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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Miryam (del 17/05/2013 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 62 volte)
Titolo originale
Eight is enough
Produzione
1977 - 1981
Episodi / Durata
112 / 47 Minuti

La famiglia Bradford è una serie televisiva andata in onda per la prima volta nel 1977, e per cinque stagioni ha saputo divertire e intrattenere simpaticamente tanti spettatori di ogni età. Il titolo originale era “Eight is enough” che tradotto in italiano vuol dire “Otto bastano”!!
Infatti, otto sono i figli di Tom Bradford (Dick Van Patten), un giornalista del Sacramento Register, che deve tenere a bada tutte le avventure e disavventure quotidiane dei suoi figli, cosa non certo facile in quanto rimasto vedovo e per giunta con l’ultimo bambino ancora in tenera età. A dir il vero, la serie non prevedeva questo, ma l’attrice che impersonava la moglie di Tom, purtroppo morì poco dopo le riprese della serie, fu così che gli sceneggiatori scelsero di inserire questa reale tragedia, infatti, dopo solo nove episodi, Tom si ritrova vedovo, ma di lì a poco conosce Abby (Betty Buckley, che possiamo ricordare nel film “Carrie lo sguardo di Satana”), anche lei rimasta vedova di un militare ucciso in Vietnam. A questo punto nasce una nuova famiglia allargata che fra alti e bassi, generati soprattutto dai vari problemi adolescenziali dei figli, la produzione riesce a costruire una serie televisiva molto piacevole, basata sulla quotidianità di una grande famiglia che ha a che fare, con i vari problemi di tutti i giorni, come scuola, lavoro e le inevitabili scaramuccie tra fratelli.
La Famiglia Bradford” è nata da un romanzo autobiografico di Thomas Broden, ci sono state delle sostituzioni iniziali nell’episodio pilota, la figlia Nancy , Tommy ed il primogenito David (Grang Goodeve che è anche l’interprete della sigla del telefilm), questi era interpretato da Mark Hamil che purtroppo dovette abbandonare la serie quasi subito in quanto sfigurato da un grave incidente stradale. La serie ha avuto sin dall’inizio un notevole successo tanto da ricevere due People’s Choice Award.
Per quanto riguarda il mio di commento… beh devo dire che rivederla non mi ha entusiasmato come allora, certo, sono passati tanti anni e i vari problemi degli otto fratelli ormai li ho superati, sarà per questo che ne sono rimasta delusa. Potrebbe essere indicata per un pubblico di ragazzini, ma ha pensarci bene, con i tempi che corrono e la libertà che hanno adesso rispetto ai miei tempi….credo sarebbe fuori luogo anche per loro!
Comunque resta il fatto che all’epoca, questa simpatica serie si è saputa imporre con un buon seguito di telespettatori che ancora adesso la ricordano con molto affetto.

Miryam

 
Di Angie (del 13/05/2013 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 83 volte)
Titolo originale
King
Produzione
Canada 2011
Episodi / Durata
8 / 45 Minuti

Jessica King (Amy Prince-Francis), poliziotta tosta e determinata, dopo otto anni passati alla omicidi, si ritrova a rispondere al centralino ufficio reclami della polizia, a causa della sua scarsa disciplina.
Le sue doti di detective sono veramente eccezionali, difatti quando la squadra crimini della polizia di Toronto si trova in difficoltà, il capo Peter Graci (Tony Nardi) chiama lei per riaffidarle il comando. Quello che le aspetta non è un compito facile, vi sono casi al quanto complessi da risolvere e in più Jessica si trova a dover lavorare a fianco al detective Derek Spears (Alan Van Sprang), il precedente capo della squadra che cercherà in tutti i modi di metterla in difficoltà.
Tutto ciò a Jessica non la spaventa, e sulle scene del crimine riesce a notare particolari che sfuggono agli altri, permettendole di avere l’intuizione determinante per risolvere il caso. E una donna che non le piace scendere a compromessi e quando ha un obiettivo è determinata a raggiungerlo costi quel che costi. E schietta e dice sempre quello che pensa, senza badare troppo alle conseguenze. Ama il suo lavoro e lo svolge con passione, ma non è disposta a rinunciare al suo desiderio di farsi una famiglia con suo marito (di terzo matrimonio) Daniel Sless (Gabriel Hogan), anche lui in polizia. Jessica è un personaggio carismatico e dal grande fascino, è una donna forte ma allo stesso tempo molto femminile e le sue capacità investigative non cambiano se indossa l’uniforme o un bel vestito, e fra gli accessori in borsetta non si fa mai mancare la pistola. Anche se subito non è stata ben accetta è riuscita a creare un gruppo affiatato guadagnandosi stima e rispetto dei suoi colleghi.
"King" è una serie poliziesca carina con un buon ritmo e dialoghi serrati, in cui non manca anche la giusta dose di ironia. Jessica Kina, la protagonista, (secondo la mia opinione) è il punto di forza di tutta la serie, non è solo una brava detective, di lei vengono mostrati anche i lati più privati della sua vita. E un personaggio autentico che cerca di destreggiarsi tra le difficoltà non solo del lavoro, ma anche della famiglia, senza mai arrendersi con forza e testardaggine. Non è perfetta ( ma chi lo è ?), non le riesce tutto bene, anzi a volte deve rimediare ai disastri che lei stessa ha combinato. E una donna che sa quello che vuole e fa di tutto per ottenerlo, sia che si tratti di catturare un pericoloso criminale e sia se vuole acquistare un bel paio di scarpe viste un momento prima in vetrina. Grande detective, decisamente irresistibile, carattere deciso e sicura di sé, è questo quello che mi piace molto di lei!!!
La serie è composta da 8 episodi, dalla durata di 42 minuti circa, quindi come vedete non è impegnativa, si lascia visionare tranquillamente anche dopo una lunga giornata di lavoro. Per chi non l’avesse ancora vista dategli un ‘occhiata, a me è piaciuta molto, potrebbe piacere anche a voi e, perché no vedere anche la seconda stagione già in programmazione.

Angie

 
Di mimmotron (del 14/01/2013 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 297 volte)
Titolo originale
Game of Thrones
Produzione
2011
Episodi / Durata
20 / 60 Minuti

Il Trono di Spade e' una serie tv tratta dal romanzo fantasy Cronache del ghiaccio e del fuoco di George R. R. Martin.
Va subito detta una cosa, l'aspetto fantasy nelle prime due serie, quelle fino ad ora trasmesse per un totale di venti episodi, non e' marcato.
Raccontarvi la trama o solo accennarvi non sarà propriamente facile, poiché proprio come accadeva nel medioevo gli intrighi e i legami familiari tra i vari protagonisti sono articolati, ma soprattutto ben sviluppati dagli sceneggiatori. Su Il Trono di Spade siede re Robert Baratheon che fatica non poco a controllare i sette regni che compongono i suoi domini. Per dominarli si avvale del forte esercito dei Lannister, famiglia a cui appartiene sua moglie, ma che li vede coinvolti nel regicidio che ha portato sul trono lo stesso Robert Baratheon e per tanto mal visti da molti. Fedele alleato e amico del re e' Eddard Stark lord di Grande Inverno che viene nominato Primo cavaliere del re, quindi con incarichi di rilievo all'interno della corte. Ruolo che lo porta al centro di una congiura. Il suo regno e' inoltre responsabile del controllo della frontiera nord che proprio come il vallo Adriano, qui chiamato la Barriera, tiene lontane le popolazioni situate più a nord dello stesso. Popolazioni di cui non e' ben chiara la natura.
La casata dei Targaryen, dopo essere stata spodestata da Il Trono di Spade ed essere stata esiliata su di un isola cerca di ritornare in possesso del suo regno. A capo di questa famiglia abbiamo la principessa Daenerys, la madre dei draghi. Su questo epiteto non aggiungo altro per non togliervi il gusto di scoprire l'affascinate personaggio.
Dopo averci fatto conoscere tutti i protagonisti nella seconda serie scoppiano i conflitti tra i sette regni, poiché con la morte del re sono in molti ad ambire a Il Trono di Spade. Il pretesto che da il via alla guerra e' dovuto al fatto che tutti sanno che il primogenito del re non e' legittimo, ma frutto dell'adulterio della regina. A salire sul trono e' comunque quest'ultimo, Joffrey che mostra fin da subito dei segni di squilibrio psichico tali da portarlo a condannare a morte lord Stark, inimicandosi cosi' il suo popolo. Appena raggiunto dalla notizia il figlio maggiore Robb Stark radunati i vessilli del Nord e muove verso il castello per vendicare la morte del padre e liberare le sorelle ostaggio del folle re. Stannis Baratheon fratello del re si considera il legittimo erede al trono non avendo Joffrey un legame di sangue con il defunto re; in questa sua rivendicazione viene appoggiato da lord Greyjoy, spinto da vecchie ruggini con gli Stark. Stannis Baratheon promette infatti, in cambio del appoggio navale offerto alle sue truppe da Greyjoy, il controllo dei territori del Nord, da sempre rivendicati. Nel frattempo la principessa Daenerys Targaryan sembra aver approntato un nuovo esercito ed essere pronta con la sua rinnovata flotta a fare rotta verso Approdo del Re per sedersi su Il Trono di Spade che ritiene le appartenga di diritto.
Nel frattempo Jon Snow, altro figlio illegittimo, ma questa volta di lord Stark e per questo inviato presso la Barriera, intraprende l'esplorazione dei territori posti oltre la stessa per indagare sui segnali, sempre più chiari, di una riorganizzazione dei popoli che vi risiedono volta al tentativo di invadere e saccheggiare il regno.
Come avevo accennato non e' facile dare un'idea di questa serie tv tra i molti protagonisti ed una trama ben strutturata. Mi auguro pero' che non per questo rinunciate a guardare Il Trono di Spade. A me e' piaciuta molto anche perché l'aspetto scenico e' veramente ben costruito, costumi e fotografia restituiscono molto ben l'ambientazione. Le riprese anche se in alcuni casi modificate digitalmente sono state effettuate in diversi bellissimi luoghi quali l'Irlanda, Malta, Croazia ed Islanda; questo per indurvi ulteriormente all'idea che sia una serie tv da prendere seriamente in considerazione.

mimmotron

 
Di mimmotron (del 19/11/2012 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 321 volte)
Titolo originale
Sons of Anarchy
Produzione
USA 2008
Episodi / Durata
66 / 45 Minuti

Credo di poter tranquillamente asserire che se vi è piaciuta la serie tv I Soprano non potrete non gradire Sons of Anarchy, questo perché l'ingrediente principale delle due serie è il medesimo: La criminalità organizzata. Quello che cambia è l'estrazione culturale dei protagonisti, senza entrare troppo nei dettagli delle differenze i primi sono di origine italiana mentre i secondi sono dei “veri” americani e questo credo sia sufficiente a far capire le diversità nel porsi davanti alla realtà di tutti i giorni, anche se si e' tendenzialmente dei criminali.
I Sons of Anarchy sono un'organizzazione che da un'immagine di sé all'esterno come semplice club di motociclisti. Il chapter (sottogruppo) nel quale si riuniscono i nostri protagonisti sono i SAMCRO e operano a Charming, in California.
I Sons of Anarchy vennero fondati negli anni '60 ad opera di John Teller e Piermont “Piney” Winston, ma alla morte del primo il comando fu assunto da Clayton “Clay” Morrow. Clay in seguito sposò la moglie di Teller ed adottò suo figlio Jackson “Jax”. Sotto il comando di Clay il club prese una direzione diversa da quella voluta da Teller ed in parte dallo stesso vaticinata. Infatti i Sons of Anarchy diventano sempre più violenti ed il club usa il traffico d'armi per sostenersi economicamente. Jax scoprendo per caso il manifesto originale dei Sons of Anarchy entra in un conflitto non dichiarato con il padre adottivo Clay e con uno dei suoi consiglieri più spietato Alex “Tig” Tragger.
Jax tenta infatti di trovare forme di sostentamento legali per l'attività e cerca inoltre di giungere a soluzione dei problemi senza necessariamente ricorrere alla forza. Questi differenti modi di agire pero' appaiono a Clay, ma anche agli ignari membri del club, come un tentativo di Jax di ambire al ruolo di presidente del club. In questo suo tentativo e' inoltre indotto moralmente dal ritorno in paese di una suo vecchio amore la dottoressa Tara Knowels. Tara aveva infatti lasciato il paese natale proprio per allontanarsi da Jax e dalla strada violenta che lui aveva intrapreso.
All'interno del club e in quello che si potrebbe definire il consiglio d'amministrazione Jax trova il sostegno di Piney ed il figlio di lui, nonché amico d'infanzia di Jax Harry “Opie” Winston. Altri membri del consiglio che si pongono i maniera neutrale nei contesti di votazione sono Robert “Bobby Elvis” Munson, Filip “Cibs” Telford e Juan-Carlos “Juice” Ortiz..
Assoluta protagonista, ma posta al di fuori del club e' Gemma madre di Jax e moglie di Clay. Sara infatti lei a coartare più volte sia Clay che Jax perché le cose vadano per il meglio della “famiglia”. Altro personaggio principale dalla parte del club e' lo sceriffo Wayne Unser.
Tra gli antagonisti abbiamo il vice sceriffo Tayler Sheridan che collaborerà più volte con l'agente June Stahl, personaggio alquanto controverso, mentre sul fronte criminale i vari nemici sono gli altri gruppi che si vogliono spartire il traffico di armi o che non accettano di farsi comandare dai Samcro.
Non mi pare il caso di dilungarmi sugli aspetti della trama poiché essendo i protagonisti fondamentalmente dei criminali vi sarà facile intuire il tipo di avventure che li attendono e con questo capire se il genere può essere di vostro gradimento. Come in molte di queste serie tv proposte dai vari network americani e' assai difficile distinguere tra il bene e il male; lasciandoci diverse questioni morali aperte.
Le prime due serie sono ambientate esclusivamente a Charming ed in altri piccoli paesi vicini anche se molti degli eventi si sviluppano all'interno di ambienti chiusi. Il genere di imprese nelle quali si affaccendano i vari personaggi, diciamo che non sono proprio da mettere in atto alla luce del sole(!) La terza serie è per buona parte ambientata nell'Irlanda del Nord, per la precisione Belfast.
Quello che sicuramente non sopporto e' lo slittamento di genere, si parte in questo caso da un “crime drama” per poi cadere nella soap opera. Passaggio che a mio parere c'è anche ne I Soprano quando gli autori finiscono per psicoanalizzarci! Ritornando ai Sons of Anarchy non credo infatti che guarderò la quarta serie, ma con questo non voglio dire che non sia una bella serie tv, tutt'altro!

mimmotron

 
Di mimmotron (del 15/10/2012 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 357 volte)
Titolo originale
Person of Interest
Produzione
USA 2011
Episodi / Durata
25 / 43 Minuti

Ho iniziato a guardare Person of Interest per due ragioni molto semplici, oltre ad essere frutto di un soggetto di J.J. Abrams uno dei protagonisti e' Michael Emerson. Attore che mi ha conquistato con la sua magistrale interpretazione di Benjamin Linus in Lost. Questo e' stato per me sufficiente per iniziarne la visione e devo dire che non mi sono sbagliato, almeno per i miei gusti. Dopo diverse serie, vedi Lost, Fringe, ma anche la sgradevole Alcatraz avevo proprio voglia di guardare una serie dove l'azione la facesse da padrona. Ero un po' stufo di impantanarmi in inutili sofismi. Harold Finch (Michael Emerson) e' l'inventore di un sistema informatico che ispirandosi al Patriot Act, legge realmente entrata in vigore negli Stati Uniti inseguito all'attacco alle Torri Gemelle, e' in grado di controllare tutte le comunicazioni. Questo sofisticato sistema venne progettato da Finch per prevenire attentati terroristici, ma quando si rese conto che le autorità statunitensi lo utilizzavano solo per probabili attacchi al Paese, lasciando cadere nel vuoto gli avvisi che denunciavano reati comuni, decise di intervenire. Non ci viene mai chiarita durante le varie puntate la ragione che scatena questa decisione, per cui non mi avventuro in congetture.
Finch e' pero' un intellettuale (molto ricco) e ha quindi bisogno di qualcuno che lo aiuti a “togliere le castagne dal fuoco”. Servendosi della sua preziosa macchina seleziona John Reese interpretato da James Caviezel. Reese e' un agente della CIA che l'agenzia credeva ormai morto essendo la stessa la mandante del suo tentato omicidio. Come Finch convince Reese a collaborare con lui e' un dettaglio sul quale non mi dilungo. Preferisco descrivervi altri due fondamentali protagonisti, ovvero Joss Carter (Taraji P. Henson) e Lionel Fusco (Kevin Chapman). Entrambi sono dei detective della polizia di New York solo che mentre la prima, Carter e' integerrima il secondo e' un poliziotto corrotto. Con la Carter sia Fitch che Carter preferiscono collaborare, mentre Fusco viene inizialmente “usato”. Non credo che vi toglierò il piacere di guardare questa serie dicendovi che al termine della stessa vedremo un Fusco redento.
Un ruolo centrale nella varie puntate lo conserva sicuramente la “macchina”. In pratica, analizzando tutte le comunicazioni, che sempre più al giorno d'oggi viaggiano su reti telematiche ed incrociando i vari dati il computer fa avere al terminale di Fitch un numero di previdenza sociale. Negli Stati Uniti ogni cittadino ha un suo numero che lo identifica, in pratica molto simile al nostro codice fiscale, ma quello che la macchina non dice e' se la persona coinvolta sarà la vittima o il carnefice. Semplicemente comunica ai nostri che la persona indicata verrà coinvolta in un atto criminoso. Diciamo che questa e' la parte più romanzata, ma come detto niente di misterioso, si tratta solo di intercettazioni. Dopo di che si entra in azione ed il nostro Reese che sia con le mani che con le armi ci sa davvero fare. Nell'aiutare la vittima non uccide mai il colpevole a meno che non debba salvare la propria vita o quella di altre persone coinvolte. Questo per una sua etica “professionale”.
Come detto avevo proprio voglia di vedere una serie dove i problemi si risolvessero alla vecchia maniera, ovvero con una bella scazzottata.
Dopo aver ottenuto dei buoni ascolti e' stata confermata la realizzazione di una seconda stagione.

mimmotron

 
Di Namor (del 14/09/2012 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 409 volte)
Titolo originale
Femme Fatales
Produzione
USA 2011
Episodi / Durata
13 / 25/30 Minuti

13 donne, tanto attraenti quanto pericolose, sono le protagoniste dei 13 episodi che compongono la serie tv di produzione americana “Femme Fatales”. Ogni puntata é strutturata con storia e personaggi diversi, nella quale ognuna di queste bellissime donne dotate di fascino e astuzia, riesce ad avere la meglio sull’arrogante stoltezza del genere maschile.
Del cast non fanno parte attori di rilievo, non c’era motivo, considerato che la recitazione è affidata più ai fisici statuari delle protagoniste, che si cimentano in svariate performance ad alto tasso erotico soft, che ai dialoghi o interpretazioni degni di tale nome! Ad ogni modo la serie è piaciuta, tant’è vero che hanno realizzato una seconda stagione per chi predilige questo esclusivo abbinamento: sesso/ crimine, dote che contraddistingue questa particolare serie dalle altre.
Per quanto mi riguarda, questa particolare caratteristica, in alcuni episodi è anche piacevole da vedere, ma alla lunga stanca un po’, soprattutto in alcune puntate dotate di una trama senza alcuna originalità. Se togliamo il primo e gli ultimi due episodi che sono senza dubbio i più interessanti, direi che si tratta di una serie sufficientemente scarsa per evitarne la visione ed orizzontarsi su qualcosa di più meritevole…

Namor

 
Di Namor (del 06/09/2012 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 331 volte)
Titolo originale
Alcatraz
Produzione
USA 2012
Episodi / Durata
13 / 45 Minuti

“Il 21 marzo 1963, a causa dei crescenti costi e del degrado delle sue strutture, Alcatraz chiuse i battenti e tutti i detenuti vennero trasferiti in altri istituti di pena. Questo secondo la versione ufficiale, non fu così in realtà.”
Questa promettente prefazione vocale, ci introduce alla visione dei 13 episodi di “Alcatraz”, serie Tv Statunitense creata da E.Sarnoff, S.Lilien , B.Wynbrandt e co-prodotta da J.J. Abrahams . Nel cast figurano Sam Neil, Sarah Jones, Parminder Kaur Nagra, Jorge Garcia (Hurley di Lost), ed il premio Oscar Robert Forster.
La trama si evolve nei continui flashback tra presente e passato, mostrandoci la vita carceraria dei pericolosi detenuti di Alcatraz, ora ritornati in libertà a distanza di quasi 50 anni, per ricommettere altri efferati crimini utilizzando sempre lo stesso modus operandi di allora. All’agente dell’F.B.I. Emerson Hauser (Sam Neil) è affidato il compito di fermare l’arrivo di questi brutali criminali a S.Francisco. A malavoglia Hauser, dovrà incaricare anche la detective Rebecca Madsen (Sarah Jones), la quale, durante un indagine, rinviene un’impronta appartenente ad un famoso criminale che però, risulta morto da oltre 50 anni nel carcere di Alcatraz. A questa stranezza si aggiunge anche il fatto che i detenuti arrestati per la seconda volta, nel frattempo, non sono invecchiati di un solo giorno, mantenendo la stessa età anagrafica, del periodo di detenzione, nonostante il tempo trascorso. (rimanendo giovani come lo erano nel periodo di detenzione) A fiancheggiare Rebecca, per risolvere l’intricato mistero, vi è anche il prezioso apporto del Dottor Diego Soto (Jorge Garcia), che conosce a menadito tutti i segreti dei detenuti di Alcatraz.
I requisiti per essere una buona serie TV di discreto successo c’erano tutti; la serie é composta da un cast di livello pregevole, la trama fantasy-fantascientifica é decisamente accattivante, ottimo anche lo spunto di adattarla sul penitenziario più famoso del mondo. Invece dopo un buon avvio in patria, gli ascolti son calati vertiginosamente, fino alla drastica decisione di annullare le seguenti stagioni. In pratica, è una serie ghigliottinata anzitempo, seguirla non ne vale la pena, considerato che il finale delle tredici puntate, offre il preludio per la stagione successiva, senza sciogliere l’enigma di quel che avvenne ad Alcatraz nel lontano 1963.
Tra le tante serie annullate per mancanza di ascolti, questa é sicuramente una di quelle che meritava un’altra chance.

Namor

 
Di Miryam (del 02/07/2012 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 474 volte)
Titolo originale
Misfits
Produzione
Regno Unito 2009
Episodi / Durata
6 / 45 Minuti

Cinque teenager, Nathan, Simon, Kelly, Curtis e Alisha, sono stati condannati per piccoli reati e per scontarli, vengono costretti a svolgere lavori socialmente utili presso un Community Center.
Durante il primo giorno di lavoro vengono investiti da uno strano temporale che dona loro dei super poteri. Anche Tony, l’assistente che ha il compito di sorvegliare i ragazzi, viene colpito, purtroppo però questi strani poteri lo trasformano in un individuo aggressivo e violento, così i cinque “amici” per non soccombere durante un suo violento attacco, si vedono costretti ad ucciderlo.
Nel frattempo, in svariate circostanze, i ragazzi si rendono conto di possedere dei poteri: Kelly (Lauren Socha) diventa telepatica, Curtis (Nathan Stewaet-Jarrett) può mandare indietro il tempo, Alisha (Antonia Thomas) scatena interesse sessuale con il solo contatto, Simon (Iwan Rheon) può diventare invisibile mentre Nathan (Robert Sheehan), il più esaltato del gruppo, non riesce a capire il suo potere fino all’ultimo degli episodi che, non sto a dire per non togliere al pubblico la sorpresa. Pian piano i ragazzi cominciano a convivere con quei particolari poteri, scoprendo che però non sono stati gli unici a subire queste insolite trasformazioni, anzi devono anche fare attenzione ad una ragazza che, ha ricevuto la capacità di controllare le menti e anche alla nuova assistente sociale Sally, la fidanzata di Tony, che vuole vederci chiaro sull’improvvisa sparizione di questi, tant’è vero che comincia ad avere dei sospetti su questi teppistelli.
Misfits”, diretta da Tom Green e Tom Harpeb, è una serie televisiva del 2009 di produzione inglese ideata da Howard Overmann per il Network E4, si è subito imposta ai BAFTA, gli Oscar inglesi della tv, vincendo il premio come miglior serie drammatica. La serie è stata abbastanza criticata per i suoi contenuti un po’ all’estremo, in effetti è molto trasgressiva, vengono messi in risalto vari problemi dell’adolescenza legati alla droga, all’alcool, al sesso e all’arroganza, soprattutto non c’è voglia da parte dei ragazzi di cercare di condurre una vita diversa da quella che fanno, anzi sono contenti del loro comportamento che certo non è un buon esempio da seguire!!
Nonostante tutto ciò, la serie ha ottenuto un certo successo infatti sono state prodotte altre due serie, questa non mi è dispiaciuta, non è detto che non guarderò anche le prossime, la curiosità di vedere come procede il super potere di Nathan…mi desta non poco interesse!!

Miryam

 
Di Miryam (del 28/05/2012 @ 05:00:00, in serie tv, linkato 525 volte)
Titolo originale
Hard
Produzione
Francia 2009
Episodi / Durata
6 / 25 Minuti

Hard è una divertente miniserie prodotta da Canal Plus, si divide semplicemente in sei episodi di circa trenta minuti ciascuno.
La fiction racconta la storia di Sophie (Nathacha Lindinger), una giovane donna di quarant’anni, molto bigotta che ha lasciato la professione di avvocato, per dedicarsi interamente alla famiglia e soprattutto per seguire i suoi due figli. Rimasta improvvisamente vedova, viene messa al corrente dalla suocera del vero lavoro di suo marito, cioè, tutti quei soldi che le avevano permesso di avere un alto tenore di vita, altro non provenivano che dalla produzione di film porno, infatti il suo caro consorte gestiva una casa di produzione pornografica, la “ Soph’x”. Per evitare la bancarotta e non perdere la casa, assicurando un futuro dignitoso ai suoi figli, decide suo malgrado di prendere in mano le redini dell’azienda. Il divertimento nasce proprio dalla titubanza della donna che si deve addentrare in un mondo a lei sconosciuto, deve imparare tutte le terminologie che si devono sapere per questo nuovo lavoro. Nonostante l’imbarazzo iniziale, e qualche fuga dai vari set, Sophie riesce comunque a destreggiarsi bene in quel mondo, prendendo man mano dimestichezza, non solo, quando ormai sembrava che la casa produttrice fosse sull’orlo del fallimento, ecco che grazie anche all’aiuto della sua amica avvocato, riesce persino ad inventarsi una nuova fonte di guadagno per risollevare la ditta. Nel giro di poco, Sophie riesce a diventare un’ imprenditrice di tutto rispetto, trovando persino l’amore in Roy (Francois Vincentelli), l’attore hard più richiesto del momento, per il quale lei ne va pure fiera!!
La serie “HARD”, è stata scritta e diretta da Cathy Verney, alla quale è stato consegnato il premio per la miglior regia in concorso all’ultimo Roma Fiction Fest. Bisogna dire che la serie pur trattando un tema legato alla pornografia, riesce ad essere “casta”, in quanto non si vede nulla di sconcio o volgare, al massimo qualche tetta!! Tutto il resto è legato all’immaginazione. I miei complimenti vanno anche all’attrice, una bellissima donna, che ha saputo dare al suo viso delle espressioni divertenti e sbigottite, mentre si addentrava in quel mondo che lei ha sempre considerato un tabù.
Tutto sommato, una volta messo a letto i bambini, consiglio di darci un’occhiata, e aspettare perché no, la seconda serie che sembra già in produzione, del resto, come andrà la nuova fonte di guadagno di Sophie? Staremo a vedere!!

Miryam

 
Di Namor (del 01/04/2012 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 267 volte)
Titolo originale
Camelot
Produzione
USA, Regno Unito, Irlanda, Canada 2011
Episodi / Durata
10 / 60 Minuti

Dopo aver assassinato il proprio padre Re Uther (Sebastian Koch), la legittima erede Morgana (Eva Green) pregusta la corona che finalmente, la consacrerà Regina, dopo esser stata esiliata per lungo tempo dal suo regno. Ad ostacolare la sua bramosia di potere, sarà il potente mago Merlino (Joseph Fiennes), che vede l’ascesa al trono dell’ambiziosa Morgana, come una funesta sventura per tutto il reame. Per fermare la sua incoronazione, Merlino riporta a corte Arthur (Jamie Campbell Bower), il fratellastro di Morgana, anch’esso vissuto in gran segreto lontano dal suo regno e sarà proprio in quella circostanza che Arthur verrà incoronarlo quale nuovo Re di Camelot.
Ha così inizio una difficile battaglia basata su sporchi intrighi e malvagi imbrogli tra il mago e la strega, per determinare chi, tra i due fratellastri sarà la persona destinata a governare sul nuovo regno.
Son bastati 10 episodi della prima serie, per far naufragare definitivamente il progetto “Camelot”, basato sui romanzi fine 1400 di Thomas Mallory.
Con una nuova rivisitazione degli eventi e dei personaggi, “Camelot” ambiva a trovare il suo spazio nell’elite delle serie TV con lunga longevità televisiva, un progetto non riuscito, poiché la casa produttrice, la Starz si è vista costretta a cancellare la seconda serie a causa dello scarso consenso del pubblico. Le modifiche attuate per lo svolgimento della trama (molto distante da quella a noi più conosciuta), non ha di certo entusiasmato, anzi in più occasioni la noia ha preso il sopravvento sull’iniziale entusiasmo dei primi episodi. A niente son servite le presenze di attori di buona levatura come: Joseph Fiennes, Jamie Campbell Bower e Eva Green, per innalzare qualità e coinvolgimento della serie. Così come i quattro registi: Mikael Salomon, Ciaran Donnelly, Jeremy Podeswa e Stefan Schwartz, che hanno preso parte nella direzione di questo clamoroso buco nell’acqua!

 Namor

 
Di Namor (del 02/03/2012 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 295 volte)
Titolo originale
Terra Nova
Produzione
USA 2011
Episodi / Durata
11 / 45 Minuti

Siamo nel 2149, la sovrappopolazione e l’inquinamento atmosferico stanno lentamente ed inesorabilmente facendo collassare il pianeta Terra. Gli scienziati durante alcuni esperimenti scoprono una frattura spazio temporale, in grado di trasportare le persone verso una terra preistorica grazie all’utilizzo di un portale. Sulla nuova terra promessa denominata Terra Nova, vengono inviate periodicamente pellegrinaggi per rendere vivibile il nuovo pianeta, già abitato da molteplici specie di animali e vegetali pericolosi. Le minacce su Terra Nova, non provengono solamente dai dinosauri e piante pericolose, ma anche da un gruppo di umani ribelli conosciuti come i Sixter, i quali, hanno interesse ad ostacolare i buoni propositi di sviluppo della nuova comunità amministrata dal comandante Taylor (Stephen Lang) e dai suoi soldati. Con il decimo convoglio di persone inviate su Terra Nova, viaggia la famiglia Shannon composta da Jim (Jason O’Mara) la moglie dottoressa Elisabeth (Shelley Connon) ed i loro tre figli Josh, Maddy e la piccola Zoe. Proprio quest’ultima è la causa dei problemi che Jim ha avuto sulla Terra nel 2149, poiché, a causa della sovrappopolazione, non era concesso avere più di due figli per famiglia, violando tale regola Jim viene rinchiuso in carcere per poi evadere è scappare con la famiglia su Terra Nova, ove grazie alla sua arguzia si insidierà ricoprendo il suo precedente ruolo da poliziotto.
Prodotto da Steven SpielbergTerra Nova” è una serie TV fantascientifica, ove la famiglia Shannon funge come una sorta della famiglia della piccola Flo, protagonista della serie animata “Flo, la piccola Ronbinson”.
Una peculiarità che tende a far visualizzare i due lati della medaglia: la prima negativa, fa risultare la serie troppo melensa per il soggetto a cui si ispira, un dosaggio minore della famiglia Shannon, non avrebbe guastato affatto per rendere più avvincibile la serie. La seconda, se vogliamo potrebbe essere positiva, visto che le vicende della famiglia Shannon, non faticheranno certo a trovare ampi consensi da un pubblico più adolescenziale.
Per quanto riguarda il cast e gli effetti speciali usati per dar forma ai dinosauri, sono accettabili visto che si tratta di un prodotto televisivo, anche se i mezzi (auto e moto)usati su Terra Nova, sono davvero inguardabili. Una serie che si lascia vedere ma non entusiasma come dovrebbe, visto lo zampino di Spielberg era lecito aspettarsi un qualcosina di più!

Namor

 
Di Angie (del 21/11/2011 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 346 volte)
Titolo originale
The Event
Produzione
USA 2010
Episodi / Durata
22 / 43 Minuti

Durante un viaggio in crociera Leila (Sarah Roemer) una giovane ragazza, viene misteriosamente rapita. Sean (Joson Ritter), il suo fidanzato, che lavora come programmatore di videogames, inizia una disperata ricerca per ritrovarla ma, per gli inquirenti è lui il primo indiziato. Sarà proprio Sean, il protagonista principale di questa fiction, che fin dall’inizio del primo episodio si troverà coinvolto in una oscura cospirazione e a combattere con una serie di eventi, che lo porteranno involontariamente a scoprire il più grande insabbiamento della storia degli Stati Uniti. Intanto alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti, Elias Martinez (Blair Underwood), decide di far chiudere una prigione segreta sul Monte Inostranka, in Alaska, dove vi sono segregati illegalmente da 66 anni, 97 prigionieri, guidati dalla loro leader Sophia Maguire (Laura Innes), di cui non si sapeva la loro provenienza e le loro intenzioni. Il presidente si ritrova alle prese con delle scottanti verità: la presenza di altri extraterrestri sul suolo americano detti “dormienti” . Tutto ciò crea un grande scompiglio e i rapporti tra i dormienti e lo staff della Casa Bianca diventano sempre più tesi. Le due vicende, la scomparsa di Leila e la presenza di questi “dormienti” tra gli esseri umani, apparentemente lontane che, sembrano scollegate fra loro, hanno in realtà un evento in comune. Quale? E cos’è l’Evento?
“The Event”, questa nuova fiction prodotta dalla NBC e creata da Nick Wauters, si presenta come un grande thriller cospirativo ricco d’azione, di misteri e colpi di scena. La prima stagione composta da 22 episodi, viene paragonata alla famosissima serie di “Lost” per i suoi flashback, di cui si fa molto uso nel primo episodio e, per alcuni frammenti di fantascienza. Ho trovato soddisfacente anche tutto il cast.
Personalmente la sua visione non mi è dispiaciuta, la sceneggiatura con cui viene costruita l’intreccio della storia è accattivante, inoltre l’uso dei flashback, che riportano a vedere le scene anche più volte, ci aiutano a raccapezzarci catturando così l’attenzione del pubblico, intento al susseguirsi dei nuovi eventi per scoprire tutte le misteriose origini di ogni singolo personaggio. Chi è il vero alieno? E chi è il vero umano?
In conclusione è una serie molto variegata sotto il profilo psicologico, adatto a tutti: amanti del thriller, del giallo e agli appassionati della fantascienza, tutti elementi che riescono a conquistare e a tenere incollato allo schermo gran parte degli spettatori.
Sono del parere che merita darci un’occhiata, con la raccomandazione di seguire attentamente soprattutto i primi episodi per capire meglio la storia, vi posso assicurare che non vi annoierete.

Angie

 
Di Namor (del 28/10/2011 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 570 volte)
Titolo originale
Spartacus - Blood and Sand
Produzione
USA 2010
Episodi / Durata
13 / 53 Minuti

Dopo il suo arruolamento nella legione romana, in marcia contro la tribù dei rivoltosi Geti, il Trace Spartacus (Andy Whitfield), disobbedisce ad un diretto ordine del Legato Gaio Claudio Gabro. Per tale insubordinazione, l’irrequieto Trace, viene fatto prigioniero con la sua sposa Sura (Erin Cummings) ed entrambi saranno venduti come schiavi a diversi acquirenti. Spartacus viene condotto a Capua e venduto a Quinto Lentulo Batiato (John Hannah), un tenutario di una famosa palestra di gladiatori, che in breve tempo trasformerà il guerriero Spartacus, nel campione di Capua. Le promesse non mantenute e gli inganni perpetrati ai danni del Trace, metteranno fine ai loschi intrighi di potere del suo padrone, con la famosa rivolta finale del glorioso gladiatore.
La serie “Spartacus - Blood and Sand” creata e prodotta da Steven S. DeKnight è composta da 13 episodi da 53 minuti l’uno, girati in Nuova Zelanda. La grafica visiva di “300” abbinata ad una impostazione narrativa molto audace, fanno di questa serie un valore aggiunto che la differenzia da tutte le altre.
A cominciare dai combattimenti tra i Gladiatori svolti con ferocia nelle arene, nelle quali non si lesinano amputazioni di arti con spargimenti di sangue, così come ferite con la fuoriuscita di organi interiori. Altra anomalia per una serie Tv, è il nudo integrale che gli attori sia maschili che femminili mostrano senza alcuna reticenza, così come il sesso soft, impiegato dai protagonisti nel corso di questa entusiasmante serie televisiva.
A fare da contro altare, vi sono il deplorevole doppiaggio italiano che ha italianizzato i nomi in latino dei protagonisti e, l’infausta scomparsa per un grave linfoma non Hodgkin del carismatico protagonista Andy Whtfield. Chi come me, avrà avuto modo di apprezzare questa serie, di sicuro starà trepidando in attesa della sua seconda stagione. Nel frattempo chi non l’avesse vista, può sempre virare sulle sei puntate del prequel: “Spartacus – Gli dei dell’arena”. Realizzata in attesa del ristabilimento di A.Whitfield, che purtroppo non è avvenuto.

Namor

 
Di Namor (del 14/10/2011 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 380 volte)
Titolo originale
Persons Unknwon
Produzione
Usa 2010
Episodi / Durata
13 / 42 Minuti

Dopo esser stata rapita mentre era al parco con la figlia, la proprietaria di un asilo nido di S.Francisco Janet Cooper (Daisy Betts), si risveglia in una camera di un albergo di periferia. Presa dal panico per l’inconsueta situazione Janet, si accorge che la porta della stanza è chiusa a chiave, negandogli la via d’uscita. Nel mentre, dal corridoio giunge una voce maschile che gli indica di aprire il cassetto del comodino è prendere la chiave della porta che si trova all’interno di una bibbia. Una volta uscita sul pianerottolo, con suo stupore, nota altre persone in stato confusionale che fuoriescono dalle loro camere, chiedendosi dove si trovino e chi siano gli altri occupanti. Fatto il punto della situazione, gli 8 sequestrati si organizzano per far ritorno alle loro case, ma i sofisticatissimi sistemi di sicurezza istallati nel perimetro del paese, rendono vano ogni tentavo di scappare dalla città fantasma .
Un ristorante cinese, con tanto di personale asiatico ed un portiere d’albergo molto ambiguo, sono le uniche persone con cui avranno contatti durante la loro forzata detenzione. Ogni movimento o parola che essi effettueranno, sarà visionata da centinaia di telecamere poste in tutta la città, per studiare e all’occorrenza manipolare gli obbligati residenti, ai voleri dei loro carcerieri.
Mentre il giornalista ed ex marito di Janet, cerca di far luce sulla sua misteriosa è improvvisa sparizione, viene a scoprire che ad architettare il tutto è una pericolosa organizzazione segreta, votata ad analizzare il comportamento delle persone. Portare alla luce l’incredibile faccenda non sarà una impresa facile per l’investigatore-cronista, così come la fuga dalla città fantasma per i temporanei abitanti, sempre più sospettosi gli uni verso altri.
Persons Unknwon” suddivisa in 13 episodi è una serie televisiva ideata dal regista e sceneggiatore Christopher McQuarrie, autore dell’ottimo film “I soliti sospetti”, con cui vinse l’Oscar come miglior sceneggiatura originale nel 1995.
La serie, per contenere i costi, è stata girata in tre nazioni: Stati Uniti, Messico e Italia, un’operazione che non ha minimamente intaccato la buona riuscita della serie, tranne poche sbavature tecniche rimediabili in un’ eventuale seconda stagione. Il desiderio del produttore i sarebbe, bisogna solo vedere se vi sono network televisivi pronti ad acquisirne i diritti, visto che gli ascolti sono stati molto deludenti.
Non sarà una delle migliori serie tv viste, ma neanche la peggiore, coloro che come me l’avrà vista, vorrà sicuramente accedere al livello successivo per seguirne gli eventi.

Namor

 
Di mimmotron (del 16/09/2011 @ 05:00:00, in Serie tv, linkato 422 volte)
Titolo originale
The Mentalist
Produzione
USA 2008
Episodi / Durata
70 / 45 Minuti

Con il mio amico Darth spesso ci troviamo a dissertare sulle svariate serie TV che vengono proposte nei numerosi palinsesti. Sapendo che seguo Lie to Me mi ha consigliato la visione di The Mentalist. Le due serie hanno molto in comune com'è facile intuire minori sono le diversità, ma andiamo con ordine. Userò questo sistema del confronto poiché grazie a questo metodo, utilizzato da Darth nel propormi The Mentalist, ho iniziato a guardare questa serie.
Cominciamo dalle affinità. Entrambi i protagonisti collaborano in veste civile con la polizia nelle indagini che in The Mentalist sono sempre legati ad un omicidio. Entrambi usano la capacità di analizzare ogni più piccolo dettaglio e di elaborarlo secondo delle teorie legate alla psicologia umana e qui abbiamo la prima sostanziale differenza. Mentre il protagonista di Lie to Me, il dr. Lightman, è uno studioso esperto del linguaggio del corpo, disciplina realmente osservata, per Patrick Jane è semplicemente una dote naturale. È fuori dubbio che le osservazioni che fa Patrick Jane hanno un fondamento nella logica umana e nei suoi comportamenti (deduzione, mentalismo, ingegneria sociale), ma alcune volte sono eccessivamente forzate. Tolto che si tratta di due serie TV e che per cui non ci si può aspettare troppa aderenza con la realtà, Lie to Me ci lascia intendere che la comprensione dei diversi comportamenti sia frutto di studi mentre in The Mentalist è tutto molto empirico, basato esclusivamente sull'estro del protagonista. Questo è sicuramente un fattore che ci può far preferire una serie anziché l'altra.
Entrambi i protagonisti sono affiancati da una donna, in The Mentalist, Teresa Lisbon, è un poliziotto a capo di una squadra investigativa. Nelle prime puntate quest'ultima sembra diffidare molto delle capacità d'analisi di Patrick Jane, ma con il tempo gli darà tutta la sua fiducia. Questa prudenza derivava probabilmente dalla precedente professione di Patrick Jane, ovvero il falso sensitivo. Professione che praticava fino a quando un serial killer, John il Rosso, da lui sbeffeggiato pubblicamente in una trasmissione televisiva non gli ucciderà, come ritorsione, la moglie e figlia.
Gli altri personaggi presenti in tutte le puntate sono gli agenti Kimball Cho, Wayne Rigsby e Grace Van Pelt. Questa è un altro punto che genera un'evidente differenza tra le due serie. Mentre in The Mentalist l'azione è corale (anche se poi il punto di chiusura delle indagini lo individua sempre Patrick Jane) in Lie to Me tutto o quasi dipende dal dr. Lightman. Non dimenticando però che il dr. Lightman è interpretato da un mostro del cinema, Tim Roth, forse non facilmente iscrivibile in una serie TV “corale”.
Non mi soffermo mai nelle mie recensioni sui protagonisti al di fuori di quello che è il ruolo interpretato, ma questa volta non posso esimermi dal evidenziare il sorriso di Patrick Jane (Simon Baker). Ha un che di rassicurante anche per il telespettatore.
Nel complesso come avrete già dedotto è una serie TV che mi è piaciuta molto e che consiglio in particolar modo a chi ama i polizieschi che usano un metodo d'indagine non convenzionale.

mimmotron

 
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