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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Angie (del 13/07/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 450 volte)
Titolo originale
John Wick
Produzione
USA 2014
Regia
Chad Stahelski
Interpreti
Keanu Reeves, Michael Nyqvist, Alfie Allen, Adrianne Palicki, Willem Dafoe.
Durata
100 Minuti

Persa da poco la moglie per una grave malattia, John Wick (Keanu Reeves) un ex killer di professione, riceve dopo pochi giorni dal lutto, un cucciolo di Beagle per posta con una lettera della moglie Helen, come ultimo regalo prima di morire.
John si affeziona molto al cucciolo. A una stazione di servizio mentre fa benzina ha un diverbio con un ragazzo invadente, Iosef che, vuole comperare la sua macchina d'epoca: una Mustang 1969. John cortesemente rifiuta la proposta. Durante la notte John viene svegliato dal cane che abbaia per aver sentito rumori al piano inferiore. Sceso per vedere viene aggredito e picchiato dai ragazzi che uccidono il cane e rubano la macchina. Si dice che la vendetta sia un piatto da servire freddo.
Non per John Wick, ex killer professionista che a causa di uno sgarro decide di tornare al vecchio mestiere e scatena così un inferno. I film basati sul tema della vendetta sono innumerevoli, ma a volte con qualche variante li rendono diversi, quindi sempre piacevoli a vedersi e non deludono le aspettative di chi vuole vedere qualcosa di energetico: come “John Wick”, film diretto da David Leitch e Chad Stehelski.
Nonostante il solito filo narrativo riguardante la vendetta personale, “John Wick” è una bella pellicola ricca d'azione dall'inizio alla fine, che intrattiene lo spettatore a guardare sino alla fine senza annoiarsi. Gli ingredienti pur non essendo nuovi sono stati usati bene, con una scenografia di grande effetto, con luci, ombre ed effetti sonori che generano la giusta tensione senza deludere quel pubblico che ama questo genere.
Ottima (a mio parere) l'interpretazione di Keanu Reeves, con i suoi 50 anni, nei panni di uno spietato “uomo nero” che si fa giustizia a modo suo. Tra l'altro lo avevo già visto lavorare nel film 47 Ronin, molto bravo. Comunque se non avete tante pretese e siete alla ricerca di un thriller-action che vi tenga incollati allo schermo e vedervi un Reeves molto arrabbiato questo è il film che fa per voi.

 Angie

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Di Namor (del 06/07/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 597 volte)
Titolo originale
Borotalco
Produzione
Italia 1982
Regia
Carlo Verdone
Interpreti
Carlo Verdone, Angelo Infanti, Eleonora Giorgi, Moana Pozzi, Elisa Mainardi.
Durata
130 Minuti

Sulle note della bellissima “L’ultima luna” di Lucio Dalla, Sergio Benvenuti (Carlo Verdone) e Nadia Vandelli (Eleonora Giorgi) si preparano per andare al lavoro come venditori di enciclopedie porta a porta per conto dei Colossi della Musica.
Nadia molto più spigliata e convincente riesce a piazzare un buon numero di vendite, per Sergio, timido e impacciato, i profitti non sono all’altezza per intraprendere il lavoro di rappresentante. Visto il successo di Nadia, Sergio la contatta per essere affiancato da lei in una vendita per studiare il suo modus operandi. L’appuntamento per andare da un bizzarro cliente di nome Manuel Fantoni (Angelo Infante), viene saltato da Nadia per il tentato acquisto dei biglietti per il concerto del suo idolo Lucio Dalla. Nel frattempo Sergio non vedendola arrivare sale nell’appartamento di Fantoni, col quale instaura da subito un rapporto molto confidenziale. Fantoni, che di vero nome fa Cuticchia Cesare, viene arrestato per truffa!
Sergio, rimasto basito da questa nuova conoscenza, ne approfitta ed assume la sua identità quando Nadia giunge in gran ritardo all’appuntamento che aveva con lui stesso ed il Fantoni. Vista la posizione da vip di cui ora Sergio gode, la sfrutta per arrivare a conquistare il cuore della bella Nadia che ingenuamente ci casca. Augusto (Mario Brega) e la figlia Rossella (Roberta Manfredi) fidanzata di Sergio, si accorgono che qualcosa non và nei comportamenti di Sergio che ormai si trova in un gioco molto più grande di lui.
La resa dei conti tragicomica sarà inevitabile, così come la pessima figura di Sergio per mano del burbero suocero. Dopo qualche anno i due sono entrambi sposati con i loro fidanzati storici, Sergio che continua a fare il piazzista di enciclopedia (ma stavolta per il mondo della natura) si reca ad un incontro fissato per una vendita, giunto a destinazione scopre che la cliente con cui ha l’appuntamento è Nadia che con una telefonata dalla voce camuffata lo attira nel suo appartamento. I due conversano amabilmente e con profonda nostalgia, il rimpianto di aver intrapreso un cammino differente per entrambi è fortemente tangibile, come la loro voglia di lasciarsi andare e dichiarare finalmente i loro sentimenti mai espressi.
Scritto in un anno con Enrico Oldoini, Verdone dirige ed interpreta “Borotalco” una delle commedie più belle del cinema italiano, vincitrice di ben 5 David di Donatello: Miglior Film, Miglior Attore Carlo Verdone, Miglior Attrice Eleonora Giorgi, Miglior Attore non protagonista Angelo Infante e Miglior Colonna sonora a Dalla e Liberatori. Il cast di attori è fantastico, la prova di Verdone e la sua espressione mimica non hanno eguali nel recitare l’impacciato e mite Sergio, la Giorgi (premiata anche col Nastro D’Argento) oltre ad essere bellissima come non mai nella parte della frizzante Nadia, che a parer mio rimane la sua più grande performance su grande schermo, difatti lo stesso Verdone elogiò la Giorgi che a sua parere interpretò se stessa nella vita reale, fatto sta che dopo questo ruolo la Giorgi divenne l’attrice più richiesta del momento. Oltre al bravo Infanti nel ruolo del seducente Fantoni, vi è presente uno strepitoso Mario Brega nella parte del suocero Augusto, le sue gag con Verdone sono sicuramente le più divertenti che abbia visto nella cinematografia della commedia italiana. Il cast prosegue con personaggi del calibro di Cristian De Sica agli inizi della sua carriera nel ruolo dell’amico di appartamento di Sergio, mentre Rossella la fidanzata oppressiva di Sergio è la figlia dell’attore Nino Manfredi. Ultima menzione di merito va ad una giovanissima è bellissima Moana Pozzi che interpreta una amica del Fantoni presente nel suo appartamento, la scena del suo bagno nuda in piscina è indimenticabile come le sue favolose forme.
C’è una piccola curiosità collegata a Moana nel film, l’appartamento di Fantoni è la sua vera residenza prestata per l’occasione al fine di avere un piccolo cameo all’interno della pellicola. Verdone ad oggi ritiene “Borotalco” il suo miglior film fino adesso realizzato, quello a cui deve il successo ottenuto dopo i primi due film (“Un sacco Bello” e “Bianco Rosso e Verdone”) improntati su più personaggi.
Un’ultima curiosità di merito è sicuramente l’attribuzione della colonna sonora, che venne attribuita a Lucio Dalla senza che lui avesse fatto parte del progetto, difatti vengono utilizzati alcuni suoi brani ma le musiche sono degli Stadio e Fabio Liberatori. Il nome di Dalla che in quel periodo stava riscuotendo un enorme successo, venne messo a sua insaputa dalla produzione sulle locandine come autore delle musiche. L’azzardo fece arrabbiare non poco il cantante bolognese che telefonò a Verdone per fare le sue rimostranze, Verdone per mettere pace lo invitò alla prima con la promessa che se non gli sarebbe piaciuta la collocazione delle sue canzoni nel film, avrebbe rimosso il suo nome dalla locandina, naturalmente era una bugia, visto che ormai l’uscita del film era prossima e non si potevano ristampare i manifesti.
Nonostante il film sia datato 1982 risulta ancora piacevole da rivedere, d'altronde le cose belle non hanno età è Borotalco con la sua tenera nostalgia i suoi 33 anni se li porta ancora bene.

Namor

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Di Angie (del 02/07/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 578 volte)
Titolo originale
Gone Girl
Produzione
USA 2014
Regia
David Fincher
Interpreti
Ben Affleck, Rosamund Pike, Neil Patrick Harris, Tyler Perry, Kim Dickens.
Durata
145 Minuti

La storia è quella di Nick (Affleck bBen) e Amy (Rosamund Pike) che si incontrano ad una festa, dove lui la conquista con un sorriso da sornione. Lei è una ragazza perfetta: bella, ricca e colta autrice di libri. Una coppia all'apparenza felice ma che, in realtà sta attraversando un periodo difficile mettendo in crisi il loro matrimonio. Tutto esplode nel giorno del loro quinto anniversario di nozze, quando Amy scompare senza lasciare traccia. La scena del crimine in casa rivela tracce di sangue. I sospetti naturalmente cadono sul marito ed inizia per Nick un vero incubo.
Non voglio svelare più di tanto cosa succede per lasciare un po' di curiosità a chi volesse visionarlo. Il cineasta David Fincher, autore di cult come “Fight Club” e dopo “Lo strano caso di Benjamin Button e “Millennium”, ritorna con il nono lungometraggio e dirige il film “L'Amore Bugiardo-Gone Girl”.
Ispirato ad una storia vera, la pellicola è tratta dal romanzo best seller L'Amore Bugiardo di Gilliam Flym, che cura anche la sceneggiatura del film. I protagonisti sono Ben Affleck e Rosamund Pike nei rispettivi ruoli di Nick e Amy. Una semplice e comune (così sembra) storia di una splendida coppia: felicità iniziale che si trasforma pian piano in frustrazione e delusione e, in un giorno come tanti lei scompare nel nulla. L'intreccio della trama è molto coinvolgente sembra un thriller quasi alla Hitchcock infatti, mi ricorda un po' “La donna che visse due volte “ proprio di Hitchcock.
Un thriller psicologico, convincente, dove nulla è come sembra e l'intreccio della storia tiene costantemente lo spettatore con il fiato sospeso per tutto l'arco dei 145 minuti con il susseguirsi di colpi di scena. Una menzione di merito va al cast. Ottima l'interpretazione della Pike (candidata all'Oscar) nel ruolo di psicopatica, con il suo viso enigmatico di cui ci si può innamorare facilmente ma, altrettanto facilmente odiare. Molto bravo anche Affleck nella parte del marito con la sua espressione e il sorriso da “tontolone”. Il film è stato candidato a 5 Golden Globe: miglior regista, miglior film, migliore attrice (Pike), miglior sceneggiatura e colonna sonora. La mia opinione sul film? Mi è piaciuto molto.
Trama avvincente ed intrigante. Una storia che incuriosisce e stimola la visione sopratutto al pubblico italiano in quanto trova spunti in comune con molte vicende che ultimamente colpiscono purtroppo, la nostra società odierna. Nonostante la sua durata di due ore e mezza, devo dire sono volati senza accorgermene, sono rimasta incollata allo schermo fino alla fine per vedere il districarsi della matassa. Consiglio di visionarlo. Merita davvero! E un thriller e una satira sociale che vi sorprenderà. Sicuramente farà parlare di sé !.

 Angie

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Di Miryam (del 29/06/2015 @ 05:00:00, in libri, linkato 488 volte)
Titolo originale
 
Autore
Penny Hancock
Editore
Time Crime
Prima edizione
2012

Il libro è ambientato a Greenwich, nei pressi di Londra, il tutto ruota intorno al fiume Tamigi e alla casa che si trova sullo stesso.
La protagonista è Sonia, una persona molto vulnerabile, traumatizzata da eventi successi in passato. Vive in questa casa lasciatole in eredità dal padre dove lei vorrebbe vivere per sempre, al contrario del marito Greg, un dottore che lavora all’estero, che invece vorrebbe venderla. Sonia ha anche una giovane figlia, Kit, che studia all’Università e un’anziana madre che va a trovare tutti i giorni nella casa di riposo dove è ricoverata.
In un freddo pomeriggio di Febbraio, la donna apre la porta a Jez, un ragazzo di quindici anni, nipote di una sua cara amica, nonché amico della figlia. Questi vorrebbe semplicemente vedere un vecchio disco in vinile, entra in casa convinto di fermarsi pochi minuti, invece si renderà conto molto più tardi che è finito nel peggior incubo della sua vita, infatti Sonia inventerà mille scuse, mille cose da raccontargli, da fargli vedere per chiuderlo li con lei in questa casa così bella, fermamente convinta di non farlo più andare via.
La Casa sul Fiume”, è l’esordio letterario di Penny Hancock, un romanzo oscuro, adrenalinico da leggere veramente tutto d’un fiato. Un thriller psicologico scritto in maniera molto dettagliata con un finale per niente scontato, anzi inaspettato.
E’ una storia fatta d’amore, o meglio di un amore che sfiora l’ossessione, la gelosia, un libro che vi consiglio di leggere se apprezzate questo genere dove la mente umana dà grande spazio alla morbosità che talvolta sfiora la follia!

Miryam

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Di Angie (del 26/06/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 582 volte)
Titolo originale
Jack Ryan: Shadow Recruit
Produzione
USA - Russia 2014
Regia
Kenneth Branagh
Interpreti
Chris Pine, Kenneth Branagh, Keira Knightley, Kevin Costner, Nonso Anozie.
Durata
105 Minuti

Il giovane Jack Ryan (Chris Pine) arruolatosi come volontario nei Marines, durante una missione in Iraq rimane gravemente ferito. Durante la lunga riabilitazione, sotto l’aiuto di una studentessa in medicina Cathy (che diverrà poi la sua compagna), Ryan viene notato per il suo talento da William Harpes (Kevin Coster) un agente della Cia, che gli propone un posto da analista a Wall Street. Inizia così per Jack una nuova e avventurosa carriera.
Ben presto il giovane Ryan si accorge di alcuni investimenti dubbi e si reca a Mosca per incontrare direttamente un magnate russo Viktor Cheverin (Kenneth Branagh) che è implicato in un complotto teso a finanziare un attacco terroristico per mandare in crash l’economia americana. Un semplice viaggio di affari si trasforma così in un incubo per il giovane agente. Appena atterrato Ryan subisce un attacco (uscendone indenne), da quello che considerava la sua guardia del corpo. Ma la situazione si fa sempre più difficile e sarà ancor più compromessa quando anche la sua fidanzata Cathy (Keira Kinightley) viene rapita, così Jack oltre a sventare l’attacco terroristico dovrà anche salvare la sua compagna.
Dopo aver diretto “Thor” con buon successo, Kenneth Branagh lo vediamo nuovamente in un altro franchise ma, questa volta come attore. Si tratta di una nuova storia: “Jack Ryan –L’iniziazione”, quinto film della famosa saga nata dalla penna di Tom Claney, che segue le vicende di Jack, analista finanziario di Wall Street reclutato dalla Cia per sventare un attentato ideato da un folle miliardario russo interpretato proprio da Kenneth Branagh. Penso che molti abbiano già conosciuto questo personaggio Jack Ryan, visto sullo schermo in ben quattro film (Caccia a ottobre rosso, Giochi di potere, Sotto il segno del pericolo e al Vertice della tensione) con il volto di tre attori diversi (Alec Baldwin, Harrison Ford e Ben Affleck). Ora in questa saga vediamo Chris Pine, che per quanto mi riguarda è molto bravo nelle vesti di Ryan e, reduce anche dal successo di un atro famosissimo reboot: quello di Star Trek.
Da un mio punto di vista l’ho trovato un buon thriller, ricco di azione e con una trama semplice che si lascia vedere per tutti i suoi 100 e più minuti . Ne consiglio la visione ( nonostante si conosca il personaggio e le sue vicende) in quanto in questo nuovo capitolo della serie non è male, visto che intrattiene anche senza sorprendere enormemente lo spettatore.

 Angie

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Di Namor (del 22/06/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 618 volte)
Titolo originale
Jurassic World
Produzione
USA 2015
Regia
Colin Trevorrow
Interpreti
Chris Pratt, Vincent D'Onofrio, Bryce Dallas Howard, Judy Greer, Nick Robinson.
Durata
124 Minuti
Trailer

Messo nuovamente in sicurezza dopo la devastazione precedente, riapre il lussuoso resort popolato da dinosauri Jurassic World. A gestire il parco con ottima efficienza è la indaffarata Dottoressa Claire Dearing (Bryce Dallas Howard), zia di Ty e Nick che si apprestano a raggiungerla per visitare il parco popolato da animali preistorici. Gli esosi costi di gestione spingono il Dott. Wu (BD Wong) a creare sempre una attrazione nuova per invogliare il pubblico a ritornare a visitare il parco, la nuova attrattiva è il gigantesco Indominus Rex, un ibrido tra il potente Tirannosauro Rex ed il temibile Velociraptor. Astuzia e forza al di sopra tutti gli altri dinosauri sono le pericolose doti di questo nuovo gigantesco essere tenuto in isolamento e che ora ha raggiunto la sua maturità. Per poter valutare la sua pericolosità la Dott. Claire chiede la consulenza dell’ex militare Owen (Chris Pratt), esperto in combattimento animale che lavora in una base sull’isola addestrando alcuni Velociraptor al comando.
Una volta giunto nella zona riservata all’Indominus Rex, Owen si accorge da subito che qualcosa non quadra all’interno del parco, su un muro contenitivo vi sono segni di artigli che fanno pensare alla fuga del bestione che invece furbamente ha inscenato l’evasione per poi uscire sorprendendo i custodi liberando la sua furia distruttrice contro chiunque si trovi sul suo cammino. Owen e Claire si uniscono per salvare Ty, Nick e i ventimila visitatori presenti a Jurassic World dalle voraci fauci dell’Indominus Rex.
Ventidue anni dopo Spielberg riapre i cancelli del Jurassic World affidando le chiavi al regista Colin Trevorrow coadiuvato di un cast tecnico di tutto rispetto come: dal direttore della fotografia John Schwartzman (Seabiscuit – Un mito senza tempo, Amazing Spider-Man), dallo scenografo Edward Verreaux (X-Men: Conflitto finale, Monster House), dal montatore Kevin Stitt (X-Men, Cloverfield), dal costumista Daniel Orlandi (Il codice Da Vinci, Saving Mr. Banks) e dal compositore premio Oscar® Micheal Giacchino (Into Darkness - Star Trek, Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie).
Il cast di attori rispetto al precedente Jurassic Park è molto ridimensionato, non ci sono interpreti di elevata caratura come Jeffe Goldblum, Sam Neill, Richard Attenborough, Samuel L. Jackson e Laura Dern, al loro posto ci sono il nuovo divo dall’azione Chris Pratt lanciatissimo dopo aver interpretato Star Lord in “I guardiani della Galassia” e Bryce Dallas Howard, figlia dell’attore e regista Ron Howard ormai bellissima 34enne meritevole di altre opportunità ben più congeniali alle sue qualità espressive, visto che è dotata di un paio di occhi da infarto!
Facendo un confronto con il primo capitolo della saga J.World perde nettamente il confronto con J.Park, la recitazione, il cast e la trama molto più avvincente di J.Park sono ineguagliabili ed inarrivabili per J.World, l’unica dote che può vantare di rispetto al primo film sono gli effetti speciali che nel frattempo si sono evoluti enormemente (e guai se non fosse stato così).
Ora va bene riesumare un blockbuster come Jurassic per rimpinzare le casse, ma abbiate almeno la decenza di elaborare una trama degna di essere chiamata tale, e non una storiella elementare e banale come i due mocciosetti eccitati che vanno al parco dei dinosauri per poi essere in pericolo e salvati dall’eroe di turno. Sceneggiature così son capaci a scriverle anche i miei nipoti alle elementari al costo di un gelato!
Un consiglio a chi si appresta a vederlo al cinema, optate per la visione in HD tralasciando il 3D che fa veramente pena facendo perdere qualità video non indifferenti.

 Namor

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Di Miryam (del 19/06/2015 @ 05:00:00, in libri, linkato 671 volte)
Titolo originale
 
Autore
Lawrance Sanders
Editore
Sperling & Kupfer
Prima edizione
1986

Peter Scuro è un giovane attore disoccupato senza un dollaro in tasca che vive nell’appartamento del suo amico in quanto non riesce nemmeno a mantenersi. Fa piccoli lavoretti saltuari ma non servono certo per vivere e tantomeno per portare fuori a cena la sua ragazza Jenny Tolliver.
Una delle tante sere passate davanti ad un panino e una birra nel solito bar, viene avvicinato da un’avvenente signora di mezza età. A vederla si capisce subito che è una tipa facoltosa, ma soprattutto con addosso la voglia di trascorrere del tempo con un bel giovanotto per soddisfare certi bisogni sessuali, tutto ciò dietro pagamento.
Senza tanti peli sulla lingua e senza alcun disagio, la signora Martha Twombly, così si chiama, propone al nostro amico questo “affare”. Subito Peter si dimostra un po’ titubante della strana proposta, impacciato per la situazione, poi invece si rende conto che in fondo non c’è niente di male, certo… sono sempre stati gli uomini a pagare le donne, però anche uno scambio di ruoli, in fondo potrebbe starci. La signora in questione poi, anche se matura, conserva sempre un bell’aspetto giovanile, ben curato, inutile dire che quella era la prima volta ma… non certo l’ultima!!
Infatti Martha aveva in serbo altre idee, amiche che non avrebbero certo disdegnato la compagnia di giovani ragazzi per occupare il tempo libero; così nel giro di pochi mesi i due avevano messo su un bel bordello di lusso con giovani di tutte le specie al fine di soddisfare “la noia” di tutte le attempate signore, e in poco tempo avevano raggiunto un giro di affari talmente proficuo che da un piccolo e modesto appartamento, avevano traslocato in un attico di lusso accessoriato con tutti i confort per soddisfare le varie e stravaganti richieste. Per non dare nell’occhio e coprire questa casa di tolleranza, i nostri due affaristi avevano messo un insegna sulla quale era scritto “Scuola di Recitazione”. Non tutto poteva scorrere senza intoppi, infatti ben presto quel via vai di persone aveva attirato la curiosità di un poliziotto corrotto che in cambio del suo silenzio, chiedeva una piccola percentuale che logicamente andava sempre crescendo fino a quando…..e qui mi fermo per non svelare il tutto. Il libro
“La seduzione di Peter” mi è stato imprestato, sinceramente quando ho visto che era stato pubblicato nel 1983, beh non volevo leggerlo, alquanto vecchiotto, invece meno male che mi sono addentrata nella lettura, l’ho trovato a dir poco divertente, scorrevole, originale. L’autore è un certo Lawrence Sanders, un romanziere americano che ha scritto svariati racconti, personalmente… mai sentito nominare, so solo che è nato nel 1920 e morto nel 1998. Comunque il libro seppur datato, è stato veramente simpatico, se mai vi dovesse capitare per sbaglio nelle mani… leggetelo, non rimarrete delusi.

Miryam

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Di Asterix451 (del 15/06/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 853 volte)
Titolo originale
Killing Season
Produzione
USA 2014
Regia
Mark Steven Johnson
Interpreti
Robert De Niro, John Travolta, Milo Ventimiglia, Elizabeth Olin
Durata
131 Minuti

Benjamin Ford (Robert De Niro) è un ex ufficiale dell’Esercito degli Stati Uniti, veterano della guerra di Bosnia. Vive da solo nella foresta, disciplinato come fosse ancora al reggimento, cercando di lasciarsi alle spalle gli orrori di una guerra che ha stravolto la ex Jugoslavia.
Tra gli alberi di una terra che lo ha costretto ad uccidere cerca la pace nella foresta, passeggiando con la macchina fotografica per immortalare animale e paesaggi. Profondamente segnato nel carattere, non riesce più a ritrovarsi con la sua famiglia.
Vive così, per conto suo, fino al giorno in cui non rimane in panne su una pista con la sua auto e uno sconosciuto gli si avvicina per aiutarlo. Piove a dirotto. L’uomo sembra un pellegrino, ma inaspettatamente riesce a sistemare il fuoristrada di Ben che, per sdebitarsi, si offre di ospitarlo. Dopo una iniziale diffidenza, l’uomo accetta e si presenta come Emil Kovac (un John Travolta dimagrito, con barba e capelli tinti… forse, trapiantati).
Emil è rozzo, ma amichevole.
Beve insieme a Ben e si offre di portarlo a caccia. Useranno l’arco, come un tempo, e Ben accetta nonostante abbia smesso da tempo di uccidere gli animali… non sa ancora che, presto, si troverà a dover sfuggire un vecchio nemico e il passato che egli rappresenta.
Il regista statunitense Mark Steven Johnson (Daredevil, Elektra, Ghost Rider) dirige una sceneggiatura scritta negli anni settanta e poi rivista e aggiornata. Originariamente “Killing Season” doveva essere realizzato da John McTiernan per far incontrare Travolta e Nicholas Cage ancora una volta dopo “Face Off” ma, alla fine, De Niro è subentrato nel progetto con il passaggio di mano di Johnson alla regia.
Il risultato non è entusiasmante, purtroppo, nonostante l’impegno di tutti. De Niro, pur non essendo più quel De Niro, è in forma e risulta credibile nella parte del veterano. Tuttavia la sua performance è un pallido ricordo di sé ne “Il Cacciatore”, anche nella scena cammeo del cervo che, qui, si traduce diversamente per non sembrare scopiazzata. Anche Travolta è bravo, come sempre, ma quei capelli sembrano proprio finti (alla Nicholas Cage) e un pochino sembra finta la cruda determinazione con cui cerca di farsi vendetta, tra torture ingegnose, pestaggi, resistenza agli urti e turpiloquio balcanico al quale è costretto per sceneggiatura. E si va avanti così, nella foresta, in uno scambio reciproco di violenze che terminano… come alle scuole elementari, tra i bulletti che si menano per la merenda.
Killing Season” non è un capolavoro e neanche un bel film ma, al di là del sarcasmo e dei paradossi di una produzione che ha subito troppi rimpasti, riesce in qualche maniera a pagarsi il biglietto. Il linguaggio è volgare e violento, le torture truci, la dinamica tutto sommato sempliciotta e già vista ma, grazie agli attori, si arriva in fondo con una qualche soddisfazione. Astenersi persone impressionabili, bambini e in generale chi sa di non apprezzare qualsiasi cosa menzionata prima. Buono per una serata rumorosa senza pensieri.

Asterix451

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Di Angie (del 12/06/2015 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 640 volte)
Titolo originale
Fleming: The Man Who Would Be Bond
Produzione
Gran Bretagna 2014
Episodi / Durata
4 / 44 Minuti

Mi è capitato sotto le mani una bellissima miniserie composta da solo quattro episodi intitolata ”Fleming – Essere James Bond”, ambientata nel periodo della seconda guerra mondiale, in un momento dove l'Inghilterra era vicina allo scontro con la Germania.
In questo scenario socio-politico di grande tensione, conosciamo l'aitante Jan Fleming (interpretato da Dominic Cooper), un giovane ribelle in contrasto con la madre che lo vorrebbe fiero come suo fratello maggiore. Invece Jan bello e sicuro di sé, annoiato della sua vita da giornalista e, non curante del futuro passa da una storia d'amore all'altra. La guerra purtroppo, lo porta ad arruolarsi nella Marina Inglese al servizio del controspionaggio. Qui fu artefice di grandi operazioni ai danni dei Nazisti da cui poi trarrà ispirazione per scrivere i suoi famosi romanzi. Fra spionaggio e azione, la serie ricostruisce anche l'aspetto intimo e psicologico della vita dello scrittore, nel raccontare la storia d'amore con Ann, che alla fine sposerà, a cui comunque non resterà fedele.
La miniserie “Fleming” è ispirata alla vita del giovane scrittore, giornalista e militare inglese Jan Fleming, colui che creò il famoso e leggendario personaggio James Bond, l'agente 007 che, prima di diventare uno dei franchise cinematografici più amati e conosciuti, era una serie di libri. E una serie bella ed emozionante grazie ad un ottimo e convincente cast, dove spicca sia un seducente Dominic Cooper (nella parte di Fleming), sempre vestito come un vero Lord Inglese con la sua sigaretta accesa e, sia la bellissima Laura Pulven nella parte di Ann. Uno dei motivi che mi ha stimolato a visionare questa miniserie è stata la curiosità di vedere la figura di colui che ha creato il famosissimo James Bond. Chi non conosce questo famigerato agente 007, la spia più amata dal grande pubblico!! Io sono tutt'ora una grande fans di James Bond, ho visto tutti i suoi film con Jean Connery e Roger Moore, fino all'ultima versione con Daniel Craig.
Ai più curiosi consiglio di recuperare “Fleming”: l'uomo che voleva essere Bond, perche è una serie da non perdere, ricca di eventi, divertente ed emozionante con una trama storica ed avventurosa . In secondo luogo si visiona volentieri in quanto è molto corta solo 4 puntate da un'ora circa ognuna per trascorre un po’ di tempo in relax.

Angie

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Di Namor (del 08/06/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 512 volte)
Titolo originale
Evil Dead
Produzione
USA 2013
Regia
Fede Alvarez
Interpreti
Jane Levy, Shiloh Fernandez, Lou Taylor Pucci, Jessica Lucas, Elizabeth Blackmore
Durata
90 Minuti
Trailer

Un gruppo di ragazzi si apprestano a passare un periodo di tempo in uno sperduto cottage, una vacanza che ha come motivo principale il loro aiuto a Mia (Jane Levy) nel disintossicarsi dall’eroina e dal suo burrascoso passato. Giunti nella casa di campagna i ragazzi vengono sopraffatti da un tremendo odore di bruciato proveniente da una botola, incuriositi e desiderosi di porre rimedio al tremendo tanfo, scoprono che in cantina vi sono una miriade di animali bruciati ed appesi al soffitto ed un libro sigillato con del filo spinato. La curiosità di uno dei componenti del gruppo ad aprire il manoscritto e leggerlo, sarà l’inizio di un mortale incubo per tutti loro, visto che ha appena evocato un pericoloso demone che minaccia di impossessarsi di loro ad uno a uno fino a che non saranno tutti morti.
A distanza di oltre 30 anni Sam Raimi e Bruce Campbell producono il remake “La Casa”, il loro film di maggior successo affidando la regia al giovane regista uruguaiano Fede Alvarez.
Osannato dalla critica che gli ha attribuito voti alti e recensioni entusiastiche, ho voluto rivedere quello che per me era stato il caposaldo di questo genere Horror, un film che all’epoca spaventò e impressionò più di uno spettatore che giudicarono (me compreso) come uno dei migliori titoli dell’orrore degli anni 80.
Una volta visto sono rimasto molto stupito dagli elogi della critica verso questo remake, personalmente non mi è piaciuto affatto, lo trovato esageratamente splatter e stomachevole in più di una scena… ora va bene che la fantasia supera la realtà in certe pellicole… ma il troppo non va neanche bene. Le scene con più automutilazioni per poi stare bene come se si fossero tagliati un’unghia e non un arto, fanno veramente passare la voglia di andare avanti nel vedere come si evolve il film.
Piacerà sicuramente agli amanti del genere, come d’altronde è piaciuto alla critica (e non mi spiego il perché) ma dubito che possa appagare un certo pubblico con gusti più moderati.

 Namor

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Di Miryam (del 05/06/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 603 volte)
Titolo originale
Live!
Produzione
USA 2007
Regia
Bill Guttentag
Interpreti
Eva Mendes, David Krumholtz, Rob Brown, Katie Cassidy, Jay Hernandez.
Durata
96 Minuti

Kathy Courbet (Eva Mendes, qui in veste anche come produttore esecutivo), è una dirigente televisiva, una vera professionista che vuole ascolti stratosferici, successo e soprattutto vuole raggiungere un obiettivo: toccare il 40% di share.
Per attuare questo ci vuole però un’idea geniale, un reality particolare, eccentrico per suscitare un vero interesse per gli spettatori. Durante una riunione con lo staff al completo, si incominciano a valutare varie idee, certo alcune molto strampalate in quanto è presente sempre il tema della morte o violenza gratuita che poi in fondo sono le cose che attirano più curiosità, così dopo varie idee per lo più bocciate, ecco che qualcuno propone la “roulette russa”.
In quel momento sul viso di Kate appare un sorriso strabiliante, per lei quello è il giusto tema da trattare. Cosa non certo facile da attuare per via della morte in diretta, bisogna trovare gli sponsor e vincere non poche resistenze, ma alla fine Kate ottiene il permesso di mettere in onda il suo programma anche se il suo capo prevede più un fallimento che una rinascita.
Il gioco consiste di trovare sei concorrenti che per denaro o per fama siano disposti a rischiare la vita, per cinque di loro, un’ ingente somma di denaro, per uno… la morte in diretta tv “Live! ascolti record al primo colpo”, diretto da Bill Guttentag, è stato un film alquanto criticato in quanto un reality con la morte in diretta non è certo un buon esempio da emulare, però bisogna anche pensare che ormai tutto fa spettacolo, in effetti ci sono alcuni telegiornali specialmente in America, che fanno vedere certe corse all’impazzata per seguire un malvivente che poi viene freddato così come se niente fosse da vari poliziotti!! E credo che tutti noi abbiamo visto queste scene in tv, forse per sola curiosità.
Certo nulla a che vedere con un reality, anzi, spero resti un film e che non venga mai proposto o peggio ancora messo in pratica!!
Personalmente, il film non mi è piaciuto, l’ho trovato alquanto lento soprattutto quando vengono scelti i partecipanti al gioco, troppo patetico e melenso, per poi risolvere il tutto in maniera frenetica nell’ultima mezz’ora, e se vogliamo essere ancora più critici, quella non era nemmeno la vera roulette russa, il caricatore non veniva fatto girare e c’erano cinque colpi su sei concorrenti!! Va beh, questi sono solo inutili dettagli, quello che voglio invece aggiungere e che era meglio non vederlo…. Perciò almeno voi evitatelo!!

Miryam

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Di Namor (del 02/06/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 494 volte)
Titolo originale
The anomaly
Produzione
Gra Bretagna 2014
Regia
Noel Clarke
Interpreti
Ian Somerhalder, Luke Hemsworth, Brian Cox, Noel Clarke, Alexis Knapp
Durata
97 Minuti

L’ignaro Ryan Reeve (Noel Clarke) e vittima di una corporazione scientifica che gli ha impiantato un sistema di controllo remoto della mente che lo manipola a suo piacimento. A fargli da angelo custode per preservare il prezioso esperimento militare è Harkin Langham (Ian Somerhalder) figlio del finanziatore del progetto. La tecnologia psicotronica del quale Ryan è succube, ha una falla nel sistema che periodicamente si disconnette dalla mente dandogli circa 10 minuti di autonomia nel quale lui è cosciente, un breve lasso di tempo in cui dovrà capire cosa sta succedendo e come porre rimedio all’intricata situazione per ritornare libero.
Noel Clarke non è solo l’interprete principale di “The Anomaly”, ma è anche lo sceneggiatore e regista di questa incongruente pellicola action futurista dalla trama ridondante e noiosa, a tal punto che arrivare ai titoli di coda è quasi una impresa. Ad attirare la mia attenzione è stata la presenza nel cast degli attori di Ian Somerhalder, volto noto della serie tv di discreto successo “Il diario del vampiro”, ove lui interpreta uno dei protagonisti più affascinanti; il vampiro di origini italiane Damon Salvatore.
La sua presenza purtroppo non eleva la qualità della pellicola che è molto al di sotto della sufficienza, Ian a parer mio dovrebbe scegliere sceneggiature migliori se vuole affermarsi anche sul grande schermo, se no verrà ricordato sempre come il bello e dannato Damon Salvatore del Diario di un Vampiro.
Per quanto riguarda il film, penso di essermi espresso abbastanza chiaramente.

 Namor

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Di Angie (del 29/05/2015 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 981 volte)
Titolo originale
The Triangle
Produzione
USA 2005
Episodi / Durata
2 / 60 Minuti

Sul Mistero del Triangolo delle Bermuda,tra leggenda e realtà, hanno ispirato molteplici scrittori e registi. Ma nessuno sa ancora cosa si nasconde davvero in quella misteriosa area dell’Oceano Atlantico Settentrionale. Fin dai tempi più antichi e quindi parliamo dei grandi esploratori, come Cristoforo Colombo, di cui si afferma che perfino lui durante i suoi viaggi, aveva notato qualcosa di atipico, per decenni il leggendario “Triangolo” ha catturato molto l’immaginazione umana con queste inspiegabili sparizioni di navi ed aerei (come il famoso volo 19 e quella di un gruppo di 5 navi della United States Navy) di cui non si sono trovate più tracce.
Nel 1974 fu scritto un libro da Charles Berlitz,”Bermuda il Triangolo maledetto”, che ebbe un grande successo. Sulla scia di questo clamoroso libro uscirono diversi film su questa leggenda che, mescolarono extraterrestri , civiltà scomparse, viaggi nel tempo, horror e avventura che riscossero successo.
Tra le opere cinematografie ho avuto occasione di vedere una miniserie televisiva “Triangolo delle bermuda”, diretta dal regista Graig R. Baxley , dove un miliardario armatore Eric Benirail , in seguito alla sparizione di diverse navi di sua proprietà , non più ritrovate, decide di indagare sul mistero. Ingaggia una squadra di quattro specialisti: un giornalista Howard Thomas, che in passato si era già interessato di altri misteri riguardanti questo caso. L’esperta oceanografia Emily Patterson, lo scienziato Bruce Geller e lo psicologo Stan Lathaman . Durante le ricerche i quattro cominciano a vivere fenomeni inspiegabili di mutamenti spazi temporali. Indagano sempre di più per dare una spiegazione a questi strani fenomeni e, scoprono un segreto tenuto nascosto per anni…. Così quella che doveva essere una semplice spedizione diventa in breve tempo una lotta disperata per la sopravvivenza.
Una pellicola con un cast discreto, con pochi effetti speciali ma, ugualmente piacevole da vedere, in quanto il tema trattato affascina ancora molto e attrae il pubblico che vuole scoprire e saperne sempre di più. Con il tempo si sono susseguite tante ipotesi , si è detto di tutto e di più sulle possibili cause di questi fenomeni , ma nulla di concreto. Se sia vero o no, nessuno potrà mai saperlo! Molti sono arrivati anche ad affermare che è una leggenda mantenuta in vita da scrittori.. Mah!!
Sta di fatto comunque che il “Mistero” resiste tutt’ora ,e mi domando (forse come tanti) dove sono andati a finire tutti: navi ed aerei con l’intero equipaggio ?

 Angie

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Di Asterix451 (del 25/05/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 655 volte)
Titolo originale
Locke
Produzione
USA _ Gran Bretagna 2013
Regia
Steven Knight
Interpreti
Tom Hardy, Ruth Wilson, Olivia Colman, Andrew Scott, Ben Daniels.
Durata
85 Minuti

Ivan Locke (Tom Hardy) è un ingegnere edile specialista nella posa del calcestruzzo.
Questa notte lascia il cantiere dopo aver controllato che tutto sia in ordine per il giorno dopo, quando verranno gettate le fondamenta del più alto grattacielo mai costruito in Occidente. Si cambia, sale sulla BMW e comincia un viaggio…
Lo aspettano a casa, ma lui sa di dover andare altrove per risolvere una situazione scomoda e inaspettata, conseguenza dell’unica volta in cui non ha organizzato gli eventi come di consueto. Locke è un uomo preciso, logico, controllato.
Non si aspetta che il mondo condivida le sue scelte, ma si impegna perché ne prenda atto e le rispetti. Nel suo campo, è il migliore: intelligente, controllato e metodico. Ma oggi, per la prima volta nella sua vita, metterà da parte il suo lavoro per assistere una donna che quasi non conosce, compromettendo così il futuro della sua carriera professionale, della sua famiglia e il personale equilibrio.
Tutto accade al volante, al telefono, mentre cerca di mettere insieme di una nottata che sta andando in pezzi. Ma la vita e il destino prendono sempre la loro via.
Il regista e sceneggiatore britannico Stephen Knight dirige Tom Hardy in un film minimalista, girato in tempo reale al volante di un’automobile. Fatta eccezione della panoramica iniziale sul cantiere, per tutto il film non stacca mai dalla vettura: non ci sono flashback e il mondo che la circonda passa attraverso il telefono; le situazioni ascoltate, i personaggi, la vita si esprimono attraverso le voci di coloro che circondano questo uomo strano.
Di fronte a colossi cinematografici dal costo milionario, con cast stellari, effetti speciali, trame avvincenti, un film come “Locke” si insinua sintetizzando il lavoro magistrale di chi lo ha realizzato. Di sicuro grazie a Tom Hardy, attore eclettico, tanto fisico quanto intelligente, che domina la scena stando seduto al volante; dopo aver interpretato qualsiasi tipo di pellicola (Bronson, Warrior, La Talpa, Batman – Il ritorno), non ha paura di mettersi in gioco con “Locke”, fidandosi di una sceneggiatura calibrata su ogni espressione, parola, dettaglio che possa mantenere alta la curiosità dello spettatore, tutto ad opera di Stephen Knight.
Per certi versi “Locke” ricorda “Buried – Sepolto vivo” (di Rodrigo Cortes, con Ryan Reynolds), girato alla luce dell’accendino all’interno di una bara, con un cellulare giù di batteria che fa arrivare stralci di storia sotto terra. Qui il soggetto è tutto diverso, ma all’interno di un’auto si svolge un film incredibile e avvincente, che pilota lo spettatore come il gioco di un mentalista.

Asterix451

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Di Miryam (del 22/05/2015 @ 05:00:00, in libri, linkato 858 volte)
Titolo originale
The never list
Autore
Koethi Zan
Editore
Longanesi
Prima edizione
2013

La trama del libro è trattata in prima persona da Sarah, una giovane ragazza sopravvissuta ad una prigionia durata circa tre anni. La giovane racconta il suo dramma attraverso dei flashback e purtroppo per lei, quello che ha vissuto è stato proprio un inferno fatto di torture sia fisiche che psicologiche.
Non era sola in quel buio scantinato, c’erano altre tre donne, una delle quali era la sua migliore amica, della quale non ha mai avuto più notizie e non è mai stato trovato il corpo. Sono passati ormai dieci anni dalla sua liberazione, ha cambiato identità, vive a NewYork, lavora in casa in quanto è terrorizzata da tutto.
E’ diventata ossessiva, agorafobica e almeno tre volte la settimana incontra una psicoterapeuta. Le sue paure però non sono ancora finite,infatti, l’F.B.I., le comunica purtroppo che il suo aguzzino, il professore universitario Jack Derber, sta per essere rilasciato in quanto non accusato di omicidio, ma solo di rapimento.
Sarah però non è convinta che sia questa la verità, per lei lui è un assassino, ha ucciso la sua amica, l’unica speranza per tenere Derber in carcere è quella di trovarne il corpo, per questo, Sarah deve farsi forza e riallacciare i contatti con le altre ragazze, Christine e Tracy, nonostante sa perfettamente di non risultare simpatica a queste, in quanto lei era riuscita a fuggire lasciandole lì. Nel frattempo, come se tutto ciò non bastasse, dalla prigione, Jack, non riesce a lasciare in pace le ragazze, infatti continua a spedire loro delle strane ed enigmatiche lettere. A questo punto le tre superstiti trovano il coraggio di unirsi per uno scopo comune, trovare le prove per inchiodare Derber anche se il ricordo di quel terribile periodo affiora costantemente.
“Dopo” è il romanzo d’esordio della scrittrice e avvocato Koeth Zan, è diventato nel 2013 un best seller internazionale, tradotto in circa venti paesi e sembra che debba diventare una serie tv. Per scrivere questo thriller, la Zan afferma di essersi ispirata al caso di Natascha Kampusch e purtroppo ad altri casi simili a questo.
Un buon libro, con un’ottima idea di fondo, poteva essere un po’ più intrigante visto il tema trattato, devo però dire che è scritto in maniera molto scorrevole, per niente contorto e soprattutto con pochi personaggi che rende più facile seguire il racconto, peccato per il finale, una manciata di pagine impacchettate che avrebbero dovuto svelare una sorpresa, invece… ahimè tutto scontato! In conclusione si fa leggere, fa trascorrere un po’ di tempo libero in serenità senza tante emozioni.

 Miryam

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