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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Angie (del 11/07/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 772 volte)
Titolo originale
Hummingbird
Produzione
USA _ Gran Bretagna 2013
Regia
Steven Knight
Interpreti
Jason Statham, Agata Buzek, Vicky McClure, Benedict Wong, David Bradley
Durata
100 Minuti

Joey Smith (Jason Statham) un ex soldato delle forze speciali in fuga da un traumatico e burrascoso passato militare in Afghanistan. Giudicato colpevole per aver ucciso degli afgani innocenti, solo per pura vendetta e, per sfuggire alla Corte Marziale, Joey è costretto a vivere nei bassifondi londinesi come vagabondo insieme alla sua migliore amica Isabel (una prostituta), che è l’unico essere umano con cui abbia scambiato affetto dopo la carriera da soldato.
Questo suo modo di vivere è per lui come una autopunizione per ciò che ha commesso. Una notte per seminare dei balordi che lo aggrediscono, s’intrufola in un lussuoso appartamento il cui proprietario è fuori città per lavoro e per un lungo periodo. Da qui il miraggio e l’opportunità per Joey di una nuova vita. Si ripulisce, indossa nuovi vestiti e inizia a cercare lavoro e a reinserirsi nella società. Trova subito posto in un ristorante cinese, dove poi verrà scelto come buttafuori da un boss della mafia di Soho, inizia così la sua carriera da gangster, ma senza dimenticare i suoi vecchi amici di strada. Joey vuole salvare e portare via da quell’ambiente la sua amica Isabel, e per farlo si rivolge a Suor Cristina, conosciuta alla mensa dei vagabondi, anche lei bisognosa di redimersi come Joey. Dalle ricerche fatte per ritrovarla dopo essere scomparsa, si scopre che purtroppo la ragazza è stata uccisa. Smith si ritrova di nuovo di fronte al dover prendere una decisione: farsi giustizia da solo o no? E se lo farà, riuscirà poi a trovare un modo per redimersi e cominciare a vivere da brav’uomo?
Scritto e diretto dal regista inglese Steven Knight (conosciuto per le scenografie di “Piccoli Affari Sporchi” e “La Promessa Dell’Assassino”) approda sugli schermi con “Redemption - Identità Nascoste”. Un thriller d’azione e di sentimenti, dove vediamo come protagonista l’attore britannico Jason Statham, che riflette sugli errori umani e punta tutto sulla possibilità di riuscire nuovamente a riconquistarsi un posto nel mondo.
Devo dire bravo al protagonista Jason che, ha sempre interpretato ruoli da vero “macho” duro e cazzuto, qui lo vediamo anche nelle vesti di un uomo distrutto e ormai al capolinea. Certo chi si aspetta di vedere un thriller di pura azione alla Jason Statham, forse rimarrà un po’ deluso. Sicuramente sarà una pellicola destinata ad essere dimenticata in fretta, contrariamente alle altre più quotate di Statham, abituato a vederlo in piena azione nelle sua performance più muscolari.
Comunque a mio avviso è un bel film, gradevole e con qualche discreta sequenza d’azione, senza troppe sparatorie ed inseguimenti (come piace alla sottoscritta).

Angie

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Di Miryam (del 07/07/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 799 volte)
Titolo originale
Colpi di fortuna
Produzione
Italia 2013
Regia
Neri Parenti
Interpreti
Christian De Sica, Pasquale Petrolo, Claudio Gregori, Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu.
Durata
Minuti 90

Il film si dipana in tre episodi che hanno in comune la fortuna o la …sfortuna, infatti nel primo ci sono due amici o meglio colleghi di lavoro, Mario (Luca Bizzarri) e Piero (Paolo Kessisoglu), che lavorano presso una compagnia di navigazione e sognano di poter avere una barca tutta loro. Piero è innamorato di Barbara (Fatima Trotta) cassiera del bar-tabacchi che si trova sul porto, pur di vederla, compra sigarette anche se non fuma e quando Barbara passa al gioco del lotto, ecco che Piero gioca con i soldi di Mario, una combinazione assurda che però esce. Il problema è che dopo aver saputo che Barbara ha un altro uomo, Piero, distrutto dal dolore si ubriaca e passa una “notte da leoni”, logicamente al risveglio, non si ricorda più nulla, nemmeno dove ha messo il biglietto vincente, inizia così un susseguirsi di cose per cercare di fargli tornare la memoria.
Il secondo episodio vede come protagonista, Gabriele Brunelli, interpretato dal mitico Christian De Sica, che qui veste i panni di un imprenditore tessile alquanto superstizioso e terrorizzato dalla sfortuna, il fatto è che sta per concludere un importante affare con una ditta mongola e si vede costretto suo malgrado a servirsi di un traduttore, un certo Bernardo Fossa (Francesco Mandelli), che è il classico porta sfiga, quindi ogni cosa che va male è sempre per colpa sua.
Infine nel terzo e ultimo episodio, troviamo Felice (Lillo), ex ballerino della Carrà della quale si vanta sempre, ora però, è solo un semplice insegnante di danza. Un giorno, riceve una telefonata da un notaio che gli annuncia una grossa eredità lasciatagli dal padre, il problema è che i soldi sono pochi, ma in compenso eredita un fratello, Walter (Greg), un tipo strano con delle fobie e manie assurde che danno vita a situazioni imbarazzanti e nello stesso tempo divertenti. Come avete capito, tutti e tre gli episodi partono dalla sfortuna, ma si concludono sempre con un lieto fine molto fortunato e inaspettato.
Artefici di questa divertente commedia, sono Neri Parenti e De Laurentis, che vengono anche stavolta affiancati da Alessandro Bencivenni e Domenico Saverni che ne firmano la sceneggiatura. Questa volta è di scena la fortuna invece che l’amore come per “Colpi di fulmine”girato nel 2012. Il divertimento non manca e nemmeno le risate, anche se secondo me sono stati più divertenti il secondo e il terzo, un po’ per De Sica che non delude mai in quanto imbattibile nel suo genere, e per l’originale tema che è stato trattato con Lillo e Greg.
Nel complesso comunque la pellicola si può definire come una piacevole commedia, dove tra gobbi, cornetti e soprattutto equivoci vari, si riesce a trascorrere novanta minuti in allegria.

Miryam

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Di Namor (del 04/07/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 822 volte)
Titolo originale
Edge of Tomorrow
Produzione
USA 2014
Regia
Doug Liman
Interpreti
Tom Cruise, Emily Blunt, Bill Paxton, Brendan Gleeson, Jonas Armstrong.
Durata
113 Minuti
Trailer

La Terra è sotto il poderoso attacco dei Mimics: una potente razza aliena che vuole sterminare il genere umano per impossessarsi del nostro pianeta. Il tenente William Cage (Tom Cruise), viene reclutato per andare in prima linea sulle coste francesi, ove si terrà una cruenta e massiccia campagna contro gli invasori. Sorpreso per essere stato scelto per tale mansione, l’impaurito tenente che non ha nessuna esperienza sul campo di battaglia, rifiuta più volte l’ordine di aggregarsi ai suoi commilitoni. Dopo aver minacciato e provato a ricattare inutilmente il Generale Brigham (Brendan Gleeson), Cage si risveglia ammanettato e senza gradi al campo di addestramento per essere mandato in battaglia il giorno seguente. Accolto con grande scetticismo e con l’infamante etichetta di disertore e spione, Cage dovrà misurarsi in una nuova realtà a cui non è abituato: indossare una speciale armatura denominata esoscheletro e fronteggiare il nemico a viso aperto sul campo di battaglia.
Pochi minuti di conflitto è Cage, inevitabilmente muore sotto il fuoco nemico… Ma la cosa sensazionale è che dopo la sua morte si risveglia nuovamente ammanettato al campo di addestramento, per poi rivivere la stessa identica giornata, fino alla sua prossima uccisione. La ripetizione dell’evento fa entrare Cage in contatto con la soldatessa delle forze speciali Rita Wratasky (Emily Blunt), l’unica persona in grado di spiegargli l’incredibile evento di rivivere incessantemente la stessa giornata, visto che anche lei ha vissuto la stessa esperienza. Un loop temporale dovuto al contatto col sangue di un Mimics prima di morire.. questo è quello che sta vivendo il Tenente Cage. Tale evento è frutto dell’Omega, un’organo extraterrestre in grado di prevenire e modificare le strategie delle forze armate terrestri per poi sconfiggerle. I giorni si ripetono incessanti fino a fortificare il nostro eroe, che dovrà elaborare come annientare l’Omega per vincere l’ardua battaglia contro gli invasori.
Tratto dal romanzo “All You Need is Kill” di Hiroshi Sakurazaka, “The Edge of Tomorrow – Senza Domani” è diretto dal bravo regista Doug Liman, già autore di "The Bourne Identity" e "Mr. & Mrs. Smith" .
Ottimo film con un Tom Cruise sugli scudi, coadiuvato da una credibile e brava Emily Blunt, un fantascientifico thriller con una valida e solida sceneggiatura, ove gli effetti speciali ben misurati e realizzati dal premio Oscar Nick Davis non la fanno da padroni. Eccellente anche il sonoro e la musica che ben accompagna i vari momenti emotivi del film, il primo ad essere realizzato presso i maestosi studi londinesi Leavesden Studios della Warner Bros, gli stessi dove han girato l’intera saga di Harry Potter.
Se apprezzate il genere e siete degli estimatori (come me) del grande Tom Cruise, non perdetevi assolutamente questo lodevole titolo… i soldi del biglietto sono ben spesi!

Namor

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Di Andy (del 30/06/2014 @ 05:00:00, in musica, linkato 1346 volte)
Artista
Toto
Titolo
35th Anniversary Tour-Live in Poland
Anno
2014
Label
 

Devo dire che sono stato per un po’ a digiuno musicale, diciamo così, uno di quei periodi che non ti piace niente, ti sembra tutto già sentito e nel nuovo non trovi niente che ti ispiri. Ma quando trovi il “vecchio” che si rinnova splendidamente è il massimo, ed è il caso di questo blu-ray dvd live dei Toto, “35th Anniversary Tour-Live in Poland”, tratto dall’ennesimo tour di una delle band che io preferisco in assoluto e che nasce appunto la bellezza di trentacinque anni fa, anche se devo dire che non sembra, perché il pop rock di Lukather e compagni, si ascolta sempre molto volentieri; la loro bravura indiscutibile, sta anche nel suonare le canzoni nel modo più fresco e divertente possibile.
Doveroso presentare subito la formazione che, secondo me, è ottima: chitarra e voce ovviamente Steve “Luke”Lukather, batteria Simon Phillips, anche lui nella band da più di vent’anni dopo la dipartita del compianto Jeff Porcaro, David Paich, piano, tastiere e voce; laleadvocal spetta al bravissimo Joseph Williams, che sostituisce Bobby Kimball e che aveva già lavorato con i nostri, poi un altro grande ritorno, Steve Porcaro alle tastiere,che aveva suonato nei primissimi dischi, fratello di Jeff e Mike e poi, al basso, nientemeno che Mister Nathan East, che, insomma, sappiamo chi è (Clapton, Collins e molti altri) e che secondo me, coi Toto ci sta a meraviglia. I Toto hanno cambiato formazione diverse volte negli ultimi anni, ma questa mi piace molto; la trovo più essenziale ed efficace, rispetto ad altre e sembra che il gruppo abbia ritrovato i giusti groove ed energia, a cominciare da una stupenda versione di “Africa”, una canzone leggendaria eseguita qui egregiamente, con gli ottimi coristi e una grandissima parte finale in cui Nathan fa cantare il pubblico su dei vocalizzi bellissimi, un’atmosfera davvero magica.
Molto bella “Stop lovingyou”, cantata molto bene da Williams, che si dimostra anche un buon front-man e a cui va data una grossa parte di merito in questa nuova iniezione di carica e poi il solo di batteria di Simon sul finale, sul riff di “Bad” di Michael Jackson è spettacolare. Poi troviamo il grande classico “Hold the line”, dove purtroppo si sente la mancanza di Kimball alla voce, ma nell’insieme, con l’inserimento della corista, rimane sempre un gran pezzo, come “Rosanna”, un’altra canzone mitica impreziosita dal grande piano di Paich. Favolosa “Wings of time”, cantata da “Luke” e dedicata a Jeff e Mike Porcaro e in cui Steve, nel finale si dimostra una volta di più, uno dei più grandi chitarristi esistenti, con un solo di tre minuti da brividi, sostenuto da un granitico Nathan East dal tocco magico. Ottima versione anche per “Pamela”, con il grande basso slap di Nathan e i bellissimi cori; super l’improvvisazione jazz fusion di Paich col piano, che porta tutta la band ad un finale in crescendo, che musica!!.
Ci sono altri grandi brani come “Hydra”, “On the run” ecc. Insomma, due ore di grande musica da sentire e vedere ottimamente, insieme ad un gruppo che non dimostra per niente i suoi trentacinque splendidi anni..Buona musica!

Andy

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Di Angie (del 27/06/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 923 volte)
Titolo originale
The Cassandra Crossing
Produzione
Gran Bretagna - Germania - Italia 1976
Regia
George Pan Cosmatos
Interpreti
Richard Harris, Sophia Loren, Ingrid Thulin, Burt Lancaster, Martin Sheen.
Durata
125 Minuti

Sembra un qualsiasi treno in viaggio per l’Europa, ma in uno dei suoi vagoni si annida una minaccia mortale. Un pericoloso terrorista svedese a fallito il suo tentativo di far saltare una struttura ospedaliera dell’Organizzazione Mondiale a Ginevra, dove vengono studiati dei nuovi virus.. ora si trova a bordo del treno.
Durante l’ intrusione nel laboratorio il terrorista ha contrato un virus letale e pericoloso per gli ignari passeggeri del convoglio. Il morbo rischia di diffondersi, infatti, alcuni passeggeri sul treno cominciano a sentirsi male, le autorità americane per non far estendere il virus al di fuori del treno, cercano di farlo deviare verso un campo di quarantena situato in Polonia.
La decisione delle autorità è inquietante: un colonnello americano dei servizi segreti , Stephen Mackenzie (Burt Lancaster), prende in mano la situazione e decide di sacrificare tutti i passeggeri per evitare la diffusione dell’agente patogeno, facendo precipitare il convoglio su u n ponte pericolante: il Cassandra Crossing. Sul convoglio, però, viaggia un celebre medico, il dottor Jonathan Chamberlain (Richard Harris), che intuisce il tragico piano di Mackenzie. Il Professore aiutato dalla moglie e da alcuni passeggeri cercherà di portare in salvo almeno una parte dei viaggiatori.
Prodotto da Carlo Ponti “Cassandra Crossing” è un action-movie girato in Europa e diretto dal regista di origine italiana George Pan Cosmatos, tratto dal romanzo di Robert Katz, interamente ambientato su un treno in corsa attraverso l’ Europa. Non ricordavo questo film degli anni settanta, mi è capitato sotto mano per caso è attratta dal cast non mi sono lasciata scappare l’occasione di darci un’occhiata. Un bel film con un tema avvincente, anche se non molto originale, ma a quell’epoca fece egregiamente il suo grande effetto. La tensione non manca, una bella sceneggiatura che riesce a creare un perfetto mix di azione e di intrigo con piccole e simpatiche sfumature romantiche. Una splendida fotografia e costumi molti curati.
Cast eccellente (a mio parere), Richard Harris e Sophia Loren sono molto bravi e convincenti nei loro ruoli, come pure la grande performance di Burt Lancaster, qui in un ruolo ambiguo ben interpretato del colonnello Mackenzie. L’unico personaggio che non mi è piaciuto (sempre una mia opinione personale) è stato quello di Ava Gardner, lo trovata una figura banalmente superflua.. la solita donna ricca attempata che dà poca credibilità e superficialità alla storia. Chi non l’avesse ancora visto o dimenticato come me, lo consiglio, tratta argomenti che nonostante a distanza di 30 anni sono ancora più che mai attuali.
Comunque anche se a volte non vengono considerati dei grandi capolavori, queste sono sempre pellicole che emozionano e si rivedono sempre volentieri.

Angie

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Di Asterix451 (del 23/06/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 823 volte)
Titolo originale
Scott Pilgrim vs. The World
Produzione
USA - Canada - Gran Bretagna 2010
Regia
Edgar Wright
Interpreti
Michael Cera, Mary Elizabeth Winstead, Kieran Culkin, Chris Evans, Anna Kendrick.
Durata
112 Minuti

Scott Pilgrim (Michael Cera)vive nella moderna Toronto. Ha da poco finito il liceo e cerca di riprendersi dalla fine della sua storia d'amore con Natalie: per farlo si consola platonicamente con Knives Chau, una ragazzina più giovane che stravede per lui. Scott suona il basso nella band dei Sex Bob-omb e condivide l'affitto con Wallace (Kieran Kulkin), un ragazzo gay che è un po' la voce della sua coscienza.
A vederlo così, Scott Pilgrim sembra l'ultimo degli sfigati. La musica e Knives (Ellen Wong) mantengono in piedi la sua illusione di normalità, sino a quando comincia a sognare di uno strano deserto, dove gli appare una misteriosa ragazza con i capelli colorati: quando la incontra per davvero in un negozio della sua città, si convince che sia quella giusta per lui. Si chiama Ramona (Mary Elizabeth Winstead)e consegna prodotti acquistati online da una nota azienda. Dopo aver tentato un pessimo approccio ad una festa, lui si procura una seconda occasione ordinando uno dei suoi prodotti: così, Ramona dovrà presentarsi a casa sua per la consegna.
Contro ogni pronostico, il piano riesce e Scott le strappa un appuntamento... il ragazzo è felice, ma non sa ancora che per stare con lei dovrà scontrarsi con la “Lega dei Sette Malvagi Ex”, messa in piedi dal perfido Gideon (Jason Schwartzman). Uno dopo l'altro, se le daranno come i personaggi di Tekken sino all'ultima, fatale combo. Edgar Wright (“L'alba dei morti dementi”) gira con estro e fantasia una pellicola surreale che si giudica senza mezze misure: con ammirazione o repulsione totale. All'inizio sembra un guazzabuglio di commedia adolescenziale sospesa tra videogioco e fumetto, con una parvenza “socialmente rappresentativa” che racconta della diversità a tuttotondo, dall'omosessualità alla cultura etnica. Poco dopo, però, la storia comincia a coinvolgere grazie all'umorismo e alla genialità di alcune trovate: i combattimenti di Pilgrim (che ha “le physique du fromage”) sono sorprendenti per la fantasia degli effetti speciali e la raffinatezza delle coreografie. Spesso queste sfide con i “Malvagi Ex” si svolgono al ritmo di un rock esaltante, lo stesso dei vari concerti a cui partecipano i Sex Bob-omb. Insomma... il film mi ha sorpreso. Gli attori sono adeguati ai ruoli non facili di una commedia surreale, con scene di combattimento impegnative. Pochi nomi noti da noi, tranne Chris Evans e Kieran Kulkin, che non sembra completamente a suo agio nel ruolo gay. A voler bestemmiare, “Scott Pilgrim” ricorda vagamente il cinema dei Fratelli Cohen ed è tratto dall'omonimo fumetto di Bryan Lee O'Malley. Poco distribuito in Italia, è stato un flop di incassi, ma negli ambienti di nicchia è divenuto un “cult” (premiato con 2 Satellite Awards).
Il film è una parabola sui paradossi delle relazioni sentimentali, in un contesto visionario che attinge dal mondo dei fumetti, dei videogiochi e della fantascienza, della musica e delle arti marziali: una sorta di “caciucco” che vale la cena, a patto che si amino i singoli ingredienti e la cucina di fantasia. Diversamente, non perdete tempo e passate oltre: come dicevo, se non è ammirazione è repulsione...

Asterix451

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Di Namor (del 20/06/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 918 volte)
Titolo originale
3 Days to Kill
Produzione
USA 2014
Regia
McG
Interpreti
Kevin Costner, Amber Heard, Hailee Steinfeld, Connie Nielsen, Tómas Lemarquis.
Durata
117 Minuti

Dopo essere stato ricoverato per accertamenti clinici dovuti ad una deflagrazione di un ordigno esplosivo durante una missione per catturare il pericoloso terrorista The Wolf, l’agente Ethan (Kevin Costner) scopre di avere un tumore in fase terminale che gli lascia ancora pochi mesi di vita. Scosso dall’esito avverso, Ethan lascia l’F.B.I. per ricongiungersi alla sua ex famiglia trascurata obbligatoriamente per motivi di “sicurezza”.
L’ex moglie Cristine (Connie Nelsen) vive a Parigi con la figlia Zooey (Hailee Stainfeld), ormai grande e cresciuta senza di lui. Ricongiungersi con loro non sarà facile per Ethan, la figlia lo odia per averla abbandonata e la moglie non si fida di lui per ovvi motivi. La chance per riallacciare i rapporti con Zoe, gli viene offerta dalla sua ex moglie che deve partire per motivi di lavoro, lasciandogli in custodia la figlia dopo aver saputo della sua malattia. Nel frattempo che Ethan mette a frutto i suoi enormi e pazienti sforzi per recupere il difficile rapporto con la figlia, la sexy agente della C.I.A. Vivi (Amber Heard) lo ingaggia per eliminare The Wolf (Richard Sammel), visto che solo lui è a conoscenza della sua vera identità.
Humour e azione si fondono con buona sufficienza in questa discreta pellicola scritta da Luc Besson e Adi Hasak, a dirigerla è il regista americano McG.
Dopo la crisi di mezza età che colpisce gran parte delle stelle del cinema, il buon Kevin Costner prova a rilanciarsi per una seconda giovinezza artistica scegliendo la vivace penna di Besson e Hasak, autori dello script di “3 Days to Kill”.
Il film è gradevole così come la performance di Costner che avrebbe bisogno di perdere una decina di chili per essere al top come una volta. La presenza scenica e la recitazione non si discutono, ma vedere lui con la pancetta e il gonfiore sottomento non fa un bell’effetto…. Un gap che si può tranquillamente recuperare grazie ad un buon personal trainer e tanta buona volontà per allenarsi.
Se pensiamo che l’ultimo titolo degno di nota (Thirteen Days) di questo grande attore è datato 2000, lo si può capire benissimo che Hollywood non perdona i cambiamenti fisici  ed espressivi del viso troppo radicali… speriamo in bene per il mitico Kevin, rivederlo nuovamente in auge non mi dispiacerebbe affatto.

Namor

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Di Miryam (del 16/06/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 730 volte)
Titolo originale
The Nut Job
Produzione
USA - Canada 2014
Regia
Peter Lepeniotis
Interpreti
Will Arnett, Robert Tinkler, Brendan Fraser, Katherine Heigl, Liam Neeson
Durata
Minuti 90

New York anni ’50, Spocchia, uno scoiattolo ribelle e alquanto egoista, è intenzionato con il suo fedele amico topo Buddy, a derubare un intero carretto di noccioline, purtroppo però la cosa non finisce bene, anzi, per colpa delle sue maldestre azioni, causa l’intera distruzione delle provviste per l’inverno nel parco dove vivono tutti gli altri piccoli roditori.
Così il saggio procione Racoon, che è anche il leader del gruppo, scaccia via Spocchia e cerca di trovare una soluzione per procacciare di nuovo il cibo per tutta la stagione invernale, per fare ciò, ingaggia Vanesio scoiattolo un po’ tonto, e la dolce Andie.
Nel frattempo il nostro amico Spocchia, ha adocchiato nientemeno che Noceland, un intero negozio di noccioline, ma quelle leccornie fanno gola anche a tutti gli abitanti del parco, così anche se a malincuore, si vede costretto a unire le forze con Andie e Vanesio, tra litigi e compromessi cercano di attuare un piano per rubare il tutto non sapendo però che quell’esercizio commerciale funziona come copertura per un gruppo di malviventi che stanno progettando di svaligiare il caveau della banca situata di fronte. Così questi due “colpacci”, si andranno ad incrociare con risvolti e finali alquanto divertenti e bizzarri.
Peter Lepeniotis, regista di “Nut Job-Operazione noccioline”, ha vent’anni di esperienza nel campo dell’animazione, infatti ha lavorato per la Disney, la Pixar e con questo film si è addentrato nel lungometraggio infatti la pellicola si basa sul cortometraggio “Spocchia lo scoiattolo” del 2005. Il film è divertente e mette in risalto il grande valore dell’amicizia, infatti, questo impertinente scoiattolo che pensa solo a se stesso e non gli importa nulla degli altri, si deve man mano ricredere fino ad arrivare a capire che in fondo dividere qualcosa o tutto con gli amici, porta sempre qualcosa di buono e di inaspettato.
Non si può certo paragonare questa pellicola di animazione con altre, come per esempio “la gang del bosco” alla quale il film cerca più volte di far riferimento, però questo ribelle scoiattolino che si rivela più volte pure antipatico, riesce comunque a strappare qualche risata non solo ai più piccini ma anche al pubblico adulto, tant’è vero che ci sarà pure un seguito dal titolo” The Nut Job 2” che dovrebbe uscire nel Gennaio del 2015… aspetteremo, nel frattempo consiglio la visione di questo.

Miryam

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Di Angie (del 09/06/2014 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 872 volte)
Titolo originale
Da Vinci's Demons
Produzione
USA - Regno Unito 2013
Episodi / Durata
8 / 60 Minuti

Brillante artista, scienziato, sognatore, idealista, abile spadaccino e seduttore.
Ecco come ci viene presentato Leonardo Da Vinci (il grande genio dell’umanità che noi tutti conosciamo per le sue splendide opere che arricchiscono i musei di tutto il mondo), in questa serie tv “Da Vincin’s Demons”, ambientata nel periodo Rinascimentale in una Firenze tormentata da giochi di potere che vedono protagonisti la famiglia dei “Medici”, ovvero i più temuti e potenti signori di Firenze.
Leonardo (interpretato da Tom Riley),e un ragazzo venticinquenne che entra a far parte della cerchia politica del tempo e, grazie alla sua intelligenza fuori dal comune, colpisce in positivo Lorenzo Il Magnifico, che lo assume come ingegnere militare. Sotto sua esplicita commissione, il giovane genio progetta strumenti meccanici di guerra per la difesa della città. Ma il vero obbiettivo di Leonardo è insito nella sua ricerca del “Libro delle Lamine”(informato di tale esistenza da un misterioso uomo chiamato “Il Turco”), dove vengono celati cupi segreti su un possibile legame del genio ad una setta esoterica dei Figli Di Mitra. Questo culto misterioso potrebbe essere forse l’unico modo per scoprire di più sulla sua origine e soprattutto di ritrovare sua madre (di cui non ricorda il suo volto) che lo abbandonò in modo misterioso subito dopo la nascita.
“Da Vincin’s Demons” è una serie televisiva statunitense di genere storico-fantasy, creata da David S.Goyer, ideatore della trilogia de “Il Cavaliere Oscuro” e “Blade”. La serie, anche se ambientata nell’Italia del XV secolo, è stata girata interamente in Galles e, racconta gli anni giovanili di Leonardo Da Vinci, meno conosciuti quando soggiornava alla Corte dei Medici, periodo in cui la violenza, il complotto e la sopraffazione erano in primo piano.
Sembrerà un po’ strano trovarci di fronte a un Leonardo non come lo abbiamo conosciuto sui libri di scuola ma, come ce lo presenta Goyer: un giovane scavezzacollo, un supereroe e affascinante amatore ma, anche molto fragile nella sua umanità nella lotta con sé stesso e con il potere del suo tempo. E così che David avendo poche informazioni sugli anni della giovinezza del celebre inventore, lo immagina e realizza in questo modo un historial-fantasy, usando le poche nozioni basi della Storia del Rinascimento Italiano ma, riadattandole ad un contesto più fantasioso, intrecciando la vita del protagonista a misteri e complotti. La prima stagione si dirama in otto puntat , ognuna di 50 minuti circa. Vedere il personaggio che noi abbiamo conosciuto a scuola, modernizzato e anche molto simpatico con questo suo animo ribelle, è un’occasione , a mio parere, di vivere alcuni dei sui eventi più memorabili in maniera più avvincente e coinvolgente. Devo dire che la giusta dose di fantasy data ad una storia di per sé affascinante, ha reso la serie molto interessante e piacevole a vedersi. Buono il cast e molto belle le ambientazioni, con gli scorci di Firenze abbellita di quei tempi dall’arte. Per l’alto indice di ascolti è stata prevista la seconda stagione che e già in onda. Chissà quali altri misteri si celano nella vita di questo bizzarro personaggio! Vedremo…
Le puntate, come ho già detto, sono solo otto, per cui non è eccessivamente impegnativo. Vi consiglio, se lo avete sotto mano, di visionarla, trascorrerete una mezz’ora e più di relax e vi divertirete a vedere questo stravagante ed inedito Leonardo! Buona visione.

Angie

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Di Namor (del 04/06/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 711 volte)
Titolo originale
Godzilla
Produzione
USA 2014
Regia
Gareth Edwards
Interpreti
Aaron Johnson, Ken Watanabe, Elizabeth Olsen, Juliette Binoche, Sally Hawkins.
Durata
123 Minuti
Trailer

Sono passati sessant’anni dalla sua prima apparizione e il suo terrificante ruggito continua tuttora ad imperversare nelle sale cinematografiche di tutto il globo, richiamando al suo interno ancora intere generazioni di spettatori.
Godzilla creato nel 1954 dalla Toho Co. LTD, vanta al suo attivo una trentina di titoli catalogati in tre ere: Showa 1954–1975, Heisei 1984-1995, Millennium 2000-2004, più il “Godzilla” di Emmerich del 1998.
Non c’è che dire, Il carismatico lucertolone radioattivo emana ancora fascino, questo sia che venga in veste di distruttore o di salvatore della Terra, non fa differenza Godzilla oramai è diventato un cult a cui è difficile rinunciare ogni qual volta fa la sua apparizione su grande schermo.
La sinossi inizia sull’isola Janjira, con un terrificante terremoto che rade al suolo la sua centrale nucleare. Al suo interno perde la vita la dottoressa Brody (Juliette Binoche), il tutto sotto gli occhi inermi del marito anch’esso impiegato nella centrale. A distanza di quindici anni le avvisaglie dello stesso terremoto si fanno risentire e, il Dott. Brody (Bryan Craston) che d’allora non si da pace per la morte della moglie, cerca di avvisare inutilmente le istituzioni che la stessa tragedia di allora si sta per ripetere. Dopo essere arrestato per aver violato un territorio invalicabile, gli va in soccorso il figlio Ford (Aaron Johnson)divenuto nel frattempo un eccellente artificiere dell’esercito americano. Il ritrovamento di un fossile preistorico da parte del professor Serizawa (Ken Watanabe), è la causa dei terremoti che han devastato l’oasi anni addietro, poiché si tratta di un mostro radioattivo che sta per ritornare alla vita per deporre le sue uova insieme al suo compagno, causando ogni sorte di distruzione per cibarsi di materiale radioattivo durante il loro viaggio. A soccorrere l’umanità ci pensa lui… Il mitico Godzilla!
Diretto dal regista Gareth Edwards, “Godzilla” si ripresenta in veste di buono, compiendo l’ennesimo salvataggio (e non c’era neanche da dubitarne)del pianeta e dei suoi abitanti. Il film come logico che sia è imperniato sul suo protagonista radioattivo, tanto è vero che degli attori più famosi chiamati a recitare, solo due riescono a vedere il trionfo di Godzilla. Visto che la Binoche dopo appena cinque minuti si congeda, seguita da Cranston poco più di trenta minuti di buon effetto. Mentre Watanabe e Johnson, arrivano a tagliare tranquillamente il nastro di arrivo dopo varie peripezie. Impressionante la metamorfosi di Johnson: magrolino in “Kick Ass” e supermuscoloso in questa pellicola.
Alla critica è piaciuta questa nuova versione di Godzilla, a me, a parte la scenografia ben realizzata e gli effetti speciali ottimamente elaborati dalla WETA (gli stessi degli effetti speciali della trilogia del “Signore degli Anelli) non mi ha entusiasmato più di tanto. Compreso il 3D, uno dei più brutti ed inutili mai visti fino adesso.

Namor

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Di Miryam (del 30/05/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 2033 volte)
Titolo originale
Devil's Knot
Produzione
USA 2013
Regia
Atom Egoyan
Interpreti
Reese Witherspoon, Colin Firth, James Hamrick, Seth Meriwether, Dane DeHaan
Durata
114 Minuti

Arkansas, precisamente nella cittadina di West Memphis, nel pomeriggio del 5 Maggio 1993, tre bambini di otto anni, Steve Branch, Christopher Byers e Michael Moore, usciti come ogni giorno per andare in bicicletta nelle tranquille vie cittadine, scompaiono senza lasciare traccia.
Dopo numerose ricerche, il giorno dopo la sparizione, la polizia locale, nelle torbide acque del torrente vicino al bosco di Robin Hood, trova i corpi nudi, seviziati, picchiati violentemente e legati mani e polsi alle caviglie con le stringhe delle loro scarpe.
A prima vista tutto fa pensare a qualcosa di satanico appartenente ad una setta e tutto ciò prende una svolta decisiva quando un ragazzo di diciassette anni, Jessie Misskelley ( Kristopher Higgins ), con dei gravi problemi mentali, dopo ore e ore di interrogatorio, confessa il crimine accusando anche di complicità altri due giovani, Damien Echols ( James Hamrick) di diciotto anni e Jason Baldwin ( Seth Meriwether ) di sedici.
Poco dopo il giovane Jassie cerca di ritrattare il tutto ma ormai è troppo tardi, l’intera comunità di West Memphis si è convinta della loro colpevolezza come se volesse cercare un colpevole a tutti i costi per ristabilire l’ordine e tornare alla normalità, così anche se in assenza di prove concrete, i ragazzi vengono condannati alla pena capitale.
A nutrire seri dubbi su questa tesi, è l’investigatore privato Ron Lax ( Colin Firth ) e la madre di uno dei bimbi uccisi, Pamela Hobbs ( Reese Witherspoon ), entrambi hanno il sospetto che non tutto sia andato come appare e che si nasconda invece una verità ancora più terribile.
Il canadese Atom Egoyan è il regista del film “ Devil’s Knot- fino a prova contraria”, pellicola basata su una storia vera raccontata da Mara Leveritt nel libro “ Devil’ Knot The True Story of the West Memphis Three”.
Nel complesso il film non è affatto male anche se parte con un ritmo incalzante per finire poi per perdersi nelle aule di tribunale in quanto diventa un po’ ripetitivo. Per quanto riguarda invece l’interpretazione degli attori, beh sono rimasta un po’ delusa da Firth, mi aspettavo di più visto le sue ottime performance in altri film, mentre invece i miei complimenti vanno all’esordiente James Hamrick, interpreta il ruolo di Damien in modo molto coinvolgente con le sue fredde espressioni. Concludendo, è un film diviso in due parti, una ti incolla alla sedia per tutta la sua durata, l’altra però, ti lascia l’amaro in bocca perché sempre di storia vera si tratta, un errore giudiziario dove tre bambini innocenti hanno perso la vita in maniera a dir poco agghiacciante, ma non bisogna dimenticare che tre ragazzi hanno scontato diciotto anni di galera, certo sono usciti con un accordo extragiudiziale, ma il brutto è che ancora adesso non si sa se sono stati veramente colpevoli.

 Miryam

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Di Angie (del 26/05/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1196 volte)
Titolo originale
47 Ronin
Produzione
USA 2013
Regia
Carl Rinsch
Interpreti
Keanu Reeves, Hiroyuki Sanada, Tadanobu Asano, Rinko Kikuchi, Kô Shibasaki.
Durata
118 Minuti

Un bambino di nome Kai smarritosi nella foresta , viene trovato da un gruppo di samurai e dal loro Signore Asano (Min Tanaka), un feudatario che regna nel villaggio di Ako. Accolto nei suoi domini, il giovane, chiamato “mezzosangue” in quanto non è un giapponese, vive e cresce indesiderato da tutti ma, ben voluto dal Signore Asano e da Mika (Koshibasak), sua figlia con cui ha un’amicizia speciale. Kai (Keanu Reeves) assiste ad una lotta la cui vittima sarà proprio Asano, accusato di tentato omicidio dello Shogun e, quindi obbligato (come la loro legge impone) ad un suicidio per riparare al proprio onore.
E cosi che un gruppo di samurai, precisamente, 47 (detti Ronin – senza padrone) il cui leader è Oiski (Hiroyuki Sanada), decidono di vendicare l’onore del loro padrone scomparso, ben consci che questo significherà per loro una condanna a morte secondo il codice samurai.
A loro si unirà, nonostante alcune ritrosie iniziali anche Kai, da anni innamorato segretamente di Mika. Dal più tramandato racconto proveniente dall’ antico Giappone, nasce questo epico fantasy d’avventura ”47 Ronin”, diretto da Carl Rinsch, di cui Keanu Reeves è il protagonista nella parte di Kai. La storia epica di onore, lealtà e coraggio, realmente accaduta, è ispirata al leggendario sacrificio di un gruppo di samurai, i 47 ronin che vollero vendicare il loro maestro ingiustamente assassinato da un miserabile usurpatore. Nel Giappone del Diciottesimo secolo una legge puniva con la morte tutti coloro che osavano far scorrere il sangue entro le mura della città imperiale. Asano, giovane guerriero coraggioso e intransigente trasgredendo la regola, sguainò la spada contro alle provocazioni del Ministro dei Riti, Kira. Questo gesto gli costò la condanna a morte. I suoi vassalli da allora giurarono vendetta per il loro Signore.
Questa storia è giunta fino a noi grazie alla testimonianza dell’unico guerriero più giovane lasciato in vita e onorare degnamente il valore e l’eroismo dei suoi compagni. Questi 47 Ronin , entrati nella leggenda, divennero degli eroi per il popolo, simbolo di lealtà, coraggio e onore. Ancora oggi le 47 tombe che si trovano nel tempio di Sengakuji a Tokyo è meta di pellegrinaggio.
Devo dire che il film mi è piaciuto molto, i suoi 118 minuti di durata sono scivolati rapidi senza accorgermene. Non credevo, anche perché non sono molto appassionata a questo generedi pellicole riguardante le lotte giapponesi. Invece questa fantasy-storico, con un pizzico di Love-story, a mio avviso, ha reso la trama molto più interessante e coinvolgente.
E una classica pellicola d’action con magie, incantesimi, creature mostruose e tradimenti che può piacere a un pubblico femminile forse, (ahimè !) un po’ meno allo spettatore maschile abituato a vedere più azione e combattimenti spietati , come uso nei film giapponesi.

Angie

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Di Asterix451 (del 22/05/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1234 volte)
Titolo originale
La belle & la bête
Produzione
Francia - Germania 2014
Regia
Christophe Gans
Interpreti
Vincent Cassel, Léa Seydoux, André Dussollier, Eduardo Noriega, Myriam Charleins.
Durata
110 Minuti

Francia, fine 1800.
Monsieur de Beauffremont (Andrè Dussollier) è un ricco esportatore di merci, vedovo e padre di sei figli, tre maschi e tre femmine: di queste, la dolce Belle sembra essere la prediletta (Lèa Seydoux) per il suo carattere e l'attitudine alla semplicità. Proprio il suo rapporto preferenziale con il padre attira l'invidia degli altri figli, soprattutto le sorelle.
Un ritratto familiare tipico borghese, insomma... sino al giorno in cui una tempesta disperde un prezioso carico che manda la famiglia sul lastrico.
Per rimettersi in sesto si trasferiscono nella dimora di campagna, dove tutti patiscono l'umiltà, ad eccezione di Belle: il suo rapporto con la terra è in armonia con il suo spirito, molto meglio dell'artificiosa Società in cui i suoi fratelli cercano di mettersi in mostra e sistemarsi.
Tuttavia, sembra che la fortuna giri dalla loro: non solo viene ritrovato uno dei carichi perduti durante la tempesta, ma di ritorno dalla città Monsieur de Beauffremont si imbatte in un misterioso castello, apparentemente abbandonato. All'interno vi trova ogni genere di cibo e ricchezza: un messaggio dice che può prendere ciò che desidera... e l'uomo obbedisce. Quando riprende la via di casa, però, una bellissima rosa nel parco attira la sua attenzione: è proprio ciò che Belle desiderava in regalo... deve coglierla. Invece, il cespuglio nasconde qualcuno che promette di ucciderlo, per quell'oltraggio: “Una rosa per una Vita”, gli sussurra. E' un mostro (Vincent Cassel), che ucciderà tutta la sua famiglia se l'uomo non farà ritorno il giorno dopo. Ma Belle, sentendosi causa di quella sciagura, decide di assumersene la responsabilità e tornare lei, dalla Bestia...
“La Bella e la Bestia” è una novella antica, proposta con diverse trame da vari Autori. E' arrivata al cinema per la prima volta nel 1945, fino alla Disney, che l'ha “ammorbidita” per una visione allargata a tutta la famiglia.
Christophe Gans (originario di Antibes e ammiratore dei cinema italiano di Dario Argento e Mario Bava) ha già dimostrato di saper trattare la suspance e la suggestione con l'eleganza di pastose fotografie, un senso estetico tipicamente francese e una regia minuziosa, mai disordinata, ricca di forza. Senza “pretendere troppo” dalle sue trame, garantisce grande coinvolgimento visivo anche dal punto di vista della seduzione, per il gusto di tutti (si pensi ai precedenti “Crying Freeman”, “Il Patto dei Lupi”, “Silent Hill”).
“La Bella e la Bestia” di Gans è romantico e seduttivo, ma non è moscio. Il leone Vincent Cassel è feroce, ma giusto, e Lea Seydoux non cerca di amarlo mielosamente, come nelle favolette. Insieme ci trascinano alla scoperta del loro castello magico, in compagnia di mansuete creature imprigionate in una bolla di malinconica magia. Si potrebbe andare avanti in eterno, forse, senza riuscire a cancellare la vendetta atroce che l'ha condannato, se un giorno uomini senza scrupoli non si presentassero ai suoi cancelli: allora dovranno dovranno combattere tutti, guardando in faccia la morte in un finale incredibile. Uno scontro tra giganti, letteralmente, filmato con una gigante regia.
Una bella favola, non adatta ai più piccoli, per una certa cruenza durante alcune scene.

Asterix451

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Di Miryam (del 19/05/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1326 volte)
Titolo originale
Captain Phillips
Produzione
USA 2013
Regia
Paul Greengrass
Interpreti
Tom Hanks, Barkhad Abdi, Barkhad Abdirahman, Faysal Ahmed, Mahat M. Ali.
Durata
134 Minuti

Il film racconta la vera storia di Richard Phillips (Tom Hanks), comandante della nave mercantile statunitense Maersk Alabama, dirottata nell’Aprile 2009 per mano di quattro pirati somali con la presa in ostaggio dello stesso capitano.
Facciamo un passo indietro per raccontare come si sono svolti i fatti.
Il 28 Marzo 2009, Phillips lascia la moglie e i figli nel Vermont e parte per una spedizione umanitaria al largo del Corno d’ Africa per il programma alimentare mondiale, infatti il 1° Aprile con venti membri di equipaggio, salpa dal porto di Salah alla volta di Bombasa in Kenya per distribuire cibo alle popolazioni del terzo mondo. In acque extraterritoriali però il bastimento viene attaccato da quattro pirati somali armati e pronti a tutto. A questo punto il comandante Phillips dopo aver informato dell’emergenza la UK Maritime Trade Operation di Dubai, cerca invano con degli idranti di non far salire a bordo i terroristi che però riescono ad agganciarsi alla scala della nave e quindi a salire; altro non resta ormai al capitano di offrirsi come ostaggio al gruppo somalo comandati da Abduwali Muse ( Barkhad Abdi ) con la speranza che arrivino presto i soccorsi attraverso l’SOS lanciato da lui in precedenza. Infatti dopo tre giorni e tre notti in balia dei delinquenti, visto che nessuna trattativa è servita per il suo rilascio, la situazione si risolve grazie all’intervento dei cecchini americani della Navy Seal.
Paul Greengrass, regista del film, è stato dichiarato uno dei migliori registi di action movies degli ultimi tempi, ricordiamo per esempio la trilogia di Bourne, Green Zone, anch’io mi unisco a questi commenti positivi in quanto ha diretto magistralmente questa pellicola carica di tensione, adrenalina per tutta la sua durata. Ottima la scelta dell’attore Tom Hanks, su questo sono un po’ di parte in quanto lo reputo uno dei migliori attori americani se non il migliore, in quanto capace di interpretare sempre al meglio qualsiasi ruolo gli venga assegnato (infatti non mi sono mai persa un suo film). I miei complimenti vanno anche all’interpretazione di Barkhad Abdi che è stato veramente all’altezza del suo compito.
Molto toccante l’ultima scena del film, un comandante ormai giunto alla fine di quel terribile incubo, stanco, provato e irriconoscibile, in stato di shock che non riesce a smettere di ringraziare tutte le squadre di soccorso con quel filo di voce rimasto. Il film si rifà proprio all’autobiografia scritta da Phillips nel libro “ Il dovere di un capitano” redatta dopo tre mesi del suo rientro in mare avvenuto il 25 Luglio 2010.
Non ci sono parole per descrivere l’emozione che ho provato nel visionare questa pellicola, tutto perfetto dall’inizio alla fine, peccato e mi dispiace molto che nonostante abbia avuto sei nomination all’Oscar non ne abbia ricevuta una, solo una cosa mi resta da dire… guardatelo se non l’avete già fatto. Merita!!

Miryam

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Di Namor (del 13/05/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 984 volte)
Titolo originale
Lovelace
Produzione
USA 2013
Regia
Rob Epstein, Jeffrey Friedman
Interpreti
Amanda Seyfried, Peter Sarsgaard, Hank Azaria, Adam Brody, Bobby CannavaleJames Franco, Debi Mazar, Chris Noth, Robert Patrick, Eric Roberts, Chloë Sevigny, Sharon Stone, Juno Temple, Wes Bentley.
Durata
92 Minuti

Il biopic “Lovelace” ci mostra la tortuosa odissea subita da Linda Susan Boreman, quando appena ventitreenne col nome d’arte di Linda Lovelace, passò alla storia per essere stata la prima pornodiva a sdoganare nelle sale cinematografiche il genere porno.
La pellicola in questione è la famosa “Gola Profonda”, girato nel 1972 con un costo di appena 25.000 dollari, questo cult incassò nel tempo la bellezza 700 milioni di dollari, diventando uno dei titoli con maggior plusvalenza di sempre.
Alla protagonista andarono solo 1.250 dollari e di questi non ne vide neanche uno, visto che li prese tutti il marito Chuck Traynor, un vile parassita che sfruttò viscidamente la particolare qualità nel praticare il fellatio della moglie. Caratteristica che ne fece una diva indiscussa del settore, il tutto dietro alle percosse e le minacce di morte che subiva periodicamente dall’ignobile marito. Questo fino a quando lei lo lasciò per poi risposarsi e vivere una vita più serena, ripudiando a sorpresa il genere hard e diventando una accanita sostenitrice del movimento femminista.
Il film e privo di scene di sesso, tutto quello che si vede di nudo sono solo un paio di tette della protagonista in più scene, invece sono molteplici le scene di violenza che il personaggio principale subisce a più riprese dal marito per costringerla a fare quello che lei non vorrebbe (almeno così dice la storia).
Il cast è molto ricco, oltre ai protagonisti Amanda Seyfred nei panni di Linda Lovelace e Peter Sarsgaard nella parte del marito pappone Chuck Traynor, vi partecipano anche una irriconoscibile Sharon Stone e Robert Patrick nei genitori di Linda, James Franco in quelli del fondatore di PlayBoy Hugh Efner, Eric Roberts e Adam Brody, più altri volti noti di alcuni film o serie televisive di grande successo.
A dodici anno dalla sua scomparsa per un incidente stradale, la Lovelace viene immolata in una pellicola che si potrebbe definire un manifesto contro la violenza alle donne, in cui finalmente non viene evidenziata solo la sua particolare dote, ma quello che ha dovuto subire per mostrarla.
Se la protagonista non fosse stato un personaggio realmente esisto e di grande attrattiva come la Lovelace, difficilmente questa pellicola avrebbe avuto un posto assicurato nelle uscite del grande circuito cinematografico, gli attori sono bravi, ma a parer mio manca quel tocco in più riguardo la sceneggiatura e la regia, per essere considerata una buona opera.

 Namor

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