BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Miryam (del 14/11/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 739 volte)
Titolo originale
Sex Tape
Produzione
USA 2014
Regia
Jake Kasdan
Interpreti
Cameron Diaz, Jason Segel, Rob Corddry, Ellie Kemper, Rob Lowe.
Durata
90 Minuti
Trailer

Jay ( Jason Segel ) e Anne ( Cameron Diaz ), sono una coppia conosciutasi al college, si sono subito innamorati e non hanno mai perso tempo per fare l’amore, infatti in ogni luogo, in ogni dove facevano sesso, una relazione fantastica dove la noia non era mai di casa.
La giovane coppia quindi decide di sposarsi e mettere su famiglia, ma il lavoro, i tre figli, la scuola, la spesa da fare, insomma tutte le cose che un nucleo familiare richiede, porta via loro un sacco di tempo e quando scende la sera e viene il momento di vivere la giusta e sospirata intimità, ecco che sopraggiunge la stanchezza e talvolta la monotonia a spegnere quella passione di un tempo. Così per riaccendere la voglia di sesso ormai svanita da tanto tempo, ai due piccioncini viene la brillante idea di girare un film porno amatoriale per poi cancellarlo subito.
Così una sera, mandati i marmocchi a dormire dai nonni, Jay e Anne, cominciano a far sesso in svariate posizioni seguendo le illustrazioni di un libro degli anni ’70.
Dopo tre ore di sesso sfrenato, divertiti e appagati, riprendono la routine di sempre non immaginando quello che sta per accadere, infatti, Jay, invece che cancellare il video, per sbaglio, lo manda a tutti gli amici ai quali aveva regalato un I pod. Inizia così un susseguirsi di eventi per cercare di eliminare il video dal circuito, nella speranza di far prima che qualcuno lo veda.
A dirigere “Sex Tape Finiti in Rete”, c’è Jake Kasdan che aveva già diretto Bad Teacher sempre con la Diaz e Segel. Ritengo la pellicola alquanto deludente, costata circa 40 milioni di $ ( senz’altro la Apple avrà sganciato un bel po’ di soldi visto che figura svariate volte nel film), non so come abbia potuto già incassarne più di 50…non solo non fa ridere, a parte in momenti sporadici, ma è anche un film con frasi e battute alquanto volgari e sboccate che si potevano evitare senza togliere nulla al film che tutto sommato aveva una buona idea di fondo.
Diciamo che tratta un argomento, anzi una realtà molto comune ai tempi d’oggi, ormai tutti fanno uso di sistemi informatici e a volte in maniera esagerata in quanto si rischia di mettere in pubblico le cose private.
Ma tornando alla nostra pellicola, vi do un consiglio, aspettate ildvd, almeno quando vi stancate di vederlo, lo spegnete e non avete per lo meno buttato via i soldi.

Miryam

 
Di Namor (del 10/11/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1087 volte)
Titolo originale
Non-stop
Produzione
USA 2014
Regia
Jaume Collet-Serra
Interpreti
Liam Neeson, Michelle Dockery, Julianne Moore, Scoot McNairy, Anson Mount.
Durata
106 Minuti

150 milioni di dollari del governo USA girati su un conto estero, in caso contrario, ogni 20 minuti un passeggero morirà!
La minaccia arriva sul cellulare di servizio dell’agente dell’Air Marshall Bill Marks (Liam Neeson). Ad inviarlo è un passeggero del volo New York – Londra, lo stesso a cui sta prestando servizio l’incredulo agente che dovrà giocare d’astuzia per individuare la mortale minaccia sull’aereo.
Un piano ben congeniato, farà credere che il terrorista sia lo stesso agente addetto alla sicurezza, e visti i trascorsi burrascosi di Bill ormai quasi un reietto ai margini della società, l’opinione pubblica abbocca, rendendogli molto più difficile fermare il ricattatore che nel frattempo miete vittime allo scadere dei fatidici 20 minuti. In un clima apparentemente tranquillo e carico di suspense, i sospetti di Bill su chi possa essere l’assassino si spostano su più passeggeri, trovarlo e catturarlo non sarà facile visto che la tensione cresce sempre più tra i 200 viaggiatori ormai al corrente del pericolo.
Non-Stop” è il secondo film che vede la collaborazione del regista spagnolo Jaume Collet-Serra e l’attore Liam Neeson, dopo il precedente “Unknown - Senza identità”. La pellicola con budget a basso costo, è interamente girata all’interno dell’aereo dove si svolgono gli eventi, tranne le fasi iniziali e quelle finali girate negli esterni degli aeroporti.
Liam Neeson e Julianne Moore, sono coadiuvati da un discreto cast di attori, nel quale figura in un ruolo marginale anche il premio Oscar Lupita Nyong'o.
Ottimo per quanto mi riguarda, lo stato di tensione che accompagna la trama per nulla scontata del film, ove Neeson ancora una volta è a fuoco nel padroneggiare la scena per tutta la durata della pellicola. Titolo assolutamente da recuperare in dvd per gli appassionati del genere, visto che in sala non è stato distribuito.

Namor

 
Di Angie (del 07/11/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 818 volte)
Titolo originale
Marisa la civetta
Produzione
Italia - Spagna 1957
Regia
Mauro Bolognini
Interpreti
Ettore Manni, Francisco Rabal, Renato Salvatori, Marisa Allasio, Ada Colangeli.
Durata
88 Minuti

La giovane Marisa (Allasio Marisa), vende gelati nella stazione di Civitavecchia. E una ragazza orfana, molto vivace, provocante e civettuola.
Nel suo piccolo negozio c’è sempre una fila di giovanotti attratti dalla sua bellezza e si fa corteggiare da tutti. Lei però non perde la testa x nessuno, fino al giorno in cui si presenta nella stazione Angelo (Renato Salvatori), un marinaio bello e tenebroso del quale la giovane Marisa si invaghisce, iniziando a comprendere il vero significato dell’amore e le sue conseguenze...
Girato sulla scia delle serie “Poveri ma belli” di Dino Risi del 1956, ritorna la coppia Salvatori-Allasio in “Marisa la civetta”, diretto da Mauro Bolognini con la sceneggiatura di Pier Paolo Pasolini, autori di una commedia leggera e simpatica che ben disegna l’Italia degli anni Cinquanta.
La protagonista è Marisa, una ragazza bella e spensierata che fa innamorare molti giovani del paese, il quale farebbero qualsiasi cosa per lei. Mentre guardavo questo grazioso film, in particolari momenti delle ambientazione di alcune scene, mi è sembrato di rivedere la nostra vecchia stazione ferroviaria di Sanremo… (che effetto ragazzi!!) Per un attimo sono tornata bambina, quando andavo a prendere il treno con i miei genitori per andare a trovare i miei nonni. Che bei ricordi!!
E proprio vero che la visione di vecchie pellicole emozionano sempre. In particolare in questo film noti anche le varie trasformazioni della società italiana: si vede un’Italia povera ma bella, piena di sogni e speranze che, oggi purtroppo non esiste più!.
Ottimo il cast con Allasio molto brava e adatta al ruolo, con la sua bellezza prorompente da tipica maggiorata anni cinquanta. Simpaticissimo e divertente il “ragazzino” Fumetto, amico, confidente e socio di Marisa. Tutto sommato è una bella commedia popolare divertente e romantica, dotata di una trama semplice, scorrevole e con lieto fine, come tante commedie di quei periodi anni ’50 e ’60 che si rivedono sempre volentieri.
Un piccolo consiglio: a chi piace rivedere quei scorci dell’Italia anni ’50, con la semplicità della gente di quel tempo, non perdetevi questa bellissima pellicola… trascorrerete un’oretta piacevole.

Angie

 
Di Namor (del 27/10/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 644 volte)
Titolo originale
Grace of Monaco
Produzione
USA, Francia, Belgio, Italia 2014
Regia
Olivier Dahan
Interpreti
Nicole Kidman, Tim Roth, Frank Langella, Paz Vega, Parker Posey.
Durata
103 Minuti

A distanza di sei anni dal matrimonio del secolo, che ha visto unirsi l’attrice americana Grace Kelly (Nicole Kidman) ed il Principe Ranieri III di Monaco (Tim Roth), una pericolosa crisi con il Presidente francese De Gaulle (Andrè Pervern), riguardante l’allineamento fiscale del Principato alla Francia, sta mettendo in ginocchio Monaco, che dopo aver rifiutato l’imposizione, si trova a far i conti con il dispotico embargo attuato dal Presidente francese.
In un clima dittatoriale e poco prolifico per il piccolo Principato, la Principessa Grace è in piena crisi coniugale e d’identità, la favola del magico regno sembra essersi esaurita, e con essa, l’amore per il suo Principe. Americana di nascita e di cultura sociale ben differente della sontuosa nobiltà con cui convive, Grace fatica a calarsi nell’esigente ed inflessibile realtà monegasca fatta di infiniti protocolli e noiosi cerimoniali da espletare. Lei vorrebbe ritornare al suo amato cinema e, a tal proposito il suo maestro Alfred Hitchcock le ha appena offerto il ruolo principale nel suo prossimo film “Marnie”, in più Grace, sta pensando seriamente di divorziare dal Principe, che ormai è sempre più distante da lei. La crisi con la Francia e l’amore per la famiglia, faranno desistere Grace da tali considerazioni, portandola ad accettare per sempre il suo ruolo di moglie, madre e Principessa.
Diretto dal regista Olivier Dahan e sceneggiato da Arash Amel, il biopic “Grace di Monaco” dopo la sua apertura alla 67esima rassegna del Festival di Cannes, viene prontamente criticato dagli addetti, che lo reputano più un film di finzione, che una reale biografia sulla Principessa Grace. Criticato e non riconosciuto come veritiero anche dai figli della Kelly, la pellicola (come se non bastasse) non è piaciuta neanche al produttore cinematografico Harvey Weinstein che l’ha definita orrenda, minacciando addirittura di non farla uscire negli USA se non venisse rimontata immediatamente.
A me, il film non è dispiaciuto, certo non è un capolavoro da annoverare negli annali del cinema, ma qualcosa di buono lo si può sicuramente riscontrare… in primis la prova della Kidman, in fatto di eleganza e classe, la giudico la miglior attrice che ci sia al momento sul panorama cinematografico odierno. Ottima anche la fotografia, così come i costumi e alcune location nelle quali hanno girato sia gli esterni che gli interni. Pollice in giù invece per la scelta del curvo Tim Roth nel ruolo del Principe Ranieri, l’ho trovato fuori luogo in tutta la sua performance e poco somigliante all’orignale, così come i ruoli troppo marginali di importanti figure di spicco come la Callas, Onassis e De Gaulle, figure impiegate unicamente a far da contorno all’ ottima prova della Kidman che regge da sola l’intera storia.
Chi è ben documentato sul Principato di Monaco e i suoi reali, avrà sicuramente qualcosa di ridire al termine della pellicola, coloro che invece adorano vedere la Kidman cimentarsi in ruoli adatti a lei tralasciando le imperfezioni narrative degli avvenimenti, sarà sufficientemente soddisfatto dell’omaggio di Dahan all’ indimenticabile Grace Kelly.

 Namor

 
Di Asterix451 (del 24/10/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 696 volte)
Titolo originale
Forbidden Attraction
Produzione
USA 2011
Regia
Michael Escobedo
Interpreti
John Muscarnero, Tracy Coogan, James Russo, Mary Kate Wiles
Durata
94 Minuti

Afflitta da una malattia che la costringe spesso a letto, Susan (Tracy Coogan) si trasferisce in un cottage insieme al marito Henry (John Muscarnero) per tentare di curarsi: sono entrambi consapevoli delle difficoltà della situazione, ma accettano con coraggio di far fronte ai momenti duri con l'amore che li lega.
Purtroppo, sempre più spesso Susan giace in un letto priva di conoscenza, oppure scappa nella foresta in preda agli incubi. Henry cerca di mantenere saldo l'equilibrio andando spesso a camminare, per distrarsi un po'. Durante una di queste passeggiate, però, si imbatte nel raccapricciante tentativo di stupro ai danni di una ragazzina sulle rive di un laghetto. Senza pensarci, l'uomo interviene mettendo in fuga il maniaco.
Pare tutto finito, almeno per ora, non fosse che lo sceriffo della contea (un James Russo davvero inutile) si presenta alla sua porta con una singolare richiesta: data la delicata situazione familiare della giovane Alicia (Mary Kate Wiles), sarebbe meglio se potesse accoglierla nel suo cottage sino all'arrivo degli assistenti sociali. Henry dapprima è titubante, ma alla fine decide di ospitarla. Nell'atmosfera chiusa del cottage, mentre Susan peggiora ogni giorno, Alicia ha la possibilità di imporsi con atteggiamenti ambigui e provocatori nei confronti di Henry… che resiste. Pur cominciando a correre sul quel filo sottile che divide l'amore, la moralità ed il rispetto da un più tormentato istinto di abbandonarsi ai sensi. Finale… atipico?
Michael Escobedo gira un film dagli intenti sfumati, con pochi attori e una trama che avrebbe potuto degenerare nel genere più pecoreccio, nelle mani sbagliate; invece lo scempio è stato evitato, nonostante le inquadrature sotto "innocenti" minigonne e le bave di John Muscarnero (che è anche lo sceneggiatore del film). Purtroppo, in questa sospensione tra l'erotico, l'onirico e il dramma psicologico, non si capisce dove si voglia andare a sbattere. Azzardando una sintesi spicciola, il film sembra quasi voler difendere certi uomini alla mercè di "predatrici minorenni" (alla sensazionale scoperta dell'acqua calda).
In questa incertezza, non si capisce nemmeno se il titolo sia "Forbidden Attraction" o "Dark Woods"… altrimenti avrebbe potuto essere qualsiasi altro genere che, ahimè, non è stato: "non" dramma personale con grandi riflessioni sull'amore e sulla morte. "Non" avventura. "Non" orrore. "Non" porno. "Non" guardatelo, allora?
Anche sì, se vi accontentate di un po' di tutto senza arrivare a niente e magari lo avete già affittato per sbaglio…

Asterix451

 
Di Angie (del 20/10/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 655 volte)
Titolo originale
The Fault In Our Stars
Produzione
USA 2014
Regia
Josh Boone
Interpreti
Shailene Woodley, Ansel Elgort, Laura Dern, Sam Trammell, Nat Wolff.
Durata
125 Minuti
Trailer

La sedicenne Hazel Grace Lancaster (Shailene Woodley) ha appurato sulla propria pelle come la vita sia fatta di alti e bassi. E sopravvissuta ad un cancro alla tiroide grazie all’assunzione di un nuovo farmaco sperimentale. La madre che la crede un po’ depressa, la esorta a frequentare un gruppo di supporto per i sopravvissuti al cancro. Qui la giovane incontra Waters Augustus (Ansel Elgort), un ex giocatore di basket a cui è stata amputata una gamba a causa di un cancro ormai in fase di remissione. I due ragazzi diventano amici e la loro relazione diventa sempre più profonda, condividendo insieme paure e passioni.
Lei grazie a lui ritrova la voglia di vivere e di sorridere persa nel tempo: la vita non deve poi essere così perfetta per avere un amore straordinario. Bella la frase che lei dice a lui:” Un piccolo infinito è un per sempre dentro un numero finito di giorni”.
Il film è la trasposizione cinematografica di The Fault In Our Stars (Colpa delle stelle), romanzo di John Green, è il secondo lungometraggio del regista Josh Boone, che aveva già esordito nel 2012 con la commedia romantica Stuck in Love.
Il mio primo pensiero e stato quello di assistere ad un altro film drammatico con il solito tema delicato, quello dei tumori, e l’ennesima storia di protagonisti con malattie incurabili ed un amore travolgente! Invece è una bella pellicola toccante e ben recitata. I due giovani protagonisti con la loro storia, il modo in cui affrontano il male consapevoli che la loro vita sarà breve non avendo paura di nulla. Vogliono essere trattati da persone e non da malati e, vogliono vivere intensamente e lo fanno con tale gioia che ha commosso e conquistato milioni di spettatori.
Infatti , “Colpa delle stelle” continua ad essere in vetta alla classifica dei film più visti in Italia . Emozionante dall’inizio alla fine. Grande effetto soprattutto la scena della simulazione del funerale e del discorso (da pelle d’oca), non so se anche voi avete avuto la stessa sensazione! Ottimo cast, grande performance dei protagonisti ,che abbiamo già visto recitare insieme nel film “Divergent”. Hanno saputo rendere in modo credibile con le loro doti recitative, la storia di questi due ragazzi e sono riusciti ad attirare l’attenzione dello spettatore anche quello forse meno interessato.
E una pellicola di momenti lieti con sorrisi, battute e una giusta dose di ironia, con momenti drammatici ma non di totale rassegnazione, qualità che hanno reso emozionante e coinvolgente la visione del film. Sicuramente sarà impossibile rimanere indifferenti …… qualche lacrima ci scappa.
A chi piace il genere consiglio vivamente la sua visione.

Angie

 
Di Miryam (del 13/10/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 977 volte)
Titolo originale
Stai lontana da me
Produzione
Italia 2013
Regia
Alessio Maria Federici
Interpreti
Enrico Brignano, Ambra Angiolini, Anna Galiena, Fabio Troiano, Giampaolo Morelli.
Durata
82 Minuti

Jacopo ( Enrico Brignano ), è un consulente matrimoniale con ottime capacità per quanto riguarda la sua professione, infatti riesce sempre con alcuni stratagemmi a salvare le coppie in crisi adottando vari sistemi originali che riescono a ricomporre le unioni, pure quelle che ormai stanno andando alla deriva.
Invece, nella sua vita privata, è davvero un disastro, non riesce a tenersi una donna per un lasso lungo di tempo, questo perché lui è convinto di portare sfiga alla donna con la quale inizia una relazione. Le povere malcapitate finiscono o al pronto soccorso per vari incidenti, o addirittura viene messa in discussione la loro carriera lavorativa.
Tutto questo accade, logicamente secondo Jacopo, per una sciocca maledizione mandatagli da una sua compagna di scuola delle elementari in quanto tradita da lui per un’ altra coetanea. Così dopo tutti questi incidenti provocati, si fa per dire da lui, l’unica cosa che gli resta da fare è passare le sere sempre in compagnia del suo amico medico Fabrizio ( Fabio Troiano ), fino a quando però non incontra Sara ( Ambra Angiolini ), un architetto in gonnella in crisi con il fidanzato. Al nostro amico, scocca la scintilla dell’amore a prima vista, piano piano il tutto viene corrisposto dalla bella Sara ignara però della sfortuna che le gira intorno, infatti subito non fa caso agli strani incidenti che le capitano, però poi si deve ricredere e a quel punto decide che è meglio allontanarsi da un tipo del genere fino a quando però, grazie proprio ad un dei tanti incidenti… e qui mi fermo dal raccontare altrimenti vi svelerei troppo!!
Stai lontana da me“, un film diretto da Alessio Maria Federici è il remake italiano della commedia francese del 2010 “Per sfortuna che ci sei” di Nicolas Cuche. Non avendolo visto non posso dare giudizi in merito, ne fare paragoni, ma leggendo qua e là, ho notato che la critica non ha definito il film di Federici all’altezza dell’altro, peccato anche perché Federici nonostante sia giovane, ha una bella gavetta alle spalle come aiuto regista in vari film, per esempio… “Diverso da chi”, “Immaturi”, e via discorrendo e come regista invece per “Lezioni di cioccolato2”. Quello che posso dire invece io, è che ho trovato la pellicola divertente, certo non ci si ammazza dalle risate, ma riesce comunque a farci trascorrere un’ora e mezza serenamente comodi sul divano di casa.
La coppia romana Brignano-Angiolini a parer mio, ha funzionato bene, un bel connubio di simpatia e divertimento.
Concludendo, una raccomandazione, dopo i titoli di coda, non spegnete il dvd, ci sono ancora delle scene da non perdere e le risate non sono ancora finite.

Miryam

 
Di Namor (del 06/10/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 561 volte)
Titolo originale
Piange... iltelefono
Produzione
Italia 1975
Regia
Lucio De Caro
Interpreti
Domenico Modugno, Francesca Guadagno, Marie-Yvonne Danaud, Claudio Lippi.
Durata
95 Minuti

Il pilota dell’Alitalia Andrea Balestrieri (Domenico Modugno) e la top model Colette Vincent (Marie Yvonne Danaud), vivono una appassionante e scompigliata storia d’amore sull’asse Francia - Italia.
A causa dei loro impegni lavorativi, si trovano per forza maggiore a rincorrersi in lungo è in largo tra le due nazioni, fino alla fatidica promessa di matrimonio che, purtroppo, per ragioni non dettate dalla sua volontà, non verrà onorata da Andrea. Esonerato dal suo lavoro per motivi di salute, Andrea (che ama volare) rifiuta un lavoro d’ufficio per procacciarsi un aereo da pilotare, che prontamente gli viene offerto da un suo amico immanicato.
La destinazione è l’Africa, il trasporto a sua insaputa è un carico di armi destinato alle milizie governative. All’atterraggio, l’aereo ed il suo contenuto vengono sequestrati dai ribelli e l’equipaggio, con l’esclusione di Andrea che sarà incarcerato, verrà eliminato senza nessuna remore. Colette, che non ha più avuto notizie di Andrea, scopre di essere incinta di una bambina e con il passare del tempo si rifà una vita con il dottore che l’ha presa in cura. A distanza di sette anni Andrea ritorna in Italia col desiderio di chiarire con Colette, la quale arrabbiata e delusa gli rifiuta ogni tipo di approccio, fino a quando gli concede di passare un solo ed unico giorno insieme alla figlia Chiara (Francesca Guadagno).
Il film omonimo nasce sulle ali del successo del celebre brano “Piange… il telefono”, inciso con, allora, la piccola Francesca Guadagno. Modugno sfrutta il successo del celebre brano, per rilanciarsi nel mondo del cinema e della canzone, periodo nel quale era in fase di declino dopo un ventennio di strepitosi successi musicali, teatrali e cinematografici.
Soggetto, sceneggiatura e regia sono di Lucio De Caro, le musiche sono curate da Modugno (e non poteva essere altrimenti), il cast oltre a Modugno, la Guadagno, la Danaud (che ha all’attivo solo due film), vi comprende anche la partecipazione di Claudio Lippi a far da spalla come coopilota e amico a Modugno. La recitazione degli attori è penosamente limitata da una sceneggiatura priva di ogni logica, a tal punto da penalizzare anche un valido attore con esperienze lavorative di tutto rispetto come Louis Jordan.
Anche la prova recitativa del grande Mimmo non va certo ricordata come una delle migliori, in questo sciatto e deprimente melodramma.

Namor

 
Di Miryam (del 03/10/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 624 volte)
Titolo originale
The family
Produzione
USA - Francia 2013
Regia
Luc Besson
Interpreti
Robert De Niro, Michelle Pfeiffer, Tommy Lee Jones, Dianna Agron, John D'Leo.
Durata
111 Minuti

Ex gangster, mafioso italiano pentito, testimone entrato nel programma di protezione, questa è la carta d’ identità di Giovanni Manzoni ( Robert De Niro ).
Insieme alla bellissima moglie Maggie ( Michelle Pfeiffer ), ai figli Belle ( Dianna Agron ) e Warren ( John D’Leo ) e all’inseparabile cane Malavita, il nostro pentito deve continuamente trasferirsi da una città all’altra per sfuggire a Don Mimino ( Dominic Chianese ) il quale sta facendo una vera e propria caccia all’uomo.
Sotto la protezione dell’F.B.I., condotta dall’agente Stansfield ( Tommy Lee Jones ) e dopo l’ennesima copertura saltata per vari comportamenti violenti, questo pittoresco nucleo familiare, viene trasferito in un piccolo e sperduto paese della Normandia sotto il nome di Blake. Nonostante i vari e ripetuti suggerimenti di Stansfield, ogni membro della famiglia fa emergere le abitudini mafiose, infatti l’incantevole Maggie, per aver sentito dei commenti sgraditi, fa saltare in aria un supermercato, Warren nel giro di pochi giorni diventa la mente brillante della scuola, peccato però che i professori lo vedano come un teppista, Belle riesce a picchiare a sangue alcuni suoi spasimanti un po’ invadenti e fastidiosi.
L’unico che sembra più tranquillo è proprio Giovanni, ma anche la sua natura burrascosa non tarda ad arrivare come si trova ad affrontare le difficoltà della vita quotidiana. Non riuscendo nessuno di loro ad integrarsi in questa piccola comunità francese, le cose vanno man mano a peggiorare fino a quando, destino della sorte, uno stupido articolo scritto da Warren sul gazzettino della scuola, viene proprio a capitare nelle mani di Don Mimino, che localizzando la famiglia del suo nemico, manda un commando per eliminarla.
Inizia così un susseguirsi di eventi che porteranno…ed è meglio finire qui con la narrazione.
Regista e sceneggiatore a dir poco fantastico di questo film “ Cose Nostre – Malavita “ è Luc Besson, ha saputo tirar giù una storia drammatica e nello stesso tempo divertente dal libro Malavita di Tonino Bonacquista. Ritengo questa pellicola gradevolissima sotto tutti i punti di vista, il cast formidabile a cominciare da questa strana coppia di coniugi, un De Niro e una Pfeiffer che pur non avendo mai lavorato assieme, appaiono affiatati e complici, sempre duro e freddo un Tommy Lee Jones, perfetto nella sua performance, infine i due figli molto azzeccati, scaltri nei loro ruoli.
Non dimentichiamoci anche del cane, il cui nome è già tutto un programma!
Anche l’ambientazione viene messa in risalto da Besson, i paesaggi della Normandia, offrono dei scenari stupendi con dei colori brillanti. Non credo ci sia nient’altro da aggiungere, un film frizzante, non monotono e per niente scontato, anzi direi originale….insomma da vedere assolutamente!

Miryam

 
Di Asterix451 (del 29/09/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 546 volte)
Titolo originale
Winter's Tale
Produzione
USA 2014
Regia
Akiva Goldsman
Interpreti
Colin Farrell, Jessica Brown Findlay, Jennifer Connelly, Russell Crowe, William Hurt.
Durata
113 Minuti

New York, primi anni del 1900.
Peter Lake (Colin Farrell)è un ladro di professione: lo incontriamo una notte, mentre scappa da Pearly Soames (Russell Crowe) e i suoi scagnozzi, decisi a fargli la pelle in mezzo alla strada. Quando ormai gli sono addosso, un misterioso cavallo bianco aiuta il ladro a scappare. Pearly è costretto a rimandare la sua vendetta, ma lui non è un delinquente qualsiasi... e riesce sempre a farsi pagare un debito.
Peter, appena scampato, vorrebbe andarsi a nascondere con la refurtiva. Invece il cavallo si ferma di fronte ad una casa lussuosa, con le finestre aperte: è un bell'invito invito ad entrare.
Peter pensa di essere solo, la casa sembra vuota. Soltanto il vento agita le tende, che svolazzano come spettri. Con la stessa delicatezza, all'improvviso, appare Beverly Penn (Jessica Brown Findley): la ragazza è sola a casa, solo per questa notte, il tempo che basta ad incontrare l'uomo che, anziché rubare, si ritroverà a confidarsi con un'anima affine. Hanno a disposizione un tempo brevissimo, eppure sufficiente a muovere la trama del destino in una storia molto più grande di loro. I due ragazzi non sanno, infatti, che la loro scintilla d'amore condurrà allo scontro di due entità ancestrali decise a sovvertire l'equilibrio tra il Bene e il Male. La breve vita di Beverly Penn permetterà al ladro Peter Lake di superare il baratro del tempo e la misera condizione in cui ha vissuto, da orfano fuggiasco, per diventare l'eroe di una battaglia sospesa tra il mondo degli angeli e quello dei demoni.
Un cast di grandi nomi per l'esordio alla regia di Akiva Goldsman, uno sceneggiatore di film spesso visionari come “Constantine”, “Io Robot”, “Angeli e Demoni”, “Io sono leggenda”, “Cinderella Man”, “A beautiful Mind” e molti altri. Con piccole esperienze da attore e grandi esperienze da produttore, qui si ritrova a scrivere, produrre e girare il suo film per l'uscita di San Valentino. Oltre a Colin Farrell, Russell Crowe e Jessica Brown Findley, si avvale di William Hurt, Will Smith e Jennifer Connelly (tutte vecchie conoscenze) per dare spessore ai comprimari. Da non dimenticare lo stallone andaluso “Listo”, angelo custode del ladro Peter Lake. “Una Storia d'Inverno” è una favola basata sul romanzo di Mark Helprin, ben girata, romantica. In qualche punto sdolcinata, forse, ma è il sapore giusto che molti apprezzeranno. La tensione regge, senza zoppicare: compito non facile per una trama che mescola con molti simbolismi la fiaba in costume e l'horror soft, tra presente e passato. Un bel film, a mio giudizio. Particolare. L'unico bocciato è il parrucchiere di Colin Farrell...

Asterix451

 
Di Namor (del 22/09/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 830 volte)
Titolo originale
Out of the Furnace
Produzione
USA 2013
Regia
Scott Cooper
Interpreti
Woody Harrelson, Christian Bale, Casey Affleck, Zoe Saldana, Sam Shepard.
Durata
116 Minuti

Russel Baze (Cristian Bale), vive a Braddock in Pennsylvania, da sempre patria di lavoratori siderurgici, ove anche lui svolge tale mansione nella fabbrica del posto. Egli è felicemente fidanzato con Lena (Zoe Saldana) ed è legato profondamente alla sua famiglia composta dal padre malato terminale, lo zio Red (Sam Sheppard) ed il fratello minore Rodney (Casey Affleck), reduce dell’Iraq e vera fonte di preoccupazione per via del suo temperamento.
Rodney, non ha voglia di lavorare in fabbrica come il fratello maggiore, lui per sopravvivere combatte in un giro di incontri clandestini e quasi sempre truccati. Il problema è che quando tocca a lui perdere, non ci sta, la sua indole ribelle non conosce la sconfitta e questo gli procura non pochi problemi con John Petty (Willem Dafoe), a cui deve una cospicua somma di denaro. Russel sa, del debito di suo fratello con John ed a sua insaputa cerca di aiutarlo finanziariamente come meglio può, elargendo di tanto in tanto del denaro all’amico allibratore ed è proprio dopo un incontro con il suo creditore che succede l’imprevedibile, una disgrazia inaspettata, gli farà scontare una pena di quattro anni di carcere.
Dopo aver estinto la pena e aver perso nel frattempo sia il padre che la sua donna ora fidanzata con lo Sceriffo Wesley (Forest Whitaker), Russel dovrà affrontare un altro grande problema, la scomparsa di suo fratello Rodney, il quale, per rimettersi in pari con John, ha preteso un combattimento più remunerativo in una zona montana del New Jersey, sede del pericoloso sociopatico Harlan DeGroat (Woody Harrelson) autore della loro sparizione. La lentezza della polizia, che non può intervenire subito per ragioni burocratiche, esaspera Russel che si mette subito in cerca del fratello, ma nei giorni a seguire la polizia gli comunica che Rodney è stato ritrovato assassinato. Russel ora ha un solo scopo, trovare l’assassino del fratello e vendicarlo.
Scott Cooper dirige e scrive insieme a B. Ingelsby il trhiller drammatico “Il Fuoco della Vendetta”, prodotto da Ridley Scot e Leonardo di Caprio, quest’ultimo ha dovuto rifiutare il ruolo di Russel (andato poi a Bale) per altri impegni lavorativi. Cast di elevato valore artistico, formato da ben due premi Oscar e quattro candidati agli Oscar Cristian Bale, Forest Withaker, Casey Affleck, Willem Dafoe, Woody Harrelson, Sam Sheppard e Zoe Saldana.
La pellicola, per le location è la sceneggiatura ricorda molto i grandi film USA degli anni 70/80, dove il protagonista non era una sorte di agente segreto come adesso, ma un uomo comune con i suoi problemi giornalieri. Anche la recitazione e i dialoghi sono improntati sul vecchio modo di fare cinema, un cinema che ha lasciato un impronta indelebile nella sua storia, ma che purtroppo al giorno d’oggi si fa sempre meno, perché ai botteghini non incassa quanto i titoli odierni, con largo uso di effetti speciali. Difatti il film, sia in patria che in Europ,a non ha rastrellato il dovuto che meritava, considerato il cast avrebbe dovuto fare incassi molto più elevati, ma il soggetto è quello che fa pendere l’ago della bilancia al giorno d’oggi e non gli attori.
A me il film è piaciuto, di conseguenza ne raccomando la visione a chi piace questo genere, invito ad astenersi invece a coloro che preferiscono titoli adrenalinici, visto che questo non lo è.

 Namor

 
Di Angie (del 19/09/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 489 volte)
Titolo originale
Cha Cha Cha
Produzione
Italia 2013
Regia
Marco Risi
Interpreti
Luca Argentero, Eva Herzigova, Claudio Amendola, Pippo Delbono, Pietro Ragusa.
Durata
90 Minuti

Corso (Luca Argentero) e un ex poliziotto diventato ora un investigatore privato. Un giorno viene ingaggiato da Michelle (Eva Herzigova) una sua vecchia fiamma, ora sposata con un ricco e potente uomo, l’avvocato Argento (Pippo Del Bono).
La richiesta della sua cliente è quella di controllare suo figlio Tommy, il cui rapporto con lei è piuttosto difficile e scostante. Durante uno dei pedinamenti, Corso assiste ad un terribile incidente che coinvolge il ragazzo. Per la polizia tutto lascia pensare che si tratti di un incidente ma, l’ex poliziotto non ne è convinto e, sempre sotto incarico di Michelle, indaga sull’insolito episodio. Lo stesso giorno viene ritrovato il cadavere di un ingegnere che avrebbe dovuto dare il via all’appalto per un mega centro commerciale. I due avvenimenti sembrano molto lontani uno dall’altro ma non e così….
Ritorna sullo schermo a distanza di quattro anni Marco Risi, regista di “Fortapasc” e “Mery per sempre”, con “Cha Cha Cha”, un thriller ambientato in una Roma cupa e notturna, fatta di delinquenza , intrighi e corruzioni… tutte vicende non lontane dalla nostra realtà. Sotto questo bel titolo sarcastico e piuttosto insolito, Risi ci presenta un vero e proprio noir con tanto di investigatore privato, Corso, il protagonista del film. Questa figura del detective tenebroso, dal passato oscuro e con lo sguardo da duro che vorrebbe cambiare le cose (a mio parere), è stato ben interpretato da Luca Argentero. Bravo anche Claudio Amendola, dopo anni di tv, con i Cesaroni, fa ritorno al cinema con un ruolo da duro nei panni dell’ambiguo ispettore Torre.
A me personalmente questo film non mi è dispiaciuto affatto. Una storia triste ma intrigante, molto reale, per cui cattura l’attenzione dello spettatore. Trovo suggestive le ambientazioni che dipingono una Roma, città d’arte, sotto un aspetto oscuro e noir del crimine che, allo stesso tempo risulta anche intrigante e fascinosa.
E alla fine proprio sulle note di un bel “Cha Cha Cha“, la gente danza spensierata. Sarà forse un invito alla speranza che ci sia ancora uno spiraglio di salvezza per il nostro Paese!!!! Mah!! In attesa di tempi migliori, date un’occhiata a questo film che non è male!

Angie

 
Di Miryam (del 12/09/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 461 volte)
Titolo originale
Seeking Justice
Produzione
USA 2011
Regia
Roger Donaldson
Interpreti
Nicolas Cage, January Jones, Guy Pearce, Harold Perrineau, Jennifer Carpenter.
Durata
104 Minuti

Will Gerard ( Nicholas Cage), è un insegnante di lettere, felicemente sposato con Laura ( January Jones ), una musicista di successo. La coppia ha una normale vita domestica che ruota intorno a serate fuori, barbecue e al passatempo preferito di Will cioè le partite a scacchi con il preside della scuola. La loro serenità viene però bruscamente interrotta la notte in cui Laura, dopo aver lasciato lo studio di registrazione resta vittima di un violento stupro da un delinquente di poco conto. La notte stessa del ricovero, Will viene avvicinato da uno strano individuo, un certo Simon (Guy Pearce ) che gli offre la possibilità di farsi giustizia da solo in cambio di piccoli favori.
Per essere più convincente, Simon sottolinea il fatto che prima che la polizia riesca a risolvere il caso, passerebbe troppo tempo e inoltre sarebbe molto difficile per la moglie subire un processo che porterebbe a galla il ricordo di quella triste sera. Will subito resta titubante di quest’offerta, ma preso dallo sconforto per l’accaduto, accetta, infatti nel giro di poco, il criminale stupratore viene eliminato facendo passare il tutto come suicidio. Dopo alcuni mesi, Will riceve una telefonata dove lo stesso uomo con il quale aveva stretto il patto, gli chiede come d’accordo un favore, solo che poi diventano due, tre, fino a quando Will si rende conto di essere entrato in un giro dal quale non sarà tanto facile uscirne.
Roger Donaldson, già conosciuto per “Dante’s Peak” e “Specie Mortale”, è anche il regista di “Solo per Vendetta”.
La pellicola in se non è male, il tema della vendetta privata è già stata più volte trattata, anche se per me il miglior film resta sempre “Il giustiziere della notte” con il mitico Charles Bronson. Comunque, tornando a questo, l’ho trovato abbastanza interessante e anche coinvolgente ma solo nella prima metà del film, infatti nel suo proseguire, la situazione si capovolge ed è il nostro protagonista ad essere braccato e deve quindi cercare di smascherare i suoi nemici.
Tutto sommato anche se il finale è stato abbastanza scontato, resta un film guardabile, migliore di tanti altri se si pensa che è stato realizzato con un bassissimo budget. Nonostante ciò, la pellicola è stata molto criticata e non ha avuto un grande successo, basti pensare che ha ricevuto durante l’ edizione dei Razzie Awards 2012, una nomination come peggior attore protagonista a Nicholas Cage.

Miryam

 
Di Namor (del 08/09/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 575 volte)
Titolo originale
Into the Storm
Produzione
USA 2014
Regia
Steven Quale
Interpreti
Richard Armitage, Sarah Wayne Callies, Matt Walsh, Alycia Debnam-Carey, Arlen Escarpeta.
Durata
89 Minuti
Trailer

Una squadra di cacciatori di Twister, intercettano quella che potrebbe sembrare la tempesta perfetta per le loro riprese televisive. La natura sta per sprigionare una serie di tornadi di elevata intensità su Silverton, una tranquilla cittadina dell’Oklahoma dove vivono il vedovo Gary (Richard Armitage) e i suoi due figli adolescenti Donnie e Trey.
L’arrivo degli uragani coglie di sorpresa tutta la città che inconsapevole e impreparata dovrà fronteggiare la catastrofe imminente. La formazione acchiappa cicloni ed il piccolo nucleo famigliare, dovranno fare fronte comune per affrontare e sopravvivere ad uno dei passaggi di uragani più distruttivi mai verificatosi prima.
Into the Storm” e diretto dal neo regista Steven Quale, storico collaboratore di J.Cameron e con una buona ventina di anni alle spalle nel mondo del cinema, spaziando come fotografia, montaggio ed effetti speciali lavorando presso la rinomata Industrial Light & Magic di George Lucas.
In effetti, il punto forte del film sono gli effetti speciali creati per dare credibilità alla forza devastatrice degli uragani durante il loro passaggio, cosa riuscita molto bene e dove la maggior parte del piccolo budget è stato speso per realizzare la pellicola. Il cast formato da attori di seconda serie svolge al meglio il loro operato, purtroppo basato su una sceneggiatura con ampie lacune narrative e di congruenza nello svolgimento di una tempesta del genere.
Un pop corn movie che si gusta bene al cinema per i suoi lodevoli effetti speciali, tralasciando come ho già detto prima la sceneggiatura poco curata.

Namor

 
Di Namor (del 01/09/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 510 volte)
Titolo originale
Hercules: The Thracian Wars
Produzione
USA 2014
Regia
Brett Ratner
Interpreti
Dwayne Johnson, Aksel Hennie, Rufus Sewell, Ian McShane, Joseph Fiennes.
Durata
98 Minuti
Trailer

Completate le 12 fatiche ed esiliato dalla sua città con l’infamante accusa di aver massacrato la sua famiglia, Ercole (Dwayne Johnson) ora è a capo di un manipolo di fidati e letali mercenari che vengono assoldati da Lord Cotys (John Hurt), per difendere la sua città dall’attacco delle forze armate dell’invasore Rhesus (Tobias Santelmann). Preso dalla compassione e dalla promessa di essere pagato a peso d’oro, Ercole e i suoi uomini accettano di difendere Cotys e i suoi sudditi. Una volta sceso in battaglia e sconfitto il nemico, Ercole si rende conto che non tutto quadra, così come lo sterminio della sua famiglia, che verrà ben presto vendicata.
Basato sulla graphic novel “Hercules: La guerra dei Traci” (Hercules) di Admira Wijaya e Steve Moore, “Hercules – Il Guerriero” diretto da Brett Ratner ed impersonato dal possente Samoano Dwayne Johnson, accantona l’Ercole prima maniera dei Peplum, interpretato dai Campioni culturisti come: Steve Reeves, Reg Park e Gordon Scott, per proporci un Ercole più umano che semi-dio, fatto anch’esso di carne, ossa e lati deboli.
Chi è affezionato (come me) al classico Ercole corredato di costumino e capigliatura con barba iconica, fa bene a resettare il tutto preparandosi al nuovo look più trasandato e somigliante ad un barbaro, stessa cosa per quanto riguarda il fisico, molto vicino a quello di Conan il Barbaro. In effetti Dwayne Johnson è l’erede in tutto e per tutto del mitico Arnold Schwarzenegger, fisicità e carisma non gli mancano anche se é ben lontano dallo standard dell’ex Terminator austriaco. Il film non è malvagio, ma neanche soddisfacente come dovrebbe.
Il cast fa il suo dovere mettendosi a disposizione di Johnson, alternandosi discretamente sia nei momenti di furore che in quelli comici. Unica nota stonata la partecipazione macchiettistica di Joseph Fiennes nei panni del villain Re Euristeo, truccato e imparruccato come il ridicolo presentatore di “Hunger Game” Caesar Flickerman, impersonato dal bravissimo caratterista Stanley Tucci.
Il 3D leggermente migliorato grazie a qualche lancia proiettata verso lo schermo, ma ben lontano da vvffcome dovrebbe essere, se potete scegliere optate tranquillamente per la versione HD e risparmiate per il prossimo film, i soldi mal investiti per questo tridimensionale.

Namor

 

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