BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Namor (del 04/02/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 379 volte)
Titolo originale
Skyline
Produzione
USA 2010
Regia
Colin Strause, Greg Strause
Interpreti
Eric Balfour, Scottie Thompson, Brittany Daniel, David Zayas, Donald Faison.
Durata
94 Minuti
Trailer

Tra i scintillanti grattacieli di una Los Angeles notturna, svariati fasci di luce azzurrognolo scendono dal cielo per poi posarsi sul suolo terrestre. Le persone che incuriosite li osservano, vengono prima attratte, per poi misteriosamente sparire nel nulla. La scomparsa degli individui é frutto di un attacco alieno in piena regola contro il genere umano.
Mentre l’intera popolazione viene risucchiata su una grande astronave, un gruppo di persone che abitano in un lussuoso grattacielo, cercheranno in tutti i modi di sopravvivere all’impari battaglia contro gli invasori spaziali.
Una volta visto, il film risulta abbastanza buono, sia per quanto riguarda gli effetti speciali, che per l’idea di base. L’evolversi della trama iniziale, affascina e fa ben sperare in qualcosa di diverso dalla solita invasione marziana, vista e rivista più volte nel corso degli ultimi decenni.
Peccato che questa gradevole premessa, inizia a dissolversi durante lo scorrimento della pellicola, poiché la trama cade inesorabilmente nella prevedibilità più elementare, facendo perdere l’interesse iniziale allo spettatore più avvezzo. Anche il cast allestito dei fratelli Strause, non eleva di certo la pellicola ad un rango migliore di tanti altri blockbuster vedi e getta.
Nonostante “Skyline” non mi sia piaciuto, merita la sufficienza a prescindere, non tanto per le sue doti cinematografiche, ma per come é stato realizzato, diretto e prodotto dai fratelli Strauss (veri maghi degli effetti speciali e autori degli effetti visivi in film come: Avatar, 2012, Iron Man 2, Il curioso caso di Benjamin Button e 300), visto che lo hanno realizzato in 42 giorni e con un budget da film indipendente, il risultato è veramente strabiliante.
Spero che le grandi major cinematografiche, prendano appunti sul “modus operandi” questi due talentuosi fratelli, per affidargli in un futuro prossimo, un progetto ad alto budget, dove possano esprimere al meglio il loro talento ed unirlo ad un cast di veri attori.
Son proprio curioso di vedere Colin e Greg, come se la caverebbero in un contesto del genere.

Namor

 
Di Miryam (del 26/01/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 350 volte)
Titolo originale
La banda dei babbi natale
Produzione
Italia 2010
Regia
Paolo Genovese
Interpreti
Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Angela Finocchiaro, Giorgio Colangeli.
Durata
100 Minuti
Trailer

E’ la sera del 24 dicembre, quando il commissario di polizia Irene Bestetti, interpretato dalla simpaticissima Angela Finocchiaro, si sta preparando ad uscire dal commissariato per andare a casa a cucinare e ad impacchettare i doni per i due figlioletti, che la stanno aspettando assieme al marito. Purtroppo però, un arresto la blocca sul posto di lavoro, infatti tre ladri, Aldo, Giovanni e Giacomo, che qui interpretano loro stessi, vengono sorpresi vestiti da babbi Natale mentre scalano un edificio per poi entrare furtivamente in un appartamento.
Il commissario cerca suo malgrado di stilare il verbale nel più breve tempo possibile, in modo da poter raggiungere al più presto la sua famiglia. Ma le cose andranno molto per le lunghe, poiché si trova davanti a tre persone che reputandosi innocenti, cercano a loro modo di discolparsi delle accuse a loro rivolte.
Così inizia il racconto dei tre malcapitati che tra un flashback e l’altro confessano i loro problemi: Aldo: è il classico scansafatiche che vive facendo scommesse e quindi, buttato fuori di casa dalla sua compagna ormai stanca di mantenerlo, va a vivere da Giacomo, chirurgo rimasto vedovo da dodici anni, ma che vive sempre nel ricordo della moglie morta e non si accorge delle attenzioni della sua collega Elisa, infine c’è Giovanni, che ha uno studio di veterinario sotto l’appartamento di Giacomo, questi è bigamo, infatti cerca di vivere tra due famiglie, una a Milano e una a Lugano. Alla fine dei vari racconti alquanto confusi, il commissario, avendo capito poco, li fa rinchiudere in cella, ma il lieto fine non tarda ad arrivare, perché la vera banda dei babbi Natale verrà finalmente arrestata, così i nostri tre amici vengono immediatamente scarcerati, evitata la galera dovranno fare i conti con le loro rispettive compagne.
“La banda dei babbi Natale” diretto da Paolo Genovese, è il primo film di Natale vero e proprio di Aldo, Giovanni e Giacomo, commedia divertente sostenuta anche da discreti attori quali la Finocchiaro e Ponzoni, per non dimenticare poi la terribile suocera di Giovanni, interpretata dalla discografica Mara Maionchi.
Notevole anche la colonna sonora dove sono stati introdotti anche quattro brani della grande Mina. Il film tutto sommato non mi è dispiaciuto, anche se preferisco seguire di più i “corti” di questi tre comici. Li ritengo molto più divertenti nelle loro brevi gag, che non nei lungometraggi, tuttavia, inserito in un clima natalizio, il film fa trascorrere una piacevole serata con la famiglia.

 Miryam

 
Di Asterix451 (del 24/01/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 390 volte)
Titolo originale
Nerverwas
Produzione
USA - Canada 2005
Regia
Joshua Michael Stern
Interpreti
Aaron Eckhart, Ian McKellen, Nick Nolte, William Hurt, Jessica Lange.
Durata
108 Minuti

Cosa si prova ad essere il figlio di uno scrittore che ha venduto milioni di copie con una favola per bambini, di cui si è anche protagonisti?
E’ quanto accaduto a Zachary Piers nell’infanzia (Aaron Eckart), l’evento che ha condizionato pronfondamente il suo rapporto con il padre (Nick Nolte), un uomo abbruttito dall’abuso di psicofarmaci e legato alla famiglia da una complessa relazione di amore ed odio.
Divenuto adulto, Zach si è convinto di poter risolvere le contraddizioni del suo passato semplicemente dimenticando, senza rendersi conto che, invece, tutte le sue scelte ne sono state condizionate. Ha persino cambiato cognome, presentandosi a tutti con quello della madre, “Riley” (Jessica Lange).
Nonostante sia stato medico psicologo in una prestigiosa struttura, ad un certo punto sente il bisogno di tornare nel paese della sua infanzia, alla clinica dove suo padre era stato ricoverato tanti anni prima. Durante il colloquio di assunzione, la riluttanza del Direttore sanitario della struttura (William Hurt) scompare nel momento in cui Zach riesce a smuovere l’apatia di Gabriel (Ian McKellen), un paziente distaccato ed indifferente alla terapia medica: egli crede di essere il Re del minacciato Regno di “Neverwas”, quello della favola celeberrima.
Gabriel pretende che la finzione sia vera e che occorra organizzare la difesa del suo castello, implorando l’aiuto di Zach affinchè vi torni a combattere, come fece già da bambino, quando la favola venne scritta. Non capisce che l’accondiscendenza del suo beniamimo ha un mero scopo terapeutico, perché nessuno gli crede, sia per l’incredibilità della storia stessa, sia per il rifiuto inconscio che questa provoca nel dottore.
Solo l’arrivo di una misteriosa ragazza ed il suo entusiasmo per “Neverwas” smuoveranno gli eventi, convincendo della buona fede del Re. Una volta deciso di superare i confini della storia, però, i veri mostri da combattere saranno i rimorsi, annidati lungo la strada interiore che unisce la realtà con la fantasia...
Penso che “Neverwas” sia una delle più belle pellicole degli ultimi anni, ma senza clamore: meglio distinguere l’esaltazione post-visione di “300” (ad esempio) dalla riflessiva emozione di questo film, per non creare aspettative eccessive.
Mi ricorda “Un Ponte per Terabithia”, sotto molti aspetti, solo che là mancavano il magnetismo di Jessica Lange e la malinconica potenza espressiva di Ian McKellen (il magico Gandalf del “Signore degli Anelli”). Nick Nolte, nei panni del padre di Zach, è struggente ed intenso come fu ne “Il Principe delle Maree”, mentre la simpatia di William Hurt migliora invecchiando. Aaron Eckart è adeguato al ruolo ma, circondato da mostri sacri di quel calibro, si apprezza più per aver prodotto il film che per averlo interpretato!
La colonna sonora contribuisce al pathos dei flash back, sovraesposti e sgranati come ricordi dolorosi, a svelare una trama delicata ed intrigante lungo la strada che conduce a Neverwas, con sensibilità, umorismo, commozione. Un ultimo, enorme pregio: il film non è stucchevole e non tenta di spremere lacrime a tutti i costi, mentre l’emozione è libertà dello spettatore.
Per me è sicuramente da vedere, ancora meglio se gustato in coppia.

Asterix451

 
Di Namor (del 21/01/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 415 volte)
Titolo originale
Into the storm
Produzione
USA 2007
Regia
Thaddeus O'Sullivan
Interpreti
Brendan Gleeson, James D'Arcy, Iain Glen, Len Cariou, Janet McTeer
Durata
100 Minuti

Il biopic “Into The Strom – La guerra di Churchill”, narra in maniera molto concisa la gestazione del grande statista inglese sul secondo conflitto mondiale.
La pellicola creata solo per il circuito televisivo è il secondo capitolo dedicato a Wiston Churchill, il primo “The Gathering Storm”, incentrato sugli anni precedenti alla guerra, fu realizzato sempre per la TV nel 2002. L’opera vanta una considerevole mole di candidature agli Emmy Awards 2009, su 14 nomination i premi conferiti sono stati due, uno al protagonista Brendan Gleeson e l’altro alle musiche di Howard Goodall.
Non sapendo della sua natura televisiva ed essendo un appassionato di biografie, mi sono dedicato alla sua visione con il dovuto distacco, constatando che il cast partecipante era poco conosciuto e l’assoluta mancanza di promozione, mi son detto: ma si, diamogli un’occhiata, alla peggio spengo la TV.
Con mia soddisfazione devo dirvi che non solo ho finito la sua visione, ma sono rimasto anche soddisfatto. Certo un film di soli 100 minuti, non può raccontare con i dettagli dovuti, quello che ha fatto il grande statista inglese durante la seconda guerra mondiale, ci vorrebbe uno sforzo maggiore in fatto di qualità artistica è di una metratura di pellicola al di sopra di quella usata per questo film. Ma se ci accontentiamo, possiamo assistere ad un titolo ben realizzato (visto il circuito a cui è destinato), con il grande merito di far conoscere personaggi che per il loro grande operato verso l’umanità, non andrebbero mai dimenticati.

Namor

 
Di Angie (del 19/01/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 349 volte)
Titolo originale
The Tourist
Produzione
USA - Francia 2010
Regia
Florian Henckel von Donnersmarck
Interpreti
Johnny Depp, Angelina Jolie, Paul Bettany, Timothy Dalton, Steven Berkoff.
Durata
105 Minuti
Trailer

Dopo l’esordio con una delle pellicole più belle degli ultimi anni “Le vite degli altri”; Florian Henekel von Donnersmarck, dirige un nuovo film:“The Tourist”.
Protagonista la supercoppia Johnny Depp e Angelina Jolie, assieme ad un cast di attori come Rufus Sewell e Paul Bettany, con la partecipazione di alcuni famosi attori italiani come: Christian de Sica, Alessio  Boni, Raoul Bova, Nino Frassica, Neri Marcore e Daniele Pecci.
Elise Ward ( Angelina Jolie) è la bellissima e ricchissima amante di ALEXANDER PEARCE, massimo riciclatore internazionale di denaro sporco, inseguito e braccato sia dalla mafia russa che dalla polizia internazionale. Sorvegliata 24 ore su 24, Elise sale su un treno che da Parigi la porta a Venezia per rincontrarsi, dopo molti anni di lontananza, con il suo amato. Per depistare la polizia, la donna, sull’Eurostar si mette in cerca di un uomo che per corporatura ricordi il misterioso Alexander. Ecco trovato il soggetto adatto, un timido professore di matematica americano: il turista FRANK TUPELO (Johnny Depp), che si trova in vacanza in Italia, per cercare di lasciarsi alle spalle un passato di delusioni sentimentali.
Frank rimasto folgorato dalla bellissima e misteriosa donna, non sa che l’incontro è tutt’altro che causale, il quale inseguendo una potenziale storia d’amore, si troverà ben presto in una avventura mozzafiato sullo sfondo della meravigliosa Venezia.
La trama non e male, il film è carino, ma francamente mi aspettavo qualcosa di più accattivante vista la presenza di due attori di questo calibro. Depp (amato per il suo fascino), nel suo personaggio di professore di matematica capitato per caso all’interno di questo intrigo nazionale e, da una Jolie (al centro del film), che ha il merito estetico di essere pari ad una dea, ma anche il demerito di essere eccessivamente immobile come una statua, da sembrare addirittura finta.
La scena iniziale che colpisce subito il pubblico è quella di questa seducente donna ( Jolie), che cammina con innata postura di lei non si sa, ne chi sia, ne dove vada e perché….., l’immagine riempie non solo lo schermo ma, illumina tutta la sala, facendo fantasticare al pubblico di trovarsi di fronte ad una pellicola caratterizzata da grandi momenti di tensione. Ma per i fans dell’action-movie che lo hanno visto, saranno rimasti sicuramente un po’ delusi, trovando la pellicola poco coinvolgente.
Ma accontentiamoci lo stesso, vista la presenza della affascinante Jolie e del fantastico Depp, sullo sfondo di una bella Venezia che sa rendere la visione molto piacevole.

Angie

 
Di mimmotron (del 17/01/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 355 volte)
Titolo originale
Dayereh
Produzione
Iran 2000
Regia
Jafar Panahi
Interpreti
Fereshteh Sadr Orafai, Maryiam Parvin Almani, Nargess Mamizadeh, Elham Saboktakin
Durata
91 Minuti

Non vorrei fare con questa recensione della demagogia, ma ritengo doveroso parlare di Jafar Panahi e della condanna che lo porterà a dover scontare sei anni di carcere e all'impossibilità di esprimersi artisticamente per 20 anni. Il regista sta ancora aspettando che la Corte si esprima sul suo appello, ma le speranze sono poche.
Molta è inoltre la solidarietà che gli giunge dai colleghi italiani tra cui Nanni Moretti, Pupi Avati e Roberto Faenza solo per citarne alcuni, i quali si stanno attivando perché intervenga il nostro governo per un aiuto concreto in favore del regista. Condannato per aver iniziato le riprese di un film sulle proteste dell'Onda verde del 2009.
La pellicola che ho scelto di recensire è Il Cerchio del 2000 e premiata con il Leone d'oro di Venezia.
In questa storia raccontata con uno stile raffinato e delicato viene mostrata la condizione delle donne ed in particolare di quelle che hanno conosciuto il carcere. Lo sguardo del regista appare molto distante dagli eventi che si svolgono lasciando a noi ogni giudizio. Forse è stato proprio questo stile a consentirgli di operare per diversi anni prima di venire definitivamente bloccato con l'interdizione al lavoro, che per certi versi per un artista è una condanna ben peggiore che il carcere. Inoltre quasi tutti i suoi film sono proibiti nel suo Paese l'Iran.
La storia si apre con due donne che appena uscite dal carcere devono far rientro a casa, ma in Iran le donne non possono viaggiare da sole almeno che non siano delle studentesse. Così durante le peripezie di una di queste ragazze per evitare d'incappare nella polizia finiamo per conoscere un'altra ragazza con altri problemi e così via e di volta in volta ci vengono mostrati più aspetti della vita di otto donne di questo Paese. Il film si conclude con l'ultima ragazza che, stando al nostro codice di procedura penale viene sottoposta a carcerazione preventiva, finirà per incontrarsi con la prima delle protagoniste e così chiudere “il cerchio”. La cosa che più mi ha colpito oltre ovviamente alla drammaticità della condizione della donna è un aspetto quasi curioso, ovvero che le donne non possono fumare in pubblico.

mimmotron

 
Di Namor (del 14/01/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 391 volte)
Titolo originale
Brooklyn's Finest
Produzione
USA 2009
Regia
Antoine Fuqua.
Interpreti
Richard Gere, Don Cheadle, Ethan Hawke, Wesley Snipes, Jesse Williams.
Durata
132 Minuti

La trama di “Brooklyn’s Finest”, ruota intorno all’ignominie di alcuni poliziotti del distretto 65 di Brooklyn. Le motivazioni delle varie nefandezze comportamentali e morali attuate dagli agenti, sono dovute a ragioni ben distinte tra essi: Tango (Don Cheadle) è un’agente infiltrato in una gang di spacciatori, il suo compito è quello d‘incastrare il loro leader Caz (Wesley Snipes). Una volta portata a termine la missione, tango riceverà la sospirata promozione a detective, ma al momento di stringere il cerchio attorno al suo uomo, la sua coscienza si rifiuterà di svolgere l’ingrato compito di traditore.
Al poliziotto Eddie Mugan (Richard Gere), manca una settimana per il pensionamento. La sua carriera di difensore della legge non è certo da prendere come esempio per le nuove reclute, poiché egli ha sempre girato la testa dal lato opposto a quello in cui si richiedeva il suo intervento. Al suo primo giorno di pensione, il negligente Eddie con un’azione da vero eroe, riuscirà a riscattare la sua indegna carriera di menefreghista.
Sal (Ethan Hawke) l’agente che compie le peggiori nefandezze di tutto il dipartimento, poiché durante le incursioni antidroga, non si crea problemi ad ammazzare gli spacciatori per rubare il loro proventi. Tale ignominia è dettata dalla forte esigenza di acquisire una nuova casa, onde evitare che la muffa uccida l’asmatica moglie in dolce attesa. In una serata in cui è in corso un blitz antidroga, i loro destini si compieranno con fortune alterne.
Dopo essersi rifiutato di girare il continuo di “Training Day”, con questo film suburbano dai personaggi ambigui, il regista Antoine Fuqua, realizza ciò che più si avvicina al proseguo del suo precedente e fortunato film.
Il cast allestito per questo titolo, risulta molto appetibile nonostante gli anni, l’espressione di Richard Gere in divisa funziona ancora alla grande, il ruolo del disperato poliziotto assegnato ad un nevrotico Ethan Hawke, risulta molto credibile, mentre Wesley Snipes purtroppo non ha un personaggio di grande spessore nella storia del film, ed è un vero peccato poiché il fisique de ruol per una pregevole interpretazione c’è l’ha. Nonostante stimi Don Cheadle, in questa circostanza è l’attore che mi ha convinto meno, il suo viso dai tratti troppo dolci, poco si addice al personaggio dell’infiltrato, rendendolo poco attendibile in quelle vesti. Mi è piaciuta invece Ellen Barkin, anche se appare in un ruolo minore è molto tosta e antipatica, tant’ è vero che la si prende subito in forte antipatia.
Brooklyn’s Finest” ha avuto l’uscita su grande schermo solo in patria con risultati modesti, mentre da noi è stato proiettato alla mostra di Venezia, per poi uscire solo per il circuito dvd.
Il film non è all’altezza del precedente poliziesco del filmaker americano, ma considerata la presenza di tanti nomi famosi nel cast e la mano asciutta è decisa di Fuqua, un’occhiata a questo titolo, non la si dovrebbe negare.

Namor

 
Di Miryam (del 12/01/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 476 volte)
Titolo originale
Georgia Rule
Produzione
Australia 2007
Regia
Gary Marshall
Interpreti
Jane Fonda, Lindsay Lohan, Felicity Huffman, Dermot Mulroney
Durata
113 Minuti

Rachel Wilcox (Lindsay Lohan), è una ragazza di diciassette anni che vive a San Francisco con la madre Lily (Felecity Huffman) e il patrigno Arnold (Cary Elwes).
Dato il suo carattere ribelle e con svariati problemi, la madre, che non è più in grado di gestirla, la manda a trascorrere le vacanze estive dalla nonna Georgia ( Jane Fonda), che al contrario della ragazza, è una persona molto precisa nelle sue regole, a tal punto che rasenta il limite dell’ossessività. Il modo di vivere di Rachel, abituata alla sfrenata vita californiana, si fa subito notare in questa tranquilla cittadina dell’Idaho, abitata in maggior parte da mormoni. Infatti ancor prima di arrivare sul posto, la giovane si imbatte in maniera alquanto spregiudicata con il dottor Ward (Dermot Mulroney), e in un secondo tempo riesce anche a sedurre il giovane e casto Harlan, (Garrett Hedlund), il quale non aveva ancora assaggiato i piaceri del sesso seppur in procinto di sposarsi.
Questo suo modo di comportarsi la fa spesso scontrare con la rigidità della nonna, la quale però riesce pian piano a domare l’irrequieta nipote scoprendo inoltre dal dottor Ward, al quale Rachel aveva fatto delle confidenze, che dietro quel duro e spregiudicato atteggiamento si nasconde in realtà un triste segreto, cioè che la ragazza ha subito delle indegne molestie da parte del patrigno. Dopo queste rivelazioni è naturale che nonna, madre e figlia si trovino a discutere, litigare e soprattutto a confrontarsi a vicenda, instaurando così un proficuo dialogo tra le parti e capire, se è la ragazza a mentire o il patrigno.
Donne regole…e tanti guai” è stato diretto dal regista Garry Marshall, già conosciuto con “Pretty Woman” e “Principe azzurro cercasi”. Devo dire che mi è piaciuta molto l’interpretazione delle tre donne… un bel cast di attrici che hanno saputo tenere in piedi l’intero film praticamente da sole, anche la trama è stata carina in quanto seppur trattando un argomento delicato come la molestia sessuale, non è caduta nel patetico, ma è stata affrontata con dei risvolti talvolta anche simpatici, che hanno avuto anche il merito di strappare qualche sottile risata allo spettatore.

Miryam

 
Di Namor (del 17/12/2010 @ 05:00:00, in cinema, linkato 563 volte)
Titolo originale
Solomon Kane
Produzione
Francia, Repubblica ceca, Gran Bretagna 2009.
Regia
Michael J. Bassett
Interpreti
James Purefoy, Max von Sydow, Rachel Hurd-Wood, Patrick Hurd-Wood, Pete Postlethwaite.
Durata
104 Minuti
Trailer

Lo spietato capitano Solomon Kane (James Purefoy), ed il suo manipolo di uomini si apprestano a saccheggiare l’ennesimo castello dopo aver sconfitto i suoi abitanti. Giunto nella sala del trono per appropriarsi delle sue ricchezze, l’avido capitano si troverà a fronteggiare il Mietitore del Diavolo, che reclama la sua anima promessa precedentemente al demonio, in cambio della sua leggendaria ferocia cha da sempre lo contraddistingue in battaglia.
Solomon, una volta sfuggito al suo riscuotitore, si rifugia in un convento ripudiando il suo trascorso da assassino. Ma il diavolo deciso più che mai ad incassare il suo credito, riuscirà a far imbracciare nuovamente le armi all’ex capitano, facendogli rinnegare per sempre la sua nuova spiritualità. A farne le spese in un mondo dove la larga maggioranza è dominata dal male, sarà una famiglia di puritani ferocemente massacrati, a cui Solomon è debitore per essere stato curato dopo un agguato. Per ripagare il debito di riconoscenza verso i suoi salvatori, egli promette al capofamiglia morente, di ritrovare e liberare la figlia Meredith, rapita dopo l’eccidio del suo nucleo famigliare, da un’orda di soldati capeggiati da un misterioso uomo mascherato.
Ha così inizio la caccia agli oppressori per mettere la parola fine ai loro diabolici piani.
La nascita di questo personaggio, la si deve allo scrittore americano Robert E. Howard alla fine degli anni venti. Il film è stato diretto dal giovane regista inglese Michael J. Basset. Nel cast vi figurano Max Von Sydow, Pete Postlethhwaite ed il protagonista James Purefoy nel ruolo di Solomon Kane.
Solomon Kane” è una pellicola fantasy in salsa medievale, passata quasi inosservata nei nostri circuiti cinematografici e la motivazione di tale flop, non é difficile individuarla dopo aver visto il film.
La trama se pur accattivante appare troppo scontata e banale, così come i suoi imbarazzanti ed elementari dialoghi, tenuti da un cast poco convincente, come il protagonista J. Purefoy nei panni di Solomon Kane. L’unica cosa che salvo da questo inutile dispendio di soldi, sono gli effetti speciali che in un’opera come questa risultano quasi da Oscar!
Per il resto prevedo una miriade di candidature ai prossimi Razzie Awards.

Namor

 
Di Angie (del 09/12/2010 @ 05:00:00, in cinema, linkato 470 volte)
Titolo originale
Knight and Day
Produzione
USA 2010
Regia
James Mangold
Interpreti
Tom Cruise, Cameron Diaz, Peter Sarsgaard, Jordi Mollà, Viola Davis.
Durata
110 Minuti

Avete voglia di trascorrere una piacevole serata all’insegna della spensieratezza?
Allora visionate questa scoppiettante pellicola che ben interseca il genere commedia con quello dell’azione: “Innocenti Bugie”, diretto dal regista James Mangold.
Poche donne potrebbero resistere al fascino di Roy Milller (Tom Cruise), uno sconosciuto incontrato per caso in aereo, che sfodera un sorriso a trentadue denti (se cosi possiamo dire) e pronuncia frasi che, come dice la protagonista, June Havens (Cameron Diaz), starebbero bene in una scatola di cioccolatini.
Il tempo di una sistematina in bagno e June si troverà nello spazio di pochi minuti, catapultata in un’avventura mozzafiato su un aereo in picchiata, in cui tutti compresi i piloti, sono morti. Roy è, infatti, un agente segreto chiamato a difendere una di quelle scoperte che potrebbero cambiare per sempre il destino del mondo. Per June non è che l’inizio di un lungo e pericoloso viaggio che vede coinvolta anche l’FBI, interessata anche lei recuperare questa nuova sorgente di energia perpetua chiamata “ Lo Zefiro”.
Questo film è interpretato da due autentiche superstar Hollywoodiane come, Tom Cruise e Cameron Diaz. I due dopo nove anni ritornano a recitare insieme, rivelandosi ancora una volta una coppia ben affiatata. Difatti i due partners, non temono di giocare con gli stereotipi legati ai loro personaggi che li hanno resi famosi in tutto il mondo, lui: acrobata tutto sorrisi e occhiali da sole, dal fascino inossidabile, lei: la svampita e ingenua che trova in sé doti che non credeva di possedere.
La trama del film si manifesta abbastanza banale, ma stavolta visto che siamo di fronte ad una pellicola che mescola azione e comicità, mostrandoci un Tom Cruise diverso, rispetto a come siamo abituato a vederlo in altri film d’azione come “Mission Impossible), e una Cameron Diaz perfettamente a suo agio nei panni della ragazza svampita, che come nelle migliori tradizioni della fiction, finisce per innamorarsi dell’affascinate spia.
Reputo “Innocenti Bugie”, un buon film, ricco di azione e humor, che non strabilia ma neanche delude.

Angie

 
Di Miryam (del 06/12/2010 @ 05:00:00, in cinema, linkato 461 volte)
Titolo originale
Benvenuti al Sud
Produzione
Italia 2010
Regia
Luca Miniero
Interpreti
Claudio Bisio, Alessandro Siani, Angela Finocchiaro, Valentina Lodovini, Nando Paone.
Durata
102 Minuti

Alberto (interpretato dal simpaticissimo Claudio Bisio), è un tranquillo responsabile dell’ufficio postale di una cittadina della Brianza.
L’impiegato postale è sposato con l’assillante Silvia ( Angela Finocchiaro), la quale vorrebbe trasferirsi nel centro di Milano, facendo insistenti pressioni sul marito, affinchè lui riesca ad ottenere il sospirato trasferimento.
Purtroppo per i due, lo spostamento non si concretizza, in quanto l’aspirato posto di Milano viene dato ad un disabile. Ma Alberto pur di ottenere quel posto tanto desiderato, si fingerà lui stesso un portatore di handicap. Ma nel attuare la farsa, commette uno sbaglio e per punizione viene trasferito in un paesino della Campania, il che per un abitante del nord che ha sempre avuto dei pregiudizi sul sud, è peggio che vivere in un incubo.
Suo malgrado, Alberto parte da solo verso quella terra che lui ha sempre considerato la patria della camorra, della sporcizia e di “terroni” con poca voglia di lavorare, inoltre, dietro consiglio della moglie, per motivi di sicurezza, indosserà pure il giubbotto antiproiettile.
Giunto sul posto, varie circostanze lo portano a ricredersi, scoprendo invece una terra inaspettatamente stupenda con dei colleghi generosi e ospitali. Doti che faranno nascere e consolidare una bell’amicizia con il postino Mattia ( Alessandro Siani ), al quale Alberto darà un notevole aiuto, per riconquistare il cuore della sua ex fidanzata di Maria (Valentina Lodovini). A questo punto Alberto si viene a trovare in una situazione al quanto critica, come dire a sua moglie (che lo crede quotidianamente in pericolo), che il temuto trasferimento ha portato un netto miglioramento nella sua vita e soprattutto nel privato?
Benvenuti al sud”, è il remake di “Giù al nord”, una commedia francese dove il regista Dany Boon, aveva descritto le difficoltà di un abitante della Costa Azzurra, costretto a trasferirsi verso il freddo Canale della Manica. In questo film. il regista Luca Miniero ha invertito la posizione geografica, esagerando un po’ nel folklore partenopeo, sta di fatto però, che questi pregiudizi sul meridione esistono davvero, e il gran merito di questa ignoranza parte proprio dal mondo politico. L’ospitalità del sud è vera, e soprattutto è genuina… parlo in prima persona perché da ragazzina ho avuto la fortuna di girare l’Italia. Nei posti meridionali mettono come si dice “la casa in collo”… invece al nord ti mandano a quel paese solo se chiedi una semplice informazione.
Tornando al nostro film, ho trovato tutti gli attori molto divertenti, che si immedesimavano nelle parti assegnate in modo molto convincente.
Vi invito a vederlo, perché le risate non mancheranno di certo.

 Miryam

 
Di Namor (del 03/12/2010 @ 05:00:00, in cinema, linkato 409 volte)
Titolo originale
L'immortel
Produzione
Francia 2010
Regia
Richard Berry
Interpreti
Jean Reno, Kad Mérad, Jean-Pierre Darroussin, Marina Foïs, Richard Berry.
Durata
115 Minuti
Trailer

Con l’espressione, “Amici oltre la morte!”, tre giovani ragazzi siglano un patto fraterno, indirizzato ad un progetto, eliminare un potente padrino della mafia marsigliese.
Una volta sviluppato con successo il piano nel sopprimere il datato boss, i nuovi arrampicatori criminali agiranno indisturbati per molti anni ai vertici del crimine organizzato. Questo, fino a quando uno dei tre Charly Matteì (Jean Reno), non decide di ritirarsi e vivere serenamente accanto alla sua famiglia per il resto dei suoi anni. Il suo anticipato pensionamento dalla malavita, viene mal accettato da uno dei suoi ex soci, lo spietato Tony Macchia (Kad Meràd), che vede in lui un pericoloso ostacolo ai suoi illeciti proventi. Per fronteggiare la possibile minaccia di eventuali cali d’introiti, il nuovo capomafia di Marsiglia ordina l’eliminazione del suo ex socio.
La spedizione punitiva composta da ben otto uomini, gli tende un feroce agguato in un parcheggio sotterraneo nel vecchio porto della città. Nonostante le 22 pallottole in corpo, Matteì sopravvive all’imboscata portandosi dietro le dovute menomazioni fisiche dovute alla grande mole di fuoco subita. Ma tutto questo non fermerà la meritata vendetta, che sarà altrettanto spietata.
L’Immortale” é tratto dal libro di Franz-Olivier Gisbert, basato su una storia realmente accaduta nel 1970 al padrino marsigliese Jacky Imbert.
Ad interpretare l’immortale boss, è il carismatico attore d’oltre alpe Jean Reno. La sua scelta è sicuramente azzeccata, viste le origini del personaggio principale del film ed il suo indiscusso talento in ruoli ove si richiede un forte impatto vendicativo contro i cattivi. Soddisfacenti anche i suoi avversi comprimari nei vari compiti di boss e killer esecutori, mentre dalla parte della legge, l’agente Marie Goldman (Marina Fois) si erge come unico personaggio degno di nota.
Pellicola senza infamia e senza lodi che piacerà sicuramente agli estimatori di Jean Reno, nel quale lo potranno nuovamente ammirare nei panni dell’implacabile giustiziere.

Namor

 
Di mimmotron (del 01/12/2010 @ 05:00:00, in cinema, linkato 367 volte)
Titolo originale
Precious: Based on the Novel Push by Sapphire
Produzione
USA 2009
Regia
Lee Daniels
Interpreti
Mo'Nique, Paula Patton, Mariah Carey, Sherri Shepherd, Lenny Kravitz.
Durata
109 Minuti
Trailer

Appena è apparsa sullo schermo la figura imponente di Clareece “Precious” Jones ho subito pensato al cartone animato di Fat Albert e the Cosby kids. Un accostamento sicuramente azzardato, ma entrambi sono ambientati nei ghetti neri americani e trattano tematiche sociali. Precious, una disagiata e obesa adolescente, vive ad Harlem quartiere ghetto di New York e a sedici anni sta per diventare madre per la seconda volta a causa degli abusi perpetrati da suo padre. Come se non bastasse è vessata dalla madre multiproblematica che vive il rapporto incestuoso con gelosia(!) Precious è però una ragazza intelligente e per questo viene invitata a frequentare una scuola speciale per ragazzi disadattati. Lei aveva sempre provato interesse per lo studio, la madre invece la mandava a scuola solo per non perdere l'assegno sociale e frequentare una classe dove l'insegnante, Ms. Rain, si adopera per aiutare i ragazzi ad imparare sarà per il suo futuro molto importante. Riuscirà infatti, grazie all'insegnamento e alla nascita del nuovo figlio a rompere il morboso rapporto di sottomissione con la madre e trovare un'occupazione per potersi occupare personalmente dei proprio figli.
Una bella pellicola drammatica che ci lascia un messaggio di speranza, ma che secondo me non merita tutto l'interesse che le si sta creando attorno. Meritati sicuramente anche i molti premi ricevuti su tutti quello per migliore attrice non protagonista conferito a Paula Patton (Ms. Rain). Ma i temi trattati sono esclusivamente legati alla condizione delle donne afroamericane, non a caso il film è stato coprodotto da Oprah Winfrey che come la protagonista è una donna di colore che giovanissima è stata oggetto di violenze sessuali, ma è riuscita a riscattarsi e viene oggi considerata la seconda donna più potente d'America. La condizione delle scuole pubbliche dove gli alunni fanno ciò che vogliono, nel film Precious a sedici anni è analfabeta! I servizi sociali e molto altro che secondo me riguardano esclusivamente gli Stati Uniti.
La partecipazione poi di Lenny Kravitz e Mariah Carey non aggiungono niente al contenuto stesso del film. Che poi ad un certo punto si vedano delle immagini che anche se considerate frutto della mente di Precious facciano chiaramente riferimento alla Protesta di piazza Tiananmen avvenuta due anni dopo l'ambientazione del film, l'ho trovato un po' strano.
Con questo non voglio disincentivarne la visione, tutt'altro, ma vi consiglio di guardarlo senza porvi troppe aspettative per non rimanerne delusi.

mimmotron

 
Di mimmotron (del 26/11/2010 @ 05:00:00, in cinema, linkato 383 volte)
Titolo originale
Casablanca
Produzione
USA1942
Regia
Micheal Curtiz
Interpreti
Humphrey Bogart, Ingrid Bergman, Paul Henreid, Claude Rains, Peter Lorre.
Durata
102 Minuti

Dopo aver visto il film Provaci ancora, Sam del regista Ross interpretata magistralmente da Woody Allen nel ruolo di un personaggio goffo, bruttino, nevrotico e bugiardo che, essendo appena stato lasciato dalla moglie, decide di trovarsi una nuova compagna. Ad aiutarlo in questa impresa c'è Rick il protagonista di Casablanca, naturalmente solo nella sua fantasia. Essendomi piaciuta questa pellicola ho deciso di guardare anche Casablanca, cosa che mi ripromettevo da tempo, ma che continuavo a rimandare, convinto che una pellicola del 1942 (!) sarebbe stata sicuramente molto impegnativa. Forse tra le pellicole più celebri ed omaggiata della storia del cinema, si è dimostrata una pellicola godibile, da vedere assolutamente se vi piacciono le commedie romantiche.
La trama si sviluppa durante il secondo conflitto mondiale a Casablanca in Marocco a quel tempo occupato dai francesi filo-nazisti del regime di Vichy. Questo permette a Rick, pur essendo americano, di continuare a gestire il suo locale notturno senza particolari problemi. Lo aiuta inoltre la sua neutralità in tutte le questioni inerenti il conflitto in corso e il cinismo che applica in tutte le contese che lo riguardano. Grazie a questa sua conclamata neutralità diviene spesso oggetto di confidenze e per chi ha bisogno d'aiuto di un valido alleato. In occasione della richiesta di conservare due carte di transito tedesche rubate, finisce per diventarne il legittimo proprietario a causa della prematura morte del legittimo titolare. La sua quotidianità viene stravolta dall'arrivo di Ilsa Laszlo e di suo marito eroico leader della resistenza cecoslovacca. Rick ed Ilsa si erano conosciuti e innamorati a Parigi poco prima che venisse occupata dai tedeschi ed in quel periodo Ilsa credeva suo marito fosse morto in un campo di concentramento, ma il giorno stesso in cui sarebbe dovuta fuggire con Rick riceve la notizia che egli è ancora vivo ed in città, decide quindi non presentarsi all'appuntamento presso la stazione per prendere l'ultimo treno che gli avrebbe permesso di abbandonare la città, cosa che Rick è costretto a fare a causa degli eventi che stanno precipitando. Nel rivederla tutto il rancore covato in quegli anni ritorna quindi a galla e saputo che i coniugi Laszlo sono braccati dalla Gestapo e alla ricerca di un modo per fuggire decide di negare loro l'acquisto dei due lascia passare in suo possesso. Ma quando capisce che pur di salvare il proprio compagno i coniugi Laszlo sono disposti a sacrificare se stessi anche Rick, che è sempre stato un sentimentale, cede e permette ai due partner di fuggire. E qui abbiamo la scena che pochi di voi, credo, non abbiano mai visto, ovvero Rick che saluta Ilsa mentre l'aereo si prepara al decollo.

mimmotron

 
Di Angie (del 22/11/2010 @ 05:00:00, in cinema, linkato 524 volte)
Titolo originale
12 Rounds
Produzione
USA 2009
Regia
Renny Harlin
Interpreti
John Cena, Steve Harris, Ashley Scott, Aidan Gillen, Brian J. White.
Durata
108 Minuti

Il noto wrestler John Cena, torna sul set per la terza volta, dopo “Mauhunt” e “The Marine”, ecco un altro film d’azione di cui lui è il protagonista principale: “ 12 Rounds” , diretto da Renny Harlin, regista finlandese noto per “ Die Hard 2” , Cliffhanger e The Covenant.
In “ 12 Rounds” John Cena, veste i panni del detective Danny Fisher, che si trova casualmente con un suo collega a fermare un pericoloso e noto terrorista Miles Jackson ( Aidan Gillen). Durante l’inseguimento con il conseguente arresto del criminale, viene uccisa per sbaglio la sua ragazza Erica ( Taylor Cole), tale gesto sarà la conseguenza di una solenne promessa di vendetta verso l’agente Fisher.
Ad un anno dalla sua cattura, Miles riesce ad evadere dalla prigione.
Deciso di far pagare a Fisher, la morte della sua amata ragazza, lo costringe ad una letale sfida contro il tempo, in un sadico gioco con una serie di indovinelli da risolvere in “ 12 riprese”.
Posta in palio: la vita della sua compagna che il terrorista ha rapito.
Basterà il sangue freddo dell’agente di polizia, a portare a termine queste 12 difficilissime sfide?
Una sola mossa sbagliata, può essere fatale per la salvezza di sua moglie.
Questo titolo si presenta come un bel mix di azione e thriller, ma di originale purtroppo ha veramente poco, nonostante tutto la pellicola scorre abbastanza piacevolmente, con questa ricerca di indizi, simile ad una caccia al tesoro, messa in scena da questo folle criminale.
La sua visione mi ricorda “ 58 Minuti per morire “ e “ Die Hard “, specialmente con quest’ultimo ha alcune somiglianze, come con la mania del telefono, dei giochi a quiz è la forsennata corsa a tappe contro il tempo. Trovo il film adatto e coinvolgente a tutti gli appassionati di titoli action che, hanno voglia di trascorrere due ore immersi tra inseguimenti, minacce ed esplosioni con ritmo indiavolato, per portare a termine questo gioco perverso.

 Angie

 

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