BLOGBUSTER - cinema e musica
mail forum
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Miryam (del 13/05/2009 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 3413 volte)
Titolo originale
Little House on the Prairie
Produzione
USA 1974 - 1983
Episodi / Durata
203 / 45 Minuti

Questa è una delle serie televisive che io preferisco in assoluto, ho cominciato a seguirla fin dal suo inizio, quasi per caso e ho finito di non perdermi nemmeno una delle sue puntate. Mi affascinava il modo di vivere di questa famiglia ben distante dai canoni di vita della mia epoca, nonostante avessi anch’io la stessa età delle figlie maggiori dei protagonisti.
La serie è stata prodotta tra il 1974 e il 1983, divisa in nove stagioni per un totale di 203 episodi, cambiando più volte il suo titolo originario, infatti è nata con “La piccola casa nella prateria” per diventare poi “Quella casa nella prateria” e infine “La casa nella prateria”.
Siamo nel 1878, la trama ruota attorno alla famiglia Ingalls, composta da Charles interpretato dall’attore Micheal Landon, che è stato anche regista di vari episodi, sua moglie Caroline e le tre figlie Mary, Laura e Carrie, che li vede partire su un carro con le loro poche cose verso ovest nel Minnesota, alla ricerca di una vita migliore come tanti pionieri facevano a quel tempo.
Si stabiliscono a Walmut Grovw, un piccolo paese dove Charles incomincia a costruire la sua fattoria con non poche fatiche alle quali vanno aggiunte carestie, malattie e varie ostilità nei loro confronti dagli abitanti del posto. Inizia così la vita di queste persone fatta con pochi averi ma con tanto amore e onestà, vita che viene poi completata con la nascita di un’altra bimba, con l’adozione prima di un ragazzino che, solo al mondo, per vivere rubacchiava qui e là e poi di due fratellini rimasti orfani a causa di un incidente successo ai loro genitori.
Vediamo inoltre crescere le due figlie maggiori che col tempo si sposeranno diventando a loro volta mamme, vivendo con non poco dispiacere il traumatico distacco da quella casa, in cui vissero insieme alla loro famiglia, i giorni i più belli della loro spensierata gioventù.
Questo romanzo con evidenti tracce autobiografiche è stato scritto da Laura Ingalls Wilder, che ne è anche la voce narrante, infatti la serie ruota intorno all’infanzia e all’adolescenza di questa bambina che col tempo diventa prima donna e successivamente moglie e madre. La stessa autrice non pensava di arrivare a tanto successo, invece questo libro è stato tradotto in molte lingue e la scrittrice stessa fu attorniata dai suoi molteplici fans accompagnandola con infinito affetto, fino a quando si spense all’età di 90 anni.
Credo che sia questa una serie televisiva molto tenera, semplice e commovente, dove la vita è fatta di tanti sacrifici, dolori, ma anche di piccole e grandi gioie che nascono dal sapersi accontentare, dando un valore immenso a quel poco che si aveva una volta, e non come adesso, che non si è mai contenti di quello che abbiamo, nonostante le nostre molteplici agiatezze in confronto a quel periodo.
Forse, è proprio per questo che non riusciamo a trovare la felicità che cerchiamo, perché rincorriamo dei sogni che chissà se mai si avvereranno.
Mi ha fatto inoltre piacere vedere che hanno pubblicato la serie in dvd, anzi non sarebbe una cosa sgradita se al posto dei soliti vecchi e noiosi telefilm, che ormai ci propinano tutti gli anni conoscendoli a memoria, trasmettessero questa serie…
Credo che non sarei l’unica a riguardarmeli!

Miryam

Articolo (p)Link Commenti Commenti (10)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di Darth (del 11/05/2009 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 2595 volte)
Titolo originale
Matroesjka's 2
Produzione
Belgio, 2008
Episodi / Durata
10 / 50 minuti

Ray Van Mechelen e Eddy Stoefs, nonostante fossero stati condannati per omicidio, escono in libertà vigilata dopo soli tre anni di reclusione (questo dimostra che in Belgio, come in Italia, il sistema giuridico fa schifo…). Appena fuori cercano il loro ex socio Jan Verplancke, in possesso di tutti i loro averi, scoprendo che si è trasferito a Pattaya in Thailandia e che, con i loro soldi, ha acquisito una parte di un go-go bar del luogo (I go-go bar sono dei locali dove, oltre a bere, puoi scegliere la ragazza con cui passare la serata). Jan, non potendo restituire i soldi a Ray e Eddy, tiene il secondo con se, e fornisce al primo delle ragazze Thai da portarsi ad Anversa per ricominciare il business della prostituzione. Contestualmente alla storia dei trafficanti di esseri umani, Matrioshki 2 racconta le tristi storie delle ragazze: in questa edizione parte con le Thailandesi, per poi toccare Lituane, Russe, Bulgare, Romene e perfino Rom. Molto toccanti molte scene: aste di “carne umana” dove ragazze nude vengono vendute al miglior offerente; adolescenti vendute come maggiorenni tanto “il passaporto è a posto”; ragazze percosse e violentate o vendute come schiave; e, come nel film “Maria full of grace”, giovani costrette ad ingurgitare ovuli di cocaina per passare i controlli aeroportuali.
Cosa salta all’occhio in questa serie-tv documentaristica, ispirata da racconti veri, è che, per quanto sempre sfruttamento sia, in Thailandia (se non altro), le ragazze sono costrette ad una vita da prostitute per povertà e per mancanza di qualsiasi altro impiego… ma comunque vengono pagate; mentre nella civilizzata Europa, le ragazze spesso sono trattate come schiave e sfruttate senza paga.
Matrioshki 2, come il precedente, ha il pregio di cercare di sensibilizzare il pubblico sul problema dello sfruttamento della prostituzione: secondo l’ONU, annualmente, oltre due milioni di persone vengono fatte espatriare illegalmente dal paese d’origine, e questo traffico di esseri umani rende al crimine organizzato circa 14 miliardi di dollari (come introito, inferiore solo al traffico d’armi e di droga).
Questo sequel è stato girato in Belgio, Thailandia, Bulgaria e Ucraina: le ambientazioni sono quelle reali, della fonte del problema: dalla walking street di Pattaya, con decine di go-go bar e migliaia di prostitute, ai casermoni popolari dei paesi dell’est dove ragazze meravigliose non riescono neppure a mangiare tutti i giorni, fino agli stip-bar di Belgio e Olanda. Unica pecca, il filo narrativo che collega le varie storie non convince molto e non coinvolge un granché lo spettatore… manca l’eroe di turno che salva le fanciulle sfruttate senza chiedere nulla in cambio… Ma qui, siamo nel triste e grigio mondo reale, dove la polizia nulla può, e il crimine vince sempre.

Darth

Articolo (p)Link Commenti Commenti (3)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di Namor (del 07/05/2009 @ 05:00:00, in cinema, linkato 2478 volte)
Titolo originale
X-MEN Origins: Wolwerine
Produzione
USA, Nuova Zelanda, Australia 2009
Regia
Gavin Hood
Interpreti
Hugh Jackman, Liev Schreiber, Danny Huston, Dominic Monaghan, Ryan Reynolds.
Durata
118 Minuti
Trailer

Come si evince dal titolo “X MEN le origini - Wolwerine”, la pellicola è incentrata sulla genesi del più popolare ed affascinante mutante degli X Men, il collerico ed animalesco Wolwerine.
Dopo un breve preambolo del Logan bambino con relativa e drammatica scoperta dei suoi poteri e della sua vera situazione famigliare, per accorciare i tempi e fare in modo che il film non si dilungasse più del dovuto, il regista Gavin Hood, durante i titoli iniziali, ci propone la visione dei due fratelli fuggiaschi diventati ormai adulti, attraverso i maggiori quattro conflitti visti negli ultimi due secoli, arrivando fino al loro reclutamento in un corpo speciale composto da soli mutanti denominato il Team X.
A formare suddetta squadra guidata dall’ambizioso comandante Stryker (Danny Huston) sono presenti Wolwerine (Hugh Jackman), suo fratello, il sanguinario Sabrethooth (Liev Shreiber), Wade Wilson (Ryan Reynolds) con le sue temibili Katane, l’infallibile cecchino Agente Zero (Daniel Henney), Wraith (Will I. Am) un mutante in grado di teletrasportarsi da un posto all’altro, il fortissimo ed abnorme Blob (Kevin Durand) e Bradley (Dominic Monaghan) che governa a suo piacimento l’elettricità.
Altro personaggio di gran rilievo non militante nel Team X è l’affascinante truffatore Gambit ( Taylor Kitsch), capace di caricare oggetti inanimati di una potente energia bio-cinetica prodotta dal suo organismo, per renderle armi potentissime da usare durante i suoi combattimenti.
Resosi conto della deplorevole condotta usata dal Team X durante le loro missioni, Wolwerine decide di abbandonare il gruppo, lasciando dietro di se gli interminabili anni di orrore vissuti in continue battaglie insieme al fratello Victor.
Ritiratosi a spaccare legna sulle alture Canadesi, Logan verrà rintracciato ed invitato dal suo ex colonnello a riprendere nuovamente servizio nell’esercito, per scongiurare una nuova ed imminente minaccia in arrivo. In realtà, dietro l’invito si nasconde il forte desiderio del Colonnello di portare a termine un esperimento segreto a cui lavora da tempo, quello di far nascere il super soldato, ma per riuscirci deve avere prima i poteri di Wolwerine…inutile dire che l’interessato non è per nulla d’accordo sulla eventualità di cedere le sue facoltà.
Mi sono recato al cinema poco convinto su questa operazione, ma devo dire che il lavoro svolto dal regista Gavin Hood e dagli sceneggiatori D.Benioff e S.Woods, non è stato affatto male, come testimonia l’incredibile successo ottenuto dalla pellicola al botteghino.
Hugh Jackman in veste di produttore aspettava con ansia questo responso, infatti solo dopo aver appreso che l’esito sarebbe stato positivo, avrebbe annunciato la nascita del secondo capitolo sull’eroe artigliato. Il proseguo si farà, resta solo da vedere se il secondo fendente di Jackman e soci, sia all’altezza di bissare il primo. Per il momento accontentiamoci del buon inizio, poi si vedrà.

Namor

Articolo (p)Link Commenti Commenti (2)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di Angie (del 04/05/2009 @ 05:00:00, in libri, linkato 2021 volte)
Titolo originale
 
Autore
Splinder Erica
Traduzione
Rossari M.
Editore
Harlequin Mondadori
Prima edizione
2003

Tutto accadde in una notte di pioggia: era Luglio e Rachel Howard, pastore di una chiesa di Key West in Florida scomparve nel nulla.
Sua sorella Lit, accorsa, dopo aver ascoltato un terrorizzato messaggio sulla segreteria telefonica, inspiegabilmente si ritrova a contrastare la versione della polizia, che frettolosamente vuole chiudere l’indagine catalogandola come una fuga del soggetto, dovuta ad un forte esaurimento nervoso. Ma la tenace sorella, non convinta dalla probabile causa fornitale dalla polizia sulla fuga del sacerdote, decide che sarà lei stessa munita del suo solo intuito, a far luce sulla misteriosa scomparsa del fratello. Le indagini per arrivare alla verità, la condurranno nel tempo a scoprire orribili fatti di sangue avvenuti in oscure circostanze, domandandosi se il tutto è collegato alla scomparsa di Rachel.
Il viaggio di Lit per arrivare alla verità, sarà un vero calvario di cui le stazioni si chiameranno violenza, degrado morale e dannazione.
Erica Spindler ama raccontare spesso che un raffreddore estivo, ha letteralmente cambiato la sua vita, tutto questo accadde grazie all’omaggio di un libro silhoutte, da parte di un commesso del supermercato ove si era recata per l’acquisto di fazzolettini. La Spindler durante la sua annoiata convalescenza dovuta ad una rinite, decise di leggere quel libro-silhoutte avuto in omaggio all’emporio, non ci crederete ma è proprio grazie alla sua affascinante ed appassionante lettura, che la Spindler intraprese la carriera di scrittrice, mettendo da parte quella della pittrice!
La scelta di questo libro, sembrerà strano ma è stato proprio il titolo “Collezionista di anime”, ad invogliarmi a comperarlo, e non per il suo autore, in quanto non conoscevo la scrittrice Erica Spindler. Vi posso assicurare che leggere il suo romanzo, è un vero piacere, questo grazie alla sua emozionante ed avvincente trama.
Vivamente consigliato per chi è appassionato di una lettura, dove si annidano la violenza, la corruzione e la menzogna, cioè le normali ed onnipresenti distorsioni, che purtroppo sono sempre più presenti, nella società odierna!
Solo colui che conosce le regole della paura e del coraggio può arrivare alla verità!

Angie

Articolo (p)Link Commenti Commenti (5)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di Namor (del 01/05/2009 @ 05:00:00, in cinema, linkato 942 volte)
Titolo originale
The Flock
Produzione
USA 2007
Regia
Andrew Lau
Interpreti
Richard Gere, Claire Danes, Kaddee Strickland, Russel Sams, Matt Schulze.
Durata
101 Minuti
Trailer

Errol Babbage (Richard Gere) è l’agente di un dipartimento specializzato nel monitorare a scopo precauzionale, persone con gravi problemi sociali classificati come: molestatori, stupratori, violentatori di minori e vari sadici con tendenze omicide, per evitare che questi possano in futuro nuocere nuovamente alle loro potenziali vittime. Questi ignobili individui, una volta guadagnata la libertà vigilata, difficilmente resistono alle loro insane inclinazioni è questo Babbage lo sa ed è anche per questo motivo, che lui li bracca intimorendoli continuamente con metodi poco convenzionali. Questa sua personalissima metodologia di prevenzione, naturalmente, non è condivisa da nessuno dei suoi colleghi del dipartimento, ed è a tal proposito che verrà messo anticipatamente in pensione per essere sostituito dalla più pacata e riflessiva agente Claire Danes (Allison Lowry).
Prima di lasciare definitivamente la sua mansione, Babbage dovrà preparare la sua nuova collega, sulle metodologie di confronto con gli spregevoli mostri a cui lei dovrà “badare”. Mentre il tirocinio di Claire si evolve in tutta la sua crudezza, Babbage è sempre più convinto che tra i suoi assistiti vi sia il colpevole del rapimento di una ragazza, fatto avvenuto qualche settimana prima. Per ritrovarla ancora viva, l’inedita coppia dovrà lottare contro il poco tempo disponibile per capire chi sia, è dove si possa nascondere il colpevole di questo ennesimo ed ignobile crimine.
A dirigere “Identikit di un delitto” è il ben noto regista hongkonghese Andrew Lau, l’autore della famosa trilogia action “Infernal Affairs”. Nonostante le buone credenziali di Lau, il film negli Stati Uniti è stato un vero fiasco, non si capisce il motivo, ma la sua distribuzione americana è stata destinata solo al dvd. Per quanto riguarda invece l’uscita italiana, la sua comparsa sui grandi schermi c’è stata, ma anche in questo caso, stranamente, hanno deciso di farlo uscire ad Agosto!
Grazie a queste due “oculate” ripartizioni, vi lascio immaginare il magro profitto ricavato dai botteghini, ora, non è che io voglia tessere inutili lodi al film, anche perchè non se le merita, ma far debuttare in questa maniera una possibile promessa come Lau, equivale a bruciarlo quasi del tutto. Per quanto riguarda gli attori, Richard Gere dall’alto delle sue 60 primavere sa farsi ancora apprezzare, la sua particolare mimica nella parte del tormentato Babbage, ha avuto di certo il suo effetto, ma va anche detto che da solo non può far miracoli.
Discorso contrario invece per la sua partner femminile Allison Lowry, sarà che il suo personaggio l’ho trovato abbondantemente scialbo, ma a me la sua prova mi ha lasciato del tutto indifferente.
Per chi non lo sapesse nel cast vi è presente, anche se per una sola manciata di minuti, la star musicale Avril Lavigne.
Come vi ho già detto prima il film si poggia in maniera troppo eccessiva sulle spalle di Gere, un valido sostegno a livello recitativo abbinato ad una sceneggiatura meno sfruttata, avrebbe sicuramente giovato alla pellicola, non dico che sia da bocciare, ma di sicuro non è neanche da consigliare ad un cinefilo ben rodato.

Namor

Articolo (p)Link Commenti Commenti (2)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di Andy (del 29/04/2009 @ 05:00:00, in musica, linkato 1037 volte)
Artista
Kid Rock
Titolo
Rock 'n' Roll Jesus
Anno
2007
Label
Atlantic

Ho detto più di una volta che il panorama rock attuale è abbastanza deprimente, in quanto privo di idee originali e incapace in ogni suo artista esponente di sfornare un disco tutto bello; ci si può accontentare quando in un album si trovano quattro canzoni buone su otto o nove ma il risultato dell’ascolto di Rock’n’roll Jesus di Kid Rock è davvero poco più di zero!
Erano anni che non sentivo un’accozzaglia di suoni così brutti, scopiazzati male e registrati ancora peggio; il primo singolo di lancio, All summer long, alla fine risulta il pezzo migliore, il che è tutto dire, dato che si tratta di un remix tra Sweet home Alabama (niente a che fare con lo stupendo sound southern rock della canzone originale dei mitici Lynyrd Skynyrd) e altri due brani degli anni 70 di cui non ricordo esattamente titolo e autori; il problema è che prima di questo passaggio a un tentativo di fare un genere più morbido e orecchiabile, Kid faceva(neanche troppo bene)un altro tipo di musica e cioè un misto tra metal, rap, crossover che comunque era più congeniale alla sua natura molto, diciamolo pure,coatta.
Resta il fatto che i dischi precedenti erano più ascoltabili ma per questo ultimo pollice in basso veramente; la maglia nera per il pezzo più brutto spetta a New Orleans, che vorrebbe essere una sorta di charleston blues, mischiato con del rock’n’roll di bassa qualità, cantato ancora peggio che suonato, un casino tra armonica, piano, sax, chitarre elementari, a livelli di gruppo da cantina alle prime armi, inaccettabile. Per il resto siamo dentro un impasto di pezzi blues rock dai rif triti e ritriti, canzonette dalle atmosfere pseudo country mescolate a volte con ritmi direi hip hop. Veramente banale l’ hard rock di So hott ad esempio, ma il massimo della tamarraggine si raggiunge con Rock’n’roll Jesus,, in cui il nostro eroe si fregia di essere il nuovo messia del rock, inneggiando al solito mix di sesso,droga e rock’n’roll, però caro Kid, il rock bisogna avercelo dentro e il tuo mi sembra più che altro un baraccone costruito per girare gli States in tour e fare tanti soldi, perché comunque dischi ne hai venduti tanti; i testi dei pezzi, oculatamente molto espliciti, mirano ad esortare i ragazzi a fare casino, sesso sfrenato, ubriacarsi, rubare, scaricare musica illegalmente e anche peggio; sicuramente sono provocazioni esagerate utili a fare “personaggio”ma quello che manca davvero, alla base, è la musica. Quello che più infastidisce nell’ascolto è la voce sempre uguale in ogni brano, i testi scarni e volgari, i suoni delle chitarre poco nitidi, assoli scolastici e senza troppo impegno, overdubs di piano, tastiere e sax fracassosi oltre a una mancanza assoluta di idee originali e un mixaggio pessimo; mi dispiace, caro Kid Rock, ma alla fine i complimenti ti si possono fare solo per essere stato per quattro mesi l’amante di quell’icona sexy che è Pamela Anderson, senza nascondere un sano e sincero sentimento d’invidia.
Di sicuro, questa love story finita presto come tutte le altre della super accessoriata Pamelona, ti è servita come trampolino di lancio verso una ben più consistente notorietà.
Per ultima cosa, in questo periodo sta girando in radio l’ultimo singolo che si chiama Amen, e devo dire che non lo trovo male; il testo è bello e parla di guerra, razzismo, corruzione e brutture varie del mondo attuale, un po’ alla maniera di Bruce Springsteen e anche il video è discreto e riflessivo; la musica in stile country ballad e semplice tutto sommato ci sta, insieme a una discreta vocalità, non un capolavoro, ma meglio del resto del cd sicuramente…comunque per chi vorrà toccare con mano,( il disco, non Pamela purtroppo!), buon ascolto.

Andy

Articolo (p)Link Commenti Commenti (6)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di Asterix451 (del 27/04/2009 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1345 volte)
Titolo originale
Max Payne
Produzione
USA 2008
Regia
John Moore
Interpreti
Mark Wahlberg, Mila Kunis, Beau Bridges, Donal Logue, Ludacris.
Durata
100 Minuti
Trailer

Max Payne è il protagonista di un videogioco che nel 2001 rivoluzionò la concezione degli sparatutto d’azione, con una trama dal sapore “hard boiled” e geniali opzioni di gioco (il “bullitt time” delle sparatorie, ispirato a “Matrix”, con proiettili rallentati). Un capolavoro dalle potenzialità cinematografiche enormi, purtroppo sfumate in questa realizzazione “politically correct” che non soddisfa né fans del gioco né amanti del cinema d’azione.
Nella trama non c’è nulla di nuovo, d’accordo: la vita di un poliziotto realizzato viene stravolta dal truce omicidio di moglie e figlia ad opera di ignoti; da qui il tracollo nell’alcolismo e la scelta di una missione sotto copertura all’interno di una cosca mafiosa. La sua identità è nota ad un solo uomo del Dipartimento, Alex, che una sera viene ucciso all’interno di una stazione della metro poco prima di un appuntamento con Max.
A questo punto, morta l’unica persona a conoscenza della sua vera identità, il poliziotto Max Payne si ritrova ad essere un criminale comune per i Buoni (che lo accusano dell’omicidio del collega), e uno sporco infiltrato per i Cattivi. Inizia una lotta per la sopravvivenza che ha una svolta, nel momento in cui Max ritrova una pista che sembra condurlo agli assassini di sua moglie. Pioggia di proiettili, sarcasmo cinico, sequenze mozzafiato e la trama a scatole cinesi svaniscono; trionfa il perbenismo all’americana, che sa di risciacquatura noiosa per assolvere i bravi ed appiattire i cattivi; si perdono l’umorismo e la crisi di identità del protagonista, che non ha più nulla da perdere e guadagnare, se non assolvere la sua vendetta.
L’eroe maledetto, interpretato da un inespressivo Mark Whalberg, diventa un agente disadattato della sezione “Casi Irrisolti” (Cold Case Unit); le cosche mafiose vengono sostituite da reparti ombra dell’Esercito, che finanzia una Multinazionale Farmaceutica per lo sviluppo di un progetto militare; ci sono due (!?!?!) sole sparatorie in tutto il film che, seppur ben realizzate, non bastano a definirlo un film d’azione! Allo stesso tempo, la trama è stata semplificata così tanto da non potersi definire poliziesco d’indagine.
Il risultato è un film d’azione che poco convincente, con pregi e difetti.
Mi sono piaciute le atmosfere di alcune scene e le ambientazioni; ottima la resa del “bullitt time” nelle poche sparatorie del film ed efficaci le allucinazioni della droga Valchiria. Boccio la scelta dell’interprete e la trasformazione della trama, che ha snaturato totalmente il pathos adrenalinico di Max Payne che cavalca la sua vendetta, cacciato da tutti, indifferente alla vita e alla morte.

Asterix451

Articolo (p)Link Commenti Commenti (5)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di Namor (del 24/04/2009 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1163 volte)
Titolo originale
The Orphanage
Produzione
Messico - Spagna 2007
Regia
Juan Antonio Bayona
Interpreti
Belen Rueda, Fernando Cayo, Roger Príncep, Mabel Rivera, Montserrat Carulla,Geraldine Chaplin.
Durata
100 Minuti
Trailer

Sono passati trent’anni da quando Laura (Belén Rueda) ha lasciato l’orfanotrofio in cui visse gli anni più felici della sua infanzia, ora, il suo sogno di riaprire il vecchio istituto abbandonato per trasformarlo in una casa di accoglienza per bambini disabili, si sta finalmente avverando. Stabilitasi nel nuovo stabile con il marito Carlos (Fernando Cayo) ed il figlio Simon (Roger Prìncep), Laura, nota che col passare dei giorni la già fervida immaginazione del figlio da quando vivono lì, è andata sempre più aumentando. Simon confida ai suoi genitori di aver fatto amicizia e di giocare con un gruppo di suoi coetanei presenti nella casa, capeggiati da un misterioso bambino incappucciato.
Quello che inizialmente poteva sembrare solo il frutto della veemente fantasia del piccolo Simon inizia a prendere forma il giorno dell’inaugurazione dell’istituto. La madre, preoccupata dalla lunga assenza del figlio per un diverbio avuto poco prima della cerimonia e rammaricata per l’accaduto, lo sta cercando all’interno della casa, mentre la ricerca si fa sempre più infruttuosa, ecco che improvvisamente si materializza per la prima volta ai suoi occhi, l’inquietante bambino munito di cappuccio, di cui gli aveva sempre parlato suo figlio. Il dolore della sparizione di Simon e l’improvvisa comparsa di quel bambino incappucciato, porteranno Laura a muoversi nei meandri delle ipotesi più disperate, una su tutte, quella che i due eventi sono per forza di cosa collegati l’uno con l’altro.
Mentre l’incredibile verità si fa sempre più vicina, un tremendo segreto, rimasto per troppo tempo segregato in quella casa, sta per riecheggiare in tutto il suo dolore, per essere finalmente portato alla sua conoscenza.
Prodotto da Guillermo del Toro e diretto dal regista Juan Antonio Bayonna che ne ha ampiamente riscritto la sceneggiatura, aumentandone costi e tempi della produzione, “The Orphanage” si può ritenere un discreto horror, che fa buon gioco sulla profondità psicologica del suo personaggio principale (Laura) è della sua angosciosa e ostinata ricerca in nome della verità.
Nel cast, oltre alle dovute lodi all’attrice Belén Rueda, che per interpretare il ruolo della sofferente madre si è lasciata completamente andare dimagrendo di ben otto chili durante la lavorazione del film, mi è piaciuta anche la pregevole presenza di Geraldine Chaplin, nelle vesti di una medium recatasi in suo soccorso.
Se amate il genere horror, ma vi danno fastidio squartamenti e decapitazioni varie che si vedono sempre di più negli film di questo filone, allora questo è il dvd che fa per voi, poiché l’unica volta che qui si vede il sangue, sembra incredibile ma sarà solo per un’unghia staccata.

Namor

Articolo (p)Link Commenti Commenti (3)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di Darth (del 22/04/2009 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1161 volte)
Titolo originale
Bikur Ha-Tizmoret
Produzione
Israele, Francia, 2007
Regia
Eran Kolirin
Interpreti
Sasson Gabai, Ronit Elkabetz, Saleh Bakri, Khalifa Natour, Shlomi Avraham
Durata
89 minuti
Trailer

Quello che adoro di più del cinema d’autore è la soddisfazione che provo dopo aver visto un film sconosciuto ai più che risulta veramente bello. Certo che la maggior parte delle volte non è così, ho visto film discreti, sufficienti, pessimi… ma, ogni tanto, trovo una perla in quest’oceano di mediocrità che si diffonde sempre di più. La perla di quest’anno, per ora l’ho trovata solo nel film israeliano “La banda”.
Il film, basato su una storia vera, narra una curiosa disavventura capitata alla banda musicale della polizia di Alessandria d’Egitto, la quale, è stata invitata a Petah Tikva, una città israeliana dove inaugurano un centro culturale arabo. Agli arrivi dell’aeroporto di Tel Aviv, però, non v’è nessuno incaricato di condurre gli otto musicisti a destinazione; a quel punto il colonnello e direttore d’orchestra egiziano decide di raggiungere la destinazione in autobus. La disavventura nasce dal fatto che, per problemi di comprensione linguistica, la banda giunge nel minuscolo paese di Bet Hatikva, simile nella pronuncia, ma culturalmente agli antipodi.
L’opera di Eran Kolirin è splendida. A cominciare dalla fotografia e l’ambientazione: un borgo desertico con una locanda e poche case a far da cornice, una cittadina del vecchio west americano trasferitasi nell’Israele dei giorni nostri. Bravissimi anche gli attori, su tutti il responsabile ed integerrimo colonnello Tewfiq, nella sua candida e scintillante divisa militare; ma degna di nota anche la locandiera Dina che, nella sua semplicità, riesce ad essere sensuale quasi come la nostra Loren dei tempi migliori. I dialoghi sono eccellenti: riescono a strappare numerosi sorrisi mentre raccontano con serietà le divergenze tra l’etnia israelita e quella egiziana, con numerosi accenni alle diverse ideologie religiose. Ottima anche la traduzione italiana (per una volta anche nel cinema d’essai!), dove sono doppiate tutte le parti in inglese, mentre rimangono in lingua originale (sottotitolati) i dialoghi in egiziano ed in israeliano.
Insomma, come anticipato, un’opera da non perdere e, se condividete i miei gusti, da conservare nella propria videoteca personale.

Darth

Articolo (p)Link Commenti Commenti (3)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di Miryam (del 20/04/2009 @ 05:00:00, in libri, linkato 984 volte)
Titolo originale
Skumtimmen
Autore
Johan Theorin
Traduzione
Laura Cangemi
Editore
Mondadori
Prima edizione
2008

Svezia settembre 1972, precisamente nell’isola di Oland, un bambino di circa sei anni, Jens Davidsson, mentre stava trascorrendo una giornata nel giardino dei nonni materni, guardando incuriosito verso la siepe, pensò bene di scavalcarla per andare a scrutare quello che a lui, da solo, gli era sempre stato impedito fare, avventurarsi esplorando un nuovo mondo, fino ad ora a lui sconosciuto.
Sono passati vent’anni da quel giorno che Jens oltrepassò quella fatidica barriera verde che lo proteggeva dal mondo esterno, sia di lui e della probabile fine che abbia fatto non si è mai saputo più nulla.
Dopo anni di infruttuose ricerche, la popolazione dell’isola dà per scontato che il piccolo Jens sia annegato nelle acque circostanti, fino a quando sua mamma Julia, separata da tempo dal marito, riceve una telefonata da suo padre, il quale le comunica di aver ricevuto un pacco anonimo contenente un vecchio e consumato sandaletto appartenuto al nipote scomparso.
Juli, che non ha mai creduto alla morte del figlio, a questo punto forte dei nuovi eventi, parte per scoprire la verità sulla sua misteriosa sparizione. Giunta a destinazione, inizia con la collaborazione del padre un’indagine che, indizio dopo indizio, porterà i due a scoprire una strana ed inquietante storia risalente alla seconda guerra mondiale che ha come protagonista un certo Nils Kant, un uomo bizzarro e violento con un passato misterioso, dove viene ritenuto addirittura artefice di vari delitti, compresa la morte per annegamento del fratello minore.
La maggior parte delle persone pensa che la scomparsa di Jens, sia legata a quest’uomo, ma le date non corrispondono, in quanto Nils in quel periodo era già morto! Scoprire la verità su che fine abbia fatto il piccolo Jens non sarà affatto facile, ma quale sarà la verità che emergerà alla luce dei fatti?
L’autore del romanzo è Johan Theorin, uno scrittore e giornalista svedese che trascorre le sue vacanze estive nell’isola di Oland, ovvero il luogo dove ha preso spunto per scrivere questo trhiller, che è anche il suo primo libro.
Personalmente questo romanzo mi è piaciuto parecchio, è un trhiller che scorre bene, lo trovato molto avvincente e soprattutto ha il lodevole pregio di non avere un finale scontato, infatti tutte le mie probabili ipotesi che mi ero fatta sulla sua possibile conclusione, sono andate in fumo nelle ultime pagine!
L’ora delle tenebre” lo ritengo un ottimo libro, poichè le sue quattrocento pagine si leggono in modo assai piacevole e veloce.

Miryam

Articolo (p)Link Commenti Commenti (5)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di Namor (del 17/04/2009 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1926 volte)
Titolo originale
Passengers
Produzione
USA 2008
Regia
Rodrigo García
Interpreti
Anne Hathaway, Patrick Wilson, Andre Braugher, Dianne Wiest, David Morse.
Durata
84 Minuti
Trailer

Con la speranza di potergli offrire un valido sostegno psicologico in grado di fargli superare il tremendo shock subito, un piccolo gruppo di persone sopravissute al disastro aereo di un 737, vengono affidate alle cure della giovane psicoterapeutica Claire Summers (Anne Hathaway).
Le singole testimonianze sull’accaduto che emergono durante le sedute terapeutiche di gruppo, di certo non agevolano il compito della psicologa, poiché esse sono quasi tutte discordanti tra loro, ogni sopravissuto ha una versione diversa sull’incidente, l’unica opinione su cui tutti i passeggeri sono concordi, è che il velivolo, come ha affermato la compagnia aerea, non è precipitato per un errore umano ma per un guasto dovuto ad una esplosione in volo.
Mentre Claire, cerca di risalire ai motivi che hanno causato l’incidente, si susseguono misteriosi eventi: a cosa è dovuta la misteriosa sparizione dei suoi pazienti che hanno iniziato a ricordarsi dell’esplosione avvenuta sull’aereo? Chi è realmente Eric (Patrick Wilson) l’anomalo passeggero che ha delle strane visioni e con il quale Claire instaura una relazione poco professionale? La sconvolgente verità su quanto è accaduto in volo non tarderà ad arrivare, seguita da un’altra scoperta ancora più scioccante della precedente!
Il regista Rodrigo Garcia per realizzare è rendere avvincente “Passengers - Mistero ad alta quota”, cerca di intrecciare le misteriose atmosfere di “Lost” ed il pathos (mai più ripetuto) del “Sesto senso” di Shyamalan. Ma l’esito di tale amalgama purtroppo non è quello che ci si aspettava, il film alterna lunghi momenti di noia a piccoli attimi di suspance, facendo risultare il prodotto al di sotto di quello che si definisce un discreto titolo.
Il cast nonostante sia soddisfacente per le presenze di Wilson, Morse, Braugher e la Wiest, non sembra voler dare quel qualcosa in più per rendere il tutto appetibile, perfino Anne Hatthaway nel ruolo della psicologa l’ho trovata totalmente fuori sincronia. Anche qui le colpe vanno sicuramente verso una “direzione” insufficientemente prolifica, associata a quella che sembra una sceneggiatura poco convincente.
In sostanza, niente di nuovo e che non abbiamo già visto, qui di accattivante c’è solo la locandina…

Namor

Articolo (p)Link Commenti Commenti (2)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di slovo (del 14/04/2009 @ 05:00:00, in fumetti, linkato 1315 volte)
Titolo originale
Europa
Autore
Massimo Semerano - Menotti
Editore
Black Velvet / Altrevisioni
Prima edizione
2004

Non è che un opera acquisti in valore solo per aver attraversato avversità nel suo compimento, ma chi alla fine l’apprezza non può che appuntargli un ulteriore attestato di stima. Per la graphic novel “Europa” vale il discorso: le sue traversie editoriali rasentano il tragicomico e solo la tenacia degli autori le hanno permesso di arrivare ad una pubblicazione degna.
Vale la pena ricordare che apparve per la prima volta, a puntate, sulle pagine della compianta rivista “Cyborg” (era il 1991) ma la duplice chiusura della testata trascinò il progetto nel limbo dei senza casa (editrice). Durante gli anni successivi, anni in cui la vendibilità di un’opera simile decresceva inesorabilmente assieme alla qualità media proposta nel settore, la realizzazione di “Europa” procedette, a singhiozzi e tra concrete difficoltà logistiche, fino ad approdare alla bolognese Black Velvet.
Il segno netto e pulito di Menotti ben ricalca le visioni “steampunk” di Semerano e diviene, nella forma della città-stato assediata da un dittatore secessionista (che reca le azzeccate fattezze di Giuliano Ferrara), raffigurazione di un luogo decadente nelle strutture e oppresso nel tessuto vitale. Ma tutto l’orrore dell’ovvia deriva “orwelliana” della vicenda è controbilanciato da una costante verve ironica: il risultato è un cupo specchio dei tempi e al tempo stesso una lettura irresistibilmente spassosa.
Il merito va sicuramente alla solidità dei personaggi: Baldassarre Sangiorgi, il giovane protagonista travolto dal precipitare degli eventi avendo dalla sua solo la verbosità in dolce stil novo e l’inettitudine tipica dei nobili; Garrone, il fedele servitore la cui dedizione al padroncino porterà a grottesche trasformazioni, o il bislacco e allucinato dr.Cirfa. Ben più più toste le coprotagoniste femminili: la bella e dissoluta Aline e la bambina rivoluzionaria Varja.
Una storia ben orchestrata e sceneggiata da dialoghi arguti, nello splendore del bianco e nero di Menotti: sarebbe un peccato per gli amanti del fumetto d’autore lasciarsela sfuggire.

slovo

Articolo (p)Link Commenti Commenti (2)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di slovo (del 12/04/2009 @ 05:00:00, in redazione, linkato 1009 volte)
image by slovo

La redazione di Blogbuster augura a tutti
Buona Pasqua !

Articolo (p)Link Commenti Commenti (1)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di Namor (del 09/04/2009 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1430 volte)
Titolo originale
Redacted
Produzione
USA 2007
Regia
Brian De Palma
Interpreti
Kel O'Neill, Ty Jones, Izzy Diaz, Rob Devaney, Patrick Carroll.
Durata
122 Minuti
Trailer

Lasciato da parte il suo inconfondibile stile registico, il maestro Brian De Palma dirige uno dei film più scomodi è deleteri, che mette in risalto l’inadeguata amministrazione guidata dall’incompetente presidente Bush.
I tragici avvenimenti che vedremo nel film sono realmente accaduti nel 2006 a Samarra, un paese vicino Bagdad. Il teatro di questa spregevole storia è una casa abitata da una innocente famiglia Irachena ed i protagonisti dell’ignobile azione sono un gruppo di soldati americani, che annoiati ed imbottiti di varie droghe, decidono di pianificare una nuova irruzione all’interno dell’abitazione, già controllata in precedenza ma senza alcun esito. La seconda incursione non prevede nessun controllo di sicurezza, questa volta l’obbiettivo dei Marines è uno solo, soddisfare i loro bestiali istinti su un’ignara ragazzina di 15 anni, per poi eliminarla insieme alla sua famiglia!
Grazie al rimorso di un soldato, l’unico ad non aver partecipato allo stupro, la verità su questo ennesimo atto di violenza da parte di uno dei tanti o pochi gruppi di Marines presenti nel Golfo, verrà a galla con effetti devastanti sulla credibilità etica del loro paese.
A niente è servito il Leone d’argento per la miglior regia vinto al festival di Venezia, “Redacted” è stato bollato come un film troppo potente e scioccante, quindi nessun esercente si è sognato di acquistarlo per programmarlo nei cinema. Difatti la sua visione è stata possibile solo sulle reti a pagamento o tramite il noleggio del dvd.
Questa cosa sinceramente non la concepisco,molte volte i nostri gestori cinematografici acquisiscono i diritti per proiettare delle pellicole veramente ignobili è quando c’è un film di denuncia oltretutto ben fatto, si defilano in nome del dio denaro a discapito della qualità del prodotto.
Ritornando al film in questione, De Palma sceglie una linea a metà tra il documentaristico ed il videotape, per realizzare è rendere il più vero possibile la pellicola denuncia . Nel cast non figura nessun nome di spicco, gli attori sono semisconosciuti in cerca di affermazione che non fanno certo rimpiangere la mancanza di colleghi più illustri.
Con questa opera, Brian De Palma è stato dichiarato dalla stampa statunitense un soggetto pericoloso quanto il regista di denuncia Micheal Moore. C’è da dire che De Palma per le sue continue critiche rivolte a l’establishment americano, non è mai stato simpatico ai media, infatti se date un’occhiata al suo curriculum lavorativo, vedrete che non è presente nemmeno una nomination agli Oscar.
Per chi non lo sapesse il termine redacted è l’occultamento da parte della censura di tutto quello che può esserci di scomodo o non si vuol far sapere nei vari documenti legali passati al loro setaccio.
Anche De Palma a dovuto redactare con un tratto di pennarello nero, il volto delle vere vittime mostrate in foto nell’agghiacciante sequenza finale, dove sulle note pucciniane di morte della Tosca, viene mostrato tutto l’orrore di cui è capace l’essere umano nei confronti dei suoi simili.
Un ultima cosa, se il film non sarà riuscito a scuotervi, lo farà certamente l’ultima foto che vedrete poiché sarà l’unica è con uno scopo preciso ad essere mostrata senza censura.

Namor

Articolo (p)Link Commenti Commenti (5)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di Angie (del 06/04/2009 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 1647 volte)
Titolo originale
Dexter
Produzione
USA 2007
Episodi / Durata
12 / 50 Minuti

Si è appena conclusa su Fox Crime la seconda serie televisiva di “Dexter”, appuntamento a cui non potevo assolutamente mancare dopo la gradita visione della prima serie.
Il protagonista è sempre Dexter Morgan, perito ematologo presso il dipartimento di polizia di Miami.
Da giustiziere che collabora con la polizia per la ricerca dello stesso serial killer del “Camion Frigo”, avvenuta nella prima serie, nella seconda, diviene lui l’oggetto di caccia da parte di tutto il dipartimento, che ignorano completamente la vera identità dello spietato serial killer.
Questo, dopo che alcuni cacciatori di tesori sommersi, individuano il punto esatto dove Dexter aveva gettato rinchiusi in grossi sacchi neri, tutti i corpi sezionati delle sue vittime. Come la polizia inizia ad estrarre i corpi dal fondo dell’Oceano, si accorgeranno di trovarsi di fronte a l’opera di un nuovo serial killer, ancora più spietato del precedente che sarà denominato “ Il Macellaio della baia di Miami”.
A coordinare le indagini per la cattura del macellaio, che si farà sempre più serrata è l’agente speciale dell’FBI Frank Lundy interpretato dall’attore Keith Carradine, uno dei nuovi personaggi di punta di questa seconda serie, tra cui figura anche l’attrice Jaime Murray, nella parte dell’affascinante ed enigmatica Lila, un’artista con un passato assai turbolento, in quanto oltre ad essere una pericolosa piromane è stata anche una ex consumatrice di sostanze stupefacenti.
La perniciosa Lila, escogiterà vari tranelli pur di raggiungere il suo intento, quello di diventare l’amante di Dexter, causando la rottura del rapporto tra Dexter e la sua fidanzata Rita , avendo già una relazione abbastanza tesa per i sospetti che lei nutre nei confronti di Dexter, riguardante l’incarcerazione dell’ex marito.
Su questi nuovi episodi appaiono altri due nuovi personaggi Robert Wialliams, nel ruolo di Gail la dispotica madre di Rita e il piccolo attore Preston Bailey, nel ruolo di suo figlio Cody. Come vedete gli elementi per seguire nuovamente le gesta di Dexter, ci sono tutti, compreso il rafforzamento dei sospetti nei suoi confronti, da parte del dubbioso sergente Dookes, che da buon mastino gli darà non poco filo da torcere!
Anche la seconda serie è suddivisa in 12 episodi da 50 minuti ciascuno, scelta che condivido poiché tale durata ha il lodevole pregio di rendere coinvolgente la sua visione, senza mai annoiare lo spettatore. In tal proposito il giornalista critico Andrea Scanzi su un articolo della La Stampa, dopo aver elogiato la prima serie, ha disapprovato in assoluto la seconda parte, parlando di personaggi secondari improbabili.
Da parte mia non sono affatto d’accordo con il suo pensiero, per chi avesse visto la serie, penso, che come me, abbia gradito la sua visione, sia per la bravura dell’attore Micheal C.Hall, che interpreta Dexter Morgan, sia per le svariate problematiche di ogni personaggio che rendono questo serial televisivo ricco di suspance.
Comunque chi non avesse avuto ancora l’occasione di vedere tale serie tv, vi invito a farlo e lascio a voi giudicare…sono solo 50 minuti!
Vedrete non rimarrete delusi!

Angie

Articolo (p)Link Commenti Commenti (4)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 

510889 persone hanno visitato il blog dal 3 aprile 2006

Ci sono 20 persone collegate


< aprile 2015 >
L
M
M
G
V
S
D
  
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
14
15
16
18
19
21
22
23
24
25
26
28
29
30
     
             

Articoli
Elencati per sezione:
cinema
musica
live report
libri
teatro
fumetti
serie TV
redazione

Catalogati per mese:

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
Grazie a tutti per a...
04/04/2015 @ 19:34:44
Di Namor
Hai detto bene Angie...
22/03/2015 @ 18:25:13
Di Namor
Rinnovare o fare un ...
22/03/2015 @ 18:22:19
Di Namor
Ho visto il film... ...
22/03/2015 @ 15:28:45
Di Miryam*
E un documentario ch...
22/03/2015 @ 14:38:48
Di Angie*
@- Grazie Namor. Nie...
19/03/2015 @ 21:13:12
Di Angie*
Dici bene, godibile ...
15/03/2015 @ 17:26:44
Di Namor
Concordo su quanto d...
12/03/2015 @ 20:28:52
Di Namor
Troppo forte De Luig...
08/03/2015 @ 14:00:38
Di Namor
La trama e la tua re...
24/02/2015 @ 20:54:22
Di Miryam*




Z-Blog Awards 2007 Winner

Feed XML RSS 0.91
Feed XML Atom 0.3
dBlog Open Source
Bloggers for Equity
BlogItalia
blogs italia, directory blog italiani
SocialDust
Blog Show
Kilombo
BlogNews
bloggers for equity

Amnesty International Emergency


Creative Commons License
I contenuti testuali di BlogBuster sono pubblicati sotto una Licenza Creative Commons.


27/04/2015 @ 9.02.48
script eseguito in 750 ms