mia opinione su quanto visto: bel poliziesco, assolutamente da guardare se vi piace il genere, con un finale amaro.

mimmotron

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Di Namor (del 14/09/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 446 volte)
Titolo originale
The Gunman
Produzione
Usa - Francia - Spagna 2015
Regia
Pierre Morel
Interpreti
Sean Penn, Idris Elba, Javier Bardem, Ray Winstone, Mark Rylance.
Durata
115 Minuti

Jim Terrier (Sean Penn) è un agente speciale internazionale dal passato molto discutibile, legato ad operazioni di dubbia moralità richieste da agenzie multinazionali per i loro profitti, nei paesi in via di sviluppo. In attesa della prossima operazione sporca, Jim si trova in Congo sotto copertura operando per una associazione dei diritti umanitari con la mansione di costruire un impianto idrico, questo, fino a quando non arriva l’ennesimo ordine di eliminare il prossimo bersaglio scomodo alle multinazionali. L’obbiettivo è il Ministro delle miniere, colpevole di cancellare e rinegoziare tutti i contratti minerari alle compagnie straniere, ad occuparsene sarà Jim che una volta portato a termine l’ordine dovrà lasciare all’istante il Congo e la sua fidanzata Annie (Jasmine Trinca) senza lasciare traccia alcuna.
Dopo otto anni Jim viene rintracciato da alcuni sicari con l’intento di eliminarlo, mentre lavora per un’altra associazione umanitaria dopo aver lasciato per sempre la sua vecchia mansione, eliminati i killer Jim sa di non essere più al sicuro e per esserlo nuovamente dovrà scoprire chi è il mandante e perché vogliono farlo fuori. Gli unici punti di riferimento per scoprire il tutto sono i suoi vecchi amici commilitoni che ora vivono in Europa, ed è proprio li che Jim dovrà ricorrere alla sua esperienza di combattente per trovare il responsabile di tutto ciò.
Tratto dal romanzo “Posizione di tiro” di Jean Patrick Manchette, “The Gunman” è diretto dal regista Pierre Morel, autore di “Taken” serie di film di grande successo che ha visto consacrarsi Liam Neeson come attore di film di azione. Il cast oltre a Sean Penn e Jasmine Trinca comprende Javier Bardem, Idiris Elba, Ray Winstone e Mark Rylance.
Nonostante il cast fosse all’altezza per la buona riuscita del film, questo non avviene per una sceneggiatura estremamente debole e povera di dialoghi ed è un vero peccato perché Morel ci aveva abituati a film di azione di tutto rispetto con i suoi Taken. Penn trasformato fisicamente ha messo su un bel po’ di muscoli per affrontare questa parte, ma solo quelli non bastano per fare un buon film di azione al giorno d’oggi, il pubblico avvezzo a questo genere è diventato molto esigente col tempo e di certo non si accontenta più di vedere trame elementari come queste.
The Gunman non soddisfa, ma lo si può sempre vedere in una serata in cui non c’è una alternativa migliore nei titoli da scegliere.

Namor

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Di Angie (del 11/09/2015 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 392 volte)
Titolo originale
Agent of Shield
Produzione
USA 2013
Episodi / Durata
22 / 45 Minuti

L’agente Phil Coulson (Clark Gregg) misteriosamente sopravvissuto allo scontro con Loki, ritorna in attività e, assembla una squadra speciale di agenti professionisti nota come S.H.I.E.L.D.
L’obbiettivo è cercare di far luce su una serie di nuovi casi di origine sopranaturale derivati dallo stravolgimento sulla terra dalla comparsa di supereroi con poteri straordinari che potrebbero avere delle conseguenze devastanti. La suddetta squadra protagonista capitanata da Phil Coulson, di cui ha la supervisione di tutte le operazioni, è composta da agenti di spionaggio all’avanguardia. Ognuno è specializzato nel suo campo e ognuno dei quali cela un passato turbolento e misterioso. A partire dallo stesso Phil con la sua (presunta morte) e dalla sua misteriosa guarigione che, neanche lui stesso conosce. La fredda agente May (Ming Nawen); la spia Ward (Brett Dalton); i due giovani scienziati Fitz (Cacatecker) e Simmons (Elizabeth Henstridge) e, infine la bella e nuova recluta Srye (Chloe Bennet). Costoro vivono tutti su un aereo enorme ed ultramoderno per indagare su una strana organizzazione denominata Centipede al comando di un misterioso leader, chiamato il “Chiaroveggente”.
Non mi dilungo nei dettagli per lasciare a chi non ha avuto ancora occasione di visionarlo, di scoprire personalmente i vari misteri su tale organizzazione e vi posso assicurare che ve ne sono tanti!!! Quando pensi di aver intuito chi è il cattivo è lì che cominci a dubitare di nuovo di tutto e di tutti. Agents of S.H.I.E.L.D:, nota anche come Marvel Agents è una serie tv statunitense, genere tra fantascienza e spionaggio, creata per la ABC da Joss Whedon, Jed Whedon e Maurissa Taucharoen, basata sullo S.H.I.E.L.D:, organizzazione spionistica dei fumetti Marvel Comics composta da 22 episodi.
Possono sembrare tanti visionare 22 episodi ma, vi assicuro che non vi annoierete: sono tutti dall’inizio alla fine pieni di azione, di colpi di scena che si susseguono uno dopo l’altro. Ottimo il cast: ogni personaggio è molto convincente nella sua parte. Una trama ben sviluppata e coinvolgente, così pure ottimi gli effetti speciali che, seppur non presenti in grande quantità hanno reso la serie ben riuscita. Per il successo avuto c’è già la seconda stagione. Chissà cosa ci riserverà? Quali altri misteri ci porterà a conoscenza!! Lo scoprirò con la visione della seconda parte! A chi piace l’azione ed il mistero, non posso fare altro che consigliare la sua visione .

Angie

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Di Miryam (del 07/09/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 382 volte)
Titolo originale
Fratelli Unici
Produzione
Italia 2014
Regia
Alessio Maria Federici
Interpreti
Raoul Bova, Luca Argentero, Carolina Crescentini, Miriam Leone, Sergio Assisi.
Durata
89 Minuti

Pietro (Raoul Bova) e Francesco (Luca Argentero), sono due fratelli che avrebbero preferito entrambi essere figli unici.
Non si sopportano, non potrebbero essere più diversi: Pietro è un affermato chirurgo in carriera con un matrimonio fallito alle spalle dal quale è nata una figlia, Francesco invece è un eterno Peter Pan, squattrinato, fa lo stuntman per sbarcare il lunario e ogni giorno cambia donna, praticamente non si è mai assunto nessuna responsabilità.
A seguito di un incidente, Pietro perde la memoria, non ricorda più nulla, nemmeno le persone più care, sembra addirittura aver dimenticato tutto, l’uso delle parolacce, l’utilizzo del bidet e svariate altre cose, sembra sia tornato bambino. La sua ex moglie Giulia (Carolina Crescentini), non vuole occuparsi di lui anche perché ora ha iniziato una relazione con Gustavo (Sergio Assisi) e così Francesco è costretto a prenderselo in casa e curarlo facendo forse per la prima volta il fratello maggiore.
Certo le difficoltà non tardano ad arrivare, la convivenza tra i due fratelli diventa a dir poco tragicomica seguita attentamente da Sofia ( Miriam Leone ) la vicina di casa di Francesco, la quale, innamorata di lui, crede nell’amore purtroppo non corrisposto. Anche Pietro, che sta incominciando a migliorare, inizia a provare del sentimento per una donna incontrata per caso, ma quella persona altro non è che Giulia, la ex moglie solo che lui non la ricorda. Ed è a questo punto che tutti, compresa la figlia Stella (Eleonora Gaggero), cercano in vari modi di organizzare incontri affinchè…..
“Fratelli Unici” è una brillante e divertente commedia diretta da Alessio Maria Federici, qui al suo terzo film dopo “Lezioni di Cioccolato” e “Stai Lontana da Me”. Una pellicola molto semplice, ironica, fatta di battute una dietro l’altra senza mai cadere nel volgare o nella cattiveria, dato che in fondo tratta anche il tema dell’adulterio. Ho trovato inoltre i due attori fantastici, insieme sono veramente due macchiette, non pensavo fossero perfetti in un film non certo impegnativo!
Concludendo, una pellicola senza pretese, trama banale, finale scontato, praticamente da visionare seduti comodi sul divano quando la tv non trasmette niente di interessante e per farsi anche due risate.

Miryam

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Di Angie (del 04/09/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 496 volte)
Titolo originale
The Reach
Produzione
USA 2014
Regia
Jean-Baptiste Léonetti
Interpreti
Michael Douglas, Jeremy Irvine, Hanna Mangan Lawrence, Ronny Cox, Martin Palmer.
Durata
90 Minuti
Trailer

Il venticinquenne Ben (Jereny Imvine), idealista e amante della natura, conosce molto bene il deserto del Nevada e si guadagna da vivere accompagnando turisti in queste lande tanto deserte quanto piene di pericoli. Madec (Micheal Douglas) un arrogante uomo d'affari, decide con il suo Suv Mercedes da mezzo milione di dollari di intraprendere una battuta di caccia nel deserto del Mojave per il suo ennesimo trofeo. Ingaggia proprio Ben, esperto a far attraversare i turisti nel deserto, per accompagnarlo in questa caccia.
Nella fretta di sparare e portare a casa il trofeo, Madec uccide accidentalmente un uomo che vive in queste terre aride. Madec è di solito risolvere ogni suo problema con il denaro e, anche stavolta offre un'ingente somma al giovane Ben per aiutarlo a liberarsi del cadavere. Ma il ragazzo rifiuta. Il viaggio si trasforma cosi in un estenuante gioco al massacro tra cacciatore e preda.
The Reach - Caccia all'uomo”, tratto dal romanzo Deathwatch di Robb White, scrittore di successo negli anni '50 e '60, è un thriller con due protagonisti; Douglas, un ricco uomo d'affari senza scrupoli che si cimenta in una battuta di caccia e il giovane Jeremy che gli fa da guida. Ma il viaggio per uno sfortunato incidente si devolve in uno snervante gioco al massacro tra il cacciatore Madec e la sua guida Ben divenuta preda. Ricordo Douglas nella sua strepitosa interpretazione nel film “Dietro I Candelabri. Ora lo rivedo in questo Western moderno, ambientato nel torrido deserto del Mojave, nei panni di un uomo arrogante, cinico, insomma una canaglia.
E una storia che mette in risalto sopratutto come il potere dei soldi si può comprare e corrompere chiunque. Anche se, secondo il mio parere, Douglas ha fatto parti migliori è ugualmente azzeccato nella parte del “cattivo” o meglio del “pazzo assassino” che vuole a tutti i costi la pelle del giovane Ben. La pellicola è al quanto avvincente: momenti di azione e suspense che coinvolge lo spettatore e mantiene alta la tensione per tutta la proiezione. Peccato il finale un po' banale e scontato .
Ottima la fotografia e riprese dei paesaggi che spesso danno maggior risalto ai momenti clou del film. Quello che non mi è piaciuto del film è la scena quando Douglas nel mezzo del deserto, durante l inseguimento, si ferma e sorseggia seduto su una sdraio un ottimo Margarita. Comunque anche se non è un gradissimo capolavoro, infatti negli Stati Uniti non ha ottenuto grande successo, l'ho trovato un buon thriller che si lascia vedere senza annoiarsi. Bello vedere ancora un Douglas bravo ed in forma !

Angie

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Di Namor (del 01/09/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 402 volte)
Titolo originale
Left Behind
Produzione
USA 2014
Regia
Vic Armstrong
Interpreti
Nicolas Cage, Chad Michael Murray, Cassi Thomson, Nicky Whelan, Lea Thompson
Durata
110 Minuti
Trailer

Nel giorno del suo compleanno, il comandante dell’aviazione civile Ray Steele (Nicolas Cage) accetta una chiamata di lavoro che lo porta a Londra, la convocazione è programmata da tempo, visto che a bordo è presente anche la sua amante hostess. La figlia Chloe (Cassi Thomson) tornata appositamente per il compleanno del padre, all’aeroporto scopre la tresca del genitore, il quale mentendo gli ribadisce la piena armonia con la mamma.
Ray, non ama più sua moglie, diventata cieca credente delle sacre scritture, a tal punto da allontanare tutto il suo nucleo familiare che la reputa instabile psichicamente.
Durante il volo accade un evento inspiegabile, buona parte dei passeggeri sparisce lasciando gli effetti personali sul posto! Stessa cosa accade su tutto il pianeta, che, senza darsi una spiegazione logica al misterioso evento, viene sopraffatto dal caos generale. La spiegazione di tale enigma arriva dalla Bibbia, considerato che si tratta di un episodio biblico conosciuto come Il rapimento della Chiesa!
Ray, deve portare in salvo i restanti passeggeri e senza nessun aiuto dall’esterno, Chloe deve ritrovare il fratellino che è scomparso davanti a suoi occhi, due compiti ben differenti l’uno dall’altro, ma entrambi disperatamente difficoltosi.
Tratto dalla famosa serie di libri “Gli Esclusi” scritta da Larry B. Jenkins e Tim LaHaye, “Left Behind – La Profezia” il primo film di una trilogia già confermata dalla produzione sotto la guida del regista Vic Armstrong.
Una approvazione molto discutibile quella di annunciare altri due sequel, nonostante il flop della pellicola ai botteghini e la scarsa qualità della sceneggiatura che annoia per buona parte del film.
La vera profezia riguarda Nicolas Cage, che ormai non azzecca più un film da svariati anni, se risulta presente tra i protagonisti, state certi che il film sarà di bassa qualità, così come la sua recitazione che lascia molto a desiderare… come questo ennesimo titolo lo dimostra.

Namor

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Di slovo (del 01/08/2015 @ 05:00:00, in redazione, linkato 605 volte)
image by slovo

La Redazione di Blogbuster augura a tutti Buone Vacanze
Le recensioni riprenderanno il 1° settembre
A presto!

: - D

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Di Miryam (del 30/07/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 502 volte)
Titolo originale
The Trials of Cate Mccall
Produzione
USA 2013
Regia
Karen Moncrieff
Interpreti
Kate Beckinsale, James Cromwell, Nick Nolte, Clancy Brown, Mark Pellegrino
Durata
89 Minuti

Cate Mc Call ( Kate Beckinsale ), qualche anno fa era un brillante avvocato che aveva conosciuto fama e successo. Purtroppo, intraprendendo la strada della tossicodipendenza, è stata costretta ad abbandonare la carriera di procuratore, non solo, le è pure costato l’ allontanamento della figlia il cui affidamento è stato dato al padre.
Adesso sta cercando di riabilitarsi per riacquistare credibilità nel suo mestiere, ma soprattutto per poter riavere con se la figlia, cosa non facile visto la tenera età di questa. Cate quindi accetta di tornare ad esercitare la professione di avvocato incominciando a prendere le difese di una giovane donna accusata ingiustamente di omicidio che si dichiara innocente e pure vittima di stupro subito da una guardia durante la detenzione. A questo punto Cate, che non ha mai perso una causa, insieme al suo amico fidato Bridges ( Nick Nolte ) cerca e trova prove che potrebbero scagionare la donna.
Durante lo svolgimento delle indagini però, si trova davanti a poliziotti corrotti, giudici corrotti, insomma un sistema giudiziario che fa acqua da tutte le parti.
“Cate Mc Call, Il Confine della Verità” è un film diretto da Karen Moncrieff, che a parer mio, poteva fare di più! Il fatto è che ci si trova davanti ad una pellicola lenta, non certo ad un thriller poliziesco con colpi di scena. Una cosa valida che ho trovato nel film, sono state le scene in tribunale, molto credibili, un susseguirsi di battute che sembravano proprio vere, una vera aula di tribunale. Nonostante sia stato scelto un ottimo cast, un James Cronwell nei panni del giudice corrotto, un notevole Nick Nolte e una Beckinsale, forse più bella che brava, la pellicola non coinvolge molto lo spettatore, quindi se amate il genere poliziesco con inseguimenti, adrenalina, beh passate oltre.
Non dico sia da scartare, del resto ho visto di peggio e non credo di essere l’unica.

 Miryam

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Di Angie (del 27/07/2015 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 648 volte)
Titolo originale
True Detective
Produzione
USA 2014
Episodi / Durata
8 / 60 Minuti

Nel 1995 i detective Marty Hart (Wood Harrelson) e Rust Cohle (Matthew Mc Conaughey) si ritrovano ad indagare su un bizzarro caso di omicidio cruento e rituale di una giovane donna Dora Kelly. Si presume opera di un serial killer, una caccia che dura da 17 anni, ambientata nella Louisiana.
Tra i due detective, ben diversi di carattere, non scorre fra loro un rapporto idilliaco; Rust è intellettuale, riflessivo, analitico, un vero Nietzsdhe con il distintivo, da anni (forse troppi) nella narcotici con una visione della vita e del mondo molto grigia. Se c'è un caso che lo tartassa non molla fino che non l'avrà risolto. La caratteristica di questo personaggio (che a me piace molto) è il modo in cui svolge le sue indagini: porta con sé sempre un quaderno con gli appunti.. difatti i colleghi per questa sua particolare caratteristica lo chiamano “l'esattore”. Hart, invece è il classico detective tutto d'un pezzo, violento e all'apparenza più solido, ma ben presto mostra tutte le sue debolezze.
A distanza di 17 anni, nel 2012, quando un caso simile fa riaprire l'indagine per l'omicidio originale, i due detective Martin e Rust che avevano lavorato insieme nel 1995, vengono richiamati dalla nuova squadra omicidi per ricostruire i fatti di quel caso non ancora chiuso definitivamente. Sono ormai più di dieci anni che non si vedono e non si parlano, e si ritrovano nuovamente a dover fare i conti con il passato, di ciò che successe in quel periodo. La storia è un susseguirsi di flashback che rendono la trama frammentata ma, non distrae anzi le dà consistenza.
True Detective scritta da Nic Pizzolatto e diretta da Cary JoJi Fukunage è una serie televisiva di solo 8 episodi molto coinvolgente. E una serie forse, la più bella che abbia visto. Mi ha tenuta incollata allo schermo, in quanto non è stata la solita storia poliziesca alla ricerca del killer ma, tratta anche di due persone che lottano contro i loro demoni. Mentre ricostruiscono i fatti di quel caso di omicidio portano a galla tutti i loro problemi per cui alla fine sei curioso di sapere non più tanto chi sia l'assassino ma scoprire in realtà chi sono veramente questi due personaggi.
Ottima l'interpretazione e dialoghi sia di Matthew (vincitore dell'ultimo Oscar per Dallas Buyers Club) e sia di Wood (candidato all'Oscar due volte per Larry Flint e The Messenger) che hanno dato grande successo alla serie sia per la critica che per il pubblico. Visto l'esito favorevole c'è già la seconda stagione non solo con una nuova storia ma, anche con un nuovo cast.
True Detective solo per la grande interpretazione di Mc Conaughey (a mio giudizio) considero eccezionale, vale la pena di dedicare un po' di tempo per la sua visione.

Angie

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Di Namor (del 24/07/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 513 volte)
Titolo originale
Ex Machina
Produzione
USA - Gran Bretagna 2014
Regia
Alex Garland
Interpreti
Domhnall Gleeson, Oscar Isaac, Alicia Vikander, Sonoya Mizuno, Chelsea Li.
Durata
108 Minuti
Trailer

Caleb (Domhnall Gleeson) è un giovane e promettente programmatore della più grande società di internet del mondo, che ha da poco vinto una importante competizione organizzata dalla sua società. L’ambito premio è quello di trascorrere una settimana e con un preciso compito a casa del suo capo, il solitario miliardario Nathan (Oscar Isaac) che vive in completa solitudine sulle alture di una montagna con sistemi di sicurezza all’avanguardia contro lo spionaggio.
Nella sua settimana di permanenza Caleb, dovrà effettuare il famoso test di Turing: appurare se una macchina sia in grado di pensare! La macchina in questione è Ava (Alicia Vikander) una bellissima ragazza robot, creata da Nathan in gran segreto nella sua roccaforte. Divisi entrambi da pareti trasparenti Caleb e Ava interagiscono giorno dopo giorno con domande e risposte ben precise per conoscersi è valutarsi reciprocamente.
Mentre i giorni si susseguono, Caleb oltre a conoscere ed ammirare sempre di più l’affascinate Ava, analizza anche i comportamenti molto ambigui del suo capo che non fa niente per nasconderli. L’innamoramento di lui verso l’androide Ava, la voglia di sopravvivenza della stessa e l’insolito comportamento di Nathan, innescano un inquietante conflitto psicologico fra uomo e macchina, dove l’inganno deciderà chi è più intelligente tra uomo e macchina.
Scritto e diretto da Alex Garland già autore di “28 giorni dopo”, “Ex_machina” ci mostra una visione personale sul tema mai risolto riguardo il possibile vincitore tra uno degli scontri più affascinanti e citati da quando c’è stato l’avvento del personal computer… quello tra l’intelligenza artificiale contro quella umana.. ovvero creatore contro creatura. Il film inizialmente scorre lento e con molti dialoghi per poi intraprendere la giusta suspense per seguire l’evolversi della storia con molta più partecipazione dello spettatore, vedrete che passati i primi 30 minuti opterete per chi tifare tra i tre personaggi principali in questione.
Gli attori svolgono bene il loro lavoro, ognuno di loro ha saputo da dare la giusta credibilità al personaggio da loro interpretato all’interno del rifugio, quello che secondo me manca alla pellicola per renderla più digeribile, sono la mancanza di scene girate all’aperto per dare quel tocco di brio che al film manca, per il resto il risultato è accettabile.

Namor

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Di Asterix451 (del 20/07/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 556 volte)
Titolo originale
Ender's Game
Produzione
USA 2013
Regia
Gavin Hood
Interpreti
Harrison Ford, Asa Butterfield, Hailee Steinfeld, Viola Davis, Abigail Breslin.
Durata
114 Minuti

In un futuro imprecisato, la Terra è sopravvissuta ad un’invasione da parte dei “Formics”, una razza aliena poi sconfitta dall’aviazione spaziale del Comandante Mazer Rackam (Ben Kingsley), che ha sacrificato la sua vita pur di trionfare. Dal giorno della vittoria, però, il comando militare sa di doversi preparare ad una potenziale, nuova offensiva dallo spazio: per questo motivo, l’accademia piloti stellari è sempre alla ricerca di nuove reclute da selezionare, con la speranza di trovare un pilota altrettanto valoroso.
La supervisione dell’addestramento è affidata al Colonnello Graff (Harrison Ford): di fronte a lui ragazzi poco più che adolescenti si confrontano, competono e lottano per diventare piloti, inseguendo il mito di Rackam.
Ender Wiggin (Asa Butterfield) è un cadetto introverso, logico, brillante. Apparentemente debole e poco incline al confronto, viene spesso vessato dai compagni di corso; persino la sua famiglia dubita che abbia un futuro nelle forze armate spaziali. Ma Ender non è affatto ciò che sembra e lo dimostra un giorno, in una rissa, dovendosi difendere da alcuni ragazzi più grandi di lui. La sua determinazione è tale che il Colonnello Graff si trova costretto a giudicare l’accaduto, che potrebbe costare ad Ender l’espulsione dal corso, secondo il regolamento… tuttavia, loro si stanno preparando ad una guerra e Ender sembra molto determinato a combatterla.
Per questo motivo, Graff decide di destinarlo direttamente ad una elite di piloti destinata a portare a termine una missione molto delicata: toccherà ad Ender, a quel punto, dimostrare di che pasta è fatto.
Gavin Hood (che ricordiamo per il film sulle MMA Warrior) sceneggia e dirige un romanzo di fantascienza del 1985 scritto da Orson Scott Card, il quale ha protetto i diritti della sua opera sino al 2012, quando ha trovato gli investitori giusti per finanziare il suo progetto. Dopo una gestazione lunga e diversi cambi di direzione, si è arrivati finalmente a confezionare questo film di fantascienza piuttosto atipico e ricco di riflessioni interessanti sulle contraddizioni della guerra e di chi la combatte.
L’antieroe Ender Wiggin è interpretato da un ottimo Asa Butterfield, a suo agio nei panni del combattente che sostuisce l’intelligenza alla forza, il sentimento alla crudeltà. Sono queste caratteristiche che lo porteranno a perseguire un epilogo differente per risolvere la contraddizione della guerra, che dispensa la morte come unica via per preservare la vita. Al suo fianco, il cast dei giovanissimi arricchisce le storie parallele dei vari protagonisti: paure, insicurezze, amori all’ombra dell’ineluttabile destino che li attende. Una per tutti la giovane e bella Hailee Steinfield, nel ruolo di Petra, che farà innamorare Ender (e parecchi ragazzini in sala) proprio alla vigilia della battaglia.
Sono felice di rivedere Harrison Ford in ruoli adatti al suo passato, dopo alcune interpretazioni poco brillanti: non è facile invecchiare per Indiana Jones, Ian Solo e il cacciatore di replicanti Deckard. Un patto con il diavolo deve averlo fatto Ben Kingsley, invece, che sembra adattarsi a tutti i ruoli con una incredibile capacità recitativa.
Ender’s Game è un bel film, alternativo ai soliti blockbuster di fantascienza. Lo sforzo della produzione è stata quella di proporre una bella introspezione dei protagonisti e un punto di vista differente sull’esito delle guerre, senza disdegnare azione e storie d’amore che appassionano da sempre il grande pubblico.
Bravo Gavin Hood a tenere un buon equilibrio tra questi due aspetti, con un ritmo appetibile, belle sequenze e un cast di bravi attori. La stessa ricetta proposta nell’entusiasmante Warrior: per quelli che pretendono qualcosa in più dal solito cinema di intrattenimento.

Asterix451

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Di Miryam (del 16/07/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 460 volte)
Titolo originale
A Walk Among Tombstones
Produzione
USA 2014
Regia
Scott Frank
Interpreti
Liam Neeson, Dan Stevens, David Harbour, Boyd Holbrook, Adam David Thompson
Durata
114 Minuti

Protagonista principale del film è Matt Scudder (Liam Neeson), un ex poliziotto di New York diventato ora investigatore privato ma senza licenza che opera ai margini della legge…quando non ne va al di fuori.
Avendo un passato di bevitore accanito, frequenta gli Alcolisti Anonimi, alternandosi con vari scontri con trafficanti di droga. Uno di questi, Kenny Kristo ( Dan Stevens), sceglie proprio di ingaggiare Matt perché lo aiuti a trovare i sadici psicopatici che hanno rapito, torturato e ucciso sua moglie.
Scudder accetta l’incarico con titubanza e durante le sue ricerche scopre che non è la prima volta che questi serial killer operano in maniera così brutale, perciò si mette alla ricerca nei vari vicoli di New York al fine di rintracciare questi assassini prima che possano uccidere di nuovo. “La Preda perfetta – A Walk Among the Tombstones”, è una pellicola basata sulla serie di romanzi gialli best seller di Lawrence Block, diretta da Scott Frank, qui anche in veste di sceneggiatore. La trama è più o meno la solita, un bravo poliziotto di animo buono ma che cerca la giustizia con metodi un po’ discutibili, personaggio che si cala perfettamente in Liam Neeson, basta ricordare i suoi Taken 1..2..e 3 che credo sia già uscito ma non l’ho ancora visionato.
Nell’insieme è un film interessante anche se scontato nel finale, del resto il bene deve prevaricare sul male, e qui la brutalità non manca, soprattutto perché la violenza macabra e gratuita viene effettuata non solo su donne ma anche su giovani ragazzine.
Per fortuna, nonostante la drammaticità del film si spinga al di sopra delle righe descrivendo dettagli raccapriccianti, i delitti non vengono ripresi, restano solo i brividi dello spettatore. Tutto sommato per gli amanti del genere e i fans di Leeson come me, è pur sempre un film da vedere, interessante dove l’ adrenalina non viene certo a mancare!!

Miryam

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Di Namor




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