BLOGBUSTER - cinema e musica
mail forum
 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Namor (del 22/05/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 960 volte)
Titolo originale
Mongol
Produzione
Kazakhistan, Russia, Germania 2007.
Regia
Sergej Bodrov
Interpreti
Tadanobu Asano, Honglei Sun, Khulan Chuluun, Odnyam Odsuren, Aliya, Ba Sen.
Durata
120 Minuti
Trailer

Dopo essersi avvalorato per svariati anni consultando preziosi documenti storici, il regista Russo Sergei Bodrov grazie alla realizzazione di “Mongol”, ci illustra la travagliata e sofferta infanzia fino alla maturazione del leggendario condottiero Gengis Khan.
Temugin questo il vero nome del famoso condottiero Mongolo, rimane orfano del padre, a sua volta capo tribù del suo villaggio, in età adolescenziale. Alla sua morte il giovane erede viene fatto schiavo in attesa di essere anch’egli giustiziato, secondo i canoni Mongoli dell’epoca. Ma il destino ha in serbo per lui altri progetti che andare incontro da una morte certa ed anonima… il resto come tutti sappiamo è storia!
Ad essere sinceri il film in questione mi ha lasciato un senso di incompiuto, trovo che sia troppo incentrato sulle sofferenze subite nel corso della sua vita pro Khan, non dico che non sia interessante sapere la genesi per diventare il più grande dei Khan (capo) che il popolo Mongolo abbia mai avuto, ma una volta sorbita questa versione passiva del famoso condottiero, mi sarebbe piaciuto vedere anche la versione più autoritaria, di come rese possibile attuare, partendo da solo, la stupefacente conquista di mezzo mondo.
Ad ogni modo questa mia personale osservazione non vuole essere una bocciatura, alla critica la pellicola è piaciuta ed in parte anche a me.
Da annotare la stupenda fotografia che ha reso ancora più suggestivi i luoghi dove videro realmente le gesta di Gengis Khan, peccato che questa pregevole oculatezza del suo autore, vada ad impattarsi contro i dialoghi un po’ troppo asciutti per una pellicola che ha come tema la storia.

Namor

Articolo (p)Link Commenti Commenti (3)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di kiriku (del 21/05/2008 @ 05:00:01, in Musica, linkato 1248 volte)
Artista
Massimo Urbani
Titolo
Easy To Love
Anno
1987
Label
Red Records

Era lì da almeno quattro anni e non ci avevo mai fatto troppo caso o meglio me ne ero completamente dimenticato. Chissà quante volte , frugando tra i miei cd, ci sono passato vicino e il mio occhio non si è mai fermato su questo "Easy To Love" di Massimo Urbani. Il rammarico per questa mia distrazione è aumentato nel momento in cui è partita la prima traccia "A Trane from the East", brano scritto dallo stesso sassofonista e dedicato all’immenso John Coltrane del quale riesce a far rivivere lo spirito e la forza che ritroviamo in un capolavoro come “A love Supreme”. Ma a stupirmi è la qualità del suono e la potenza espressiva che il musicista romano riesce ad esprimere, non bisogna essere degli intenditori per capire che la tecnica è paragonabile a quella dei grandissimi e che le sue improvvisazioni caleidoscopiche sono energia pura che ti lasciano a bocca aperta. La bellezza di questo cd, oltre al genio di Urbani, è da attribuirsi anche agli altri tre grandi musicisti che hanno suonato con lui: Roberto Gatto alla batteria, Luca Flores al piano e Furio Di Castri al contrabbasso . Quattro artisti che confezionano un opera eccellente che va oltre i confini nazionali diventando un capolavoro assoluto sotto tutti i punti di vista. La qualità espressa dal quartetto è a livelli stellari, sia sotto il profilo individuale sia sotto quello di gruppo dove è evidente un ottimo interplay. Se il talento di Massimo Urbani non fosse stato interrotto da una morte prematura, dovuta ad uno uso eccessivo di droghe, probabilmente oggi sarebbe stato lassù insieme ai mostri sacri. Ma questi discorsi lasciano il tempo che trovano, meglio concentrarsi sulla sua produzione e godere di quello che ci ha lasciato. Easy To Love è la testimonianza del genio, dell’arte, della tecnica, dell’espressività, dell’improvvisazione di uno dei più grandi musicisti europei di sempre. Da avere assolutamente!

Kiriku

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di Andy (del 20/05/2008 @ 05:00:00, in musica, linkato 981 volte)
Artista
Piero Pelù
Titolo
Fenomeni
Anno
2008
Label
T.E.G. 2000

E’ uscito ad aprile "Fenomeni", il nuovo album di Piero Pelù, ex Litfiba, ottimo gruppo toscano che ha dato le sue cose migliori nei primi anni ottanta, formulando una miscela ottima tra rock e new wawe davvero interessante e che si è perso nel successivo decennio, incidendo dischi di buona fattura ma senza più grande originalità; di sicuro, dal 1998, anno dello scioglimento della formazione, Pelù è stato molto più attivo del suo socio co-fondatore, Ghigo Renzulli, buon chitarrista sparito dopo, credo, un solo disco solista.
Per Piero invece siamo già al numero cinque anche se devo dire che trovo i suoi lavori abbastanza ripetitivi, sia dal punto di vista del sound che dei testi; non mi era dispiaciuto il precedente “In faccia”, mentre qui secondo me abbiamo fatto un passo indietro, ricalcandone le orme ma con meno freschezza e con un suono sì rock, e va bene, ma troppo esasperato in alcuni momenti. Da segnalare l’innesto, nel gruppo abituale,del valido chitarrista Davide Ferrario, già con la Nannini e molti atri artisti italiani , che dà un impronta chitarristica più moderna , ma troppo pesante e ruvida , che penalizza la fluidità di questo disco che contiene dieci inediti , più il remake della gia’ nota Il mio nome è mai più.
Si parte con “Tutti fenomeni”, un rock in perfetto Pelù-style, ironico contro tutti gli eroi dei mass-media, politici e attorucoli vari; “Mamma Ma-donna” è dedicata alle donne, con un testo discreto, ma musicalmente è poca cosa, la terza , “Parole diverse”, ci restituisce un Pelù ispirato sul tema della difficoltà di dialogo tra le persone, cantato su un mid-rock di bella atmosfera. Con la quarta traccia, “Viaggio”, troviamo il momento migliore, secondo me, del disco; una conversazione tra un uomo e una donna, che diventa un viaggio alla ricerca di qualcosa che è dentro ognuno di noi. “Ti troverai”, sul difficile rapporto tra genitori e figli, una ballata bella e sentita visto che Pelù si rivolge alla figlia che ha più o meno vent’anni.
Nato qui” , contro l’arroganza e l’ipocrisia dei nostri tempi, abbastanza inutile, in perfetto stile dei peggiori Litfiba, un brano forzatamente ribelle e senza vera convinzione.
Mi fermo qui per lasciarvi scoprire l’altra metà del cd, che vi preannuncio molto tirata, suoni sporchi e diretti e testi imperniati sulla società odierna, precariato e difficoltà di integrazione. In sostanza, non è un album da bocciare completamente, soprattutto nei testi, ma nemmeno da riascoltare più di tanto, perché volutamente suonato in stile essenziale e cioè trio basso –chitarre-batteria e quindi o piace o non piace.. si poteva fare di meglio però.. con qualche suono meno “deja vu’” .. comunque, buon ascolto..

Andy

Articolo (p)Link Commenti Commenti (2)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di nilcoxp (del 19/05/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 2652 volte)
Titolo originale
Bella, ricca, lieve difetto fisico, cerca anima gemella
Produzione
Italia 1973
Regia
Nando Cicero
Interpreti
Gina Rovere, Erika Blanc, Marisa Mell, Elena Fiore, Carlo Giuffrè, Nino Vingelli, Adriana Facchetti, Renato Pinciroli, Ugo Fangareggi, Nino Terzo, Adolfo Belletti, Gino Pagnani, Giacomo Rizzo, Michele Cimarosa, Carla Mancini, Alfonso Tomas, Consalvo Dell’arti, Renato Malavasi
Durata
85 minuti

Rovistando tra roba vecchia varia, ho trovato la videocassetta di questo film, che non ricordavo di aver mai visto, così me lo sono guardato. E’ la storia di Michele (Carlo Giuffrè), un napoletano sposato, che vive truffando le vedove ereditiere. Mette gli annunci sul giornale, corrisponde a quelli che sembrano fare al suo caso, e spacciandosi per vedovo estorce loro dei soldi. Con quel ricavato mantiene moglie e prole (una bella Erika Blanc che non fa mai uscire di casa). Un giorno però lui perde la testa per una modella (Marisa Mell), la quale prima gli tende un tranello con un gruppo di femministe, poi lo convince a procurarle dei soldi (verrà scoperto e messo in galera), infine va ad abitare a casa sua e…ovviamente il finale non ve lo dico! Va subito precisato che non è un filmone, anzi, il talento di Giuffrè si può dire sprecato in questa pellicola che risulta molto superficiale, piena di luoghi comuni, e dai toni volgari tipici di una commedia leggera leggera. Detto questo vi informo che è comunque guardabile e piacevole (al contrario di quella “merda” di 3ciento che ho recensito la settimana scorsa). E poi ve lo voglio confidare…mi faceva piacere ricordare un attore che ha dato molto al cinema italiano, anche se questo non gli è sempre stato riconosciuto, e che ha raggiunto il 3 dicembre 2007 la veneranda età di 79 anni. Complimenti !!! Baci lievemente difettosi a tutti

nilcoxp

Articolo (p)Link Commenti Commenti (3)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di slovo (del 17/05/2008 @ 05:00:00, in musica, linkato 1046 volte)
Artista
Finisterre
Titolo
In Limine
Anno
1996
Label
Mellow Records

Gli entusiasmi che seguirono l'uscita di "In limine" (il secondo disco dopo l’omonimo “finisterre” pubblicato due anni prima) erano giustificati anche dalla situazione storico-musicale dell’epoca: dopo l’oblio della decade precedente i genovesi Finisterre, assieme ad altre formazioni della penisola, erano riconosciuti come gli alfieri di un possibile risveglio del prog-rock nostrano e un lavoro dall’indubbio valore come questo giustamente elevato al titolo di capolavoro.
Riascoltato oggi, a mente fredda, non manca comunque di affascinare e gratificare; alla ricerca di un interpretazione propria, trova soluzione amalgamando citazioni da predecessori illustri – certi richiami sono inevitabili per musicisti formati sui mostri sacri del progressive settantiano (Genesis, King Crimson, Banco, PFM, etc).
All’apertura: “intro+in limine”, un brano costruito su un tema dal sapore classico attorno a cui si sviluppano complesse evoluzioni: un buon esempio di rock-sinfonico che svela proprietà strumentale e confidenza nei cambi di tempo. Apprezzabile, sempre per il valore musicale, il brano di chiusura “orizzonte degli eventi” sebbene la continua percezione di 'già sentito' renda perfino una suite lunga sedici minuti - non un pezzo 'tirato giù' quindi - un’operazione un tantino artificiosa. È giusto dire che questo vale per il 90% dei gruppi progressive della cosiddetta nuova ondata.
Nondimeno troviamo anche intuizioni pregevoli: il jazz-ambient di “preludio” ad esempio, un brano da ‘tapparelle abbassate’ in cui pianoforte e sax conducono su un tappeto di sussurri, molto suggestivo. Convincente anche “interludio” con i suoi intrecci onirici e gli strumenti che entrano in successione. Le cose migliori le troviamo quando il gruppo si allontana dai manierismi in favore di sperimentazioni personali, così nei tredici minuti di "Algos", tra immersioni ed emersioni nelle strutture formali troviamo un nucleo elettro-psichedelico cupo e straordinariamente evocativo. "Indeenkleid Leibnitz Frei" esordisce eccentrica e dissonante, sfocia nel jazz free-form per terminare in un delirio vocale: una folle trascrizione di stati d'animo reconditi.
Fatte salve le considerazioni appena fatte e preso al netto di severi confronti col passato, rimane uno dei migliori dischi italiani degli anni novanta, caldamente consigliato.

slovo

Articolo (p)Link Commenti Commenti (3)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di Sansimone (del 16/05/2008 @ 05:00:00, in libri, linkato 1042 volte)
Titolo originale
Eseguendo la sentenza
Autore
Giovanni Bianconi
Prima edizione
2008

Giovanni Bianconi è un giornalista del Corriere della Sera inviato per questioni giudiziarie e di cronaca. Nel trentennale dell’assassinio di Moro ha pubblicato questo libro che vuole essere, come da sottotitolo, un dietro le quinte del sequestro. In effetti, "Eseguendo la sentenza", si differenza dagli altri libri pubblicati per l’occasione dal fatto che non formula direttamente ipotesi di verità celate o di elementi tenuti nascosti, e non si schiera neanche apertamente con il partito della trattativa o con quello della fermezza; ma, sostanzialmente, cerca di ricostruire realisticamente il comportamento delle persone che ebbero un ruolo attivo o passivo nelle decisioni che portarono alla morte del presidente della DC, dando particolare rilievo al dramma e al ruolo marginale della famiglia Moro impostogli dal mondo politico.
Il libro è costruito come un diario, con descrizione delle persone da ambedue le parti del muro, ne nasce una buona opera destinata (secondo me) ad un invito a non credere che la faccenda Moro sia mai stata svelata completamente.
Forse qualcuno potrà affermare che leggo (e di conseguenza scrivo le mie recensioni) sempre su gli stessi argomenti... è vero: il terrorismo, in particolare le BR e il sequestro Moro, sono uno di questi.
C’è un motivo per il quale cerco di approfondire (e nel mio piccolo di cercare di farne partecipi più persone possibili) questo: credo che i cosiddetti anni di piombo sia stato un periodo fondamentale per la trasformazione dell’Italia in quello che è diventata... un’Italia che per anni ha dimenticato cos’è l’impegno politico e la partecipazione alla vita sociale di un paese, spaventata dalla violenza del terrorismo di destra e di sinistra, e preoccupata di assicurarsi un proprio egoistico status sociale. Ma questa violenza non è che, per caso, è stata diretta da qualche lobby di potere il cui solo obbiettivo era di libertà d’azione in campo politico ed economico? Questo è il motivo che mi spinge ad avere una visione più chiara di quegli anni, attraverso tutto il materiale reperibile, visto che sono troppo giovane per avere una memoria diretta.

SanSimone

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di Namor (del 15/05/2008 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 1225 volte)
Titolo originale
Dexter
Produzione
USA 2006
Episodi / Durata
12 / 50 Minuti

Redimersi non serve a niente, se lui é sulle vostre tracce state certi che vi troverà e pagherete per i crimini commessi, poiché egli ha raccolto prove a sufficienza per emettere nei vostri confronti una sentenza senza appello. Ad essere giudice ed esecutore materiale della vostra condanna è Dexter Morgan, perito ematologo presso il Dipartimento di Polizia di Miami. Tra i suoi colleghi c’è chi lo ritiene un tipo bizzarro, un fessacchiotto senza nerbo da canzonare e chi invece lo scruta con sospetto per questa sua insolita e riverente passione verso il sangue, che mostra involontariamente ogni qualvolta si reca sulla scena del crimine, per lui qualunque schizzo, goccia, o macchia di tessuto liquido, nasconde il motivo e l’esatta esecuzione del suo autore. Questo suo particolare talento non è la conseguenza di un’ insana predilezione verso il sangue da parte di un’ invasato, ma soltanto una copertura, sostenuta dal suo atteggiamento forzato di uomo comune che Dexter usa nei rapporti con le persone, per nascondere la sua vera natura, quella di un metodico ed esperto serial-killer votato alla causa del bene, grazie alla lunga e paziente dottrina del padre adottivo, anch’egli poliziotto.
Questa eccellente serie tv “Dexter”, è basata sul romanzo “La mano sinistra di Dio” di Jeff Lindsay, ad interpretare con la dovuta bravura e la giusta credibilità il personaggio principale Dexter Morgan è l’attore Micheal C. Hall, chi ha seguito la serie televisiva “Six Feet Under” sicuramente lo riconoscerà visto che faceva parte della troupe.
Un accattivante cast di etnie ben assortito da vita ai vari personaggi, ognuno con le sue problematiche da risolvere. La critica Americana entusiasta di questa serie, ha avuto parole di elogio decretandola una delle migliori serie tv che siano state prodotte nel 2006, basti pensare che un famoso giornalista inizialmente scrisse un articolo negativo, dopo aver visto tutta la serie, lo riscrisse esprimendo un’opinione positiva!
La serie è articolata in 12 episodi da 50 minuti l’uno, come vedete non c’è da penare nell’ attesa interminabile di vederne la conclusione e vi assicuro che l’esiguità dovuta ai singoli episodi non ne intacca assolutamente la qualità narrativa, poiché al suo epilogo finale niente rimarrà in sospeso.
Per chi non l’avesse ancora vista o presa in considerazione, vi invito a farlo, difficilmente ne rimarrete delusi, estendo l’invito anche ai miei esimi colleghi, in particolare Darth e Slovo, grandi estimatori e cultori di innumerevoli serie tv.

Namor

Articolo (p)Link Commenti Commenti (2)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di Darth (del 14/05/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 729 volte)
Titolo originale
Lars and the Real Girl
Produzione
USA 2007
Regia
Craig Gillespie
Interpreti
Ryan Gosling, Patricia Clarkson, Emily Mortimer, Kelli Garner, Paul Schneider, Boyd Banks
Durata
106 minuti
Trailer

Lars è un ragazzo con problemi di socializzazione, vive nel garage adiacente la propria casa usufruita dal fratello e da sua moglie in un paesino del Wisconsin. Timido ed introverso fino all’eccesso, Lars rinnega qualsiasi contatto fisico con chiunque, provando dolore fisico quando viene toccato da chicchessia. Il fratello e la nuora cercano di scuoterlo, e si rallegrano moltissimo quando, una sera, il giovane appare alla loro porta entusiasta per avere una ragazza in garage… una donna straniera, che non parla l’inglese, costretta su una sedia a rotelle. La gioia dei familiari si tramuta in sgomento appena Lars gli presenta Bianca: una Real Doll.
Le vicende che si susseguono non sono demenziali, come si potrebbe supporre dal tipo di situazione… anzi! Il film non tocca mai l’uso reale per il quale sono vendute le Real Doll (il sesso) ma si sofferma sul rapporto di coppia inventato dalla mente malata di Lars. La dottoressa del paese, prende in cura il giovane con la scusa di una malattia della bambola, così che Lars, accompagnando la sua ragazza dal medico, viene ascoltato da lei. Essendo che, l’unico rimedio è assecondare la percezione distorta della realtà di Lars, il paese dovrà avere a che fare con Bianca… dalla pettinatrice, al parroco tutti devono far finta che la bambola sia viva…
Lars e una ragazza tutta sua”, candidato all’oscar come miglior sceneggiatura originale, è una commedia quasi romantica, incentrata sui difficili rapporti col prossimo per chi non è sufficientemente forte da sostenere i ritmi di questa società. Interpretato in maniera splendida da Ryan Gosling, il personaggio di Lars riesce ad intenerire tutti: sia nella sceneggiatura, sia gli spettatori. Piacevole, anche se scontato il finale, e memorabile la scena del suo primo approccio ad una vera ragazza, con la respirazione artificiale praticata all’orsetto di peluche di lei.
Un’opera discreta, una commedia gradevole per tutta la famiglia.

Darth

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di kiriku (del 13/05/2008 @ 05:00:01, in Musica, linkato 1085 volte)
Artista
Le Orme
Titolo
Felona e Sorona
Anno
1973
Label
Philips

"Felona"; campane a festa nei tuoi occhi, fasci di luce sgorgano dalla tua anima vibrante. Serenità, pace , bellezza accecante, grazia incontaminata. Calore ipotetico di una madre potenziale,  "la solitudine di chi protegge il mondo è infinita". "Sorona"; paura, corruzione morale, deserti sterminati immersi nel buio. Disperazione di un cuore avvelenato, braccia che non si tendono più, "attesa inerte "e priva di ogni speranza.. Due respiri, due mondi distanti che gravitano ognuno nella propria orbita. "L’equilibrio" ancestrale prima o poi finisce. Tutto cambia, non si può rimanere "sospesi nell’incredibile" nascosti nel ventre molle e asettico dell’inesperienza. Il bisogno di dare e la necessità di prendere si compenetrano insaziabilmente. Tutto è nuovo, tra le mani carne pulsante grondante di vita, le campane hanno un altro suono e scintille di vita accendono il "ritratto di un mattino" nuovo. Ma il buio è come un cancro inarrestabile, una bocca insaziabile che divora avidamente i colori e  la luce, creduta perpetua, si spegne lentamente, la felicità si dirada nelle tenebre. E' durata giusto un battito di ciglia. Ghiaccio nelle vene che congela anche l’ultimo soffio vitale, tutto è immobile "all’infuori del tempo". Felona e Sorona condannati all’oblio in un lento e progressivo "ritorno al nulla".

Ps.  Un grazie a Silvia e Fabio per il gradito regalo.

Kiriku

Articolo (p)Link Commenti Commenti (1)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di nilcoxp (del 12/05/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1225 volte)
Titolo originale
Meet the Spartans
Produzione
USA 2008
Regia
Jason Friedberg, Aaron Seltzer
Interpreti
Sean Maguire,Carmen Electra, Kevin Sorbo, Method Man, Diedrich Bader,Ken Davitian
Durata
84 minuti
Trailer

Sono in un momento particolare della mia vita, soggetto a stress e stanchezza. Allora mi convinco a guardare film che ritengo leggeri per passare una serata senza pensieri. Ma non è così, la leggerezza non si misura con la mancanza di qualità, anzi, molte volte è proprio lo spessore di un film che determina la piacevolezza e la scorrevolezza dello stesso. Quindi dopo aver guardato per ottantaquattro minuti una parodia fasulla di un film che avevo trovato discreto (300), l’unico desiderio che avevo era picchiare qualcuno!!! Ho pensato allora che invece di sprecare molte parole per descrivere la schifezza che avevo visto, di usarne un’unica che le riassumesse tutte: merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda. Più chiaro di così!!! Baci maleodoranti a tutti.

ps: questa recensione la dedico a Namor

nilcoxp

Articolo (p)Link Commenti Commenti (8)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di smarty (del 10/05/2008 @ 05:00:00, in Cinema, linkato 882 volte)
Titolo originale
Lezioni Di Cioccolato
Produzione
Italia, 2007
Regia
Claudio Cupellini
Interpreti
Luca Argentero, Violante Placido, Hassani Shapi, Neri Marcoré, Carlo Gabardini, Monica Scattini, Francesco Pannofino, Ivano Marescotti
Durata
99 minuti
Trailer

Si ritorna finalmente alla commedia all’italiana che non sia quella dei film pre-natalizi De Sica & Boldi. Il regista Claudio Cupellini è riuscito, partendo da una storia leggera e prevedibile, a rendere il film divertente, scevro di qualsiasi volgarità e ricco di elementi d’attualità. Ma veniamo alla storia: Mattia (Luca Argentero), geometra ambizioso, titolare di una piccola impresa edile che lavora in tutti i sensi a risparmio, a causa di un incidente sul cantiere del suo manovale egiziano Kamal (Hassani Shapi),assunto in “nero”, perderà momentaneamente la sua identità per evitare una denuncia. Sarà costretto quindi ad assecondare i “ricatti” di Kamal e a partecipare al corso organizzato da una grande e famosa azienda dolciaria che ha per premio un finanziamento per aprire una cioccolateria. Mattia, insofferente alle esigenze del prossimo, diventerà Kamal a tutti gli effetti e insieme ad altri 6 dilettanti, ma già esperti cioccolatai, seguirà di giorno la scuola e le lezioni del Maestro d’Arte Cioccolatiera (Neri Marcorè) e contemporaneamente i lavori sul cantiere, mentre di notte sarà costretto alle ripetizioni di cioccolato della prima della classe Cecilia (Violante Placido). Un ritmo allegro, ricco di gag, in cui si intrecciano temi sociali, scene d’equivoci, storie d’amore. Tutti gli attori hanno ottimi tempi comici e interpretano i propri ruoli con grande naturalezza e autenticità, grazie anche a dialoghi brillanti e divertenti, che riescono a far ridere in modo intelligente. Si esce dal cinema con il sorriso sulle labbra e una gran voglia di cioccolato.

Smarty

Articolo (p)Link Commenti Commenti (3)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di Sansimone (del 09/05/2008 @ 05:00:00, in libri, linkato 1827 volte)
Titolo originale
Il pietrificatore di Triora
Autore
Ippolito Edmondo Ferrario
Prima edizione
2006

La storia di questo libro inizia a San Remo ai giorni nostri con uno strano investigatore part-time deciso a chiudere la sua attività rivierasca per dedicarsi a tempo pieno alla galleria d’arte di famiglia a Milano ma , prima di dare l’addio accetta un caso di ricerca di una persona scomparsa. Si tratta di una ragazza milanese scomparsa a Triora, un paese dell’entroterra, quasi un anno prima senza lasciare tracce e di cui il ricco zio adesso vuole avere notizie.
Leonardo Fiorentini, questo il nome del detective, arriva a Triora proprio nei giorni in cui si svolge Frigoria, una manifestazione per ricordare il celebre processo alle streghe avvenuto in paese molti secoli prima, qui viene travolto dagli eventi scaturiti dal ritrovamento di tre cadaveri pietrificati che lo porteranno sulle tracce di un misterioso e altamente pericoloso pietrificatore che ha scelto Triora come sede dei suoi esperimenti.
Questo noir di Ippolito Edmondo Ferrario è buon prodotto per gli amanti del genere, con una buona e alquanto strana idea come quella del pietrificatore figura a me sconosciuta fino alla lettura ma ho scoperto essere un antica arte di conservazione post mortem tra cui molti innovatori di questa tecnica furono italiani. La trama, come dicevo, è articolata bene in modo da far presa sul lettore e farlo in poco tempo partecipe del libro in quanto a ricerca del colpevole anche dopo aver fatto intendere con un po’ di anticipo chi è costui, tenendosi per gli ultimi capitoli un piccolo colpo di scena.
Due cose però non mi hanno convito, ma, devo dire del tutto soggettive (anzi se qualcuno ha letto il libro mi farebbe piacere sapere come la pensa su questi aspetti), una cosa è la figura di Fiorentini ( che guardando il sito dell’autore direi molto autobiografica) nel senso che in un contesto narrativo che tende a essere il più realistico possibile, con persone e luoghi reali visitabili, al contrario il detective sembra una figura fuori dal clima rivierasco sembra un Magnum PI fascista anche se intollerante alle ingiustizie.
Mentre il secondo dubbio mi è sorto mentre viaggiavo lungo la valle Argentina e sta nella descrizione di Triora, io da ligure di ponente non ho fatto fatica ad immaginarmi la location del libro ma, non so se per uno che non frequenta l’entroterra di ponente sia altrettanto facile farlo.
In ogni caso questi miei dubbi secondari il libro è un ottimo prodotto sia dal punto letterario sia come incentivo alla divulgazione delle bellezze dell’entroterra ligure con i suoi strani e dispersi paesini.

SanSimone

Articolo (p)Link Commenti Commenti (5)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di Namor (del 08/05/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1520 volte)
Titolo originale
Iron Man
Produzione
USA 2008
Regia
Jon Favreau
Interpreti
Robert Downey Jr., Terrence Howard, Jeff Bridges, Shaun Toub, Gwyneth Paltrow.
Durata
126 Minuti
Trailer

Dopo aver presentato un nuovo missile alle forze armate americane in medioriente, Tony Stark, l’industriale bellico ed inventore dell’arma, nel far ritorno in aeroporto insieme a tutto il convoglio militare, viene attaccato e fatto prigioniero da un contingente di ribelli Afghani. Al prezioso ostaggio viene proposto, o per meglio dire obbligato a creare il nuovo razzo in cambio della sua vita ma, mentre fa crendere questo, in realtà Stark si metterà al lavoro per creare un’armatura che gli consentirà di fuggire ed eliminare gran parte dei suoi carcerieri. Dopo essere stato testimone delle enormi atrocità che causa la guerra, al suo ritorno in America decide di sospendere la produzione di armi e convogliare le ingegnose risorse delle industrie Stark in scopi più redditizi e pacifici per il genere umano. Il suo nobile progetto però non tarderà a creare il primo nemico, il suo braccio destro e top executive Obadiah Stane il quale tenterà in tutti i modi di non perdere il potere acquisito durante la sua lunga militanza all’interno delle industrie Stark. E, mentre Tony Stark materializzerà questo concetto pacifista dando origine alla nascita di Iron man, con il perfezionamento della sua strabiliante armatura, il suo rivale non resterà inattivo, dal momento che anch’egli in gran segreto sta progettando un roboante clone di Iron Man, grazie ai disegni e ai resti della vecchia corazza usata da Stark per la fuga nel deserto.
Un altro dei mitici supereroi della Marvel approda su grande schermo, ad essere proposto stavolta è Iron Man il supereroe atipico per eccellenza, viste le sue origini, poiché i suoi superpoteri non derivano da mutazioni genetiche ma solo ed esclusivamente dalla sua super tecnologica armatura rosso-oro.
Il mitico Stan Lee nel 1963 per creare il multimilionario playboy Tony Stark, si ispirò alla iconica figura del plurimiliardario appassionato di volo, Hovard Hughes. Ad impersonare l’esordiente “Iron Man” nei panni di Tony Stark é stato chiamato l’attore Robert Downey Jr. offrendo una prova più che soddisfacente nelle vesti di action-hero, mentre un inedito Jeff Bridges riveste molto bene i panni del cattivo Obadiah Stane alias Iron Monger, altri due nomi eccellenti chiudono il cast, Gwyneth Paltrow nel ruolo di Pepper Pots la segretaria personale di vecchia data di Stark, ed infine il suo fidato amico e aggancio militare Rodhey interpretato da Terrence Howard. Come film d’esordio di questa annunciata trilogia lo si può ritenere soddisfacente, grazie agli effetti speciali della Industrial Light & Magic che rendono molto piacevole la sua visione, facendo dimenticare (ma non del tutto) una sceneggiatura fin troppo usuale per questo tipo di pellicole.
Ho notato con rammarico l’assenza del suo nemico per eccellenza, il temibile Mandarino, ma capisco e condivido la scelta che hanno adottato gli sceneggiatori in questo caso, essendo il primo film di Iron Man era giusto dare più spazio alle sue origini, includendo come cattivo di turno il meno prestigioso Obadiah Stane, a discapito del più carismatico Mandarino.
Questa prestigiosa mancanza spero sia più di una premessa per migliorare qualitativamente il secondo capitolo su Iron Man, da parte degli sceneggiatori.
Un’ultima cosa, se avrete la pazienza di sorbirvi gli interminabili titoli di coda, c’è una piccola sorpresa che farà molto piacere agli amanti del mondo Marvel.

Namor

Articolo (p)Link Commenti Commenti (3)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di Darth (del 07/05/2008 @ 05:00:00, in libri, linkato 1254 volte)
Titolo originale
Falce e carrello - Le mani sulla spesa degli italiani
Autore
Bernardo Caprotti
Editore
Marsilio
Prima edizione
Settembre 2007

Per la serie “anche i ricchi piangono”, ho voluto leggere il j’accuse di Bernardo Caprotti, fondatore della catena di supermercati Esselunga, verso le cooperative rosse che, a detta sua, hanno commesso ripetutamente abusi di posizione dominante verso la concorrenza (identificata nel Caprotti).
Nel libro, l’anziano brianzolo porta a conoscenza di come, essendo spesso gli amministratori delle coop anche consiglieri comunali (o provinciali o regionali), siano riusciti in più casi ad evitare alcune aperture di negozi Esselunga. Secondo l’autore, questo abuso di potere non sfavorirebbe solo egli stesso, ma tutti gli italiani che vivono in posti dove c’è un monopolio coop. Effettivamente, dati alla mano, mi ha infastidito non poco notare che la coop Liguria ha prezzi dal 16 al 18% più alti rispetto a ipercoop Sesto Fiorentino, e si arriva al 19% confrontata con Esselunga Firenze.
D’altro canto, il leggere un libro accusatorio scritto per vendetta, può avere un senso quando si narra del conte di Montecrsito… ma leggere le lamentele di un uomo che ha centinaia di punti vendita, oltre 17.000 dipendenti, e chissà quanti milioni di euro… non riesce sicuramente a farmi pena. Ancor meno vi riesce, quando narra delle sue battaglie contro gli odiati sindacati, che a causa loro ha visto scendere vistosamente l’indice di produttività dell’azienda (effettivamente penso che in Cina l’indice di produttività sia molto alto… beati loro!), o quando narra delle losche manovre ordite dei comunisti, e delle loro leggi per favorire le proprie cooperative rosse.
E’ indubbio che in Italia chi ha agganci politici è più forte, o comunque è più agevolato di chi non li ha… non dovrebbe essere così, ma lo è. Però, personalmente non mi pare di vivere in un monopolio della spesa: nella mia provincia posso scegliere tra numerosi supermercati o ipermercati diversi, ed altrettanti discount… che mi apra un punto vendita Esselunga, non mi fa né caldo né freddo.
Detto ciò, con tutti i problemi immensi che abbiamo nel belpaese, devo preoccuparmi perché il povero Caprotti è stato boicottato nell’apertura di qualche negozio?
Se volete leggere un libro sui reali problemi dell’Italia, acquistate “Toghe Rotte”, che è meglio…

Darth

Articolo (p)Link Commenti Commenti (9)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 
Di kiriku (del 06/05/2008 @ 05:00:01, in Cinema, linkato 825 volte)
Titolo originale
Shooting Silvio
Produzione
Italia 2006
Regia
Berardo Carboni
Interpreti
Federico Rosati, Melanie Gerren, Sofia Vigliar, Alessandro Haber, Antonino Iuorio, Giovanni Visentin, Marco Travaglio
Durata
96 min.
Trailer

Prima di dare un giudizio su questo film bisogna avere alcune informazioni essenziali. Il film uscito nel 2006 è l’opera prima del giovane regista Berardo Carboni, le riprese sono durate praticamente solo un mese ed è costato 140.000,00 euro di spese vive e 250.000,00 euro per i compensi alla troupe che ha accettato la formula “in partecipazione”, in poche parole di percepire i soldi solo in caso di incassi. Il denaro ovviamente, visto il contenuto del film, non è stato ottenuto tramite le solite vie ma attraverso feste e vendite di gadget, piccoli investitori interessati al progetto e grazie anche alla casa di produzione Kublakhan di Umberto Massa specializzata in film italiani indipendenti e d’autore. Girato, immagino per motivi meramente economici, in qualità minidv. Questi dati sono importanti semplicemente per il fatto che giudicare un’opera come questa senza tenere conto degli inevitabili limiti porterebbe ad una valutazione errata o quantomeno imprecisa . Ma veniamo al dunque. Kurz è un giovane scrittore benestante ed eccentrico, rimasto orfano vive in una grande casa eredita dopo la morte dei suoi genitori. Orfano anche di punti riferimento conduce una vita emotivamente disagiata e contorta, cerca conferme e appoggio ma tutto quello che trova nelle persone a lui vicine e solamente inettitudine. L’unica sua certezza è la consapevolezza che l’origine del suo malessere e di tutti  i mali che affliggono la nostra società ha un volto solo: Silvio Berlusconi. Una volta individuato il problema non rimane che risolverlo. Inizialmente progetta di pubblicare un libro di cento pagine, ognuna scritta da una persona differente che metterà nero su bianco un modo e un motivo per distruggere il potere di Berlusconi. Una volta resosi conto che sperare in una debacle del nemico attaccandolo in un campo, quello dell’informazione, in cui è il padrone assoluto, è inutile e controproducente, prende la decisione di eliminarlo fisicamente. Il regista confeziona un prodotto valido nonostante i limiti evidenti di recitazione e di una sceneggiatura che a volte, soprattutto nei primi minuti, presenta delle effrazioni narrative e degli argomenti banalizzati all’eccesso. Riesce invece a non cadere nell’errore di forzare troppo la mano nel rappresentare Berlusconi secondo una visione personale, questo compito lo affida ad immagini di repertorio che ha saputo integrare e fondere egregiamente con il resto della pellicola. Il suo scopo è quello di “raccontare il disagio di una generazione che non si rispecchia in un certo tipo di società”. Quello che personalmente non condivido è l’idea che il cavaliere di Arcore sia l’origine di tutti i mali. Credo invece che sia il frutto di una società che ha paura della sua stessa ombra, di una mentalità corrotta e provinciale diffusa in tutto il paese e che non ha interesse a un benessere collettivo. Il discorso sarebbe lungo e finirebbe inevitabilmente nella retorica. Nel film ci sono diversi cammei ;quello di Remo Remotti , quello di Alessandro Haber e quello che mi è piaciuto di più  di Marco travaglio che, durante un intervista fattagli da Kurz, cita una frase di Giorgio Gaber che riassume bene la situazione odierna: “ ciò che preoccupa non è Berlusconi in se, ma  Berlusconi in me”. Un bacio a tutti gli unti dal Signore!

kiriku

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa  torna in cima alla pagina Torna Su
 

426074 persone hanno visitato il blog dal 3 aprile 2006

Ci sono 52 persone collegate


< settembre 2014 >
L
M
M
G
V
S
D
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
13
14
16
17
18
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
         
             

Articoli
Elencati per sezione:
cinema
musica
live report
libri
teatro
fumetti
serie TV
redazione

Catalogati per mese:

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
Incuriosita dal tito...
26/07/2014 @ 15:47:59
Di Angie*
Ciao Miryam, lo vist...
24/07/2014 @ 19:51:32
Di Namor
@_Namor: Ciao Socio,...
21/07/2014 @ 08:16:17
Di asterix 451
Ottima recensione so...
20/07/2014 @ 23:14:47
Di Namor
Grazie a te Angie pe...
17/07/2014 @ 15:42:19
Di mimmotron
Molto spiritoso come...
16/07/2014 @ 20:00:52
Di Namor
A mio parere questo ...
16/07/2014 @ 19:56:43
Di Namor
Per ora ho visto sol...
14/07/2014 @ 15:31:31
Di Miryam*
Bravo Mimmotron hai ...
14/07/2014 @ 14:37:03
Di Angie*
Ciao Namor, ottima r...
11/07/2014 @ 20:55:09
Di Angie*




Z-Blog Awards 2007 Winner

Feed XML RSS 0.91
Feed XML Atom 0.3
dBlog Open Source
Bloggers for Equity
BlogItalia
blogs italia, directory blog italiani
SocialDust
Blog Show
Kilombo
BlogNews
bloggers for equity

Amnesty International Emergency


Creative Commons License
I contenuti testuali di BlogBuster sono pubblicati sotto una Licenza Creative Commons.


19/09/2014 @ 19.50.07
script eseguito in 234 ms