BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Ladybird (del 22/11/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1206 volte)
Titolo originale
Oblivion
Produzione
USA 2013
Regia
Joseph Kosinski
Interpreti
Tom Cruise, Morgan Freeman, Olga Kurylenko, Andrea Riseborough, Nikolaj Coster-Waldau.
Durata
156 Minuti
Trailer

Tempo fa ho avuto modo di andare a vedere il film “OBLIVION” con il grande Tom Cruise. Sono stata totalmente rapita da questa particolare trama; non si tratta assolutamente del classico film di fantascienza (per i quali non impazzisco!) … un’incredibile e soprattutto inaspettata fusione tra fantascienza, sentimento, romanticismo. Tanti sono i momenti di suspense che accrescono durante la visione … Beh, per dirvela tutta, mi ha coinvolta così tanto che questa per me è la prima pellicola di questo genere che sia riuscita a farmi scappare qualche lacrima, già mi sono commossa più volte; troppo romantica?? Forse … ma vi assicuro che questo film coinvolge davvero tanto …
Non dirò molto per quanto riguarda la trama, poiché non voglio svelare fatti, momenti salienti di cui il film non fa a meno di mostrare!
Il nostro bel Tom Cruise, in un’altra sua eccezionale interpretazione, ci porta avanti col tempo, esattamente nel 2077. Scontro tra umani e razze aliene, a colpi di armi nucleari, gli umani ne escono vittoriosi ma con una devastante conseguenza: la Terra viene completamente distrutta e con essa anche la Luna. Gli umani sono cosi costretti ad abbandonarla e dirigersi verso un altro pianeta con caratteristiche simili chiamato “Titano”. Jack Harper (Tom Cruise) e la sua compagna Victoria (Andrea Riseborough) incaricati alla salvaguardia di grossi macchinari impegnati nel prosciugare le risorse naturali da distribuire sul nuovo pianeta e nell’eseguire riparazioni su robot chiamati “Droni”, ricevono ordini dal super visore Sally dall’interno del “Tet”, una sorta di nave spaziale a forma di piramide contente altri umani in attesa di approdare sul pianeta Titano.
Di qui in avanti sarete trasportati dai protagonisti in importanti rivelazioni, colpi di scena, atmosfere a tratti futuristiche, a tratti post-apocalittiche, paesaggi incontaminati. Il ritrovamento di un’astronave distrutta, all’interno della quale l’unica sopravvissuta, una donna di nome Julia (Olga Kurylenko) è spesso presente nei sogni di Jack che lo riportano alla sua New York prima dell’invasione aliena.
La seconda parte del film si fa sempre più incalzante; Jack va fino in fondo alla ricerca della verità, i suoi ricordi si fanno sempre più vivi … e la mia curiosità a questo punto prende il sopravvento …
Come vi dicevo all’inizio, si è pervasi da sentimenti contrastanti: tristezza, gioia, rabbia, commozione, il tutto accompagnato da stupende immagini, fantastici effetti speciali, uno straordinario Morgan Freeman ed un altrettanto grandioso Tom Cruise, che come al solito riesce sempre a rendere credibilissimi i personaggi che ad ogni film gli vengono proposti.
Cosa aggiungere … un solo consiglio: DA VEDERE, NON VE NE PENTIRETE!!

Ladybird

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Di Namor (del 18/11/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 797 volte)
Titolo originale
Tutti contro tutti
Produzione
Italia 2013
Regia
Rolando Ravello
Interpreti
Rolando Ravello, Kasia Smutniak, Marco Giallini, Stefano Altieri, Raffaele Iorio
Durata
93 Minuti

Agostino (Rolando Ravello) e la sua famiglia, si apprestano a celebrare la prima comunione del piccolo Andrea. Una volta espletata la funzione, il nucleo familiare accompagnato anche dallo zio Sergio (Marco Giallini) e famiglia, si recano a casa del giovane festeggiato per l’usuale brindisi in suo onore. Ma c’è un problema, la chiave inserita nella toppa dell’appartamento non gira… La porta non si apre!
Quello che sembrava un banale imprevisto di facile risoluzione, ben presto si tramuta in un vero incubo per Agostino e i suoi consanguinei, visto che l’appartamento è stato occupato da altre persone che hanno prontamente sostituito la serratura! I reclami con il losco proprietario che ammette l’usufrutto non legale dell’appartamento, non portano a nulla, così come la denuncia alla Polizia, che senza regolare contratto d’affitto non può intervenire. La richiesta di Agostino agli abusivi di andar via dal suo alloggio, viene accolta con sberleffo e strafottenza dai nuovi locatori, che a turno non lasciano mai la casa incustodita per non perderla con lo stesso stratagemma da loro attuato. Inizialmente Agostino e i suoi cari vengono ospitati dal cognato Sergio, ma la metratura dell’appartamento non consente a nessuna delle due famiglie di vivere in maniere adeguata, per cui Agostino decide di rendere la vita difficile agli abusivi andando a vivere sul loro pianerottolo, in attesa che essi si stufino o lascino libera la casa per poi rioccuparla.
Sacrifici e umiliazioni dettati dalla nuova sistemazione, incrinano il rapporto già difficile tra i due coniugi, ma Agostino non vuole mollare, più che mai rivuole la sua casa e con essa l’unione della sua famiglia che nel frattempo ritorna a casa del cognato. Rimasto da solo col Nonno sul pianerottolo a lottare per riavere il suo loco, Agostino renderà pan per focaccia agli abusivi con un piano altrettanto meschino per stanarli.
Tutti contro tutti” segna il debutto come regista e sceneggiatore su grande schermo per l’attore Rolando Ravello, attore con esperienza ventennale tra cinema e fiction televisive. In questa simpatica commedia Ravello fa suo con buon merito il ruolo del capofamiglia Agostino, a coadiuvarlo con bravura e simpatia è l’attore italiano del momento, il valente Marco Giallini. Brava anche l’attrice polacca Kasia Smutniak nei panni della moglie di Agostino, ma il vero spasso in questo film è il simpaticissimo nonno Rocco (Stefano Altieri) con le sue spassose battute argute. Nel cast fanno parte anche parecchi attori della famosa serie “Romanzo Criminale”, chi come me, ha visto questa meritevole serie, non farà fatica ad individuarli in ruoli molto minori indicandoli col nome dei loro personaggi della serie tv di Sollima.
Il mio giudizio su questa opera prima di Ravello, merita sicuramente la piena sufficienza, visto che il divertimento e i momenti di riflessione sull’attuale crisi non mancano… e per una commedia non è poco!

Namor

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Di Asterix451 (del 15/11/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 825 volte)
 
Titolo originale
Real Steel
Produzione
USA 2011
Regia
Shawn Levy
Interpreti
Hugh Jackman, Evangeline Lilly, Dakota Goyo, Anthony Mackie, Kevin Durand.
Durata
127 Minuti

Siamo in un'epoca non molto lontana dalla nostra, in cui le macchine combattono irruenti incontri di pugilato. Come in qualsiasi sport-spettacolo, i clamori della prima lega si riflettono in un "sottobosco" misero che rasenta spesso l'illegalità: è proprio qui che annaspa Charlie Kenton (Hugh Jackman), un ex pugile di talento, che deve troppi soldi a tutti e si indebita ancora per comperare robot da riparare e poi far combattere. A nulla servono le raccomandazioni della bella Bailey (Evangeline Lilly), che gli fornisce quelle macchine controvoglia, sapendo che Charlie si sta bruciando la vita e rischia grosso.
Se finora non ha dovuto rendere conto a nessuno (a parte i creditori), le cose cambiano quando è chiamato ad occuparsi per qualche giorno di Max, il suo unico figlio dal precedente matrimonio; praticamente sconosciuti, tra i due non scatta certo la simpatia. Anzi.
Quella che comincia come una disinteressata sopportazione, però, trova un punto di condivisione proprio nella passione per i "pugili robottoni" che Charlie comanda e che Max, inaspettatamente, sa potenziare a dovere grazie alla sua abilità con i videogames. Insieme ricominciano a vincere e ci prendono gusto, scoprendo infine di non essere così diversi tra loro.
L'opportunità di consolidare davvero il loro rapporto ed i loro sogni arriva con il ritrovamento di un vecchio robot da allenamento che padre e figlio preparano per combattere, scoprendo in lui un potenziale enorme che le macchine di ultima generazione non hanno: la capacità di imparare. Tutto sembra andare per il meglio, non fosse che…
Produzione Disney, con lo zampino di Zemeckis e Spielberg, diretta da Shawn Levy ("Una notte al museo" 1-2) con un certo tocco magico. Infatti il pregio del film non è certo l'originalità, perché la trama è prevedibile e già proposta (vedi "Over the Top"), ma il film ha ritmo e gli attori trovano un buon affiatamento. Il soggetto è stato affidato a Richard Matheson, che scrisse una novella intitolata "Steel" sulla quale il film dovrebbe basarsi.
Da ciò che ho letto resta ben poco della trama originale, ed è una coincidenza strana: Matheson scrisse anche il racconto originale di "Io sono Leggenda", interpretato da Will Smith, che però venne stravolto sia nel contesto che nel significato stesso del finale, al cinema, arrivando a ribaltarlo.
Hugh Jackman (che qualcuno considera "il nuovo Clint Eastwood") è un attore che sa piacere, come Evangeline Lilly del resto: dopo aver lasciato l'isola di "Lost", però, sembra lavorare poco… qui la trovo stretta, nei panni del meccanico di robottoni nonostante sia sempre un bel vedere…
Belli gli effetti speciali e le musiche, i combattimenti sono coinvolgenti e il duetto tra il giovane Dakota Goyo e Jackman commuove più di una volta. Bello, no? Provare per credere.

Asterix451

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Di Miryam (del 11/11/2013 @ 05:00:00, in libri, linkato 941 volte)
Titolo originale
The Innocent Man
Autore
John Grisham
Editore
Mondadori
Prima edizione
2006

Nella cittadina di Ada in Oklaoma, una giovane donna, Debbie Carter, viene rinvenuta senza vita sul pavimento di casa sua, era l’8 Dicembre 1982. A trovare il corpo è una sua amica la quale la trova nuda in un lago di sangue con delle scritte indecifrabili sul corpo.
Le poche anime che si trovano in questo tranquillo paese, si conoscono tutte, anzi sono persone che frequentano regolarmente la Chiesa e nessuna di loro riesce a credere a questo terribile omicidio. Nemmeno la polizia riesce a capacitarsi davanti a questo orrore, infatti anche l’autopsia rileva torture e sevizie sulla giovane vittima. Per cinque anni il caso resta irrisolto fino a quando attraverso prove inattendibili, gli inquirenti danno un volto all’assassino, un certo Ron Williamson, già noto alle forze dell’ordine per i suoi atteggiamenti violenti ed irascibili.
Questo Williamson, è un promettente giocatore di baseball, infatti nel1971, lascia la cittadina di Ada per trasferirsi ad Oakland in California in quanto scelto dalla squadra locale. Dopo circa sei anni di attività, Ron, per un grave incidente ad un braccio, è obbligato a fermarsi e a lasciare la squadra proprio quando stava per emergere, così tutti i suoi sogni vengono infranti portandolo a condurre una vita fatta di alcool, droga e una volta tornato a casa in Oklaoma, non riesce né a tenersi un lavoro, né una relazione stabile, finisce sempre nei guai per risse o sbronze. A questo punto per la polizia, è lui l’artefice del brutale assassino della Carter e viene così arrestato senza prove attendibili. Non avendo denaro per pagare un buon avvocato non riesce a difendersi da questa grave accusa, non solo, tutti i suoi concittadini lo guardano con sospetto e anche i gravi problemi mentali non gli sono certo di aiuto.
Purtroppo nonostante Ron gridi sempre la sua innocenza, viene trasferito nel braccio della morte, ma ad un passo dall’esecuzione viene riaperto il processo con prove che prima erano state manipolate e quindi Ron viene sciolto da ogni accusa. Ormai però è troppo tardi, undici anni in carcere, hanno portato l’uomo in condizioni disastrose, malato in quanto non riceveva le giuste cure, denutrito e mentalmente rovinato, ridotto ad una larva umana.
Innocente”, è stato scritto da John Grisham, autore che è stato ossessionato da questo caso realmente accaduto, in effetti è sconvolgente pensare che una persona venga condotta in carcere con pena di morte senza prove consistenti, ma semplici voci dette poi da persone poco “serie”. Condannare un uomo con superficialità come è successo qui in America, fa molto pensare e riflettere sul sistema, perché credo che prima di praticare l’iniezione fatale, bisognerebbe che lo Stato si togliesse anche il più piccolo dei dubbi!!

Miryam

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Di Angie (del 08/11/2013 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 1031 volte)
Titolo originale
Continuum
Produzione
Canada 2012
Episodi / Durata
10 / 45 Minuti

Lotta contro il tempo... Tornare indietro è solo l’inizio!
Ecco come incomincia questa serie tv che racconta le gesta di Kiera Cameron (Rachel Nicolas) un “Protector”, ovvero un super agente della futura polizia di Vancouver. Nel 2077, Kiera per cercare di evitare l’evasione di 8 prigionieri che, stavano per essere giustiziati per atti di terrorismo, viene involontariamente catapultata insieme ai ribelli indietro di 65 anni, più precisamente nel 2012. La giovane completamente sola e spaesata in questa nuova realtà, ha l’obbiettivo di rintracciare un gruppo (chiamato “Liber 8”) e, fermare i loro tentavi di cambiare il passato e quindi anche il futuro.
Kiera per portare a termine il suo compito si unisce al dipartimento di polizia di Vancouver, collaborando in particolare con l’agente Carlos Fonnegra (Victor Webster). L’agente arrivata dal futuro è dotata di una straordinaria tuta futuristica che, gli permette di essere quasi invincibile negli scontro con i suoi nemici. Grazie all’uso del suo CMR (cellular Memory Recell) , un avanzato clip liquido impiantato nel suo cervello, con il quale riesce a comunicare con il giovane nerd Alec Salder (Erik Knudsen), colui che nel 2077 è stato il creatore di questo sistema di comunicazione ma che, ora nel 2012 è solo un giovane genio con doti informatiche avanzate ignaro del suo futuro. Kiera, sfruttando in segreto l’aiuto del giovane Alec che, le fornisce in tempo reale di informazioni e contatti necessari per operare nel tempo presente, aiuta il suo partner Carlos nelle indagini. Ma sotto a tutto ciò il principale obbiettivo e desiderio di Kiera è quello di tornare a casa nel 2077, per riabbracciare figlio e marito.
Continuum” è una serie tv di fantascienza canadese composta da 10 episodi della durata di 40 minuti circa, prodotta dalla Reunion Pictures, scritta e realizzata da Simon Barry. La visione del primo episodio mi ha subito suscitato grande curiosità che mi ha coinvolto e invogliata a vedere tutti i dieci episodi . La fantascienza mi ha sempre affascinata: vedere queste curiose tecnologie ultra avanzate e una Kiera con una capacità di aggressione ed una agilità fuori dal comune e veramente entusiasmante. Straordinaria la sua mitica tuta, una vera arma da difesa che le permette nel presente di salvarsi da parecchie situazioni. Devo dire che ogni puntata è fitta di azione e suspense. La trama e complessa ma interessante che coinvolge lo spettatore: ogni puntata è un piccolo viaggio nel tempo che ci lascia sempre con il fiato sospeso nel finale di ogni episodio aspettando di vedere se la giovane agente del futuro riuscirà a far ritorno a casa. Continuum è stata rinnovata per la seconda stagione, in quanto ha avuto un buon successo negli Stati Uniti.
A me personalmente è piaciuta molto, se vi piace il genere fantascienza ve la consiglio.

Angie

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Di Namor (del 04/11/2013 @ 05:00:00, in libri, linkato 918 volte)
Titolo originale
El Principe della Niebla
Autore
Carlos Ruiz Zafon
Editore
Mondadori
Prima edizione
2011

Per preservare la sua famiglia dalla guerra, l’orologiaio Maximlian Carver si trasferisce in un piccolo paesino sulla costa spagnola. La nuova abitazione costruita sulla spiaggia, fu edificata e abitata anch’egli da una famiglia i Fleishman da poco trasferitasi anni addietro per sfuggire ad una malevola persona con cui era stato stipulato un tremendo patto poi non mantenuto. Max, il figlio dei Carver percepisce un qualcosa di strano che lo inquieta, nella villa vicina alla loro abitazione vi è un giardino con delle angoscianti statue, viste disposte in tutt’altra maniera da come le ha riviste nei giorni a seguire. L’amicizia con un ragazzo del posto di nome Roland e di suo nonno, il guardiano del faro Victor Krey, porterà alla luce l’inquietante verità sul misterioso accordo tra Fleishman e l’oscuro Dottor Cain che, è ritornato più deciso che mai a riscuotere il suo compenso.
Il Principe della Nebbia” datato 1993 e il primo libro scritto dall’ormai celebre scrittore Carlos Ruiz Zafon.
La storia che supera appena le 200 pagine, e ambientata nel 1943 sulle sponde atlantiche della Spagna, ove una casa sul mare, un faro ed un relitto sommerso, fanno da sfondo ancora una volta ad una delle affascinanti trame dello scrittore catalano. Il libro si lascia leggere volentieri , anche se manca di mordente ed è troppo sbrigativo, chi come me ha letto altri volumi di Zafon, non può certo collocare questo titolo tra i suoi titoli più riusciti.
Se non avete letto ancora niente di questo autore, allora ve lo consiglio per inoltrarvi nel suo mondo per poi assaporare con la dovuta maniera i titoli molto più meritevoli che seguiranno cronologicamente, se invece avete già letto la sua miglior opera: “L’ombra del vento”, lasciate pure stare la lettura di questo volume e risparmiate i soldi per altri titoli più meritevoli.

Namor

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Di Miryam (del 01/11/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 765 volte)
Titolo originale
Faces in the Crowd
Produzione
Canada 2011
Regia
Julien Magnat
Interpreti
Milla Jovovich, Julian McMahon, David Atrakchi, Michael Shanks, Marianne Faithfull.
Durata
 

Anna Marchant ( Milla Jovovich), tornando a casa dopo una bella serata trascorsa in discoteca con le amiche, assiste all’omicidio di una donna. Il killer è conosciuto già dalla polizia come Tearjerk Jack, l’uomo che dopo aver violentato e sgozzato le donne, piange sul loro corpo senza vita. Anna, nonostante sia stata vista dall’assassino, riesce a scappare, ma durante la fuga, inciampa e precipita da un ponte battendo fortemente la testa. Al risveglio, circondata dal suo compagno e i suoi cari, la donna si trova spaesata, in un incubo in quanto non riesce più a riconoscere il volto delle persone, infatti il violento trauma cranico le ha causato un serio disturbo neurologico noto come “prosopagnosia”, che appunto impedisce di distinguere i tratti somatici dei volti.
La nostra protagonista, oltre che gestire questa difficile situazione, deve anche fare i conti con il serial killer il quale la sta cercando, perché sicuro che la donna lo abbia visto in volto. Nel frattempo, cerca di adottare tecniche per riconoscere le persone, soprattutto il suo fidanzato Bryce (Michael Shank)e chiede anche aiuto rivolgendosi alla dottoressa Langenkamp (Marianne Faitfull) esperta nel settore. Nonostante i consigli di quest’ultima, Anna riesce comunque a trovarsi in situazioni imbarazzanti come non riconoscere per esempio suo padre, se stessa nello specchio ed a un certo punto confonde anche il viso di Bryce il quale si sente logicamente offeso a tal punto che il loro rapporto incomincia a vacillare. Abbandonata un po’ a se stessa, la nostra malcapitata, riesce a trovare conforto e aiuto nel detective che sta seguendo il suo caso, un certo Kerrest (Julian Mc Mahon). Nel frattempo, il killer venuto a conoscenza del disturbo di Anna, continua a pedinarla indisturbato.
Autore, nonché regista e sceneggiatore di “ Faces in the Crowd”, è il francese Julien Magnat che da anni lavora nelle serie tv statunitensi. Ha messo in scena un bel thriller che pur avendo le stesse tematiche, e veramente narrato con eleganza e dopo tutto questa “prosopagnosia” da quel qualcosa di innovativo al film. Certo che se approfondiamo il caso medico, questo disturbo è solo visivo e non uditivo perché le persone affette da questo male riescono comunque a convivere riconoscendo le voci, ma la pellicola è talmente intrigante che lo spettatore non fa caso a questo.
Ritengo ottima la performance della Jovovich qui in veste anche come coproduttrice, riesce a calarsi nel ruolo di vittima a pieno, anche se siamo stati abituati a vederla nelle vesti di guerriero ammazza zombi nella serie “Resident Evil”. In conclusione lo ritengo un film da visionare, avrà pure un finale un po’ scontato e prevedibile infatti si riesce a capire in netto anticipo gli eventi, ma resta sempre godibile.

 Miryam

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Di Andy (del 28/10/2013 @ 05:00:00, in musica, linkato 1521 volte)
Artista
Claudio Baglioni
Titolo
Oltre
Anno
1990
Label
CBS

Scusatemi se sono ripetitivo ma qui, per sentire un po’ di musica buona, perlomeno per noi che abbiamo passato i trenta e anche i quaranta da un po’, ci tocca rifugiarci almeno una ventina di anni addietro; e dai sempre costruttivi discorsi con Namor, è venuto fuori un altro album che sia io che lui reputiamo bellissimo.
Ma quando ho letto la data di pubblicazione non mi sembrava vero; “Oltre” di Claudio Baglioni è del 1990!? Anche perché, ragazzi questo album ha un suono veramente eccezionale, sembra inciso adesso e ogni particolare è curato alla perfezione.
Lo ammetto, era un bel pezzo che non lo ascoltavo e ho riscoperto un Baglioni veramente al suo massimo, un equilibrio perfetto tra testi e musica, e qui veramente devo dire ci sono una manciata di canzoni che fanno davvero suscitare delle emozioni che, bisogna sottolinearlo, solo lui è capace di estrapolare da ognuno di noi. Penso che in tanti abbiamo amato il Claudio prima maniera, quel ragazzo semplice e innamorato della vita, sentimentale e un po’ triste, che ha saputo raccontarci storie d’amore come nessun altro, in capolavori come “Questo piccolo grande amore”, “Sabato pomeriggio”ecc., passando poi per il mitico live “Alè-oo”, in cui figuravano i vecchi classici ma anche le canzoni per allora più recenti, tra cui la splendida “Fotografie” o la stupenda “I vecchi”, e la struggente “Ragazze dell’Est”.
Insomma, piaccia o meno Baglioni ha scritto delle canzoni eccezionali e secondo me ha raggiunto il suo momento più alto con due dischi; “La vita è adesso” del 1985, il cui vinile ho consumato e che adoro e che, tra parentesi, detiene tuttora il record di disco italiano più venduto e con il nostro disco in questione, un doppio cd altrettanto bello e curato, tanto che la sua uscita fu rimandata di un anno per riscrivere alcuni testi. Questo album segna la definitiva svolta di Baglioni, che vuole scrollarsi da dosso l’etichetta di “romantico”, anche attraverso un evoluzione musicale notevole; probabilmente è stato molto incisivo l’incontro con Peter Gabriel proprio durante le registrazioni.
Il disco si apre con quello che fu il primo singolo “Dagli il via”, un pop-rock dal testo un po’ complicato, ma che attraverso varie metafore traccia un ponte tra le esperienze passate di un uomo e la voglia di averne delle nuove, chiedendo di essere lasciato libero, probabilmente dalla vita stessa. Come seconda traccia troviamo una delle migliori del disco, “Io dal mare”, una ballata italiana dal suono perfetto, in cui figurano musicisti del calibro di Pino Palladino al basso, Manu Katchè alla batteria e il grande Pino Daniele alla chitarra e cori; Claudio, molto poeticamente e attraverso delle immagini stupende che solo lui sa raccontare attraverso le parole in questo modo, immagina l’ambiente in cui fu concepito dai genitori, durante una vacanza, appunto, al mare: solo Pino poteva infondere la magia mediterranea giusta per questo pezzo stupendo, con quei framezzi di voce e chitarra caldi e sensuali su un tema musicale raffinato, in un finale da brividi.
“Naso di falco”, piena di immagini e di domande sulla vita che cambia nell’uomo che cresce e invecchia. E poi “Acqua dalla Luna”, parole stupende che parlano, sempre attraverso fotografie della vita e metafore, di un uomo sognatore che avrebbe voluto essere un grande mago per stupire e stupirsi durante la propria esistenza, come a creare dei trucchi che potessero rendere tutto più facile, incantevole e purtroppo si deve arrendere al corso degli eventi; ci sono delle frasi bellissime e toccanti, ascoltare per credere: forse la canzone migliore del disco, che penso sia veramente il capolavoro di Baglioni, degno seguito dello stupendo “La vita è adesso”. Va bene, torniamo a Oltre e a un'altra grande canzone, “Tamburi lontani”, musica e parole da lasciarti senza fiato, con l’arrangiamento orchestrale di Celso Valli; c’è tutta una vita in questo brano, quella di Baglioni, le persone care e l’amore perduti, la mancanza del padre prima e poi del figlio, dopo la separazione da Paola Massari, che all’epoca era cosa fresca e dolorosa e un ricordo anche del proprio cane con cui si confidava come con un amico durante l’adolescenza.
“Domani mai”, impreziosita dalla straordinaria chitarra spagnola di Paco De Lucia, un testo molto sensuale imperniato sull’unione carnale di un uomo e una donna che al di fuori del sesso non riescono a portare avanti il rapporto verso un futuro insieme; il finale, dopo un acuto da paura di Baglioni, è veramente uno spettacolo, con le scale nervose splendide di De Lucia sulla chitarra, su una base musicale orchestrata in modo magistrale, struggente. Da sottolineare che il cantautore romano ha avuto in questo album delle idee davvero geniali. Dulcis in fundo,“Mille giorni di te e di me”, cosa dire?! Una delle più belle canzoni d’amore mai state scritte sulla Terra, il racconto amaro della fine di una storia di tre anni, parole come lame che colpiscono dritto al cuore..veramente grandissimo Claudio, nient’altro da aggiungere se non che solo lui è capace di provocare certe emozioni.
Io vi ho parlato delle canzoni che mi colpiscono maggiormente, ma in questo doppio è tutto speciale, un livello eccezionale e un Claudio Baglioni al suo massimo, sia come cantante, che come compositore e musicista; difficile eguagliare una perfezione del genere, però direi che comunque lui rimane uno dei miei preferiti e tuttora uno dei più grandi cantautori che per fortuna, continua a regalare uniche emozioni nei propri concerti, come uniche sono le sue canzoni, che ci hanno fatto veramente sognare..Buon ascolto!

Andy

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Di Angie (del 25/10/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 694 volte)
Titolo originale
White House Down
Produzione
USA 2013
Regia
Roland Emmerich
Interpreti
Channing Tatum, Jamie Foxx, Maggie Gyllenhaal, Jason Clarke, Richard Jenkins.
Durata
137 Minuti

L’agente di polizia John Cale (Clanning Tatum lo ricordiamo tutti o quasi in Magic Mike) insieme alla figlia, si reca alla Casa Bianca per un colloquio di lavoro per far parte dello staff della Sicurezza del Presidente degli Stati Uniti James Sawyer (Janne Foxx). Ma il lavoro dei suoi sogni gli viene negato, in quanto giudicato inaffidabile e inadeguato per tale mansione.
Non volendo deludere sua figlia e recuperare il rapporto con lei (in quanto divorziato dalla moglie), John la porta a fare visita all’interno della Residenza Presidenziale. All’improvviso l’intero complesso viene preso d’assalto da un gruppo armato paramilitare, e con esso anche John e la figlia vengono coinvolti. Il destino sta per esaudirlo, infatti in questo grande caos dettato dal tempo che scorre inesorabile, sta a John Cale prendere in mano la situazione per salvare il Presidente, sua figlia ed il suo Paese… un’occasione unica per dimostrare la sua grande abilità direttamente sul campo.
A poco distanza (neanche sei mesi dopo) da “Attacco al Potere” di Antoine Fuqua, giunge nuovamente nelle nostre sale un altro action- thriller che, pone al centro della trama un altro violento attacco alla Casa Bianca: “Sotto Assedio”, diretto da Roland Emmerich il re del genere catastrofico, famoso per “Independence Day”, “The day after Tomorrow”.
E il secondo film incentrato su un attacco terroristico contro il Presidente degli Stati Uniti e la sua Residenza. Le due storie sono molto simili: l’attacco alla Casa Bianca ed un supereroe che da solo deve portare in salvo il Presidente. Il nostro primo pensiero e: che noia! Ecco la solita storia! Ma Roland Emmerich in questa pellicola, a differenza della precedente di Fuqua, non risparmia le grandi riprese, (elemento che caratterizza tutti i suoi film) con adrenalina pura. Il regista riesce ad essere abbastanza efficace grazie ad una dose in più d’ironia e con notevoli colpi di scena, confezionando così una buona pellicola action-movie, senza tregua e sparatorie spalla a spalla con piccole battute sagaci, intrattenendo senza annoiare lo spettatore.
In “Sotto Assedio” Emmerich non è il solito regista delle catastrofi ma, è anche un regista emozionale (se così possiamo dire), in quanto concentra subito la storia sui legami emotivi dei personaggi. Un agente che si vede negato il lavoro dei suoi sogni, un padre che vuole riconquistare la figlia. La trama non è certo originale perché come in tanti altri film del genere siamo di nuovo di fronte a un uomo comune, che in circostanze straordinarie deve essere all’altezza della situazione e dimostrare tutte le sue abilità. Nonostante ciò la pellicola è risultata ugualmente interessante e coinvolgente.
Comunque (un mio parere personale) malgrado la storia ormai vista e rivista la visione del film è stata piacevole e ho trascorso due ore circa di buona tensione . Roland Emmerich, si può dire, che abbia fatto di nuovo centro per tutti coloro che amano il genere d’azione con effetti speciali ed esplosioni, carichi di azioni e di movimento. Per cui non posso fare altro che consigliare la sua visione ed un buon divertimento, vedrete che troverete sicuramente simpatici quei scambi di battute tra Cale e Sawyer.. il Presidente in versione spalla comica.

Angie

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Di Namor (del 21/10/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 779 volte)
Titolo originale
The Purge
Produzione
USA - Francia 2013
Regia
James DeMonaco
Interpreti
Lena Headey, Ethan Hawke, Edwin Hodge, Max Burkholder, Tony Oller.
Durata
Minuti 85
Trailer

I cittadini americani hanno a disposizione 12 ore di sfogo annuali in cui tutto e permesso, tranne usare armi da guerra e attaccare funzionari dello stato di livello 10. In queste 12 ore in cui la polizia e gli ospedali non operano nessun servizio, ogni metodo di violenza usato per sopprimere qualunque altro essere umano e lecito. Con questa esplosione di inaudita violenza legale, il governo degli Stati Uniti ottiene il suo prezioso tornaconto; l’eliminazione della classe dei più deboli in favore dell’occupazione e una criminalità quasi azzerata durante il proseguo dell’anno.
Mancano poche ore alla Purificazione, James Sandes (Ethan Hawke) che si occupa di sofisticati sistemi di sicurezza per le case, sta rientrando nella sua abitazione per mettere al sicuro la sua famiglia dalle folle 12 ore di ripulitura urbana. Una volta assicurato che tutto sia in sicurezza, i componenti della famiglia si apprestano a passare la serata al sicuro, se non fosse che il figlio preso dalla compassione per le sorti di un uomo in difficoltà, lo aiuta facendolo entrare in casa senza il permesso dei genitori. Una imprudenza che segnerà in maniera indelebili le sorti della famiglia, visto che da lì a poco il campanello della porta suona minacciosamente, mostrando il ghigno delle maschere dei purificatori che esigono la restituzione dello loro vittima designata. L’ultimatum lanciato dalla squadra dei giustizieri, in caso di mancata restituzione della loro preda, consiste nell’attaccare la casa ed il conseguente sterminio di tutti i componenti al suo interno.
Girato e sceneggiato con egregia capacità dallo statunitense James DeMonaco, “La Notte del Giudizio” si rivela un buon thriller, dotato di suspense ed eventi inattesi, capaci di coinvolgere lo spettatore fino alla fine della programmazione. Non è certo un capolavoro del genere thriller, ma come qualità nelle uscite cinematografiche di questa estate è stata una vera sorpresa, visto i palinsesti poco invitanti nelle sale di Agosto!
La pellicola è appena uscita in DVD, da annotare per eventuale noleggio se siete alla ricerca di un titolo dalla durata esigua ed incalzante.

Namor

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Di Miryam (del 18/10/2013 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 961 volte)
Titolo originale
The Vampire Diaries
Produzione
USA 2009
Episodi / Durata
111 / 45 Minuti

The Vampire Diaries” è una serie televisiva statunitense di genere fantasy creata da Kevin Williamson e Julie Plec, che ha avuto il suo debutto nel settembre 2009 sul Network The CW. Questa è basata sull’omonima serie di libri di Lisa Jane Smith, dal titolo “Il Diario del Vampiro. Siamo in Virginia nella città immaginaria di Mistic Falls, un luogo carico di storia soprannaturale dove alcune famiglie fondatrici nascondono segreti che hanno a che fare con vampiri, streghe e lupi mannari.
L’intera storia si evolve intorno alla nostra principale protagonista, Elena Gilbert ( Nina Dobrev), una ragazza adolescente di diciotto anni che si innamora perdutamente di Stefan Salvatore (Paul Wesley), un vampiro di centosessanta anni, che deve fare però i conti con il suo fratello maggiore Damon (Ian Somerhalder) il quale è tornato con un piano diabolico… devastare la città. Come se tutto ciò non bastasse, entrambi i fratelli si rendono conto con il passare del tempo, di provare del sentimento per Elena, forse anche a causa della sua estrema somiglianza con il loro passato amore Katherine Pierce, la donna che a suo tempo li aveva tramutati in vampiri. Inizialmente Kevin Williamson non era molto interessato a sviluppare la serie in quanto il tema trattato poteva essere simile ad altri racconti di vampiri. Tuttavia leggendo i romanzi si è invece convinto che la trama poteva funzionare e così incominciò a girare l’episodio pilota a Vancouver e il resto invece in Georgia.
Ogni serie è composta da 22/23 episodi e sono già state girate quattro serie, e sembra che la CW stia mettendo in onda la quinta… per ora io ho visto soltanto le prime tre. Bisogna dire che ha riscosso un ottimo successo da parte del pubblico vincendo due People’s Choise Awards, uno nel 2010 e uno nel 2012 e addirittura 18 teen Choise Awards. Ho trovato le prime due serie molto avvincenti e piacevoli mentre la terza un po’ più confusionaria perché in ogni puntata apparivano troppi volti nuovi, vampiri, licantropi e ibridi. Nonostante questo, non rinuncerò certo alla visione della quarta serie anche perché il regista finisce sempre l’ultima puntata con la solita scena che desta sempre tanta curiosità, e come ho già anticipato, se uscirà anche la quinta, anche questa farà parte del mio” bagaglio culturale”, ma non sarò certo l’unica perché credo che tutti voi che avete intrapreso questo cammino, mi seguirete fino all’ultima stagione!!

Miryam

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Di Asterix451 (del 14/10/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 786 volte)
Titolo originale
Gravity
Produzione
USA _ Gran Bretagna 2013
Regia
Alfonso Cuarón
Interpreti
Sandra Bullock, George Clooney, Ed Harris, Orto Ignatiussen, Phaldut Sharma.
Durata
Minuti 92
Trailer

Lo Shuttle "Explorer" ed il suo equipaggio sono impegnati in una missione spaziale dedicata alla manutenzione di un satellite per le comunicazioni. Comandati dal Tenente Kowalski (George Clooney), un veterano che cerca di battere il record di navigazione al di fuori dell'astronave, il team sta procedendo alle ultime riparazioni: un intervento di routine, apparentemente, prima del rientro. Ciò che va a sconvolgere il programma di missione e le vite di tutti, è la distruzione di un satellite russo colpito "accidentalmente" da un missile: infatti, la massa dei detriti si mette in orbita intorno alla terra sulla loro traiettoria e l'impatto è inevitabile … non c'è un minuto da perdere, per salvarsi. Purtroppo la Dottoressa Stone (Sandra Bullock) si attarda sino all'arrivo dei frammenti, che investono l'Explorer con effetti devastanti. Gli unici sopravvissuti saranno proprio Kowalski e la donna: per loro inizierà così un'avventura ai limiti della propria coscienza e dello spazio.
Trama minimalista per il nuovo film di Cuàron, che dirige sempre storie di persone prima di tutto, con abilità magistrale e profonda sensibilità. Harry Potter a parte (comunque bello), da "Paradiso Perduto" ai "Figli degli Uomini" il regista messicano si è sempre occupato di raccontare l'anima dei suoi protagonisti: l'esperienza di montaggio e l'abilità dietro alla macchina da presa sono il lasciapassare per mondi introspettivi fatti di immagini, che profumano di un velato erotismo. "Gravity" mette in scena soltanto la Bullock e Clooney, a farle da spalla. Il vuoto spaziale, la Terra ed il silenzio sono fondamentali per sostenere l'incalzare della storia, al suo top in un cinema 3D: si chiudono gli occhi, di fronte ad alcuni asteroidi che sfuggono dallo schermo…
Da vedere per l'eccellente computer grafica e la cura del dettaglio quasi documentaristica; bella la colonna sonora e gli effetti audio. La tensione resta alta, nonostante molte parentesi in cui prendere fiato dedicate alla conoscenza (e ai glutei) della Dottoressa Ryan. La Bullock è brava, Clooney fa ancora il piacione (ma non un è po' inflazionato, ormai?)
Campione di incassi in America, pare che stia andando bene anche in Italia. Io l'ho trovato bello, con una scena madre legata ad una cinghia davvero toccante, però è troppo particolare per essere un "blockbuster": i commenti delle poche persone in sala con me, infatti, non erano entusiastici. Con il rischio di bestemmiare un film ritenuto capolavoro, direi che "Gravity" mi è piaciuto molto più di "2001 Odissea nello spazio" e meno di "Apollo 13". Lunghi silenzi, la trama monotematica ed un finale forse scontato, però, limitano la visione di questa pellicola agli appassionati.
Se lo siete, sarà una bella avventura. Non rovinatelo con il 2D ed uno schermo piccolo.

Asterix451

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Di Angie (del 11/10/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 789 volte)
Titolo originale
Hotel Transylvania
Produzione
USA 2012
Regia
Genndy Tartakovsky
Interpreti
Adam Sandler, Andy Samberg, Selena Gomez, Kevin James, Fran Drescher.
Durata
Minuti 91

Il conte Dracula è il padrone di un bizzarro Hotel a cinque stelle con tutti i confort, dove alloggiano tanti mostri diversi e strampalati, lontani dai pericoli del mondo umano. Per festeggiare il 118° compleanno della figlia Mavis, Dracula, padre iperprotettivo ha invitato nel suo hotel tutti gli amici da Frankenstein al lupo mannaro, per un party indimenticabile. Al’improvviso, però, un simpatico umano di nome Jonathan dotato di zaino in spalla, riesce a raggiungere l’hotel segreto. Varcata la porta girevole dell’hall, il giovane Jonathan si trova in mezzo ad una grande festa e, Dracula accortosi di lui, per evitare il panico dei suoi ospiti maschera il giovane da mostro cercando di cacciarlo il prima possibile. Ma la figlia Mavis accortasi della nuova presenza, prova subito una immediata simpatia prontamente ricambiata dal giovane, facendo aumentare per papà Dracula problemi e paura per l’incolumità per sua figlia.
Hotel Transylvania” diretto Genndy Tartakovsky e prodotto da Michelle Murdocca è la storia di un padre e di una figlia e, come tutti i padri anche questo genitore è iperprotettivo, affettuoso e premuroso verso la propria figlia. A differenza degli altri padri lui però è Dracula, il principe delle tenebre e per tale ragione essi devono nascondersi dal mondo degli umani che li considerano mostri. Come ogni genitore, anche Dracula ha i suoi problemi con la testarda ed intelligente Mavis. Ormai adolescente vuole realizzare il suo sogno: visitare il mondo degli umani, una promessa fattagli da suo padre una volta raggiunta l’età adulta.
Ci troviamo di fronte a un film d’animazione simpaticissimo, ricco di personaggi e colori sfavillanti, con una storia semplice e vivace. I protagonisti sono mostri, tutt’altro che paurosi!! Novità! Tartakovsky in questo cartone è riuscito a renderli buffi, divertenti e in fondo anche buoni, confezionando così una pellicola spassosa e gradevole sia agli occhi del pubblico adolescenziale che al pubblico adulto. In America il film ha avuto un enorme successo infatti, si parla già di un sequel per il 2015.
In conclusione potrei consigliare ai genitori che vogliono trascorrere una piacevole serata con i propri figli di visionare questa pellicola. E una bella favola romantica, ricca di umorismo e dolcezza, inoltre vi posso assicurare che i personaggi che ne fanno parte sono veramente molto spassosi. I ragazzi rideranno per le varie battute strampalate ma, per noi adulti vi saranno anche piccoli momenti che ci portano a riflettere sempre e comunque sorridendo.

Angie

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Di Ladybird (del 07/10/2013 @ 05:00:00, in live report, linkato 1202 volte)
Evento
Concerto
Artista/i
Anna Oxa
Location
Sanremo
Data
30/05/2013

Eccola è lei..il mio mito per eccellenza..tanto lo era allora, quando ancora io giovane donzella affascinata da quella voce strepitosa e quanto ancora lo sono oggi da donna matura..Classe, talento, potenza, energia, fascino, s’incontrano e si fondono in un unica persona, la “camaleontica” Anna Oxa.
Eccola che torna a calcare i palcoscenici di principali teatri italiani, col suo nuovo tour "OXA HISTORY in concert", con la sua grinta, la sua sensualità ci riporta indietro nel tempo, dagli esordi che ricordano la sua prima partecipazione al Festival di Sanremo nel 1978 con il brano "Un'emozione da poco" dove si classificò seconda..e via via ripercorrendo i momenti più significativi e strabilianti della sua carriera con pezzi unici, intensi..30 anni di carriera e non sentirli..già perchè per questa donna gli anni non sembrano essere passati, conserva ancora la stessa carica di un tempo!! Camaleontica sì, perchè oltre ad essere rimasta impressa per le sue incredibili doti vocali, la protagonista di questo tour è anche ben nota per il suo "essere poliedrica", ricca di continue mutazioni: punk, trasgressiva, appariscente, sensuale...Tante sono state le versioni di quest'artista, alcune non condivise, ma comunque pur sempre amata, discussa, chiacchierata...
Sono passati tanti anni dall'ultimo concerto al quale partecipai, è con grande emozione, la stessa di allora, ho potuto ritrovarmi davanti a questa "musa ispiratrice" partecipando a questa tappa del suo tour in un famoso teatro..due ore intense di "vero" canto, al quale non ho resistito alla tentazione di "canticchiarmele" tutte, vestendo così i panni di quella ragazzina che ai Karaoke di allora si cimentava nei panni di questa artista "provando" ad esprimermi, nel mio piccolo, a trasmettere quell’emozione forte che sentivo dentro ogni volta che mi ritrovavo a cantare e che solo chi canta e sa ascoltare buona musica può apprezzare e percepire quell'emozione.
Si apre il sipario e inizia lo spettacolo, un libro aperto e la Oxa comincia a narrare la sua intensa storia musicale; 24 sono i brani proposti dalla sua scaletta, un paio di pausette e tanta grinta, davvero tanta energia, un mix di musica, show e teatro, incantati e intrattenuti dalle bellissime perfomance, da interpretazioni magistrali che l'artista ci ha regalato..trascinandoci nell'ascolto di brani memorabili come: "Pagliaccio Azzurro", "Donna con Te", "Quando nasce un amore" e ancora, "Senza Pietà", "Ti lascerò"; tra le mie preferite "Tutti i brividi del mondo", "Senza di me" e "Un'emozione da poco" e tante altre ancora...accompagnata sul palco da 4 musicisti di grande livello: al piano "Marco Falagiani", alla chitarra "Mattia Tedesco", al basso "Giambattista Giorgi" e alla batteria "Paolo Valli"; tutti vantano di collaborazioni artistiche con grandi della musica cm: Baglioni, Celentano, Zero, Concato, Ruggeri, Tozzi, Martini, Pravo...
Al termine del concerto la cantante ha ricevuto 2 premi: uno dalla famiglia proprietaria del noto teatro nella quale si è esibita, il quale festeggia appunto 50 anni e l'altro dai fans del club "La mia anima d'uomo" che hanno voluto premiarla quale vincitrice morale del Festival di Sanremo 2013, dal quale la Oxa fu, a mio avviso, ingiustamente esclusa.
Nonostante un lungo periodo di sconvolgimento che l'ha portata a stare lontana dai riflettori, meditando a una crescita spirituale, vocale e musicale, ha compiuto la sua rinascita tornando col suo spirito ancora più battagliero, regalandoci così in questa serata un concerto fantastico..una presenza scenica, una voce strepitosa, inconfondibile e trascinante, una donna "imprevedibile e bizzarra", tutto questo e molto di più ha regalato a quanti come me non si stancano ancora di seguirla e lasciarsi trasportare da questa voce potente, dolce e duttile al contempo.

Ladybird

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Di Namor (del 04/10/2013 @ 05:00:00, in libri, linkato 1112 volte)
Titolo originale
Il toro non può perdere
Autore
Eraldo Pecci
Editore
Rizzoli
Prima edizione
2013

Castellini, Santin, Salvadori, P.Sala, Mozzini, Caporale, C.Sala, Pecci, Graziani, Zaccarelli, Pulici.
Questa fu la formazione titolare del Torino allenata da Gigi Radice, che vinse lo scudetto nella stagione 1975/76. A farne parte, poco più che ventenne, un giovanissimo Eraldo Pecci, l’autore di questo libro, “Il Toro non può perdere”, ove egli ci racconta come fu possibile contro ogni pronostico, riportare il tricolore a Torino sulla sponda granata.
Riti, scaramanzie e piacevoli aneddoti vengono raccontati dal simpatico Eraldo, presentandoci ad uno a uno tutti i protagonisti (compresi dirigenti ed amici) di quella fantastica ed indimenticabile avventura.
Eraldo descrive anche luoghi e locali frequentati all’epoca, con i suo compagni in una magica Torino, quando l’Italia era popolata da bella gente e si poteva ancora definire il bel paese.
Non sono un tifoso granata, ma sono sempre stato affascinato da questa grande squadra composta da veri uomini, calciatori che ancora adesso stimo e ammiro per il loro glorioso passato calcistico. Quando ho saputo che era in uscita questo volume, non potevo privarmene, la curiosità di sapere come andò quella fantastica e gloriosa cavalcata verso il primo posto, era troppa.
Una volta letto, devo dire che il libro mi ha ampiamente ripagato della fiducia che vi avevo riposto, Eraldo non ha tralasciato niente e nessuno, includendo all’interno del libro anche delle fantastiche fotografie in bianco e nero che, faranno sicuramente commuovere i supporter granata che potranno riammirare ancora una volta i loro beniamini in giovane età.
Se siete tifosi del grande Torino non potete esimervi dall’acquistarlo e leggerlo, sarebbe davvero un sacrilegio per la vostra fede. Io mi sento di consigliarlo anche a coloro che hanno amato il calcio ed i suoi protagonisti di un tempo, vedrete che alla fine della lettura, non potrete fare a meno di rimpiangere il bel calcio di una volta ed i suoi protagonisti privi di tatuaggi, ma con ben altri morali sociali e sportivi.

Namor

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Anche questo titolo ...
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