BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di nilcoxp (del 28/08/2006 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1356 volte)
Titolo originale
Shutter
Produzione
Thailandia 2004
Regia
Banjong Pisanthanakun, Parkpoom Wongpoom.
Interpreti
Ananda Everingham, Natthaweeranuch Tongmee, Achita Sukamana, Unnop Chanpaibool.
Durata
97 minuti

Spero abbiate trascorso delle belle vacanze e scattato molte foto, perchè per la ripresa delle recensioni ho pensato a voi... Non sono un amante dei film dell’orrore, non riesco ad apprezzare (in generale) un film il cui scopo è spaventarmi. Anche perché quasi mai queste pellicole riescono a sorprendermi. Se guardando un film di questo tipo, seguendo i movimenti di macchina e l’accompagnamento musicale riesco a prevedere ogni singolo evento, dire che è scontato o noioso credo che sia il minimo. Questo film non fa eccezione, ho capito lo svilupparsi di ogni scena prima che accadesse, e i presunti colpi di scena finali li aveva già previsti con un venti minuti di anticipo. Detto questo, non posso però dire che sia un brutto film, scorre bene, la trama nel complesso tiene, e credo vada elogiato lo sforzo di questi due registi che promettono bene ma che devono migliorare ancora molto se vogliono fare il salto di qualità. Mi sono avvicinato a questa pellicola perché nella storia, come saprete di sicuro, un giovane fotografo dopo aver investito con l’automobile una ragazza, comincia a vedere nelle foto che fa il fantasma della stessa. Speravo che oltre al discorso orrorifico, si evidenziasse anche il discorso sulle verità possibili e sulle diverse realtà esistenti e visibili o invisibili ai nostri occhi (vedi “Blow-Up” di M. Antonioni); lo stesso titolo mi ispirava (“Shutter” indica l’otturatore del dispositivo fotografico), ma non è stato così. In conclusione, un film sufficiente senza lode ne infamia, da vedere per gli amanti del genere, ma niente di più.

nilcoxp

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Di nilcoxp (del 07/08/2006 @ 05:00:00, in redazione, linkato 2146 volte)

Vignetta ideata e realizzata dalla pittrice aerografista  ROBERTA

__________________________________________________

La redazione di "blogbuster" augura Buone Vacanze a tutti !!!

Vi aspettiamo il 28 Agosto 2006 con la ripresa delle recensioni.

D I V E R T I T E V I   !!!!!!!!!!!!!

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Di ninin (del 06/08/2006 @ 05:00:00, in cinema, linkato 3769 volte)
Titolo originale
50 first dates
Produzione
USA 2004
Regia
Peter Segal
Interpreti
Adam Sandler,Drew Barrymore,Rob Schneider,Lusia Strus,Blake Clark,Sean Astin,Dan Akroyd
Durata
99 minuti

Siamo alle Hawaii, il veterinario di un parco acquatico Henry Roth è il classico rubacuori da villaggio turistico, ovvero se la spassa con le donne sole in vacanza sull’isola per tutta la loro permanenza e al commiato, per non avere più niente a che fare con loro, spaccia sempre una scusa diversa. Un giorno però, facendo tappa all’ hukilau cafè di Sue & Nick, fa la conoscenza di Lucy Whitmore, una giovane docente d’arte della quale si innamora praticamente all’istante. La sfortunata ragazza però ha un piccolo problemino… durante un incidente automobilistico avuto con il padre, lei accusa un trauma cranico che la terrà in terapia per tre mesi, e da quel giorno (ormai da un anno) lei dimentica tutto ciò che è avvenuto nella giornata precedente… Una commedia molto divertente, carina, sentimentale, mai volgare a tratti persino commovente. Momenti davvero divertenti vi sono con il piccolo pinguino Willie o con il superdotato tricheco Jocko e poi Adam Sandler che tutti i giorni ricorre ad ogni stratagemma per poter piacere alla Barrymore… A proposito, ne ha fatta di strada Drew da quando interpretava la bambina protagonista del film E.T! Del cast fanno parte anche Dan Akroyd (sempre più gonfio) nel ruolo del medico che ha in cura Lucy, il padre Marlin e il fratello Doug di Lucy che si sbattono quotidianamente per ricreare a lei la stessa atmosfera quotidiana… il fratello di lei è veramente simpatico, fissato con steroidi e anabolizzanti e per questo sofferente di incontinenza; e poi l’assistente di Sandler, Alexa una russa assatanata di sesso; e per finire c’è Ula, l’amico guardone di Henry, con una prole di 5 bambini al seguito. D’accordo che non è credibile una storia così, ma non è la solita americanata; che dire, guardatelo in dvd ove vi sono anche scene tagliate ed errori sul set che vanno a rimpinguare questa già di per sé divertentissima commedia, sappiatemi dire…

ninin

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Di Namor (del 05/08/2006 @ 05:00:00, in musica, linkato 1883 volte)
Artista
Theory Of A Deadman
Titolo
Gasoline
Anno
2005
Label
Roadrunner

La mia recensione di questo cd “Gasoline” parte da un famoso e spettacolare videogioco che gli appassionati delle console conosceranno molto bene per essere stato il miglior titolo dell’anno 2005, “Fahrenheit”: un’avvincente avventura che spazia tra il thriller e l’horror, la cui bellissima colonna sonora é stata affidata alla maestria del compositore cinematografico Angelo Badalamenti, considerato uno degli artisti musicali più cupi e intimisti della scena hollywoodiana. Celebre il suo sodalizio con il famoso regista David Lynch, il quale, incarica il maestro di curare le colonne sonore relative a film come Velluto blu, Cuore selvaggio, Mulholland drive e a serie tv di successo come Twin Peaks. La decisione del maestro Badalamenti di inserire ben quattro brani musicali dei Theory of a deadman all’interno del videogioco è, a mio parere, una scelta molto azzeccata. I Theory of a deadman sono un gruppo rock canadese formato dal leader Tyler Connolly voce e chitarra, Brent Fritz batteria, David Brenner chitarra, e Dean Back basso. La scoperta di questo quartetto è dovuta ad un personaggio di nome Chad Kroeger alias Nickelback che, durante una partecipazione a uno pseudofestival rock a Vancouver, vide la performance dei quattro artisti e venne colpito positivamente dalla loro musica, a tal punto che Chad non si lasciò sfuggire l’occasione di fargli firmare un contratto con la sua casa discografica, e di chiedere la collaborazione a Tyler Connolly per scrivere la hit “Hero” che fece da colonna sonora al famoso film “Spiderman”. Noterete che il sound dei Theory of a deadman assomiglia molto a quella di Nickelback, il quale collabora alla stesura dei pezzi, influenzando secondo me un po’ troppo la band. Nonostante questa pecca a me il cd é piaciuto, merita sicuramente l’ascolto, tanto più convincenti sono i brani quali "Santa Monica", "Say goodbye" e "No surprise".

Namor

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Di slovo (del 04/08/2006 @ 05:00:00, in cinema, linkato 2779 volte)
Titolo originale
Gattaca
Produzione
USA 1997
Regia
Andrew Niccol
Interpreti
Ethan Hawke, Uma Thurman, Jude Law, Loren Dean
Durata
101 minuti

Cosa accadrebbe se, in un futuro neanche troppo lontano, le nascite fossero controllate ‘in vitro’ in modo da selezionare la miglior combinazione possibile di gameti provenienti dai genitori, eliminando ogni occorrenza di degenerazioni congenite? Sul filo di questa intrigante quanto spaventosa suggestione viene tessuta la vicenda scritta da Niccol (anche alla regia) che immagina una società irreggimentata, dove i controlli su campioni corporei sono divenuti normale routine, e socialmente divisa in cittadini d’elite dal corredo genetico perfetto e cittadini concepiti in maniera ‘tradizionale’, a cui sono precluse tutte le opportunità. genoismo è il termine inventato per l’occasione: la discriminazione perpetuata nei confronti di quelli definiti senza troppi ritegni ‘in-validi’...
“Gattaca - la porta dell’universo”… ringraziando sentitamente gli adattatori italiani per questo ennesimo inutile sottotitolo fuorviante, vorrei avvertire che qui della fantascienza pura c’è solo lo sfondo: ci sono le astronavi, ma le vedremo in lontananza attraverso le ampie vetrate di Gattaca (una società che si occupa di voli spaziali), i viaggi nello spazio sono simulati coi computer e la tecnologia ben celata sotto l’uso comune. “Gattaca” è fanta-etica, sono le vicende umane ad occupare il primo piano.
La storia di Vincent e la forza del suo sogno, che lo porterà ad oltrepassare lo status di inferiore inscritto nel suo dna, ad instaurare un insolito rapporto di simbiosi con il super-uomo Jerome e ad innamorarsi, inaspettatamente, quando nulla sembrava poterlo distogliere dall’inseguimento della sua meta.
Andrew Niccol ha fatto un lavoro egregio, sia dietro la macchina da scrivere che dietro la cinepresa, tanto da perdonargli alcune forzature nella trama. Il suo film è sospeso e trasognato, da notare l’alternanza nell’uso delle luci: il verde, asettico e ostile, è dominante nelle inquadrature della città, della sede di Gattaca o di tutto ciò che incombe sugli uomini, mentre le tinte ambra avvolgono e riscaldano le scene in cui emergono i sentimenti. La pellicola è prevalentemente sostenuta da un ritmo lento nonostante si possa considerare a tutti gli effetti un thriller (c’è il morto e il detective che indaga…) ma anche questa volta si tratta di una scelta assennata, nessun inseguimento o sequenza spettacolare a distogliere l’attenzione dello spettatore sui personaggi, ad ognuno dei quali è affidato il compito di mostrare una sfaccettatura del cuore umano. Ed è proprio questo il rimedio di Niccol alla visione terrificante da lui stesso creata, il messaggio che il film vuole innalzare: non potrà mai esserci tecnologia o calcolo di probabilità o controllo sistematico che potrà imbrigliare lo spirito dell’uomo.
Sarà vero? Ce lo auguriamo tutti... “Gattaca” andrebbe proiettato nelle scuole solo per il valore profetico che porta con sè, ma intanto, mentre scrivo, nel mondo le tecniche di manipolazione del genoma sono in continuo perfezionamento e sempre più spesso folli sconsiderati propongono, a salvaguardia della tanto osannata ‘sicurezza’, metodi di schedatura o campionamento del dna… non servono particolari sforzi di astrazione per vedere che ci stiamo muovendo verso uno scenario che somiglia in maniera disarmante a quello raffigurato in “Gattaca”, basta osservare la natura umana che conosciamo. Un altro visionario maledetto dal dramma di Cassandra? Da vedere come monito.

slovo

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Di Namor (del 03/08/2006 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1399 volte)
Titolo originale
United 93
Produzione
Gran Bretagna, USA 2006
Regia
Paul Greengrass
Interpreti
Lewis Alsamari, Trish Gates, Cheyenne Jackson, David Alan Basche, Denny Dillon, Peter Hermann
Durata
90 minuti

America 11 settembre 2001, ore 8.48: il volo American Airlines 11 colpisce in pieno la torre nord del Word Trade Center di New York, 81 vittime… Ore 9.03: il volo United Airlines 175 centra la torre sud, 56 le vittime…Ore 9.43: il volo American Airlines 77 si schianta sul pentagono, 58 vittime… Ore 10.06: il volo United Airlines 93 precipita in Pennsylvania, a sudest di Pittsburgh, 37 vittime…Si è appena concluso uno degli attacchi terroristici più infamanti che la storia potrà mai ricordare, una tragedia in cui perirono più o meno tremila vittime innocenti! Questo film diretto da Paul Greengrass, (Bloody Sunday, The Bourne Supremacy) ci racconta o meglio, prova a ricostruire gli 84 minuti di volo dello “United 93” l’unico aereo dirottato dai terroristi che non ha centrato l’obiettivo, forse quello di colpire la casa bianca. Non si sa e non lo sapremo mai, quello che é certo è che era diretto a Washington, e sicuramente non per atterrare su una pista di un aeroporto, ma per infliggere un’altra mortale ferita al gigante in agonia, un ennesimo schiaffo in piena faccia alla nazione più potente del mondo! Un improvviso e durissimo colpo che inginocchiò l’America, rimasta inerme di fronte a tanta sfacciataggine e audacia, subire un attacco a casa propria con i loro aerei di linea scagliati come proiettili verso gli edifici simbolo, del popolo americano, era certamente una situazione che non avrebbero mai creduto possibile! Basti ricordare la faccia incredula di Bush, in “Farenheit 9/11” di Michael Moore, quando il presidente nell’intento di leggere il libricino “la capretta” ad alcuni alunni di una scuola, viene distratto da un addetto che gli sussurra all’orecchio ciò che accadde pochi minuti prima alle torri gemelle. Oppure, come nel film United 93, quando durante una riunione del capo della torre di controllo, interrotta dall’arrivo di un funzionario che gli comunica la notizia di un possibile dirottamento, lui senza reagire risponde, (continuando la sua riunione): “Sarà il segnale di qualche radioamatore cretino, non si fanno dirottamenti da più di dieci anni!” Una reazione presuntuosa, dettata dalla troppa sicurezza di essere una super potenza planetaria inattaccabile… pagata purtroppo, ad un prezzo troppo alto! Per realizzare questo film il regista e la sua coraggiosa produttrice Kate Salomon, hanno parlato con i familiari delle vittime, ottenendo, oltre al loro consenso anche preziose indicazioni, per esempio l’abbigliamento usato in quel giorno, le loro foto, alcuni particolari intimi e, addirittura, le letture che hanno accompagnato il fatidico volo. La scelta di Greengrass, (che condivido) di impiegare attori sconosciuti, é stata dettata dalla somiglianza con i passeggeri reali, come altri protagonisti del film che sono veri piloti, vere hostess e veri addetti alle torri di controllo. Tra questi figura Ben Sliney, (nella parte di se stesso) comandante della Federal Aviation Administration, che prese la drastica decisione di far atterrare per motivi di sicurezza tutti i 4500 aerei in volo sugli USA! Scelta (che invece non condivido), é stata quella di girare le sequenze del dirottamento con una telecamera a mano, dando allo spettatore un finale del film troppo veloce e confusionario! Ultimamente sono stati girati documentari come “Loose change” e “9/11 in Plane Site” che, attraverso testimonianze e immagini, mettono addirittura in discussione la verità sui fatti del 11 Settembre ma, se il dirottamento dello United 93 c’è stato davvero, a me piace pensare che non sia stato un missile ad abbatterlo, ma il coraggio di persone semplici che, con il loro sacrificio, hanno fatto di tutto per evitare un'altra strage!

Namor

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Di Darth (del 02/08/2006 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1388 volte)
Titolo originale
White noise
Produzione
USA 2005
Regia
Geoffrey Sax
Interpreti
Michael Keaton, Chandra West, Deborah Kara Unger, Ian McNeice
Durata
101 minuti

Michael Keaton torna in un film che parla della vita dopo la morte, non sto parlando del seguito (fortunatamente mai realizzato) dello scanzonato “Jack Frost” (1998), ma di White Noise, pellicola che parla del fenomeno conosciuto con il nome di Electronic Voice Phenomenon, o EVP; l’incisione delle voci dei defunti tramite comuni registratori di musi/video cassette. Secondo i fautori dell’EVP, queste comunicazioni vengono inviate sulle frequenze di radio e televisori e possono essere ricevute, registrate e interpretate. Lo spunto per girare questo film era interessante, ci sono centinaia di organizzazioni che seguono, catalogano e si interessano dell’ EVP, peccato che questa' idea non sia bastata per creare un’opera decente. La trama fa rabbrividire, hanno a disposizione un fenomeno paranormale quasi “riconosciuto ufficialmente”, di cui a livello cinematografico si è parlato poco o niente, e scadono nel fantastico con una trama più adatta ad un horror di serie B che ad un thriller rivolto al grande pubblico. L’azione è lenta, ci sono momenti di vera e propria noia alternati dalle comuni scene create apposta per “far saltare sulla sedia” lo spettatore, si capisce costantemente in anticipo cosa succederà, e il finale è di una banalità sconcertante. Il regista, Geoffrey Sax, che prima di questo “capolavoro” aveva diretto solo film per la televisione, a mio giudizio, è meglio se torna a girare “Le cronache di Van Helsing” e lasci perdere il grande schermo.

Darth

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Di kiriku (del 01/08/2006 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1346 volte)
Titolo originale
Memento
Produzione
USA 2000
Regia
Christopher Nolan
Interpreti
Guy Pearce, Joe Pantoliano, Carrie-Anne Moss
Durata
113 min

Negli ultimi anni per girare un film giallo ci vuole tanto coraggio e idee nuove. Bisogna considerare che questo campo oramai è saturo e che non è facile stupire un pubblico sempre più avvezzo a questo genere di film. Il Regista “Christopher Nolan” per riuscire nell’impresa ha dovuto stravolgere tutte le regole che caratterizzano i romanzi gialli, cominciando a raccontare la sua storia dalla fine e andando poi a ritroso. Per rendere possibile il tutto si avvale frequentemente di flash back, che interrompono il racconto e lo riportano ogni volta ad un passo indietro verso l’inizio della storia, usando questa tecnica permette allo spettatore di immedesimarsi nel personaggio e di scoprire un pezzo alla volta il puzzle che porta alla verità, proprio come accade al protagonista. Raccontare la trama a questo punto diventa difficile, non si può partire dall’inizio (che poi sarebbe la fine) e ne dalla fine del film (che poi sarebbe l’inizio), mi limiterò quindi a darvi le informazioni più essenziali. L’ispettore assicurativo “Leonard Shelby” nel tentativo di salvare la moglie, che viene stuprata e uccisa da un criminale, viene ferito alla testa riportando una lesione che gli farà perdere la memoria a breve termine. Praticamente ricorda tutto quello che ha assimilato fino al momento dell’incidente, ma da quel giorno in poi ogni dieci minuti dimentica tutto e ritorna a quel tragico istante. L’unico scopo della sua vita diventa quello di uccidere l’assassino di sua moglie, per farlo scatta polaroid sulle quali scrive dei promemoria, che gli permettono di ricordarsi cosa ha fatto poco prima e si tatua sul corpo gli indizi principali. La sua vita è un inferno, incontra ogni giorno persone che non ricorda se ha conosciuto o meno e che in ogni momento possono approfittare di lui. La riuscita di questo film è sicuramente dovuta all’ottimo montaggio di “Jenifer Chatfield” e alla sceneggiatura firmata da “Christopher Nolan” che prende ispirazione dal romanzo del fratello “ Jonathan Nolan” ed infine bravi anche gli attori. Un noir che vale la pena vedere, che incolla lo spettatore allo schermo fino alla fine. Una curiosità; il numero di telefono di Teddy (555-0134), è lo stesso di Marla Singer in Fight Club. Vi auguro una buona visione!

Kiriku

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Di nilcoxp (del 31/07/2006 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1786 volte)
Titolo originale
Desperado
Produzione
USA 1995
Regia
Robert Rodriguez
Interpreti
Antonio Banderas, Steve Buscemi, Salma Hayek, Quentin Tarantino, Joaquim De Almeida, Angel Aviles, Danny Treyo, Tito Larriva, Abraham Verduzco, Cheec Marin
Durata
106 minuti

Quando all’inizio del film ho visto Steve Buscemi (attore che a me personalmente piace molto per le sue caratterizzazioni) entrare in un bar malfamato e raccontare una storia al barista e ai suoi clienti, mi son detto “Vuoi vedere che ho trovato un bel film da guardarmi oggi?”. Sbagliavo. Trascorsi i primi trenta minuti (e sono stato generoso a considerarne così tanti), il film cade in picchiata libera: peggiora con una velocità indescrivibile. Sparatorie inverosimili ad oltranza finiscono per annoiare e infastidire lo spettatore. C’è una piccola apparizione di Tarantino, racconta una storiella anche lui (è bello il suo compare), e poco altro. Banderas è il solito belloccio supereroe buono solo a far “sbavare” qualche donna, il resto è un’accozzaglia di niente. Brutta la storia, brutti i dialoghi e banalità a non finire. Questo senza nulla togliere alle capacità del regista che mostra in qualche sequenza di saperci fare. Non posso aggiungere altro ad un film di così poche pretese, e che sarà scivolato sicuramente nel dimenticatoio. A proposito, di cosa stavo parlando?

nilcoxp

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Di ninin (del 30/07/2006 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1957 volte)
Titolo originale
Brokeback Mountain
Produzione
USA 2005
Regia
Ang Lee
Interpreti
Heath Ledger, Jake Gyllenhaal, Randy Quaid, Michelle Williams
Durata
134 minuti

Wyoming 1963. Due giovani cowboy si incontrano per caso durante un colloquio di lavoro, dovranno pascolare un gregge di pecore durante la stagione estiva, sulle montagne di Brokeback Mountain. Ai due servono i soldi di Aguirre (il tirannico proprietario del ranch) per motivi diversi: Ennis deve sposarsi di lì a poco con la fidanzata Alma, Jack deve autofinanziarsi per partecipare ai rodei, di cui è appassionato. Durante questo periodo di completo isolamento dal mondo esterno, una notte, tra i due scoppia la passione e questi mesi di lavoro si trasformano in una storia d’amore fatta di complicità reciproca. Al termine di questo periodo, le strade dei due cowboy si divideranno, si sposeranno e avranno anche dei figli. Senonchè quattro anni più tardi Jack tornerà a trovare il vecchio amico ed è così che riesploderà la passione che sembrava sopita e dimenticata, e dopo questo primo rincontro, ogni anno i due vivranno clandestinamente la loro storia, lassù su quelle montagne dove la loro amicizia si è trasformata in una grande storia d’amore.
Tratto dal romanzo di Annie Proulx e diretto da Ang Lee, questo film affronta un tema delicato come l’omosessualità in maniera molto fine e con grande maestria. Toccante, drammatico, fa anche scappare qualche lacrimuccia, davvero molto ben fatto. I paesaggi dei pascoli poi, fatti di grandi distese verdi, cime fantastiche e tramonti bellissimi, sono qualcosa di stupefacente. I due protagonisti hanno recitato in maniera molto espressiva e la scena del primo duro rapporto che hanno sotto la tenda non deve essere stata una cosa facile... Bello il sottofondo musicale: una melodia western di Gustavo Santaolalla suonata con la chitarra pizzicata.
Questa pellicola ha fatto incetta di premi, li vado ad elencare: Leone d’oro a Venezia, quattro Golden Globe tra cui regia e miglior film, e tre premi oscar tra cui sempre miglior regia e colonna sonora. Che dirvi di più? assolutamente da vedere...
Per chiudere vorrei strapparvi un sorriso. Se vedete questo film con il vostro partner e siete appassionati di pesca, quando uscite per praticare il vostro hobby, al vostro ritorno portate a casa qualcosa… giusto per non fare sorgere al vostro partner qualche dubbio… Ciao.

Ninin

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Di Jotaro (del 29/07/2006 @ 05:00:00, in cinema, linkato 3817 volte)
Titolo originale
Rupan sansei: Kariosutoro no shiro
Produzione
Giappone 1979
Regia
Hayao Miyazaki
Interpreti
 
Durata
110 minuti

Nelle mie recensioni non poteva mancarne una dedicata al mitico Lupin, come sapete è il manga più famoso del maestro Monkey Punch e vanta una vasta schiera di fans anche in Italia, grazie alla serie tv e a tutti gli speciali, oav e film che vengono tuttora trasmessi da mediaset. Voglio subito puntualizzare che, anche se questo film risale al 1979, per molti, e forse per tutti gli appassionati, rimane il miglior film su Lupin di sempre. Alla regia abbiamo un grande Hayao Miyazaki già visto nella prima serie televisiva (quella con la giacchetta verde, ricordate?). Come al solito il suo stile di disegno è inconfondibile (Laputa, Conan il ragazzo del futuro, Nausicaa, Porco Rosso, Kiki, Mononoke hime e Il castello errante di Howls ) e anche le sue trovate umoristiche sono geniali; grazie ad esse nel corso degli anni Lupin III si è potuto distinguere ed è diventato un anime conosciutissimo ed apprezzato. Il film si apre con una bella rapina in vecchio stile, Lupin e Jigen svaligiano il Casinò di Monaco (già qui si inizia a percepire il tono ironico e scanzonato che il regista infonde), dopo aver scoperto che i soldi appena rubati sono falsi i due si dirigono nella tana del leone: lo stato di Cagliostro (un covo di falsari famoso e temutissimo). Qui i nostri ladri vengono subito coinvolti nell’ inseguimento \ salvataggio di una sposa che scappa da alcuni inseguitori sospetti. Dopo essere stata tratta in salvo, la sposa misteriosa (Clarissa), lascia incidentalmente a Lupin un anello con raffigurato un caprone (lo stemma della casata dei Cagliostro) per poi scappare di nuovo. Da qui la storia si infittisce: che mistero nasconde il castello di Cagliostro e le sue due casate? E l'anello che ne porta lo stemma? Perchè il conte di Cagliostro lo vuole a tutti i costi ed è intenzionato a sposarsi con Clarissa? Cosa sta organizzando Lupin che ha chiamato l'ispettore Zenigata e Goemon? Fujiko perchè si è travestita da cameriera? cosa sta cercando da diverso tempo? Le domande a tutte queste risposte le avrete vedendo questo film: geniale e divertente ma anche ricco di azione e di mistero, il ladro gentiluomo darà il meglio di se con le sue mille trovate e stupendovi con vari colpi di scena fino all’ultimo secondo. I fondali sono chiari e ben delineati, le musiche sono buone e le animazione geniali; non potete pretendere di più da un tale capolavoro animato che ancora oggi riesce a tenere testa alle varie produzioni moderne. Lo consiglio a tutti i fan di Lupin III e agli amanti dell'azione, del divertimento e del mistero. A chi non l'ha visto, invece, una bella tirata di orecchie… non fatevi sfuggire un gioiellino come questo, ne rimarrete soddisfatti (il dvd è venduto ad un prezzo molto basso: 11 euro e c’è anche un’edizione da edicola che ne viene la metà)!

Jotaro

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Di slovo (del 28/07/2006 @ 05:00:48, in musica, linkato 1584 volte)
Artista
Diathriba
Titolo
Stracielo
Anno
2000
Label
Fly Records

ML: un altro dei tuoi dischi semi-sconosciuti ? ; - )
slovo: ovviamente! Questo è sconosciuto e per giunta dimenticato: “stracielo” dei diathriba.
ML: mmh… mi pare di averli sentiti nominare, ma non conosco nulla [non li ha mai neanche sentiti nominare, ma il nome fa assonanza con diaframma e litfiba. NdS]
slovo
: guarda, un progetto di bellissime speranze: nascono a modena nel 1994, e hanno iniziato subito a muoversi nel panorama underground senza risparmiarsi, pubblicando demo, EP, partecipando a compilation, suonando tantissimo dal vivo. hanno due album all’attivo: “guardandoti” (1998) e “stracielo” (2000)
ML: e non hanno fatto più niente da allora?
slovo: periodicamente setacciavo la rete alla ricerca di qualche novità, poi qualche giorno fa mi sono imbattuto nel report del loro concerto al festival RAWtour del 23 febbraio ‘02, alla fine del quale annunciavano: “probabilmente i diathriba chiudono qui”… capisci? Si sono sciolti quattro anni fa e io non lo sapevo. E’ anche questo il motivo che mi ha spinto a ripescare “stracielo” e a scriverne qualcosa per blogbuster.
ML: si, ma perché recensire un disco di un gruppo che non esiste più?
slovo: perché il disco esiste! : - ) e poi credo che sia emblematico. Mi spiego: ricorderai che verso la metà degli anni novanta in Italia fermentava una scena rock molto interessante ma che faticava ad emergere. Quando nell’estate del 1997 il nuovo album dei C.S.I. (Tabula Rasa Elettrificata) finì inaspettatamente in testa alle classifiche di vendita, fu un segnale molto importante. Che il rock alternativo italiano fosse uscito dal substrato e stesse cominciando a conquistarsi un interesse più vasto? Per alcuni anni molti ci hanno creduto, poi purtroppo c’è stato il reflusso. Come non detto: i sedicenti discografici hanno ricominciato a puntare sul pop rassicurante, sui visi carini, sui nomi già rodati e stantii, ad essere miopi rispetto a realtà estremamente valide come i diathriba, che hanno sempre goduto di plausi unanimi da parte della stampa specializzata. “stracielo” è bellissimo, avessi inciso io un disco del genere mi sarei sentito pronto a spaccare tutto, ma evidentemente non era abbastanza vendibile; presumo che delusi dai scarsi riscontri, dopo aver profuso così tante energie, abbiano deciso di mollare. posso immaginare la loro frustrazione…
ML: è una storia vecchia…la questione è: quanto devi sacrificare della tua integrità di artista per riuscire a sdoganare le tue opere? L’alternativa è rimanere nell’underground a vita, oppure sputtanarsi…loro che genere suonavano?
slovo: electro-pop-rock direi, che vuol dire tutto e niente... immagina il sound di una classica colonna batteria-basso-chitarre che affonda le radici nella miglior new-wave, arricchita da innesti elettronici. Il produttore è Cristiano Santini (ex-disciplinatha). I suoni di sintesi sono decisamente presenti negli arrangiamenti, ma mai fuori misura, e si integrano bene con la voce del cantante Andrea Cavani, che ha un timbro particolarissimo.
ML: e se dovessi descrivere l’album?
slovo: beh… la prima metà del disco è molto energica, (“è solo l’alba”, “malavoglia”, “uomo moltiplicato”) nella seconda i brani si fanno più riflessivi (“tangenziale”, “Islanda”) e alle schitarrate si sostituiscono le tastiere e i sequencers a sorreggere i testi: brani con caratteristiche di poesia ermetica formate da mosaici di immagini e suggestioni più che da trattazioni o racconti.
ML: direi che la tua recensione è pronta!
slovo: già. Spero tu abbia trascritto tutto : - ) vorrei chiudere con un saluto affettuoso ai diathriba, se mai dovessero capitare da queste parti: siete un grande gruppo, vi ascoltiamo ancora e… ripensateci!

slovo

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Di Namor (del 27/07/2006 @ 05:00:00, in cinema, linkato 2070 volte)
Titolo originale
Roll Bounce
Produzione
USA 2005
Regia
Malcolm D. Lee
Interpreti
Bow Wow, Brandon T. Jackson, Marcus T. Paulk, Rick Gonzalez, Busisiwe Irvin, Kellita Smith
Durata
112 minuti

Vi ricordate le famose piste roller? Una sorta di discoteca scintillante dove si noleggiavano i pattini a rotelle e, al ritmo di musica, ci si divertiva a pattinare? Bene… per i nostalgici di quel passatempo è appena uscito in dvd un film sul mondo dei roller boys. “Roull Bounce”, di Malcom D.Lee, che come il più famoso cugino Spike Lee punta su un cast ‘all black’. Il protagonista, Xavier, è interpretato dal giovanissimo rapper americano Bowe Wow, famoso in patria per il suo album di debutto, le cui vendite raggiunsero quasi tre milione di copie, evento che lo portò nel 2001 ad aprire con un duetto insieme a Madonna la serata dei Grammy Awards! Ma, nonostante la sua notorietà, in America il film si è rivelato un flop, evidentemente i fan si aspettavano una pellicola sul genere musicale, vista la sua presenza! La trama è ambientata in una Chicago anni 70, con tanto di personaggi identificati nel ruolo attraverso gli usi e costumi di quegli anni: i mitici pantaloni a zampa di elefante, gli zatteroni ai piedi e le capigliature afro… e sono proprio così i protagonisti del film… un gruppo di cinque amici del South Side che assistono alla chiusura della loro pista preferita, il Palisades Garden, e che per continuare a coltivare lo propria passione del pattinaggio, dovranno trasferirsi di malavoglia nella pista più vicina, la Sweetwater Roller che si trova nel North Side. Questa è l’arena circolare frequentata da ragazzi dal ceto sociale superiore, tra cui Sweetness (Wesley Jonathan) imbattuto campione della “Jam Skating”, una danza eseguita sui pattini a rotelle, coreografata su bellissimi pezzi della immortale disco-music dell’epoca. Spassose le sue entrate in pista, alla Toni Manero in “La febbre del Sabato sera”, con tanto di presentazione e fan in delirio per il loro re! Lo scontro per primeggiare in questa specialità è inevitabile tra le due fazioni, che si sfideranno nella competizione annuale la “Roller Jam Skate-Off”. La sceneggiatura di Norman Vance mi ha dato l’impressione di essere stata ispirata (forse troppo) dalle sit-com afroamericane, con le classiche battute canzonatorie (ironia in uso nella cultura black), che sono di grande effetto in America, ma che da noi non sortiscono lo stesso risultato. Comunque il film sarà gradito ad un pubblico under 16, ed agli appassionati degli antenati dei rollerblade, non consigliata la visione invece, agli spettatori che non rientrino nelle due categorie. Una curiosità: osservate la somiglianza tra il tipo che affitta i pattini e Jimmi Hendrix… sono due gocce d’acqua!

Namor

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Di Darth (del 26/07/2006 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1753 volte)
Titolo originale
The new world
Produzione
USA 2005
Regia
Terrence Malick
Interpreti
Colin Farrell, Joe Inscoe, Jamie Harris, Michael Greyeyes, Jason Aaron Baca, Q'Orianka Kilcher, Eddie Marsan, Christian Bale
Durata
151 minuti

In “The new world” salta immediatamente all’occhio del cinefilo amatoriale, che il regista Terrence Malick si conferma un vero maestro della settima arte, replicando le glorie del superbo “La sottile linea rossa”. Ha girato tutto il film utilizzando determinate regole registiche che rendono eccezionale il risultato finale come ad esempio la scelta di effettuare tutte le inquadrature in soggettiva, di filmare mantenendo sempre tutto a fuoco, sia il primo piano che lo sfondo e di non avvalersi di luci artificiali. Se la regia e la fotografia di Lubezki (candidato all’oscar) sono di massimo livello, non sono da meno gli attori: Colin Farrel (Alexander, Daredevil) l’ho visto nella sua interpretazione migliore (forse anche perché parla il minimo indispensabile); e poi c’è lei… Q'Orianka Kilcher, la Pocahontas dei miei sogni adolescenziali, bellissima e dolcissima (almeno finché rimane nel suo habitat e con i suoi succinti abiti tribali). I nativi americani e tutta la ricostruzione scenica dell’epoca sono un altro tocco di classe dell’opera in questione: dagli abbigliamenti alle navi, dai moschetti alle prime costruzioni nel nuovo mondo, tutto ricreato con una meticolosità certosina. Eppure, nonostante vi abbia decantato tutti questi pregi, se qualcuno mi chiedesse “Cosa ne pensi del film The new world?”… la prima cosa che risponderei sarebbe: ‘una noia mortale’… è noioso come guardare una partita a scacchi tra due vecchi incontinenti che tra una mossa e l’altra vanno al bagno; è lento come un bradipo col morbo di parkinson; è monotono come l’ultima canzone di Jovanotti; ed è pesante come una peperonata prima di andare a dormire. Davvero un peccato, una regia spettacolare ma una trama inconsistente: le inquadrature si soffermano tanto, troppo a lungo, sulla bellezza della fotografia, dimenticandosi di spiegare qualcosa a livello narrativo; il montaggio è enigmatico, sembra realizzato a caso, passando dal presente al passato senza stacchi o riferimenti che lo rendano comprensibile al pubblico e quel poco di trama che si evince in tutto questo marasma è davvero patetica. Per concludere, consiglio questo film solo a chi vuole ammirare un maestro come Malick alla regia… perché, sono sincero, è l’unica cosa che ha impedito che mi addormentassi sul divano…

Darth

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Di kiriku (del 25/07/2006 @ 05:00:00, in cinema, linkato 2444 volte)
Titolo originale
My name is Tanino
Produzione
Italia 2002
Regia
Paolo Virzì
Interpreti
Corrado Fortuna, Rachel McAdams, Jessica De Marco, Frank Crudele, Mary Long, Beau Starr, Lori Hallier, Danielle Bouffard
Durata
100 min

Siamo a Castelluzzo in Sicilia, Tanino è un giovane e mediocre studente universitario che tenta di fuggire dal paesino in cui vive perchè non gli permette di realizzare i suoi sogni. Durante l’estate, mentre è immerso con il suo amico in una delle tante discussioni che riguardano lo scenario politico mondiale, conosce una ragazza americana con la quale ha un flirt. Alla fine della vacanza la giovane parte dimenticando la videocamera. Tanino dopo l’ennesimo esame andato male, che gli avrebbe evitato la leva militare, decide di andare in America per riportargliela. Da questo momento si trova ad affrontare una serie di peripezie che lui stesso riassume, all’ inizio del film, nella mail che spedisce all’amico: “Posso anticiparti che stavo per, numero uno: essere ucciso da una pallottola americana... Due: morire sotto un camion americano... Tre: sistemarmi e diventare un giovane di successo, ovviamente nel senso americano del termine... E l'elenco potrebbe continuare ad libitum”. Questa commedia divertente è firmata da “ Paolo Virzì”, il regista di “ Ovo Sodo”, “Caterina va in città” e “Baci e abbracci”. In questo film ci ripropone la già collaudata formula dell’italiano all’estero ma in una versione aggiornata, che vede il protagonista muoversi in un ambito ancora più provinciale di quello che ha lasciato alle spalle. Una commedia ironica ma che allo stesso tempo fa riflettere e che ci fa intendere che sognare è bello, ma che è indispensabile tenere i piedi per terra. L’interpretazione dell’esordiente “Corrado Fortuna” è di buon livello, riesce a calarsi senza troppi problemi nel ruolo del siciliano timido e spaesato che si esprime in un inglese pessimo. Buona anche la sceneggiatura firmata da Paolo Virzì e soci. Se volete passare una serata in allegria questo è il film giusto. Buona Visione!!!

Kiriku

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