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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Asterix451 (del 21/03/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 827 volte)
Titolo originale
Iron Sky
Produzione
Finlandia, Germania, Gran Bretagna 2010
Regia
Timo Vuorensola
Interpreti
Julia Dietze, Gotz Otto, Christopher Kirby, Tilo Prückner, Stephanie Paul
Durata
93 Minuti

Anno 2018. Sulla Luna approda la spedizione spaziale americana con un team di astronauti sopra le righe, tra i quali il fotomodello di colore George Washington (Christopher Kirby). Quella che comincia con un facile allunaggio sembra una spedizione di routine, per consolidare l'immagine di un'America esteta ed arrivista; ben presto, però, la situazione precipita di fronte ad una clamorosa scoperta.
Sulla parte oscura della Luna, infatti, i Nazisti hanno costituito una colonia dove proseguire gli studi sugli armamenti conservando intatto il gene della stirpe ariana: caduti nell'imboscata di una sentinella, solo George Washington viene catturato e condotto all'interno della base.
L'unico modo per aver salva la vita è quello di farsi "sbiancare" e convertirsi al culto nazista: su consiglio di una giovane maestra di scuola, Renata (Julia Dietz), si finge un collaborazionista e fornisce dettagli sugli equilibri geopolitici attuali della Terra direttamente a Klaus Adler (Gotz Otto), il delfino dell'anziano Fuhrer, che sta progettando un golpe per salire al potere.
Solo a Renata (promessa controvoglia a Klaus), George tenterà di svelare ciò che davvero è accaduto durante il regime nazista di Hitler, al punto che lei si unirà alla missione di ritorno su terra che dovrà precedere un'invasione in forze dal cielo degli Stati Uniti. A dare l'input per ultimare un'arma dalle potenzialità micidiali, sarà il telefonino cellulare del fotomodello di colore appena "sbiancato", scatenando così una vera offensiva.
Il finlandese Timo Vuorensola esordisce alla regia di un lungometraggio cinematografico con un film comico d'azione e fantascienza che non è affatto un guazzabuglio, dopo aver diretto numerosi videoclip musicali e parodie di altri film. Ammetto di aver sottovalutato Iron Sky: pensavo fosse un film demenziale che trasferiva nello spazio la leggendaria "Base 211", costruita dai Nazisti nei ghiacci antartici e mai (ufficialmente) ritrovata; mi sono ricreduto e divertito, invece, con un film ben girato molto attento a fare satira politica sfruttando citazioni ed ammiccamenti ad altre pellicole famose, da "Il Grande Dittatore" a "Hitler la Caduta", passando per chissà quante altre.
Interessante il ritratto di un'America fondata solo ed esclusivamente sull'apparenza, con due ruoli femminili al vetriolo ed una serie di battute taglienti ed impietose sugli usi e costumi di una società statunitense che ormai è del solo apparire, dal punto di vista dei nazisti che (paradossalmente) riescono a sembrare più civili!
Finale d'azione di buon livello, con effetti speciali decorosi. Per me, un buon film… e per gustare una doppia parodia prima della visione, si può dare un'occhiata ad un certo ridoppiaggio su Youtube: "Hitler che si incazza con Skettino, quando viene a sapere della Concordia"…

Asterix451

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Di Miryam (del 17/03/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 642 volte)
Titolo originale
Did You Hear About the Morgans?
Produzione
USA 2009
Regia
Marc Lawrence
Interpreti
Hugh Grant, Sarah Jessica Parker, Sam Elliott, Mary Steenburgen, Elisabeth Moss.
Durata
103 Minuti

New York, l’avvocato Paul Morgan ( Hugh Grant ) e l’agente immobiliare Meryl Morgan ( Jessica Parker ), sono ormai una coppia con un matrimonio che purtroppo sta andando alla deriva per colpa del fatto che non riescono ad avere bambini e anche per l’infedeltà del marito.
Paul, che si sente logicamente in colpa per aver tradito la moglie, riesce a farsi perdonare, per lo meno ci prova, invitando a cena fuori la sua consorte.
Purtroppo quella sera assistono ad un omicidio e vengono quindi inseriti dall’ FBI in un programma di protezione testimoni, costringendo così la nostra coppia a lasciare New York e tutti i loro programmi di lavoro, per giungere in una cittadina del Wyoming, per l’esattezza Ray, fino a quando non venga arrestato il killer per poi dare loro una nuova identità.
Giunti a Rey con un nuovo cognome, infatti da ora in poi si chiamano coniugi Foster, ai nostri malcapitati, attende una nuova vita, non certo frenetica come nella loro metropoli, ma in un luogo un po’ dimenticato da Dio, costretti a vivere in mezzo alla natura a contatto con gli orsi, legna da spaccare e l’unico divertimento… il tiro al bersaglio o footing nel bosco.
Inoltre devono abitare in un casolare assieme ad una simpatica coppia Clay Wheeler (Sam Elliott) e sua moglie Emma (Mary Steenburgen), i quali per lavoro danno esilio appunto ai testimoni dell’FBI.
Nel frattempo in questa solitudine, i due coniugi cominciano a parlarsi confessandosi le proprie colpe e insicurezze, cercando così di trovare quella serenità perduta nella speranza di diventare Genitori, visto che avevano fatto domanda di adozione. Purtroppo però il pericolo è in agguato perché il killer attraverso una telefonata intercettata fatta imprudentemente da Meryl, riesce a localizzarli e mettersi quindi sulle loro tracce.
Regista di “Che fine hanno fatto i Morgan” è Mark Lawrence, già autore con Hugh Grant di “ Two weeks notice” e” Scrivimi una canzone”. Certo questa pellicola non credo sarà una commedia da ricordare facilmente in quanto tratta il classico tema scontato e banale, però le battute divertenti di questa coppia azzeccata di attori non mancano! Fanno trascorrere agli spettatori un’ ora e mezza di allegria. Una particolare attenzione va data a Sam Elliot e a Mery Steenburgen, i quali hanno saputo dare al film quel qualcosa in più, arricchendo le battute dei nostri protagonisti.
Tutto sommato resta una pellicola godibile consigliata magari a tutti gli appassionati della commedia romantica con il classico finale… e vissero tutti felice e contenti!!

Miryam

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Di Angie (del 14/03/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 689 volte)
Titolo originale
The Kid
Produzione
USA 1921
Regia
Charles Chaplin
Interpreti
Charles Chaplin, Jackie Coogan, Carl Miller, Edna Purviance, Tom Wilson.
Durata
83 Minuti

Charlot (Charlie Chaplin, secondo nome Spencer), la grande stella del cinema muto, il re dei “vagabondi”, compie 100 anni!
Questo buffo personaggio con un paio di calzoni larghissimi, una stretta giacchetta, un grosso paio di scarpe di tre o quattro misure più grandi, con un bastone, bombetta, baffetti e la sua buffa andatura aveva conquistato il pubblico piccolo e grande di tutto il mondo. Charlie Chaplin è stato attore, regista, sceneggiatore, comico e autore di oltre 90 film, considerato uno tra i più importanti e influenti cineasti del xx secolo. Fu una delle personalità più creative del cinema muto e la sua fama è legata in modo particolare al suo famoso personaggio Charlot: un omino dai modi sgraziati di animo buono e dalle maniere raffinate. Si esprimeva a gesti ma, si faceva capire benissimo dal pubblico che alternava risate e commozione. Il suo sguardo triste e profondo nascosto sotto i suoi baffi neri ti inteneriva. Si muoveva a ritmo di musiche composte apposta per dare voce ed esaltare il fascino dei suoi personaggi.
Ricordo le sue prime comiche (trasmesse tutti i sabati sulla rai alle ore 13 )basate sugli inseguimenti spericolati lanci di torte in faccia, che immancabilmente guardavo. Mi faceva molto sorridere ma nello stesso tempo mi inteneriva quando il suo personaggio che interpretava era bersagliato sempre dalla sfortuna, dove aveva per amico solo un cane e a volte capitava di consolarsi con l’amore di qualche bella ragazza ma, ahimè , sfortunata anche lei! Impossibile non ricordarlo! Ho colto così l’occasione del suo centenario e, sono andata a ripescare uno dei suoi tanti capolavori: “Il Monello” (1921 suo primo lungometraggio).
Un bambino (Coogan) abbandonato da una giovane madre viene trovato e cresciuto da un piccolo e simpatico vagabondo Charlot (Charlie Chaplin) che gli fa da padre. Il vagabondo e il monello (ormai ragazzino di cinque anni) si prendono cura l’uno dell’altro (bella la scena in cui il bimbo prepara la colazione). I due diventano una coppia affiatatissima capace di sbarcare il lunario quotidianamente. Un giorno il bimbo si ammala e il medico segnala il caso ai dirigenti dell’orfanotrofio, i quali vorrebbero togliere il bimbo a Charlot. I due scappano insieme ma il ritorno in scena della madre che, nel frattempo è diventata ricca e famosa scombinerà tutti i loro piani. La pellicola di 50 minuti ci presenta una bella storia tralasciando la pura comicità (senza però sbarazzarsene) inserendo una forte componente emotiva: tenero e dolcissimo il rapporto che si instaura tra Charlot e il piccolo monello. Bravo e indimenticabile il piccolo-grande attore nella sua interpretazione Jackie Coogan (che sarebbe diventato lo zio Fester nella serie televisiva “La famiglia Addams”).
Questo film richiese 18 mesi di lavoro dalla prima scena girata alla prima proiezione, un periodo non felice per la vita privata di Charlie Chaplin che perse il figlio dalla prima moglie. Forse questo fu uno dei tanti motivi che s’ispirò e riuscì a portare a termine l’opera. Charlie riteneva , secondo lui, che il sonoro guastava l’azione scenica costituita da semplici gesta degli attori e annientava la grande bellezza del silenzio. Infatti due sue pellicole ”Luci della città” 1931 e “Tempi Moderni” 1936 li mise in scena senza sonoro.
(Ri)vedere “Il Monello da ragazzina e adesso donna l’emozione è sempre la stessa . Non è cambiato nulla, come allora il personaggio Charlot e così ancora oggi continua a far “piangere” e “sorridere. Vorrei aggiungere un ultima cosa: questa pellicola che ha 90 anni (magnificamente restaurata) non ha perso nulla del suo valore artistico e vi propongo di rivederlo per capire come Charlie Chaplin riesca ancora una volta a intenerirci, sdrammatizzando con il sorriso la vita da strada tra piccole truffe e risse.

Angie

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Di Namor (del 10/03/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1235 volte)
Titolo originale
Pompei
Produzione
USA - Germania 2014
Regia
Paul W.S. Anderson
Interpreti
Kit Harington, Carrie-Anne Moss, Emily Browning, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Jared Harris.
Durata
98 Minuti
Trailer

Dopo lo sterminio della sua gente e di entrambi i genitori per mano dell’armata romana di Quinto Attilio Corvo (Kiefer Sutherland), il giovane Milo (Kit Harington) l’unico ad essere scampato al massacro del popolo Celta, viene catturato dai mercanti di schiavi e venduto ad un proprietario di una palestra di gladiatori. Divenuto il più forte della scuola, Milo viene trasferito a Pompei per combattere nell’arena, in occasione dei festeggiamenti del vino. Durante il suo tragitto egli conosce e si innamora della bella Cassia (Emily Browning), la giovane figlia di Severo (Jared Harris) mecenate di Pompei, il quale aspira ad aumentare la grandezza della sua città tramite gli investimenti dell’Imperatore. L’arrivo di Corvo (divenuto nel frattempo un potente Senatore di Roma,) nella città campana, sarà l’occasione per regolare più questioni in sospeso, ormai in pendenza da parecchi anni: la costruzione di nuovi stabili per aumentare la magnificenza di Pompei, il corteggiamento non corrisposto tra Corvo e Cassia ed ultimo, la vendetta di Milo nei confronti del trucidatore dei suoi amati genitori. Il tutto sotto la minacciosa presenza del Vesuvio, che da li a poco si manifesterà in tutta la sua potenza distruttiva. “Pompei” nasce da un vecchia passione di W.S.Anderson per l’Impero Romano, quando viveva al nord dell’Inghilterra, luogo ricco di scavi archeologici di cui fa parte anche il Vallo di Adriano. Per realizzare il film, Anderson ed il suo socio di produzione J.Bolt, hanno studiato nei minimi dettagli gli scavi di Pompei in tutti i suoi particolari, recandosi più volte sul luogo per effettuare riprese in tutte le angolazioni possibili. Gli effetti speciali che sono il vero protagonista della pellicola, sono egregiamente realizzati, così come le ambientazioni ed i costumi. Il cast (decisamente votato al risparmio) comprende, il protagonista della serie TV “Il Trono di Spade” Kit Harington, l’australiana Emily Browning e due attori in fase calante come Kiefer Sutherland e Carrie-Ann Moss. Un quartetto di attori dediti a fare al meglio il loro lavoro e nulla più. Chi invece merita un encomio (se mai lo si volesse attribuire a qualcuno del cast) è Adewale Akinnuoye-Agbaje nel ruolo del gladiatore Attico. A mio avviso “Pompei” è un peplum di dubbia qualità recitativa e con elevatissime pecche di sceneggiatura, i due protagonisti Milo e Cassia sembrano gli inarrivabili Jack e Rose di “Titanic”, solo che i due naufraghi hanno vissuto una storia d’amore intensa seppur breve, mentre la coppia pompeiana si é vista si e no un paio di volte praticando solo un amore platonico e niente di più! Una maggiore cura ad eventi più consoni per questo genere di film e una minore considerazione a questa strampalata e goffa storia d’amore, avrebbe sicuramente giovato ad una pellicola che di certo non lascerà la sua impronta nella storia del cinema.

Namor

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Io
Di Andy (del 07/03/2014 @ 05:00:00, in musica, linkato 968 volte)
Artista
Francesco Sarcina
Titolo
Io
Anno
2014
Label
 

Francesco Sàrcina ha appena partecipato al Festival di Sanremo con il brano “Nel tuo sorriso” e, devo dire la verità, era una delle canzoni che mi avevano colpito maggiormente e penso che meritasse molto più della decima posizione ottenuta; in compenso è uno dei pezzi più scaricati dalla rete e l’album “Io” sta vendendo benissimo.
Francesco, come molti sicuramente sanno, è il cantante dell’ottima band italiana “Le Vibrazioni” con cui ha inciso, tra le altre, nel lontano 1999, la bellissima “Dedicato a te”, che ha riscosso un grandissimo successo, per poi ripetersi con “Vieni da me” o ancora “Tutta la notte”, tutti singoli che sono andati davvero forte; diciamo che il gruppo non è ufficialmente sciolto, ma bensì in una sorta di stand-by, dovuto alla necessità di Sàrcina di dare sfogo alla propria poliedricità, senza costrizioni di genere, dato che i suoi gusti ed influenze vanno dall’hard rock seventy al funk e anche all’elettronica, passando per il soul e le classiche ballads americane. Stesso discorso per i testi, molto essenziali e diretti, che trattano di amore, disagio sociale, voglia di cambiare le cose. Il titolo dell’album non è stato scelto a caso, nel senso che Francesco se lo è proprio cantato e cantato tutto da solo, dimostrandosi un ottimo poli-strumentista; sue sono le chitarre, ottime, il piano, la batteria, il basso e le tastiere, piano compreso e naturalmente anche i cori; il risultato? Ottimo!
Questo album suona veramente bene, fin dal primo pezzo, “Accanto a te”, che si presenta con un riff di chitarra potente ed accattivante, su una base ritmica altrettanto tirata di basso e batteria; il solo di chitarra è veramente tosto, Fra ha una mano davvero decisa sulla seicorde; il testo è un vortice di pensieri rivolti ad una donna che oggi ti fa stare bene e da cui non vuoi andare via, senza regole e tempi da rispettare. La seconda traccia è “Tutta la notte” , il tormentone sex-funk che gira in radio dall’inverno scorso, dal testo inequivocabile “voglio girare tutta la notte e fare l’amore per ore e ore, con chi mi pare e piace, perché no?... Molto interessante “Giada e le mille esperienze”, dal sapore british beat, un po’ psichedelico, dove il cantautore pugliese suona anche il sytar; il testo è in piena sintonia con la musica, la storia di Giada, una giovane donna alla ricerca del suo posto nel mondo. Poi c’è “In questa città”, basata sul difficile rapporto con la grande metropoli, Milano in questo caso, visto che Francesco ci vive da anni; anche qui grande solo di chitarra.
Ed eccoci alla canzone di Sanremo, “Nel tuo sorriso”, scritta per Tobia Sebastiano, il figlio di sette anni; bellissima atmosfera, grazie anche ad un grande arrangiamento di archi e ovviamente alla voce calda e avvolgente di Sàrcina, un testo splendido, poche parole ma toccanti se ascoltate nell’ambito del rapporto tra padre e figlio; anche qui l’assolo di chitarra è super, cattivo e melodico alla Gilmour, poche note ma quelle giuste. In “Falso e falsetto”, il cantautore si toglie qualche sassolino dalla scarpa, prendendosela con il mondo della musica, “ormai un bene di lusso” e poi con la moda e con i politici “che fanno ridere”. “Odio le stelle” è un’altra grande canzone, dedicata al padre, mancato da poco, dopo una lunga malattia; la ascoltavo da parecchio in radio, ma ora che so del suo significato posso dire solo che è stupenda; Francesco ha ereditato la propria vena artistica proprio dal papà, musicista anche lui. “Distratta e cinica”, una bellissima ballad, a metà tra Lenny Kravitz e i Led Zeppelin e un testo sulla speranza che la vita non sia poi così , appunto, distratta e cinica. Insomma, un cd che si ascolta davvero volentieri, di quelli che li metti su e vanno avanti da soli; i suoni sono curati e piacevoli e la voce di questo cantautore rock mi piace davvero, come le sue influenze, che spaziano tra vari generi.
Come prima opera solista, direi che è una buonissima partenza e quindi, come dicono i suoi numerosi fans su Facebook …vai FRA!!..Buon ascolto!

Andy

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Di Miryam (del 03/03/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 629 volte)
Titolo originale
The Heat
Produzione
USA 2013
Regia
Paul Feig
Interpreti
Sandra Bullock, Melissa McCarthy, Demiàn Bichir, Marlon Wayans, Michael Rapaport
Durata
117 Minuti
Trailer

Sarah Ashburn (Sandra Bullock), è un ‘agente speciale dell’ F.B.I. di New York, nota soprattutto per la sua impeccabile professionalità che spesso diventa scomoda per i suoi colleghi, in quanto essendo molto perfettina, e lo fa spesso notare, riesce talvolta a diventare arrogante perché sminuisce il lavoro degli altri come se senza di lei, il distretto non riuscisse ad andare avanti. Grazie alla sua notevole bravura, le viene affidato un delicato incarico, catturare un grosso spacciatore di droga, e per fare questo deve unirsi alla collaborazione di una collega del distretto di Boston, una certa Shannon Mullins (Melissa Mc Carthy).
La persona in questione, è un tipo completamente diverso da lei, grassa, senza peli sulla lingua, sboccata e volgare che non rispetta le regole, ma agisce solo di impulso usando metodi rozzi e per niente delicati, praticamente l’opposto di Sarah, che conduce una vita piatta, senza privato, senza amici, soltanto la compagnia di un gatto che non è nemmeno suo.
Nonostante ciò, queste due agenti in gonnella incompatibili e diverse tra loro riescono unendo le proprie forze a sgominare questo traffico di droga catturando il pericoloso spacciatore, inoltre, nonostante la prima fase tumultuosa del loro approccio, diventano grandi amiche costruendo tra loro un forte legame di amicizia… sorellanza.
Corpi da reato” commedia diretta da Paul Feig, è una pellicola poliziesca ben costruita grazie soprattutto al cast veramente azzeccato. Infatti il duo Bullock/Mc Carthy, è un’accoppiata a dir poco vincente, il regista ha pensato bene di riportare in scena la vulcanica Mc Carthy dopo il successo ottenuto con “Le Amiche della Sposa” e logicamente nulla da dire sulle varie performance della divertente Bullock vincitrice del premio Oscar per “The Blind Side”.
Il film è riuscito a farmi proprio divertire dall’inizio alla fine soprattutto i battibecchi delle nostre protagoniste che poi in fondo riescono a completarsi a vicenda, infatti mentre Sarah cerca in qualche modo di insegnare un po’ di auto controllo a Shannon, quest’ultima aiuta la sua collega ad uscire un po’ dal guscio rendendola più sciolta e meno presuntuosa, perciò in conclusione vi consiglio la visione del film. Non mancano le parolacce… ma nemmeno le risate!!

Miryam

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Di Namor (del 27/02/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 788 volte)
Titolo originale
Dallas Buyers Club
Produzione
USA 2013
Regia
Jean-Marc Vallée
Interpreti
Matthew McConaughey, Jared Leto, Jennifer Garner, Denis O'Hare, Steve Zahn.
Durata
117 Minuti
Trailer

Ron Woodroof, (Matthew McConaughey) elettricista con la passione del rodeo, scopre di essere sieropositivo all’HIV, dopo essere stato ricoverato in ospedale a causa di un incidente sul lavoro. La sentenza dei dottori in merito alla sua sieropositività è spietata, gli rimangono solo 30 giorni di vita! Sulle prime Ron non riesce a credere e ad accettare che egli; un cowboy omofobo in piena regola, abbia riscontrato la malattia dei gay, considerato che l’AIDS inizialmente veniva riconosciuta erroneamente come una malattia circoscritta agli omosessuali. Dopo svariate ricerche sull’HIV, Ron si procura illegalmente l’ AZT un antivirale non ancora in commercio, ritenuto capace di attenuare l’avanzata dell’infezione. Quando la fonte di approvvigionamento in America si esaurisce, Ron si reca in Messico per acquistarla, ed è proprio in quel frangente che si sente nuovamente male e viene ricoverato per l’ennesima volta.
Questa volta ad occuparsi di lui non sarà un ospedale, ma bensì un ricovero abusivo con a capo un dottore radiato! Ed è proprio questo medico che lo indirizza ad una vita più sana priva di alcol e droga, ed al corretto uso di farmaci e integratori per sopravvivere oltremisura all’avanzamento dell’AIDS. L’abbinamento chimico dettatogli dal dottore sembra funzionare a meraviglia, ma il tutto ha un costo che Ron non riesce a fronteggiare, viste le sue misere finanze da disoccupato. Per permettersi le cure, egli mette in pratica il contrabbando dei prodotti alternativi di cui fa uso. A dargli una mano si unisce Rayon, (Jared Leto) un travestito conosciuto durante uno dei tanti ricoveri in ospedale, anch’egli sieropositivo con i giorni contati. Tra i due, col passare del tempo, nasce e cresce un’amicizia molto forte, che va contro i principi omofobi del rude Roon, da sempre avverso al mondo gay. L’FBI e la FDA (Food and Drug Administration - Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali) dopo aver scoperto il suo traffico di prodotti non approvati negli USA, cercheranno in tutti i modo di ostacolare il suo operato di venditore e consigliere, ed è in quest'occasione che nasce il Dallas Buyers Club, una sorta di club dal quale, i soci pagando una quota associativa possono ottenere l’unica cura che al momento funzioni.
Il progetto “Dallas Buyers Club”, nasce una ventina di anni fa con la riscrittura dello script in più riprese e la poca convinzione di svariati produttori nella realizzazione del film, ritenuto poco efficace per ricavare i giusti guadagni. Ma la caparbietà dello sceneggiatore Craig Borten e di Melisa Wallack in seguito, fanno breccia nella corteccia dei produttori Brenner e Winter, riuscendo a convincerli a dar vita alla storia.
Una bella pellicola a basso costo con ben 6 candidature ai prossimi Oscar, più molteplici premi vinti dai due attori Matthew McConaughey e Jared Leto, in barba ai produttori che non avevano creduto in questo progetto. I miei più sentiti complimenti a codesti signori, che di cinema se ne intendono… mi raccomando il Maalox per la serata degli Oscar! Il grande merito di aver portato questa pellicola alla serata degli Oscar, va sicuramente a Matthew McConaughey che si è letteralmente caricato il film sulle sue fragili spalle con una prestazione superba nell’interpretare il cowboy sieropositivo Ron Woodroof, personaggio realmente esistito a metà degli anni 80. Se McConaughey ha dovuto perdere oltre 20 kg per il suo personaggio, Jared Leto è dimagrito di ben 13 di kg per impersonare magistralmente il transgender Rayon.
La loro, è stata una prova d'attore con la A maiuscola, tant' è vero che i bookmaker li danno come scontati vincitori per l’Oscar come migliori attori protagonisti e non, un premio che meritano entrambi per la loro favolosa interpretazione. Per quanto mi riguarda sono molto contento se ciò avvenisse, soprattutto per McConaughey, che finalmente si consacra come attore di talento, capacità, che da anni gli addetti ai lavori gli avevano pronosticato e mai consacrato, per le scelte di titoli non idonei da parte dell’attore texano, da sempre designato come l’erede di Paul Newman.

Namor

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Di Angie (del 24/02/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 726 volte)
Titolo originale
Epic
Produzione
USA 2013
Regia
Chris Wedge
Interpreti
Beyoncé Knowles, Aziz Ansari, Colin Farrell, Josh Hutcherson, Amanda Seyfried
Durata
86 Minuti

Katerine è una ragazzina arguta, brillante e testarda. In seguito alla morte della madre, Mary, fa ritorno alla casa d’infanzia da suo padre, il professore Bomba, ossessionato da sempre di provare l’esistenza di un minuscolo popolo che dimora nei boschi. Secondo lui la natura non sarebbe altro che un microcosmo abitato da minuscoli esseri (che non possiamo vedere perché vivono in maniera accelerata). Ma la figlia molto scettica nei confronti di tale teoria del padre e, non riuscendo a convincerlo di cessare le ricerche decide di andarsene via.
La ragazza per una serie di circostanze si ritrova improvvisamente catapultata in un mondo segreto nascosto nel folto bosco, tanto ricercato da suo padre. Mary si vede coinvolta in una battaglia insieme a curiose creature magiche, bestie mitologiche e incredibili insetti accorgendosi che anche lei (non sa come) si è trasformata in una minuscola lillipuziana. In breve tempo si rende conto che ciò che affermava suo padre era proprio vero! La natura è davvero un microcosmo abitato da stranissimi e minuscoli esseri .
Dal creatore de L’Era Glaciale (quattro capitoli del regista Chris Wedge) e,Rio arriva una nuova avventura animata ambientata in un mondo fantastico: “Epic –il mondo segreto”, ispirato al libro “The Leaf Menand The Brave Good Bugs “ di William Joyce. “Epic” è un film d’avventura , sullo sfondo di un mondo fantastico , un viaggio in un regno magico dove la magia più grande è la vita.
Narra la battaglia tra le forze del bene che mantengono in vita il mondo naturale e, quelle del male intenzionate a distruggerlo. Un conflitto veramente spettacolare in una foresta stupefacente ma, non solo , il regista Wedge è riuscito ad intrecciare tra le scene di battaglie anche relazioni emotive tra i personaggi, arricchendo la fiaba di umorismo, divertimento e romanticismo. Non mancano poi i personaggi buffi (che piacciono ai più piccini) come il simpaticissimo duo di lumache Grub e Mub, il divertente bruco Nim Galuu e il fantastico cagnolino con un occhio solo Ozzy, mascotte del film. E che dire della flora e fauna ? Veramente stupende dai mille colori riprodotte in maniera dettagliata e tangibile.
A me personalmente è piaciuto molto: personaggi simpatici, storia carina e coinvolgente che ci conduce in un mondo incantato, in cui la legge suprema è quella di difendere la natura e rispettandola, riusciremo anche noi a vivere in un mondo migliore. Il ritmo brioso con cui la narrazione procede è una pellicola (a mio parere) in grado di piacere a un pubblico di ogni età, basta aver voglia ogni tanto immergersi in una fiaba!

Angie

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Di Asterix451 (del 21/02/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 800 volte)
Titolo originale
The Hobbit: An Unexpected Journey
Produzione
USA 2012
Regia
Peter Jackson
Interpreti
Ian McKellen, Martin Freeman, Richard Armitage, James Nesbitt, Ken Stott.
Durata
164 Minuti

Bilbo Baggins (Martin Freeman) è uno Hobbitt che ha una storia incredibile da raccontare, accaduta ormai 60 anni prima. La storia parla di una visita speciale che egli ricevette un giorno, senza pensare che avrebbe cambiato la sua vita: invece accadde che Gandalf il Grigio (Ian McKellen), lo stregone suo amico, un giorno si presentasse alla sua porta con una storia di Nani e Draghi, con un regno che era tempo di riscattare: quello di Erebor, la città nella montagna d’oro, che Smaug il Drago aveva conquistato compiendo l’eccidio dei Nani che vi abitavano. Costretti a fuggire nelle miniere di Moria, qui vennero aggrediti ancora dagli orchi di Azog il Profanatore, che uccise Tharin, il loro Re.
Questo male era il primo segno dell’avvento dell’Oscuro Signore, Sauron, di fronte al quale non si poteva restare incuranti… ma cosa c’entra un povero Hobbit come Bilbo, in tutto questo? Gandalf ha un piano. Sostiene di poter rimettere Thorin Scudodiquercia (Richard Armitage), il nano con il diritto al trono, al suo posto. Pensa di poter sconfiggere Smaug il Drago con pochi sopravvissuti di Erebor e uno Hobbitt con le doti da scassinatore: non ha importanza che nessuno gli creda perché, alla fine, convincerà tutti a cominciare un lungo viaggio…
Comincia così, la più grande avventura di Bilbo che lo porterà ad impadronirsi dell’anello più potente ed oscuro, il “tesssoooroooo” di Gollum (Andy Serkis), del quale verrà narrata la storia. Nonostante la diffidenza iniziale dei Nani verso di lui, Bilbo dimostrerà coraggio ed astuzia sufficienti a guadagnarsi il rispetto dei suoi compagni. Condivideranno scontri con gli orchi di Azog, che danno loro la caccia sulla via di Erebor.
Non sarà facile giungere all’antica città d’oro: dovranno combattere duramente, per riuscirvi. Peter Jackson incontra Tolkien per la seconda volta, con un progetto che ha sofferto battaglie legali per i diritti d’autore e un cambio dietro alla macchina da presa: avrebbe dovuto dirigere Benicio Del Toro ma, a causa dei ritardi, ha dovuto rinunciare per far fronte ad altri impegni. Per fortuna il regista della prima Trilogia è tornato alla macchina da presa, oltre a sceneggiare e produrre l’opera, con l’adattamento al grande schermo di un romanzo piuttosto breve in una saga di tre film. Si parlava di questo film dal ’95, ma le questioni legali hanno costretto a dedicarsi prima alla Trilogia dell’Anello che, cronologicamente, verrebbe dopo.
Il risultato al botteghino è fulminante, ma i pareri del pubblico sono divisi: c’è chi sente sapore di “brodo diluito”, e chi si perde ancora nella magia dei mondi di Tolkien visti da Jackson. Che il regista giri con “l’amore di un fan appassionato” è innegabile, come il suo talento nel ritrovare il pathos della Terra di Mezzo e delle sue storie.
Per certi versi, “Lo Hobbitt” possiede tutte le qualità che hanno reso indimenticabile “Il Signore degli Anelli”. Il cast, guidato da “Gandalf-McKellen”, ha talento recitativo ed entra in sintonia con i personaggi interpretati, caratterizzandone gli aspetti. Certo, è difficile uguagliare il carisma di Viggo Mortensen e l’onesto coraggio di Frodo. Per non parlare della presenza eterea di Liv Tyler, il fascino di Orlando Bloom e l’eccentricità di Hugo Weaving (loro due compariranno nei seguiti, però), tuttavia Thorin Scudodiquercia e Bilbo riusciranno comunque a conquistare gli spettatori. Musiche bellissime e struggenti. Paesaggi incredibili. La sensazione del viaggio e della caccia questa volta prendono vita in clima un più fiabesco e leggero, meno cruento. Si riesce davvero ad approfondire l’animo di queste creature diverse, legate dallo stesso destino.
Film imperdibile per gli amanti del genere Fantasy, con l’aspettativa di un seguito ancora più avvincente. Tutti gli altri potrebbero patire la somiglianza di ambientazione e carattere con “La Compagnia dell’Anello”, la lunghezza della pellicola e il finale sospeso, ma il pregio di questo film è innegabile.

Asterix451

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Di Miryam (del 17/02/2014 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 1085 volte)
Titolo originale
Altri tempi
Produzione
Italia 2013
Episodi / Durata
2 / 100 Minuti

L’intera vicenda raccontata nella miniserie “ALTRI TEMPI”, tratta della faticosa battaglia intrapresa nel 1958 dalla senatrice Lina Merlin che sola contro tutti, cercò e riuscì ad abolire le case chiuse, grazie anche all’infinità di lettere ricevute dalle prostitute che vivevano in questi luoghi non certo in ottime condizioni.
La fiction ambientata in una Torino degli anni ’50, inizia con il ritrovamento in fondo ad una scala di una giovane prostituta, il caso viene subito archiviato come un incidente ma non sarà così. Infatti la giovane Adele ( Valentina Corti ), la figlia di Maddalena ( Vittoria Puccini ), viene convocata da un notaio in quanto erede di un grande fabbricato, è qui che trova una lettera nella quale vengono rivelati tutti i segreti della nostra sfortunata protagonista. Facciamo un passo indietro… di circa vent’anni.
La giovane Maddalena, rimasta orfana di entrambi i genitori morti nell’incendio del loro negozio, per cercare di mantenersi, trova lavoro presso un avvocato, amico di famiglia, questi però ne abusa per poi lasciarla da sola e anche incinta.
A Maddalena non resta altro da fare che dare la bambina in adozione, purtroppo però, non trovando nessun lavoro onesto, è costretta a finire in un bordello chiamato Raffaello. Ma è qui che pian piano la sua vita comincia a cambiare, da donna fragile e sottomessa, diventa una delle prostitute più ricercate grazie anche alla sua “collega” chiamata Duchessa ( interpretata magistralmente da Stefania Rocca), che le insegna tutti i trucchi del mestiere, a tal punto che Maddalena, non solo cambia il suo nome in “Ninfa”, ma riesce a diventare la proprietaria nonché Maitresse del bordello “Il Raffaello” dove prima lavorava.
Riesce a realizzare così una casa di tolleranza dotata di tutte le migliorie, dando alle ragazze la possibilità di farsi visitare periodicamente da un medico, di avere sempre dell’ottimo cibo, tant’è vero che alcuni sostenitori delle case chiuse invitarono la senatrice Merlin ( interpretata da Benedetta Buccellato ) a visitarle affinchè cambiasse idea sul chiuderle.
Quando tutto stava andando per il meglio, una giovane ragazza si suicidò, questo triste evento mise in moto una serie di amare confessioni delle altre prostitute e così anche Maddalena si rese conto che in fondo la legge Merlin era giusta, si schierò addirittura al suo fianco per porre fine a tutto questo.
Tornando ai vent’anni dopo….Maddalena non cadde per le scale, venne spinta perché avrebbe rivelato una verità alquanto scomoda, però quella lettera in mano alla figlia Adele, riscatterà tutto il male ricevuto.
La miniserie “ALTRI TEMPI”, diretta da Mario Turco,è stata a parer mio una fiction ben dettagliata, le due protagoniste, Puccini e Rocca hanno interpretato al meglio le loro parti evidenziando che in fondo queste case di tolleranza, non erano poi quei luoghi accoglienti come hanno sempre descritto vari scrittori o intellettuali dell’epoca, ma erano posti dove regnava violenza, soprusi oltre alle cattive condizioni igieniche.
Il tema della prostituzione è e sempre sarà ricorrente, si era parlato tempo fa di riaprire le case chiuse, addirittura c’era in ballo pure un referendum, mah! Non saprei dare un giudizio in merito, quello che posso dire è che case chiuse o non… sulla strada troveremmo sempre delle giovanissime donne loro malgrado pronte a vendere se stesse.

Miryam

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Di Namor (del 14/02/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 905 volte)
Titolo originale
The Wolf of Wall Street
Produzione
USA 2013
Regia
Martin Scorsese
Interpreti
Leonardo DiCaprio, Jonah Hill, Margot Robbie, Matthew McConaughey, Kyle Chandler.
Durata
180 Minuti
Trailer

Il nuovo film dell’accoppiata Scorsese - Di CaprioThe Wolf of Wall Street” è basato sull’incredibile storia di Jordan Belfort, dapprima broker e poi fondatore della Stratton Oakmont, società da lui creata per guadagnare milioni di dollari frodando altrettanti milioni di investitori americani, attratti dal facile guadagno.
Da questa sua deplorevole prerogativa nasce il suo appellativo di Lupo di Wall Street, ottenere una fortuna per poter beneficiarne in seguito conducendo una vita da nababbo. Cosa che fece, fin quando la Sec e l’FBI non iniziarono ad indagare sull’accumulo della sua sfrontata ricchezza, ponendo fine al suo impero di eccessi di ogni sorta.
Il progetto di tramutare il libro (scritto in prigione) di Belfort in un film, era da tempo un sogno di Di Caprio, che rimase stregato dal romanzo e, proponendo a Martin Scorsese la regia, volle offrire la sua partecipazione alla produzione della pellicola. Nel cast, eccelle Leonardo Di Caprio nelle vesti del protagonista Belfort, oramai Leo è una garanzia per quanto riguarda la recitazione di personaggi di spessore e la scelta dei film a cui partecipare, e di questo, si è accorto anche una vecchia volpe come Scorsese, con cui ha fatto coppia in ben sei film.
Bravissimo anche Jonah Hill nei panni del suo vicino di casa e poi socio della S.O., non per caso, sia lui che Di Caprio sono nominati agli Oscar come migliori attori maschili nella categoria protagonista e non. Bella e brava la nuova e futura stella di Hollywood, l’australiana Margot Robbie, ex modella molto somigliante alla conturbante Sharon Stone. Piccola parte, ma che lascia il segno, è quella del bravissimo Matthew McConaughey, nei panni di Mark Hanna il broker mentore di Belford.
Nonostante la lunga durata del film (quasi 3 ore), mi son divertito più volte durante la visione, il largo uso di droga e i smisurati eccessi di alcuni protagonisti, hanno dato vita a scene esilaranti e memorabili, in particolar modo il duo Di CaprioHill quando erano in botta entrambi.
Una dark comedy candidata agli Oscar con cinque nomination per: Miglior Film, Regia, Sceneggiatura e alle già citate per Di Caprio e Hill per miglior attori protagonisti e non, della quale vi consiglio la visione per poter godere di un buon film corale.

Namor

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Di Angie (del 10/02/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 799 volte)
Titolo originale
Lee Daniels' The Butler
Produzione
USA 2013
Regia
Lee Daniels
Interpreti
Forest Whitaker, Oprah Winfrey, Mariah Carey, John Cusack, Jane Fonda.
Durata
132 Minuti
Trailer

Un bambino di colore assiste impietrito all’assassino del padre a sangue freddo in un campo di cotone. Accolto in casa dalla padrona, il bimbo diventa il piccolo “negro di casa”. Il suo compito è servire a tavola stando in silenzio e senza creare problemi. Quel ragazzo, Cecil Gaines, riservato e ben educato, ormai uomo entra nello staff dei maggiordomi della Casa Bianca e, per ben 34 anni presterà servizio a 8 presidenti degli Stati Uniti d’America.
Ambientato sullo sfondo tumultuoso dell’America del Novecento, il regista Lee Daniels (di lui ricordiamo il successo di “Precious”), dirige il film “The Butler – Un Maggiordomo alla Casa Bianca”.
Racconta la storia vera di un nero maggiordomo Eugene Allen, nel film il nome del personaggio viene modificato in Cecil Gaines (interpretato dal grande ex Ghost Dog, Forest Whitaker). Costui presta servizio alla Casa Bianca, presso i differenti Presidenti degli Stati Uniti nel periodo turbolento (in modo particolare per la questione razziale) che va dal 1957 al 1986, essendo così testimone della loro vita privata e delle vicende politiche. La storia di Allen venne scoperta e raccontata dal giornalista Wil Haygood nell’articolo A Butler Well Served By This Election, pubblicato sul Washington Post.
Il regista Lee Daniels, ispirandosi a questo articolo ne ha tratto il film ripercorrendo le drammatiche lotte per i diritti civili della popolazione di colore in cui, videro la morte John F. Kennedy e Martin Luther King. Lotte che con il tempo si sono rivelate utili per permettere a Barack Obama di divenire Presidente degli Stati Uniti d’America nel 2008 (primo leader americano di origine africana). E una coinvolgente storia sul coraggio di se stessi, sulla voglia di cambiamento delle persone e di un intero Paese. Per Cecil, un maggiordomo nero, con una vita travagliata, non è semplice spiegare agli uomini più potenti del mondo e, alla sua famiglia i cambiamenti che travolgevano il Paese.
Lui svolgeva il suo lavoro da una vita con molta dedizione che, ed era riuscito ad avere un’alta considerazione dai Presidenti, al punto tale che molti di loro si sono confidati con lui su delicate questioni personali. Questo suo modo di rimanere un impassibile servitore era in conflitto con il figlio che era un fervente attivista e agitatore. Giunto in pensione Allen (Cecil) volle trascorrere gli ultimi anni tranquillo lontano dalla stampa e pubblicità.
Ottimo il cast di alto livello, a partire dalla meravigliosa interpretazione del protagonista (premiato con l’Oscar per l’ultimo re di Scozia nel 2006) affiancato da numerose star tra cui Mariah Carey (nei panni della madre del piccolo Cecil), Oprah Winfrey (moglie di Cecil) e tutti i personaggi che non sto ad elencare, che hanno interpretato i grandi volti dei Presidenti .
Non ho voluto dilungarmi molto nella descrizione della storia perché è un film da vedere assolutamente e, chi ha già avuto occasione di visionarlo penso che me ne darà conferma. Molto emozionante e commovente, riesce a toccare il cuore dello spettatore e, vi dirò di più (forse sono troppo sensibile) mentre guardavo la fine della pellicola avevo gli occhi lucidi. Comunque credo che chiunque veda questo film non possa non commuoversi. E una pellicola (a mio parere) istruttiva , riflessiva una delle più belle che ho visto ultimamente che, lascia profondi solchi nella sensibilità di chi ha il coraggio di leggere dentro se stesso, e serve anche a non far dimenticare la storia e a non disperdere la memoria sugli avvenimenti del nostro passato.

Angie

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Di Miryam (del 07/02/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 835 volte)
Titolo originale
The Croods
Produzione
USA 2013
Regia
Chris Sanders, Kirk De Micco
Interpreti
Nicolas Cage, Emma Stone, Ryan Reynolds, Catherine Keener, Cloris Leachman.
Durata
98 Minuti
Trailer

Ci troviamo nell’età della pietra dove una famigliola alquanto bizzarra, i Croods, capitanata dal capofamiglia Grug, vive o meglio cerca di sopravvivere in una buia caverna, dalla quale escono solo per procacciarsi il cibo.
Infatti esistono delle regole ferree dettate dal padre premuroso ed apprensivo che ha solo un obiettivo nella vita, cioè sopravvivere anche se in maniera noiosa, infatti il suo motto è “la paura fa bene, i cambiamenti no”.
Tutta la sua famiglia ormai ha accettato questa sua mentalità a dir poco retrograda, la moglie Ugga, il figlio Tonco, la piccola e impetuosa Sandy, perfino la suocera Gran (anche se con questa è in perenne scontro), l’unica che non riesce ad accettare questo modo di vivere è Hip, la figlia adolescente.
Hip, vuole scoprire quello che c’è al di fuori di quella caverna, è l’unica che non dorme avvinghiata alla sua famiglia, non solo, vorrebbe vedere la luce del sole… ma ecco che una notte, una strana luce filtra nella buia grotta, Hip, incuriosita da quello strano bagliore, esce di soppiatto e si mette a seguire quella luce che la porta a conoscere Guy, un suo coetaneo il quale la avverte che un imminente cataclisma distruggerà il mondo.
Non sarà facile per Hip convincere la sua famiglia in particolare quella testa dura di suo padre a lasciare la caverna e fuggire via, ma quando improvvisamente questa comincia a sgretolarsi, ecco che questo nucleo familiare, seppur con angoscia e paura, si mette in cammino verso una terra sconosciuta che il giovane Guy chiama “il domani”.
“I CROODS”, è il frutto di otto anni di lavoro dei registi Chris Sanders e Kirk DeMicco, realizzato in 3D dalla Dreamworks, della quale ricorderemo senz’altro i vari successi come Madagascar, Kung Fu Panda e altri film d’animazione. La preistoria vissuta dai Croods è ricca di fantasia, di comicità e seppur abbia luogo milioni di anni fa, sotto certi aspetti, rispecchia molto quella di una famiglia moderna, del resto il padre apprensivo, la suocera noiosa ed invadente o il primo innamoramento della figlia, sono cose di tutti i giorni. Nell’insieme la pellicola e stata divertente e scorrevole, la visione in 3D poi è stata molto azzeccata, ottima l’animazione, uno scenario splendido soprattutto il manto di stelle dove i nostri protagonisti restano a bocca aperta.
Che dire della colonna sonora di Alan Silvestri…. Fantastica per tutta la durata del film. Era inevitabile che dopo i strabiliosi incassi, la Dreamworks abbia deciso di continuare le avventure della pazza famiglia dei Croods, infatti il sequel è già ufficiale, non si sa ancora quando ma i registi del primo sono già all’opera… staremo a vedere i prossimi eventi, per ora vi consiglio la visione di questo.

Miryam

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Di Namor (del 03/02/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 969 volte)
Titolo originale
The Counselor
Produzione
USA - Gran Bretagna 2013
Regia
Ridley Scott
Interpreti
Michael Fassbender, Penelope Cruz, Cameron Diaz, Javier Bardem, Brad Pitt.
Durata
111 Minuti
Trailer

Per guadagnare più soldi ed il più velocemente possibile, un avvocato (a cui non manca niente), cede alla tentazione di partecipare ad un investimento su un carico di droga, compartecipando con Reiner (Javier Bardem), uno stravagante proprietario di discoteche invaghito dalla bella e letale Malkina (Cameron Diaz), uno schianto di pura perfidia con manto maculato tatuato sulla schiena e spaccata mozzafiato! Il terzo partecipante all’operazione e l’intermediario tra il cartello e i due soci, Westray (Brad Pitt), un donnaiolo filosofeggiante che mette in guardia il procuratore, dei probabili pericoli a cui potrebbe andare incontro, se le cose dovessero mettersi male.
Pericoli, che sfortunatamente si concretizzano, a causa di un losco soggetto che il procuratore ha fatto condannare in passato, e che si è vendicato nel modo più distruttivo possibile, quello di far sparire il carico di droga aizzando le ire dei narcotrafficanti contro il suo ex inquisitore.
La repressione del cartello verso i tre soci e le persone a loro care sarà senza pietà alcuna, tranne che per un individuo che tramava fin dall’inizio tale conclusione.
Diretto da Ridley Scott e sceneggiato dal famoso scrittore Cormac McCarthy, “The Counselor – Il Procuratore” é permeato da grandi e lunghi dialoghi, con i quali lo spettatore viene incessantemente bersagliato fino al punto di provare quasi fastidio per tale proiezione forzata e facendolo sbuffare più volte durante la visione della pellicola. A spettacolo ultimato, le luci della sala mostravano visi di spettatori con la classica espressione di delusione per lo spettacolo appena visto, compreso il sottoscritto, rimasto poco contento del risultato ottenuto da Scott. Una buona ambientazione ed un cast di eccellenza non basta, é troppo poco per un regista bravo come lui. Detto questo, gli attori chi più, chi meno, adempiono appieno al loro dovere, su tutti la inedita Cameron Diaz completamente lontana dai suoi ruoli canone, nell’accattivante e spietata Malkina è stata una vera sorpresa in positivo… secondo me, la cosa migliore del film!
In patria la pellicola non ha fatto buoni incassi, il che non è mai un buon segno per quanto riguarda la qualità dell’opera, qui da noi è andata sicuramente meglio per via dell’ottimo assembramento del cast recitativo, vedere Pitt, Fassbender, Bardem, Cruz e la Diaz, diretti da Scott e sceneggiati dall’autore di “Non è un paese per vecchi” e “The Road” , è un’attrattiva a cui resistere diventa difficile. Peccato che il risultato non appaghi come dovrebbe.

Namor

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Di Louise-Elle (del 31/01/2014 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 1147 volte)
Titolo originale
Faccia D'Angelo
Produzione
Italia 2012
Episodi / Durata
2 / 95 Minuti

Non conoscevo bene la storia ma ricordavo il clamore negli anni ’80 e ’90 per Felice Maniero, il boss soprannominato Faccia D’Angelo o Toso della Mala del Brenta, una delle più sanguinarie bande criminali d’Italia. Il film tivù prodotto per la rete Sky del 2010 sceneggiato e diretto da Andrea Porporati liberamente tratto dal libro-biografia “Una Storia Criminale” di Andrea Pasqualetto scritto con l’ausilio di Felice Maniero, ha egregiamente descritto i fatti e la personalità del Toso suscitando in me una pacata e contenuta ammirazione per questo personaggio.
La sua ascesa nel mondo del crimine tra la criminalità organizzata, ovvero la mafia, è da autentico artista: dalle rapine al traffico di droga, dai rudimentali sequestri di persona all’ alleanza con i boss siciliani che gestivano l’ampio business dei Casinò del Nord Est, dopo averne conquistato la loro fiducia smascherando il tradimento di alcuni croupiers che trattenevano ingenti somme sulle vincite. Intelligente, astuto, intraprendente, colto, flemmatico, gentile, carismatico, convincente, diplomatico, affabile nei modi, elegante nei gesti, generoso con la madre (Katia Ricciarelli) che condanna le malefatte del figlio ma lo difende comunque; con la moglie e il figlio ai quali regala cose ma non amore; con gli amici ma assolutamente spietato nel crimine. Il suo scopo era avere i soldi: gli “schei” poiché “gli schei fanno tutto, comperano tutti, superano tutti e tutto”.
Era il re della mafia del Brenta. Lui non si sporcava le mani, Lui gestiva, ordinava i delitti, non uccideva personalmente, non picchiava.
Ricercato, braccato, arrestato nel 1987 e rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Fossombrone, riesce a fuggire. La determinazione dell’ispettore Ricci (Carmine Recano) trasferitosi dalla Calabria al Nord non gli darà tregua: egli infatti ne seguirà le tracce e coadiuverà l’arresto finale a Capri. Finisce qui questa fiction televisiva avvincente e ben descrittiva di fatti e personaggi noleggiabile anche in DVD, ma la vita reale di Faccia d’Angelo continua: dopo essere divenuto un collaboratore di giustizia, dal 2010 torna in libertà con una nuova identità.
La sceneggiatura imponeva che tutti gli attori fossero veneti, infatti si parla dall’inizio alla fine il dialetto veneto, presumo comunque comprensibile all’ascolto per il pubblico e una piacevole e dolce carezza alle mie origini venete.
Elio Germano è l’attore romano che interpreta il Toso, bravissimo e ammirevole in quanto non essendo veneto e non avendo mai conosciuto Felice Maniero riesce a impersonarlo quasi perfettamente.
Una nota stonata smorza i toni entusiasti di questo ottimo lavoro televisivo: sembrerebbe che la troupe abbia lasciato debiti per una cospicua somma in Slovenia, location della fiction e il Tribunale di Lubiana gestisce ancor oggi la complessa vicenda.
Concludo riservando la mia personale ammirazione non di certo al crimine ma alle caratteristiche umane come l’intelligenza, la determinazione, la personalità, la bravura, la professionalità, l’orgoglio, l’ambizione e agli obiettivi umani come la sfida e la ragione dei personaggi che hanno creato e realizzato lo sviluppo di questa dannata e condannata storia criminale, sia nella realtà che nella finzione.

 Louise-Elle

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