BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.

Di Miryam (del 17/10/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1034 volte)
Titolo originale
Burlesque
Produzione
Australia 2010
Regia
Steve Antin
Interpreti
Cher, Christina Aguilera, Eric Dane, Cam Gigandet, Julianne Hough.
Durata
116 Minuti
Trailer

Ali Rose (Christine Aguilera), è una giovane ragazza di campagna che parte per Los Angeles in cerca di fortuna, in quanto decisa a cambiare vita e diventare una cantante famosa. Una volta giunta a Los angeles, viene assunta come cameriera presso il Burlesque Lounge, un locale di ballerine gestito dall’inossidabile Tess (Cher).
Costumi, coreografie e paillettes, affascinano Ali, che sentendosi stretta nelle vesti di cameriera vorrebbe calcare il palcoscenico, dopo varie insistenze, convince Tess a farle un provino e quest’ ultima si rende conto che la ragazza possiede delle buone doti artistiche, ma purtroppo il suo corpo di ballo al momento è al completo. L’occasione giusta, però non tarda ad arrivare, infatti con il licenziamento della prima ballerina perennemente in ritardo e con il vizio di bere e l’inaspettata gravidanza di un’ altra, ecco che Ali può finalmente coronare il suo sogno.
Una volta sul palco, viene non solo apprezzato il suo modo di ballare, ma la sua voce forte ed imponente la fa arrivare ben presto al trionfo, riuscendo così a salvare il locale di Tess che, ormai era alle strette con i debiti e i vari problemi che le dava il suo ex marito.
La giovane Ali, riesce così a riportare il Burlesque al suo antico splendore e perché no, a trovare anche l’amore con il simpatico ed eccentrico barista Jack (Can Gigandet).
Steven Antin è l’artefice della sceneggiatura del film “Burlesque”, il quale aveva già in mente di avere come protagonista Christine Aguilera, che qui fa il suo debutto nell’ ambiente cinematografico e ne esce, devo dire da vincente. Certo, il meglio di se lo da sul palcoscenico, però nell’insieme se la riesce a cavare egregiamente.
Anche Cher, dopo sette anni di assenza dal grande schermo, veste bene la parte del dirigente burbero ma dal cuore tenero, riuscendo a divertire con la sua comicità lo spettatore. Ritengo “Burlesque” un film scorrevole e divertente, certo molto scontato nello svolgimento, ma le musiche e le canzoni lo fanno diventare un musical da non perdere, per trascorrere due ore in completa serenità.

Miryam

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Di Namor (del 14/10/2011 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 1230 volte)
Titolo originale
Persons Unknwon
Produzione
Usa 2010
Episodi / Durata
13 / 42 Minuti

Dopo esser stata rapita mentre era al parco con la figlia, la proprietaria di un asilo nido di S.Francisco Janet Cooper (Daisy Betts), si risveglia in una camera di un albergo di periferia. Presa dal panico per l段nconsueta situazione Janet, si accorge che la porta della stanza è chiusa a chiave, negandogli la via d置scita. Nel mentre, dal corridoio giunge una voce maschile che gli indica di aprire il cassetto del comodino è prendere la chiave della porta che si trova all段nterno di una bibbia. Una volta uscita sul pianerottolo, con suo stupore, nota altre persone in stato confusionale che fuoriescono dalle loro camere, chiedendosi dove si trovino e chi siano gli altri occupanti. Fatto il punto della situazione, gli 8 sequestrati si organizzano per far ritorno alle loro case, ma i sofisticatissimi sistemi di sicurezza istallati nel perimetro del paese, rendono vano ogni tentavo di scappare dalla città fantasma .
Un ristorante cinese, con tanto di personale asiatico ed un portiere d誕lbergo molto ambiguo, sono le uniche persone con cui avranno contatti durante la loro forzata detenzione. Ogni movimento o parola che essi effettueranno, sarà visionata da centinaia di telecamere poste in tutta la città, per studiare e all弛ccorrenza manipolare gli obbligati residenti, ai voleri dei loro carcerieri.
Mentre il giornalista ed ex marito di Janet, cerca di far luce sulla sua misteriosa è improvvisa sparizione, viene a scoprire che ad architettare il tutto è una pericolosa organizzazione segreta, votata ad analizzare il comportamento delle persone. Portare alla luce l段ncredibile faccenda non sarà una impresa facile per l段nvestigatore-cronista, così come la fuga dalla città fantasma per i temporanei abitanti, sempre più sospettosi gli uni verso altri.
Persons Unknwon suddivisa in 13 episodi è una serie televisiva ideata dal regista e sceneggiatore Christopher McQuarrie, autore dell弛ttimo film I soliti sospetti, con cui vinse l丹scar come miglior sceneggiatura originale nel 1995.
La serie, per contenere i costi, è stata girata in tre nazioni: Stati Uniti, Messico e Italia, un弛perazione che non ha minimamente intaccato la buona riuscita della serie, tranne poche sbavature tecniche rimediabili in un eventuale seconda stagione. Il desiderio del produttore i sarebbe, bisogna solo vedere se vi sono network televisivi pronti ad acquisirne i diritti, visto che gli ascolti sono stati molto deludenti.
Non sarà una delle migliori serie tv viste, ma neanche la peggiore, coloro che come me l誕vrà vista, vorrà sicuramente accedere al livello successivo per seguirne gli eventi.

Namor

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Di Asterix451 (del 10/10/2011 @ 05:00:00, in Cinema, linkato 974 volte)
Titolo originale
Dylan Dog: Dead of Night
Produzione
USA 2010
Regia
Kevin Munroe
Interpreti
Brandon Routh, Sam Huntington, Anita Briem, Taye Diggs, David Jensen.
Durata
108 Minuti
Trailer

Nella seconda metà degli anni ’80 le pubblicazioni di Sergio Bonelli si arricchirono di una nuova collana di fumetti, divenuta un “cult” per i giovani di tutte le età: sto parlando naturalmente di Dylan Dog, il celebre “indagatore dell’incubo”.
Creatura nata dalla fantasia di Tiziano Sclavi con il volto di Rupert Everett, veniva ingaggiato esclusivamente da donne avvenenti, terrorizzate da mostri di ogni genere; dopo la consueta reticenza ad assumere il caso, le remore scomparivano tra le lenzuola della camera da letto, per quanto il suo cuore appartenesse davvero ad una sola donna: Morgana.
I creatori di Dylan Dog mescolarono sapientemente ingredienti semplici e di sicuro interesse: l’horror, il sesso, le citazioni cinematografiche, l’umorismo Inglese e lo splatter; inizialmente il fumetto era “cattivo” come si conviene, prima di ammorbidirsi per adattarsi ad una varietà di pubblico sempre maggiore. Il carisma del personaggio è tale da aver ispirato, a 25 anni dalla sua nascita, una versione cinematografica realizzata ad Hollywood.
Suppongo che i fans ci sperassero, dopo il deludente “Dellamorte Dellamore” firmato da Soavi nel ’94, che è sempre e comunque meglio di questa ultima versione. Infatti la zuppa è talmente riscaldata da non meritare nemmeno il consueto riassunto all’inizio della recensione: basta aver già visto “Constantine”, “Blade” o “Underworld” per sapere di cosa parla; del fumetto è rimasto un pastrocchio di citazioni appiccicate al personaggio, che contribuiscono a renderlo ancora più kitch ed inverosimile.
Trasferiti da Londra a New Orleans per esigenze di produzione, anche la comicità sagace con cui i veri Dylan, Groucho e Bloch sconfiggevano l’orrore delle vicende di cui erano protagonisti, si è tramutata in un bovaro umorismo da saloon: triste, come la recitazione di tutti gli attori. A bordo del Maggiolino targato DyD 666, un troppo giovane Brandon Routh veste i consueti panni dell’investigatore, tenendoci sotto la tutina di Superman del suo film precedente. Groucho viene rimpiazzato da un certo Marcus (Sam Huntigton), amico fraterno dell’investigatore, che verrà prima straziato da un mostro e poi eletto zombie-assistente dopo essere risorto dalla morte. Insieme cercheranno di sventare la rinascita di Beliar, un demone terribile sempre copiato da “Constantine” che ha bisogno di un corpo per tornare, e che i vampiri di Vargas (Taye Diggs, “Equilibrium”) vorrebbero sottrarre alla custodia dei lincantropi di Gabriel (Peter Stormare, ancora “Constantine”!!!).
Dylan Dog potrebbe risolvere la questione a suon di pugni e tirapugni come solo lui sa tirare, o sparare proiettili di legno e argento con il revolver dell’anteguerra, non fosse che rischia la vendetta di entrambe le fazioni per un torto perpetrato a loro danno tanti anni prima (ma quando: alle elementari?).
Riuscirà il nostro eroe a riabilitarsi agli occhi di tutti, sconfiggere il mostrone, portarsi a letto la protagonista e preparare un finale aperto per un eventuale seguito?
Non ve lo dirò mai: dovrete vederlo…

Asterix451

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Di Namor (del 07/10/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 921 volte)
Titolo originale
The Eagle
Produzione
USA 2011
Regia
Kevin Macdonald
Interpreti
Channing Tatum, Jamie Bell, Donald Sutherland, Mark Strong, Tahar Rahim.
Durata
114 Minuti
Trailer

Il comandante Marco Flavio Aquila (Channing Tatum), giunto in Britannia con lo scopo di riabilitare il nome di famiglia e l弛nore del padre, colpevole dell誕nnientamento della nona legione, con la conseguente perdita della gloriosa aquila d弛rata, gli viene affidato il comando in uno sperduto avamposto nel territorio sud-occidentale. Le gravi ferite riportate dopo uno scontro con i nemici, gli valgono il congedo con onore, un commiato a cui non saprà darsi pace, vista la sua forte vocazione per servire l段mpero. Durante la convalescenza a casa di suo zio Aquila (Donald Suttherland), l弾x comandante si reca all誕rena per godersi lo spettacolo offerto. Nel corso dell弾sibizione, viene colpito dal coraggio di uno schiavo al suo rifiuto di combattere contro un gladiatore ed, al soccombere dello schiavo, egli chiede ed ottiene clemenza per la vita del soggiogato. Il giorno dopo lo schiavo viene acquistato da suo zio è offerto in dono al degente nipote che accetta controvoglia. Esca, (Jamie Bell) questo è il suo nome, che odia profondamente i Romani, giura fedeltà eterna al suo salvatore, informandolo tuttavia dei suoi reali sentimenti verso la popolazione di Roma. La notizia dell誕vvistamento dell誕quila in un tempio tribale all弾stremo nord, rinvigorisce lo spirito guerriero dell弾x comandante, portandolo ad intraprendere il pericoloso tentativo con il suo schiavo Esca, di oltrepassare il vallo e recuperare il prezioso cimelio dalle mani nemiche.
Dopo Il Centurione, un誕ltra pellicola prende spunto dalla misteriosa fine della nona legione nel territorio Britannico. Ad interpretare i ruoli principali troviamo: Channing Tatum, Jamie Bell e l段nossidabile Donald Suttherland. La regia è affidata a Kevin Macdonald, autore del film L置ltimo re di Scozia.
Rispetto al precedente titolo, The Eagle si distingue positivamente grazie ad una sceneggiatura più avvincente ed una maggiore cura dei dettagli tecnici, quali i costumi e le ambientazioni esterne. Questa propensione personale verso il film di Macdonald, riguarda solo il confronto tra i due lungometraggi sulla nona legione.
Se il giudizio dovesse valere solo ed esclusivamente per questo titolo, potete aspettare tranquillamente la sua uscita in dvd per vederlo. Considerato che il prezzo del biglietto del cinema é molto più oneroso, si auspica qualcosa di più corposo.

Namor

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Di Miryam (del 05/10/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1277 volte)
Titolo originale
Hereafter
Produzione
USA 2010
Regia
Clint Eastwood
Interpreti
Matt Damon, Cécile De France, Joy Mohr, Bryce Dallas Howard, George McLaren.
Durata
129 Minuti

Esiste una premorte? Si può comunicare in qualche modo con una persona a noi cara, morta prematuramente? E infine, esistono individui in grado di conoscere il nostro passato semplicemente sfiorandoci?
Questi sono i tre interrogativi sui quali ruota il film “Hereafter”, o meglio, la pellicola narra proprio la storia di tre persone che hanno incontrato la morte sebbene in modi differenti. George Lonegan ( Matt Damon), è un operaio di San Francisco che può comunicare con i defunti, dono per tanti prezioso, mentre per lui è come possedere una condanna che lo ha fatto rimanere solo e senza amici. Veniamo poi a Marie (Cècile de France), che è una giornalista di Parigi scampata allo Tsunami del 2004, durante il quale ha vissuto un’ esperienza di pre morte, per cui cerca di continuo delle risposte a quello che le è successo. Infine c’è un bambino di Londra, Marcus (i gemelli Frankie e George Mc Laren, al loro debutto cinematografico), che avendo perso il fratello gemello in un tragico incidente stradale, ne cerca costantemente la presenza.
I tre malcapitati si incontrano per caso alla Fiera del libro di Londra e così grazie ai poteri di George, Marcus riesce a mettersi in contatto con il fratello, mentre Marie, inizia un dialogo per cercare insieme delle risposte.
Hereafter”, è un film che è stato diretto dal grande Clint Eastwood. In principio la regia era stata affidata a Steven Spielberg, ma questi era poco convinto della trama, così la Dream Work pensò di rivolgersi proprio ad Eastwood, il quale accettò di condurre la regia. Una curiosità riguardo il film è che Eastwood pur di avere Matt Damon ( che bisogna dire ha interpretato la parte in maniera straordinaria), ha aspettato che questi terminasse di girare il film “I guardiani del destino” modificando lui stesso tutto il piano di produzione. Che dire di Clint Eastwood? Oltre ad essere stato un attore formidabile è adesso un regista coi fiocchi!! Seppur abituato a girare film western e d’azione, bisogna dire che anche in questo genere che tocca il paranormale se l’è cavata egregiamente.
Anche se la trama risulta un po’ lenta, ho gradito molto il film, come mi sono piaciuti anche gli attori protagonisti. Ne consiglio la visione, perchè dopo tutto la storia è toccante e commovente, e tutto sommato desta pur delle curiosità, anche perché alla domanda : “Dopo la morte esiste qualcosa”? Credo che ce la siamo posta tutti!!

Miryam

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Di Angie (del 03/10/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 952 volte)
Titolo originale
Mes chères études
Produzione
Francia 2010
Regia
Emmanuelle Bercot
Interpreti
Déborah François, Alain Cauchi, Benjamin Siksou, Mathieu Demy, Joseph Braconnier.
Durata
103 Minuti

Laura (Deborah Francois), 19 anni è una studentessa iscritta al primo anno di Università, determinata a portare a termine i suoi studi ad ogni costo. Sebbene svolga un lavoro a part-time, non arriva a soddisfare tutte le sue necessità come: pagare l’affitto, i libri di testo e del cibo decente. Una situazione che la fa sprofondare in una situazione economica al quanto faticosa. Una sera per disperazione, con perplessità, decide di rispondere ad un annuncio particolare su internet, sotto la categoria “incontri a pagamento”.
L’annuncio recita: “Joe, 50 enne, cerca studentessa per scambiare qualche momenti di tenerezza” Paga: “cento euro l’ora”.
Una sola volta e mai più, promette a se stessa.
Tre giorni dopo Laura si ritrova in una camera d’hotel con Joe, per trascorrere l’ora preventivata in sua compagnia.
E l’inizio di una serie di eventi a spirale ove, l’esaltazione per il danaro guadagnato così “facilmente” che le permette di pagare gli studi e, perché no, anche qualche sfizio, le fa dimenticare le sensazioni sgradevoli degli incontri avuti. Le si apre così il mondo della prostituzione, dove la sua vita subirà un’improvvisa svolta verso l’inaspettato. Per Laura sarà sempre più difficile mantenere la promessa che si era fatta all’inizio. Tratto dal libro-testimonianza “Mes Cheres Etudens” della studentessa Laura D (suo pseudonimo), tocca un tema delicato ed attualissimo: quello della prostituzione giovanile. La regista Emmanuelle Bercot che ha diretto il drammatico “Student Service”, racconta con discrezione e precisione senza facili moralismi, come una studentessa in difficoltà economiche venda il suo corpo per il danaro necessario, per far fronte alle spese quotidiane della vita. Per l’interpretazione del ruolo di Laura D., la Bercot ha voluto scegliere un’attrice che fosse giovane e carina, una ragazza semplice e ordinaria che, riuscisse a far trasparire come ciò che è costretta a fare, le costi enormemente e di come la ferisce nell’animo, oltre che nel corpo. Deborah Francois era perfetta per tale ruolo. Infatti quello che risalta e ci colpisce, in questa pellicola, è la semplicità della ragazza nell’approccio con gli uomini, la sua freschezza, la sua genuinità, insomma una ragazza della quale non potremmo mai pensare che……..
Non ci troviamo di fronte a la “femme fatale” che cerca di attrarre e sedurre l’uomo. Prostituirsi per studiare: non è una vicenda dell’emarginazione del terzo mondo, ma è proprio della nostra società.
La storia di Laura, non è un caso raro, ma la sua vita è simile a quella ti tante altre ragazze, sempre più numerose che decidono di usare il proprio corpo come “servizio sessuale” a pagamento per ottenere guadagni facili è molto proficui.
Da un’indagine fatta nel 2006 emerge che sono circa 40 mila gli studenti, che vendono il proprio corpo e in Italia uno studente su quattro pubblica annunci di tale materia. Il film ha voluto evidenziare una delle tante piaghe sociali con le problematiche giovanili che, sono molteplici, di cui alla base (spesso) vi è una totale assenza di valori e di una presenza adulta. Nonostante vi siano alcuni enti ( es. telefono azzurro), che si occupano dei minori c’è ancora una forte crescenza in riguardo a questo fenomeno, forse, ancora troppo sottovalutato. La società e chi sta al potere dovrebbe interrogarsi in merito, e fare di più per trovare il modo di aiutare i giovani a crearsi un futuro dignitoso e giusto.
La testimonianza di Laura serve a far capire ai giovani (per quanto si possa), che la prostituzione non deve essere la risposta più semplice, per i loro problemi di danaro e il loro corpo non deve essere usato come una mercanzia. Comunque quanti ragazzi sono disposti ad andare avanti solo con un lavoro onesto? Senz’altro i soldi “facili “ e “tanti” allettano molto di più.
Alla fine ci poniamo anche una domanda; il problema è: lo si fa per necessità o per convenienza? O solo per comperare beni di lusso?
Penso che tutto rimane ancorato a quanto è alta la soglia di sacrificio!

Angie

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Di Namor (del 30/09/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1140 volte)
Titolo originale
Super 8
Produzione
USA 2011
Regia
J.J. Abrams
Interpreti
Kyle Chandler, Elle Fanning, Joel Courtney, Gabriel Basso, Noah Emmerich.
Durata
112 Minuti
Trailer

Un gruppo di ragazzi si prepara a girare la scena di un lungometraggio amatoriale sugli zombie con la loro cinepresa in super 8, presso la stazione ferroviaria del paese. Il ciak, viene dato mentre un treno merci si appresta a passare ad alta velocità nella fermata in cui la troupe dei ragazzi sta filmando. Durante tutta la scena, un pick up si dirige spedito verso i binari, per andare ad impattare contro il convoglio ferroviario, causando un disastro di notevole proporzioni. I ragazzi, illesi e spaventati, fuggono verso casa con la promessa di non raccontare a nessuno dell’incredibile accaduto. Mentre cercano di tranquillizzarsi, vedono accorrere l’esercito, che irrompe sulla zona dell’incidente vietandone l’accesso a chiunque si avvicini, raccoglie e cataloga strani oggetti fuoriusciti da grosse casse stipate sul treno. Dopo l’evento, strane sparizione ed eventi misteriosi si susseguano in città, il tutto avviene, mentre i militari la mettono sotto assedio in cerca di “ qualcosa”, dileguatosi dal treno dopo lo scontro. L’entità alla quale sta dando la caccia l’esercito, si scoprirà essere di natura extraterrestre e che le sue inspiegabili razzie in paese, hanno uno scopo ben preciso, che ai soldati e al governo non piace affatto… quello di far ritorno a casa!
Ideato e diretto da J.J.Abrams, con l’ausilio produttivo di S.Spielberg,Super 8” è un film ambientato nei tardi anni 70, ove un gruppo di ragazzi, diventano testimoni di un evento molto più grande di loro. L’ambientazione della pellicola che mescola fantascienza con le indimenticabili atmosfere del cinema anni 70, riportano alla memoria altri due famosi titoli a cui siamo affezionati: il bellissimo ed indimenticabile “ET” e “Stand by Me - Ricordo di un’Estate” di Rob Reiner.
Ed è proprio la perfetta fusione di questi due film, abbinata alle magiche ambientazioni degli anni 70, che rendono “Super 8” una pellicola interessante , senza questo furbesco mix da parte del regista, la pellicola sarebbe stata una delle tante scopiazzature portate sullo schermo per incrementare ulteriori guadagni alle major cinematografiche. Ottima anche la scelta del cast, fatta di volti sconosciuti e poco conosciuti, a parte la Fanning, che nel film è straordinaria. Buoni anche gli effetti speciali, in particolar modo l’incidente ferroviario che da il via alla storia.
Il film ha diviso gli spettatori sul giudizio espresso dopo la sua visione, c’è chi lo giudica una bufala furbescamente congeniata dai trailers per attirare il pubblico al cinema, altri invece lodano la pellicola ed il suo autore per la buona messa in opera del film. A voi la sentenza.

 Namor

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Di Andy (del 26/09/2011 @ 05:00:00, in musica, linkato 1005 volte)
Artista
Red Hot Chili Peppers
Titolo
I'm with you
Anno
2011
Label
Warner Bros

Sembra incredibile, ma erano già passati cinque anni dall’ultimo disco di inediti dei Red Hot Chili Peppers, il corposo e farcito Stadium Arcadium, molto discusso ma che a me, devo dire sinceramente, piace molto. Dopo l’uscita del suddetto album, i ragazzi hanno deciso di prendersi una pausa a tempo indeterminato e che probabilmente ha portato alla seconda fuoriuscita dal gruppo di John Frusciante, chitarrista storico e fondamentale della band.
La motivazione principale di questa sosta è imputabile a un progressivo calo di idee e energie, che effettivamente traspariva già in By The Way e Stadium Arcadium. Ci può anche stare per una band che ha venduto 60 000 000 di dischi nel mondo e vinto sei Grammy Awards, però l’attesa di un album di canzoni tutte nuove, era diventata davvero lunga per gli innumerevoli fans. E allora i tre membri rimasti hanno deciso di rientrare in sala di registrazione insieme al nuovo chitarrista Josh Klinghoffer, che in realtà non è così nuovo perché aveva già collaborato coi nostri, e di sfornare un album composto da quattordici canzoni che si chiama I’m With You .
Ho sentito tanti commenti al riguardo, sia positivi che negativi, però cerco di ascoltare i nuovi dischi con le mie orecchie, senza farmi influenzare troppo dai commenti esterni e devo dire che la musica che ho sentito mi è subito piaciuta, a cominciare dall’apertura affidata a Monarchy of Roses, le schitarrate acide sopra la cavalcata di basso e batteria sono da spettacolo sotto la voce da altoparlante di Anthony, giro di basso disco di Flea e la solita granitica drum-line di Chad Smith; come primo pezzo niente male, grande energia davvero!
Semplice ma efficace il giro di basso per Factory of Faith, il sound è quello di By the way e si nota l’assenza di Frusciante e dei suoi riff funk acidi e sporchi . Indubbiamente Josh è un chitarrista più pulito rispetto al predecessore, però secondo me il produttore Rick Rubin, che è quello di Blood Sugar Sex Magic, il miglior album dei Red, gli ha tarpato troppo il suono durante il missaggio. Direi che comunque è un difetto un po’ generale di questo album, che risulta infine troppo patinato per il sound abituale della band. La terza canzone è forse la più bella dell’ellepì; Brendan’s Death è una stupenda ballad dedicata ad un amico giornalista recentemente scomparso, cantata splendidamente da Anthony Kiedis, intro leggero con chitarra acustica, il rit che comincia a salire e dal bridge in poi un continuo crescendo, un’intensità carica di sentimento ed energia; una risposta a quelli che pensavano non avessero più voglia di suonare, Chad Smith è spettacolare in questo pezzo e Flea e Josh, creano un muro di suono superbo.
Il rappare di Kiedis sul sound funk-rock tipicamente marchiato dalla fabbrica RHCP, è davvero divertente in Look Around, una canzone che viaggia veramente come un treno, grazie anche alle percussioni ( presenti in tutte le tracce), suonate dall’italiano Mauro Refosco. Devo dire che il primo singolo, The Adventures of Rain Dance Maggie, non rende giustizia a questo album e lo reputo un pezzo carino ma abbastanza banale, rispetto al resto del materiale.
Did I Let You Know è un viaggio nel caldo sole del Sud America, dal ritmo latino trainato dalla tromba di Mike Bulger e dalle congas di Refosco: molto ballabile. Un’altra grande ballad è Police Station, suonata superbamente e che ricorda abbastanza la splendida Venice Queen; il piano e la chitarra sul finale, psichedelici e melodici, creano uno dei momenti migliori del disco. Cattivissima Goodbye Hooray, con tanto di solo di basso e la chitarra di Josh che non fa rimpiangere Frusciante, non fosse per il suono soffocato nel mixaggio; il pezzo più Red Hot , direi. Bellissima Even you, Brutus? L’intro è alla Pink Floyd, un po’ astronomico: peccato non averlo fatto un po’ più lungo; Il piano, suonato da Greg Kurstin, le dona quel sapore british e anche qui Josh con quel wha-wha alla Gilmour dei primi tempi è mitico; una delle performance vocali migliori di Anthony, forse il miglior pezzo dei quattordici.
Insomma, in generale a me questo disco piace, con la consapevolezza che questi RHCP non sono quelli di Give It Away, ma chi se ne importa, l’importante è ascoltare del buon rock e devo dire che forse ci sarà meno energia devastante rispetto al passato, però il livello tecnico e la musicalità sono migliorati, sempre secondo me e le mie orecchie.. Buon ascolto!

Andy

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Di Namor (del 23/09/2011 @ 05:00:00, in libri, linkato 1043 volte)
Titolo originale
The 8th Confession
Autore
James Patterson e Maxine Paetro
Editore
Longanesi
Prima edizione
2010

La morte violenta di un barbone conosciuto come Bagman Jesus, attira le attenzioni cronistiche della giornalista del San Francisco Chronicle Cindy Thomas, la quale non crede ad un omicidio senza movente, visto che il corpo del defunto era stato selvaggiamente sfigurato e poi inflitto da numerosi colpi di pistola. Cindy per far luce sull’accaduto chiede aiuto alla sua amica detective della omicidi Lindsay Boxer, ma che purtroppo non può dedicare le attenzioni dovute al caso, poiché impegnata in un intricato e misterioso doppio omicidio nell’alta società, mondo nel quale non tarderanno ad aggiungersi altre inspiegabili morti di potenti celebrità cittadine.
Yuki Castellano è il procuratore che si sta occupando di un difficile processo, che vede imputata per l’omicidio dei genitori, una ex reginetta di bellezza con tendenze psicopatiche. Queste tre ragazze sono legate da una profonda e duratura amicizia, che le porterà a confidare l’un con l’altra i propri timori e incomprensioni lavorative e private.
Scritto da James Patterson con la collaborazione di Maxine Paetro, “L’ottava confessione” è un romanzo appartenente al ciclo “Donne del club omicidi”, composto da dieci volumi ideati nel 2001.
Il libro concepito in 292 pagine dalla scrittura asciutta e concisa, risulta gradevole da leggere e di facile assimilazione, sia per quanto riguarda i personaggi che ne fanno parte, che per la trama ed il suo evolversi , ove azione e passione si continuano a intrecciare per tutta la sua durata.
Se cercate un titolo leggero da espletare senza continue pause e, che sia adatto ad entrambi i sessi, questo è quello che fa per voi.

Namor

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Di Miryam (del 21/09/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1899 volte)
Titolo originale
Murder at the Gallop
Produzione
gran Bretagna 1963
Regia
George Pollock
Interpreti
Flora Robson, Robert Morley, Margaret Rutherford, Stringer Davis.
Durata
81 Minuti

Assassinio al galoppatoio”, diretto nel 1963 da George Pollack è un film tratto da uno dei tanti romanzi di Agatha Christie, qui interpretato dalla fantastica attrice Margareth Rutherford che veste i panni della curiosissima Miss Marple, un’arzilla vecchietta pronta ad entrare in azione per smascherare l’assassino a costo di rischiare la propria vita.
Il film è ambientato in un maneggio frequentato dall’alta borghesia nella cittadina inglese di Milchester. Tutto sembra apparentemente tranquillo fino a quando si viene a scoprire il cadavere di Mr Enderby, un vecchio e ricco personaggio del luogo.
La morte subito sembra apparir accidentale, infatti si presume che l’uomo sia deceduto per un attacco di cuore. Però da li a poco iniziano ad accadere dei fatti strani o meglio, delle persone con legami di parentela con il vecchio Enderby, iniziano a morire in modo non del tutto naturale dopo la lettura del testamento. Inutile dire che l’inarrestabile Miss Marple, inizia ad indagare per conto proprio, perché come sempre non viene mai creduta dall’ispettore Craddock, che ormai ben conosce le doti di investigatrice della cara vecchietta. Suo malgrado però si deve ricredere, tant’è vero che “usa” Miss Marple a fare da esca per tendere una trappola all’assassino, che verrà da li a poco smascherato.
Inutile dire che i bellissimi film in bianco e nero tratti dai romanzi di Agatha Christie, abbiano tutti un lieto fine senza ricorrere a scene di violenza, inoltre preservano sempre un certo fascino, soprattutto se interpretati da un’attrice fantastica come Margareth Rutherford, che viene sempre supportata da Stringer Davies (suo marito nella vita reale). Un merito va anche alla musica di Ron Goodwin e alla scelta dell’ambientazione dove è stato girato il film.
Pellicola datata ma estremamente piacevole da rivedere, nonostante i mezzi molto semplici per la sua messa in opera, riesce ugualmente a catturare l’attenzione dello spettatore… cosa che nelle pellicole di ultima generazione accade sempre meno.

Miryam

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Di Angie (del 19/09/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1011 volte)
Titolo originale
Salt
Produzione
USA 2010
Regia
Phillip Noyce
Interpreti
Angelina Jolie, Liev Schreiber, Chiwetel Ejiofor, Daniel Olbrychski, Andre Brangher.
Durata
100 Minuti

Evelyn Salt (Angelina Jolie) è una tostissima agente operativo della Cia, che ha fatto giuramento sul suo onore di servire la patria: Egli viene, ingiustamente accusata da un dissidente russo di essere una spia del Cremino, la cui missione è di uccidere il Presidente degli Stati Uniti D’America. Evelyn, così braccata, mentre fugge per salvarsi cercherà di provare la sua innocenza e di capire anche chi, è che cosa ci sia, dietro al complicato complotto che l’ha vista coinvolta.
Angelina Jolie (tre volte vincitrice di un Golden Globe) è la protagonista di “Salt”, una spy- story avvincente, prodotta dalla Columbia Pictures e diretta da Phillip Noyce, esperto in thriller politici e conosciuto anche per “Il Collezionista di Ossa “ e “Il Santo”.
In “Salt” possiamo ammirare la spericolata e bella Jolie, in una specie di James Bond in gonnella. Ciò fu dovuto a un piccolo commento che l’attrice fece durante un incontro di lavoro. Mentre parlavano fra addetti ai lavori, venne fuori che era pronta la produzione di un nuovo film di James Bond, e Jolie divertita disse: “Vorrei essere Bond” !
Ecco fatto che Edwin Salt è diventata Eveljn Salt: cambiando il sesso del personaggio principale che, per lo sceneggiatore Kurt Wimmer, doveva essere interpretato da un uomo (ruolo che sarebbe andato a Tom Cruise), è invece una donna , la Jolie.
Per prepararsi al suo personaggio, Angelina Jolie ha fatto delle sue ricerche personali in riguardo. Ha parlato con molte agenti Cia: tutte donne dolci e gentili che, non immaginereste mai che possano trovarsi in situazioni molto pericolose. Ha imparato a capire come vivono sul filo del rasoio e cosa farebbero se fossero smascherate. Brava la super star femminile, in versione di spia sensuale e pericolosa, ad immedesimarsi in tutti i suoi ruoli: sia che in scena drammatica, sia in scena d’azione. La pellicola è una storia intricata e avvincente, con alti picchi di adrenalina e scene inverosimili. Nonostante la trama possa apparire leggermente prevedibile è una piacevole visione con un giusto mix di vari elementi, cha spaziano nel thriller-politico-psicologico. I personaggi di questa storia sono molto avvincenti, il che, riescono a coinvolgere in maniera esimia il pubblico, per quanto riguarda le scene d’azione e di acrobazie.
La pellicola ha avuto abbastanza successo (incassando più di trecento milioni di dollari) e, nonostante abbia un po’ deluso in parte le aspettative, “Salt “ è pronta ad avere un sequel., anche se il progetto è ancora soltanto un ipotesi, il regista Noyce ha già confermato che non si occuperà del nuovo sequel.
Comunque vale la pena visionarlo, anche se sarà un film che di certo non rimarrà scolpito nella storia del cinema ma, vi farà sicuramente passare una bella serata.

Angie

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Di mimmotron (del 16/09/2011 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 1197 volte)
Titolo originale
The Mentalist
Produzione
USA 2008
Episodi / Durata
70 / 45 Minuti

Con il mio amico Darth spesso ci troviamo a dissertare sulle svariate serie TV che vengono proposte nei numerosi palinsesti. Sapendo che seguo Lie to Me mi ha consigliato la visione di The Mentalist. Le due serie hanno molto in comune com'è facile intuire minori sono le diversità, ma andiamo con ordine. Userò questo sistema del confronto poiché grazie a questo metodo, utilizzato da Darth nel propormi The Mentalist, ho iniziato a guardare questa serie.
Cominciamo dalle affinità. Entrambi i protagonisti collaborano in veste civile con la polizia nelle indagini che in The Mentalist sono sempre legati ad un omicidio. Entrambi usano la capacità di analizzare ogni più piccolo dettaglio e di elaborarlo secondo delle teorie legate alla psicologia umana e qui abbiamo la prima sostanziale differenza. Mentre il protagonista di Lie to Me, il dr. Lightman, è uno studioso esperto del linguaggio del corpo, disciplina realmente osservata, per Patrick Jane è semplicemente una dote naturale. È fuori dubbio che le osservazioni che fa Patrick Jane hanno un fondamento nella logica umana e nei suoi comportamenti (deduzione, mentalismo, ingegneria sociale), ma alcune volte sono eccessivamente forzate. Tolto che si tratta di due serie TV e che per cui non ci si può aspettare troppa aderenza con la realtà, Lie to Me ci lascia intendere che la comprensione dei diversi comportamenti sia frutto di studi mentre in The Mentalist è tutto molto empirico, basato esclusivamente sull'estro del protagonista. Questo è sicuramente un fattore che ci può far preferire una serie anziché l'altra.
Entrambi i protagonisti sono affiancati da una donna, in The Mentalist, Teresa Lisbon, è un poliziotto a capo di una squadra investigativa. Nelle prime puntate quest'ultima sembra diffidare molto delle capacità d'analisi di Patrick Jane, ma con il tempo gli darà tutta la sua fiducia. Questa prudenza derivava probabilmente dalla precedente professione di Patrick Jane, ovvero il falso sensitivo. Professione che praticava fino a quando un serial killer, John il Rosso, da lui sbeffeggiato pubblicamente in una trasmissione televisiva non gli ucciderà, come ritorsione, la moglie e la figlia.
Gli altri personaggi presenti in tutte le puntate sono gli agenti Kimball Cho, Wayne Rigsby e Grace Van Pelt. Questa è un altro punto che genera un'evidente differenza tra le due serie. Mentre in The Mentalist l'azione è corale (anche se poi il punto di chiusura delle indagini lo individua sempre Patrick Jane) in Lie to Me tutto o quasi dipende dal dr. Lightman. Non dimenticando però che il dr. Lightman è interpretato da un mostro del cinema, Tim Roth, forse non facilmente iscrivibile in una serie TV “corale”.
Non mi soffermo mai nelle mie recensioni sui protagonisti al di fuori di quello che è il ruolo interpretato, ma questa volta non posso esimermi dal evidenziare il sorriso di Patrick Jane (Simon Baker). Ha un che di rassicurante anche per il telespettatore.
Nel complesso come avrete già dedotto è una serie TV che mi è piaciuta molto e che consiglio in particolar modo a chi ama i polizieschi che usano un metodo d'indagine non convenzionale.

mimmotron

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Di Darth (del 12/09/2011 @ 05:00:00, in live report, linkato 2825 volte)
Location
Teatro Ariston - Sanremo
Data
08 settembre 2011

Ed eccomi qua, 17 mesi dopo l置ltima mia recensione su Blogbuster. Senza mai aver abbandonato definitivamente il blog che continuo a sentire come un progetto mio, nonostante la mia voglia di recensire sia scemata totalmente dopo gli oltre 120 articoli scritti tra il 2006 e il 2010. Cosa ci voleva per farmi tornare la voglia di condividere con i nostri lettori le mie impressioni su un qualcosa a cui avevo assistito? Un evento eccezionale, un qualcosa che dovevo divulgare, un progetto al quale credo moltissimo. Dark Resurrection volume 0.
Era il 2007, quando un dentista di Ventimiglia, Angelo Licata, creò dal nulla il fan-film ispirato al mondo di Star Wars Dark Resurrection. Il progetto (come potete leggere nel mio articolo di allora) riscosse un clamoroso successo, tanto che, dopo quattro anni di lavorazione(sempre a senza scopo di lucro), il regista/produttore indipendente (coadiuvato da Fabrizio Rizzolo) ci omaggia del prequel: il volume 0 di Dark Resurrection.
Il cinema scelto per la prima è nuovamente il 典eatro Ariston di Sanremo, e l誕tmosfera quella del grande evento: con i soldati dell段mpero all段ngresso, Sergio Muniz come presentatore, una piccola scenetta con i mitici personaggi di Guerre Stellari (Darth Vader, C1P8 e D3BO), e un combattimento a spade laser tra i bravissimi stuntman del gruppo 擢ly without fear.
Partendo dalle valutazioni, DR vol.0 lascia nuovamente sbalorditi. Il giovane regista ha migliorato in toto un lavoro che per essere amatoriale era già eccellente: Migliore la trama, sempre niente di eccezionale, ma meno criptica e con meno attori a confondere il pubblico. Migliori regia e montaggio, meno primissimi piani mirati ad evitare lavori di rifacimento in computer-grafica dello sfondo, ed è palesemente migliorato Licata nelle scelte delle inquadrature. Molti combattimenti realistici e ben congeniati.Apprezzabile l段dea di creare una lingua morta per i dialoghi degli antichi custodi di Eron (un mix tra le lingue fiamminghe ed il giapponese ha asserito il regista). Una scelta di attori smaliziati (avendoli dimezzati è stato anche più facile) con la presenza di professionisti come Daniel McVicar (Clarke Garrison di Beautiful), Nina Senicar (modella), Elena Cucci (attrice), Fausto Brizzi (regista) e Marco Martani (sceneggiatore/regista); anche se l段nterprete che personalmente ho apprezzato di più è Fabrizio Fenner nel ruolo di Nevar. Una menzione speciale merita anche l弛ttima colonna sonora (musiche di Bruno Di Giorgi), che rende ancor più affascinante il prodotto finale.
Al termine della proiezione, dopo i doverosi omaggi agli interpreti, è stato proiettato il Backstage del film Back in Dark vol.0. Migliorato anch弾sso sul predecessore, dal dietro le quinte un po scanzonato del precedente, è divenuto un vero documento con le interviste ai protagonisti del progetto davanti e dietro la macchina da presa, mantenendo comunque l段ronia e trasmettendo l誕rmonia che aleggia tra gli amici riuniti nella realizzazione di questo coraggioso progetto.
Concludo questo mio ritorno suqueste pagineringraziando (nuovamente) Angelo Licata e tutte le persone che hanno aiutato il quarantenneligure a realizzare il suo sogno un sogno che ormai è un po anche nostro, che abbiamo assistito a questo evento unico: la nascita, il proseguo e (confidiamo) la conclusione di una trilogia di fantascienza italiana e indipendente. A presto, con la recensione di 泥ark Resurrection volume 2. ; - )

Darth

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Di Namor (del 09/09/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1550 volte)
Titolo originale
5 Days of War
Produzione
USA 2011
Regia
Renny Harlin
Interpreti
Rupert Friend, Val Kilmer, Andy Garcia, Dean Cain, Emmanuelle Chriqui, Heather Graham, Mikko Nousiainen, Richard Coyle, Antje Traue, Rade Serbedzija.
Durata
120 Minuti

Il cronista di guerra Thomas Anders (Rupert Friend) ed il suo fidato cameramen Sebastian (Richard Coyle), si recano in Georgia per documentare l’improvviso ed imminente conflitto tra i Georgiani ed i Russi. A far scaturire il sanguinoso scontro è il controllo dell’Ossezia del sud, territorio cardine per il passaggio dell’oleodotto Russo verso le altre nazioni.
Il Film, offre una sua personale versione sui fatti realmente accaduti nell’Agosto del 2008, dove i buoni sono i georgiani, capitanati dal loro presidente (Andy Garcia) e i cattivi, l’esercito invasore guidato dal colonnello Demidov (Rade Serbedzija), a capo di una milizia composta da una larga maggioranza di mercenari assoldati dal governo russo per fare pulizia di civili nei villaggi dell’Osselzia.
La pellicola tutt’ora inedita in Italia è stata distribuita con due titoli diversi: “5 Days of War” e “5 Days of August”, un mutamento a parer mio, legato al paese nel quale è stata disposta l’uscita, con l’intento di accaparrarsi la maggior parte di spettatori paganti .
Regista dell’operazione è il finlandese Renny Harlin, autore di “Die Hard - 58 minuti per morire” e “Cliffhanger”, per la location delle riprese è stata scelta Tblisi in Georgia.
Il cast prevede la presenza di Val Kilmer, ma il protagonista della pellicola è l’inglese Rupert Friend contrariamente a quanto affermato da alcuni siti cinematografici, i quali indicavano il panzuto Kilmer, come attore principale, infatti, in questo contesto, la sua performance é semplicemente limitata ad un ruolo di terzo piano… e niente di più!
Discorso inverso per Friend, che ben figura nel ruolo del personaggio principale, nonostante la pellicola non offra spunti congrui per esprimere doti recitative sopra la media.
Titolo che difficilmente verrà erogato nelle nostre sale cinematografiche, il soggetto di non facile presa per il pubblico italiano, lo colloca semmai nelle prossime uscite in dvd, il che, mi porta a consigliarlo solo per la versione in noleggio.

 Namor

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Di Miryam (del 07/09/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1385 volte)
Titolo originale
Armored
Produzione
USA 2009
Regia
Nimród Antal
Interpreti
Matt Dillon, Jean Reno, Laurence Fishburne, Amaury Nolasco, Fred Ward.
Durata
88 Minuti

Tyler Hackett (Columbus Short), è un reduce della guerra in Iraq, che deve prendersi cura del fratello minore dopo la morte di entrambi i genitori. Grazie all’aiuto dell’ amico Mike (Matt Dillon), trova lavoro come guardia giurata, purtroppo la paga è misera e Tyler ha paura che gli assistenti sociali gli possano togliere l’affidamento del fratello. Nel frattempo Mike insieme ad altri colleghi, stanno progettando un piano: una rapina da 42 milioni di dollari che si trovano nei due blindati a loro assegnati. Mike cerca di convincere l’amico a partecipare e, dopo vari dubbi e incertezze, Tyler accetta… quei soldi gli farebbero proprio comodo.
Nel piano però qualcosa va storto, nel magazzino dove si doveva spartire il denaro, c’è un barbone che vi aveva trovato rifugio. Il malcapitato viene ucciso perché considerato un testimone scomodo, così Tyler, che è stanco di vedere queste scene di morte si chiude in un blindato e aziona la sirena di allarme, destando la curiosità di un poliziotto di pattuglia, un certo Jack Eckehart (Milo Ventimiglia), giunto sul posto inizia a fare le domande di rito alle guardie giurate uscite dal magazzino. Data la sua perseverante invadenza, gli viene subito inflitto un colpo, ma prontamente Tyler lo riesce a caricare sul blindato prestandogli le prime cure. Il colpo, ormai andato a male per le troppe circostanze negative, creerà malumori e tensioni tra i colleghi per l’imprevista disfatta.
Non manca però il lieto fine, forse un po’ troppo scontato dove alla fine di tutto trionfa l’onestà in quanto se una persona è sempre stata pulita, non riesce a macchiarsi di uno spietato omicidio.
Armored Blindato”, è stato diretto da Nimrod Antal, che in questo film ha messo in evidenza (a parer mio), la bramosia del denaro che ha Mike, contrapposta ai problemi che deve affrontare invece Tyler nella società in cui vive, come le banche che potrebbero portargli via la casa o gli assistenti sociali sempre pronti a prendere quello che gli è più caro.
Una bella pellicola d’azione nonostante le scene abbastanza prevedibili, infatti credo che sia stato un grosso errore non farlo uscire nelle sale cinematografiche italiane, soprattutto perché di film peggiori ce ne sono stati tanti.

Miryam

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Di #LouiseElle
Anche questo titolo ...
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