BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Angie (del 28/07/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 824 volte)
Titolo originale
Anonimo Veneziano
Produzione
Italia 1970
Regia
Enrico Maria Salerno
Interpreti
Florinda Bolkan, Tony Musante, Toti Dal Monte, Brizio Montinaro, Giuseppe Bella.
Durata
94 Minuti

E da poco scomparso (Novembre 2013 all’età di 77 anni) il grande attore italo americano Anthony Peter “Tony Musante”, uno dei volti più intensi del cinema degli anni settanta.
Dei suoi innumerevoli film e serie tv da lui interpreti, ricordo in modo particolare un film di cui fu protagonista con la giovanissima e seducente Florinda Bolkan, il film in questione era “Anonimo Veneziano", diretto da Enrico Maria Salerno. Pellicola cult degli anni settanta, che fece piangere il grande pubblico raggiungendo la stellare cifra di 3 miliardi di incasso.
Enrico (Tony Musante) è un oboista della Fenice di Venezia che non è riuscito a realizzare il suo sogno: quello di diventare un grande direttore d’orchestra. Dopo aver appreso di essere gravemente ammalato, decide di rivedere la sua ex moglie, Valeria, e la invita a Venezia. La donna che si è rifatta una vita, accetta e giunge in questa città lagunare. In un primo momento Valeria, è diffidente nei confronti dell’ex marito ma, ben presto si ricrede. Si ritrova insieme a lui a girovagare in una Venezia splendida ma, malinconica, decadente e, alternando furiosi diverbi a teneri momenti, rivivono i bei tempi trascorsi insieme. Attraverso gli scorci di questa Venezia solitaria e nebbiosa, Valeria si accorge che questo amore per quanto rinnegato e conflittuale verso l’ex marito, è ancora immenso.
Chi non ricorda Musante con i suoi segni distintivi: un neo sulla gota sinistra, un folto casco di ricci bruni e uno sguardo da ragazzaccio!! Fu lanciato in Italia da Dario Argento con la pellicola d’esordio”L’uccello dalle Piume di Cristallo”(1970) e, “Metti una Sera a Cena” di Giuseppe Patroni Griffi. Con la serie tv “Toma” ebbe grande successo negli Usa, come interprete del detective del New Jersey. Ultima sua apparizione fu nella fiction su canale 5 con “Pupetta- il coraggio e la passione” dove interpretava il ruolo del boss della Camorra, Don Luigi Vitello. Come al solito, forse, mi sono lasciata un po’ andare a raccontare la storia.
Comunque chi non l’avesse ancora visto e fosse invogliato, scoprite personalmente questa pellicola che, non è sicuramente allegra ma, terribilmente umana e vera. Nonostante a distanza di anni rivedere il film mi ha di nuovo emozionato, del resto i temi di cui tratta (amore,ricordi, morte) a chi non può toccare il cuore!? A mio parere è un gran bel film sulla vita, le sue contraddizioni e la sua drammaticità: il tutto con due interpretazioni memorabili. Una stupenda colonna sonora di Stelvio Cipriani e, uno sfondo di una città nella sua disperazione ed esangue bellezza.
Come commemorare la scomparsa di questo grande attore? Sicuramente nel visionare questa stupenda pellicola!

Angie

 
Di Miryam (del 25/07/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 720 volte)
Titolo originale
Bollenti spiriti
Produzione
Italia 1981
Regia
Giorgio Capitani
Interpreti
Johnny Dorelli, Gloria Guida, Lia Tanzi, Alessandro Haber.
Durata
98 Minuti

Il conte Giovanni degli Uberti (Johnny Dorelli ), è un nobile che sta per avere un crack finanziario in quanto indebitato fino al collo per vari insuccessi imprenditoriali.
Nemmeno il suo fido avvocato Vittorio ( Alessandro Haber ) non sa che pesci prendere per salvare qualche bene visto che i creditori gli stanno portando via tutto. Ecco però che arriva una sorpresa inaspettata, Giovanni ha ereditato un castello, non solo, c’è pronta pure un’immobiliare svizzera che vuole acquistare il tutto per due miliardi di lire per poter trasformare il castello in un lussuoso albergo.
C’è un problema, non è l’unico erede, c’è una certa Marta ( Gloria Guida ), l’infermiera che ha assistito e curato lo zio negli ultimi mesi di vita, alla quale spetta il dieci per cento della vendita. A questo punto il nostro Giovanni insieme all’avvocato deve cercare di escogitare qualcosa per accaparrarsi quel dieci per cento al fine di non avere vincoli e poter così vendere il tutto. I problemi però non sono finiti qui, nel castello si aggira Guiscardo (logicamente sempre interpretato da Dorelli), un fantasma balbuziente parente e sosia di Giovanni, questi, da secoli vaga per le infinite stanze del castello alla ricerca di una donna, perché su di lui pesa una maledizione inflittagli da suo padre, cioè solo dopo aver fatto l’amore con una fanciulla, lui potrà finalmente trovare la pace dell’eternità e quindi sparire dal castello.
Giovanni, a questo punto per poter entrare in possesso dell’intera eredità, si vede suo malgrado a fare i conti con l’infermiera Marta, con il focoso cugino Guiscardo e con un castello zeppo di trabocchetti, porte girevoli, botole improvvise, e come se tutto ciò non bastasse, l’imprenditore svizzero altro non è che il marito della sua amante Nicole ( Lia Tanzi ), una donna nevrotica e gelosa che lo vuole per sé a tutti i costi.
Con tutte queste controversie, riuscirà Giovanni a concludere l’affare e a sistemarsi finanziariamente una volta per tutte?
Bollenti spiriti” film diretto da Giorgio Capitani nel lontano 1981, di “bollente” ha solo il titolo, infatti è una divertente commedia fatta di equivoci che non cadono mai nel volgare. Troviamo un giovane Dorelli che interpreta egregiamente due ruoli, un simpatico cast di attori come Haber qui in uno dei suoi primi ruoli di rilievo, e che dire della Guida? Sempre vestita ma comunque bella da vedere.
Ho visto questa pellicola al cinema più di trent’anni fa… poi una sera quasi per caso la trasmettevano su uno dei tanti canali del digitale, non ho resistito e l’ho rivista volentieri, se qualcuno di voi non l’avesse mai visionata e ha voglia di farsi due risate senza troppe pretese….
Beh sono novanta minuti spensierati!!

Miryam

 
Di Namor (del 21/07/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1138 volte)
Titolo originale
La mafia uccide solo d'estate
Produzione
Italia 2013
Regia
Pif
Interpreti
Cristiana Capotondi, Pif, Ginevra Antona, Alex Bisconti, Claudio Gioé.
Durata
Minuti 90

Arturo, fin dalle elementari ha due insanabili passioni, l’Onorevole Giulio Andreotti del quale colleziona maniacalmente articoli e foto e la sua nuova compagna di scuola Flora, una bellissima ragazzina appena trasferitasi con la famiglia a Palermo. L’idolatria di Arturo verso Andreotti si esaurisce con il raggiungimento dell’età adulta, mentre quella per Flora, rimane intatta, nonostante il suo futuro trasferimento in un’altra città. Un amore mai compiuto il suo, fin quando, parecchi anni dopo la rivede per motivi di lavoro; lui è un giornalista locale, mentre lei è la segretaria personale niente di meno che, del politico e sindacalista Pio La Torre. Tra i due, dopo le varie incomprensioni di natura lavorativa e non, sboccerà il più forte dei sentimenti, nato quando andavano a scuola nei primi anni 80 è protratto fino ai primi anni 90, periodo nel quale la strategia stragista della mafia, fece trucidare integerrimi funzionari dello stato, dediti a combattere cosa nostra.
La mafia uccide solo d’estate” è l’opera prima alla regia di PIF, meglio conosciuto come Pierfrancesco Diliberto, scrittore, conduttore e autore televisivo di buon successo. Il suo esordio su grande schermo nella triplici vesti di regista, sceneggiatore e attore, (come testimonia i numerosi premi vinti ai vari festival) é più che positivo, anzi io lo definirei sicuramente eccellente.
PIF con questo film ha saputo toccare un tema tanto doloroso quanto ignobile come gli eccidi di mafia, con una delicatezza è una ironia mai esagerata e fuori dal comune, ci si diverte è allo stesso tempo ci si sofferma a pensare alle persone che sono cadute per mano della mafia, troppo presto dimenticate e poco celebrate dalle nostre istituzioni.
A mio parere questo è il più bel film italiano dell’anno da vedere fino ai titoli finali, in cui vengono mostrati i luoghi delle stragi con targhe e monumenti ai caduti e le foto con gli articoli dei giornali del tempo.
Intelligente (come tutto il film) anche il titolo scelto, per nulla banale o stabilito per attirare pubblico nelle sale… se voi andate a vedere le date in cui sono cadute gran parte delle vittime di cosa nostra, vedrete che appartengono quasi tutte a mesi estivi.
Chiudo facendo i miei meritati complimenti a PIF, per aver realizzato un’opera prima tanto poetica quanto originale.

Namor

 
Di Asterix451 (del 17/07/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 729 volte)
Titolo originale
Sucker Punch
Produzione
USA - Canada 2011
Regia
Zack Snyder
Interpreti
Emily Browning, Abbie Cornish, Jena Malone, Vanessa Hudgens, Jamie Chung.
Durata
105 Minuti

Anni ’50. Baby Doll (Emily Browning) è una ragazza orfana, molto bella.
Per proteggere la sorellina minore da un patrigno violento e desideroso di impossessarsi della loro eredità, non esita a sparagli contro con una pistola: sfortunatamente, è troppo sconvolta per fare centro e il patrigno riesce ad uccidere la più piccola; poi, l’uomo telefona alla Polizia e la denuncia. La ragazza finisce così alla Lennox House, un manicomio femminile gestito da uno staff corrotto e senza scrupoli: d’accordo con Blue (Oscar Isaacs), il capo degli infermieri, il patrigno di Baby Doll cerca di assicurarsi l’impunità pagando perché la ragazza venga lobotomizzata. Accadrà tra cinque giorni, il tempo che le resta per trovare una via di fuga.
All’interno della struttura, la Dottoressa Gorsky (Carla Gugino) cura le pazienti inducendole a rappresentare su di un palcoscenico le situazioni che hanno provocato i loro traumi psicologici, in quello che chiamano “il Teatro”. Quando Baby Doll assiste a questa pratica, sprofonda in una sorta di trance: qui, i fatti vengono rielaborati in modo fantastico e allucinatorio, pur mantenendo il filo con la realtà parallela del manicomio.
Si ritrova così nella rappresentazione di un bordello gestito da Blue, a ballare per essere scelta da clienti che pagano per i loro favori. Guidata dalla proiezione del suo inconscio, un vecchio saggio che le mette a disposizione un piano di fuga e le armi per realizzarlo, Baby Doll scoprirà quanto possa essere forte il potere della sua mente: le basterà questo, per salvarsi?
Seconda pellicola di Zack Snyder, il visionario regista di “Watchmen” e “300”, scritto e prodotto insieme alla moglie con l’idea di realizzare un “300” al femminile, ambientato in un inconscio visionario. Le attrici, sottoposte ad un addestramento intensivo di pesi, arti marziali e maneggio delle armi da fuoco, sono catapultate in combattimenti forsennati ogni volta che Baby Doll danza. Il cinema di Snyder focalizza sul dettaglio e la musica ha un ruolo chiave, con arrangiamenti di canzoni già famose. Il prologo iniziale, sulle note di “Sweet Dreams” degli Eurithmics, forse svela il riferimento al nome del manicomio: Lennox House, come la celebre voce del gruppo. Lo stile registico ricorda quello dei Fratelli Wachowski, ma non è sostenuto dalla stessa profondità di concetti e psicologia dei personaggi.
Dal punto di vista visivo “Sucker Punch” è un film immenso, pervaso da una certa sensualità mai volgare. La coreografia dei combattimenti è impeccabile ed esaltante, l’azione non molla mai. Le attrici sono brave, belle e cattive, guidate dal saggio Scott Glenn: tuttavia, la critica lo ha stroncato per la mancanza di spessore, arrivando a definirlo una sorta di videogioco fine soltanto alle suggestioni visive.
Io lo considero un film incredibile per molti aspetti, che manca di poco il bersaglio: data la particolarità della storia, potrebbe non piacere affatto… o esaltare comunque. Credo ci sia un ingarbuglio di trama sul finale, anche se la storia si capisce (cosa ci fa Scott Glenn al volante del bus?). Penso anche che lo spettatore dovesse essere aiutato maggiormente a distinguere le realtà parallele che Baby Doll vive, con piccoli accorgimenti dello sceneggiatore.
Io l’ho apprezzato davvero alla seconda visione. Secondo me, se la trama interessa vale la pena di tentare: questo è un film che regala ben più di una emozione.

Asterix451

 
Di Angie (del 11/07/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 772 volte)
Titolo originale
Hummingbird
Produzione
USA _ Gran Bretagna 2013
Regia
Steven Knight
Interpreti
Jason Statham, Agata Buzek, Vicky McClure, Benedict Wong, David Bradley
Durata
100 Minuti

Joey Smith (Jason Statham) un ex soldato delle forze speciali in fuga da un traumatico e burrascoso passato militare in Afghanistan. Giudicato colpevole per aver ucciso degli afgani innocenti, solo per pura vendetta e, per sfuggire alla Corte Marziale, Joey è costretto a vivere nei bassifondi londinesi come vagabondo insieme alla sua migliore amica Isabel (una prostituta), che è l’unico essere umano con cui abbia scambiato affetto dopo la carriera da soldato.
Questo suo modo di vivere è per lui come una autopunizione per ciò che ha commesso. Una notte per seminare dei balordi che lo aggrediscono, s’intrufola in un lussuoso appartamento il cui proprietario è fuori città per lavoro e per un lungo periodo. Da qui il miraggio e l’opportunità per Joey di una nuova vita. Si ripulisce, indossa nuovi vestiti e inizia a cercare lavoro e a reinserirsi nella società. Trova subito posto in un ristorante cinese, dove poi verrà scelto come buttafuori da un boss della mafia di Soho, inizia così la sua carriera da gangster, ma senza dimenticare i suoi vecchi amici di strada. Joey vuole salvare e portare via da quell’ambiente la sua amica Isabel, e per farlo si rivolge a Suor Cristina, conosciuta alla mensa dei vagabondi, anche lei bisognosa di redimersi come Joey. Dalle ricerche fatte per ritrovarla dopo essere scomparsa, si scopre che purtroppo la ragazza è stata uccisa. Smith si ritrova di nuovo di fronte al dover prendere una decisione: farsi giustizia da solo o no? E se lo farà, riuscirà poi a trovare un modo per redimersi e cominciare a vivere da brav’uomo?
Scritto e diretto dal regista inglese Steven Knight (conosciuto per le scenografie di “Piccoli Affari Sporchi” e “La Promessa Dell’Assassino”) approda sugli schermi con “Redemption - Identità Nascoste”. Un thriller d’azione e di sentimenti, dove vediamo come protagonista l’attore britannico Jason Statham, che riflette sugli errori umani e punta tutto sulla possibilità di riuscire nuovamente a riconquistarsi un posto nel mondo.
Devo dire bravo al protagonista Jason che, ha sempre interpretato ruoli da vero “macho” duro e cazzuto, qui lo vediamo anche nelle vesti di un uomo distrutto e ormai al capolinea. Certo chi si aspetta di vedere un thriller di pura azione alla Jason Statham, forse rimarrà un po’ deluso. Sicuramente sarà una pellicola destinata ad essere dimenticata in fretta, contrariamente alle altre più quotate di Statham, abituato a vederlo in piena azione nelle sua performance più muscolari.
Comunque a mio avviso è un bel film, gradevole e con qualche discreta sequenza d’azione, senza troppe sparatorie ed inseguimenti (come piace alla sottoscritta).

Angie

 
Di Miryam (del 07/07/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 799 volte)
Titolo originale
Colpi di fortuna
Produzione
Italia 2013
Regia
Neri Parenti
Interpreti
Christian De Sica, Pasquale Petrolo, Claudio Gregori, Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu.
Durata
Minuti 90

Il film si dipana in tre episodi che hanno in comune la fortuna o la …sfortuna, infatti nel primo ci sono due amici o meglio colleghi di lavoro, Mario (Luca Bizzarri) e Piero (Paolo Kessisoglu), che lavorano presso una compagnia di navigazione e sognano di poter avere una barca tutta loro. Piero è innamorato di Barbara (Fatima Trotta) cassiera del bar-tabacchi che si trova sul porto, pur di vederla, compra sigarette anche se non fuma e quando Barbara passa al gioco del lotto, ecco che Piero gioca con i soldi di Mario, una combinazione assurda che però esce. Il problema è che dopo aver saputo che Barbara ha un altro uomo, Piero, distrutto dal dolore si ubriaca e passa una “notte da leoni”, logicamente al risveglio, non si ricorda più nulla, nemmeno dove ha messo il biglietto vincente, inizia così un susseguirsi di cose per cercare di fargli tornare la memoria.
Il secondo episodio vede come protagonista, Gabriele Brunelli, interpretato dal mitico Christian De Sica, che qui veste i panni di un imprenditore tessile alquanto superstizioso e terrorizzato dalla sfortuna, il fatto è che sta per concludere un importante affare con una ditta mongola e si vede costretto suo malgrado a servirsi di un traduttore, un certo Bernardo Fossa (Francesco Mandelli), che è il classico porta sfiga, quindi ogni cosa che va male è sempre per colpa sua.
Infine nel terzo e ultimo episodio, troviamo Felice (Lillo), ex ballerino della Carrà della quale si vanta sempre, ora però, è solo un semplice insegnante di danza. Un giorno, riceve una telefonata da un notaio che gli annuncia una grossa eredità lasciatagli dal padre, il problema è che i soldi sono pochi, ma in compenso eredita un fratello, Walter (Greg), un tipo strano con delle fobie e manie assurde che danno vita a situazioni imbarazzanti e nello stesso tempo divertenti. Come avete capito, tutti e tre gli episodi partono dalla sfortuna, ma si concludono sempre con un lieto fine molto fortunato e inaspettato.
Artefici di questa divertente commedia, sono Neri Parenti e De Laurentis, che vengono anche stavolta affiancati da Alessandro Bencivenni e Domenico Saverni che ne firmano la sceneggiatura. Questa volta è di scena la fortuna invece che l’amore come per “Colpi di fulmine”girato nel 2012. Il divertimento non manca e nemmeno le risate, anche se secondo me sono stati più divertenti il secondo e il terzo, un po’ per De Sica che non delude mai in quanto imbattibile nel suo genere, e per l’originale tema che è stato trattato con Lillo e Greg.
Nel complesso comunque la pellicola si può definire come una piacevole commedia, dove tra gobbi, cornetti e soprattutto equivoci vari, si riesce a trascorrere novanta minuti in allegria.

Miryam

 
Di Namor (del 04/07/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 822 volte)
Titolo originale
Edge of Tomorrow
Produzione
USA 2014
Regia
Doug Liman
Interpreti
Tom Cruise, Emily Blunt, Bill Paxton, Brendan Gleeson, Jonas Armstrong.
Durata
113 Minuti
Trailer

La Terra è sotto il poderoso attacco dei Mimics: una potente razza aliena che vuole sterminare il genere umano per impossessarsi del nostro pianeta. Il tenente William Cage (Tom Cruise), viene reclutato per andare in prima linea sulle coste francesi, ove si terrà una cruenta e massiccia campagna contro gli invasori. Sorpreso per essere stato scelto per tale mansione, l’impaurito tenente che non ha nessuna esperienza sul campo di battaglia, rifiuta più volte l’ordine di aggregarsi ai suoi commilitoni. Dopo aver minacciato e provato a ricattare inutilmente il Generale Brigham (Brendan Gleeson), Cage si risveglia ammanettato e senza gradi al campo di addestramento per essere mandato in battaglia il giorno seguente. Accolto con grande scetticismo e con l’infamante etichetta di disertore e spione, Cage dovrà misurarsi in una nuova realtà a cui non è abituato: indossare una speciale armatura denominata esoscheletro e fronteggiare il nemico a viso aperto sul campo di battaglia.
Pochi minuti di conflitto è Cage, inevitabilmente muore sotto il fuoco nemico… Ma la cosa sensazionale è che dopo la sua morte si risveglia nuovamente ammanettato al campo di addestramento, per poi rivivere la stessa identica giornata, fino alla sua prossima uccisione. La ripetizione dell’evento fa entrare Cage in contatto con la soldatessa delle forze speciali Rita Wratasky (Emily Blunt), l’unica persona in grado di spiegargli l’incredibile evento di rivivere incessantemente la stessa giornata, visto che anche lei ha vissuto la stessa esperienza. Un loop temporale dovuto al contatto col sangue di un Mimics prima di morire.. questo è quello che sta vivendo il Tenente Cage. Tale evento è frutto dell’Omega, un’organo extraterrestre in grado di prevenire e modificare le strategie delle forze armate terrestri per poi sconfiggerle. I giorni si ripetono incessanti fino a fortificare il nostro eroe, che dovrà elaborare come annientare l’Omega per vincere l’ardua battaglia contro gli invasori.
Tratto dal romanzo “All You Need is Kill” di Hiroshi Sakurazaka, “The Edge of Tomorrow – Senza Domani” è diretto dal bravo regista Doug Liman, già autore di "The Bourne Identity" e "Mr. & Mrs. Smith" .
Ottimo film con un Tom Cruise sugli scudi, coadiuvato da una credibile e brava Emily Blunt, un fantascientifico thriller con una valida e solida sceneggiatura, ove gli effetti speciali ben misurati e realizzati dal premio Oscar Nick Davis non la fanno da padroni. Eccellente anche il sonoro e la musica che ben accompagna i vari momenti emotivi del film, il primo ad essere realizzato presso i maestosi studi londinesi Leavesden Studios della Warner Bros, gli stessi dove han girato l’intera saga di Harry Potter.
Se apprezzate il genere e siete degli estimatori (come me) del grande Tom Cruise, non perdetevi assolutamente questo lodevole titolo… i soldi del biglietto sono ben spesi!

Namor

 
Di Angie (del 27/06/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 923 volte)
Titolo originale
The Cassandra Crossing
Produzione
Gran Bretagna - Germania - Italia 1976
Regia
George Pan Cosmatos
Interpreti
Richard Harris, Sophia Loren, Ingrid Thulin, Burt Lancaster, Martin Sheen.
Durata
125 Minuti

Sembra un qualsiasi treno in viaggio per l’Europa, ma in uno dei suoi vagoni si annida una minaccia mortale. Un pericoloso terrorista svedese a fallito il suo tentativo di far saltare una struttura ospedaliera dell’Organizzazione Mondiale a Ginevra, dove vengono studiati dei nuovi virus.. ora si trova a bordo del treno.
Durante l’ intrusione nel laboratorio il terrorista ha contrato un virus letale e pericoloso per gli ignari passeggeri del convoglio. Il morbo rischia di diffondersi, infatti, alcuni passeggeri sul treno cominciano a sentirsi male, le autorità americane per non far estendere il virus al di fuori del treno, cercano di farlo deviare verso un campo di quarantena situato in Polonia.
La decisione delle autorità è inquietante: un colonnello americano dei servizi segreti , Stephen Mackenzie (Burt Lancaster), prende in mano la situazione e decide di sacrificare tutti i passeggeri per evitare la diffusione dell’agente patogeno, facendo precipitare il convoglio su u n ponte pericolante: il Cassandra Crossing. Sul convoglio, però, viaggia un celebre medico, il dottor Jonathan Chamberlain (Richard Harris), che intuisce il tragico piano di Mackenzie. Il Professore aiutato dalla moglie e da alcuni passeggeri cercherà di portare in salvo almeno una parte dei viaggiatori.
Prodotto da Carlo Ponti “Cassandra Crossing” è un action-movie girato in Europa e diretto dal regista di origine italiana George Pan Cosmatos, tratto dal romanzo di Robert Katz, interamente ambientato su un treno in corsa attraverso l’ Europa. Non ricordavo questo film degli anni settanta, mi è capitato sotto mano per caso è attratta dal cast non mi sono lasciata scappare l’occasione di darci un’occhiata. Un bel film con un tema avvincente, anche se non molto originale, ma a quell’epoca fece egregiamente il suo grande effetto. La tensione non manca, una bella sceneggiatura che riesce a creare un perfetto mix di azione e di intrigo con piccole e simpatiche sfumature romantiche. Una splendida fotografia e costumi molti curati.
Cast eccellente (a mio parere), Richard Harris e Sophia Loren sono molto bravi e convincenti nei loro ruoli, come pure la grande performance di Burt Lancaster, qui in un ruolo ambiguo ben interpretato del colonnello Mackenzie. L’unico personaggio che non mi è piaciuto (sempre una mia opinione personale) è stato quello di Ava Gardner, lo trovata una figura banalmente superflua.. la solita donna ricca attempata che dà poca credibilità e superficialità alla storia. Chi non l’avesse ancora visto o dimenticato come me, lo consiglio, tratta argomenti che nonostante a distanza di 30 anni sono ancora più che mai attuali.
Comunque anche se a volte non vengono considerati dei grandi capolavori, queste sono sempre pellicole che emozionano e si rivedono sempre volentieri.

Angie

 
Di Asterix451 (del 23/06/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 823 volte)
Titolo originale
Scott Pilgrim vs. The World
Produzione
USA - Canada - Gran Bretagna 2010
Regia
Edgar Wright
Interpreti
Michael Cera, Mary Elizabeth Winstead, Kieran Culkin, Chris Evans, Anna Kendrick.
Durata
112 Minuti

Scott Pilgrim (Michael Cera)vive nella moderna Toronto. Ha da poco finito il liceo e cerca di riprendersi dalla fine della sua storia d'amore con Natalie: per farlo si consola platonicamente con Knives Chau, una ragazzina più giovane che stravede per lui. Scott suona il basso nella band dei Sex Bob-omb e condivide l'affitto con Wallace (Kieran Kulkin), un ragazzo gay che è un po' la voce della sua coscienza.
A vederlo così, Scott Pilgrim sembra l'ultimo degli sfigati. La musica e Knives (Ellen Wong) mantengono in piedi la sua illusione di normalità, sino a quando comincia a sognare di uno strano deserto, dove gli appare una misteriosa ragazza con i capelli colorati: quando la incontra per davvero in un negozio della sua città, si convince che sia quella giusta per lui. Si chiama Ramona (Mary Elizabeth Winstead)e consegna prodotti acquistati online da una nota azienda. Dopo aver tentato un pessimo approccio ad una festa, lui si procura una seconda occasione ordinando uno dei suoi prodotti: così, Ramona dovrà presentarsi a casa sua per la consegna.
Contro ogni pronostico, il piano riesce e Scott le strappa un appuntamento... il ragazzo è felice, ma non sa ancora che per stare con lei dovrà scontrarsi con la “Lega dei Sette Malvagi Ex”, messa in piedi dal perfido Gideon (Jason Schwartzman). Uno dopo l'altro, se le daranno come i personaggi di Tekken sino all'ultima, fatale combo. Edgar Wright (“L'alba dei morti dementi”) gira con estro e fantasia una pellicola surreale che si giudica senza mezze misure: con ammirazione o repulsione totale. All'inizio sembra un guazzabuglio di commedia adolescenziale sospesa tra videogioco e fumetto, con una parvenza “socialmente rappresentativa” che racconta della diversità a tuttotondo, dall'omosessualità alla cultura etnica. Poco dopo, però, la storia comincia a coinvolgere grazie all'umorismo e alla genialità di alcune trovate: i combattimenti di Pilgrim (che ha “le physique du fromage”) sono sorprendenti per la fantasia degli effetti speciali e la raffinatezza delle coreografie. Spesso queste sfide con i “Malvagi Ex” si svolgono al ritmo di un rock esaltante, lo stesso dei vari concerti a cui partecipano i Sex Bob-omb. Insomma... il film mi ha sorpreso. Gli attori sono adeguati ai ruoli non facili di una commedia surreale, con scene di combattimento impegnative. Pochi nomi noti da noi, tranne Chris Evans e Kieran Kulkin, che non sembra completamente a suo agio nel ruolo gay. A voler bestemmiare, “Scott Pilgrim” ricorda vagamente il cinema dei Fratelli Cohen ed è tratto dall'omonimo fumetto di Bryan Lee O'Malley. Poco distribuito in Italia, è stato un flop di incassi, ma negli ambienti di nicchia è divenuto un “cult” (premiato con 2 Satellite Awards).
Il film è una parabola sui paradossi delle relazioni sentimentali, in un contesto visionario che attinge dal mondo dei fumetti, dei videogiochi e della fantascienza, della musica e delle arti marziali: una sorta di “caciucco” che vale la cena, a patto che si amino i singoli ingredienti e la cucina di fantasia. Diversamente, non perdete tempo e passate oltre: come dicevo, se non è ammirazione è repulsione...

Asterix451

 
Di Namor (del 20/06/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 918 volte)
Titolo originale
3 Days to Kill
Produzione
USA 2014
Regia
McG
Interpreti
Kevin Costner, Amber Heard, Hailee Steinfeld, Connie Nielsen, Tómas Lemarquis.
Durata
117 Minuti

Dopo essere stato ricoverato per accertamenti clinici dovuti ad una deflagrazione di un ordigno esplosivo durante una missione per catturare il pericoloso terrorista The Wolf, l’agente Ethan (Kevin Costner) scopre di avere un tumore in fase terminale che gli lascia ancora pochi mesi di vita. Scosso dall’esito avverso, Ethan lascia l’F.B.I. per ricongiungersi alla sua ex famiglia trascurata obbligatoriamente per motivi di “sicurezza”.
L’ex moglie Cristine (Connie Nelsen) vive a Parigi con la figlia Zooey (Hailee Stainfeld), ormai grande e cresciuta senza di lui. Ricongiungersi con loro non sarà facile per Ethan, la figlia lo odia per averla abbandonata e la moglie non si fida di lui per ovvi motivi. La chance per riallacciare i rapporti con Zoe, gli viene offerta dalla sua ex moglie che deve partire per motivi di lavoro, lasciandogli in custodia la figlia dopo aver saputo della sua malattia. Nel frattempo che Ethan mette a frutto i suoi enormi e pazienti sforzi per recupere il difficile rapporto con la figlia, la sexy agente della C.I.A. Vivi (Amber Heard) lo ingaggia per eliminare The Wolf (Richard Sammel), visto che solo lui è a conoscenza della sua vera identità.
Humour e azione si fondono con buona sufficienza in questa discreta pellicola scritta da Luc Besson e Adi Hasak, a dirigerla è il regista americano McG.
Dopo la crisi di mezza età che colpisce gran parte delle stelle del cinema, il buon Kevin Costner prova a rilanciarsi per una seconda giovinezza artistica scegliendo la vivace penna di Besson e Hasak, autori dello script di “3 Days to Kill”.
Il film è gradevole così come la performance di Costner che avrebbe bisogno di perdere una decina di chili per essere al top come una volta. La presenza scenica e la recitazione non si discutono, ma vedere lui con la pancetta e il gonfiore sottomento non fa un bell’effetto…. Un gap che si può tranquillamente recuperare grazie ad un buon personal trainer e tanta buona volontà per allenarsi.
Se pensiamo che l’ultimo titolo degno di nota (Thirteen Days) di questo grande attore è datato 2000, lo si può capire benissimo che Hollywood non perdona i cambiamenti fisici  ed espressivi del viso troppo radicali… speriamo in bene per il mitico Kevin, rivederlo nuovamente in auge non mi dispiacerebbe affatto.

Namor

 
Di Miryam (del 16/06/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 730 volte)
Titolo originale
The Nut Job
Produzione
USA - Canada 2014
Regia
Peter Lepeniotis
Interpreti
Will Arnett, Robert Tinkler, Brendan Fraser, Katherine Heigl, Liam Neeson
Durata
Minuti 90

New York anni ’50, Spocchia, uno scoiattolo ribelle e alquanto egoista, è intenzionato con il suo fedele amico topo Buddy, a derubare un intero carretto di noccioline, purtroppo però la cosa non finisce bene, anzi, per colpa delle sue maldestre azioni, causa l’intera distruzione delle provviste per l’inverno nel parco dove vivono tutti gli altri piccoli roditori.
Così il saggio procione Racoon, che è anche il leader del gruppo, scaccia via Spocchia e cerca di trovare una soluzione per procacciare di nuovo il cibo per tutta la stagione invernale, per fare ciò, ingaggia Vanesio scoiattolo un po’ tonto, e la dolce Andie.
Nel frattempo il nostro amico Spocchia, ha adocchiato nientemeno che Noceland, un intero negozio di noccioline, ma quelle leccornie fanno gola anche a tutti gli abitanti del parco, così anche se a malincuore, si vede costretto a unire le forze con Andie e Vanesio, tra litigi e compromessi cercano di attuare un piano per rubare il tutto non sapendo però che quell’esercizio commerciale funziona come copertura per un gruppo di malviventi che stanno progettando di svaligiare il caveau della banca situata di fronte. Così questi due “colpacci”, si andranno ad incrociare con risvolti e finali alquanto divertenti e bizzarri.
Peter Lepeniotis, regista di “Nut Job-Operazione noccioline”, ha vent’anni di esperienza nel campo dell’animazione, infatti ha lavorato per la Disney, la Pixar e con questo film si è addentrato nel lungometraggio infatti la pellicola si basa sul cortometraggio “Spocchia lo scoiattolo” del 2005. Il film è divertente e mette in risalto il grande valore dell’amicizia, infatti, questo impertinente scoiattolo che pensa solo a se stesso e non gli importa nulla degli altri, si deve man mano ricredere fino ad arrivare a capire che in fondo dividere qualcosa o tutto con gli amici, porta sempre qualcosa di buono e di inaspettato.
Non si può certo paragonare questa pellicola di animazione con altre, come per esempio “la gang del bosco” alla quale il film cerca più volte di far riferimento, però questo ribelle scoiattolino che si rivela più volte pure antipatico, riesce comunque a strappare qualche risata non solo ai più piccini ma anche al pubblico adulto, tant’è vero che ci sarà pure un seguito dal titolo” The Nut Job 2” che dovrebbe uscire nel Gennaio del 2015… aspetteremo, nel frattempo consiglio la visione di questo.

Miryam

 
Di Namor (del 04/06/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 711 volte)
Titolo originale
Godzilla
Produzione
USA 2014
Regia
Gareth Edwards
Interpreti
Aaron Johnson, Ken Watanabe, Elizabeth Olsen, Juliette Binoche, Sally Hawkins.
Durata
123 Minuti
Trailer

Sono passati sessant’anni dalla sua prima apparizione e il suo terrificante ruggito continua tuttora ad imperversare nelle sale cinematografiche di tutto il globo, richiamando al suo interno ancora intere generazioni di spettatori.
Godzilla creato nel 1954 dalla Toho Co. LTD, vanta al suo attivo una trentina di titoli catalogati in tre ere: Showa 1954–1975, Heisei 1984-1995, Millennium 2000-2004, più il “Godzilla” di Emmerich del 1998.
Non c’è che dire, Il carismatico lucertolone radioattivo emana ancora fascino, questo sia che venga in veste di distruttore o di salvatore della Terra, non fa differenza Godzilla oramai è diventato un cult a cui è difficile rinunciare ogni qual volta fa la sua apparizione su grande schermo.
La sinossi inizia sull’isola Janjira, con un terrificante terremoto che rade al suolo la sua centrale nucleare. Al suo interno perde la vita la dottoressa Brody (Juliette Binoche), il tutto sotto gli occhi inermi del marito anch’esso impiegato nella centrale. A distanza di quindici anni le avvisaglie dello stesso terremoto si fanno risentire e, il Dott. Brody (Bryan Craston) che d’allora non si da pace per la morte della moglie, cerca di avvisare inutilmente le istituzioni che la stessa tragedia di allora si sta per ripetere. Dopo essere arrestato per aver violato un territorio invalicabile, gli va in soccorso il figlio Ford (Aaron Johnson)divenuto nel frattempo un eccellente artificiere dell’esercito americano. Il ritrovamento di un fossile preistorico da parte del professor Serizawa (Ken Watanabe), è la causa dei terremoti che han devastato l’oasi anni addietro, poiché si tratta di un mostro radioattivo che sta per ritornare alla vita per deporre le sue uova insieme al suo compagno, causando ogni sorte di distruzione per cibarsi di materiale radioattivo durante il loro viaggio. A soccorrere l’umanità ci pensa lui… Il mitico Godzilla!
Diretto dal regista Gareth Edwards, “Godzilla” si ripresenta in veste di buono, compiendo l’ennesimo salvataggio (e non c’era neanche da dubitarne)del pianeta e dei suoi abitanti. Il film come logico che sia è imperniato sul suo protagonista radioattivo, tanto è vero che degli attori più famosi chiamati a recitare, solo due riescono a vedere il trionfo di Godzilla. Visto che la Binoche dopo appena cinque minuti si congeda, seguita da Cranston poco più di trenta minuti di buon effetto. Mentre Watanabe e Johnson, arrivano a tagliare tranquillamente il nastro di arrivo dopo varie peripezie. Impressionante la metamorfosi di Johnson: magrolino in “Kick Ass” e supermuscoloso in questa pellicola.
Alla critica è piaciuta questa nuova versione di Godzilla, a me, a parte la scenografia ben realizzata e gli effetti speciali ottimamente elaborati dalla WETA (gli stessi degli effetti speciali della trilogia del “Signore degli Anelli) non mi ha entusiasmato più di tanto. Compreso il 3D, uno dei più brutti ed inutili mai visti fino adesso.

Namor

 
Di Miryam (del 30/05/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 2033 volte)
Titolo originale
Devil's Knot
Produzione
USA 2013
Regia
Atom Egoyan
Interpreti
Reese Witherspoon, Colin Firth, James Hamrick, Seth Meriwether, Dane DeHaan
Durata
114 Minuti

Arkansas, precisamente nella cittadina di West Memphis, nel pomeriggio del 5 Maggio 1993, tre bambini di otto anni, Steve Branch, Christopher Byers e Michael Moore, usciti come ogni giorno per andare in bicicletta nelle tranquille vie cittadine, scompaiono senza lasciare traccia.
Dopo numerose ricerche, il giorno dopo la sparizione, la polizia locale, nelle torbide acque del torrente vicino al bosco di Robin Hood, trova i corpi nudi, seviziati, picchiati violentemente e legati mani e polsi alle caviglie con le stringhe delle loro scarpe.
A prima vista tutto fa pensare a qualcosa di satanico appartenente ad una setta e tutto ciò prende una svolta decisiva quando un ragazzo di diciassette anni, Jessie Misskelley ( Kristopher Higgins ), con dei gravi problemi mentali, dopo ore e ore di interrogatorio, confessa il crimine accusando anche di complicità altri due giovani, Damien Echols ( James Hamrick) di diciotto anni e Jason Baldwin ( Seth Meriwether ) di sedici.
Poco dopo il giovane Jassie cerca di ritrattare il tutto ma ormai è troppo tardi, l’intera comunità di West Memphis si è convinta della loro colpevolezza come se volesse cercare un colpevole a tutti i costi per ristabilire l’ordine e tornare alla normalità, così anche se in assenza di prove concrete, i ragazzi vengono condannati alla pena capitale.
A nutrire seri dubbi su questa tesi, è l’investigatore privato Ron Lax ( Colin Firth ) e la madre di uno dei bimbi uccisi, Pamela Hobbs ( Reese Witherspoon ), entrambi hanno il sospetto che non tutto sia andato come appare e che si nasconda invece una verità ancora più terribile.
Il canadese Atom Egoyan è il regista del film “ Devil’s Knot- fino a prova contraria”, pellicola basata su una storia vera raccontata da Mara Leveritt nel libro “ Devil’ Knot The True Story of the West Memphis Three”.
Nel complesso il film non è affatto male anche se parte con un ritmo incalzante per finire poi per perdersi nelle aule di tribunale in quanto diventa un po’ ripetitivo. Per quanto riguarda invece l’interpretazione degli attori, beh sono rimasta un po’ delusa da Firth, mi aspettavo di più visto le sue ottime performance in altri film, mentre invece i miei complimenti vanno all’esordiente James Hamrick, interpreta il ruolo di Damien in modo molto coinvolgente con le sue fredde espressioni. Concludendo, è un film diviso in due parti, una ti incolla alla sedia per tutta la sua durata, l’altra però, ti lascia l’amaro in bocca perché sempre di storia vera si tratta, un errore giudiziario dove tre bambini innocenti hanno perso la vita in maniera a dir poco agghiacciante, ma non bisogna dimenticare che tre ragazzi hanno scontato diciotto anni di galera, certo sono usciti con un accordo extragiudiziale, ma il brutto è che ancora adesso non si sa se sono stati veramente colpevoli.

 Miryam

 
Di Angie (del 26/05/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1196 volte)
Titolo originale
47 Ronin
Produzione
USA 2013
Regia
Carl Rinsch
Interpreti
Keanu Reeves, Hiroyuki Sanada, Tadanobu Asano, Rinko Kikuchi, Kô Shibasaki.
Durata
118 Minuti

Un bambino di nome Kai smarritosi nella foresta , viene trovato da un gruppo di samurai e dal loro Signore Asano (Min Tanaka), un feudatario che regna nel villaggio di Ako. Accolto nei suoi domini, il giovane, chiamato “mezzosangue” in quanto non è un giapponese, vive e cresce indesiderato da tutti ma, ben voluto dal Signore Asano e da Mika (Koshibasak), sua figlia con cui ha un’amicizia speciale. Kai (Keanu Reeves) assiste ad una lotta la cui vittima sarà proprio Asano, accusato di tentato omicidio dello Shogun e, quindi obbligato (come la loro legge impone) ad un suicidio per riparare al proprio onore.
E cosi che un gruppo di samurai, precisamente, 47 (detti Ronin – senza padrone) il cui leader è Oiski (Hiroyuki Sanada), decidono di vendicare l’onore del loro padrone scomparso, ben consci che questo significherà per loro una condanna a morte secondo il codice samurai.
A loro si unirà, nonostante alcune ritrosie iniziali anche Kai, da anni innamorato segretamente di Mika. Dal più tramandato racconto proveniente dall’ antico Giappone, nasce questo epico fantasy d’avventura ”47 Ronin”, diretto da Carl Rinsch, di cui Keanu Reeves è il protagonista nella parte di Kai. La storia epica di onore, lealtà e coraggio, realmente accaduta, è ispirata al leggendario sacrificio di un gruppo di samurai, i 47 ronin che vollero vendicare il loro maestro ingiustamente assassinato da un miserabile usurpatore. Nel Giappone del Diciottesimo secolo una legge puniva con la morte tutti coloro che osavano far scorrere il sangue entro le mura della città imperiale. Asano, giovane guerriero coraggioso e intransigente trasgredendo la regola, sguainò la spada contro alle provocazioni del Ministro dei Riti, Kira. Questo gesto gli costò la condanna a morte. I suoi vassalli da allora giurarono vendetta per il loro Signore.
Questa storia è giunta fino a noi grazie alla testimonianza dell’unico guerriero più giovane lasciato in vita e onorare degnamente il valore e l’eroismo dei suoi compagni. Questi 47 Ronin , entrati nella leggenda, divennero degli eroi per il popolo, simbolo di lealtà, coraggio e onore. Ancora oggi le 47 tombe che si trovano nel tempio di Sengakuji a Tokyo è meta di pellegrinaggio.
Devo dire che il film mi è piaciuto molto, i suoi 118 minuti di durata sono scivolati rapidi senza accorgermene. Non credevo, anche perché non sono molto appassionata a questo generedi pellicole riguardante le lotte giapponesi. Invece questa fantasy-storico, con un pizzico di Love-story, a mio avviso, ha reso la trama molto più interessante e coinvolgente.
E una classica pellicola d’action con magie, incantesimi, creature mostruose e tradimenti che può piacere a un pubblico femminile forse, (ahimè !) un po’ meno allo spettatore maschile abituato a vedere più azione e combattimenti spietati , come uso nei film giapponesi.

Angie

 
Di Asterix451 (del 22/05/2014 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1234 volte)
Titolo originale
La belle & la bête
Produzione
Francia - Germania 2014
Regia
Christophe Gans
Interpreti
Vincent Cassel, Léa Seydoux, André Dussollier, Eduardo Noriega, Myriam Charleins.
Durata
110 Minuti

Francia, fine 1800.
Monsieur de Beauffremont (Andrè Dussollier) è un ricco esportatore di merci, vedovo e padre di sei figli, tre maschi e tre femmine: di queste, la dolce Belle sembra essere la prediletta (Lèa Seydoux) per il suo carattere e l'attitudine alla semplicità. Proprio il suo rapporto preferenziale con il padre attira l'invidia degli altri figli, soprattutto le sorelle.
Un ritratto familiare tipico borghese, insomma... sino al giorno in cui una tempesta disperde un prezioso carico che manda la famiglia sul lastrico.
Per rimettersi in sesto si trasferiscono nella dimora di campagna, dove tutti patiscono l'umiltà, ad eccezione di Belle: il suo rapporto con la terra è in armonia con il suo spirito, molto meglio dell'artificiosa Società in cui i suoi fratelli cercano di mettersi in mostra e sistemarsi.
Tuttavia, sembra che la fortuna giri dalla loro: non solo viene ritrovato uno dei carichi perduti durante la tempesta, ma di ritorno dalla città Monsieur de Beauffremont si imbatte in un misterioso castello, apparentemente abbandonato. All'interno vi trova ogni genere di cibo e ricchezza: un messaggio dice che può prendere ciò che desidera... e l'uomo obbedisce. Quando riprende la via di casa, però, una bellissima rosa nel parco attira la sua attenzione: è proprio ciò che Belle desiderava in regalo... deve coglierla. Invece, il cespuglio nasconde qualcuno che promette di ucciderlo, per quell'oltraggio: “Una rosa per una Vita”, gli sussurra. E' un mostro (Vincent Cassel), che ucciderà tutta la sua famiglia se l'uomo non farà ritorno il giorno dopo. Ma Belle, sentendosi causa di quella sciagura, decide di assumersene la responsabilità e tornare lei, dalla Bestia...
“La Bella e la Bestia” è una novella antica, proposta con diverse trame da vari Autori. E' arrivata al cinema per la prima volta nel 1945, fino alla Disney, che l'ha “ammorbidita” per una visione allargata a tutta la famiglia.
Christophe Gans (originario di Antibes e ammiratore dei cinema italiano di Dario Argento e Mario Bava) ha già dimostrato di saper trattare la suspance e la suggestione con l'eleganza di pastose fotografie, un senso estetico tipicamente francese e una regia minuziosa, mai disordinata, ricca di forza. Senza “pretendere troppo” dalle sue trame, garantisce grande coinvolgimento visivo anche dal punto di vista della seduzione, per il gusto di tutti (si pensi ai precedenti “Crying Freeman”, “Il Patto dei Lupi”, “Silent Hill”).
“La Bella e la Bestia” di Gans è romantico e seduttivo, ma non è moscio. Il leone Vincent Cassel è feroce, ma giusto, e Lea Seydoux non cerca di amarlo mielosamente, come nelle favolette. Insieme ci trascinano alla scoperta del loro castello magico, in compagnia di mansuete creature imprigionate in una bolla di malinconica magia. Si potrebbe andare avanti in eterno, forse, senza riuscire a cancellare la vendetta atroce che l'ha condannato, se un giorno uomini senza scrupoli non si presentassero ai suoi cancelli: allora dovranno dovranno combattere tutti, guardando in faccia la morte in un finale incredibile. Uno scontro tra giganti, letteralmente, filmato con una gigante regia.
Una bella favola, non adatta ai più piccoli, per una certa cruenza durante alcune scene.

Asterix451

 

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