BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Angie (del 28/01/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 850 volte)
Titolo originale
Trouble With the Curve
Produzione
USA 2012
Regia
Robert Lorenz
Interpreti
Clint Eastwood, Chelcie Ross, Ed Lauter, Amy Adams, Raymond Anthony Thomas.
Durata
111 Minuti
Trailer

Dopo “Gran Torino”, ecco il ritorno del burbero ora ottantenne Clint Eastwood, come protagonista nel film “Di Nuovo in Gioco”.
Gus Lobel (Clint Eastwood) è un anziano talent scout di baseball sempre in cerca di nuovi talenti, egli è talmente bravo che sa riconosce un bravo battitore, solo dal suono che produce la palla sulla sua mazza. Ma per la sua età avanzata, l’ufficio centrale degli Atlanta Braves, inizia a mettere in discussione le sue capacità, tanto che vorrebbero metterlo in pensione. L’unica persona che può aiutarlo è sua figlia Michey (Amy Adams), brillante avvocatessa in carriera, che ha sempre avuto un rapporto difficile con suo padre Gus. Malgrado l’obiezione del padre, Michey decide di accompagnarlo per un ultimo incarico in Nord Caroline, mettendo a repentaglio la sua stessa carriera per salvare quella del padre. Il viaggio sarà anche l’occasione per i due di comprendere alcune verità rimaste nascoste per molto tempo, creando le dovute ed immancabili incomprensioni tra loro.
Clint nonostante avesse annunciato il ritiro come attore dopo il film ”Gran Torino”, lo ritroviamo sullo schermo in “Di Nuovo in Gioco”, film diretto dall ‘esordiente Robert Lorenz, collaboratore di lunga data di Clint Eastwood.
In questa pellicola, il suo ruolo di padre bisbetico dedito al Baseball e di uomo rude, ma dal cuore tenero che rifiuta la sua malattia (l’invecchiamento) è riuscito ancora una volta ad intrattenere il grande pubblico. La trama del film si basa su una storia semplice, come il difficile tema dei rapporti umani tra padre e figlia, il tutto nella cornice del mondo del baseball a far da sottofondo. Per il piacere del pubblico, la conclusione a lieto fine è inevitabile, così come la storia d’amore inserita al suo interno tra Michey e Jhonny.
Buono il cast, con un Clint sempre impeccabile e bravo ancora oggi con il suo volto pieno di rughe , un vecchio che recita a fare il vecchio! Nonostante ritroviamo lo scorbutico Gus come una copia conforme al personaggio Kowalski di Gran Torino, è un film godibile, classico e a tratti anche emozionante.
Secondo me, se volete trascorrere una piacevole serata senza troppe pretese, visionatelo non è male !

Angie

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Di Andy (del 25/01/2013 @ 05:00:00, in musica, linkato 1205 volte)
Artista
Depeche Mode
Titolo
Tour of the Universe-Live in Barcellona
Anno
2010
Label
EMI

Subito un ringraziamento particolare al mio amicone Namor, che mi ha passato questo ottimo dvd che si chiama Tour of the Universe-Live in Barcellona, reperibile in diverse edizioni compreso il blue ray, ed è la registrazione di due date, il 20 e 21 novembre 2009, effettuate più o meno a metà del tour mondiale intrapreso per promuovere l’album Sounds of the universe.
Si parla dei Depeche Mode, la più grande band elettronica britannica la cui formazione risale all’ormai lontano 1980 e comprende David Gahan alla voce, Martin Lee Gore e Andy Fletcher; questo il trio che rappresenta il nucleo della band nella quale, nel corso degli anni, si sono succeduti vari musicisti, per poi trovare negli ultimi anni e anche in questo tour, il giusto apporto nelle tecnologiche tastiere di Peter Gordin e la granitica batteria di Christian Eigner, e il sound è cambiato, eccome! Certo è che a questo gruppo le vicissitudini non sono mancate, in primis la tossicodipendenza sia di Gahan che di Gore e che hanno portato, nel corso di questa lunga carriera, anche a molti dissapori interni, ma che devo dire, vedendo ed ascoltando questo dvd, sono stati superati brillantemente. In questa stessa turnè sono state annullate quattordici date a causa di un operazione super urgente a cui si è sottoposto Dave per asportare un tumore in fase iniziale; negli anni novanta era stato vittima di un infarto che l’aveva quasi ucciso, causato da un mix di stress per i continui concerti e la droga assunta in dosi massicce.
Un po’ di storia: i primi successi del gruppo sono Just can’t enough e Everithing Counts, due pop song elettroniche sfacciatamente dance, appartenenti al primo periodo della discografia della band che invece a partire da Black Celebration, bellissimo album dell’86, diventa più introspettiva e forse più seria ed è decisamente la fase che io preferisco. Le atmosfere diventano più dark, le tastiere diventano meno prepoderanti, lasciando il posto agli ottimi inserimenti di chitarre elettriche suonate da Gore e alla batteria acustica, che si aggiunge ai ritmi della drum machine che rimane più in sottofondo; ed è questo il sound che troviamo anche in questo dvd che si apre con In chains, potente e scura, estratta da Sounds of the universe, passando per la stupenda Walking in my shoes, del 93, con un base ritmica molto tosta sorretta dal potente drumming di Eigner per trovare Precious, un'altra grande canzone. La chicca di questo live secondo me sono le due canzoni che canta Martin, che ha una voce stupenda, alla David Bowie; la prima è l’inquietante Jezebel, dalle sonorità appunto molto vicine al genere di Bowie, un gran pezzo; la seconda è la stupenda Home, voce e piano..da brividi, veramente! Senza nulla togliere a Gahan, Gore è dotato di un interpretazione magistrale e il pubblico risponde con una standing ovation di cinque minuti, in cui intona il frame della canzone, facendo faticare la band a riprendere a suonare..spettacolo!! Non poteva mancare Enjoy the silence, che dire di un pezzo così, eseguito in una versione trascinante con una coda tecno-funk-dance esagerata; insomma, ragazzi, un concerto bestiale davvero perché poi c’è Never let me down again, che risuonata con questa potenza è ancora più bella. Ruvidissimo il suono di chitarra scelto per il riff di Personal Jesus, una base potentissima sotto la voce calda di Dave per una delle canzoni più famose del gruppo britannico. Il finale è affidato a Waiting for the night, cantata in duetto da Dave e Martin con solamente un tappeto di piano a far da sottofondo a queste due splendide voci.
Ci sono altre canzoni che non ho nominato ma, credetemi, i Depeche si dimostrano in ottima forma ed è un ottima notizia in previsione dell’uscita del nuovo album di inediti in studio, il tredicesimo, prevista per il prossimo 25 marzo e sono veramente ansioso di ascoltare qualcosa di nuovo da parte di questa grandissima band.. Buona visione e ascolto!

Andy

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Di Namor (del 21/01/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 929 volte)
Titolo originale
Jack Reacher
Produzione
USA 2012
Regia
Christopher McQuarrie
Interpreti
Tom Cruise, Rosamund Pike, Richard Jenkins, David Oyelowo, Werner Herzog.
Durata
130 Minuti
Trailer

Dopo aver preparato meticolosamente le cartucce, un uomo imbraccia il suo fucile da tiratore scelto per sistemarsi sul piano più alto di un multi parcheggio. Dopo essersi sistemato nella classica posizione di tiro, sceglie a caso cinque persone eliminandole senza alcuna esitazione. La polizia accorsa sul posto, indirizza immediatamente le indagini su un probabile cecchino, considerata la precisione con cui ha eliminato le sue vittime da lunga distanza. Il colpevole della mattanza è James Barr (Joseph Sikora), un ex militare che prontamente viene arrestato. Mentre procede verso il carcere trasportato dalla polizia, il pluriomicida viene selvaggiamente pestato fino al coma da altri detenuti. Prima del trasferimento, Barr, senza fare nessuna dichiarazione, aveva consegnato al suo avvocato un foglio sul quale c’era scritto: Jack Reacher.
Ex investigatore dell’esercito, ora divenuta una leggenda introvabile, Jack Reacher (Tom Cruise) dopo aver visionato la scena del crimine, su richiesta dell’avvocato Helen Rodin (Rosamund Pike), non è convinto che il colpevole sia Barr, ma che qualcun’altro abbia realizzato la strage facendo ricadere appositamente la colpa su di lui. La ricerca del vero colpevole porterà alla luce la reali motivazioni dell’insano gesto, compiuto per coprire l’ennesima vicenda di corruzione e potere. Sceneggiato dal nono romanzo “La prova decisiva” di Lee Child, “Jack Reacher – La prova decisiva” è il nuovo action movie dell’intramontabile Tom Cruise, diretto dal regista Christopher McQuarrie.
Dopo aver visto uno dei trailer meno edificanti per un film in promozione, mi son recato al cinema convinto di assistere alla proiezione di un’ ennesima boiata, visto che Cruise figurava anche come produttore! Invece con mia sorpresa il film è stato molto gradevole ed avvincente, merito di una sceneggiatura incalzante e piacevole, con protagonista un Cruise in ottima forma. A dispetto dei suoi innumerevoli colleghi over 50, Cruise artisticamente si è saputo conservare scegliendo sceneggiature all’altezza del suo nome, mentre tanti altri illustri nomi son caduti nel dimenticatoio Hollywoodiano per le loro scelte errate.
Questa pellicola dal sapore anni 80 è l’ennesima conferma dell’indiscusso talento di Cruise, per cui consiglio ai suoi fan di non perdere questo lodevole titolo.

Namor

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Di Miryam (del 18/01/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1092 volte)
Titolo originale
Secretariat
Produzione
USA 2010
Regia
Randall Wallace
Interpreti
Diane Lane, John Malkovich, Carissa Capobianco, Margo Martindale, Nestor Serrano.
Durata
116 Minuti
Trailer

1969, Penny Chenery (Diane Lane), è la classica casalinga americana con un marito, quattro figli e una casa da gestire.
Una mattina mentre era intenta a preparare la colazione ai suoi familiari, squillò il telefono, purtroppo le venne comunicato la morte della madre.
Per questo triste avvenimento, Penny si vede costretta a cambiare tutta la sua vita. Infatti, a funerale avvenuto, si rende conto che il ranch di famiglia non naviga certo in buone acque, il padre ormai affetto da demenza senile, non è più in grado di gestirlo. Così suo malgrado, viene catapultata in un mondo prettamente maschile, cioè deve diventare un’allevatrice di cavalli. Nonostante sia inesperta del ramo, cerca di sfruttare al meglio il suo intuito e la sua intelligenza, cercando di scegliere le collaborazioni giuste, infatti licenzia il vecchio addestratore e nomina invece Lucien Laurin ( John Malkovich). In quel periodo, c’erano due giumente che dovevano partorire due puledrini, e la sorte volle che nel lancio della monetina, Penny perse, fu molto contenta di questo perché le tocco il puledro scartato, ma era proprio quello su cui lei aveva messo gli occhi perchè figlio di un grande campione. Al giovane cavallo venne dato il nome di Big Red, tramutato poi in Secretariat. Nonostante la fattoria fosse gravata da un enorme debito fiscale, circa sei milioni di dollari, e le continue pressioni di suo fratello e di suo marito che cercavano di fargli vendere tutto compreso il cavallo per il quale aveva ricevuto un’ottima proposta, Penny , con l’aiuto dell’assistente Eddie Sweat (Nelsan Ellis), incominciò a crescere il puledro e proprio la sua caparbietà la portò a diventare una bravissima allevatrice di cavalli da corsa, costruendo intorno a sé una bella squadra formata da allenatore, stalliere e fantino, rivelandosi una formazione vincente.
“Un anno da ricordare - Secretariat” è l’ultimo lavoro di Randall Wallace, ispirato al libro di William Nack Il film è proprio la vera storia di questo purosangue avvenuta tra gli anni 60 e 70, che riuscì a vincere la Triple Crown statunitense con un distacco che ancora oggi è rimasto imbattuto. Big Red, come veniva chiamato dai “familiari”, una volta ritirato dalle gare, generò diversi campioni, purtroppo morì all’età di diciannove anni, precisamente nel 1989, a seguito di una persistente febbre che non gli permetteva più di stare in posizione eretta, così la proprietaria, decise d’accordo con il veterinario di porre fine alle sofferenze con l’eutanasia.
Essendo una storia vera, è logico che avesse il finale scontato, rimane però una bella pellicola dove non mancano certo i sentimenti, le imprese di questo cavallo riescono a coinvolgere lo spettatore anche se non esperto del ramo. Devo aggiungere inoltre una bella interpretazione di Diane Lane, brava e bella , si può dire che da sola regge tutto il film.
Essendo una pellicola firmata Disney, non poteva non essere indicata per tutta la famiglia, infatti ne consiglio la visione.

 Miryam

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Di mimmotron (del 14/01/2013 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 1389 volte)
Titolo originale
Game of Thrones
Produzione
2011
Episodi / Durata
20 / 60 Minuti

Il Trono di Spade e' una serie tv tratta dal romanzo fantasy Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R. R. Martin.
Va subito detta una cosa, l'aspetto fantasy nelle prime due serie, quelle fino ad ora trasmesse per un totale di venti episodi, non e' marcato.
Raccontarvi la trama o solo accennarvi non sarà propriamente facile, poiché proprio come accadeva nel medioevo gli intrighi e i legami familiari tra i vari protagonisti sono articolati, ma soprattutto ben sviluppati dagli sceneggiatori. Su Il Trono di Spade siede re Robert Baratheon che fatica non poco a controllare i sette regni che compongono i suoi domini. Per dominarli si avvale del forte esercito dei Lannister, famiglia a cui appartiene sua moglie, ma che li vede coinvolti nel regicidio che ha portato sul trono lo stesso Robert Baratheon e per tanto mal visti da molti. Fedele alleato e amico del re e' Eddard Stark lord di Grande Inverno che viene nominato Primo cavaliere del re, quindi con incarichi di rilievo all'interno della corte. Ruolo che lo porta al centro di una congiura. Il suo regno e' inoltre responsabile del controllo della frontiera nord che proprio come il vallo Adriano, qui chiamato la Barriera, tiene lontane le popolazioni situate più a nord dello stesso. Popolazioni di cui non e' ben chiara la natura.
La casata dei Targaryen, dopo essere stata spodestata da Il Trono di Spade ed essere stata esiliata su di un isola cerca di ritornare in possesso del suo regno. A capo di questa famiglia abbiamo la principessa Daenerys, la madre dei draghi. Su questo epiteto non aggiungo altro per non togliervi il gusto di scoprire l'affascinate personaggio.
Dopo averci fatto conoscere tutti i protagonisti nella seconda serie scoppiano i conflitti tra i sette regni, poiché con la morte del re sono in molti ad ambire a Il Trono di Spade. Il pretesto che da il via alla guerra e' dovuto al fatto che tutti sanno che il primogenito del re non e' legittimo, ma frutto dell'adulterio della regina. A salire sul trono e' comunque quest'ultimo, Joffrey che mostra fin da subito dei segni di squilibrio psichico tali da portarlo a condannare a morte lord Stark, inimicandosi cosi' il suo popolo. Appena raggiunto dalla notizia il figlio maggiore Robb Stark radunati i vessilli del Nord e muove verso il castello per vendicare la morte del padre e liberare le sorelle ostaggio del folle re. Stannis Baratheon fratello del re si considera il legittimo erede al trono non avendo Joffrey un legame di sangue con il defunto re; in questa sua rivendicazione viene appoggiato da lord Greyjoy, spinto da vecchie ruggini con gli Stark. Stannis Baratheon promette infatti, in cambio del appoggio navale offerto alle sue truppe da Greyjoy, il controllo dei territori del Nord, da sempre rivendicati. Nel frattempo la principessa Daenerys Targaryan sembra aver approntato un nuovo esercito ed essere pronta con la sua rinnovata flotta a fare rotta verso Approdo del Re per sedersi su Il Trono di Spade che ritiene le appartenga di diritto.
Nel frattempo Jon Snow, altro figlio illegittimo, ma questa volta di lord Stark e per questo inviato presso la Barriera, intraprende l'esplorazione dei territori posti oltre la stessa per indagare sui segnali, sempre più chiari, di una riorganizzazione dei popoli che vi risiedono volta al tentativo di invadere e saccheggiare il regno.
Come avevo accennato non e' facile dare un'idea di questa serie tv tra i molti protagonisti ed una trama ben strutturata. Mi auguro pero' che non per questo rinunciate a guardare Il Trono di Spade. A me e' piaciuta molto anche perché l'aspetto scenico e' veramente ben costruito, costumi e fotografia restituiscono molto ben l'ambientazione. Le riprese anche se in alcuni casi modificate digitalmente sono state effettuate in diversi bellissimi luoghi quali l'Irlanda, Malta, Croazia ed Islanda; questo per indurvi ulteriormente all'idea che sia una serie tv da prendere seriamente in considerazione.

mimmotron

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Di Angie (del 11/01/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 859 volte)
Titolo originale
Safe House
Produzione
USA - Sud Africa 2012
Regia
Daniel Espinosa
Interpreti
Denzel Washington, Ryan Reynolds, Vera Farmiga, Brendan Gleeson, Sam Shepard.
Durata
115 Minuti
Trailer

Il più temibile e famigerato ex agente della Cia Tobin Frost (Denzel Washington) pluricercato da anni è diventato una spia indipendente in possesso di un microchip con documenti compromettenti da vendere al miglior offerente.
Dopo molti anni in cui si erano perse le sue tracce, viene catturato e portato in una “Safe House”(Una casa segreta adoperata dalla Cia x nascondere i testimoni), per essere interrogato sotto tortura da suoi ex compagni. In quel mentre, una squadra di mercenari attacca la casa sicura e uccide quasi tutti gli agenti. L’unico agente sopravvissuto è la giovane recluta Matt Weston (Ryan Reynolds), che ha sempre vissuto in uno stato di frustrazione in quanto relegato come custode nel “rifugio segreto”. Matt, che aspira ad un avanzamento di carriera e a tenere in piedi la relazione con la donna che ama, per lui è giunto il momento e l’occasione per mettersi alla prova e dimostrare tutto il suo valore. Ha di fronte a sé uno degli uomini più pericolosi del mondo: la leggendaria spia Tobin Frost, che deve portare in salvo. Tobin, aiutato così dal giovane agente operativo, si ritrova a fare coppia con lui per sfuggire ai mercenari. I due, diciamo, così alleati, devono trovare il modo di sopravvivere a riuscire a scoprire chi li voglia morti. A questo punto l’unico scopo di Matt è non solo quello di proteggere questa famigerata spia, ma di decidere anche da che parte stare prima che entrambi siano eliminati dal gioco. Alla fine entrambi saranno costretti dalle circostanze a collaborare se vogliono sopravvivere.
Safe House”e un thriller da 87 milioni di dollari, ambientato tra gli Stati Uniti ed il Sud Africa, diretto dallo svedese Daniel Espinosa, al suo quarto lungometraggio con il grande protagonista Denzel Washington, che dopo l’ottima interpretazione in “American Gangster”, torna al cinema d’azione con questo spettacolare ed eccitante thriller accompagnato al suo fianco dall’attore Ryan Reynolds. Il talento di Denzel ha sempre regalato magnifiche interpretazioni (lo ricordo nel film Pelham 1 2 3 ) e, in “Safe House” è riuscito (a mio parere) ad immedesimarsi molto bene nel suo personaggio. Quel cappellino, sciarpa, occhiali, orecchino, la sua capigliatura brizzolata e quel sorrisetto sulle labbra come se volesse dire: “ci vuole ben altro per prendermi!”, rende il personaggio ancor più credibile e conferisce nello stesso tempo fascino e mistero.
Nonostante la trama non sia innovativa: i soliti inseguimenti, sparatorie, misteri politici, esplosioni e complotti, “Safe House” è stato un buon film d’azione, ricco di suspanse ed intrighi, con un ritmo decisamente avvincente. Suggerirei di visionarlo anche per ammirare l’accoppiata (per me ben riuscita) tra Wsahington e Reynolds, le due star di questo action/thriller. Inoltre al regista Espinosa va il grande merito di aver saputo rendere interessante e piacevole la visione di questo spy-movie per tutti i suoi 115 minuti di durata. In conclusione vi posso assicurare che non mi sono annoiata, anche se la tematica affrontata risulta quanto mai attuale. La bravura dei due protagonisti sono riusciti a farmi tenere il fiato sospeso dall’inizio alla fine del film.

Angie

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Di Namor (del 07/01/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 932 volte)
Titolo originale
The Lincoln Lawyer
Produzione
USA 2011
Regia
Brad Furman
Interpreti
Matthew McConaughey, Marisa Tomei, John Leguizamo, Ryan Phillippe, Michaela Conlin.
Durata
118 Minuti

Mickey Haller (Matthew McConaughey) è un brillante avvocato di Los Angeles, con i suoi metodi da filibustiere che utilizza verso il sistema ed i suoi singolari clienti, sa sempre come trarre il maggior profitto personale in ogni occasione. I suoi assistiti sono per lo più delinquenti di ogni sorta, che lui, abilmente difende con risultati più che soddisfacenti. L’occasione per il grande salto, gli viene offerta dal suo conoscente Val (John Leguizamo), un furfante sempre in cerca del guadagno facile. Il cliente da difendere reo del crimine di aggressione a mano armata nei confronti di una ragazza, si chiama Louis Roulet (Ryan Phillippe) un giovane rampollo di famiglia benestante. Inizialmente l’accusato dichiara di essere stato incastrato dalla ragazza, che altro non è che una prostituta di alto bordo che aveva provato ad adescarlo in un locale. Durante le ricerche di rito, effettuate dal suo amico e collega Frank Levin (William H. Macy), sorgono alcune incongruenze sul resoconto dato dal giovane playboy incriminato e Haller inizia ad avere dubbi sulla sua professata innocenza. La chiave di svolta sarà rivelata da un caso analogo di un suo assistito ancora detenuto in galera, il quale fino alla condanna, si era proclamato innocente. Mentre il processo si svolge, le indagini sul passato dell’indagato faranno emergere oscure verità, che metteranno a repentaglio la vita della famiglia di Haller ed i suoi collaboratori.
Tratto dal libro “Avvocato di difesa” di Michael Connelly, “The Lincoln Lawyer” si rivela (con mia grande sorpresa) un film di tutto rispetto, che non avrebbe certamente sfigurato, se fosse stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane. La pellicola diretta da Brad Furman, si avvale di un cast di attori dal buon rendimento come: Matthew McConaughey, John Leguizamo, Ryan Phillippe, William H. Macy e Marisa Tomei. Tra questi nomi di punta, vi figura (in un piccolo ruolo) anche l’indimenticato protagonista di “Strade di FuocoMicheal Parè.
Inizialmente al progetto doveva far parte anche Tommy Lee Jones, che ha abbandonato per divergenze tecniche, ma la sua dipartita non ha influito sul film, considerato che Matthew McConaughey si è rivelato in uno stato di grazia quasi eccellente, nell’interpretare l’avvocato Haller.
Se avete voglia di iniziare l’anno vedendo un buon film, evitate fregature e prendete nota di questo lodevole titolo per il vostro prossimo noleggio o acquisto di DVD.

 Namor

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Di slovo (del 25/12/2012 @ 05:00:00, in redazione, linkato 1331 volte)
image by slovo

la redazione di Blogbuster augura a tutti
: - ) B U O N E F E S T E : - )

le recensioni riprenderanno il 7 gennaio 2013.
; - ) a presto!

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Di Angie (del 21/12/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 995 volte)
Titolo originale
Hysteria
Produzione
Gran Bretagna, Francia, Germania 2011
Regia
Tanya Wexler
Interpreti
Maggie Gyllenhaal, Hugh Dancy, Jonathan Pryce, Rupert Everett, Ashley Jensen.
Durata
100 Minuti

Isterica... quante volte abbiamo sentito questo vocabolo associato (naturalmente) ad una donna!
Londra fine ‘800: un periodo storico molto importante a cavallo tra la pudicità dell’epoca vittoriana e dell’utilizzo della elettricità. Un’epoca dove secondo la storia studiata, si immaginava il bon ton di queste signore inglesi tutte dedite al giardinaggio e al tè pomeridiano. Invece, sembrerà strano ma, ci troviamo di fronte a donne vestitissime tutte (quasi) over 50, sdraiate a gambe larghe per “curare” la propria inquietudine grazie al “magic touch”! Proprio così! La maggior parte di esse, il 50% erano affette dal “male del secolo” detto”Hysteria”, che a quell’epoca era considerata una forma di nevrosi tipica delle donne, caratterizzata da vari disturbi psichici, come l’ansia, la depressione, l’irritabilità e l’angoscia. Il Dott. Dalrymple(Jonathan Priyce), specialista di medicina femminile ed esperto di “Hysteria”, si trova a fronteggiare una vera e propria epidemia di questo male, ed essere assediato da una quantità di pazienti isterici. Questi con l’aiuto del suo assistente, il brillante giovane medico Mortmer Granville(Hungh Dancy), tratta questi casi di “isteria” con metodi tradizionali. La terapia consiste in un massaggio manuale degli organi femminili, che a quanto pare sembra funzionare alla perfezione con la guarigione delle pazienti. Ma sorge un piccolo problema per il giovane medico in quanto ha tremendi crampi alle mani, non riuscendo più a soddisfare le sue pazienti che sono sempre in aumento. Mortmer escogita un’idea brillante, grazie al suo amico Edmund(Rupert Everett) inventore della scienza dell’elettricità, progetta uno strumento di piacere per la cura. Un’invenzione che rese tutti felici e anche di grande successo: “il vibratore elettromagnetico”.
“Hysteria” film diretto da Tanya Wexler è una commedia romantica britannica basata su un fatto storico, dove racconta l’origine e diffusione dell’oggetto, nato originalmente con funzioni terapeutiche nell’Inghilterra Vittoriana. In un epoca in piena rivoluzione industriale e dove le invenzioni erano all’ordine del giorno, ne fu coinvolto anche il mondo del piacere con l’ideazione (creata casualmente) da parte del dot.Mortmer: il vibratore elettromeccanico.
Buono il cast che vede tra i protagonisti la candidata all’Oscar Maggie Gyllenhaal (Charlotte) esuberante, accanto a Jonathan Pryce (Darymple), attore di fama internazionale, vincitore di famosi premi e conosciuto nel ruolo “I pirati dei Caraibi”. E stata una pellicola divertente e brillante, ben congeniata ove non mancano anche alcuni “sketeh “ divertenti. La leggerezza del film e i dialoghi frizzanti non fanno cadere la storia nel volgare o nel ridicolo, il film è stato spassoso all’inizio nel vedere come questi due medici, scevri da ogni pensiero peccaminoso, praticavano la stimolazione genitale alle loro pazienti “isteriche”. Era proprio una vitaccia per loro, in modo particolare x il dottorino, con i suoi crampi alle mani!
Una piccola curiosità: sappiate che anche la avvenente regina Vittoria si dice che abbia sperimentato questa nuova vibrante scoperta!! In conclusione l’ho trovata una gradevole commedia, un piccolo viaggio ironico e garbato nell’Inghilterra Vittoriana: periodo puritano e rigido dove le donne trascorrevano la vita tra casa, figli e lavori usuranti. Chi vuole essere curiosa o curioso può darci un ‘occhiata Buon divertimento!

 Angie

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Di Miryam (del 17/12/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1278 volte)
Titolo originale
The Awakening
Produzione
Gran Bretagna 2011
Regia
Nick Murphy
Interpreti
Rebecca Hall, Dominic West, Imelda Staunton, Lucy Cohu, John Shrapnel.
Durata
104 Minuti

Siamo alla fine della prima guerra mondiale, ci troviamo in Inghilterra e precisamente nel 1921 dove numerosi truffatori, a fini di lucro, tentano di evocare gli spiriti dei caduti in guerra. Per smascherare queste persone e per venire in aiuto ai familiari dei scomparsi già provati dal dolore delle perdite, arriva la scrittrice Florence Cathcart (Rebecca Hall) appassionata anche di spiritismo. La giovane donna, amareggiata per la prematura morte del fidanzato, cerca di dare sempre delle spiegazioni razionali sulle varie teorie del sovrannaturale. Ad un certo punto viene interpellata da Robert Mallory (Dominic West) per visitare Rookford, un vecchio collegio di campagna dove sembra esserci la presenza di un fantasma di un bambino. Dopo alcuni giorni di indagini, Florence crede di aver risolto il mistero, per lei si trattava solo di uno scherzo tra ragazzi, però mentre era già pronta a lasciare il collegio, si affacciano dei fatti inspiegabili ed e proprio qui che Florence deve fare i conti con il suo passato, che sembrava aver dimenticato, mentre invece pian piano riaffiora nella sua mente, facendo emergere tristi ricordi che il suo cervello aveva dimenticato, o meglio cercato di cancellare.
1921 Il mistero di Rookford” il cui titolo originale era “ The Awakening”, è stato diretto e scritto da Nick Murphy, con la collaborazione di Stephen Volk. Questo regista inglese è qui agli esordi con il primo lungometraggio, in quanto nel suo passato si era dedicato esclusivamente a documentari e produzioni televisive.
Bisogna dire che è stato veramente in gamba, un’ottima sceneggiatura in tutto per tutto, dall’atmosfera misteriosa ai costumi degli anni ’20, non solo, il regista fa capire che non servono catinelle di sangue come spesso appaiono nei film horror, ma a volte basta qualche porta cigolante, le varie stanze illuminate con la luce fioca di qualche candela, per far spaventare lo spettatore, insomma un film di fantasmi vecchio stile!
Ottima anche la scelta degli attori, niente da dire su Rebecca Hall, già conosciuta per “The Prestige” e “Vicky Cristina Barcellona”, di cui è candidata al Golden Globe, fantastica anche l’interpretazione dell’ attrice inglese Imelda Staunton, che veste i panni dell’infermiera Maud Hill in un ruolo molto significativo nel film.
Il mio commento non può essere che positivo, amo i film girati in epoche datate, suscitano ansie e paure e devo dire che questo film ne ha tutte le caratteristiche, perciò se non l’avete ancora visto, guardatelo, due ore spese bene!!!

 Miryam

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Di Namor (del 13/12/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 940 volte)
Titolo originale
Savages
Produzione
USA 2012
Regia
Oliver Stone
Interpreti
Blake Lively, John Travolta, Aaron Johnson, Salma Hayek, Emile Hirsch.
Durata
131 Minuti

Ben (Aaron Johnson) ed il suo fraterno amico Chon (Taylor Kitsch), producono e spacciano la miglior marijuana del Mondo. I due oltre a dividersi i profitti di tale commercio, si dividono di comune accordo l’amore della bella Ophelia (Blake Lively), che di buon grado gode appieno del proficuo triangolo.
Ben è laureato in botanica e marketing, Chon è un ex Marine con due missioni alla spalle (Iraq, Afghanistan), per Ophelia; Chon rappresenta il metallo freddo, Ben è legno caldo, Chon scopa, Ben fa l’amore.. loro due insieme compongono l’uomo perfetto.
Ai due soci viene recapitata una mail con un video, in cui si vede una persona mascherata passeggiare tranquillamente in mezzo ad un consistente numero di teste mozzate. I corpi decapitati sono appesi al muro su dei ganci, il luogo sembra essere uno scantinato adibito a stanza da macello. Il mittente del videoclip e uno spietato cartello di droga messicano, capeggiato dalla crudele Madrinha Elena (Salma Hayek), che intima ai due soci la loro compartecipazione dei loro profitti. Dopo aver valutato attentamente i possibili scenari, Ben e Chon declinano l’offerta con l’intenzione di cedere il passo, ma tale rifiuto non è ammesso dal cartello, che in risposta rapiscono Ophelia, minacciando i due amici di ucciderla se non collaborano con loro. Lo scontro è ormai inevitabile tra le due fazioni, la spietatezza ed il potere dei messicani contro la tattica e la tecnica dei due compagni d’affari, saranno l’ago della bilancia per la vittoria finale.
Diretto dal premio Oscar Oliver Stone, “Le Belve” è una pellicola dai toni Tarantiniani, ove si evince poco del classico stile di Stone, basato sui conflitti interiori dei suoi protagonisti. Difatti questo titolo non sembrerebbe neanche suo, se non fosse che in locandina appare il suo nome alla voce regia.
Il cast allestito dal cineasta newyorchese è di tutto rispetto, le nuove leve: Aaron Johnson, Taylor Kitsch e Blake Lively, ben si fronteggiano con i vecchi big: Salma Hayek, Benicio del Toro e John Travolta che, per esperienza e spessore surclassano il nuovo ed arrembante trio di giovani attori. La pellicola seppur con qualche lieve difetto di sceneggiatura, si saprà far apprezzare da chi ama gli action movie con una buona dose di adrenalina. Al sottoscritto non è dispiaciuto, il film sa tenere discretamente alto l’interesse fine al termine.

Namor

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Di Angie (del 10/12/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1396 volte)
Titolo originale
The Hunger Games
Produzione
USA 2012
Regia
Gary Ross
Interpreti
Lenny Kravitz, Jennifer Lawrence, Elizabeth Banks, Woody Harrelson, Stanley Tucci
Durata
117 Minuti
Trailer

Hunger Games diretto dal regista Gary Ross e tratto dal primo libro dell’omonima trilogia della scrittrice americana Suzanne Collins, è un film di fantascienza ed azione denso di contenuti e riflessioni.
La pellicola è ambientata in un futuro post-apocalittico in cui l’America del Nord e il Canada formano la nazione di Panem. La città più importante del regime è Capitol, abitata da una elite di ricchi e potenti che domina sugli altri abitanti della nazione, suddivisa in dodici distretti più poveri. In origine i distretti erano tredici, ma secondo la storia raccontata, uno di loro tentò di ribellarsi a Capitol. Il distretto venne annientato e da allora vennero stabiliti i cosiddetti “Hunger Games” (giochi della morte) per prevenire altre ribellioni. Ogni anno, così lo stato di Panem, come punizione obbliga ognuno dei dodici distretti a sorteggiare un ragazzo e una ragazza tra i 12 e 18 anni per partecipare ai giochi, un reality televisivo, noto con il nome “Hunger Games”. In questo gioco i partecipanti o “tributi” (così chiamati i ragazzi sorteggiati) devono sopravvivere aggiudicandosi le risorse molto limitate di acqua, cibo e armi eliminandosi a vicenda. Il gioco, infatti, prevede un unico vincitore. Tutto ciò avviene in un luogo prestabilito detto “arena”, sotto gli occhi delle telecamere. Gli spettatori possono anche intervenire inviando doni ai loro “tributi” preferiti, i quali devono anche ingraziarsi il pubblico.
Il film è incentrato sul personaggio di Katniss Everdeen, interpretata da Jennifer Lawrence, candidata all’Oscar nel 2011 come miglior attrice protagonista di “Un gelido Inverno”. La storia inizia quando la sedicenne Katniss si offre volontaria, prendendo il posto della sorella Primrose, che era stata sorteggiata per i giochi. Con lei viene selezionato un giovane Peeta Mellark (Josh Huteherson), segretamente innamorato di Katniss fin dall’infanzia. I due giovani vengono catapultati in questo reality televisivo, dove dovranno combattere per sopravvivere. La giovane Katniss dopo aver dimostrato le proprie abilità, dovrà compiere delle scelte difficili: sarà costretta a scegliere tra la sopravvivenza e la pietà, tra la vita e l’amore.  Non ho letto il libro, ma il film mi è piaciuto molto. Una storia avvincente piena di emozioni e sentimenti oltre che di combattimento e di eroismo. Una trama semplice, con ingredienti stuzzicanti ed affascinanti. Bravi tutti gli attori, soprattutto Jennifer Lawrence nella sua interpretazione del ruolo della giovane guerriera Katniss. Gli Hunger Games mi ricordano un po’ le arene di Roma Imperiale, dove per dilettare il popolo e per manifestare il potere su di esso, venivano sacrificate vite umane per il semplice diletto del pubblico. Nel complesso è stato un film godibile, si rivela un’opera solida e riuscita, grazie alla perfomance del cast e della regia di Gary Ross. Secondo la mia opinione, gli “Hunger Games”, attrae e tiene incollato allo schermo ogni genere di spettatore, sia giovani che adulti. E un piccolo capolavoro che merita di essere visionato.
Volevo aggiungere un ultima cosa: sappiate che negli Usa la pellicola ha avuto un successo strepitoso, pensate che ha stabilito il record per il miglior d’esordio dopo “Harry Potter”… fate vobis!

Angie

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Ted
Di Miryam (del 07/12/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 904 volte)
Titolo originale
Ted
Produzione
USA 2012
Regia
Seth MacFarlane
Interpreti
Mark Wahlberg, Mila Kunis, Seth MacFarlane, Joel McHale, Giovanni Ribisi.
Durata
106 Minuti

Di solito quando vado al cinema, mi premuro sempre di leggere un po’ della trama, sapere chi è il regista, a volte guardo anche il trailer, questa volta invece sono stata un po’ presa alla sprovvista da una mia amica. Così sono entrata nella sala cinematografica all’oscuro di tutto, non ho nemmeno fatto caso più di tanto che il film era vietato ai quattordici anni. Del resto doveva trattarsi di un orsacchiotto che prendeva vita, pensavo si trattasse del solito film sdolcinato dove un pupazzo aiutava il suo amico a farsi strada nella vita, ad avere più fiducia in se stesso, invece…mi sono trovata davanti un peluche che non fa altro che usare un linguaggio alquanto volgare che parla solo di sesso e si fa pure le canne!!
Ma vediamo di raccontare un po’ la trama: John Bennett (Mark Wahilberg), è un bambino di otto anni senza amici destinato a stare sempre da solo, fin chè nel giorno di Natale, i suoi genitori gli regalano un orsacchiotto di peluche che sa dire la classica frase “ti voglio bene”.
John esprime un desiderio, cioè che questo pupazzo diventi vero, il mattino seguente con lo stupore suo e dei suoi genitori, ecco che Ted, nome datogli dal ragazzino, diventa come un essere umano, si muove e parla, inutile dire che la notizia fa il giro del mondo e Ted finisce sui giornali e in televisione. John cresce, diventa adulto sempre in compagnia di Ted, amici inseparabili. Dopo quasi trent’anni, sono ancora morbosamente legati, il problema è che ormai John essendo un uomo è fidanzato con una bella e brava ragazza, Lori Collins (Mila Kunis), ma si comporta sempre come un ragazzino che non vuole crescere e tutto ciò sta compromettendo il suo rapporto con Lori, che esasperata da questo comportamento, gli da un ultimatum, John deve scegliere, o Ted o lei.
Regista del film “Ted” è Seth Mc Farlane, ( è anche la voce di Ted in lingua originale), averlo saputo prima! E’ lo stesso dei Griffin, che a parer mio è uno stupido e insignificante cartone animato per adolescenti, infatti ho un figlio che ha poco più di vent’anni, che tutte le sere mentre si cena me lo propina, una palla!!!
Come si può capire dalle mie parole, il film non mi è piaciuto affatto, quindi cari genitori, se pensate che questo film sia per bambini…per carità non portateli! Se già da piccoli hanno un loro modo di linguaggio alquanto pittoresco, se vedono questo film…andrebbero ad alimentare la loro “cultura”!

 Miryam

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Di Asterix451 (del 03/12/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1086 volte)
Titolo originale
The Dark Knight Rises
Produzione
USA 2012
Regia
Christopher Nolan
Interpreti
Christian Bale, Gary Oldman, Morgan Freeman, Michael Caine, Anne Hathaway.
Durata
164 Minuti
Trailer

L’ultima volta che Batman è apparso a Gotham City nella battaglia contro il Joker, ha macchiato il suo nome per nascondere alla cittadinanza la verità sulla morte del Procuratore Harvey Dent; impazzito per la morte orribile di Rachel, è divenuto poi il terribile “Due Facce”. D’accordo con il Commissario Gordon è stato insabbiato tutto, e la leggenda di Dent ha ispirato la redenzione di Gotham.
Da quella sera l’uomo pipistrello è scomparso e, con lui, Bruce Wayne (Christian Bale). Egli vive rintanato nella sua villa accudito dal fedele Alfred (Michael Caine), completamente disinteressato ad ogni affare; annichilito dal rimorso e dalla delusione, è così malridotto da farsi ingannare da un’abile ladra travestita da cameriera (Anne Hathaway). Come potrebbe, dunque, opporsi all’azione di un gruppo terroristico capeggiato da un uomo misterioso, con il volto coperto da una maschera? Il suo nome è Bane (Tom Hardy), ed è interessato a sovvertire l’ordine della città con un piano ingegnoso, per indebolirne la struttura sociale sino all’anarchia.
Nessuno sospetta ciò che stia avvenendo, nemmeno Wayne che, nel frattempo, sta tentando di ritrovare vigore con la tuta addosso, mettendosi sulle tracce di quella che diventerà Catwoman… una bellezza scaltra, che lo condurrà alla trappola che gli è stata tesa. Affinché la città sprofondi nel caos più totale, infatti, occorre eliminare colui che sino ad ora l’ha difesa, in uno scontro brutale, tra forze pari.
Christopher Nolan e Christian Bale tornano nel capitolo conclusivo della saga che ha appassionato e deluso i fans in ugual modo: infatti, la profondità ed il realismo della versione cinematografica è ben diversa dal personaggio originale creato dalla Marvel; alcuni amici davvero appassionati (ed informati) pensano che il Batman di Nolan si ispiri al ciclo “dell’Oscurissimo”, con molte divergenze che arrivano ad inventarsi un nuovo finale. Ed è qui che si spiega, almeno personalmente, una certa incoerenza nella trama da un certo punto in avanti.
Christopher Nolan è un regista capace, di grande ispirazione: i suoi film hanno un ottimo equilibrio di spettacolarità, recitazione, approfondimento della trama; ama le scene complesse e sa partire da uno stereotipo per approfondire l’animo dei suoi personaggi. Lo ha dimostrato con l’ultima trilogia di Batman e un film incredibile come “Inception” (un tentativo di aggiornare “Matrix”?); “Memento” e “Il Regno del Fuoco” sono solo alcuni altri.
Ha già collaborato con Christian Bale, versatile ed espressivo, così come Tom Hardy nei panni dell’antagonista Bane: un ragazzo che non sbaglia un colpo, con ruoli di grande spessore emotivo e “muscolarità” (“Bronson”, “Warrior”, “Inception”, “La Talpa”). Nulla da eccepire ai mostri sacri Michael Caine, Morgan Freeman e Gary Oldman. Anne Hathaway – Catwoman non sfigura affatto. E allora, il problema della pellicola (se esiste) è la sensazione di dover dare “un colpo al cerchio ed uno alla botte”, per accontentare fans e produzione: senza svelare nulla, Batman dovrebbe morire perché tutto conduce a questo; invece si salva e vince, senza nulla che spieghi cosa gli abbia dato nuove forze. A pugni e calcioni, e poco altro. In questa maniera sarà possibile proseguire con altri sequels più fedeli all’originale. Non mi soffermo sui messaggi poco subliminali riguardo il terrorismo e la necessità di creare una comunità educata e protetta dalle forze dell’ordine, che ormai sono il tormentone dei prodotti hollywodiani.
“Il ritorno del Cavaliere Oscuro” è un film con grandi pregi, che non delude nonostante alcune contraddizioni. Personalmente lo ritengo il meno riuscito dei tre: “Batman Begins” era la novità, mentre “Il Cavaliere Oscuro” è semplicemente perfetto, per genialità, coerenza della trama e recitazione. “Il Ritorno” è giusto un ritorno, un bis prima di chiudere il sipario. Per una forma di rispetto, c’è da ricordare la sparatoria che ha sconvolto l’America, avvenuta all’interno del cinema il giorno della prima.

Asterix451

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Di Namor (del 30/11/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 1295 volte)
Titolo originale
El prisonero del cielo
Autore
Carlos Ruiz Zafón
Editore
Mondadori
Prima edizione
2012

Il Prigioniero del cielo” é il secondo volume che ha come protagonisti, gli stessi personaggi del precedente romanzo “L’ombra del Vento” scritto dal bravo narratore catalano Carlos Ruiz Zafon.
La figura di spicco questa volta non è Daniel Sempere, ma il suo carissimo e fidatissimo amico Fermin, che per forza di cose dovrà rinvangare il suo doloroso passato, chiudendone definitivamente i conti in sospeso, per vivere felicemente il suo prossimo futuro da uomo libero e sposato. La trama prevede l’arrivo di un sinistra figura nella libreria Sempere e Figli, il quale acquista una preziosa copia del Conte di Montecristo, apponendo una dedica personale al destinatario del prezioso volume. Con stupore Daniel, nota che il ricevente del costoso libro è nientemeno che il suo amico Fermin. Cos’ha, da spartire Fermin, con questo losco individuo? E perché regalargli un’opera tanto costosa? I quesiti vengono sciolti dallo stesso Fermin che rivelerà a Daniel il suo travagliato e misterioso trascorso sotto il regime Franchista e la verità sulla morte della sua adorata madre, che lui credeva di aver perso per malattia naturale.
A mio avviso, il livello qualitativo dell’opera in questione é sicuramente inferiore all’antecedente volume, la storia é meno coinvolgente, gli eventi si susseguono con minore impatto emotivo, dando delle risposte finali non sempre all’altezza delle altre avventure di Zafon. La mia impressione è che sembri una forzatura della casa editrice, per far si che scrivesse il continuo del suo libro di maggior successo, soltanto per fare cassa, é che lui non fosse ancora pronto per realizzare al meglio la propria opera.
Chi avrà letto L’Ombra del Vento, non potrà certamente esimersi nel replicare con il seguito e conoscere i nuovi avvenimenti dei suoi amati protagonisti. Quindi, le premesse di una buona vendita ci sono tutte, ma il giudizio non sarà certamente positivo come fu per il precedente capitolo.

Namor

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Anche questo titolo ...
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Di Namor




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