BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Angie (del 26/11/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1510 volte)
Titolo originale
Argo
Produzione
USA 2012
Regia
Ben Affleck
Interpreti
Ben Affleck, Bryan Cranston, Alan Arkin, John Goodman, Victor Garber.
Durata
120 Minuti
Trailer

Nel corso della rivoluzione islamica di Teheram , il 4 novembre del 1979, alcuni militanti fanno irruzione nell’ambasciata americana prendendo in ostaggio ben 52 persone. Solo 6 americani riescono in mezzo al caos a trovare rifugio presso la residenza dell’ambasciatore del Canada Ken Taylor. Costui conscio del fatto che i rivoluzionari iraniani potrebbero rintracciare e uccidere i fuggitivi, il governo statunitense in collaborazione con le autorità canadesi, incarica un agente della Cia Tony Mendez (Ben Affleck) di organizzare un piano di liberazione. L’agente mette in piedi un ardito e difficile stratagemma: fa passare il gruppo dei fuggitivi come membri di una troupe cinematografica canadese, recatosi in Iran per girare un film di fantascienza, ottenendo così il permesso di uscire ed entrare dal paese. Un piano inverosimile che solo nei film può accadere..
Basato su fatti realmente accaduti, Ben Affleck, racconta una delle pagine (forse) meno conosciuta della storia Usa, con questo thriller ”Argo” (lo stesso titolo del finto lungometraggio) è stato girato tra Los Angeles, Washinghon ed Instabul. Con questo titolo Affleck è al suo terzo film da regista dopo ”Gone Baby Gone” e “The Town”. Ovi si cimenta anche come protagonista nella parte azzeccata di Tony Mendez: un personaggio emozionante ed ammirevole, ligio nel compiere tutto quello che gli viene chiesto di fare nella più assoluta segretezza e riservatezza. Ben Affleck è da tempo riconosciuto per il suo talento di attore, sceneggiatore e regista, ed inoltre è anche un appassionato filantropo e attivista politico, nonché sostenitore di diverse organizzazioni di beneficenza. “Argo” vede nel cast anche le brillanti prestazioni di Bryan Cranston e John Goodhan, che recentemente è stato protagonista del film premio Oscar ”The Artist”.
In un era dove l ‘informazione è immediata, ad Affleck gli appare inconcepibile come l’intera operazione sia stata ignorata dall’opinione pubblica. Incredibile persino che, anche dopo la pubblicazione del libro di Tony Mendez del 2000, dal titolo “Master of Disguise” , la maggior parte delle gente continui ad ignorare questa incredibile storia. Un opera storica così interessante, sorprendente e soprattutto vera, era adatta per essere trasportata su grande schermo, così con l’approvazione del produttore George e l’incarico di scrivere il copione allo sceneggiatore Chris, Affleck si dichiarò felice dell’opportunità datagli di dirigere da protagonista il film. Per “Argo” c’è chi ha gradito la visione e a chi invece non è piaciuto affatto, comunque la pellicola è già tra i favoriti nella prossima corsa agli Oscar”.
La pellicola, ritengo che sia ben fatta e solida, una storia originale e avvincente. Anche se all’inizio (a mio giudizio) è stato lento e troppo parlato ma, questo (forse) dovuto ad una più accurata documentazione storica per lo spettatore (non tutto) meno informato. Ad essere sincera per me è stata un po’ noiosa e pesante ma , la seconda parte nulla da dire: è stato un bel thriller politico mozzafiato, ricco di azione e suspance. Il finale, soprattutto ha regalato al pubblico (compresa me) grande tensione. Film che consiglio a chi ama la storia e a fatti memorabili, ed eventi umani a volte purtroppo dimenticati.

Angie

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Di Miryam (del 23/11/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 959 volte)
Titolo originale
Come è bello far l'amore
Produzione
Italia 2012
Regia
Fausto Brizzi
Interpreti
Fabio De Luigi, Claudia Gerini, Filippo Timi, Giorgia Wurth, Virginia Raffaele.
Durata
97 Minuti

Andrea (Fabio De Luigi), e Giulia (Claudia Gerini), sono due quarantenni alle prese con un figlio adolescente, Simone (Alessandro Sperduti) che si trova ad affrontare i primi approcci sessuali. La coppia in questione, è in crisi ormai da tempo per un calo di passione, praticamente fanno poco sesso nonostante il loro rapporto sia sempre solido e non mancano nemmeno i sentimenti. Ma questa voglia perduta a causa della quotidianità, dalla consuetudine, ha fatto diventare i due protagonisti, due persone apatiche e distratte a tal punto da mettere da parte il sesso che invece in una coppia è un elemento fondamentale. In aiuto a questo “torpore”, arriva un vecchio amico di Giulia, o meglio un suo ex di quando erano giovanissimi, Max Twenty Five ( Filippo Timi), che di professione fa il pornodivo.
Questi, aiutato dalla sua compagna Vanessa ( Giorgia Wurth), anche lei pornostar, un tipo bizzarro e divertente che cerca in tutti i modi di praticare sesso con Andrea ma con scarsi risultati, inizia a dare dei suggerimenti alla coppia attraverso vari giochi erotici al fine di risvegliare quella passione ormai persa. Infatti, tra anelli vibranti, profilattici e scambi di coppia in locali hard, pian piano anche i nostri coniugi “addormentati” incominciano ad apprezzare i piaceri del sesso, mettendo da parte le inibizioni riscoprendo che la fantasia a letto aiuta una coppia a ritrovare il giusto equilibrio.
Il regista del film “Come è bello far l'amore”, Fausto Brizzi, (conosciuto già per “maschi contro femmine” “notte prima degli esami” e via discorrendo), ha saputo ironizzare sul sesso facendo del film una brillante commedia, senza esagerare e soprattutto senza cadere nel volgare, infatti anche le scene più “spinte”, sono caratterizzate dalla goffaggine di Andrea o dall’esuberanza di Vanessa con il suo modo di parlare.
Tirando le somme, il film mi è piaciuto, non mancano le risate e gli attori sono stati tutti molto bravi nell’interpretare le parti, anche la Gerini, sempre bella e sensuale, soprattutto quando si cimenta in un numero di burlesque sul palcoscenico. Ottima scelta di Brizzi quella di affidare la colonna sonora alla voce di Patty Pravo, come inserire nel film con piccole partecipazioni attori come Franco Trentalance, il sessuologo Marco Rossi e altri ancora.
Che dire, il film è adatto sia per adulti che per adolescenti, è solo di sesso che si parla e ormai non è certo considerato un tabù, anzi, spesso parlarne non fa altro che bene!!

 Miryam

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Di mimmotron (del 19/11/2012 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 2407 volte)
Titolo originale
Sons of Anarchy
Produzione
USA 2008
Episodi / Durata
66 / 45 Minuti

Credo di poter tranquillamente asserire che se vi è piaciuta la serie tv I Soprano non potrete non gradire Sons of Anarchy, questo perché l'ingrediente principale delle due serie è il medesimo: La criminalità organizzata. Quello che cambia è l'estrazione culturale dei protagonisti, senza entrare troppo nei dettagli delle differenze i primi sono di origine italiana mentre i secondi sono dei “veri” americani e questo credo sia sufficiente a far capire le diversità nel porsi davanti alla realtà di tutti i giorni, anche se si e' tendenzialmente dei criminali.
I Sons of Anarchy sono un'organizzazione che da un'immagine di sé all'esterno come semplice club di motociclisti. Il chapter (sottogruppo) nel quale si riuniscono i nostri protagonisti sono i SAMCRO e operano a Charming, in California.
I Sons of Anarchy vennero fondati negli anni '60 ad opera di John Teller e Piermont “Piney” Winston, ma alla morte del primo il comando fu assunto da Clayton “Clay” Morrow. Clay in seguito sposò la moglie di Teller ed adottò suo figlio Jackson “Jax”. Sotto il comando di Clay il club prese una direzione diversa da quella voluta da Teller ed in parte dallo stesso vaticinata. Infatti i Sons of Anarchy diventano sempre più violenti ed il club usa il traffico d'armi per sostenersi economicamente. Jax scoprendo per caso il manifesto originale dei Sons of Anarchy entra in un conflitto non dichiarato con il padre adottivo Clay e con uno dei suoi consiglieri più spietato Alex “Tig” Tragger.
Jax tenta infatti di trovare forme di sostentamento legali per l'attività e cerca inoltre di giungere a soluzione dei problemi senza necessariamente ricorrere alla forza. Questi differenti modi di agire pero' appaiono a Clay, ma anche agli ignari membri del club, come un tentativo di Jax di ambire al ruolo di presidente del club. In questo suo tentativo e' inoltre indotto moralmente dal ritorno in paese di una suo vecchio amore la dottoressa Tara Knowels. Tara aveva infatti lasciato il paese natale proprio per allontanarsi da Jax e dalla strada violenta che lui aveva intrapreso.
All'interno del club e in quello che si potrebbe definire il consiglio d'amministrazione Jax trova il sostegno di Piney ed il figlio di lui, nonché amico d'infanzia di Jax Harry “Opie” Winston. Altri membri del consiglio che si pongono i maniera neutrale nei contesti di votazione sono Robert “Bobby Elvis” Munson, Filip “Cibs” Telford e Juan-Carlos “Juice” Ortiz..
Assoluta protagonista, ma posta al di fuori del club e' Gemma madre di Jax e moglie di Clay. Sara infatti lei a coartare più volte sia Clay che Jax perché le cose vadano per il meglio della “famiglia”. Altro personaggio principale dalla parte del club e' lo sceriffo Wayne Unser.
Tra gli antagonisti abbiamo il vice sceriffo Tayler Sheridan che collaborerà più volte con l'agente June Stahl, personaggio alquanto controverso, mentre sul fronte criminale i vari nemici sono gli altri gruppi che si vogliono spartire il traffico di armi o che non accettano di farsi comandare dai Samcro.
Non mi pare il caso di dilungarmi sugli aspetti della trama poiché essendo i protagonisti fondamentalmente dei criminali vi sarà facile intuire il tipo di avventure che li attendono e con questo capire se il genere può essere di vostro gradimento. Come in molte di queste serie tv proposte dai vari network americani e' assai difficile distinguere tra il bene e il male; lasciandoci diverse questioni morali aperte.
Le prime due serie sono ambientate esclusivamente a Charming ed in altri piccoli paesi vicini anche se molti degli eventi si sviluppano all'interno di ambienti chiusi. Il genere di imprese nelle quali si affaccendano i vari personaggi, diciamo che non sono proprio da mettere in atto alla luce del sole(!) La terza serie è per buona parte ambientata nell'Irlanda del Nord, per la precisione Belfast.
Quello che sicuramente non sopporto e' lo slittamento di genere, si parte in questo caso da un “crime drama” per poi cadere nella soap opera. Passaggio che a mio parere c'è anche ne I Soprano quando gli autori finiscono per psicoanalizzarci! Ritornando ai Sons of Anarchy non credo infatti che guarderò la quarta serie, ma con questo non voglio dire che non sia una bella serie tv, tutt'altro!

mimmotron

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Di Andy (del 16/11/2012 @ 05:00:00, in musica, linkato 1243 volte)
Artista
Franco Battiato
Titolo
La voce del padrone
Anno
1981
Label
EMI

Era il 1982, quando questo splendido album fece la sua comparsa sul mercato discografico italiano, per restarci per almeno quasi sei mesi.
Battiato si era già distinto sulla scena musicale con un altro ottimo disco, L’era del cinghiale bianco, in cui traspariva tutta la sua predisposizione a spaziare tra il prog-rock, il pop e anche il melodico italiano, nonché qualche venatura di musica classica. Con La voce del padrone rese perfettamente l’idea di quale sarebbe stato il suo percorso musicale, arricchito da testi impegnati e mai banali. Penso che neanche lui stesso avrebbe pensato di raggiungere lo strepitoso traguardo del milione di copie vendute, primo album italiano a fregiarsi di tale onore.
Gli arrangiamenti e la registrazione sono pressochè perfetti e se avete voglia di riascoltarlo come sto facendo io, vi accorgerete di come suona “moderno”ancora adesso. L’apertura è affidata a Summer on a solitary beach, un testo che probabilmente evoca una vacanza su una spiaggia deserta e l’infrangersi delle onde provoca il desiderio di farsi portare via dal mare e dal mondo contaminato dalle brutture dell’uomo, un tema ricorrente nelle canzoni di questo geniale cantautore. Bandiera bianca è di un’attualità sconcertante, manifesto di un mondo corrotto e violento, pieno di superficialità e falsità, che parla già di abusi di potere, tv trash ecc.. una canzone di due accordi ma stupenda. Gli arrangiamenti classici di Giusto Pio si fanno sentire nella bellissima Gli uccelli, un inno alla libertà vista attraverso il volo degli uccelli, con le regole impostegli solo dalla natura. Adesso pensate a quante volte al giorno passavano le radio Cuccuruccucù, con quel ritmo incalzante e il testo che rievoca la giovinezza di studente dell’autore, attraverso i ricordi delle magistrali e le canzoni dell’epoca: vengono nominate infatti Lady Madonna dei Beatles e Ruby Tuesday degli Stones tra le atre; non so, ma nostalgia a parte, mi rendo conto che questo disco continua a meritare tutto il successo che ha avuto ancora adesso.
E che dire di Segnali di vita, un andamento musicale classicheggiante e un testo stupendo, introspettivo e imperniato sull’esigenza di cambiare qualcosa nella propria vita, amicizie e opinioni: un altro gioiello, veramente. Devo dire che quando uscì questo disco, che io comprai in versione musicassetta e che, come molti altri, dovetti ricomprare dopo averla praticamente fusa nel walkman, avevo diciassette anni e quindi, a distanza di trent’anni, i testi hanno un significato e un importanza ancora più rilevante; quella era l’epoca dei primi giri in motorino e l’anno dei mitici mondiali in Spagna.
Va bè non divaghiamo troppo, che facciamo la figura dei “vecchietti” e passiamo a Centro di gravità permanente, in cui Battiato si diverte a divagare tra citazioni storiche e personali e rimarcando la sua mal sopportazione di vari generi musicali, alla ricerca di uno stato d’animo, un centro di gravità appunto, che “non mi faccia mai cambiare idea sulle cose e sulla gente": un’altra pietra miliare del panorama musicale italiano che all’epoca, scusate, era uno spettacolo. L’album si chiude con Sentimiento Nuevo, una canzone sull’amore e il sesso, il cui senso viene sublimato attraverso l’approccio che avevano i popoli del passato, tra cui i Greci, i Giapponesi e i Romani nei confronti dell’Eros, che veniva celebrato come un’arte; anche la poesia di questo brano è davvero artistica, come tutto il disco.
Concludendo direi che l’arma vincente de La voce del padrone è proprio il giusto equilibrio tra sonorità che stanno tra pop, rock, melodica italiana e testi che riescono ad affrontare ironicamente, temi molto importanti, senza pesare sull’ascolto delle canzoni. Un’ultima cosa; è uscito da poco il nuovo lavoro di questo genio italiano, Apriti Sesamo , che non ho ancora avuto modo di ascoltare per intero, ma dal poco che ho sentito, sembra promettere molto bene; probabilmente non raggiungerà i livelli dell’ottantadue, ma di sicuro poter ascoltare della musica e dei testi di questo genere, di ‘sti tempi, è già una gran cosa.. Buon ascolto!

Andy

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Di Namor (del 12/11/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 1123 volte)
Titolo originale
Eldvittner
Autore
Lars Kepler
Editore
Longanesi
Prima edizione
2012

Un istituto per ragazze con gravi problemi sociali e psichici è teatro di un doppio omicidio, che vede la morte di una delle sue degenti e dell’infermiera del turno di notte. La ragazza (Miranda) viene trovata sdraiata sul suo letto completamente insanguinata e con le mani sugli occhi, mentre l’infermiera (Elisabet), viene rinvenuta nella lavanderia con la testa fracassata. Nella stessa notte Vichy una delle ragazze di Birgittagarden sta scappando da quel macabro luogo, anch’ella con gli abiti intrisi di sangue. La fuga ed il conseguente furto d’auto con un bambino a bordo, la rendono la maggior indiziata degli omicidi. Mentre la polizia si attiva per catturarla, inutilmente, l’ispettore di polizia Joona Linna viene nominato come visore esterno (essendo sotto inchiesta federale) per dare il suo prezioso contributo. Nonostante non abbia l’autorità per indagare ufficialmente, Joona si getterà a capofitto per risolvere il mistero nel più breve tempo possibile.
Nel mentre, altre persone ruotano intorno a questo efferato doppio omicidio: Elin la bellissima e fragile top model che per un periodo ospitò Vichy, Daniel lo psichiatra dell’istituto, nonché fidanzato dell’infermiera uccisa e Flora, una medium che organizza false sedute spiritiche per racimolare soldi. Ed è proprio la bugiarda Flora, che inconsapevolmente darà una mano a risolvere il caso, visto che avrà delle vere visioni su chi sia stato a commettere gli omicidi!
Scritto a quattro mani dai coniugi Alexandra Coelho Ahndoril e Alexander Ahndoril col pseudonimo di Lars Kepler, “La Testimone del Fuoco” è il loro terzo trhiller dopo “L’Ipnotista” e “L’Esecutore”. La storia è ambientata nella periferia della fredda Stoccolma, la trama sarebbe stata sicuramente interessante, se non fosse che ad un certo punto si comincia ad intuire il probabile colpevole. I lettori più avvezzi non faranno fatica ad anticipare Jonna Linna nel risolvere il caso, considerato che gli autori non velano adeguatamente gli indizi per arrivare al responsabile degli omicidi!
Questo è il primo titolo di questa ondata di gialli scandinavi che leggo, sinceramente mi aspettavo qualcosa di meglio da questo nordico filone tanto lodato per la sue cupe atmosfere, situazioni che non ho minimamente ravvisato durante la lettura di questo volume sopravvalutato.

Namor

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Di Louise-Elle (del 09/11/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1738 volte)
Titolo originale
Skyfall
Produzione
USA - Gran Bretagna 2012
Regia
Sam Mendes
Interpreti
Daniel Craig, Judi Dench, Javier Bardem, Ralph Fiennes, Naomie Harris.
Durata
143 Minuti

1962 – 2012: Il mitico James Bond, Agente 007 al servizio di Sua Maestà, compie 50 anni.
Per la celebrazione di questo importante compleanno, il 26 ottobre 2012 in prima mondiale nel Regno Unito viene proiettato “Skyfall” diretto da Sam Mendes.
James Bond, impersonato da un maturo e ancor più affascinante Daniel Craig, stavolta dovrà scoprire chi ha rubato un file su cui sono registrate le identità degli agenti Nato infiltrati nelle maggiori organizzazioni criminali. Nel tentativo di recuperarlo Bond viene colpito erroneamente da una pallottola da Eve, sua collega e compagna nell’azione. Il recupero fallisce. L’intero MI6 è sottoaccusa per la perdita del drive e a M (Judi Dench) viene proposto di dimettersi. Un’esplosione scoppia nella sede del MI6 e l’attentato provoca parecchie vittime. James Bond che non è morto ma si gode una quasi pensione in Turchia ubriacandosi spesso con alcool e farmaci, apprende la triste notizia e ritorna in patria pronto a riprendere servizio al fianco e agli ordini di M, la quale è consapevole che soltanto lui è in grado di scoprire chi è l’artefice di quello che sta accadendo. Per poter essere reintrodotto come agente operativo, Bond dovrà sostenere una serie di test psichici e fisici. Proprio da qui si evincerà che non è più l’agente invincibile e infallibile di sempre ma molto più vulnerabile, sia nell’anima che nel fisico. Nonostante questa scomoda verità, M mentirà per lui e lo riabiliterà dandogli pieno appoggio e fiducia. La forza di volontà di Bond abbinata alla sua esperienza e intelligenza saranno messe a dura prova dall’antagonista e nemico Raoul Silva, impersonato da uno strepitoso e fantastico Javier Bardem. Silva sta conducendo una guerra e operando una personale vendetta proprio contro M e l’intero MI6. Egli, infatti, altro non è che un ex agente segreto arruolato e istruito da M e da lei stessa abbandonato al nemico in cambio di un congruo numero di colleghi detenuti/ostaggi.
Un film tutto da vedere, da ascoltare e da godere appieno in ogni sua sfaccettatura:
AZIONE: fantastiche scene spettacolari. Dall’inseguimento iniziale in moto attraverso i tetti e le strade di Istanbul, alla catastrofica scena del treno della metropolitana che deraglia e distrugge i sotterranei di Londra. Nella casa natale scozzese dove Bond si è rifugiato unitamente a M verrà combattuta una vera e propria guerra con l’unico ausilio del fedele guardiacaccia. Poche e rudimentali armi sconfiggeranno un plotone di uomini ben armato al comando di Silva che raggiunge l’isolata dimora a bordo di un elicottero che emette un’assordante musica anni ’70, (questa scena ricorda molto l’avanzata degli elicotteri statunitensi in Vietnam al ritmo della Cavalcata delle Valchirie nel film di guerra Apocalypse Now).
SESSO: scene sensuali e accattivanti con Eve. Particolarmente seducente, quasi etereo e casto l’incontro con l’affascinante Séveriné (Bérénice Marlohe) ex prostituta riscattata da adolescente da Silva e pertanto un’eterna sua schiava di proprietà.
PSICOLOGICO: in evidenza soprattutto il rapporto d’amore e d’odio fra Silva e M rappresentata come una “madre” che lo ha allevato e istruito all’interno della MI6 e poi abbandonato. Questo odio sarà l’artefice di tutto.
TECNOLOGICO: sono sapientemente abbinate le tecnologie nuove e vecchie. Dalla pistola progettata ad esclusivo uso della mano di Bond alla semplice radiotrasmittente stile anni ’60, tramite la quale i suoi colleghi lo potranno rintracciare. Dal riutilizzo di alcune armi segrete installate su una splendida Aston Martin DB5 del ‘64 con cui il protagonista fugge insieme a M, alla tecnologia informatica abilmente manovrata da un giovanissimo Q, fino all’uso di un banale coltello da caccia nel duello fra Silva e l’agente doppiozero.
CURIOSO: all’interno dei dialoghi proprio in ricordo di alcuni vecchi film della serie, vengono menzionate alcune parole come “bersaglio mobile” e “solo per i tuoi occhi”.
MUSICA: una trascinante, emozionante e coinvolgente colonna sonora cantata da Adele.
Un mixer geniale e intelligente che, a mio parere, elegge questo James Bond il miglior Agente 007 di questo cinquantennio o quantomeno il più umano e quasi reale.
Happy Birthday Mister James Bond!

Louise-Elle

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Di Angie (del 05/11/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 1490 volte)
Titolo originale
Fifty Shades of Grey
Autore
E. L. James
Editore
Mondadori
Prima edizione
2011

Dopo tanta pubblicità basata anche sul passaparola, mossa dalla curiosità mi sono immersa nella lettura di “Cinquanta Sfumature di Grigio”. Una storia incentrata solo sulla relazione di due giovani ragazzi, basata su di un contratto tra le due parti. La trama a nettamente diviso i suoi lettori in due fazione, ce chi elogia l’opera, e che ne critica la sua esaltazione definendola eccessivamente sopravalutata.
Anastasia Steel è una graziosa, timida ed intelligente studentessa americana di 21 anni, appassionata di letteratura. Grazie ad una intervista , Anastasia incontra Christian Grey, giovane imprenditore miliardario affascinante e misterioso. La ragazza subito si accorge di essere molto attratta da lui. Convinta che il loro incontro furtivo non avrà un futuro, cerca di non pensarci, fino al giorno in cui Grey non compare improvvisamente nel negozio dove lei lavora e la invita ad uscire con lui. La ragazza sempre più che mai attratta da lui, capisce che vuole quest’uomo a tutti i costi. Anche lui la desidera ma alle sue condizioni. Travolta dalla passione, presto Anastasia scopre che Grey è un uomo tormentato dai suoi demoni e consumato dall’ossessivo bisogno di controllo ma, soprattutto ha gusti erotici decisamente singolari e predilige pratiche sessuali insospettabili. In casa sua, infatti, è allestita una Stanza dei Giochi di ogni genere e di attrezzi e stipula con le sue Sottomesse(così da lui chiamate) un contratto che prevede regole da seguire, e vorrebbe che proprio Anastasia sia la sua nuova Sottomessa. Ma la giovane, nonostante sia follemente innamorata di lui, non è propensa a firmare il contratto senza dettare alcune condizioni. La storia si fa avvincente. Sesso, sottomissione e possesso… il trascorso triste di Grey, che Ana (così chiamata da lui) scoprirà un po’ alla volta in quest’animo enigmatico e, non solo, ma verrà a conoscenza per la prima volta, anche i suoi più segreti desideri.
“Cinquanta Sfumature di Grigio” è un romanzo erotico scritto dalla scrittrice E.L.James (pseudonimo di Erika Leonard). Si tratta del primo di una trilogia che prosegue con “Cinquanta Sfumature di Nero “ e “ Cinquanta Sfumature di Rosso”.
Il romanzo caratterizzato dalla descrizione di scene di esplicito erotismo, ha in breve tempo raggiunto una vasta popolarità e un gran successo di vendita in tutto il mondo: venduto oltre 31 milioni di copie. Una trama semplice: una donne bella ma insicura, Ana, e un uomo intrigante Mr Grey . Un Grey, che non è come tutti gli altri…….., nasconde qualcosa dietro al suo comportamento impeccabile ed educato. Stile semplice, tutto è diretto nei minimi particolari…….e vi dirò di più, tutto è raccontato nei minimi particolari!!!! Erotico si! Ma non c’è violenza, in quanto la protagonista Ana è avvisata sempre prima su cosa lui abbia intenzione di sperimentare, e lei ha sempre acconsentito. A mio parere è solo una coppia di giovani amanti che sperimenta il proprio corpo e le proprie sensazioni . Nulla di così scandaloso (come alcuni possano pensare). E poi quale donna non ha mai desiderato l’uomo passionale e altrettanto tenebroso ? Ho letto il primo volume della trilogia nonostante la narrazione sia stata un po’ ripetitiva, l ho trovato piacevole e scorrevole: c’è un po’ di tutto,romanticismo, erotismo, avventura e suspense. Sono arrivata alla fine del libro senza rendermi conto e con il fiato sospeso. Cosa farà e deciderà Ana, combattuta tra la sua coscienza che le consiglia di fuggire da lui ed il cuore totalmente devoto? Firmerà questo contratto? E Grey come si comporterà? La curiosità è tanta che leggerò tutta la trilogia e vi saprò poi dire la mia opinione, che ho trovato inizialmente intensa e travolgente. Ad ogni modo senza dilungarmi troppo (forse l’ho già fatto) vi consiglio di leggere intanto il primo volume, certo non è una lettura impegnativa , ma affascina ugualmente. Se non vi è piaciuto (ho i miei dubbi) avete comunque trascorso qualche ora di svago, lontano dai soliti schemi della cosiddetta normalità Buona lettura.

Angie

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Di Miryam (del 02/11/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 804 volte)
Titolo originale
The Tall Man
Produzione
USA 2012
Regia
Pascal Laugier
Interpreti
Jessica Biel, Stephen McHattie, Jodelle Ferland, William B. Davis, Samantha Ferris.
Durata
106 Minuti

Siamo a Cold Rock, una cittadina che si trova nella zona nord occidentale del Pacifico. Un tempo prolifica zona mineraria, oggi purtroppo si trova in ginocchio per la chiusura della miniera che era l’unica fonte di sostentamento della popolazione.
Come se questo non bastasse, gli abitanti sono sconvolti per la sparizione di bambini, diciotto per l’esattezza, svaniti nel nulla senza lasciare nemmeno una traccia sulla quale indagare. Nel paesino colpito da queste sciagure, gira la voce che il colpevole di queste sparizioni sia un ipotetico “uomo alto”, una sinistra figura che si aggira tra i boschi, qualcuno afferma addirittura di averlo visto. L’unica che non crede a queste superstizioni è Julia Denning ( Jessica Biel), un’infermiera che porta avanti il compito iniziato dal suo defunto marito medico, cioè cercare di prestare aiuto e cure mediche agli abitanti del luogo.
Purtroppo suo malgrado, deve cambiare idea su queste strane voci, quando una sera anche suo figlio verrà portato via in circostanze misteriose, così Julia, cercherà in tutti i modi di riprendersi suo figlio lottando anche per la sua stessa vita.
A questo punto è meglio non proseguire con la trama in quanto potrei svelare troppo, sarebbe un peccato visto che il film è davvero intrigante e particolare, dove niente è scontato fino alla fine. “I Bambini di Cold Rock”, ha come regista il francese Pascal Laugier, conosciuto già nel 2008 con "Martyrs" nel quale c’era una dose forse eccessiva di violenza. In questa pellicola invece non troviamo sangue a fiumi, ma solo forte tensione e suspance, accompagnate anche da una buona dose di inquietudine grazie all’ambientazione azzeccata, fatta di boschi e oscurità. Ho apprezzato molto l’interpretazione della Biel, (qui anche in veste di produttrice esecutiva), che pur avendo una parte in cui appare sciatta e trascurata, riesce ugualmente a far emergere la sua bellezza e il suo fascino dando prova di saper recitare veramente bene.
Ho veramente gradito la visione di questo film, un thriller misto horror con vari colpi di scena e ribaltamenti che, subito possono far confondere lo spettatore. Da una parte è meglio così almeno non si può dire che sia la solita pellicola scontata, anzi, i colpi di scena sono talmente tanti e originali che intrigano molto e ti inchiodano alla poltrona. Non per niente, sono state fatte dieci differenti stesure della sceneggiatura, per una durata di ben quattro anni!!! Un film veramente da vedere… non si rimane delusi!!

Miryam

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Di Louise-Elle (del 26/10/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 1401 volte)
Titolo originale
 
Autore
AA.VV., a cura di Otto Penzler
Editore
Piemme
Prima edizione
2007

Eccomi qui a commentare un'antologia di racconti brevi ma intensi aventi per protagoniste le donne. Un omaggio particolare alle donne fatto da ben 14 scrittori di fama internazionale della letteratura in prevalenza americana, riuniti in questo volume da Otto Penzler, fondatore di Mysterous Bookshop, una delle librerie americane più famose per i thriller e i mystery.
Questi racconti d'autore narrano vicende in cui le donne si trasformano fino a diventare dannatamente pericolose. Seduzione e vendetta, fascino e crudeltà: nessuno può essere così pericoloso quanto una donna. Come donna confermo in pieno questa teoria. La femminilità, la seduzione , la sensualità e il fascino sono armi potenti, il potere assoluto che certe donne sanno sapientemente usare per riuscire ad ottenere ciò che vogliono. "Solo una donna sa mescolare sadicamente seduzione e paura, scaldare i sensi e l'anima e in un istante far gelare il sangue nelle vene”. Fra i tanti racconti ne ho preferito uno firmato da Nelson De Mille , celebre romanziere autore fra l’altro di “La figlia del Generale” da cui l’omonimo film interpretato da John Travolta, dal titolo Rendez-vous.
Vietnam 1971/72. Un giovane ufficiale di fanteria con la sua pattuglia è in perlustrazione nella zona impenetrabile della foresta tropicale. Il suo plotone è formato da dieci uomini che vengono decimati silenziosamente e inaspettatamente da un cecchino. In guerra non c'è cosa più crudele e subdola di un cecchino. Colpisce a tradimento ed è difficile da scovare. In questo racconto il cecchino è ancor più da odiare poichè è una donna. Rendez-vous è un racconto che regala emozioni, suspense ed è talmente coinvolgente che sembra quasi di trovarsi in quella foresta tropicale in compagnia di quei soldati. Avvincente la descrizione di come gli ignari soldati vengono colpiti a morte. Un racconto crudo e violento come la guerra. Sensuale e ammaliante come il desiderio. Proprio così perchè il tenente, per l’appunto l’io narrante, si mette sulle tracce del cecchino e scopre che altro non è che una bellissima e sensualissima donna dalla mira infallibile. La individua mentre nuda emerge da un lago dopo un bagno e ne rimane stregato. Cerca comunque di realizzare che Lei è il nemico , punta il fucile ma consapevole che è troppo distante dalla sua portata tenta di ucciderla ugualmente. Manca il bersaglio e lei fugge. Quei poveri uomini sono vulnerabili e impauriti e cercano di sfuggire alla furia omicida e alla mira infallibile di Lei che non si sa nè come, nè quando colpirà e soprattutto chi deciderà di eliminare. Il tenente capisce che l'unico scopo del cecchino è che fra loro solo uno dovrà rimanere vivo, affinchè racconti al nemico cosa è accaduto lì veramente. Un'impresa crudele architettata da una donna abile e spietata, contro un plotone di uomini. Solo uno rimarrà in vita. Ma chi?
Sarà proprio l'io narrante di questo racconto che dopo esser riuscito a raggiungere l'elicottero che lo porterà in salvo e dopo aver fatto rapporto ai suoi superiori dell’accaduto, conclude questo racconto con una frase: ""Senza dubbio avrei riconosciuto la sua faccia, che ancora vedo nitidamente, e sapevo che anche Lei avrebbe riconosciuto in me il ragazzo che aveva lasciato vivo affinchè raccontasse la sua storia. Ora la storia è raccontata e se mai ci rivedremo, solo uno di noi ne uscirà vivo."" Termina così questo splendido racconto che secondo il mio punto di vista è un'esperienza realmente accaduta all'autore avendo lui stesso partecipato alla guerra più fallimentare e spietata della storia degli United States of America.
Concludo dicendo che dopo aver letto questo libro mi sento comunque lusingata nell’essere donna, e chissà se qualcuno già pensa di me che sono una donna pericolosa? ;)

Louise Elle

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Di Asterix451 (del 25/10/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 914 volte)
Titolo originale
Prometheus
Produzione
USA, Gran Bretagna 2012
Regia
Ridley Scott
Interpreti
Noomi Rapace, Michael Fassbender, Guy Pearce, Idris Elba, Logan Marshall-Green.
Durata
124 Minuti
Trailer

Nella notte dei tempi, molto prima della comparsa dell’Uomo sulla Terra, il nostro pianeta era abitato da creature che, per loro volontà, diedero vita agli organismi alla base della nostra evoluzione; fatto ciò, migrarono definitivamente nello spazio.
Milioni di anni dopo, superati persino i giorni nostri, una scoperta archeologica sensazionale lega le tracce di culti pre-cristiani di tutte le parti del globo ad una particolare galassia che gli astronomi hanno individuato; la Dottoressa Shaw (Noomi Rapace) e il Dottor Holloway (Logan M-Green), ritengono che da essa provenga la specie aliena che abbia dato inizio alla creazione della nostra specie. Le prove a sostegno di questa tesi inducono il vecchio milionario Weyland (Guy Pearce) a finanziare la spedizione stellare che potrebbe svelare il mistero dell’origine dell’Uomo.
Ibernati a bordo della nave stellare “Prometheus”, i due scienziati e il resto dell’equipaggio sono accuditi dal solo David (Michael Fassbender), un androide con l’ossessione del cinema e del concetto di “identità”. Solo all’approssimarsi del pianeta LV 223, il computer di bordo procede al risveglio degli uomini incaricati di ritrovare “i Creatori”.
La spedizione è supervisionata da Meredith Vickers (Charlize Theron), che si contende il comando della nave con il Capitano Janek (Idris Elba): ben presto, infatti, la Dottoressa Shaw e Holloway capiranno che l’interesse scientifico è poca cosa rispetto a quello di chi ha finanziato il viaggio, e si ritroveranno agli ordini della Vickers. A complicare lo sviluppo della missione è l’ambiguo comportamento dell’androide David, che sa molto più di quanto dia a vedere, ma ormai è tardi per tirarsi indietro.
Il pianeta è deserto, nonostante le tracce di una vita aliena che potrebbe essere quella dei “Creatori”: una enorme piramide sembra una tomba, sigillata per contenere una epidemia di qualche tipo; Shaw e Holloway, scortati dagli altri tecnici della spedizione, iniziano l’esplorazione dei suoi sotterranei. Sembra che non ci sia nessuna forma di vita, ormai, sino a quando uno dei sensori per la mappatura delle gallerie non ne segnala una sui monitor: dura solo un istante, poi scompare; sarà un errore del computer, o qualcosa si sta effettivamente muovendo intorno al drappello di esplorazione?
A circa trent’anni di distanza Ridley Scott torna a dedicarsi al film che lo consacrò agli onori del cinema, “Alien”, con un prequel che somiglia più ad un remake sbalzato nelle atmosfere del 3D. Infatti “Prometheus” riprende l’antico mito della creazione, proiettato nel futuro di uno spazio profondo: una ottima premessa per creare un altro “cult” della Fantascienza, con tutti i mezzi a disposizione. Nella produzione figurano i brillanti registi Walter Hill (I guerrieri della notte, 48 ore) e Tony Scott (Deja-Vu, Nemico Pubblico), il fratello di Ridley scomparso recentemente. Essendo un fan di tutti loro e della saga di “Alien”, ed allettato dal cast, probabilmente mi aspettavo qualcosa di differente.
Certo, “Prometheus” è un bel film: modernizza una idea che (forse) cominciava a patire gli anni, regalando un ottimo spunto per una saga diversa seppur legata ad “Alien”. Tuttavia, la sensazione di rivivere le situazioni dei primi due films toglie spazio alla novità dei “Creatori”, dato che si ripropongono il solito androide “doppiogiochista” e la visuale da “sparatutto” già vista abbondantemente in passato. Charlize Theron è bellissima e spietata, ma non riesce a contrapporsi davvero a Noomi Rapace (già Lisbeth in “Uomini che odiano le donne”), che riceve l’eredità di Ripley / Sigourney Weaver. Fassbender interpreta bene il ruolo di David, eppure si rivede Bishop e preferivo Lance Henriksen… sul finale ho patito l’eccesso di alcune scene, anche per un film di Fantascienza, come quella dell’aborto e la fuga finale al di sotto dell’astronave. Basterebbe poco sforzo per renderle più credibili.
Peccato non aver dedicato maggiore rilievo agli elementi nuovi della trama e agli infiniti spunti di una creazione per mano degli alieni (una tesi già proposta da alcuni ufologi). Molto belle le ambientazioni e gli effetti visivi del 3D che in alcune sequenze dà volume agli ologrammi, di fortissimo impatto visivo. Qualche situazione divertente, per sdrammatizzare, ma la vera suspance si guasta con la sensazione di sapere sin dall’inizio dove si andrà a finire.
Insomma, mi sento di consigliarlo a chi non abbia visto i primi “Alien”, perché è la somiglianza con i lavori precedenti a penalizzare un film dalle potenzialità enormi, con grandi meriti artistici, che conferma il talento registico di Ridley Scott.

Asterix451

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Di Namor (del 22/10/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 911 volte)
Titolo originale
Tu sei il male
Autore
Roberto Costantini
Prima edizione
2011

Mentre la capitale italiana si appresta a seguire la finale Italia-Germania dei mondiali di calcio spagnoli, un’efferato delitto si sta consumando in uno dei tanti luoghi di Roma. Il corpo martoriato della giovane segretaria Elisa Sordi, viene rinvenuto qualche giorno dopo nelle acque del Tevere. Le indagini del giovane e svogliato ispettore Balistreri, vengono condotte con indolente sufficienza, tant’è vero, che il caso rimarrà irrisolto, lasciando un’altra indelebile cicatrice nell’animo dell’apatico funzionario.
Siamo nel 2006, Balistreri non è più quel donnaiolo arrogante che era un tempo, adesso è un dirigente fiaccato nel fisico e nell’anima da una vita di eccessi e sensi di colpa mai sopiti, e proprio per espiare le sue colpe (in primis il delitto irrisolto della Sordi), si è letteralmente lasciato andare annullandosi quasi completamente. A destarlo da quel lungo letargo punitivo è il suicidio di una donna, la quale si lancia dal balcone della propria casa , durante la finale Italia-Francia dei mondiali di calcio tedeschi. A compiere l’estremo gesto è Giovanna, la madre di Elisa Sordi la giovane e bella segretaria uccisa da uno sconosciuto ventiquattro anni prima. Le piste che portano all’assassino di Elisa improvvisamente diventano molteplici, come gli omicidi e i delitti che seguiranno per occultarne la verità. Il Vaticano, la criminalità dell’est e gli ambienti politici locali, faranno parte del losco progetto di insabbiare una scomoda e pericolosa verità, che ha avuto inizio lontano 1982!
Tu sei il male”, segna il buon debutto nel mondo della letteratura di Piero Costantini, il volume dovrebbe essere il primo di una trilogia con protagonista l’ispettore Michele Balistrieri.
L’elaborazione della trama prende spunti da alcuni casi di cronaca nera realmente accaduti, come il delitto di via Poma, la scomparsa di Emanuela Orlandi ed il delitto della Reggiani a Tor di Quinto, fatti purtroppo tristemente famosi che, tengono alto l’interesse del lettore nello sfogliare senza sosta le sue 700 pagine. Non fatevi intimorire dallo spessore del libro, poiché la trama e ben congeniata, così come i protagonisti di questo avvincente giallo italiano. Le prime 100 pagine ambientate nel 1982, con l’indomito Balistrieri in giovane età, le ho trovate eccellenti, peccato che nelle restanti 600 ci si debba abituare ad un uomo completamente diverso.
Spero, nel prossimo volume (che io acquisterò sicuramente), di ritrovare il giovane Balistrieri menefreghista e playboy, come lo era stato all’inizio di questo testo, di sicuro la trama ne gioverà non poco!
Consigliatissimo, soprattutto per chi ama i romanzi made in Italy.

Namor

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Di Angie (del 18/10/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1049 volte)
Titolo originale
Magic Mike
Produzione
USA 2012
Regia
Steven Soderbergh
Interpreti
Channing Tatum, Alex Pettyfer, Matthew McConaughey, Cody Horn, Joe Manganiello.
Durata
110 Minuti
Trailer

Mike(Channing Tatum), uomo dai molti talenti e dal grande fascino, di giorno svolge diversi lavoretti, dal lavaggio auto al costruttore edile. Ma di notte…….. Mike con lo pseudonimo di “Magic Mike”, diventa la star di uno spettacolo tutto maschile al Xquisita Club di Tampa in Florida, egli è la star dello show di spogliarellisti. Grazie al suo stile e al suo eccezionale modo di ballare è da anni l’attrazione principale del Club, frequentato da donne di ogni età. Più piace alle donne, più loro spendono e più Dallas (Matthew Mc Conaughey), proprietario del locale è contento.
Mike in un cantiere conosce il diciannovenne Adam (Alex Pettyfer) , uno scansafatiche che non riesce a trovare un lavoro stabile. Il giovane preso in simpatia da Mike, il quale intuisce in lui delle potenzialità , lo fa entrare nel Club e lo presenta al gestore Dallas. Soprannominato The Kid, Adam viene messo subito alla prova sul palco. Nonostante l’inizio un pò impacciato, il novello spogliarellista riesce ugualmente a portare a termine la sua esibizione ottenendo anche un grande successo con le donne. Diventa così la nuova attrazione del locale con una buon seguito di ammiratrice tutte sue. Intanto Mike fa conoscenza con l’affascinante sorella di The Kid, Brooke (Cody Horn), in cui si instaura una sottile attrazione che lo porterà piano piano a decidere cosa fare della propria vita.
“Magic Mike” e una commedia drammatica diretta da Steven Soderbergh, che trae spunto dalle vere esperienze dell’attore Channing Tatum, il quale nemmeno ventenne, per un periodo della sua vita ha fatto lo stripper in un Club di Tampa in Florida. Gli stripper di “Magic Mike”, risultano essere già in testa alle classifiche di incassi, 130 milioni negli Usa, confermandosi anche al primo posto tra i film più visti. Questa pellicola tra l’altro e il più grande successo commerciale di Soderbergh dopo la trilogia di “Ocean”. Inoltre bisogna fare anche i complimenti a Tatum, che ha affidato la sceneggiatura al suo amico esordiente Reid Carolin.
Cosa posso dire di questa pellicola? Innanzitutto una nota di merito sia al cast che per la colonna sonora molto bella . Ho trovato il film carino, divertente, che si fa apprezzare per tutti i suoi 110 minuti di visione. Adatto in modo particolare al pubblico femminile. Ma mi permetto di fare una piccola postilla (sempre secondo il mio giudizio personale) è si un film x sole donne bramose di vedere bei maschioni in tanga ( cosa che fa sempre piacere), ma è anche una pellicola che racconta in profondità le storie dei protagonisti: il loro percorso umano e professionale, di sogni e speranze. A mio avviso evoca anche un messaggio profondo: fino a quando si può condurre questa vita? Ad ogni modo cerchiamo di non pensare sempre alla trama e ai valori che può trasmettere, godiamoci il film trascorrendo un paio d’ore di divertimento… visto che lo spettacolo per gli occhi è assicurato!

Angie

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Di mimmotron (del 15/10/2012 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 1373 volte)
Titolo originale
Person of Interest
Produzione
USA 2011
Episodi / Durata
25 / 43 Minuti

Ho iniziato a guardare Person of Interest per due ragioni molto semplici, oltre ad essere frutto di un soggetto di J.J. Abrams uno dei protagonisti e' Michael Emerson. Attore che mi ha conquistato con la sua magistrale interpretazione di Benjamin Linus in Lost. Questo e' stato per me sufficiente per iniziarne la visione e devo dire che non mi sono sbagliato, almeno per i miei gusti. Dopo diverse serie, vedi Lost, Fringe, ma anche la sgradevole Alcatraz avevo proprio voglia di guardare una serie dove l'azione la facesse da padrona. Ero un po' stufo di impantanarmi in inutili sofismi. Harold Finch (Michael Emerson) e' l'inventore di un sistema informatico che ispirandosi al Patriot Act, legge realmente entrata in vigore negli Stati Uniti inseguito all'attacco alle Torri Gemelle, e' in grado di controllare tutte le comunicazioni. Questo sofisticato sistema venne progettato da Finch per prevenire attentati terroristici, ma quando si rese conto che le autorità statunitensi lo utilizzavano solo per probabili attacchi al Paese, lasciando cadere nel vuoto gli avvisi che denunciavano reati comuni, decise di intervenire. Non ci viene mai chiarita durante le varie puntate la ragione che scatena questa decisione, per cui non mi avventuro in congetture.
Finch e' pero' un intellettuale (molto ricco) e ha quindi bisogno di qualcuno che lo aiuti a “togliere le castagne dal fuoco”. Servendosi della sua preziosa macchina seleziona John Reese interpretato da James Caviezel. Reese e' un agente della CIA che l'agenzia credeva ormai morto essendo la stessa la mandante del suo tentato omicidio. Come Finch convince Reese a collaborare con lui e' un dettaglio sul quale non mi dilungo. Preferisco descrivervi altri due fondamentali protagonisti, ovvero Joss Carter (Taraji P. Henson) e Lionel Fusco (Kevin Chapman). Entrambi sono dei detective della polizia di New York solo che mentre la prima, Carter e' integerrima il secondo e' un poliziotto corrotto. Con la Carter sia Fitch che Carter preferiscono collaborare, mentre Fusco viene inizialmente “usato”. Non credo che vi toglierò il piacere di guardare questa serie dicendovi che al termine della stessa vedremo un Fusco redento.
Un ruolo centrale nella varie puntate lo conserva sicuramente la “macchina”. In pratica, analizzando tutte le comunicazioni, che sempre più al giorno d'oggi viaggiano su reti telematiche ed incrociando i vari dati il computer fa avere al terminale di Fitch un numero di previdenza sociale. Negli Stati Uniti ogni cittadino ha un suo numero che lo identifica, in pratica molto simile al nostro codice fiscale, ma quello che la macchina non dice e' se la persona coinvolta sarà la vittima o il carnefice. Semplicemente comunica ai nostri che la persona indicata verrà coinvolta in un atto criminoso. Diciamo che questa e' la parte più romanzata, ma come detto niente di misterioso, si tratta solo di intercettazioni. Dopo di che si entra in azione ed il nostro Reese che sia con le mani che con le armi ci sa davvero fare. Nell'aiutare la vittima non uccide mai il colpevole a meno che non debba salvare la propria vita o quella di altre persone coinvolte. Questo per una sua etica “professionale”.
Come detto avevo proprio voglia di vedere una serie dove i problemi si risolvessero alla vecchia maniera, ovvero con una bella scazzottata.
Dopo aver ottenuto dei buoni ascolti e' stata confermata la realizzazione di una seconda stagione.

mimmotron

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Di Namor (del 11/10/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 937 volte)
Titolo originale
Men In Black 3
Produzione
USA 2012
Regia
Barry Sonnenfeld
Interpreti
Will Smith, Tommy Lee Jones, Josh Brolin, Jemaine Clement, Michael Stuhlbarg.
Durata
105 Minuti
Trailer

Dopo oltre quarant’anni di detenzione in un carcere di massima sicurezza ubicato sulla Luna, l’alieno Boris evade, per chiudere in conti in sospeso con l’agente K (Tommy Lee Jones), reo di averlo consegnato alla giustizia amputandogli un braccio nel lontano 1969. Ed è proprio in quel periodo, che il suo partner l’agente J (Will Smith), si dovrà recare per salvare la vita al suo scorbutico socio. Il viaggio a ritroso nel tempo per opporsi al fatale destino del suo amico, svelerà contemporaneamente sia l’origine del burbero carattere di K, che la motivazione del reclutamento di J in qualità di Men in Black. Dopo aver diretto i primi due“Man In Black”,
Barry Sonnenfeld si riconferma alla regia di “MIB III”, terzo capitolo dedito agli agenti governativi addetti all’emigrazione spaziale. Confermata (non poteva essere altrimenti), la coppia Tommy Lee Jones – Will Smith, nella quale si aggiunge il terzo big, Josh Brolin nel ruolo di Kay da giovane. Emma Thompson é la presenza femminile di maggior spicco nei panni dell’agente O e sotto le irriconoscibili spoglie degli alieni (difficilissimi da individuare), si celano le incredibili partecipazioni di Ladi GaGa, Tim Burton e Justin Bieber!
Il riscontro al botteghino del terzo capitolo non è stato entusiasmante, ma neanche fallimentare, certo, se si confrontano gli incassi con i primi due, quello di MIB 3 è nettamente inferiore, segno che il pubblico ha iniziato a stancarsi dei soliti cliché finora proposti.
Vada per la piacevole comicità del duo Jones – Smith e degli strani alieni – mostri inseriti nella società, che rivaleggiano con gli agenti in nero in spettacolosi e spassosi scontri e che possono divertire il pubblico, ma è anche vero che alla lunga ri-vedere la stessa solfa comincia ad stufare! Sensazione provata dal sottoscritto… se togliamo la partecipazione di Brolin ed il chiarimento sul carattere di K, con il conseguente motivo dell’arruolamento di J, riuscire a vederlo fino alla fine sarebbe stata un’impresa degna dei Men In Black!

Namor

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Di Miryam (del 08/10/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 965 volte)
Titolo originale
Bait
Produzione
Australia 2012
Regia
Kimble Rendall
Interpreti
Xavier Samuel, Julian McMahon, Sharni Vinson, Phoebe Tonkin, Martin Sacks.
Durata
93 Minuti

Ci troviamo in una tranquilla località balneare australiana dove Josh (Xavier Samuel) e Tina (Sharni Vinson), sono felicemente fidanzati e pronti a trasferirsi a Singapore, quando il miglior amico di Josh, nonché fratello di Tina, Rory, muore sotto i loro occhi divorato da uno squalo bianco.
Dopo la disgrazia i due ragazzi si lasciano e circa un anno dopo, Josh, che si sente ancora in colpa per la morte del suo amico, trova lavoro in un supermercato. Il caso della vita vuole che Tina, con il suo nuovo ragazzo Steven (Qi Yo Wu), capiti proprio in quel negozio, subito si crea un po’ d’imbarazzo tra i due, imbarazzo però che viene subito cancellato perché due uomini armati, piombano improvvisamente per rapinare il supermercato. Nel bel mezzo della rapina, la quale aveva preso dei risvolti alquanto violenti, ecco che dopo una violenta scossa di terremoto, una mostruosa onda di uno tsunami si abbatte sulla costa portando via tutto ciò che trova sul suo percorso. Compreso un supermercato che viene letteralmente inghiottito dalle acque insieme al suo garage sotterraneo. Le poche persone sopravvissute riescono ad emergere a fatica e mettersi in salvo sugli scaffali del negozio, purtroppo però non solo l’acqua tende inesorabilmente a salire, ma anche i cavi elettrici penzolano a pochi centimetri dall’acqua e come se tutto ciò non bastasse… un terribile squalo bianco comincia ad attaccare le persone intrappolate. Stessa sorte tocca a tre ragazzi rimasti bloccati nel posteggio sotterraneo, infatti un secondo temibile squalo bianco cerca di appropriarsi delle loro vite.
Il regista di “SHARK 3D”, Kimble Rendall, non ha avuto in fondo una cattiva idea, quella di ambientare il film in un supermercato per colpa di un’ onda anomala… Lo spunto era davvero buono, un’idea originale se non fosse che non c’è stata una buona sceneggiatura. Infatti, a parer mio, le scene subacquee sono molto lontane dal realistico, senza parlare dello squalo che oltre ad apparire poche volte, si vede lontanamente che è tutto fatto a computer! ( niente a che vedere con “Lo squalo” di Spielberg).
Anche gli attori hanno recitato, diciamo al limite della sufficienza. Peccato, davvero un film deludente, si salva solo il fatto che essendo in 3D, le scene dello tsunami erano piuttosto realistiche. Sapevo già in partenza che non avrei visto un “capolavoro”, ma mi aspettavo qualcosa di più, visto che di fondo lo spunto originale c’era, pazienza! Di fregature se ne prendono tante perciò vi do un consiglio: se proprio volete addentrarvi nella visione… aspettate il dvd, altrimenti lasciate perdere, non vi perdete nulla!!

Miryam

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