BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Asterix451 (del 29/09/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 547 volte)
Titolo originale
Winter's Tale
Produzione
USA 2014
Regia
Akiva Goldsman
Interpreti
Colin Farrell, Jessica Brown Findlay, Jennifer Connelly, Russell Crowe, William Hurt.
Durata
113 Minuti

New York, primi anni del 1900.
Peter Lake (Colin Farrell)è un ladro di professione: lo incontriamo una notte, mentre scappa da Pearly Soames (Russell Crowe) e i suoi scagnozzi, decisi a fargli la pelle in mezzo alla strada. Quando ormai gli sono addosso, un misterioso cavallo bianco aiuta il ladro a scappare. Pearly è costretto a rimandare la sua vendetta, ma lui non è un delinquente qualsiasi... e riesce sempre a farsi pagare un debito.
Peter, appena scampato, vorrebbe andarsi a nascondere con la refurtiva. Invece il cavallo si ferma di fronte ad una casa lussuosa, con le finestre aperte: è un bell'invito invito ad entrare.
Peter pensa di essere solo, la casa sembra vuota. Soltanto il vento agita le tende, che svolazzano come spettri. Con la stessa delicatezza, all'improvviso, appare Beverly Penn (Jessica Brown Findley): la ragazza è sola a casa, solo per questa notte, il tempo che basta ad incontrare l'uomo che, anziché rubare, si ritroverà a confidarsi con un'anima affine. Hanno a disposizione un tempo brevissimo, eppure sufficiente a muovere la trama del destino in una storia molto più grande di loro. I due ragazzi non sanno, infatti, che la loro scintilla d'amore condurrà allo scontro di due entità ancestrali decise a sovvertire l'equilibrio tra il Bene e il Male. La breve vita di Beverly Penn permetterà al ladro Peter Lake di superare il baratro del tempo e la misera condizione in cui ha vissuto, da orfano fuggiasco, per diventare l'eroe di una battaglia sospesa tra il mondo degli angeli e quello dei demoni.
Un cast di grandi nomi per l'esordio alla regia di Akiva Goldsman, uno sceneggiatore di film spesso visionari come “Constantine”, “Io Robot”, “Angeli e Demoni”, “Io sono leggenda”, “Cinderella Man”, “A beautiful Mind” e molti altri. Con piccole esperienze da attore e grandi esperienze da produttore, qui si ritrova a scrivere, produrre e girare il suo film per l'uscita di San Valentino. Oltre a Colin Farrell, Russell Crowe e Jessica Brown Findley, si avvale di William Hurt, Will Smith e Jennifer Connelly (tutte vecchie conoscenze) per dare spessore ai comprimari. Da non dimenticare lo stallone andaluso “Listo”, angelo custode del ladro Peter Lake. “Una Storia d'Inverno” è una favola basata sul romanzo di Mark Helprin, ben girata, romantica. In qualche punto sdolcinata, forse, ma è il sapore giusto che molti apprezzeranno. La tensione regge, senza zoppicare: compito non facile per una trama che mescola con molti simbolismi la fiaba in costume e l'horror soft, tra presente e passato. Un bel film, a mio giudizio. Particolare. L'unico bocciato è il parrucchiere di Colin Farrell...

Asterix451

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Di mimmotron (del 26/09/2014 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 604 volte)
Titolo originale
House of Cards
Produzione
USA 2013
Episodi / Durata
26 / 55 Minuti

E' iniziata qualche giorno fa su SkyAtlantic la seconda stagione di House of cards (Il castello di carte, TdR). Io ho visto la prima e devo dire che l'ho trovata una serie controversa e di questa vi parlerò. Ho iniziato a seguirla quando ho saputo che il protagonista era il magistrale Kevin Spacey e posso tranquillamente affermare che, se vi piace l'intrigo politico, è sicuramente una serie da guardare.
Il personaggio di Spacey, Frank Underwood, viene caratterizzato nei primi 5 minuti della prima puntata, per cui non perdeteli! Cinico, spietato e amorale.
Come la moglie d'altronde, la splendida Robin Wright.
Frank Underwood è il capogruppo alla camera dei democratici, partito del presidente degli Stati Uniti in carica e dal suo ufficio dirige tutte le manovre politiche con ogni mezzo anche quelli illeciti. E qui arriva, secondo me, la parte controversa; ovvero va bene essere pronti a tutto, ma l'omicidio mi sembra un po' troppo. Non vi dico altro per non rovinarvi una serie che secondo me merita, ma anche all'interno della finzione cinematografica non si può accettare che...
Tutte le manovre politiche messe in atto da Underwood, sono originate dalla volonta di vendicarsi della delusione patita per non essere stato eletto segretario di Stato dal Presidente, dopo che questi aveva ottenuto la carica proprio per merito suo.
La trama nel suo complesso si svolge quasi unicamente su questo aspetto. Un altra cosa che mi è piaciuta molto è che il protagonista interloquisce, guardando in camera, direttamente con il telespettatore facendogli sapere cosa realmente pensa di cio che accade. Ascoltando un politico parlare è molto difficile che dica la verità, come ben sappiamo noi italiani!
Altro personaggio degno di nota all'interno di questa serie è sicuramente Zoe Barnes cronista freelance che si illude di potersi fidare di Frank Underwood, ma per capire questa mia affermazione dovrete vedere la prima puntata della seconda stagione. Anche qui, a mio giudizio, gli autori hanno esagerato.

mimmotron

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Di Namor (del 22/09/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 830 volte)
Titolo originale
Out of the Furnace
Produzione
USA 2013
Regia
Scott Cooper
Interpreti
Woody Harrelson, Christian Bale, Casey Affleck, Zoe Saldana, Sam Shepard.
Durata
116 Minuti

Russel Baze (Cristian Bale), vive a Braddock in Pennsylvania, da sempre patria di lavoratori siderurgici, ove anche lui svolge tale mansione nella fabbrica del posto. Egli è felicemente fidanzato con Lena (Zoe Saldana) ed è legato profondamente alla sua famiglia composta dal padre malato terminale, lo zio Red (Sam Sheppard) ed il fratello minore Rodney (Casey Affleck), reduce dell’Iraq e vera fonte di preoccupazione per via del suo temperamento.
Rodney, non ha voglia di lavorare in fabbrica come il fratello maggiore, lui per sopravvivere combatte in un giro di incontri clandestini e quasi sempre truccati. Il problema è che quando tocca a lui perdere, non ci sta, la sua indole ribelle non conosce la sconfitta e questo gli procura non pochi problemi con John Petty (Willem Dafoe), a cui deve una cospicua somma di denaro. Russel sa, del debito di suo fratello con John ed a sua insaputa cerca di aiutarlo finanziariamente come meglio può, elargendo di tanto in tanto del denaro all’amico allibratore ed è proprio dopo un incontro con il suo creditore che succede l’imprevedibile, una disgrazia inaspettata, gli farà scontare una pena di quattro anni di carcere.
Dopo aver estinto la pena e aver perso nel frattempo sia il padre che la sua donna ora fidanzata con lo Sceriffo Wesley (Forest Whitaker), Russel dovrà affrontare un altro grande problema, la scomparsa di suo fratello Rodney, il quale, per rimettersi in pari con John, ha preteso un combattimento più remunerativo in una zona montana del New Jersey, sede del pericoloso sociopatico Harlan DeGroat (Woody Harrelson) autore della loro sparizione. La lentezza della polizia, che non può intervenire subito per ragioni burocratiche, esaspera Russel che si mette subito in cerca del fratello, ma nei giorni a seguire la polizia gli comunica che Rodney è stato ritrovato assassinato. Russel ora ha un solo scopo, trovare l’assassino del fratello e vendicarlo.
Scott Cooper dirige e scrive insieme a B. Ingelsby il trhiller drammatico “Il Fuoco della Vendetta”, prodotto da Ridley Scot e Leonardo di Caprio, quest’ultimo ha dovuto rifiutare il ruolo di Russel (andato poi a Bale) per altri impegni lavorativi. Cast di elevato valore artistico, formato da ben due premi Oscar e quattro candidati agli Oscar Cristian Bale, Forest Withaker, Casey Affleck, Willem Dafoe, Woody Harrelson, Sam Sheppard e Zoe Saldana.
La pellicola, per le location è la sceneggiatura ricorda molto i grandi film USA degli anni 70/80, dove il protagonista non era una sorte di agente segreto come adesso, ma un uomo comune con i suoi problemi giornalieri. Anche la recitazione e i dialoghi sono improntati sul vecchio modo di fare cinema, un cinema che ha lasciato un impronta indelebile nella sua storia, ma che purtroppo al giorno d’oggi si fa sempre meno, perché ai botteghini non incassa quanto i titoli odierni, con largo uso di effetti speciali. Difatti il film, sia in patria che in Europ,a non ha rastrellato il dovuto che meritava, considerato il cast avrebbe dovuto fare incassi molto più elevati, ma il soggetto è quello che fa pendere l’ago della bilancia al giorno d’oggi e non gli attori.
A me il film è piaciuto, di conseguenza ne raccomando la visione a chi piace questo genere, invito ad astenersi invece a coloro che preferiscono titoli adrenalinici, visto che questo non lo è.

 Namor

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Di Angie (del 19/09/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 489 volte)
Titolo originale
Cha Cha Cha
Produzione
Italia 2013
Regia
Marco Risi
Interpreti
Luca Argentero, Eva Herzigova, Claudio Amendola, Pippo Delbono, Pietro Ragusa.
Durata
90 Minuti

Corso (Luca Argentero) e un ex poliziotto diventato ora un investigatore privato. Un giorno viene ingaggiato da Michelle (Eva Herzigova) una sua vecchia fiamma, ora sposata con un ricco e potente uomo, l’avvocato Argento (Pippo Del Bono).
La richiesta della sua cliente è quella di controllare suo figlio Tommy, il cui rapporto con lei è piuttosto difficile e scostante. Durante uno dei pedinamenti, Corso assiste ad un terribile incidente che coinvolge il ragazzo. Per la polizia tutto lascia pensare che si tratti di un incidente ma, l’ex poliziotto non ne è convinto e, sempre sotto incarico di Michelle, indaga sull’insolito episodio. Lo stesso giorno viene ritrovato il cadavere di un ingegnere che avrebbe dovuto dare il via all’appalto per un mega centro commerciale. I due avvenimenti sembrano molto lontani uno dall’altro ma non e così….
Ritorna sullo schermo a distanza di quattro anni Marco Risi, regista di “Fortapasc” e “Mery per sempre”, con “Cha Cha Cha”, un thriller ambientato in una Roma cupa e notturna, fatta di delinquenza , intrighi e corruzioni… tutte vicende non lontane dalla nostra realtà. Sotto questo bel titolo sarcastico e piuttosto insolito, Risi ci presenta un vero e proprio noir con tanto di investigatore privato, Corso, il protagonista del film. Questa figura del detective tenebroso, dal passato oscuro e con lo sguardo da duro che vorrebbe cambiare le cose (a mio parere), è stato ben interpretato da Luca Argentero. Bravo anche Claudio Amendola, dopo anni di tv, con i Cesaroni, fa ritorno al cinema con un ruolo da duro nei panni dell’ambiguo ispettore Torre.
A me personalmente questo film non mi è dispiaciuto affatto. Una storia triste ma intrigante, molto reale, per cui cattura l’attenzione dello spettatore. Trovo suggestive le ambientazioni che dipingono una Roma, città d’arte, sotto un aspetto oscuro e noir del crimine che, allo stesso tempo risulta anche intrigante e fascinosa.
E alla fine proprio sulle note di un bel “Cha Cha Cha“, la gente danza spensierata. Sarà forse un invito alla speranza che ci sia ancora uno spiraglio di salvezza per il nostro Paese!!!! Mah!! In attesa di tempi migliori, date un’occhiata a questo film che non è male!

Angie

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Di mimmotron (del 15/09/2014 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 531 volte)
Titolo originale
The Mentalist
Produzione
USA 2008
Episodi / Durata
138 Minuti / 45 Minuti

Ho già scritto di The Mentalist in un mio precedente post, oggi lo rifaccio poiché la serie si è conclusa dopo ben 138 puntate suddivise in sei stagioni.
The Mentalist è stata una delle tante serie poliziesche che si avvalgono di consulente, quindi non un agente effettivo, all'intorno di un determinato distretto di polizia nella ricerca del colpevole dei più svariati reati. In questo caso il sodalizio era nato dal fatto che Patrick Jane era interessato alla cattura di John Il Rosso, autore dell'efferato assassinio della sua famiglia, quindi in cambio di informazioni sullo stato delle indagini avrebbe aiutato l'agente Teresa Lisbon, capo della sezione omicidi.
Il metodo non convenzionale utilizzato da Jane, mentalismo e linguaggio del corpo etc. avevano suscitato il mio interesse, oltre alla bravura dell'attore stesso che lo interpretava.
Inutile dire che il feroce serial killer viene alla fine preso, ma solo all'inizio dell'ultima stagione, lasciando cosi agli autori il tempo di “sistemare” tutte le questioni in sospeso venutesi a creare precedentemente.
Altrettanto ovvio è asserire che questa serie mi è piaciuta molto e che continuo a suggerire a chi ama i polizieschi.

mimmotron

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Di Miryam (del 12/09/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 461 volte)
Titolo originale
Seeking Justice
Produzione
USA 2011
Regia
Roger Donaldson
Interpreti
Nicolas Cage, January Jones, Guy Pearce, Harold Perrineau, Jennifer Carpenter.
Durata
104 Minuti

Will Gerard ( Nicholas Cage), è un insegnante di lettere, felicemente sposato con Laura ( January Jones ), una musicista di successo. La coppia ha una normale vita domestica che ruota intorno a serate fuori, barbecue e al passatempo preferito di Will cioè le partite a scacchi con il preside della scuola. La loro serenità viene però bruscamente interrotta la notte in cui Laura, dopo aver lasciato lo studio di registrazione resta vittima di un violento stupro da un delinquente di poco conto. La notte stessa del ricovero, Will viene avvicinato da uno strano individuo, un certo Simon (Guy Pearce ) che gli offre la possibilità di farsi giustizia da solo in cambio di piccoli favori.
Per essere più convincente, Simon sottolinea il fatto che prima che la polizia riesca a risolvere il caso, passerebbe troppo tempo e inoltre sarebbe molto difficile per la moglie subire un processo che porterebbe a galla il ricordo di quella triste sera. Will subito resta titubante di quest’offerta, ma preso dallo sconforto per l’accaduto, accetta, infatti nel giro di poco, il criminale stupratore viene eliminato facendo passare il tutto come suicidio. Dopo alcuni mesi, Will riceve una telefonata dove lo stesso uomo con il quale aveva stretto il patto, gli chiede come d’accordo un favore, solo che poi diventano due, tre, fino a quando Will si rende conto di essere entrato in un giro dal quale non sarà tanto facile uscirne.
Roger Donaldson, già conosciuto per “Dante’s Peak” e “Specie Mortale”, è anche il regista di “Solo per Vendetta”.
La pellicola in se non è male, il tema della vendetta privata è già stata più volte trattata, anche se per me il miglior film resta sempre “Il giustiziere della notte” con il mitico Charles Bronson. Comunque, tornando a questo, l’ho trovato abbastanza interessante e anche coinvolgente ma solo nella prima metà del film, infatti nel suo proseguire, la situazione si capovolge ed è il nostro protagonista ad essere braccato e deve quindi cercare di smascherare i suoi nemici.
Tutto sommato anche se il finale è stato abbastanza scontato, resta un film guardabile, migliore di tanti altri se si pensa che è stato realizzato con un bassissimo budget. Nonostante ciò, la pellicola è stata molto criticata e non ha avuto un grande successo, basti pensare che ha ricevuto durante l’ edizione dei Razzie Awards 2012, una nomination come peggior attore protagonista a Nicholas Cage.

Miryam

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Di Namor (del 08/09/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 575 volte)
Titolo originale
Into the Storm
Produzione
USA 2014
Regia
Steven Quale
Interpreti
Richard Armitage, Sarah Wayne Callies, Matt Walsh, Alycia Debnam-Carey, Arlen Escarpeta.
Durata
89 Minuti
Trailer

Una squadra di cacciatori di Twister, intercettano quella che potrebbe sembrare la tempesta perfetta per le loro riprese televisive. La natura sta per sprigionare una serie di tornadi di elevata intensità su Silverton, una tranquilla cittadina dell’Oklahoma dove vivono il vedovo Gary (Richard Armitage) e i suoi due figli adolescenti Donnie e Trey.
L’arrivo degli uragani coglie di sorpresa tutta la città che inconsapevole e impreparata dovrà fronteggiare la catastrofe imminente. La formazione acchiappa cicloni ed il piccolo nucleo famigliare, dovranno fare fronte comune per affrontare e sopravvivere ad uno dei passaggi di uragani più distruttivi mai verificatosi prima.
Into the Storm” e diretto dal neo regista Steven Quale, storico collaboratore di J.Cameron e con una buona ventina di anni alle spalle nel mondo del cinema, spaziando come fotografia, montaggio ed effetti speciali lavorando presso la rinomata Industrial Light & Magic di George Lucas.
In effetti, il punto forte del film sono gli effetti speciali creati per dare credibilità alla forza devastatrice degli uragani durante il loro passaggio, cosa riuscita molto bene e dove la maggior parte del piccolo budget è stato speso per realizzare la pellicola. Il cast formato da attori di seconda serie svolge al meglio il loro operato, purtroppo basato su una sceneggiatura con ampie lacune narrative e di congruenza nello svolgimento di una tempesta del genere.
Un pop corn movie che si gusta bene al cinema per i suoi lodevoli effetti speciali, tralasciando come ho già detto prima la sceneggiatura poco curata.

Namor

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Di Angie (del 05/09/2014 @ 05:00:00, in libri, linkato 541 volte)
Titolo originale
Mary, Mary
Autore
James Patterson
Editore
Longanesi
Prima edizione
2009

Una tranquilla vacanza a Disneyland insieme ai figli è quello che ci vuole per il detective dell’FBI Alex Cross ma, la pace dura solo poche ore. Viene subito chiamato dal direttore dell’Agenzia perché si occupi di una catena di omicidi che avvengono tra i divi di Hollywood. L’ultima vittima ,la famosa attrice Atonia Shifnan è stata assassinata in modo barbaro da essere quasi irriconoscibile. Questa mano omicida che sembra non aver intenzione di fermarsi, si diverte a descrivere le proprie gesta in agghiaccianti e-mail inviati a un giornalista del Los Angeles Times firmate “Mary Smith”.
Ma chi è veramente Mary Smith? Una fan ossessionata? Un’attrice fallita? E soprattutto si tratta davvero di una donna, come molti indizi sembrano indicare? Oppure ha ragione l’intuito di Alex Cross che lo porterebbe a scartare questa ipotesi? Mentre gli omicidi si susseguono, così come pure emergono rompicapi, sorgono tensioni e contrasti tra l’ FBI e il Dipartimento di Polizia di Los Angeles e, Alex Cross, il grande detective, rischia di perdere una delle partite più difficili della sua carriera investigativa.
Sulle tracce di Mary” è il titolo del nuovo romanzo poliziesco dello scrittore statunitense James Patterson e, fa parte di una serie di romanzi sul detective Alex Cross (interpretato sul grande schermo da Morgan Freeman), dopo aver lasciato le “Donne del Club Omicidi”, protagonista del recente “Sesto Colpo”. Patterson vincitore nel 1977 del prestigioso premio Edgar per il miglior romanzo d’esordio (The Thomas Berry Man Number) e, da allora si è imposto come uno dei migliori autori di thriller.
La sua fama è legata in modo particolare al suo famoso personaggio Alex Cross, serie di maggior successo tradotta in 20 lingue ed è la più venduta negli Stati Uniti (25 milioni di copie) e, nel mondo (50 milioni di copie). Di questo autore non avevo avuto ancora l’occasione di leggere i suoi romanzi, essendo appassionata di thriller il titolo mi aveva destato molta curiosità Ho letto il libro come bere un bicchiere d’acqua.
A mio parere è venuta a mancare quella tensione che di solito accompagna il lettore dai primi capitoli fino al termine della lettura. La storia nasce un po’ in maniera banale, secondo la mia opinione “personale” pecca il modo in cui è scritto: troppo semplice, troppo schematizzato. Inoltre le vicende private di Alex Cross, che si sono intercalate durante la lettura, hanno smorzato un po’ quei pochi momenti di tensione che sembrava ravvivare la trama priva di interesse.
In parole povere trovo che come thriller sia stato poco avvincente e, (preciso che non conosco gli altri suoi romanzi) per un Patterson considerato uno dei maggiori autori di thriller più venduto al mondo non è stato certamente uno dei migliori!!

Angie

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Di Namor (del 01/09/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 510 volte)
Titolo originale
Hercules: The Thracian Wars
Produzione
USA 2014
Regia
Brett Ratner
Interpreti
Dwayne Johnson, Aksel Hennie, Rufus Sewell, Ian McShane, Joseph Fiennes.
Durata
98 Minuti
Trailer

Completate le 12 fatiche ed esiliato dalla sua città con l’infamante accusa di aver massacrato la sua famiglia, Ercole (Dwayne Johnson) ora è a capo di un manipolo di fidati e letali mercenari che vengono assoldati da Lord Cotys (John Hurt), per difendere la sua città dall’attacco delle forze armate dell’invasore Rhesus (Tobias Santelmann). Preso dalla compassione e dalla promessa di essere pagato a peso d’oro, Ercole e i suoi uomini accettano di difendere Cotys e i suoi sudditi. Una volta sceso in battaglia e sconfitto il nemico, Ercole si rende conto che non tutto quadra, così come lo sterminio della sua famiglia, che verrà ben presto vendicata.
Basato sulla graphic novel “Hercules: La guerra dei Traci” (Hercules) di Admira Wijaya e Steve Moore, “Hercules – Il Guerriero” diretto da Brett Ratner ed impersonato dal possente Samoano Dwayne Johnson, accantona l’Ercole prima maniera dei Peplum, interpretato dai Campioni culturisti come: Steve Reeves, Reg Park e Gordon Scott, per proporci un Ercole più umano che semi-dio, fatto anch’esso di carne, ossa e lati deboli.
Chi è affezionato (come me) al classico Ercole corredato di costumino e capigliatura con barba iconica, fa bene a resettare il tutto preparandosi al nuovo look più trasandato e somigliante ad un barbaro, stessa cosa per quanto riguarda il fisico, molto vicino a quello di Conan il Barbaro. In effetti Dwayne Johnson è l’erede in tutto e per tutto del mitico Arnold Schwarzenegger, fisicità e carisma non gli mancano anche se é ben lontano dallo standard dell’ex Terminator austriaco. Il film non è malvagio, ma neanche soddisfacente come dovrebbe.
Il cast fa il suo dovere mettendosi a disposizione di Johnson, alternandosi discretamente sia nei momenti di furore che in quelli comici. Unica nota stonata la partecipazione macchiettistica di Joseph Fiennes nei panni del villain Re Euristeo, truccato e imparruccato come il ridicolo presentatore di “Hunger Game” Caesar Flickerman, impersonato dal bravissimo caratterista Stanley Tucci.
Il 3D leggermente migliorato grazie a qualche lancia proiettata verso lo schermo, ma ben lontano da vvffcome dovrebbe essere, se potete scegliere optate tranquillamente per la versione HD e risparmiate per il prossimo film, i soldi mal investiti per questo tridimensionale.

Namor

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Di slovo (del 01/08/2014 @ 05:00:00, in redazione, linkato 658 volte)
image by slovo

La Redazione di Blogbuster augura a tutti Buone Vacanze
Le recensioni riprenderanno il 1° settembre
A presto!

: - D : - D : - D

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Di Angie (del 28/07/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 824 volte)
Titolo originale
Anonimo Veneziano
Produzione
Italia 1970
Regia
Enrico Maria Salerno
Interpreti
Florinda Bolkan, Tony Musante, Toti Dal Monte, Brizio Montinaro, Giuseppe Bella.
Durata
94 Minuti

E da poco scomparso (Novembre 2013 all’età di 77 anni) il grande attore italo americano Anthony Peter “Tony Musante”, uno dei volti più intensi del cinema degli anni settanta.
Dei suoi innumerevoli film e serie tv da lui interpreti, ricordo in modo particolare un film di cui fu protagonista con la giovanissima e seducente Florinda Bolkan, il film in questione era “Anonimo Veneziano", diretto da Enrico Maria Salerno. Pellicola cult degli anni settanta, che fece piangere il grande pubblico raggiungendo la stellare cifra di 3 miliardi di incasso.
Enrico (Tony Musante) è un oboista della Fenice di Venezia che non è riuscito a realizzare il suo sogno: quello di diventare un grande direttore d’orchestra. Dopo aver appreso di essere gravemente ammalato, decide di rivedere la sua ex moglie, Valeria, e la invita a Venezia. La donna che si è rifatta una vita, accetta e giunge in questa città lagunare. In un primo momento Valeria, è diffidente nei confronti dell’ex marito ma, ben presto si ricrede. Si ritrova insieme a lui a girovagare in una Venezia splendida ma, malinconica, decadente e, alternando furiosi diverbi a teneri momenti, rivivono i bei tempi trascorsi insieme. Attraverso gli scorci di questa Venezia solitaria e nebbiosa, Valeria si accorge che questo amore per quanto rinnegato e conflittuale verso l’ex marito, è ancora immenso.
Chi non ricorda Musante con i suoi segni distintivi: un neo sulla gota sinistra, un folto casco di ricci bruni e uno sguardo da ragazzaccio!! Fu lanciato in Italia da Dario Argento con la pellicola d’esordio”L’uccello dalle Piume di Cristallo”(1970) e, “Metti una Sera a Cena” di Giuseppe Patroni Griffi. Con la serie tv “Toma” ebbe grande successo negli Usa, come interprete del detective del New Jersey. Ultima sua apparizione fu nella fiction su canale 5 con “Pupetta- il coraggio e la passione” dove interpretava il ruolo del boss della Camorra, Don Luigi Vitello. Come al solito, forse, mi sono lasciata un po’ andare a raccontare la storia.
Comunque chi non l’avesse ancora visto e fosse invogliato, scoprite personalmente questa pellicola che, non è sicuramente allegra ma, terribilmente umana e vera. Nonostante a distanza di anni rivedere il film mi ha di nuovo emozionato, del resto i temi di cui tratta (amore,ricordi, morte) a chi non può toccare il cuore!? A mio parere è un gran bel film sulla vita, le sue contraddizioni e la sua drammaticità: il tutto con due interpretazioni memorabili. Una stupenda colonna sonora di Stelvio Cipriani e, uno sfondo di una città nella sua disperazione ed esangue bellezza.
Come commemorare la scomparsa di questo grande attore? Sicuramente nel visionare questa stupenda pellicola!

Angie

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Di Miryam (del 25/07/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 721 volte)
Titolo originale
Bollenti spiriti
Produzione
Italia 1981
Regia
Giorgio Capitani
Interpreti
Johnny Dorelli, Gloria Guida, Lia Tanzi, Alessandro Haber.
Durata
98 Minuti

Il conte Giovanni degli Uberti (Johnny Dorelli ), è un nobile che sta per avere un crack finanziario in quanto indebitato fino al collo per vari insuccessi imprenditoriali.
Nemmeno il suo fido avvocato Vittorio ( Alessandro Haber ) non sa che pesci prendere per salvare qualche bene visto che i creditori gli stanno portando via tutto. Ecco però che arriva una sorpresa inaspettata, Giovanni ha ereditato un castello, non solo, c’è pronta pure un’immobiliare svizzera che vuole acquistare il tutto per due miliardi di lire per poter trasformare il castello in un lussuoso albergo.
C’è un problema, non è l’unico erede, c’è una certa Marta ( Gloria Guida ), l’infermiera che ha assistito e curato lo zio negli ultimi mesi di vita, alla quale spetta il dieci per cento della vendita. A questo punto il nostro Giovanni insieme all’avvocato deve cercare di escogitare qualcosa per accaparrarsi quel dieci per cento al fine di non avere vincoli e poter così vendere il tutto. I problemi però non sono finiti qui, nel castello si aggira Guiscardo (logicamente sempre interpretato da Dorelli), un fantasma balbuziente parente e sosia di Giovanni, questi, da secoli vaga per le infinite stanze del castello alla ricerca di una donna, perché su di lui pesa una maledizione inflittagli da suo padre, cioè solo dopo aver fatto l’amore con una fanciulla, lui potrà finalmente trovare la pace dell’eternità e quindi sparire dal castello.
Giovanni, a questo punto per poter entrare in possesso dell’intera eredità, si vede suo malgrado a fare i conti con l’infermiera Marta, con il focoso cugino Guiscardo e con un castello zeppo di trabocchetti, porte girevoli, botole improvvise, e come se tutto ciò non bastasse, l’imprenditore svizzero altro non è che il marito della sua amante Nicole ( Lia Tanzi ), una donna nevrotica e gelosa che lo vuole per sé a tutti i costi.
Con tutte queste controversie, riuscirà Giovanni a concludere l’affare e a sistemarsi finanziariamente una volta per tutte?
Bollenti spiriti” film diretto da Giorgio Capitani nel lontano 1981, di “bollente” ha solo il titolo, infatti è una divertente commedia fatta di equivoci che non cadono mai nel volgare. Troviamo un giovane Dorelli che interpreta egregiamente due ruoli, un simpatico cast di attori come Haber qui in uno dei suoi primi ruoli di rilievo, e che dire della Guida? Sempre vestita ma comunque bella da vedere.
Ho visto questa pellicola al cinema più di trent’anni fa… poi una sera quasi per caso la trasmettevano su uno dei tanti canali del digitale, non ho resistito e l’ho rivista volentieri, se qualcuno di voi non l’avesse mai visionata e ha voglia di farsi due risate senza troppe pretese….
Beh sono novanta minuti spensierati!!

Miryam

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Di Namor (del 21/07/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1138 volte)
Titolo originale
La mafia uccide solo d'estate
Produzione
Italia 2013
Regia
Pif
Interpreti
Cristiana Capotondi, Pif, Ginevra Antona, Alex Bisconti, Claudio Gioé.
Durata
Minuti 90

Arturo, fin dalle elementari ha due insanabili passioni, l’Onorevole Giulio Andreotti del quale colleziona maniacalmente articoli e foto e la sua nuova compagna di scuola Flora, una bellissima ragazzina appena trasferitasi con la famiglia a Palermo. L’idolatria di Arturo verso Andreotti si esaurisce con il raggiungimento dell’età adulta, mentre quella per Flora, rimane intatta, nonostante il suo futuro trasferimento in un’altra città. Un amore mai compiuto il suo, fin quando, parecchi anni dopo la rivede per motivi di lavoro; lui è un giornalista locale, mentre lei è la segretaria personale niente di meno che, del politico e sindacalista Pio La Torre. Tra i due, dopo le varie incomprensioni di natura lavorativa e non, sboccerà il più forte dei sentimenti, nato quando andavano a scuola nei primi anni 80 è protratto fino ai primi anni 90, periodo nel quale la strategia stragista della mafia, fece trucidare integerrimi funzionari dello stato, dediti a combattere cosa nostra.
La mafia uccide solo d’estate” è l’opera prima alla regia di PIF, meglio conosciuto come Pierfrancesco Diliberto, scrittore, conduttore e autore televisivo di buon successo. Il suo esordio su grande schermo nella triplici vesti di regista, sceneggiatore e attore, (come testimonia i numerosi premi vinti ai vari festival) é più che positivo, anzi io lo definirei sicuramente eccellente.
PIF con questo film ha saputo toccare un tema tanto doloroso quanto ignobile come gli eccidi di mafia, con una delicatezza è una ironia mai esagerata e fuori dal comune, ci si diverte è allo stesso tempo ci si sofferma a pensare alle persone che sono cadute per mano della mafia, troppo presto dimenticate e poco celebrate dalle nostre istituzioni.
A mio parere questo è il più bel film italiano dell’anno da vedere fino ai titoli finali, in cui vengono mostrati i luoghi delle stragi con targhe e monumenti ai caduti e le foto con gli articoli dei giornali del tempo.
Intelligente (come tutto il film) anche il titolo scelto, per nulla banale o stabilito per attirare pubblico nelle sale… se voi andate a vedere le date in cui sono cadute gran parte delle vittime di cosa nostra, vedrete che appartengono quasi tutte a mesi estivi.
Chiudo facendo i miei meritati complimenti a PIF, per aver realizzato un’opera prima tanto poetica quanto originale.

Namor

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Di Asterix451 (del 17/07/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 729 volte)
Titolo originale
Sucker Punch
Produzione
USA - Canada 2011
Regia
Zack Snyder
Interpreti
Emily Browning, Abbie Cornish, Jena Malone, Vanessa Hudgens, Jamie Chung.
Durata
105 Minuti

Anni ’50. Baby Doll (Emily Browning) è una ragazza orfana, molto bella.
Per proteggere la sorellina minore da un patrigno violento e desideroso di impossessarsi della loro eredità, non esita a sparagli contro con una pistola: sfortunatamente, è troppo sconvolta per fare centro e il patrigno riesce ad uccidere la più piccola; poi, l’uomo telefona alla Polizia e la denuncia. La ragazza finisce così alla Lennox House, un manicomio femminile gestito da uno staff corrotto e senza scrupoli: d’accordo con Blue (Oscar Isaacs), il capo degli infermieri, il patrigno di Baby Doll cerca di assicurarsi l’impunità pagando perché la ragazza venga lobotomizzata. Accadrà tra cinque giorni, il tempo che le resta per trovare una via di fuga.
All’interno della struttura, la Dottoressa Gorsky (Carla Gugino) cura le pazienti inducendole a rappresentare su di un palcoscenico le situazioni che hanno provocato i loro traumi psicologici, in quello che chiamano “il Teatro”. Quando Baby Doll assiste a questa pratica, sprofonda in una sorta di trance: qui, i fatti vengono rielaborati in modo fantastico e allucinatorio, pur mantenendo il filo con la realtà parallela del manicomio.
Si ritrova così nella rappresentazione di un bordello gestito da Blue, a ballare per essere scelta da clienti che pagano per i loro favori. Guidata dalla proiezione del suo inconscio, un vecchio saggio che le mette a disposizione un piano di fuga e le armi per realizzarlo, Baby Doll scoprirà quanto possa essere forte il potere della sua mente: le basterà questo, per salvarsi?
Seconda pellicola di Zack Snyder, il visionario regista di “Watchmen” e “300”, scritto e prodotto insieme alla moglie con l’idea di realizzare un “300” al femminile, ambientato in un inconscio visionario. Le attrici, sottoposte ad un addestramento intensivo di pesi, arti marziali e maneggio delle armi da fuoco, sono catapultate in combattimenti forsennati ogni volta che Baby Doll danza. Il cinema di Snyder focalizza sul dettaglio e la musica ha un ruolo chiave, con arrangiamenti di canzoni già famose. Il prologo iniziale, sulle note di “Sweet Dreams” degli Eurithmics, forse svela il riferimento al nome del manicomio: Lennox House, come la celebre voce del gruppo. Lo stile registico ricorda quello dei Fratelli Wachowski, ma non è sostenuto dalla stessa profondità di concetti e psicologia dei personaggi.
Dal punto di vista visivo “Sucker Punch” è un film immenso, pervaso da una certa sensualità mai volgare. La coreografia dei combattimenti è impeccabile ed esaltante, l’azione non molla mai. Le attrici sono brave, belle e cattive, guidate dal saggio Scott Glenn: tuttavia, la critica lo ha stroncato per la mancanza di spessore, arrivando a definirlo una sorta di videogioco fine soltanto alle suggestioni visive.
Io lo considero un film incredibile per molti aspetti, che manca di poco il bersaglio: data la particolarità della storia, potrebbe non piacere affatto… o esaltare comunque. Credo ci sia un ingarbuglio di trama sul finale, anche se la storia si capisce (cosa ci fa Scott Glenn al volante del bus?). Penso anche che lo spettatore dovesse essere aiutato maggiormente a distinguere le realtà parallele che Baby Doll vive, con piccoli accorgimenti dello sceneggiatore.
Io l’ho apprezzato davvero alla seconda visione. Secondo me, se la trama interessa vale la pena di tentare: questo è un film che regala ben più di una emozione.

Asterix451

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Di mimmotron (del 14/07/2014 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 808 volte)
Titolo originale
Continuum
Produzione
Canada 2012
Episodi / Durata
12 / 45 Minuti

Riproporre la recensione di una serie tv, la terza in questo caso, già perfettamente segnalata da Angie un anno fa potrebbe sembrare un semplice esercizio, ma non è il caso di Continuum. Gli autori sono infatti riusciti dove, in altre serie, secondo me, hanno fallito in molti e cioè ad usare sapientemente la cosi detta “macchina del tempo”.
Gli stessi sono i protagonisti e gli antagonisti ed anche gli obiettivi di ciascuna fazione, ma tornare in dietro nel tempo, fosse anche solo per una settimana, stravolgerà(?) sicuramente il futuro ed anche la serie stessa. Ma proprio qui sta il bello ed in parte anche la novità.
Non voglio dirvi molto sugli avvenimenti per non togliervi il piacere che ho avuto io nel vedere come si evolvevano le scene. Vi dirò solo che si aggiungeranno alla lotta alcuni nuovi protagonisti e che la visione manichea che ha Kira del mondo e della società verrà profondamente stravolta!

mimmotron

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