BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Angie (del 17/06/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 25 volte)
Titolo originale
The Great Gatsby
Produzione
Australia - USA 2013
Regia
Baz Luhrmann
Interpreti
Leonardo DiCaprio, Tobey Maguire, Carey Mulligan, Joel Edgerton, Isla Fisher.
Durata
142 Minuti
Trailer

Dopo la famosa versione sceneggiato da Coppola con il protagonista Mr. Redford, ecco nuovamente sullo schermo in 3 D “Il Grande Gatsby” con il grande Leonardo Di Caprio diretto da Baz Luhrmann il famoso regista di “Moulin Rouge” e “Romeo e Juliet”.
Nick Carraway (Toby Maguire)e un giovane promettente agente di borsa che aspira a diventare scrittore, lasciato il Midwest Americano, arriva a New York nella primavera del 1922, un epoca in cui regna la dubbia moralità, la musica yazz e la delinquenza. Dopo aver preso in affitto una modesta casa vicino ad un castello, Nick scopre di avere come vicino un misterioso e affascinante milionario a cui piace organizzare feste a cui tutta la città partecipa senza invito. Nessuno degli invitati lo conosce e nessuno lo ha mai visto, di lui se ne conosce solo il nome: Jay Gatsby!
Sulla sponda opposta della baia vi è una lussuosa dimora ove vive la cugina di Nick, Daisy (Carey Mulligan) con il marito Tom Buchaman (Joel Edgerton), un ricco giocatore di football con forte indole da libertino. Nick un giorno si vede recapitare un biglietto d’invito da Gatsby a una delle sue tante feste, un’ occasione unica per conoscere finalmente il suo sfuggente vicino. Una volta instaurata l’amicizia con Gatsby, Nick si trova catapultato nell’accattivante mondo dei super-ricchi con le loro illusioni, amori, inganni e sogni proibiti. In seguito Nick verrà a conoscenza del vero motivo perché Gatsby ha acquistato quel lussuoso palazzo proprio in quella baia e tutti i suoi vecchi segreti nascosti dietro la facciata dei lussi e degli agi.
L’australiano Baz Luhurmann dirige e produce la quarta trasposizione cinematografica del celebre romanzo ”Il Grande Gatsby” di Francis Scott-Fitzgerald.
Il film ambientato nei ruggenti anni ’20, inizia con i dialoghi della voce narrante di Nick che, ci presenta la figura chiave del “Grande Gatsby”, un ex gangster divenuto miliardario per riconquistare la sua adorata Daisy, la ragazza da lui amata cinque anni prima e che non riesce a dimenticare. Nick lo descrive come un uomo circondato da centinaia di amici ma, che in realtà vive e si sente da solo. Solo anche a rincorrere il suo sogno d’amore, forse irraggiungibile con Daisy: una donna frivola e superficiale, che non ha saputo aspettarlo, ed è ora prigioniera di un matrimonio senza amore che non ha il coraggio di porre fine, se non nel modo più semplice e proficuo per lei. Gatsby viene ritratto come un sognatore, un visionario capace di vedere una luce verde illuminare all’imbrunire il cielo dall’altra parte della baia dove abita la sua amata.
Una luce come meta….. e credeva in quella luce….. per lui era la speranza di coronare il suo sogno d’amore, alla quale aveva costruito tutta la sua estrosa esistenza.
Una frase, più di tutte significativa che mi ha colpito è quando Nick pronuncia alla fine a Gatsby : “Tu vali da solo molto di più di quanto possono valere tutti quanti loro”. Infatti Nick è stata l’unica persona che sia riuscita davvero a capire l’animo del misterioso Gatsby, ed è l’unico ad avere avuto un vero contatto d’amicizia con lui.
Alcuni lo hanno criticato per via dell’esagerato sfarzo iniziale ma, per quanto me ne possa intendere io è un ottimo film, l’ho trovato interessante nella trama, nella spettacolare scenografia, così come i costumi e le interpretazioni dei protagonisti. Infatti grande performance di tutto il cast, in modo particolare Di Caprio che non delude mai e si riconferma ancora una volta un attore eccezionale.
Il finale che lascia un po’ l’amaro in bocca ma, la storia è emozionante e toccante, per cui ritengo che la pellicola merita di essere visionata.

Angie

 
Di Namor (del 10/06/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 65 volte)
Titolo originale
Only God Forgives
Produzione
Francia - Danimarca 2013
Regia
Nicolas Winding Refn
Interpreti
Ryan Gosling, Kristin Scott Thomas, Tom Burke, Vithaya Pansringarm, Yaya Ying.
Durata
90 Minuti

Julien, (Ryan Gosling) ufficialmente gestisce una palestra di lottatori di Thay Boxe a Bangkok, ma la sua vera attività é dedita al traffico di droga, commercio di cui l’autoritaria madre Jenna, è a capo, dirigendolo dalla sua base negli Stati Uniti. Il fratello Billy (Tom Burke) anch’egli a Bangkok, decide di metter fine alla sua insofferenza, stuprando e uccidendo una prostituta minorenne e tale gesto, viene prontamente pagato con il sangue dello stesso assassino, per mano del padre della giovane lucciola. A motivare il disperato genitore nel compiere la sua dovuta vendetta, é il silenzioso Chang (Vithaya Pansringram) un ex poliziotto in pensione armato di Katana e di una alta etica morale. La perdita del primogenito addolora e fa infuriare Jenna (Kristin Scott Thomas), che giunta a Bangokok esige lo sterminio immediato di tutti i responsabili della morte del suo prediletto Billy. Il succube Julien, non può sottrarsi al volere della madre, sa che dovrà attivarsi e portare a termine l’incarico in ogni caso, anche a costo di percorrere lo stesso infausto destino del fratello.
Solo Dio Perdona - Only God Forgives” è il terzo film della coppia Winding Refn – Gosling, la stessa che ci esaltò con uno dei più bei titoli della scorsa stagione, il meritevole ed apprezzato “Drive”.
Vedendoli nuovamente insieme in una sinossi del genere, sinceramente mi aspettavo una pellicola che ripercorresse più o meno il cammino del precedente lavoro che fu, molto apprezzato da critica e pubblico e non un film dove si fa fatica a tenere gli occhi aperti… Per non addormentarmi ho dovuto cambiare posizione ogni dieci minuti! Questo, grazie anche ai dialoghi, che sono ridotti al minimo sindacale e le noiosissime performance al karaoke (rigorosamente cantate in cinese) dell’ex poliziotto con vocazione da magistrato.
Altra pecca da sopportare, (come se non bastassero le precedenti), é l’azione che si svolge lenta e priva di mordente, diretta da un personaggio che non ha nulla a che vedere con il tosto ed affascinante autista di “Drive”.
Il film, come si poteva prevedere, ha letteralmente diviso la critica in due fazioni opposte, io, come avrete capito ne sconsiglio la visione, in particolar modo a chi aveva apprezzato Gosling nel suo precedente titolo, visto che qui non ne esce molto bene a livello d’immagine. Ciò, grazie alle continue umiliazioni verbali di sua madre che gli rinfaccia addirittura (davanti alla sua compagna), di essere geloso del fratello perché aveva il membro più grosso del suo!
Le uniche note positive, sono le performance dell’orientale Pansringram nel suo personaggio, col suo particolare modus operandi e la incredibile trasformazione della soave Kristin Scott Thomas nell’inusuale ruolo della sboccata madre-boss.

Namor

 
Di Miryam (del 03/06/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 91 volte)
Titolo originale
Fire Whit Fire
Produzione
USA 2012
Regia
David Barrett
Interpreti
Josh Duhamel, Rosario Dawson, Bruce Willis, Vincent D'Onofrio, 50 Cent.
Durata
92 Minuti

Long Beach, Jeremy Coleman (Josh Duhamel) è un vigile del fuoco che ama il suo lavoro, ha molti amici, purtroppo nella vita non è stato molto fortunato in quanto ha perso la sua famiglia lasciando in lui un grande vuoto quando era ancora molto giovane. Una sera come tante, finito il suo turno di lavoro, si ferma in un negozio di alimentari gestito da un uomo con il figlio adolescente, suo malgrado si trova ad essere testimone dell’omicidio di questi due fatto per mano da uno spietato boss della zona, un certo Neil Hogan (Vincent D’ Onofrio che tutti ricordiamo come protagonista in Law and Order).
Jeremy, giocando d’astuzia, riesce a scampare all’aggressione e si reca subito alla polizia a denunciare l’accaduto. Logicamente testimoniando quello che aveva visto, il nostro pompiere viene inserito in un programma di protezione testimoni. Tutto ciò gli comporta un cambiamento di vita non indifferente, infatti viene trasferito sotto nuova identità a New Orleans dove si innamora di Talia Durham (Rosario Dawson), l’agente federale che si occupa della sua sicurezza assieme al collega Mike Cella ( Bruce Willis). Ormai è giunto il momento di testimoniare quando gli uomini di Hogan tentano di far fuori lui e Talia, ferendo quest’ultima e quando giunti in ospedale subiscono un altro agguato. Jeremy stanco di tutto ciò, torna a Long beach per farsi giustizia da solo iniziando così una caccia serrata al boss al fine di proteggere se stesso e la sua donna.
Fire With Fire”, è il primo lungometraggio del coordinatore di stunt e regista televisivo David Barrett (ha diretto serie tv come the mentalist e supernatural….) Nonostante il film abbia un buon cast, secondo il mio parere, non l’ho trovato soddisfacente. Ottima l’interpretazione di Duhamel, praticamente questo thriller drammatico gira intorno a lui e alla bella Dawson, mentre il ruolo di Willis l’ho trovato un po’ marginale, una presenza quasi anonima. Vincent D’Onofrio se la cava non male facendo la parte di questo tipo che senza scrupoli porta avanti delle idee naziste senza fermarsi davanti a niente.
Diciamo che è il solito film dove si parla di vendetta privata che sfiora quasi l’impossibile, in quanto quest’ uomo da solo riesce a sgominare una banda che nemmeno l’ FBI c’era riuscita dopo tanti anni di lavoro.
Il film non ha avuto nemmeno tanto successo in America basti pensare che è uscito direttamente sul mercato home video. Il mio consiglio infatti è proprio quello di aspettare che esca in dvd.

Miryam

 
Di Namor (del 30/05/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 109 volte)
Titolo originale
Le Guetteur
Produzione
Francia 2012
Regia
Micele Placido
Interpreti
Daniel Auteuil, Mathieu Kassovitz, Olivier Gourmet, Francis Renaud, Nicolas Briançon,Jérôme Pouly, Violante Placido, Luca Argentero, Arly Jover, Christian Hecq, Michele Placido.
Durata
89 Minuti

Durante lo svolgimento di una rapina in banca, le sirene della polizia irrompono per metter fine alla lunga serie di furti commessi da una banda specializzata. A capo dell’operazione vi è il tediato Capitano Mattei (Daniel Autel) che con la sua sagacia investigativa e tattica, riesce a circondare la gang all’uscita della banca. Ma l’assaporato trionfo della polizia, viene prontamente vanificato da un cecchino appostato sui tetti, che ad uno a uno mette fuori causa gli agenti sul campo, dando via libera alla fuga dei suoi complici. Una volta in salvo, la banda deve rimandare la spartizione del bottino, dopo la guarigione di uno dei membri feriti durante la fuga. Tale decisione presa dal loro leader (il cecchino) Vincent Kaminsky (Mathieu Kassovitz), viene accettata malvolentieri dai suoi compari, che avrebbero voluto subito la divisione della refurtiva. Una telefonata anonima alla polizia, informa dove si trova il cecchino che prontamente viene arrestato ed interrogato senza esito dal Capitano Mattei. Nel mentre, l’avvocato ed ex compagna di Kaminsky, invocata da lui per essere difeso, viene barbaramente trucidata dal misterioso personaggio che vuole incastrare l’ex tiratore scelto dell’esercito. Dopo aver appreso dell’esistenza di un soggetto che lo vuole fuori dai giochi per sempre, Kaminsky evade dal carcere per regolare i conti con il suo invisibile nemico.
Mattei venendo a conoscenza del torbido passato di Kaminsky (ben nascosto dai servizi segreti), scopre che la mano che ha ucciso suo figlio in un’operazione militare è proprio quella del fuggitivo Kaminsky. L’odio e la sete di vendetta prendono il soppravvento su Mattei, che vuole a tutti i costi uccidere e non catturare il ricercato cecchino, che a sua volta é in cerca del suo persecutore. La resa dei conti per i due antagonisti non tarderà ad arrivare, così come il confronto finale tra Kaminsky e l’uomo che lo voleva incastrare.
Scelto, per aver ben figurato nella direzione di “Romanzo Criminale”, Michele Placido, lusingato per essere stato selezionato, dopo un’inizio titubante, accetta di dirigere “Il Cecchino” dopo aver saputo che il cast comprendeva la partecipazione di un trio di attori francesi di buon livello come: Daniel Auteuil, Mathieu Kassovitz e Olivier Gourmet. Altro incentivo sarà stata anche la scrittura della figlia Violante e del onnipresente Luca Argentero.
 Il film non eccelle, così come la prova dell’imbolsito Autel che appare al di sotto dei suo standard, molto meglio Kassovitz nel ruolo del carismatico cecchino tratto in trappola. Per la nostra coppia di attori italiani che formano anche una coppia nel film, Argentero ne esce abbastanza bene, mentre per la Placido non si può dire la stessa cosa.
Riguardo alla pellicola si poteva fare di meglio, immettendo una dose più sostanziosa di suspense durante le riprese di alcune scene che lo richiedevano, è evidente che l’ impronta registica usata da Michele Placido non è la stessa adoperata precedentemente in “Romanzo Criminale”.
Per questo titolo (non me ne voglia il buon Placido) avrei visto bene l’ adrenalinica direzione di Luc Besson, sono sicuro che si sarebbe veduta tutt’altra pellicola.

Namor

 
Di Angie (del 27/05/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 119 volte)
Titolo originale
Side Effects
Produzione
USA 2013
Regia
Steven Soderbergh
Interpreti
Jude Law, Rooney Mara, Catherine Zeta-Jones, Channing Tatum, Vinessa Shaw.
Durata
106 Minuti

La giovane Emily Taylor (Roone Mara) è vittima di una forte depressione.
Il marito Martin (Channing Tatum) è stato messo in prigione con l’accusa di “Insider Trading”.
Finalmente dopo quattro anni viene rilasciato e Martin fa ritorno a casa ma, per Emily le cose non migliorano, anzi il suo stato depressivo peggiora fino a spingerla sull’orlo del suicidio. La donna si reca dallo psichiatra Jonathan Banks (Jude Law) la quale, per evitare il ricovero si sottopone ad una terapia con annesso uso di antidepressivi. Non ottenendo nessun miglioramento il dottore Banks, su suggerimento della precedente psichiatra di Emily, la dottoressa Victoria Siebert (Catherine Zeta-Jones), le prescrive un nuovo farmaco. La cura finalmente sembra che funzioni , ma ha effetti nocivi sulla memoria e sul suo stato psichico, il quale non ricorda nulla di quello che fa . Un giorno Martin, viene trovato esamine in casa, accoltellato da non si sa chi. Le tracce conducono subito alla moglie ma, lei non ricorda nulla. La situazione per Emily si farà sempre più complessa, coinvolgendo anche il dottor Banks che rischia il tracollo della sua carriera .
Giunto a 50 anni e ben 27 lungometraggi solo come regista e altrettanti come produttore Steven Soderbergh, torna nelle sale dopo “Magic Mike”, con la nuova pellicola “Effetti Collaterali”. Forse sarà anche l’ultima, in quanto ha intenzione di sospendere la sua attività registica. Il film e un thriller che affronta il tema della facilità con cui si ricorre agli psicofarmaci per debellare il male della depressione che, affligge molte persone fragili e deboli caratterialmente. L’inizio della pellicola scorre in maniera interessante, nel raccontare la storia di questa giovane coppia Newyorkese, la cui vita viene sconvolta prima dal marito Martin che viene messo in prigione e, poi da Emily con la sua depressione.
Ma a metà della pellicola (a mio parere) viene a mancare tensione e suspense, fattori importanti che rendono avvincente un vero thriller. Tuttavia non dico che non sia un buon film. Riguardo al cast la performance generale è buona, in modo particolare le interpretazioni delle due bimbe. Insomma si lascia guardare ma come thriller non è il massimo, come pensavo.
Detto fra noi non sono molto propensa a consigliarne la visione passate oltre con un bel thriller più avvincente da vedere.

 Angie

 
Di Asterix451 (del 24/05/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 122 volte)
Titolo originale
Lawless
Produzione
USA 2012
Regia
John Hillcoat
Interpreti
Tom Hardy, Gary Oldman, Guy Pearce, Shia LaBeouf, Mia Wasikowska.
Durata
120 Minuti
Trailer

America, anni ’20, quelli del Proibizionismo.
I Fratelli Bonduran sono dei “bifolchi di contea” che distillano e vendono il loro “spaccabudella” ai gangster di città, per pochi soldi. Sono dei mezzosangue Indiani: Forrest (Tom Hardy) è il maggiore ed ha fama di essere immortale; Howard (Jason Clarke), il mezzano, è spesso ubriaco ed ha qualche rotella fuori posto; c’è poi il timido Jack (Shia LaBeouf), che vorrebbe somigliare ai fratelli maggiori ed è innamorato della figlia del Pastore Battista.
Proprio Jack narra di come fecero il salto di qualità negli affari, legandosi con la criminalità organizzata e tenendo testa ad un corrotto Procuratore che, attraverso la pressione del perverso Vice Sceriffo Rakes (Guy Pierce), chiede il pizzo ai contrabbandieri della Contea. Saranno le donne, come sempre accade nel romanzo epico, a stravolgere quell’equilibrio precario sino alla resa dei conti, pistole in pugno come nel vecchio West.
L’Australiano John Hillcoat porta sul grande schermo una storia vera, (abbastanza romanzata) dal nipote di Jack Bonduran nel libro “The wettest County in the world”, con buona mano ed un cast di prim’ordine.
Nonostante si tratti di una storia tutto sommato scontata, il film coinvolge e sa condurre lo spettatore esattamente dove lo si vuole, merito di un appassionato lavoro dietro alle quinte: sceneggiatura truce ed incalzante di Nick Cave, che cura anche le musiche; il leader degli storici “Bad Seeds” è un amico del regista, con il quale aveva già collaborato con il precedente “The Proposal”.
Tom Hardy, spesso e taciturno, è un duro autoironico. Shia LaBeouf comincia ad essere troppo cresciuto per fare ancora il ragazzino, ma è un bravo attore e quindi ce lo recita. Guy Pearce, con il repellente Vice, conferma il suo calibro di attore, mentre Gary Oldman è un incredibile Floyd Banner assassino di Agenti Federali. A combinare guai ai nostri eroi le algide Jessica Chastain (la giornalista di “Zero Dark Thirty”) e la giovane Mia Wasikowska.
Scene brutali e qualche volta inverosimili per questo gangster movie di contea, avvincente, ben recitato e diretto con mano sicura: per chi non si impressiona alla vista del sangue, lo spettacolo è assicurato.

Asterix451

 
Di Namor (del 20/05/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 138 volte)
Titolo originale
Hansel and Gretel: Witch Hunters
Produzione
USA - Germania 2013
Regia
Tommy Wirkola
Interpreti
Jeremy Renner, Gemma Arterton, Famke Janssen, Peter Stormare, Thomas Mann.
Durata
88 Minuti

Dopo esser stati abbandonati nel bosco per forza maggiore dal loro padre, Hansel e Gretel s’inoltrano nella selva alla ricerca di un riparo ed in quella circostanza s’imbattono in una casa fatta di marzapane. A rendere il fabbricato appetibile per i ragazzi che s’avventurano nella boscaglia, è la strega dal cuore di ghiaccio che con tale stratagemma cattura giovani vittime per poi cucinarli. Questo è il misero destino che avrebbero dovuto affrontare i due fratelli caduti in trappola, se non fosse per la loro scaltrezza che gli fa avere la meglio nel duello per la sopravvivenza, contro la loro vessatrice.
Dopo quindici anni i due fratelli sono cresciuti con un unico scopo, quello di sterminare senza pietà tutte le streghe che troveranno sul loro cammino, in modo che non possano nuocere in futuro, ad altri bambini. Assoldati dal sindaco della cittadina di Augusta per indagare sulla scomparsa di bambini, i due fratelli incapperanno nella strega oscura Muriel, intenta a progettare il più potente saba mai consumato prima. Il saba che si terrà con la venuta della Luna di sangue, ha la capacità di rendere le streghe per sempre immuni dal fuoco, tale pratica le renderebbe quasi invincibili, e questo, Hansel e Gretel, non possono permetterlo.
Come la maggior parte di voi saprete, “Hansel e Gretel “ è una famosa fiaba dei fratelli Grimm, che da origine alla moderna rivisitazione cinematografica “Hansel e Gretel – Cacciatori di Streghe” del regista e sceneggiatore Tommi Wirkola. A vestire i panni dei fratelli protagonisti sono Jeremy Renner e Gemma Arterton, mentre la loro antagonista Muriel e interpretata da Framke Janssen.
Della famosa favola, il film ha conservato solo l’introduzione, il resto della trama è largamente rimaneggiato in una moderna trasposizione action fantasy girata in 3D nelle campagne tedesche. Azione ed effetti speciali si fondono con buona fantasia, così come la sinergia tra i due protagonisti Renner e Arterton nei panni dei fratelli cacciatori, mentre l’elaborazione delle streghe con tanto di naso sproporzionato in groppa alle scope volanti, risulta fin troppo scontata e macchiettista da proporre ad un pubblico che di pellicole fantasy ne ha viste a iosa. Per quanto riguarda il 3D, i passi avanti sono stati molto fievoli, non ci si può limitare a qualche scena sporadica durante la visione del film e nei trailer dei prossimi titoli o nei titoli di inizio programmazione. Per pagare una maggiorazione di prezzo e sopportare le ingombranti lenti tridimensionali per tutta la durata dello spettacolo, ci vuole ben altro di quello ci viene attualmente proposto.
Per quanto riguarda il film, niente di eccezionale il classico titolo che sfrutta il lavoro svolto a suo tempo dai veri autori con buona e vivida fantasia… dote che ultimamente manca ai vari sceneggiatori di Hollywood!

Namor

 
Di Miryam (del 10/05/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 188 volte)
Titolo originale
Mama
Produzione
Spagna 2013
Regia
Andres Muschietti
Interpreti
Jessica Chastain, Nikolaj Coster-Waldau, Megan Charpentier, Isabelle Nélisse.
Durata
100 Minuti
Trailer

Jeffrey, (Nikolaj Coster-Waldau che interpreta anche la parte di Lucas) padre di Victoria (Megan Charpenter) e di Lily (Isabelle Nélisse) rispettivamente di tre e un anno, arriva tutto trafelato a casa con la scusa che deve portare all’asilo le bambine. In realtà, a causa di gravi problemi economici, ha appena ucciso due colleghi di lavoro e sparato alla moglie.
Spaventato, carica le figlie in macchina e fila via a forte velocità sulla strada innevata. Distratto da Victoria, perde il controllo dell’auto e finisce fuori strada vedendosi così costretto a proseguire a piedi. Casualmente giunge ad una piccola casetta abbandonata e decide di entrare sebbene la figlia maggiore gli fa notare di aver visto qualcuno all’interno.
Jeffrey non fa caso alle parole della bimba in quanto vuole portare a termine il suo folle gesto, cioè uccidere anche le figlie, ma poco prima di premere il grilletto, qualcosa di indefinito e mostruoso lo assale, salvando così le due giovani vite.
Cinque anni dopo, le due bambine vengono trovate in condizioni a dir poco animalesche e anche piuttosto aggressive, delle quali vorrebbe prendersi cura Lucas il fratello di Jeffrey con il sostegno della sua fidanzata, la rocker Annabel ( Jessica Chastain). Lo psichiatra, il dottor Dreyfuss ( Daniel Kash), che segue il comportamento delle bambine, viene in aiuto alla giovane coppia dicendo loro che le bimbe rimaste da sole per tanto tempo, per non sentirsi completamente abbandonate, si sono create una figura immaginaria che loro chiamano Madre. Il fatto è che tanto immaginaria questa figura non è!! Infatti questa “Madre” non è altro che uno spirito inquieto dell’ottocento che a suo tempo le avevano tolto il figlio appena nato e quindi si era affezionata alle due bambine bisognose di una figura materna. Nel momento in cui queste avevano trovato in Annabel e Lucas una nuova famiglia, ecco che un po’ per gelosia e un po’ per la paura di perdere il loro affetto, “Madre” incomincia a rovinare l’ esistenza di questi “ nuovi genitori” a tal punto di mettere in serio pericolo la loro stessa vita.
“La Madre”, è il primo lungometraggio del regista Andres Muschietti, un’ evoluzione del film “Mamà”, il cortometraggio in lingua spagnola del 2008 che era stato presentato da Guillermo Del Toro poco prima dell’uscita del film, ed è stato proprio questo esordio a convincere Del Toro a ricoprire il ruolo di produttore esecutivo.
Credo sia un film da prendere in considerazione in quanto senza usare scene cruenti con spargimenti di sangue, riesce comunque a tenere lo spettatore inchiodato sulla poltrona, non solo, non mancano nemmeno i momenti di tensione e qualche soprassalto. La trama forse non sarà molto originale, però gli attori sono stati molto bravi e convincenti soprattutto la performance delle due sorelline. Inoltre non sono stata affatto delusa dal finale perché a parer mio non è stato per niente scontato, anzi ha avuto dei risultati che credo abbiano rinnovato un po’ il genere Horror quando sfiora il paranormale.
Perciò in conclusione, agli amanti di questo genere, ne consiglio la visione, non rimarrete delusi ma … leggermente inquieti.

Miryam

 
Di Angie (del 06/05/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 205 volte)
Titolo originale
Olympus Has Fallen
Produzione
USA 2013
Regia
Antoine Fuqua
Interpreti
Gerard Butler, Aaron Eckhart, Angela Bassett, Morgan Freeman, Dylan McDermott.
Durata
120 Minuti
Trailer

E una mattina come tante altre a Washington. Il Presidente degli Stati Uniti Benjamin Asher (Aaron Eckhart), deve incontrare il primo ministro coreano. Durante l’incontro, sopra i cieli della città, un bombardiere non identificato inizia a creare scompiglio ed uccide chiunque gli capiti a tiro: civili e militari. Il pentagono scopre che si tratta di un veicolo coreano, che punta dritto sulla Casa Bianca. Infatti è un piccolo gruppo di estremisti nord coreani, armati fino ai denti e meticolosamente addestrati, dà il via ad un audace agguato in pieno giorno proprio alla Casa Bianca. Oltrepassano l’edificio e prendono in ostaggio il Presidente Benjamin Asher e il suo staff, all’interno dell’impenetrabile bunker sotterraneo. Il loro obbiettivo è quello di mettere sotto scacco l’intera nazione degli Stati Uniti, attaccandoli con le loro stesse armi nucleari.
Mentre infuria una battaglia campale sul prato della Casa Bianca, l’ex responsabile della sicurezza Presidenziale, Mike Banning (Gerad Butler) che, era stato rimosso dall’incarico dopo un grave incidente in cui perse la vita la First Lady (moglie del presidente), si unisce alla mischia. Scopre di essere ormai l’unico membro dei servizi segreti ancora vivo nell’edificio assediato. Questa è l’occasione per Mike di rientrare in gioco e recuperare la sua vecchia reputazione dimostrando tutte le sue capacità. Banning usa la sua preparazione e la dettagliata conoscenza della residenza Presidenziale e, si mette in contatto con il vice presidente Allan Trumbull (Morgan Freeman), per portare a termine questa missione impossibile di salvataggio. Mike dovrà cercare di trovare il giovane figlio del presidente, nascosto all’interno dell’edificio e salvare il Presidente stesso, prima che i terroristi possano mettere in atto il loro piano.
Attacco al Potere” è un thriller elettrizzante che ritorna a far rivivere nella memoria quel fatidico giorno dell’11 Settembre 2001, giorno dell’attacco alle Torri Gemelle. Diretto dal regista scozzese di “Training Day” Antoine Fuqua, la storia è ispirata alle recenti tensioni tra gli Stati Uniti e la Corea del Nord, che nonostante le dure condanne del Presidente Obama e del Segretario generale Onu, ha continuato imperterrita nella sperimentazione di ordigni nucleari. Il film in America ha riscosso un successo a dire il vero inatteso (incasso ai botteghini più di 90 milioni di dollari). Il segreto di ciò sta nel fatto che è ricco d’azione, molto eroismo, quasi esagerato da parte di un solo agente dei Servizi Segreti ma, che sa risvegliare quell’orgoglio che agli Americani piace molto.
L’intera pellicola è un continuo snodarsi di scene d’azione e di suspense dall’inizio alla fine, genere sempre amato dal pubblico con predilezione all’azione. Io l’ho trovato un film molto grintoso con un ottima scenografia e ben fatto, molto piacevole da seguire, scorre molto veloce nonostante i suoi modesti 120 minuti, in modo comprensibile e intuitivo. Anche se risulta un po’ prevedibile come storia e come situazioni ma, è comunque in grado di far crescere molta adrenalina nello spettatore, in quanto è un film emozionante, ricco di colpi di scene e battaglie mozzafiato. Inoltre il regista Fuqua e lo sceneggiatore Creighton Rothenberger, sono riusciti a dare alla storia la giusta dose di drammaticità ed ironia allo stesso tempo, soprattutto nel personaggio di Mike che, rappresenta un uomo che non si arrende e dà sempre il meglio di se stesso sul lavoro, trascurando spesso la sua vita sentimentale. Ottima performance dei protagonisti, in modo particolare (a mio parere) di Gerad Butler, oltre che protagonista anche in veste di produttore, con le sue battute sagaci in momenti di forte tensione.
“Attacco al Potere” nonostante mescola la realtà con un po’ di fantasia (che a mio giudizio non guasta mai) è un ottima pellicola che consiglierei di vedere agli amanti dell’Action –Thriller e della suspense, vi posso assicurare che c’è né veramente tanta! In conclusione cosa posso altro dirvi!
Se vi piace l’azione più sfrenata ed un super eroe con un spiccato sarcasmo, non perdetevi la sua visione !

Angie

 
Di Namor (del 02/05/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 224 volte)
Titolo originale
The Company You Keep
Produzione
USA 2012
Regia
Robert Redford
Interpreti
Robert Redford, Shia LaBeouf, Julie Christie, Sam Elliott, Brendan Gleeson,
Durata
117 Minuti
Trailer

La cattura di una ex militante di un gruppo di pacifisti radicali chiamati Weather Underground, porta alla ribalta un vecchio fatto di cronaca rimasto senza colpevoli. Son passati trent’anni da quel fatidico giorno, in cui una semplice rapina, si trasformò in tragedia per l’assassinio di una guardia. A far parte di quel commando vi era anche Jim Grant (Robert Redford), ora rispettabile avvocato e padre single di una ragazzina tredicenne.
Il giovane reporter Ben Shepard (Shia LaBeouf) che lavora sul caso, fiuta lo scoop della vita e per niente al mondo se lo lascerà scappare. Facendo le debite indagini, Ben riesce a collegare la casalinga Sharon Solarz (Susan Sarandon) arrestata dopo una latitanza trentennale, a Jim, il quale nega la sua conoscenza. Jim sa, che il cerchio intorno a lui si sta stringendo e che per uscirne indenne dovrà ritrovare l’unica persona che può scagionarlo dall’ accusa di omicidio.
Con l’F.B.I alle calcagna, per Jim non sarà facile ricontattare e convincere la sua ex compagna-militante Mimi (Julie Christie), a confessare e raccontare la verità sugli eventi della rapina, scagionandolo definitivamente.
Tratto dal romanzo “The Company You Keep” di Neil Gordon, “La regola del Silenzio” è interpretato, diretto e co-prodotto da Robert Redford.
Attorniato da un cast di attori di egregia fattura come: Susan Sarandon, Shia LaBeouf,Terence Howard, Nick Nolte, Chris Cooper, Sam Elliot, Julie Christie, Stanley Tucci e Brendan Gleeson, Redford da buon filmaker che è, dirige e interpreta una pellicola che unisce storia e intrattenimento. Il risultato non è eccezionale ma godibile, al film manca una buona dose di pathos e suspense per renderlo più interessante sotto il profilo emotivo, operazione, che l’ottima musica scelta nei momenti clou svolge in pieno.
Gli attori sono tutti bravi anche se appaiono per poco tempo, considerando che gli interpreti principali sono Redford e LaBeouf con un look inguardabile alla Fabio Fazio!
Non male come film, ma non è di sicuro un titolo da annoverare tra i migliori di Redford.

Namor

 
Di Miryam (del 29/04/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 220 volte)
Titolo originale
Taken 2
Produzione
Francia 2012
Regia
Olivier Megaton
Interpreti
Liam Neeson, Maggie Grace, Famke Janssen, Rade Serbedzija, Leland Orser.
Durata
92 Minuti

Sono passati quattro anni da quando in “Io vi troverò’” l’ex agente della CIA Bryan Mills (Liam Neeson), aveva liberato la figlia rapita da un gruppo di criminali albanesi.
Infatti questo sequel inizia proprio con il funerale di questi delinquenti, dove troviamo un padre affranto per la perdita del figlio ed essendo questi un importante boss, giura vendetta. Nel frattempo a Los Angeles, Bryan continua la solita vita guadagnandosi il pane facendo da guardia del corpo e come buon padre di famiglia, da lezioni di guida alla figlia Kim (Maggie Grace che ricordiamo aver interpretato Shannon in Lost), e cerca anche di stare vicino alla sua ex moglie Lenore (Famke Janssen, attrice pluripremiata che recentemente è passata dietro la macchina da presa) che sta divorziando dal secondo marito.
Tutto sembra scorrere nel migliore dei modi, anzi Bryan propone alle sue donne di casa una vacanza a Istanbul, non sia mai che possa scoccare di nuovo la scintilla dell’amore tra loro. Una volta giunti, i tre si godono le bellezze della città, Kim si allontana per lasciare soli i suoi genitori affinchè possano riconciliarsi, ma il pericolo è già in agguato. I criminali sono già sulle loro tracce e cercano un piano per rapire l’intera famiglia. Bryan, che oramai è sempre in allerta, nota che qualcosa sta andando storto, quindi dice alla moglie di scappare che ai rapitori ci pensa lui. Purtroppo però le cose non vanno per il meglio infatti Lenore viene catturata, quindi Mills decide di arrendersi non prima di aver avvisato la figlia di nascondersi in camera loro e di attendere sue notizie. I due vengono portati in un luogo dove ad attenderli c’è proprio il capo del clan degli albanesi, il quale comincia a torturare la moglie. Per fortuna Bryan avendo con sé il cellulare, una volta liberato le mani, riesce a comunicare con la figlia, che scampata alla cattura, segue alla lettera tutte le istruzioni del padre riuscendo, tramite dettagliate coordinate, a raggiungere il luogo saltando sui tetti e portargli addirittura un’arma.
Inutile dire che per salvare la sua famiglia, l’ex agente della CIA, anche se ostacolato, ferito e catturato, non esita a fare piazza pulita pur di portare in salvo le persone a lui più care. “ Taken 2 La Vendetta”, diretto da Oliver Megaton con la produzione di Luc Besson, è come ho anticipato all’inizio il seguito del primo. Del resto era inevitabile che ci fosse, visto gli incassi del primo! La trama è più o meno la stessa, scene spettacolari, inseguimenti, esplosioni, praticamente uguale al precedente, però resta comunque un bel film d’azione, non delude anche se il finale è sempre scontato. Quello che c’è da dire è che l’ambientazione è perfetta. Il regista fa vedere Istanbul nel suo splendore, i suoi sfarzi, le vie strette e gli immancabili bazar. Niente da dire sugli attori, specialmente Liam Neeson che con la sua espressione sempre composta, impassibile, riesce a vestire bene i panni di un padre e di un marito che non si arrende nemmeno all’evidenza pur di proteggere la sua famiglia. Quindi anche se tutta la trama era piuttosto prevedibile, per me resta sempre un buona pellicola, e a quanto pare, i produttori stanno già pensando ad un terzo capitolo…. Staremo a vedere stavolta con chi se la prenderà il nostro agente Bryan Mills.

Miryam

 
Di Asterix451 (del 25/04/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 220 volte)
Titolo originale
Darkness
Produzione
USA - Spagna 2001
Regia
Jaume Balagueró
Interpreti
Anna Paquin, Lena Olin, Iain Glen, Giancarlo Giannini, Stephan Enquist.
Durata
102 Minuti

Chi è quel bambino che fugge nei campi, sporco di sangue?
Si allontana da una casa oscura, in cui altri bambini stanno… ammassati in corridoio, impauriti, di fronte ad un uomo che quel giorno seppellirà un segreto nell’ombra, per quarant’anni. Infatti quelle mura resteranno vuote per tutto questo tempo, sino a quando Mark (Iain Glen) non ci torna, trasferendosi dall’America insieme al resto della sua famiglia. Per dare loro il benvenuto, il nonno Albert (Giancarlo Giannini) organizza un barbecue con i vecchi amici.
Siamo in Spagna, giorni nostri. Nonostante le apparenze di una famiglia sorridente, solo Mark sembra felice in quel posto: sia Maria (Lena Olin) che la figlia Regina (Anna Paquin) hanno difficoltà ad inserirsi; per non parlare del piccolo Paul (Stephan Enquist), che si ritrova dei lividi addosso ogni volta che si spegne la luce in camera sua. Nessuno gli crede, quando dice che “il buio gli mangia le matite” e soltanto Regina sembra dar peso agli inquietanti disegni che fa: bambini sgozzati… gli stessi che si muovono nel buio e che nessuno (a parte Paul) vede.
Ad una sola settimana dall’eclissi di sole che oscurerà la terra, la situazione nella casa precipita quando Mark trova una stanza nascosta nel sottoscala. All’interno, in mezzo a polverose cianfrusaglie, ritrova un grammofono che suona da solo e la foto di tre vecchie che non hanno nulla di rassicurante. E l’uomo è di nuovo malato, può diventare aggressivo: prima che nascesse Paul, le due donne della famiglia hanno già visto di cosa è capace…
Lo spagnolo Jaume Balaguerò dirige una pellicola tesa dalla prima all’ultima scena, nella quale l’oscurità è protagonista alla pari degli attori. Già regista di altri horror densi di atmosfera come “Fragile – A Ghost Story” e “Cloverfield”, con “Darkness” mette in scena una storia che non ha grandi idee di trama, giocandosi quindi tutte le carte della suspance e dell’interpretazione perché funzioni. Montaggio e regia accurata trascinano lo spettatore nel pozzo in cui la casa sprofonda, tra impianti elettrici che non funzionano ed acqua sporca di sangue; esasperante, quasi, il passaggio di scena nei momenti in cui sale la tensione, che si accumula per tutto il film sino all’epilogo.
Giannini è strepitoso, in alcune scene, nonostante il suo ruolo marginale. Anna Paquin (la Rogue di X-Men) pervade l’ambiente di subliminale sensualità, risultando credibile nel suo ruolo nonostante la sceneggiatura favorisca troppo la tesi dello sceneggiatore. Bravo il piccolo Enquist, nel suo rassegnato ed impotente silenzio, ed Iain Glen, che ricorda Jack Nicholson in “Shining”. Lena Olin prova a rendersi credibile come madre distratta, ma certe “disattenzioni” sono davvero paradossali! Darkness è stato criticato per la pochezza di idee e per la trama scontata. Personalmente lo ritengo un buon film per ciò che dà, grazie al cast e ad un uso competente della macchina da presa, capace di sfruttare suggestioni visive che evocano la naturale paura del buio senza ricorrere allo splatter. La sceneggiatura ha quelle poche trovate giuste da renderla verosimile e non scotta. Film cupo, che non si redime neanche all’ultimo.

Asterix451

 
Di Angie (del 22/04/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 228 volte)
Titolo originale
The Impossible
Produzione
USA - Spagna 2012
Regia
Juan Antonio Bayona
Interpreti
Naomi Watts, Ewan McGregor, Tom Holland [II], Geraldine Chaplin, Marta Etura.
Durata
114 Minuti

Una famiglia spagnola come tante, composta da Maria (interpretata da Naomi Watts), Henry (Ewan Mc Gregor) e i loro tre figli: Lucas, Thomas e Simon, stanno trascorrendo il Natale in Thailandia.
Una bellissima vacanza in questo paradiso tropicale: lui che gioca con i figli, lei a bordo piscina che legge un libro, quando all’improvviso uno spaventoso boato si leva al centro della terra, seguito da un gigantesco muro d’acqua nera che distrugge tutto ciò che incontra sulla sua strada. Maria impietrita per la paura, rimane a guardare questa enorme onda che punta diritta verso lei, facendole perdere contatto con la sua famiglia. Trascinata dai flutti, Maria, in mezzo ai detriti riesce a recuperare solo Lucas,(Tom Holland) il figlio maggiore e, gravemente ferita combatte fino all’estremo delle forze per ritrovare il resto della famiglia. Non è la prima volta che la tragedia dello tsunami viene raccontata sul grande schermo, infatti penso che tutti ricordiamo “Hereafter” di Clint Fastwood.
Con “The Impossible”(la cui preparazione è durata quasi due anni), il regista spagnolo Juan Antonio Boyona (autore di “The Orphanage nel 2007) racconta la storia vera di Maria Belon e la sua famiglia sopravvissuta al terribile tsunami che si abbattè sulla Thailandia il 26 dicembre 2004, provocando migliaia di vittime.
La sequenza iniziale di questo terribile disastro naturale è stata girata in modo veramente impressionante. Una giovane donna e madre che viene travolta dalla gigantesca onda, sbattuta da una parte all’altra, senza aver nessuna possibilità di appiglio per emergere dalla furia dell’acqua. L’odissea della madre che riesce a trovare il figlio maggiore, il lungo ed estenuante cercare del padre il resto della famiglia con i suoi piccolini. Una incredibile forza dettata dell’immenso amore e la tanta fede che li aiuta alla fine a ritrovarsi. Veramente un incredibile miracolo in mezzo a tanta morte!
Un cast a dir poco eccezionale vista la loro interpretazione, a partire dai tre bambini che sono stati magnifici, soprattutto Lucas, che in poche ore diventa un piccolo uomo già forte nell’affrontare con coraggio questo viaggio di sopravvivenza con la madre.
“The Impossible” e un film dove sono i loro sguardi che parlano e lasciano capire tutta la loro sofferenza patita, coinvolgendo lo spettatore emotivamente fino anche alla soglia della commozione. La pellicola è veramente sensazionale come ci mostra in maniera estremamente credibile e reale, la forza di volontà, la voglia di sopravvivere e la consapevolezza di come siamo minuscoli di fronte all’immenso potere della natura.
Una pellicola che merita assolutamente (a mio parere) la visione, anche per ammirare la bravura e il talento di Naomi Watts, che ha conquistato (dopo 21 Grammi) la sua seconda candidatura all’Oscar come attrice protagonista.

Angie

 
Di Namor (del 18/04/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 226 volte)
Titolo originale
Bullet To the Head
Produzione
USA 2013
Regia
Walter Hill
Interpreti
Sylvester Stallone, Sung Kang, Sarah Shahi, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Christian Slater.
Durata
97 Minuti
Trailer

Dopo aver espletato il loro ultimo incarico, i due killer a pagamento Jimmi (Silvester Stallone) e Louis (Jon Seda) si recano in un bar per riscuotere il loro compenso. Al suo interno ad attenderli non c’è il mandatario dell’omicidio, bensì un loro collega, il quale ha avuto, si l’ordine di liquidarli, ma per sempre.
L’incaricato, è l’imponente Keegan (Jason Momoa) che dopo aver sopraffatto facilmente Louis al bancone del locale, si appresta a cogliere di sorpresa Jimmi per abbatterlo. Tutt’altro che sprovveduto, il veterano Jimmi tiene testa al suo assalitore mettendolo in fuga dopo una violenta colluttazione.
L’occasione per ritrovare l’assassino del suo amico ed il suo mandatario, gli viene offerta dal poliziotto Taylor Kwon (Sung Kang), appena giunto da Washington D.C. per catturare l’ex legionario Keegan, reo di aver ammazzato anche il suo, di partner. Jimmi se pur controvoglia accetta l’offerta, nonostante sia i metodi che gli intenti dei due provvisori alleati non siano i medesimi, ma la loro forzata alleanza metterà fine non solo alla vita dell’assassino dei loro colleghi, ma anche a quella del suo capo, il potente speculatore edilizio Morel (Adewale Akinnuoye-Agbaje).
Jimmi Bobo – Bullet To the Head” è tratto dalla graphic novel Du Plomb Dans La Tête, scritta da Matz e illustrata da Colin Wilson.
A dirigere, dopo l’imposizione categorica di Sly che aveva minacciato la produzione di non partecipare al film senza la sua presenza, è il mitico regista settantunenne Walter Hill, autori di grandi pellicole come “48 ore”, Driver l’imprendibile” ed uno dei miei film preferiti in assoluto… il fantastico cult “I Guerrieri della notte”.
L’intimazione di Stallone ai produttori si è rivelata più che azzeccata, la sapiente mano di Hill ha saputo elevare una pellicola dal budget contenuto, destinata a perdersi nei tanti titoli manchevoli, ad un film di buon livello.
La sceneggiatura di Alessandro Camon risulta gradevole, così come l’arrembante colonna sonora che ben riempie gli spazi vuoti durante la trama. Anche gli attori scelti da Hill non sono male, se togliamo Stallone che è la star, e Christian Slater in una buona mini parte di mezz’ora, il resto del cast é formato da un numero di interpreti che militano con discreto successo nelle varie serie televisive dall’importante seguito.
La pellicola ha una chiara e forte impronta degli action movie anni 80, Stallone con il suo volto emaciato ed il fisico ancora ben sviluppato è perfetto per il ruolo di Jimmi Bobo, anche perché Sly non è mai stato un attore dalle pregevoli doti recitative, le sue interpretazioni si sono sempre poggiate sulla sua fisicità, messa a disposizione per accurate sceneggiature che potessero esaltare questa predisposizione. Ad ogni modo, tanto di cappello, Stallone a 67 anni ci mette ancora la faccia mostrando il suo fisico senza problemi, cimentandosi in prima persona nelle scene di lotta (ben congeniate) presenti nel film.
Date tranquillamente fiducia a questo film, come abbiamo fatto io e Asterix451, vedrete che non ve ne pentirete.

Namor

 
Di Miryam (del 15/04/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 237 volte)
Titolo originale
Jianyu Jianghu
Produzione
Cina 2010
Regia
Chao-Bin Su, John Woo
Interpreti
Michelle Yeoh, Woo-sung Jung, Barbie Hsu, Xueqi Wang, Shawn Yue.
Durata
120 Minuti

Siamo nella Cina del 428 d.C. , precisamente ai tempi della dinastia Ming. Questa è un’epoca di guerra di clan rivali dove Shi Yu ( Michelle Yeoh) è l’assassina numero uno di una temibile setta chiamata Pietra Nera.
Questa setta sta cercando i resti del principe indiano Bodhi, una reliquia molto contesa perché si dice capace di donare potere immenso e miracoloso a chi la possiede,ed è proprio durante una missione che Shi Yu trova l’ultimo pezzo e lo porta via con sé.
A questo punto però si rende conto che non può più andare avanti con questa vita fatta di omicidi e spargimenti di sangue, così decide di cambiare vita. La prima cosa che deve fare e quella di portare i resti del monaco buddista nella sua tomba e farli riposare in pace.
Conoscendo però bene i seguaci della Pietra Nera, decide di cambiare i suoi connotati con un intervento facciale in modo da sfuggire ai suoi inseguitori. Infatti giunta nella capitale, con un nome diverso, precisamente Zeng Jing, si dedica ad una vita semplice come venditrice di stoffe, inoltre sposa un uomo, Jiang Ah – Sheng (Jung Woo –Sung) tenendogli però nascosto il suo passato. Purtroppo la serenità sta per finire, in quanto viene scoperta la vera identità di Zeng Jing, non solo, nel mezzo dei vari duelli, viene fuori una sconcertante verità, infatti il marito le rivela un segreto, così inizia di nuovo una lotta perché nessuno dei due vuole rinunciare a quella preziosa reliquia per poter governare il mondo.
La congiura della Pietra Nera”, è una pellicola diretta da Su Chao-Pin con l’aiuto di John Woo, film che è stato presentato durante il 60° Festival del Cinema di Venezia ed è stato molto acclamato dalla critica.
In effetti devo dire che è stato a parer mio un ottimo film, non mancano certo le scene d’azione e anche di commozione, un susseguirsi di eventi che coinvolgono lo spettatore dall’inizio alla fine. Mi sono addentrata nella visione di questo film un po’ da scettica, del resto non conosco nulla della storia cinese e tantomeno di arti marziali, però mi sono dovuta ricredere, sono rimasta incantata per la trama interessante ma soprattutto per gli spettacolari combattimenti.
Quindi il mio giudizio finale sta proprio nel consigliarlo a tutti per trascorrere due ore con una forte carica di adrenalina!!

Miryam

 

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