BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Asterix451 (del 19/03/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 751 volte)
Titolo originale
Jack the Giant Slayer
Produzione
USA 2013
Regia
Bryan Singer
Interpreti
Nicholas Hoult, Eleanor Tomlinson, Stanley Tucci, Ian McShane, Bill Nighy
Durata
114 Minuti

Regno di Loiran, ai tempi di cavalieri e dame.
Jack (Nicholas Hoult) è il nipote sognatore di un contadino che si reca in città per vendere una vacca al mercato. Non è molto bravo a mercanteggiare e preferisce intrattenersi con gli spettacoli dei teatrini ambulanti, mentre cerca di accontentare suo zio con la vendita. Di sicuro il ragazzo preferisce dedicarsi a certe storie di giganti della tradizione, favole a cui nessuno crede più, piuttosto che stare a trattare in piazza. Ad un certo punto, però, tra la folla si fa strada una ragazza incappucciata molto bella, per assistere anche lei allo spettacolo delle marionette. Così facendo, però, attira l’attenzione di alcuni bifolchi che cominciano ad importunarla. Quando Jack decide di intervenire, pur essendo disarmato, viene deriso e solo il provvidenziale intervento del capitano del Re (Ewan McGregor) riesce a salvare sia lui che lei, Sua Altezza la Principessa Isabelle (Eleanor Tomlinson).
Tra lo stupore generale, Jack riesce solo a balbettare qualche cosa prima di allontanarsi con la sua vacca… ma non si è ancora ripreso, che un monaco spaventato lo avvicina con una insolita proposta: affittargli l’animale come mezzo di trasporto e custodire a qualsiasi costo un sacchetto di fagioli che Jack dovrà però riportare al convento. Là, riceverà una somma in denaro per la sua onestà, con una raccomandazione: qualsiasi cosa accada, i fagioli non devono essere annaffiati.
Jack sa di essere nei guai, mentre il castello sprofonda nel caos di una caccia all’uomo da parte delle guardie a cavallo, che cercano il monaco… meglio tornare a casa, prima che accada l’irreparabile.
Naturalmente lo zio va su tutte le furie. Servivano i soldi della vacca e il nipote si presenta con un sacchetto di stupidi fagioli: a che serve proporre di consegnarli al convento e cercare di ottenere quanto promesso? Il ragazzo si sente un vero idiota, con le sue favole e la rabbia del suo tutore. Ma ha ragione… purtroppo, per scoprirlo il fato ci dovrà mettere lo zampino.
Infatti, al culmine di una notte rocambolesca durante un temporale, i fagioli rimarranno sotto la pioggia e cresceranno fino al cielo, dove, si dice, vivano tremendi giganti mangiatori di uomini… il peggio è che la Principessa è loro prigioniera, adesso. Bisogna ritrovarla, e Jack vuole andare a cercarla con i soldati del Re.
Bryan Singer, regista dei vari X-men, “Operazione Valchiria” e del cult “I soliti sospetti”, si diletta con la trasposizione cinematografica della celebre novella di XXX realizzando un film piacevole e spesso divertente grazie alla simpatia dei protagonisti, alla trama avvincente e sequenze d’azione incalzante. Sul talento del regista non si discute, nonostante l’alternanza del successo di critica e pubblico delle sue pellicole. Uomo dalla vita privata sopra le righe per i gusti sessuali e le accuse che gli sono state mosse circa presunti abusi, la sua condizione gli permette di proporre punti di vista sempre interessanti su temi caldi e controversi come l’emarginazione e la persecuzione del “diverso” nelle società di tutti i tempi. Lo fa con parabole fantascientifiche o film storici, sempre ricercando un alto livello di intrattenimento. Ne “Il cacciatore di giganti” si avvale di un bel cast, primi tra tutti Stanley Tucci nel perfido Lord Roderick e Ewan McGregor come capitano delle guardie, interpretazione più decorosa del suo Jedi in “Star Wars”. Nicholas Hoult lo abbiamo visto bambino in “About a Boy” con Hugh Grant, e oggi sta lavorando molto con Singer (in X-men) e lo vedremo nel nuovo film di Mad Max, vicino a Tom Hardy. Eleanor Tomlinson ha la bellezza innocente di una principessa dal cuore nobile: l’attrice, giovanissima, partecipò a “The Illusionist” da bambina e fu Xenja in “Educazione Siberiana” di Salvatores. Sono entrambi perfetti per una fiabesca storia d’amore, con la più bella che s’invaghisce dell’ultimo contadino trionfando sull’inganno e l’egoismo. Molto interessante la caratterizzazione dei giganti, ciascuno con il proprio mostruoso carattere, di solito divertenti nonostante la brutale ignoranza.
Una favola autoironica per una bella fetta di pubblico, ben diretta e interpretata, che vale assolutamente il prezzo del biglietto.

Asterix451

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Di Namor (del 16/03/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 805 volte)
Titolo originale
La trattativa
Produzione
Italia 2014
Regia
Sabina Guzzanti
Interpreti
Enzo Lombardo, Sabina Guzzanti, Sabino Civilleri, Filippo Luna, Franz Cantalupo.
Durata
108 Minuti

La Trattativa”, è un valido film-documentario sulla presunta contrattazione tra Stato e mafia per ammorbidire l’articolo 41 bis contro i detenuti mafiosi.
I fatti che ebbero inizio dal 1990 al 2013, videro coinvolti politici, mafiosi, giudici,forze dell’ordine e massoni, tutti complici in uno sporco gioco di potere a spese del popolo italiano inerme e colpevole di un tacito assenso nei confronti di codesti ignobili personaggi.
Una volta visto il film capirete il motivo di questa mia affermazione…
Le porcate fatte da certi soggetti, categorie che dovrebbero tutelare la nostra sicurezza, sono inaccettabili, così come sono inaccettabili le assoluzioni nei processi a loro carico.
Diretto e sceneggiato da Sabina Guzzanti che si é avvalsa di libri, articoli di verbali ed ore e ore di registrazioni di sedute processuali, il film viene realizzato in chiave teatrale con bravissimi attori di teatro ad impersonare più di un personaggio a testa, il tutto contornato da una recitazione macchiettistica atta a sminuire e ridicolizzare la maggior parte dei protagonisti, per poi visionare immagini con interviste di repertorio corredate dalla grafica per spiegare al meglio gli eventi.
E un documentario che fa arrabbiare e non poco, ma merita sicuramente di essere visto per farsi una idea di come sono andati certi eventi… poi ognuno tragga le sue conclusioni in merito.

 Namor

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Di Miryam (del 13/03/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 813 volte)
Titolo originale
The Call
Produzione
USA 2013
Regia
Brad Anderson
Interpreti
Halle Berry, Abigail Breslin, Justina Machado, Michael Eklund, Morris Chestnut
Durata
96 Minuti

Il 911 è il numero statunitense delle chiamate d’emergenza. Il film è ambientato proprio nel centro di ricezione di queste segnalazioni. Un caos incredibile dove operatori specializzati delle forze dell’ordine cercano di evitare tragedie, o meglio aiutano le persone seguendo un po’ il loro istinto. Proprio durante uno di questi casi quotidiani, Jordan Turner ( Halle Berry ), nonostante sia una veterana di questi casi di emergenza, commette un grave errore che costerà la vita ad una ragazzina da parte di un maniaco.
La nostra receptionist rimane sconvolta da questo evento, ma passati alcuni mesi ecco che si ripresenta un caso analogo che riuscirà a riscattarla da quel fatale errore, infatti da li a poco, durante il suo lavoro, riceve una telefonata simile alla precedente dove una donna, Casey Welson ( Abigal Breslin ), rapita e rinchiusa in un portabagagli di un’automobile chiede aiuto e così darà a Jordan i giusti stimoli per reagire e scongiurare un’ennesima tragedia.
The Call”, diretto da Brad Anderson, ( che ricordiamo per la regia di pellicole interessanti come Session 9, L’uomo senza sonno, Transsiberian… e altri ancora ) è un thriller ben costruito capace di far trascorrere allo spettatore un’ora e mezza di tensione che ruota intorno ad un folle insospettabile e anche alla bella telefonista che deve riuscire a far mantenere la calma alla vittima soltanto attraverso il cellulare.
Un cast egregio, sia la Berry che la Breslin si sono rivelate adeguate ai rispettivi ruoli, non va nemmeno scordata l’ottima interpretazione di Michael Eklund, un viso inquietante ed agghiacciante nei panni del maniaco.
Da non dimenticare inoltre l’ottima scelta della colonna sonora che porta il nome di John Debney, che ha dato al film il giusto contorno.
Traendo le mie conclusioni, devo dire che la pellicola mi è molto piaciuta, una suspense sempre costante dall’inizio alla fine, non lento e se vogliamo nemmeno con un finale scontato anche se ad essere sincera non ho molto condiviso quest’ultima parte in quanto l’ho trovata alquanto sadica, però ha saputo dare al film quel tocco di originalità che lo ha reso senz’altro un po’ diverso dal solito thriller.
Tutto sommato“The Call” non riceverà nessun premio, forse lo dimenticheremo presto ma resta pur sempre carino da visionare.

Miryam

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Di Angie (del 09/03/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1015 volte)
Titolo originale
How to Train Your Dragon 2
Produzione
USA 2014
Regia
Dean DeBlois
Interpreti
Jay Baruchel, Cate Blanchett, Gerard Butler, Craig Ferguson, America Ferrera.
Durata
102 Minuti

Nel villaggio di Berk ormai i draghi sputafuoco vivono in piena armonia con gli esseri umani.
Sono trascorsi cinque anni da quando il giovane vichingo Hiccup e il suo migliore amico Sdentato sono diventati inseparabili. Insieme si divertono in voli spericolati per il cielo a esplorare nuovi territori e nuovi mondi. In una delle loro scorribande, vengono alla scoperta di una segreta grotta di ghiaccio, dove regnano centinaia di draghi selvaggi al servizio del rinnegato Drago Bludvist. Il giovane Hiccup, ormai cresciuto, insieme al suo amico Sdentato nel cercare di convincerlo nella bontà dei draghi, si trovano al centro di una nuova battaglia per difendere la pace che regnava da cinque anni in questa meravigliosa isola.
Dopo aver visto il primo Dragon Trainer, non mi sono lasciata sfuggire la visione del sequel Dragon Trainer 2: film d'animazione diretto da Dean Blois. Si apre con emozionanti sequenze di volo in cui il protagonista Hiccup (ormai un eroe) cavalca questo simpaticissimo drago con le sue belle e grandi acrobazie nei cieli. Il film narra le avventure del giovane vichingo e il suo grande amico Sdentato che devono affrontare una nuova battaglia per mantenere quella pace e l'armonia che si era instaurata tra vichinghi e queste simpaticissime creature: i draghi.
Vincitore del Golden Globe come miglior film d'animazione. E anche prima pellicola realizzata utilizzando il nuovo software di animazione chiamato “Apollo”, in grado di combinare al meglio tutte le qualità di diverse tecniche di animazione. Dean DE Blois ha già in lavorazione il terzo episodio per il 2016… spero che sia emozionante come i precedenti. Visibilmente splendido, alla pari del primo (a mio giudizio), con una storia sempre stupenda, con una magia di colori, musiche ed avventure che tiene alta l'attenzione per tutta la durata della proiezione. E veramente un bel sequel, avventuroso, divertente, un ora e mezza di divertimento per grandi e piccini. I veri protagonisti sono ancora una volta loro: i draghi. Sono molto simpatici e tanti di tutte le forme e colori, per non parlare poi del mitico drago Sdentato! Come non si può affezionarsi a costui, così silenzioso, con la sua espressione simile a un adorabile cucciolo domestico ma, perfettamente in grado di trasformarsi in un forte guerriero.
Cosa aggiungere ancora su Dragon Trainer 2? E una fiaba dove si ride, ci si emoziona e ci si commuove con un bel finale, il bene che vince il male: non manca proprio nulla! Quindi chi ama la buona animazione ed il fantasy, consiglio la sua visione.

Angie

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Di Namor (del 06/03/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 827 volte)
Titolo originale
Get On Up
Produzione
USA 2014
Regia
Tate Taylor
Interpreti
Chadwick Boseman, Nelsan Ellis, Dan Aykroyd, Viola Davis, Craig Robinson.
Durata
139 Minuti

The Godfather of Soul è sicuramente l’appellativo più calzante per questa leggenda musicale campionata da più generazioni di artisti, compreso Micheal Jackson che ha dichiarato di essere stato suo idolo e massimo ispiratore. Un genio senza pari che ha spaziato con grande profitto tra il gospel ed il rhythm and blues, per poi diventare egli stesso uno dei massimi esponenti del Funky e del Soul.
L’artista in questione è il leggendario James Joseph Brown!
Con “Get on up” il regista Tate Taylor ci mostra alcuni dei passaggi più salienti della vita del grande James Brown. Ad impersonarlo è l’attore Chadwick Boseman, già visto in “42” bella pellicola dedicata a Jackie Robinson, primo giocatore di colore a giocare nella Major League Baseball.
Nonostante il trucco non sia riuscito a renderlo somigliante come dovrebbe, Boseman molto abile nel ballo e abbastanza credibile per movenze ha ben figurato nell’interpretare James Brown.. certo le indiscusse movenze di ballo di James Brown sono lontane anni luce, ma una piena sufficienza la merita di sicuro per l’impegno profuso . Buono il cast all black che vede la presenza del premio Oscar Octavia Spencer e Dan Aykroyd nel ruolo dell’amato manager Ben Bart.
Il film è godibile, di sicuro non è stato fedele al 100% nella sua messa in opera, ma realizzare in pellicola la biografia di un personaggio come James Brown in maniera esaustiva, secondo me ci vorrebbe una serie tv di almeno dieci episodi.
Negli USA il film non è andato molto bene, così come da noi che è stato fatto uscire in DVD con largo anticipo.
Ad ogni modo il film merita sicuramente di essere visto per apprendere le mille sfaccettature di questa grande icona musicale e godersi alcuni dei suoi più celebri ed immortali brani.

Namor

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Di Miryam (del 02/03/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 848 volte)
Titolo originale
Una donna per amica
Produzione
Italia 2014
Regia
Giovanni Veronesi
Interpreti
Fabio De Luigi, Laetitia Casta, Valentina Lodovini, Adriano Giannini, Valeria Solarino.
Durata
88 Minuti

Il protagonista molto simpatico di questo film è Francesco (Fabio De Luigi), avvocato e consigliere comunale, vive a Lecce da alcuni anni. Qui ha conosciuto Claudia (Letitia Castà), un’affascinante veterinaria francese che si è trasferita in questa città per stare vicino alla sorella Anna (Valeria Solarino), che si trova in comunità in quanto sta cercando di uscire dalla tossicodipendenza.
I due hanno un bellissimo rapporto di amicizia, quasi fraterno, infatti insieme si divertono un mondo, Francesco l’accompagna alle feste, le ha pure dato le chiavi di casa, certe volte dorme da lui e gli chiede svariati consigli quando si trova in faccende complicate. Niente sembra turbare questo rapporto di amicizia, nemmeno quando Claudia conosce e sposa in brevissimo tempo Giovanni (Adriano Giannini), anche perché nel frattempo pure Francesco trova in Lia (Valentina Lodovini), l’amore della sua vita.
Sembra proprio che i nostri due amici siano soddisfatti di tutto ciò che sta loro accadendo, soltanto Lia è un po’ preoccupata in quanto gelosa di Claudia, ma il peggio deve ancora venire, infatti, Claudia di punto in bianco si precipita in casa di Francesco e in lacrime si butta tra le sue braccia dicendo che tra lei e Giovanni è tutto finito, ed è proprio in questa situazione che Francesco si incomincia a chiedere se quello che prova per Claudia è soltanto amicizia o c’è invece qualcosa di più.
“Una Donna per Amica” è un film diretto da Giovanni Veronesi che torna ad affrontare l’intreccio amoroso già visto anche se in maniera diversa in “ Manuale d’ Amore. E’ una commedia scorrevole, fresca, senza tante pretese, il tema trattato è divertente, gioca con i sentimenti e con la fatidica domanda: Ma esiste veramente l’amicizia tra un uomo e una donna? Oppure c’è sempre uno dei due che soffoca il proprio sentimento per non compromettere questo equilibrio? Mah !! non è facile rispondere, quello che conta è che l’amicizia ci deve essere, vera e soprattutto basata sulla fiducia il che non sempre è così facile!
Tornando alla nostra pellicola, sarà sciocca, a volte banale, non verrà certo ricordata a lungo, però alcune scene fanno ridere e divertire lo spettatore e riesce a far trascorrere un’ora e mezza in serenità.

Miryam

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Di Angie (del 27/02/2015 @ 05:00:00, in libri, linkato 816 volte)
Titolo originale
La biblioteca perduta dell'alchimista
Autore
Marcello Simoni
Editore
Newton Compton
Prima edizione
2012

Spagna: primavera del 1227. La regina di Castiglia, da poco rimasta vedova, scompare in modo misterioso. Si pensa a un rapimento, il cui autore si fa chiamare Conte di Nigredo che ha la fama di essere un alchimista. A Ignazio di Toledo, grande conoscitore dei luoghi e delle genti, grazie ai suoi innumerevoli viaggi tra Oriente e Occidente, gli viene affidato l’incarico di indagare sull’accaduto.
A Cordoba, dove Ignazio viene convocato, incontra un vecchio Magister, che gli parla di un libro che tutti stanno cercando e che potrebbe fornirgli nuovi indizi sul rapimento. Ma il giorno dopo il vecchio magister viene trovato morto e la vicenda si fa sempre più misteriosa.
Le ricerche e l’incontro con una monaca e con un uomo considerato da tutti un posseduto, indirizzano Ignazio verso il Castello di Airagne, la dimora del Conte di Nigredo e la prigione, ove si presume ci sia la Regina scomparsa.Nei sotterranei del castello del Conte, Ignazio verrà a conoscenza di segreti e verità sconvolgenti sulla Regina.
Marcello Simoni, ex archeologo, laureato in lettere, dopo il successo con il suo bestseller d’esordio “Il Mercante Dei Libri Maledetti”, che ha superato 300.000 copie e vinto il 60° Premio Bancarella, ritorna con un nuovo giallo storico edito da Newton Compton, “La Biblioteca Perduta Dell’Alchimista”.
E il primo libro che leggo di questo autore e l’ho trovato interessante: una bella trama e ambientazione storica. Vorrei fare un piccolo appunto sul “Mercante dei libri Maledetti” che non ho avuto occasione di leggere ma, ho letto la bella rece fatta da Namor , venendo così a conoscenza della storia e adattamento in cui si svolge la trama.
Mi piacciono i thriller ambientati nel periodo del Medioevo e quando si parla di Storia con personaggi loschi e ambigui avvolti nell’oscurità di magia e segreti, tutte componenti che mi affascinano particolarmente. Personalmente l’ho trovato il libro piacevole, anche se vi sono stati alcuni ma brevi momenti in cui la lettura si è presentata un po’ lenta ma, la storia su queste misteriose leggende ti invogliano a proseguire la lettura e di scoprire come andrà a finire.
Che dire? Se amate i romanzi storici, il mistero e l’avventura, vi consiglio di lasciarvi andare alla lettura di questo intrigante ed emozionante storia. Buona lettura!

Angie

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Di Namor (del 23/02/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 857 volte)
Titolo originale
Deliver Us From Evil
Produzione
USA 2014
Regia
Scott Derrickson
Interpreti
Eric Bana, Edgar Ramirez, Olivia Munn, Sean Harris, Joel McHale.
Durata
118 Minuti
Trailer

Durante un’ incursione in Iraq, tre marines si addentrano in una spettrale grotta in cerca del nemico che non c’è, l’unica anomalia la registrano le loro apparecchiature che vanno prontamente in corto circuito dopo un urlo disumano.
Ad anni di distanza gli eventi si spostano a New York.
Durante uno dei loro turni di pattuglia, gli agenti del NYPD Ralph Sarchie (Eric Bana) e Butler (Joel McHale), devono intervenire per una violenza domestica: un uomo decisamente alterato ha appena picchiato la moglie e distrutto la loro abitazione davanti agli occhi della figlia. Sarchie dopo una breve colluttazione con inseguimento, arresta l’uomo che risulterà essere un veterano dei Marines.
Un’ altro anomalo intervento dei due agenti, vede una madre che getta il figlio di pochi mesi nella fossa dei Leoni allo zoo, la donna in chiaro stato confusionale gratta il terreno e cita sconnessamente alcune frasi di un brano dei Doors. Nel mentre un uomo incappucciato e viso spettrale, si trova all’interno della gabbia dei felini che sta osservando i poliziotti, infischiandosene dell’intimazione di non muoversi egli andrà via aizzando i leoni contro di loro.
Una casa infestata da rumori sinistri ove le lampadine si bruciano dopo poche ore e le candele benedette non bruciano, é lo scenario di un’altro intervento dei due partner che perlustrandola trovano il cadavere di un uomo in putrefazione. I due agenti vanno nella residenza del cadavere ad indagare, ed é li che si inizia a far luce sugli ultimi eventi, tutti collegati ai tre Marine che anni addietro erano entrati in quella angosciante grotta in Iraq.
Con l’aiuto di padre Mendoza (Edgar Ramirez), Sarchie dovrà confrontarsi con il male e vincere una tortuosa battaglia contro il maligno, che ha scelto come prossime vittime la sua stessa famiglia.
Liberaci dal male” è ispirato a fatti realmente accaduti e raccontati nel libro “Beware the night” dal poliziotto esorcista Ralph Sarchie. A dirigere la pellicola prodotta da Jerry Bruckheimer é il regista e sceneggiatore Scott Derrickson, già autore di alcune sceneggiature di altri film Horror.
Il cast che in un primo momento prevedeva Mark Wahlberg nei panni del protagonista poi affidato ad Eric Bana dopo il suo rifiuto, si avvale di discreti attori come: Edgar Ramirez, Joel McHale, Sean Harris e Olivia Munn.
il film è un intreccio tra azione ed Horror, girato prevalentemente in notturna con la pioggia ad evidenziare ancora una volta l’eterna battaglia tra il bene ed il male. Bana e McHale sono bravi a rendere credibili i loro personaggi equipaggiati di tutto punto e con t-shirt nera aderente ad evidenziare pettorali e bicipiti, meno a fuoco Ramirez (nonostante la sua esperienza)nella parte del prete esorcista.
Il film non è male, così come la combinazione tra poliziesco e Horror, ma manca lo spunto innovativo per elevarlo dalle solite pellicole destinate al dimenticatoio del già visto.

 Namor

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Di Miryam (del 20/02/2015 @ 05:00:00, in libri, linkato 775 volte)
Titolo originale
Lo que esconde tu nombre
Autore
Clara Sánchez
Editore
Garzanti
Prima edizione
2010

Sandra e Julian sono i protagonisti di questo romanzo nonché narratori dello stesso, ma entriamo nel vivo della storia…
Siamo in Spagna, in Costa Blanca, nonostante sia autunno, il sole è ancora molto caldo. Sandra è una giovane di trent’anni, incinta di un uomo verso il quale non è sicura di provare dei veri sentimenti, per questo motivo vuole godersi il sole e gli ultimi giorni di mare nella casetta che le ha imprestato sua sorella.
E’ sola, confusa, un pomeriggio sulla sabbia per colpa di un lieve malore, conosce una coppia di simpatici vecchietti norvegesi che amorevolmente si prestano ad accompagnarla a casa. I due “nonni” acquisiti, così gentili e premurosi si chiamano Fredrik e Karin Christensen, queste due amabili persone, dietro quel volto e quegli occhi così candidi, non sono altro che criminali nazisti appartenenti ad una confraternita.
Si sono distinti in passato per la loro ferocia nel campo di concentramento di Mathausen e hanno intenzione di ricominciare con le loro atrocità.
Qui quasi per caso, entra in scena Julian, un ottantenne, vedovo, che decide di partire dall’Argentina per raggiungere anche lui Costa Blanca con un obiettivo, quello di vendicarsi degli orrori subiti durante la prigionia nel campo di concentramento di Mathausen. Infatti vorrebbe stanarli soprattutto in onore del suo vecchio amico Salva ormai defunto.
Una semplice casualità permette di far incontrare Julian con Sandra la quale venuta a conoscenza della storia, incomincia ad aiutarlo nelle sue ricerche ignara del pericolo che sta per incontrare, infatti è proprio durante una sua indagine, che la coppia comincia ad avere dei sospetti su di lei a tal punto che le propongono di entrare nella confraternita.
Ormai scoperta, Sandra si rende conto che per salvare la sua vita e del piccolo che porta in grembo, l’unica soluzione è quella di fuggire e tornare a casa dai genitori anche se sa perfettamente che una parte del suo cuore rimarrà lì, vicino a quel suo nuovo e confidato amico Julian. “Il Profumo delle Foglie di Limone”, è un romanzo scritto da Clara Sanchez, libro da un ritmo piuttosto incalzante, si viene presi da una forte curiosità di sapere cosa stanno tramando questi vecchi nazisti, tratta argomenti purtroppo veritieri.
Certo ha un titolo strano per il tema trattato, in effetti il titolo originale “Le que esconde tu nombre”, cioè “quello che il tuo nome nasconde”, secondo me lo trovavo molto più azzeccato perché sempre di criminali si tratta!!
Ad ogni modo il libro ha avuto un enorme successo, infatti ha vinto il premio Nadal, uno dei riconoscimenti letterari più antichi e prestigiosi e nel giro di poco tempo è entrato nella classifica dei romanzi più venduti in Spagna. Che dire… a me è piaciuto e quindi vi consiglio di darci un’occhiata!

Miryam

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Di Namor (del 16/02/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 756 volte)
Titolo originale
The Iceman
Produzione
USA 2013
Regia
Ariel Vromen
Interpreti
Michael Shannon, Winona Ryder, James Franco, Ray Liotta, Chris Evans.
Durata
106 Minuti
Trailer

Richard Kuklinski (Michael Shannon) si guadagna da vivere facendo copie di film pornografici presso una piccola casa di produzione hard. Il Boss Roy Demeo (Ray Liotta) che pretende prima del tempo stabilito la consegna di un grosso quantitativo di pellicole, fa una incursione nel laboratorio di riproduzione insieme ai suoi sgherri, esigendo con maniere molte energiche verso il malcapitato Kuklinski, l’evasione del suo ordine entro domattina. Rimasto impressionato dalla calma glaciale di Kuklinski nel gestire la disputa, Demeo lo mette alla prova per un eventuale assoldamento come killer, imponendogli l’omicidio di un innocente barbone. Da quel momento Kuklinski diventa uno dei più spietati killer della mafia americana, ruolo che porterà avanti per lungo tempo senza insospettire la famiglia che lo crede un agente immobiliare ed un amorevole padre. A mettere fine alla sua carriera di sicario con ben oltre 200 omicidi, ci penserà un agente della polizia infiltrato nella malavita.
Diretto dal regista israeliano Ariel Wromen, “The Iceman” narra la incredibile storia di uno dei più spietati killer americani: Richard Kuklinski, alias The Iceman, autore (a seconda dei dati della polizia) di oltre 250 omicidi, per la maggior parte commissionati dalla mafia italoamericana.
Ad interpretare questo pericoloso criminale è il bravissimo Michael Shannon, attore molto adatto ad un certo tipo di recitazione fisica e silenziosa, ove è richiesta una particolare mimica facciale fatta di sguardi allucinati e profondamente inquietanti. In questo, Shannon al momento è il top, il meglio che si possa scritturare per il ruolo da cattivo, di questa sua particolare dote me ne ero subito accorto quando lo vidi nel ruolo del sadico agente dell’F.B.I. nella serie tv “Boardwalk Empire”.
A fargli da compartecipe nell’ottimo cast, vi sono Ray Liotta nella parte del Boss Demeo, James Franco inizialmente scritturato per il ruolo di Robert Pronge “Mr. Freezy”, poi andato a Chris Evans, e rientrato nel cast nel ruolo minore di Marty Freeman, mentre a Winona Ryder e affidata la parte della italoamericana Deborah Pellicotti, la moglie di Kuklinski.
Costumi e scenografie sono di buon rilievo, per quel che mi riguarda latita un po’ di musica di quegli anni ed un tocco di suspense a rendere più accattivante la pellicola, che non reputo mal riuscita, ma con queste accortezze sarebbe stata sicuramente superiore.
Ad ogni modo ve la consiglio perché Micheal Shannon in questi ruoli è imperdibile.

Namor

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Di Angie (del 13/02/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 847 volte)
Titolo originale
And So It Goes
Produzione
USA 2014
Regia
Rob Reiner
Interpreti
Michael Douglas, Diane Keaton, Sterling Jerins, Frances Sternhagen, Andy Karl.
Durata
94 Minuti

Oren (Micheal Douglas) anziano e scorbutico agente immobiliare, dopo la morte della moglie, mette in vendita la sua villa per trasferirsi nel Vermont. Ma a causa del mercato in crisi non riesce a piazzare la villa al prezzo che si era prefissato. In attesa di concludere l’affare si stabilisce in un appartamento, nel piccolo complesso residenziale di sua proprietà di cui ha affittato gli appartamenti attigui a un gruppo di vicini che, non ne possono più del suo caratteraccio. Oren è un asociale e vorrebbe godersi la pensione in solitudine ma, a scombinare i suoi piani sarà il figlio Luke (Scott Shepherd) un ex tossicodipendente che gli affida la nipotina di cui non conosceva nemmeno l’esistenza. Sarà la sua vicina di casa Leah (Diane Keaton) anche lei vedova, dolce e sensibile che sogna di diventare un’affermata cantante, che insegnerà a quest’uomo così indisponente e burbero a fare il nonno a tempo pieno.
“Mai così vicini” film diretto da Rob Reiner (regista di “Harry ti presento Sally” e “Misery non deve morire”) è una simpaticissima e divertente commedia sentimentale della terza età, dove ci si ride e ci si commuove allo stesso tempo. E una storia schietta e credibile, nel raccontare con un tocco di ironia la vita di due persone normali come tanti, che pensano, che una volta arrivati ad una certa età, di aver chiuso con tutto: emozioni e sentimenti.
A mio avviso “Mai così vicini” è una pellicola ben riuscita, grazie alla performance di due ottimi interpreti veramente strepitosi: l’adorabile Diane Keaton (Leah) e il burbero ma allo stesso tempo, simpatico Micheal Douglas (Oren). Il regista Reiner ha avuto bravura a scegliere questi due premi Oscar per interpretare il film, da notare poi, che Douglas e Keaton e per la prima volta che recitano insieme. Io li ho trovati una coppia veramente azzeccata, la loro bravura nel fondere Romanticismo e umorismo con quel pizzico di ironia nelle loro battute, hanno reso il film frizzante e divertente. Tutto sommato questa pellicola semplice e scorrevole è molto carina da vedere, specialmente per chi vuole trascorrere una piacevole oretta e mezza e guardando il bravo Micheal Douglas nell’inusuale ruolo dell’anziano acido e incattivito.
Vorrei aggiungere un ultima cosa.. qualsiasi film, anche con una trama leggera e frivola può diventare un bel film gradevole, se viene interpretato come in questo caso da due grandi attori del genere.

Angie

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Di Asterix451 (del 09/02/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1219 volte)
Titolo originale
American Sniper
Produzione
USA 2015
Regia
Clint Eastwood
Interpreti
Bradley Cooper, Sienna Miller, Jake McDorman, Luke Grimes, Navid Negahban.
Durata
134 Minuti
Trailer

“Nella vita ci sono tre categorie di individui: le pecore, che non combattono, e i lupi, che le sbranano per soddisfare la loro fame. Poi, ci sono i cani pastore: questi compiono una scelta morale precisa, che non abbandoneranno mai, dedicando la vita a proteggere il gregge. In questa casa, non si allevano pecore… e nemmeno saranno tollerati i lupi. Quindi, decidete in fretta da che parte stare.”
Questo è l’insegnamento che il texano Chris Kyle (Bradley Cooper) riceve dal padre, sottolineato a colpi di cinghia quando necessario… la scelta la fa da bambino, mentre difende il fratellino più gracile dai bulletti della scuola, imparando sulla sua pelle che quel ruolo può essere molto doloroso. Eppure cresce forte, nell’America delle coltivazioni e dell’allevamento. Chris diventa un cowboy che cavalca tori e sceglie donne sbagliate, arrivando a trent’anni senza avere ancora trovato il significato della sua vita. Sino al giorno in cui, alla televisione, assiste insieme al fratello all’attentato dell’11 Settembre 2001 alle Torri Gemelle.
A quel punto, entrambi i ragazzi decidono quale sia la cosa giusta da fare.
Si arruolano nelle forze armate e Chris si ritrova nell’unità d’elite della Marina, i Navy Seals, dove pesa un’altra eredità di suo padre: l’abilità con il fucile ad andare a segno. Per questo viene addestrato al tiro da cecchino (lo “sniper”) e spedito subito in Iraq: il suo compito è proteggere dall’alto le truppe impegnate in strada. Lui vede bene in faccia chi uccide. Deve valutare ogni singolo bersaglio in un teatro di guerra dove il nemico non ha una divisa, ma si confonde tra i civili, gli innocenti, i bambini. Eppure Chris svolge quel compito con coscienza e perizia, tanto da diventare una leggenda tra le truppe del suo paese e quelle nemiche, al punto da ritrovarsi con una taglia sulla testa.
A Chris non interessa. Non può fermarsi. Ha scelto chi essere e, in quel luogo arido dove crescono soltanto l’odio e la follia, ogni tiro del suo fucile può salvare delle vite umane al di là della politica e della retorica.
Clint Eastwood torna alla regia con la storia del cecchino più letale nella storia dell’esercito americano, che ha ucciso circa centosessanta uomini uccisi in combattimento. A John Rambo, nel primo film, se ne attribuivano (se non sbaglio) trentasei…
Best seller in America, scritto dallo stesso Chris Kyle come testimonianza della sua esperienza, è la storia a tutto-tondo di un ragazzo che ha cercato di vivere seguendo gli insegnamenti del padre in un paese nazionalista e controverso come gli Stati Uniti. Il finale dimostra, ineluttabilmente, l’onestà di ogni sua singola scelta… per apprezzarlo bisogna superare la retorica, la spettacolarizzazione, la rivisitazione dei fatti e la lavata di faccia che la nazione americana vuole darsi per la sua politica di guerra, sfruttando l’immagine dell’uomo che “viene fatto” eroe.
Le guerre sono aberrazione, combattute da chi non le decide. Gli uomini impazziscono, letteralmente, degradando ad uno stato bestiale che dissolve qualsiasi limite morale: Clint Eastwood non ha paura di mostrare questi aspetti ma resta concentrato sull’uomo e sul suo bisogno di “tornare a casa”, letteralmente. Dove ritrova la famiglia e il dramma di chi, come lui, non riesce più ad inserirsi.
Bradley Cooper è bravissimo. Sottoposto ad intenso allenamento fisico, è perfetto nel dare al soldato Kyle l’immagine del bravo ragazzo americano, spaccone e illuso di poter davvero riconoscere il bene dal male e agire di conseguenza. Clint dirige in modo magistrale, dosando la fermezza delle sue idee e la delicatezza delle sfumature umane nel rispetto della verità, dello spettatore e dello spettacolo. E, certamente, della politica: un cineasta al suo livello non può trattare tematiche da cinema indipendente, ma dice ciò che deve, in maniera posata, non urlata. Si concentra sull’uomo e sui suoi ideali, non tanto su quelli della nazione che, però, non sputtana.
“American Sniper” è un film duro, ma non pornografico. E’ un film idealistico, ma non retorico. E’ spettacolare, ma si tiene ben ancorato alla realtà: si dedica tanto alle parentesi della vita civile, quanto al teatro di guerra. Il risultato è un bell’approfondimento umano che regala momenti di grande tensione emotiva e scene di guerre davvero efficaci, lunghe, coinvolgenti. Auguro a Clint Eastwood altri cento di questi film perché, nella maturità artistica degli ultimi anni, è forse l’unico vero erede di Sergio Leone. Questa volta ha scelto la storia di Chris Kyle, un eroe non americano, ma per la sua famiglia e per tutti quelli che ha aiutato, in una maniera o nell’altra, prima sul fronte e poi tornato a casa.
Salvare gli altri per salvare se stessi… per me, un film imperdibile.

Asterix451

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Di Miryam (del 06/02/2015 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 884 volte)
Titolo originale
Orphan Black
Produzione
Canada 2013
Episodi / Durata
10 / 42 Minuti

Sarah Manning (Tatiana Maslany), è una ragazza inglese, disadattata, orfana, che vive alla giornata. L’unica cosa che le preme è l’idea di scappare da una relazione sbagliata dalla quale è nata una bambina, Kira ( Skyler Wexler ) che ora è sotto la custodia di sua madre adottiva e di portare con se anche il suo miglior amico nonché fratello adottivo, il simpatico egocentrico omosessuale Felix (Jordan Gavaris).
Un giorno, scesa dal treno, alla fermata vede una ragazza intenta a svestirsi e in un lampo gettarsi sotto un treno in arrivo. Nel momento che succede tutto ciò, Sarah nota che la giovane in questione è identica a lei in tutto per tutto, quindi decide di prendere la borsetta abbandonata dalla donna e di rubarle l’identità.
Nella mente di Sarah, questo tragico evento potrebbe essere la soluzione ai suoi problemi anche finanziari, infatti la persona morta che risponde al nome di Elisabeth Childs, era un detective della polizia con un cospicuo conto in banca che logicamente la nostra Sarah se ne vuole appropriare, ma per fare questo, deve impersonificarsi sia nel lavoro che nella vita privata in Elisabeth e far credere a tutti di essere lei la ragazza suicida.
A prima vista sembra che fare tutto ciò sia la cosa più semplice del mondo, purtroppo però Sarah verrà proiettata in una situazione alquanto terrificante, un incubo, infatti scopre di essere uno dei sette cloni sparsi per il mondo e che qualcuno sta cercando di uccidere. Sarah così si vede costretta ad indagare sulla sua stessa persona, in suo aiuto accorrono altri due cloni Cosima e Alison, insieme si prestano ad affrontare un’avventura che metterà a rischio la vita di tutte loro ma soprattutto quella della piccola Kira.
Orphan Black” è una serie televisiva creata nel 2013 da Graeme Manson e John Fawcett, come si è capito dalla trama, la serie è un thriller fantascientifico che si basa sulla clonazione umana. Questa prima stagione è composta da dieci episodi, tutti colmi d’azione che non deludono nemmeno per un attimo lo spettatore che, credetemi… resta incollato allo schermo per il susseguirsi degli eventi sempre incalzanti e mai noiosi, infatti non tarderò a vedere la seconda serie.
Una particolare attenzione bisogna darla alla bravura della protagonista Tatiana Maslany, nel corso del telefilm interpreta ben sette ruoli, sette personaggi completamente diversi tra loro sia nel modo di parlare, nel comportamento e nel trucco. Tant’è vero che l’attrice per questa sua camaleontica performance si è aggiudicata i prestigiosi Television Critic Award e Critic’s Choise Award, non solo, la serie è stata eletta come una delle tre migliori serie della stagione dal prestigioso “Entertainment Weekly”.
Credo si sia capito che ho apprezzato molto questa particolare serie, quindi se come me gradite il genere, beh vi consiglio la visione.

Miryam

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Di Namor (del 02/02/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 824 volte)
Titolo originale
Exodus: Gods and Kings
Produzione
Gran Bretagna, USA, Spagna 2015
Regia
Ridley Scott
Interpreti
Christian Bale, Joel Edgerton, John Turturro, Aaron Paul, Ben Mendelsohn.
Durata
150 Minuti
Trailer

A quasi 60 anni dall’uscita dell’indimenticato capolavoro “I dieci comandamenti”, l’acclamato regista Ridley Scott dirige e produce “Exodus Dei e Re”, versione moderna della strepitosa pellicola di Cecil B. DeMille. La sinossi di questo celebre film è conosciuta in tutto il mondo, non ha bisogno di commenti, considerato che oltre ad averlo visto più volte, ci viene tramandata da secoli dall’antico testamento.
Guardando le anticipazioni dei trailer, pensavo di assistere ad una realizzazione più curata e attenta ai dettagli, in particolar modo nella scenografia e negli effetti speciali.. un’aspettativa che purtroppo è rimasta vana.
Precedenti pellicole hanno dimostrato che quando si rielabora un vecchio film di successo, difficilmente si riesce a far meglio dell’originale, e questo, un bravo filmaker come Ridley Scott dovrebbe saperlo. Fare il remake di un cult di questa notevole importanza è un compito molto arduo, se sbagli (ed è così per la maggior parte delle volte) la critica giustamente ti massacra senza alcuna pietà, per aver osato confrontarti con uno dei titoli più importanti della cinematografia mondiale, ed elaborare una pellicola deludente come questa. Il confronto tra i due film è inevitabile, così come il responso che vede la pellicola di Ridley soccombere su tutti i fronti, eccetto per gli effetti speciali, (e ci mancherebbe) che nel frattempo si sono evoluti enormemente, anche se reputo molto più incantevoli quelli del precedente titolo.
Anche il cast dei “Dieci comandamenti” è superiore per qualità e presenze di grandi attori, inoltre Charlton Heston e Yul Brynner nei panni di Mosè e Ramses, sono decisamente più carismatici e credibili di Cristian Bale e Joel Edgerton con tanto di matita a contornare gli occhi. Anche il resto del cast molto più importante nel vecchio film, è stato decisamente superiore a quello reclutato da Scott.
Spiace per il buon vecchio Ridley che reputo un grande regista, ma stavolta ha fatto una cagata di proporzioni bibliche nel confrontarsi con una pietra miliare del genere.

Namor

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Di Angie (del 30/01/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 904 volte)
Titolo originale
Riso amaro
Produzione
Italia 1949
Regia
Giuseppe De Santis
Interpreti
Vittorio Gassman, Doris Dowling, Raf Vallone, Silvana Mangano.
Durata
100 Minuti

Sono andata molto indietro nel tempo, più precisamente nel 1949 anno in cui uscì “Riso Amaro”, film diretto da Giuseppe De Santis e prodotto da Dino Laurentis. E il periodo in cui nasce e si sviluppa il neorealismo nel cinema italiano, una Italia del secondo dopoguerra che si trova in una situazione difficile fatta di povertà e disoccupazione, temi molto ricorrenti in queste pellicole neorealiste. Tali film erano tutti ambientati e girati suoi luoghi reali e con storie drammatiche spesso con un finale tragico.
Francesca (Doris Dowling) ama Walter (Vittorio Gassman), un piccolo criminale senza scrupoli del Nord Italia. L’uomo la convince a rubare una collana, la quale per eludere la polizia che è sulle sue tracce, si unisce ad un gruppo di mondine in partenza per la raccolta del riso. Qui Francesca fa amicizia con una giovane e bella mondina Silvana (Silvana Mangano), una ragazza con la testa piena di sogni, la quale come scopre la vera identità della ragazza e gli ruba la collana. Calmate le acque Walter raggiunge Francesca, che si trova a lavorare con le mondine per riprendere la refurtiva. Ma appena scopre che la collana è falsa lo rivela a Francesca e la lascia. Corteggia così la bella e affascinante Silvana che diviene sua amante e la coinvolge in una impresa disonesta , facendole credere che la ama.
Questo appassionante melodramma a sfondo sociale venne girato quasi interamente nelle campagne Vercellesi, dove si racconta la dura realtà del lavoro di queste semplici mondine sfruttate, che lottano per difendere i loro diritti di lavoratrici. IL film definito il grande capolavoro di De Santis, ebbe un grande successo in Francia e negli Stati Uniti, addirittura superiore a quella di “Paisà” e di “Sciuscià”. Il film fu nominato anche all’Oscar del 1951 per il miglior soggetto a Giuseppe De Santis, allora appena 32 enne.
Ottimo per quanto riguarda il cast. Infatti si rivelano tre grandi divi italiani: Raf Vallone, Vittorio Gassman, qui nella parte del mascalzone senza scrupoli.. e poi la bellissima Silvana Mangano.. la prorompente protagonista.. chi non ricorda questa attrice tra le più amate della cinematografia italiana? L’immagine in bianco e nero di lei prosperosa mondina (aveva solo 19 anni) con maglietta attillata calzoncini corti e calze nere a metà coscia, divenne un’icona del cinema italiano, anticipando con eleganza la figura della maggiorata anni cinquanta. Tutto sommato ritengo che sia una buona pellicola da visionare sia per la bravura degli attori e sia per l’ottima ricostruzione dell’ambiente dell’Italia del dopoguerra, e anche per ricordare queste mondine legate alle loro tradizioni e ai loro valori, quali la famiglia e l’amore.
Comunque riscoprirei film di altre generazioni con storie e racconti dove evocano non solo passioni, ma anche autentici drammi sociali, commuovono e coinvolgono ancora molti spettatori di oggi. Un validio motivo in più per visionarli.

Angie

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Di #LouiseElle
Anche questo titolo ...
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Di Namor




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