BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Namor (del 18/05/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 668 volte)
Titolo originale
The Theory of Everything
Produzione
Gra Bretagna 2014
Regia
James Marsh
Interpreti
Eddie Redmayne, Felicity Jones, Charlie Cox, Emily Watson, Simon McBurney.
Durata
123 Minuti

Stephen Hawking (Eddie Redmayne) è un brillante studente dell’Università di Cambridge che, a soli 21 anni gli viene diagnosticata una malattia degenerativa dei motoneuroni, una tremenda patologia che priva il movimento muscolare, la parola, la deglutizione, il respiro e i movimenti generali del corpo.
La diagnosi è impietosa; entro due anni Stephen si spegnerà con enormi sofferenze.
Nonostante la disfattista prognosi dei medici, Stephen avrà il tempo di laurearsi e sposarsi con Jane (Felicity Jones), una studentessa conosciuta all’Università col quale metterà su una bellissima famiglia. Le soddisfazioni e gli attestati di stima non mancheranno per Stephen, che nel corso del tempo diventerà una delle menti più importanti e conosciute al mondo riguardo la fisica, la matematica, l’astrofisica e la cosmologia, materie di cui lui ora è il massimo esponente mondiale.
Tratto dal libro della ex moglie Jane Hawking “Travelling to Infinity: My Life With Stephen”, “La teoria del tutto” e una biografia del famoso astrofisico Stephen Hawking diretta dal regista James Marsh vincitore di un premio Oscar 2009 per il documentario “Man on Wire”. Al film vengono attribuite ben cinque candidature agli Oscar: Miglior Film, Miglior Attore protagonista, miglior Attrice protagonista, Miglior sceneggiatura non originale, Miglior colonna sonora, aggiudicandosi un solo Oscar come Miglior Attore per il bravissimo Eddie Redmayne, vincitore anche del Golden Globe.
Lo stesso Hawking che ha incontrato una sola volta Redmayne, ha mandato una mail per complimentarsi col regista riguardo la sua perfomance scrivendogli che in alcuni momenti sembrava addirittura di vedere se stesso da quanto era credibile. Un attestato di stima non indifferente per Redmayne che per prepararsi al ruolo ha dovuto perdere 15 kg di peso e duri allenamenti con una ballerina per controllore i movimenti del suo corpo. Il progetto non è stato facile attuarlo vista la gestazione che ha compreso ben dieci anni per realizzarlo, di cui tre solo per mettere d’accordo lo sceneggiatore del film e Jane Hawking sull’adattamento cinematografico.
Il risultato è molto apprezzabile, con le sue dovute licenze cinematografiche la pellicola risulta molto interessante, nonostante il soggetto possa far temere una trama moscia e priva di mordente a me non è dispiaciuto.

 Namor

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Di Andy (del 12/05/2015 @ 05:00:00, in musica, linkato 799 volte)
Artista
Antonello Venditti
Titolo
Tortuga
Anno
2015
Label
Heinz Music

Finalmente è arrivato il nuovo album di uno dei miei cantautori preferiti in assoluto, Antonello Venditti e devo dire che lo aspettavo con interesse, dato che il singolo apripista “Cosa avevi in mente” mi aveva già impressionato positivamente e non sono stato deluso.
“Tortuga” è un bel disco in cui si ritrova un Venditti molto energico, sia nelle composizioni che come voce, con la giusta vena un po’ “rabbiosa” e speranzosa che lo ha sempre contraddistinto fin dai tempi delle sue grandi canzoni che tutti conosciamo; e poi c’è anche il Venditti più romantico e melodico degli anni 90, capace di toccare i sentimenti.
Mi è piaciuta al primo ascolto “I ragazzi del Tortuga”, che mi ha dato subito il sapore dei tempi migliori del cantautore romano, che parla del bar, il Tortuga appunto, dove si ritrovavano e si ritrovano ancora gli studenti del liceo, il suo amato Giulio Cesare, protagonista di una delle sue più belle canzoni. Bella la musica, con l’inizio un po’ alla Moby, e molto bello il testo, pieno di Roma, della sua gioventù con le ragazzate e la protesta di allora e poi parla ai giovani di oggi, ai quali Antonello dice che tornerà tra loro, al Tortuga . Il messaggio è chiaro, vuole esortare i ragazzi a lottare per il proprio futuro, come ha fatto lui stesso con i compagni della sua gioventù che non era tanto diversa ; un messaggio, comunque, di speranza.
Come è molto bella appunto “Cosa avevi in mente”, la rabbiosa storia di una ragazza di oggi, insoddisfatta della propria vita al punto di rischiare di autodistruggersi, ma che ritrova la serenità guardando sua figlia, come probabilmente avrà fatto anche sua madre. Mi piace molto “L’ultimo giorno rubato”, la grande classe di Antonello nel raccontare la delusione subita da una donna che lo ha ingannato, con un amore non vero, un modo un po’ inusuale di cantare per il cantautore romano, più moderno, ma è la musica di questo pezzo che mi prende parecchio; grande forma per la voce di Antonello.
Arrangiamento orchestrale favoloso per “Tortuga”, un po’ epico e barocco e un testo autobiografico veramente grande, con tutto quello che ci deve essere, paura della scuola, dell’amore, rabbia, sogno, lotta; Venditti al cento per cento. Voglia di giocare e un occhio ai giovani in “Ti amo inutilmente”, storia di un amore non ricambiato che viaggia su un ritmo pop dance molto simpatico. In “Attento a lei”, Venditti mette in guardia un amico dalla sua ex, con cui sta iniziando una relazione; la musica è un po’ commerciale, ma è compensata da un bel testo e un bel ritmo.
“Tortuga” è un disco molto orecchiabile, i suoni sono moderni e scorrevoli e come ripeto, la voce è in grandissima forma, come lui stesso, che ha molti progetti per il futuro, tra cui suonare con una band nelle vie e piazze di Roma, come fanno i gruppetti all’inizio della carriera, giusto per esortare i ragazzi e i romani in generale, ad uscire e a vivere una città che non c’è bisogno di dire quanto sia stupenda.
Grande Antonello, staremo a vedere…Buon ascolto!

Andy

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Di Angie (del 08/05/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 842 volte)
Titolo originale
Lucy
Produzione
USA - Francia 2014
Regia
Luc Besson
Interpreti
Scarlett Johansson, Morgan Freeman, Amr Waked, Choi Min-sik, Pilou Asbæk
Durata
90 Minuti

Mentre il professore Norman (Morgan Freeman) spiega con flemma e autocontrollo i nostri limiti mentali ai suoi studenti, dall'altra parte del mondo c'è Lucy (Scarlett Johansson), una ragazza venticinquenne che viene coinvolta in un tremendo malinteso. Lucy studia a Taipei, si sballa di continuo ai rave party e, non sa cosa fare della sua vita. Un giorno il suo ragazzo, anche lui sbandato, la obbliga a consegnare una valigetta in sue veci a un criminale coreano, Mr. Jang.
Al momento della consegna il ragazzo viene ucciso e Lucy prima che riesca a comprendere la situazione in cui si trova viene rapita. Obbligata a lavorare per loro come corriere della droga viene sottoposta ad una operazione chirurgica dove le viene inserita nell'addome una sacca contenente una sostanza nuova :il CPH4: un farmaco dalle facoltà portentose. A seguito di un pestaggio il pacchetto che ha nell'addome si rompe e il contenuto si riversa all'interno del suo corpo. Il prodotto chimico assorbito dall'organismo provoca nella donna effetti sorprendenti. Diventa una superwoman, riuscendo ad usare al massimo le potenzialità del cervello e il controllo di cose e persone.
Chissà cosa accadrebbe se un essere umano utilizzasse il 100% delle proprie capacità cerebrali !
E ciò che Luc Besson regista e sceneggiatore cinematografico che, già in passato ha dato vita ad eroine storiche (come nel film Leon, Nikita, Il quinto livello), ritorna sulla questione e cerca di dare una risposta e, porta sul grande schermo Lucy, un thriller d'azione fantascientifico. La storia parte bene. I primi trenta minuti del film (a mio parere) sono i migliori. Questa ragazza “sballata” ed impaurita che si trasforma in una spietata guerriera, ottiene un effetto molto coinvolgente che tiene lo spettatore con il fiato sospeso.
Peccato che poi nel 2° tempo il regista corra precipitosamente verso un affrettata conclusione e, cade troppo nell'esagerazione perdendo un po' di credibilità della storia. Nonostante la buona interpretazione dei due protagonisti, Johanson e Freeman, sinceramente mi aspettavo qualcosa in più a livello di trama. La pellicola aveva tutti i requisiti essenziali per un buon prodotto: c'era azione, sparatorie, inseguimenti, super poteri e, anche piccole nozioni pseudo-scientifiche. Tutte buone idee ma, a mio giudizio, sono state sviluppate in troppo poco tempo e frettolosamente senza approfondire il contenuto del tema per coinvolgere di più lo spettatore. Tutto sommato è un buon film.
Bello da un punto di vista visivo, non ci si annoia, buoni gli effetti speciali ma, non è di certo un capolavoro!

Angie

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Di Miryam (del 04/05/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 872 volte)
Titolo originale
The Conjuring
Produzione
USA 2013
Regia
James Wan
Interpreti
Vera Farmiga, Joey King, Patrick Wilson, Mackenzie Foy, Ron Livingston
Durata
122 Minuti

New England, la numerosa famiglia Perron composta dal padre Roger ( Ron Livingston ), la mamma Carolyn ( Lili Taylor ) e le loro cinque figlie, si trasferisce in una nuova casa in campagna nella quale di li a poco, iniziano a verificarsi strane apparizioni e rumori alquanto inquietanti fino a delle manifestazioni paranormali.
Dato che la situazione sta diventando a dir poco insostenibile, i coniugi si rivolgono a due esperti del ramo, Lorraine ( Vera Farmiga ) e Ed Warren ( Patrick Wilson ), due persone che lavorano fianco a fianco del Vaticano proprio per cercare di scacciare le presenze demoniache.
Infatti appena giunti nella casa, i due rilevando un’attività fervente e un numeroso gruppo di presenze potenti, si rendono conto che non possono aspettare l’arrivo di autorizzazioni della Chiesa e preti esorcisti, ma devono cercare da soli con l’aiuto delle proprie forze, a scacciare il male che pervade la casa e soprattutto le persone o meglio le entità che vi abitano. E’ il malese James Wan l’artefice di questa pellicola a dir poco ben fatta, regista che già conosciamo per il primo film della saga di “Saw L’enigmista”.
In “L’Evocazione”, ha saputo dare allo spettatore attimi di angoscia e paura, la storia che è stata tratta da fatti veri realmente accaduti, non ha nessuna immagine di repertorio, ha preso spunto da due vecchi film: “Poltergeist” e “L’Esorcista”.
La sceneggiatura è rimasta abbastanza fedele alla storia narrata dai coniugi Warren, fatta eccezione che i Perron sono rimasti per ben nove anni in quella casa infestata e che anche se si erano manifestate possessioni, non si era fatto nessun tipo di esorcismo. Mentre invece sembra che la ex proprietaria della casa avesse veramente ucciso un neonato per Satana, tant’è che gli abitanti ritenevano fosse una strega, ma non morì impiccata come dice il film, ma semplicemente per cause naturali data l’età avanzata. I veri coniugi Warren del resto non sempre sono stati creduti, infatti secondo Steven Novella, presidente della New England Skeptical Society, sono due persone molto brave nel raccontare storie di fantasmi, ma non c’è ragione per credere che gli eventi siano veri!!
Tornando però a questa pellicola, bisogna dire che è stata fatta veramente bene, non esistono scene di violenza, mutilazioni, sangue a fiumi, gli effetti speciali sono quasi inesistenti, ma le musiche e le ombre, fanno il loro giusto compito.
L’unica delusione, a parer mio, è stata la storia iniziale della bambola, un viso davvero inquietante, pensavo che la trama girasse intorno a questa, invece niente, un’apparizione di dieci minuti, devo dire intensi, comunque per chi ama questo genere, il film è senz’altro da vedere. Sono molto scettica su questo argomento, non credo neppure sia una storia vera, ci hanno propinato questo filone in tutte le salse, però devo aggiungere che a differenza di altri, questo mi ha lasciato un misto di ansia e angoscia… che non se ne volevano andare!!!

Miryam

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Di Namor (del 01/05/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 992 volte)
Titolo originale
Nighthawks
Produzione
USA 1981
Regia
Bruce Malmuth
Interpreti
Rutger Hauer, Sylvester Stallone, Billy Dee Williams
Durata
99 Minuti

Deke Da Silva (Sylvester Stallone) e Matthew Fox (Billy Dee Williams) sono due poliziotti che usano travestimenti vari per catturare i malviventi di New York, il loro sodalizio è molto fruttuoso nonostante non siano ben visti da tutto il dipartimento di polizia per i loro metodi stravaganti nell’assicurare i criminali alla legge. Da Silva da sempre poco incline al comando dei superiori per via delle sue teorie lavorative, sta vivendo un brutto periodo coniugale, Irene (Lindsay Wagner) non ne vuol più sapere di lui a causa della sua esasperante abnegazione al lavoro, una scelta che tormenta Da Silva enormemente pentito della loro rottura.
Una bomba viene fatta esplodere in una profumeria di Londra provocando la morte di centinaia di persone compresi alcuni bambini, un attentato che viene condannato anche dalle alte sfere terroristiche che ripudiano il celebre terrorista mercenario Wulfgar (Rutgher Hauger), esecutore materiale del vile atto terroristico. Cambiati i connotati grazie ad un intervento di plastica facciale, Wulfgar si trasferisce a New York per effettuare altri attentati terroristici, una volta fatto deflagrare il centro finanziario di New York, annuncia anche l’imminente attacco al prossimo congresso delle Nazioni Unite.
L’ufficiale della polizia britannica Hartman (Nigel Davenport) è un esperto di terrorismo internazionale, giunto nella grande mela per istruire una task force comprendente Da Silva e Fox per arrestare Wulfgar e la sua pericolosa alleata Shakka (Persis Khambatta). Durante un pattugliamento nei locali notturni il rivoluzionario viene avvistato ed inseguito da Da Silva e Fox, il ferimento di quest’ultimo impedisce al suo socio di proseguire l’inseguimento a Wulfgar, rimandando la resa dei conti al congresso delle Nazioni Unite.
Diretto da Gary Nelson e poi sostituito da Bruce Malmuth, “I Falchi della notte” vede per la prima volta sullo schermo Sylvester Stallone nei panni del poliziotto dopo aver girato “Rocky, F.I.S.T e Taverna Paradiso”.
 Inizialmente il progetto al posto di Sly prevedeva Gene Hackman che rifiutò per non rifare la terza volta consecutiva la parte del poliziotto contro il crimine, ruolo che lo aveva appena visto trionfare al botteghino con Il braccio violento della legge 1 e 2. Mentre per la parte del socio era previsto l’ingaggio di Richard Pryor per dare più humor al film.
La lavorazione del film fu abbastanza travagliata: Stallone sull’onda del successo di Rocky e forte del suo ego, pretese di mettere mano più volte alla sceneggiatura che riteneva poco soddisfacente per il suo personaggio. A farne le spese fu Rutgher Hauger, che con la sua ottima interpretazione stava oscurando la performance di un ingelosito Stallone, che fece di tutto per imporsi come unico divo del film facendo tagliare molte scene dell’attore olandese, un boicotta mento che non fermò la consacrazione ad Hollywood di Rutger Hauger dopo questo film. Una personalità forte quella di Stallone, a tal punto da mettersi dietro alla macchina da presa girando le scene della metropolitana per non perdere il giorno di registrazione quando ci fu il cambio di regista in corsa. Ad ogni modo i tagli alla pellicola furono innumerevoli anche da parte della Universal che aveva paura della censura per alcune scene molto violente, decisione che Stallone contestò fortemente poiché danneggiava enormemente lo svolgimento della storia.
A questa pellicola sono molto affezionato, ricordo ancora adesso con molta nostalgia che la andai a vedere in una piovosa serata di inverno con un caro amico che adesso non c’è più… rivedendola a distanza di molti anni (34) ho avuto vari e piacevoli flashback di quella indimenticabile serata finita davanti ad una pizza trascorsa con lui.
Nighthawks non è certo il miglior titolo della filmografia di Sly, ma e sicuramente una pellicola gradevole da vedere ed apprezzare nel visionare uno Stallone d’annata (per chi non lo avesse visto) nei panni di uno dei poliziotti più imitati dal cinema… il mitico Serpico del grande Al Pacino.

 Namor

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Di Angie (del 27/04/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 716 volte)
Titolo originale
The Judge
Produzione
USA 2014
Regia
David Dobkin
Interpreti
Robert Downey Jr., Robert Duvall, Vera Farmiga, Billy Bob Thornton, Vincent D'Onofrio.
Durata
141 Minuti

Ci sono film che all'apparenza sembrano trattare la solita storia ripetitiva sui difficili rapporti familiari ma, non è sempre così.
Nel vedere “The Judge” ho riflettuto su una cosa. C'è una cosa nella vita che di sicuro non si può scegliere: la famiglia. I genitori che accompagnano la nostra esistenza. Non sempre però, si riesce a stabilire un buon rapporto, sopratutto nel periodo dell'adolescenza, dove si può consolidare o al contrario deteriorarsi. Succede ormai sempre più spesso che le famiglie non rimangono unite per vari problemi e, quando arriva il distacco è complicato superarlo e spesso il perdono non si riesce a chiedere o a concedere.
Ma veniamo al film, il racconto di una famiglia come tante con un rapporto logorato.
Hank Palmer (Robert Downey Jr) è il miglior avvocato difensore di Chicago. Molto tempo addietro aveva lasciato la nativa Carlinville, cittadina dell'indiana, perdendo ogni contatto con la propria famiglia ad eccezione della madre. Una telefonata gli annuncia che la madre è improvvisamente deceduta. Hank deve fare ritorno mal volentieri, nella sua città natale e confrontarsi dopo tanti anni con il suo più acerrimo nemico: suo padre Joseph (Robert Duval), giudice della contea, uomo integerrimo e di grande severità.
A funerale avvenuto, dopo una serie di scontri verbali con il padre, Hank sta per tornare a Chicago e lasciarsi di nuovo la famiglia alle spalle, ma scopre che il padre è sospettato di omicidio. Ecco che il figlio avvocato si trova a difendere il padre giudice.
David Dobkin, già apprezzato per le sue commedie come “Due single a nozze” dirige per la prima volta un film drammatico “The Judge” con protagonisti Robert Downey Jr e Robert Duval in due ottime interpretazioni. La storia ruota tutta intorno ai due personaggi: figlio avvocato e padre giudice. Grazie al processo di omicidio, i due cominciano così ad instaurare un rapporto, prima come avvocato e cliente e, poi come padre e figlio, mettendo da parte i vecchi rancori. Si ritrovano faccia a faccia a lottare l'uno contro l'altro e alla fine nella stessa direzione quella del perdono e dell'amore. Sono veramente momenti che commuovono.
La pellicola ha ricevuto critiche positive sopratutto per l'interpretazione magistrale dei due attori principali Robert Downey Jr che, lo abbiamo sempre visto nei suoi film Avangers e Iron Man con gli abiti da supereroe, ora nei panni di un avvocato e, Robert Duval che, per il ruolo ha ottenuto una candidatura ai Golden Globe e agli Oscar 2015.
Lo reputo un bel film di grande impatto emotivo, pur trattando argomenti rivisitati spesso nella cinematografia di genere legal thriller. Una storia trattata in modo non banale con giusti momenti di drammaticità, tenerezza, ironia e tristezza che induce lo spettatore a riflettere su molti punti. Devo dire che nonostante la pellicola sia durata più di due ore si è rivelata bella da seguire. A me ha emozionato come storia ed interpretazione per cui lo consiglio. Merita di essere visto.

Angie

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Di Asterix451 (del 20/04/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 890 volte)
Titolo originale
The imitation game
Produzione
Gran Bretagna - USA 2013
Regia
Morten Tyldum
Interpreti
Benedict Cumberbatch, Keira Knightley, Matthew Goode, Mark Strong, Rory Kinnear.
Durata
113 Minuti

Questa è la storia di un uomo che ha involontariamente segnato la vita dell’intera umanità con il proprio intelletto, modificandone abitudini e comportamenti… eppure, nessuno ne aveva mai sentito parlare ufficialmente sino al 2013.
“The imitation game” racconta infatti la storia di Alan Turing, l’uomo che decriptò il codice di trasmissione nazista definito “Enigma”, inventando una macchina che pochi decenni dopo si sarebbe evoluta nel primo personal computer.
La storia ufficiale, per certi versi, è nota.
Alan Turing (Benedict Kumberbatch) è un ragazzo inglese molto introverso. Sin dall’infanzia, in collegio, la sua intelligenza viene presa di mira dai soliti bulletti: tuttavia, riesce ad attirare anche l’attenzione di un altro compagno di scuola, Christopher Morcon (Jack Bannon), che si intromette per definirlo e per il quale prova un sentimento profondo. Sicuramente condannabile, a quell’epoca.
E sarà proprio Christopher ad indirizzarlo alla crittografia.
Crescendo, il carattere di Alan non cambia: è presuntuoso, sicuro di sé e schivo al limite della patologia. Si parla degli anni prima della Seconda Guerra Mondiale e poi quelli del conflitto, quando i mari del Nord sono terreno di caccia degli U-Boat tedeschi: la spina nel fianco per tutti gli Alleati contro la Germania è proprio l’indecifrabilità del loro sistema di comunicazione, la macchina “Enigma.”
Alan è davvero in gamba. Lo odiano tutti, ma nella crittografia è imbattibile. Per questo finisce a Bletchley Park, insieme ai migliori cervelli d’Inghilterra, per tentare di decifrare il codice tedesco. Sono controllati dagli alti comandi della Marina e dai Servizi Segreti, ma si capisce subito che non basterà il cervello per decriptare il codice: serve una macchina, come quella che lo genera… toccherà ad Alan, ostacolato da tutti, realizzarla.
Fondamentale, per questo scopo, sarà l’aiuto di Joan Clarke (Keira Knightley), una giovane laureata di Cambridge che Alan arruola nel suo gruppo, promuove a sua aiutante e, infine… vorrà sposare.
“The imitation game” è un film diretto dal norvegese Morten Tyldum, al suo esordio in lingua Inglese. L’iter della pellicola è stato lungo, ha sfiorato un regista come Ron Howard e un interprete come Di Caprio prima di raggiungere la produzione definitiva come l’abbiamo vista al cinema. Nei panni di Alan Turing (l’uomo che ha di fatto inventato il personal computer), Benedict Kumberbatch dà una prova recitativa di grande spessore, confermandosi un attore talentuoso e versatile. Figlio d’arte, Kumberbatch lavora sia in Inghilterra che in America, interpretando spesso personaggi famosi esistenti (Assange di Wikileaks) o qualsiasi altro ruolo (il Drago dello Hobbitt), con spaventosa professionalità. Al suo fianco, la brava Keira Knightley che, forse, qui interpreta un po’ troppo se stessa. Mark Strong è il capo dei Servizi Segreti e tutto il gruppo di “cervelloni” supporta molto bene il loro leader.
La storia personale di Turing è, purtroppo, drammatica. Ha pagato con la vita per la sua omosessualità, dichiarata “contronatura” dall’Inghilterra puritana dei Windsor. Il suo contributo alla nazione è rimasto coperto dal segreto di stato sino al 2013, quando la Regina ha finalmente riabilitato la sua figura.
Alla storia del codice “Enigma” sono stati dedicati libri e film: il più avvincente è quello di Robert Harris, “Enigma”, sul quale si basa l’omonimo film interpretato da Dougray Scott e Kate Winslet; il più pacco (e storicamente falso), “U-571” con Bon Jovi sommergibilista…
“The imitation game” vuole raccontare del genio di Turing, della sua angoscia e della persecuzione che ha rigettato togliendosi la vita. È un film ben congegnato, attento alle sfumature, delicato e mai volgare. Non è un film sull’omosessualità, perché è solo un aspetto della vita di quest’uomo, che avrebbe dovuto essere minoritario in un mondo che si definisce “normale” ma che, invece, si rivela folle e bestiale.
Successo di pubblico e critica. Film intellettuale e impegnato, con una certa tensione psicologica. Da vedere, salvo “allergie particolari” al genere.

Asterix451

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Di Miryam (del 17/04/2015 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 866 volte)
Titolo originale
Breaking Bad
Produzione
USA 2008-2013
Episodi / Durata
62 / 45 Minuti

Breaking Bad, è una serie televisiva distribuita dal 2008, si divide in cinque stagioni per un totale di 62 episodi. Verrebbe da dire “troppi”, invece si viene coinvolti dalla prima all’ultima puntata senza mai annoiarsi, passiamo ora a parlare del tema trattato.
Il protagonista è Walter White ( Bryan Cranston ), un professore di Chimica di Albuquerque, che vive insieme alla moglie Skyler ( Anna Gunn ) incinta di una bambina e il figlio Walter Jr (RJ Mitte) un adolescente affetto da paresi cerebrale, un disturbo che gli causa sia problemi di linguaggio che motori, infatti è costretto a muoversi con l’aiuto delle stampelle.
Oltre che docente universitario, Walter, come tanti altri uomini americani, per mantenere la famiglia soprattutto ora che si sta per allargare, si divide tra due lavori. Infatti è dipendente in un autolavaggio dove è costretto suo malgrado, a sopportare le angherie del suo titolare, e come se ciò non bastasse, si sente spesso umiliato da suo cognato Hank (Dean Norris), marito di Marie (Betsy Brandt) la sorella di sua moglie. Questi infatti è un agente della D.E.A., ha un ottimo rapporto con Walter solo che spesso mette a confronto la sua vita avventurosa con quella piatta e monotona di Walter, il che rende quest’ultimo un uomo ancor più insoddisfatto. Il peggio deve ancora venire, infatti durante uno dei soliti controlli medici di routine, gli viene diagnosticato un cancro ai polmoni per giunta inoperabile e quindi non gli resta molto da vivere. Già depresso di per sé, Walter pensa alla sua famiglia, come farà questa ad andare avanti senza il suo sostegno?
Quando ormai tutti i suoi problemi e la sua stessa vita stanno per precipitare, ecco che per un caso fortuito, o meglio un incontro casuale con un suo ex studente, le cose cambiano. Infatti questo suo vecchio alunno Jesse Pinkman (Aaron Paul), è diventato uno spacciatore di poco conto, così Walter, deciso ad aiutare la sua famiglia in qualsiasi modo, decide di sfruttare le sue conoscenze chimiche per “cucinare” metanfetamina, costosissima droga sintetica che con l’aiuto di Jesse verrà piazzata sul mercato. Peccato però che i guadagni facili senza intoppi durano poco, infatti i due nostri amici si troveranno pian piano ad avere a che fare con delle losche famiglie di spacciatori nonché re della droga come Gustavo Fring (Giancarlo Esposito) e al suo alleato Mike (Johnatan Banks) che daranno del filo da torcere a Walter e a Jesse.
Vince Gilligan è il regista di questa brillante serie che ha avuto oltre che eccellenti recensioni dalla critica per la sceneggiatura e per l’interpretazione degli attori anche numerosi premi. Ho visto parecchie serie televisive, credo che questa sia una delle serie più interessanti e particolari del mio bagaglio. All’inizio non ero molto sicura di continuarne la visione in quanto “Breaking Bad “inizia con molta calma, diciamo che si prende il suo tempo, sembra noiosa perché tutto viene spiegato minuziosamente, invece è il giusto modo per assaporare via via tutte le emozioni fino ad arrivare ad un susseguirsi di eventi frenetici da condurre lo spettatore a divorarsi le puntate.
Le varie recitazioni degli attori sono ottime, da Cranston che riesce a trasformarsi da dolce marito e padre di famiglia ad uno spietato e diabolico uomo d’affari, anche Aaron Paul sfodera tutte le sue qualità di attore così come Esposito nei panni di Gus, con il suo modo pacato ma con l’astuzia di una volpe. Una curiosità sul giovane JR Mitte, il ragazzo è davvero affetto da paresi dalla nascita e proprio per questo suo problema, è stato abbandonato e adottato da una fantastica famiglia.
Per concludere, Vince Gilligan per me ha fatto centro. La ritengo una serie perfetta, un po’ fuori dai soliti schemi e quindi consiglio a tutti la visione.

Miryam

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Di Namor (del 13/04/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 872 volte)
Titolo originale
Blackhat
Produzione
USA 2015
Regia
Michael Mann
Interpreti
Chris Hemsworth, Wei Tang, Viola Davis, Ritchie Coster, Holt McCallany
Durata
135 Minuti

Hong Kong: la centrale nucleare di Chai Wan viene violata da un malware che manomette il sistema di raffreddamento causando l’esplosione di un reattore, nessuna rivendicazione al riguardo viene annunciata… tutto tace. In contemporanea a Chicago un altro attacco informatico colpisce il MTE (Mercantile Trade Exchange), mandando le quotazioni della soia alle stelle.
La Cina per contrastare la minaccia, recluta un team dedito alla difesa dalle incursioni cibernetiche capitanato da Chan Dalai (Lee-Hom Wang). La squadra viene richiesta dal governo USA per collaborare con la esperta agente speciale dell’FBI Carol Barrett (Viola Davis), nel comune intento di rintracciare i probabili hacker responsabili delle due aggressioni.
Il Capitano Dalai pone come condizione il rilascio del famoso hacker blackhat Nicholas Hatthaway (Chris Hemsworth), ritenendolo indispensabile per fronteggiare la pericolosa minaccia del misterioso hacker aggressore. Dopo aver negoziato il suo rilascio incondizionato (che avverrà ad operazione conclusa e con successo), Nicholas per riconquistare la sua libertà si trova a fronteggiare un rivale degno ed enigmatico, fermarlo non sarà una cosa tanto facile, visto che gli indizi digitali porteranno il team Cino-Americano ad indagare da Chicago a Los Angeles per poi fare incursioni asiatiche tra Honk Kong, Malesia e Giacarta.
Michel Mann dirige e produce “Blackhat”, l’idea di realizzare questa pellicola con elementi di spionaggio digitale e cyber terrorismo, gli è venuta dopo aver appreso la diffusione di Stuxnet, un malware progettato da Usa e Israele per sabotare le centrifughe dell’impianto nucleare in iraniano di Natanz.
Girato in 75 location diverse sparse in quattro continenti differenti in 66 giorni, il film è stato un flop al botteghino, costato ben 70 milioni di dollari, ne ha incassati solo 17 milioni in tutto il mondo. In patria ha ricevuto opinioni contrastanti, mentre da noi la critica ne ha parlato abbastanza bene. Personalmente non lo trovato un brutto film, il mordente e l’azione sono ben presenti, la trama elargisce un sufficiente interesse tranne per il finale che reputo poco esaustivo.
Dall’alto dei suoi 1,91 cm di altezza e 95 kg di muscoli Chris Hemsworth non è certo il più credibile degli Hacker visti sul grande schermo, ottimo per le scene d’azione ma non con le dita su una tastiera e gli occhi rivolti ad un monitor a violare codici di sicurezza.
Ad ogni modo una cosa è certa, la sua presenza mette d’accordo con buona pace di entrambi i sessi per optare alla visone di questo discreto film.

Namor

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Di Angie (del 07/04/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 863 volte)
Titolo originale
Latin Lover
Produzione
Italia 2015
Regia
Cristina Comencini
Interpreti
Virna Lisi, Marisa Paredes, Angela Finocchiaro, Valeria Bruni Tedeschi, Candela Peña
Durata
114 Minuti

Saverio Crispo (Francesco Scianna) grande come attore quanto come don Giovanni, un genio, come lo definisce il critico Picci, è morto dieci anni fa. Per una commemorazione in suo onore, le due vedove Rita e Ramona (interpretate rispettivamente da Virna Lisi e Marisa Paredes) e le quattro delle cinque figlie avute da mogli diverse in giro per il mondo, si riuniscono nella grande villa di campagna in Puglia dove l'attore è nato.
Nessuno delle figlie ha conosciuto veramente il grande padre che ognuna ha amato nelle epoche diverse della sua trionfale carriera. Nel mezzo dei festeggiamenti, in attesa della quinta figlia americana, riconosciuta con la prova del DNA, irrompe Pedro De Rio, che pare conoscere l'attore meglio di chiunque altro. Questa riunione di famiglia diventa un'occasione, un momento di confronto, di sfogo e di gelosie per vecchi rancori e, porta a scoprire un passato inaspettato e a far uscire i tutti gli “scheletri” tenuti per tanto tempo negli armadi.
Cristina Comencini dirige e sceneggia questa commedia italiana “Latin Lover” con un cast quasi tutto al femminile, composto da grandi star di diverse generazioni. A partire da Marisa Paredes (nella parte della seconda moglie) e le rispettive figlie interpretate da Angela Finocchiaro, Valeria Bruni Tedeschi, Candela Pena, Pihla Vitale e Nadeah Miranda.
Ma a spiccare per la bellezza, naturalezza e per il talento è stata sopratutto la grande Virna Lisi (nella parte di Rita, prima moglie di Saverio) ultima sua interpretazione e apparizione sul grande schermo. Approfitto dell'occasione per spendere proprio due piccole parole sulla grande attrice che anche in questa sua ultima interpretazione ci ha lasciato nel miglior dei modi. L'eterna bellezza splende ed irradia lo schermo che per decenni ha conquistato il pubblico e critica. La Comencini infatti dedica a lei questa pellicola.
Questo personaggio di Saverio Crispo, l’attore leggendario che viene celebrato, ho riconosciuto in lui durante piccoli flashback avvenuti durante la visione, un po' alcuni divi del passato come Mastroianni, Vittorio Gassman, Tognazzi e un po' di Gian Marie Volontè.
Sicuramente non è un film che suscita grande interesse, in quanto si svolge su lunghe conversazioni e dialoghi che potrebbe risultare un po' noioso. Ma ho notato con meraviglia che la sala era piena, nonostante fosse un giorno settimanale. Chissà venuti forse come me a vedere per l'ultima volta il volto, il sorriso e la bravura di questa grande donna del cinema italiano.
Tutto sommato è stata una commedia deliziosa con un pizzico di ironia che strappa in fondo un piccolo sorriso. Ideale per trascorrere un piacevole pomeriggio. In fondo si va al cinema anche per vedere ogni tanto queste semplici commedie e uscire con il sorriso e rilassati, cosa molto difficile oggi con questa vita frenetica di tutti i giorni.

Angie

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Di slovo (del 05/04/2015 @ 05:00:00, in redazione, linkato 961 volte)

La redazione di Blogbuster augura a tutti
Buona Pasqua

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Di slovo (del 03/04/2015 @ 05:00:00, in redazione, linkato 841 volte)
image by slovo
Oggi Blogbuster compie nove anni. Ogni anno, in occasione dell'anniversario della nascita di questo progetto, si resta sbalorditi della sua longevità. Frutto della passione instancabile degli autori e, non ci si stancherà di ripeterlo, del sostegno di chi legge i nostri scritti.
Dopo nove anni, quindi, siamo nuovamente qui a dire:
: - D Buon compleanno Blogbuster : - D

Collettivo Blogbuster

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Di Namor (del 30/03/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 783 volte)
Titolo originale
Automata
Produzione
Spagna - Bulgaria 2014
Regia
Gabe Ibáñez
Interpreti
Antonio Banderas, Dylan McDermott, Melanie Griffith, Birgitte Hjort Sørensen, Robert Forster.
Durata
109 Minuti
Trailer

Anno 2044.
La Terra oramai al collasso, si sta avviando verso la sua desertificazione totale e con essa l’estinzione del genere umano, reo di averla logorata con folli esperimenti nucleari.
Per aiutare i suoi pochi abitanti la ROC (Robotic Corporation) ha costruito il primo androide quantistico, l’automata Pilgrim 7000. Un robot tuttofare con possibilità di impiego sia familiare che aziendale, dotato di due importanti sistemi di protocollo: il primo, non possono attaccare per nessuno motivo l’uomo, il secondo, non possono in alcun modo alterare i loro componenti originali.
A vigilare su un loro probabile mal funzionamento è Jacq Vaucan (Antonio Banderas) un perito assicurativo molto accorto nel svolgere il suo lavoro, tanto da scoprire che gli androidi hanno iniziato a modificarsi per essere senza vincoli di comando, auspicando ad una vita libera anche per loro. Jacq crede che l’artefice del loro mutamento sia opera di un essere umano con particolari capacità meccaniche soprannominato l’Orologiaio.
L’assicuratore inizia la sua indagine per poter mettere fine all’inizio dell’evoluzione degli Automata, visto che il loro mutamento intellettivo potrebbe essere l’inizio della fine del genere umano.
Diretto dal regista spagnolo Gabe IbànezAutòmata” ripercorre i solchi tracciati 32 anni fa dall’impareggiabile “Blade Runner” di Ridley Scott.
La trama che risulta inferiore è molto simile, stessa cosa il suo personaggio principale con l’inchiesta da svolgere, non in notturna e con pioggia incessante come in Blade Runner, ma con un sole che brucia ed un territorio desertico e mortalmente radioattivo. Banderas che ha creduto molto nel progetto fino a co-produrlo è molto bravo nel ruolo del protagonista principale, la sua ex moglie Melanie Griffith oltre a fare una breve comparsata, presta anche la voce al robot Clio.
Girato in Bulgaria e con pochi fondi a disposizione, la produzione ha dovuto far uso di attrezzature dismesse da altri set, come ad esempio le auto usate per girare i Mercenari di Stallone. Il film inizia bene, le premesse per vedere un buon film di fantascienza ci sono tutte, peccato che a metà strada l’originalità della trama cala vertiginosamente facendo perdere appeal alla pellicola.
Risultato compromesso ma non da buttare se vi incuriosisce dategli tranquillamente fiducia, non è il migliore del genere, ma neanche il peggiore!

Namor

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Di Miryam (del 27/03/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 786 volte)
Titolo originale
The Secret Life of Bees
Produzione
USA 2008
Regia
Gina Prince-Bythewood
Interpreti
Queen Latifah, Dakota Fanning, Jennifer Hudson, Alicia Keys, Sophie Okonedo.
Durata
110 Minuti

Carolina del Sud anni ’60, la quattordicenne Lily Owens ( Dakota Fanning ), convive da dieci anni con un gran senso di colpa, quello di aver accidentalmente ucciso la madre mentre cercava invece di difenderla dal marito, un uomo alquanto burbero, violento e razzista, un certo T. Ray ( Paul Bettany), che non perdeva occasione per picchiarla.
Nonostante siano passati dieci anni, non passa giorno che la giovane non pensi a quel tragico momento e ogni volta le lacrime le rigano il viso anche perché non ha nemmeno il conforto del padre il quale ha sempre un atteggiamento scorbutico nei suoi confronti.
Così un giorno Lily decide di scappare di casa accompagnata dalla sua tata di colore Rosaleen ( Jennifer Hudson ). La piccola è alla disperata ricerca di qualcosa che le faccia conoscere meglio come era la sua mamma, non crede alle parole di suo padre quando le ripete sempre che sua madre era tornata non per lei ma per prendere le sue cose.
Così Lily si avventura in questo viaggio fino ad arrivare nella cittadina di Tiburon dove viene accolta insieme alla tata da tre sorelle, anch’esse di colore, allevatrici di api e produttrici di miele. Attraverso queste tre meravigliose persone dai nomi che di per sé emanano qualcosa di sereno… August ( Queen Latifah ), June ( Alicia Keys ) e la dolce May ( Sophie Okonedo ), la giovane Lily imparerà a conoscere il vero senso dell’amore, dell’amicizia e della famiglia Tratto dal omonimo romanzo di Sue Monk Kidd, “ La Vita Segreta delle Api”, è un film diretto da Gina Prince – Bythewood.
Una pellicola commovente girata in un contesto dove un bianco poteva decidere per la vita o per la morte di un nero, dove la violenza domestica era all’ordine del giorno. Una storia tutta al femminile con quasi tutto l’intero cast formato da conosciutissime artiste canore che si impongono egregiamente partendo da una bravissima Hudson, per andare dalla bellissima Alicia Keys e per finire con la sorprendente Dakota Fanning che qui ancora minorenne, ma con già all’attivo circa venticinque lungometraggi. La scena più bella e toccante, a parer mio, è proprio l’ultima dove la giovane Lily si impone su suo padre riuscendo a ricevere la risposta che da tempo aspettava, cioè che quel giorno sua mamma era tornata a prendere lei per portarla via con sé.
 Nell’insieme è proprio un film con un ritmo che non cade mai nello scontato, anzi con alcune scene persino divertenti.
Non credo ci sia più niente da dire se non quello che è una pellicola che merita veramente di essere vista e assaporata con… qualche lacrima!!

Miryam

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Di Angie (del 23/03/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 664 volte)
Titolo originale
Perez
Produzione
Italia 2014
Regia
Edoardo De Angelis
Interpreti
Luca Zingaretti, Marco D'Amore, Simona Tabasco, Gianpaolo Fabrizio, Massimiliano Gallo
Durata
94 Minuti

Demetrio Perez (interpretato da Luca Zingaretti, il noto Commissiario Moltalbano) è un comune avvocato d'ufficio a cui vengono affidati la difesa di criminali che non possono permettersi un avvocato di fiducia. La sua lista di clienti sono solo perdenti e delinquenti. Uomo introverso, ormai rassegnato, privo di ambizioni, sogni e ideali, unica sua ragione di vita, nonostante il difficile rapporto, è per sua figlia Thea (Simona Tabasco) che ha una relazione con un giovane camorrista Francesco Corvino (Marco D'Amore). In un giorno come tanti Demetrio si trova ad assistere Luca Baglione (Massimiliano Gallo) capo camorrista che ha deciso di collaborare con la Giustizia ma, alle proprie condizioni. Chiede esplicitamente di essere difeso proprio da lui non perchè lo reputa il migliore avvocato su piazza ma, lo ritiene ideale per un compito che scotta. Se Demetrio accetterà in cambio il camorrista incastrerà il ragazzo della figlia.
Luca Zingaretti e Marco D'Amore, due attori entrambi reduci da enormi successi televisivi: il primo per il Commissario Montalbano e l'altro per la serie tv di SKY “Gomorra” li vediamo insieme protagonisti in questo noir.
Il film presentato Fuori Concorso alla Mostra Internazionale dell'Arte Cinematografica è diretto dal giovane regista Edoardo De Angelis, sua seconda regia dopo la commedia “Mozzarella Stories”. Perez e un noir camorristico ambientato in una Napoli fredda e cupa nel Centro Direzionale un quartiere di grattacieli progettati da grandi architetti e, che oggi purtroppo si rivela una promessa mancata di progresso. Una trama interessante che rispecchia la dura realtà. La storia di un avvocato d'ufficio, privo di carattere, uomo di poche parole, incorruttibile ed onesto che, solo quando il pericolo si insinua a casa sua, infrange ogni regola e ogni legge.
Il film a essere sincera, nonostante un buon cast e, il bravo Zingaretti qui non solo protagonista ma anche produttore, nel suo nuovo personaggio nelle vesti di un avvocato, non mi ha entusiasmato enormemente. Mi dispiace ma, io Luca Zingaretti lo preferisco nel ruolo del Commissario “Montalbano sono”, la popolare serie tv tratta dai romanzi di Andrea Camilleri. Infatti non me ne sono persa neanche una puntata e spero che ritorni presto sullo schermo con nuove avventure. Con ciò non voglio bocciare la sua visione tutto sommato è un buon film tra il noir e il poliziesco che merita la visione.

Angie

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