BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Miryam (del 29/11/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 831 volte)
Titolo originale
Buongiorno papà
Produzione
Italia 2013
Regia
Edoardo Leo
Interpreti
Raoul Bova, Marco Giallini, Edoardo Leo, Nicole Grimaudo, Rosabell Laurenti Sellers.
Durata
109 Minuti

Andrea Manfredini ( Raoul Bova ), è un quarantenne molto sicuro di sé, single convintissimo con una bella e avviata carriera, infatti lavora nel mondo del cinema in una agenzia di product placement. Divide l’appartamento, un bel loft a Roma, con il suo amico Paolo ( Edoardo Leo, qui in veste anche di regista ), un tipo molto sfortunato nel lavoro e pure con le donne, praticamente l’opposto di Andrea, che oltre ad essere ricco da girare in porsche, divide il suo letto sempre con donne diverse.
Un giorno però, ecco che succede un imprevisto che cambierà totalmente la vita del nostro latin lover, infatti una mattina, si presenta a casa sua una ragazza di circa 17 anni dall’apparenza stravagante, con i capelli viola di nome Layla (Rosabell Laurenti Sellers), la quale sostiene di essere sua figlia, frutto di una breve relazione, per essere creduta da Andrea, la ragazzina gli mostra anche il diario della madre scomparsa da poco.
Andrea, molto diffidente e prudente, preferisce sottoporsi alla prova del dna dalla quale però riceve la conferma di essere proprio lui il padre della giovane.
Dopo questa doccia gelata e inaspettata, Andrea si deve fare carico anche del nonno eccentrico di Layla, Enzo (Marco Giallini), una specie di musicista ormai arrivato al capolinea che vive in camper, fuma spinelli, beve, sogna i New Trolls e soprattutto non ha rispetto per la privacy. Inutile dire che Andrea, il nostro Peter Pan abbronzato dai capelli tinti, dal principio si mostra menefreghista di essere padre, ma con l’andar del tempo, aiutato dal suo amico Paolo e dall’insegnante di ginnastica Lorenza (Nicole Grimaudo) che lavora nella scuola di sua figlia, anche questo eterno bambino riesce a crescere, a diventare un uomo maturo con tutte le responsabilità che ci possono essere in un rapporto padre-figlia.
“BUONGIORNO PAPA”, è la classica commedia italiana divertente e spiritosa, con una trama quasi banale, però Edoardo Leo, regista del film, riesce a farla diventare una pellicola scorrevole senza volgarità riuscendo persino a commuovere e perché no anche a riflettere, del resto tratta un tema abbastanza corrente, infatti qualche genitore che cerca di schivare le responsabilità che un figlio impone, esiste per certo.
Ottima la scelta da parte del regista (che lo ricordiamo anche nel film “ 18 anni dopo”) degli attori, le due donne, sia la Grimaudo che la Sellers, adempiono perfettamente i loro ruoli, per non parlare del mattatore Enzo Giallini, e di Raoul Bova che dire…a parer mio riesce a calarsi molto bene in qualsiasi ruolo, comico o drammatico che sia.
A conti fatti, non posso far altro che consigliare a tutti voi la visione di questa pellicola, 100 minuti da trascorrere in maniera alquanto piacevole.

Miryam

 
Di Angie (del 25/11/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 746 volte)
Titolo originale
Rabbit Hole
Produzione
USA 2010
Regia
John Cameron Mitchell
Interpreti
Nicole Kidman, Aaron Eckhart, Dianne Wiest, Tammy Blanchard, Miles Teller.
Durata
90 Minuti

Rebecca (Nicole Kidman) e Howie Corbett (Aaron Eckhart), sono una coppia felicemente sposata a cui non manca nulla ma, all’improvviso tutto cambia quando il loro figlio Danny rimane vittima di un incidente stradale. Nonostante siano passati otto mesi lo shock è così forte che non riescono a placare il vuoto e vivono ancora di ricordi e sensi di colpa, da cui sembrano incapaci di fuggire. La disperazione li allontana e ognuno cerca di sopravvivere a modo suo: tra loro ormai non c’è aiuto e nessun conforto reciproco. Howie tende a rinnegare l’evento e fa rivivere ogni sera la presenza del figlio attraverso i filmati del proprio telefonino. Rebecca invece, cerca l’isolamento dedicandosi alla cura del giardino e della casa, eliminando ogni traccia e ricordi del figlio scomparso prematuramente. La coppia, nonostante la riluttanza della moglie, partecipa a gruppi di ascolto dove Howie comincia a legare con un’altra donna (Sandaoh) conosciuta durante una delle sedute di terapia mentre, Rebecca decide di instaurare un rapporto con il giovane Jason (Miles Teller) che era alla guida della macchina di quel giorno fatale. Sembrerà strano che la donna parli con chi, in qualche modo, è responsabile di quel dolore ma, non solo, è anche interessata a un fumetto scritto dal giovane stesso ed intitolato “Rabbit Hole”. Tra i due si instaura un’amicizia : quella amicizia che li aiuta entrambi ad andare avanti.
Rabbit Hole” è un film drammatico prodotto ed interpretato da Nicole Kidman, passato in concorso al Festival Internazionale del film di Roma 2010, diretto dal regista John Cameron Mitchell, autore di “Hedwig” e Shortbus” , la pellicola è tratta dalla struggente piecè teatrale del drammaturgo americano David Londsay-Abaire, vincitore del Premio Pulitzer nel 2007.
La perdita di un figlio penso che sia la cosa più terrificante al mondo che possa accadere a due genitori. Il tema di questo film è proprio la storia di una sfortunata coppia, che cerca in ogni modo di sopravvivere al dolore. Una lotta senza fine, lo sforzo di andare avanti e di un peso che con il tempo può diventare sopportabile ma di cui non ci si potrà mai liberare definitivamente…. Buona la scenografia, la fotografia e i dialoghi che sono profondi e toccanti. Molto bravi entrambi i protagonisti. Il film l’ho trovato emozionante, una trama tragica, dove tutti possono immedesimarsi , in quanto, è una storia realistica di come continuare a vivere giorno dopo giorno a questa terribile disgrazia e come, ognuno di noi reagisce diversamente a tale dolore. Per l’argomento trattato non è facile da vedere, in modo particolare per gli spettatori molto sensibili ed emotivi.
A me è piaciuto è un buon film, anche se il problema che affronta non è nuovo ma, è come viene raccontata ci fa comprendere che la serenità si può ritrovare con l’intelligenza e si può continuare a vivere una vita serena, anche dopo aver provato il più terribile dei dolori. Però come mamma, io non so se riuscirei!……

Angie

 
Di Ladybird (del 22/11/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1203 volte)
Titolo originale
Oblivion
Produzione
USA 2013
Regia
Joseph Kosinski
Interpreti
Tom Cruise, Morgan Freeman, Olga Kurylenko, Andrea Riseborough, Nikolaj Coster-Waldau.
Durata
156 Minuti
Trailer

Tempo fa ho avuto modo di andare a vedere il film “OBLIVION” con il grande Tom Cruise. Sono stata totalmente rapita da questa particolare trama; non si tratta assolutamente del classico film di fantascienza (per i quali non impazzisco!) … un’incredibile e soprattutto inaspettata fusione tra fantascienza, sentimento, romanticismo. Tanti sono i momenti di suspense che accrescono durante la visione … Beh, per dirvela tutta, mi ha coinvolta così tanto che questa per me è la prima pellicola di questo genere che sia riuscita a farmi scappare qualche lacrima, già mi sono commossa più volte; troppo romantica?? Forse … ma vi assicuro che questo film coinvolge davvero tanto …
Non dirò molto per quanto riguarda la trama, poiché non voglio svelare fatti, momenti salienti di cui il film non fa a meno di mostrare!
Il nostro bel Tom Cruise, in un’altra sua eccezionale interpretazione, ci porta avanti col tempo, esattamente nel 2077. Scontro tra umani e razze aliene, a colpi di armi nucleari, gli umani ne escono vittoriosi ma con una devastante conseguenza: la Terra viene completamente distrutta e con essa anche la Luna. Gli umani sono cosi costretti ad abbandonarla e dirigersi verso un altro pianeta con caratteristiche simili chiamato “Titano”. Jack Harper (Tom Cruise) e la sua compagna Victoria (Andrea Riseborough) incaricati alla salvaguardia di grossi macchinari impegnati nel prosciugare le risorse naturali da distribuire sul nuovo pianeta e nell’eseguire riparazioni su robot chiamati “Droni”, ricevono ordini dal super visore Sally dall’interno del “Tet”, una sorta di nave spaziale a forma di piramide contente altri umani in attesa di approdare sul pianeta Titano.
Di qui in avanti sarete trasportati dai protagonisti in importanti rivelazioni, colpi di scena, atmosfere a tratti futuristiche, a tratti post-apocalittiche, paesaggi incontaminati. Il ritrovamento di un’astronave distrutta, all’interno della quale l’unica sopravvissuta, una donna di nome Julia (Olga Kurylenko) è spesso presente nei sogni di Jack che lo riportano alla sua New York prima dell’invasione aliena.
La seconda parte del film si fa sempre più incalzante; Jack va fino in fondo alla ricerca della verità, i suoi ricordi si fanno sempre più vivi … e la mia curiosità a questo punto prende il sopravvento …
Come vi dicevo all’inizio, si è pervasi da sentimenti contrastanti: tristezza, gioia, rabbia, commozione, il tutto accompagnato da stupende immagini, fantastici effetti speciali, uno straordinario Morgan Freeman ed un altrettanto grandioso Tom Cruise, che come al solito riesce sempre a rendere credibilissimi i personaggi che ad ogni film gli vengono proposti.
Cosa aggiungere … un solo consiglio: DA VEDERE, NON VE NE PENTIRETE!!

Ladybird

 
Di Namor (del 18/11/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 797 volte)
Titolo originale
Tutti contro tutti
Produzione
Italia 2013
Regia
Rolando Ravello
Interpreti
Rolando Ravello, Kasia Smutniak, Marco Giallini, Stefano Altieri, Raffaele Iorio
Durata
93 Minuti

Agostino (Rolando Ravello) e la sua famiglia, si apprestano a celebrare la prima comunione del piccolo Andrea. Una volta espletata la funzione, il nucleo familiare accompagnato anche dallo zio Sergio (Marco Giallini) e famiglia, si recano a casa del giovane festeggiato per l’usuale brindisi in suo onore. Ma c’è un problema, la chiave inserita nella toppa dell’appartamento non gira… La porta non si apre!
Quello che sembrava un banale imprevisto di facile risoluzione, ben presto si tramuta in un vero incubo per Agostino e i suoi consanguinei, visto che l’appartamento è stato occupato da altre persone che hanno prontamente sostituito la serratura! I reclami con il losco proprietario che ammette l’usufrutto non legale dell’appartamento, non portano a nulla, così come la denuncia alla Polizia, che senza regolare contratto d’affitto non può intervenire. La richiesta di Agostino agli abusivi di andar via dal suo alloggio, viene accolta con sberleffo e strafottenza dai nuovi locatori, che a turno non lasciano mai la casa incustodita per non perderla con lo stesso stratagemma da loro attuato. Inizialmente Agostino e i suoi cari vengono ospitati dal cognato Sergio, ma la metratura dell’appartamento non consente a nessuna delle due famiglie di vivere in maniere adeguata, per cui Agostino decide di rendere la vita difficile agli abusivi andando a vivere sul loro pianerottolo, in attesa che essi si stufino o lascino libera la casa per poi rioccuparla.
Sacrifici e umiliazioni dettati dalla nuova sistemazione, incrinano il rapporto già difficile tra i due coniugi, ma Agostino non vuole mollare, più che mai rivuole la sua casa e con essa l’unione della sua famiglia che nel frattempo ritorna a casa del cognato. Rimasto da solo col Nonno sul pianerottolo a lottare per riavere il suo loco, Agostino renderà pan per focaccia agli abusivi con un piano altrettanto meschino per stanarli.
Tutti contro tutti” segna il debutto come regista e sceneggiatore su grande schermo per l’attore Rolando Ravello, attore con esperienza ventennale tra cinema e fiction televisive. In questa simpatica commedia Ravello fa suo con buon merito il ruolo del capofamiglia Agostino, a coadiuvarlo con bravura e simpatia è l’attore italiano del momento, il valente Marco Giallini. Brava anche l’attrice polacca Kasia Smutniak nei panni della moglie di Agostino, ma il vero spasso in questo film è il simpaticissimo nonno Rocco (Stefano Altieri) con le sue spassose battute argute. Nel cast fanno parte anche parecchi attori della famosa serie “Romanzo Criminale”, chi come me, ha visto questa meritevole serie, non farà fatica ad individuarli in ruoli molto minori indicandoli col nome dei loro personaggi della serie tv di Sollima.
Il mio giudizio su questa opera prima di Ravello, merita sicuramente la piena sufficienza, visto che il divertimento e i momenti di riflessione sull’attuale crisi non mancano… e per una commedia non è poco!

Namor

 
Di Asterix451 (del 15/11/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 823 volte)
 
Titolo originale
Real Steel
Produzione
USA 2011
Regia
Shawn Levy
Interpreti
Hugh Jackman, Evangeline Lilly, Dakota Goyo, Anthony Mackie, Kevin Durand.
Durata
127 Minuti

Siamo in un'epoca non molto lontana dalla nostra, in cui le macchine combattono irruenti incontri di pugilato. Come in qualsiasi sport-spettacolo, i clamori della prima lega si riflettono in un "sottobosco" misero che rasenta spesso l'illegalità: è proprio qui che annaspa Charlie Kenton (Hugh Jackman), un ex pugile di talento, che deve troppi soldi a tutti e si indebita ancora per comperare robot da riparare e poi far combattere. A nulla servono le raccomandazioni della bella Bailey (Evangeline Lilly), che gli fornisce quelle macchine controvoglia, sapendo che Charlie si sta bruciando la vita e rischia grosso.
Se finora non ha dovuto rendere conto a nessuno (a parte i creditori), le cose cambiano quando è chiamato ad occuparsi per qualche giorno di Max, il suo unico figlio dal precedente matrimonio; praticamente sconosciuti, tra i due non scatta certo la simpatia. Anzi.
Quella che comincia come una disinteressata sopportazione, però, trova un punto di condivisione proprio nella passione per i "pugili robottoni" che Charlie comanda e che Max, inaspettatamente, sa potenziare a dovere grazie alla sua abilità con i videogames. Insieme ricominciano a vincere e ci prendono gusto, scoprendo infine di non essere così diversi tra loro.
L'opportunità di consolidare davvero il loro rapporto ed i loro sogni arriva con il ritrovamento di un vecchio robot da allenamento che padre e figlio preparano per combattere, scoprendo in lui un potenziale enorme che le macchine di ultima generazione non hanno: la capacità di imparare. Tutto sembra andare per il meglio, non fosse che…
Produzione Disney, con lo zampino di Zemeckis e Spielberg, diretta da Shawn Levy ("Una notte al museo" 1-2) con un certo tocco magico. Infatti il pregio del film non è certo l'originalità, perché la trama è prevedibile e già proposta (vedi "Over the Top"), ma il film ha ritmo e gli attori trovano un buon affiatamento. Il soggetto è stato affidato a Richard Matheson, che scrisse una novella intitolata "Steel" sulla quale il film dovrebbe basarsi.
Da ciò che ho letto resta ben poco della trama originale, ed è una coincidenza strana: Matheson scrisse anche il racconto originale di "Io sono Leggenda", interpretato da Will Smith, che però venne stravolto sia nel contesto che nel significato stesso del finale, al cinema, arrivando a ribaltarlo.
Hugh Jackman (che qualcuno considera "il nuovo Clint Eastwood") è un attore che sa piacere, come Evangeline Lilly del resto: dopo aver lasciato l'isola di "Lost", però, sembra lavorare poco… qui la trovo stretta, nei panni del meccanico di robottoni nonostante sia sempre un bel vedere…
Belli gli effetti speciali e le musiche, i combattimenti sono coinvolgenti e il duetto tra il giovane Dakota Goyo e Jackman commuove più di una volta. Bello, no? Provare per credere.

Asterix451

 
Di Miryam (del 01/11/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 765 volte)
Titolo originale
Faces in the Crowd
Produzione
Canada 2011
Regia
Julien Magnat
Interpreti
Milla Jovovich, Julian McMahon, David Atrakchi, Michael Shanks, Marianne Faithfull.
Durata
 

Anna Marchant ( Milla Jovovich), tornando a casa dopo una bella serata trascorsa in discoteca con le amiche, assiste all’omicidio di una donna. Il killer è conosciuto già dalla polizia come Tearjerk Jack, l’uomo che dopo aver violentato e sgozzato le donne, piange sul loro corpo senza vita. Anna, nonostante sia stata vista dall’assassino, riesce a scappare, ma durante la fuga, inciampa e precipita da un ponte battendo fortemente la testa. Al risveglio, circondata dal suo compagno e i suoi cari, la donna si trova spaesata, in un incubo in quanto non riesce più a riconoscere il volto delle persone, infatti il violento trauma cranico le ha causato un serio disturbo neurologico noto come “prosopagnosia”, che appunto impedisce di distinguere i tratti somatici dei volti.
La nostra protagonista, oltre che gestire questa difficile situazione, deve anche fare i conti con il serial killer il quale la sta cercando, perché sicuro che la donna lo abbia visto in volto. Nel frattempo, cerca di adottare tecniche per riconoscere le persone, soprattutto il suo fidanzato Bryce (Michael Shank)e chiede anche aiuto rivolgendosi alla dottoressa Langenkamp (Marianne Faitfull) esperta nel settore. Nonostante i consigli di quest’ultima, Anna riesce comunque a trovarsi in situazioni imbarazzanti come non riconoscere per esempio suo padre, se stessa nello specchio ed a un certo punto confonde anche il viso di Bryce il quale si sente logicamente offeso a tal punto che il loro rapporto incomincia a vacillare. Abbandonata un po’ a se stessa, la nostra malcapitata, riesce a trovare conforto e aiuto nel detective che sta seguendo il suo caso, un certo Kerrest (Julian Mc Mahon). Nel frattempo, il killer venuto a conoscenza del disturbo di Anna, continua a pedinarla indisturbato.
Autore, nonché regista e sceneggiatore di “ Faces in the Crowd”, è il francese Julien Magnat che da anni lavora nelle serie tv statunitensi. Ha messo in scena un bel thriller che pur avendo le stesse tematiche, e veramente narrato con eleganza e dopo tutto questa “prosopagnosia” da quel qualcosa di innovativo al film. Certo che se approfondiamo il caso medico, questo disturbo è solo visivo e non uditivo perché le persone affette da questo male riescono comunque a convivere riconoscendo le voci, ma la pellicola è talmente intrigante che lo spettatore non fa caso a questo.
Ritengo ottima la performance della Jovovich qui in veste anche come coproduttrice, riesce a calarsi nel ruolo di vittima a pieno, anche se siamo stati abituati a vederla nelle vesti di guerriero ammazza zombi nella serie “Resident Evil”. In conclusione lo ritengo un film da visionare, avrà pure un finale un po’ scontato e prevedibile infatti si riesce a capire in netto anticipo gli eventi, ma resta sempre godibile.

 Miryam

 
Di Angie (del 25/10/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 694 volte)
Titolo originale
White House Down
Produzione
USA 2013
Regia
Roland Emmerich
Interpreti
Channing Tatum, Jamie Foxx, Maggie Gyllenhaal, Jason Clarke, Richard Jenkins.
Durata
137 Minuti

L’agente di polizia John Cale (Clanning Tatum lo ricordiamo tutti o quasi in Magic Mike) insieme alla figlia, si reca alla Casa Bianca per un colloquio di lavoro per far parte dello staff della Sicurezza del Presidente degli Stati Uniti James Sawyer (Janne Foxx). Ma il lavoro dei suoi sogni gli viene negato, in quanto giudicato inaffidabile e inadeguato per tale mansione.
Non volendo deludere sua figlia e recuperare il rapporto con lei (in quanto divorziato dalla moglie), John la porta a fare visita all’interno della Residenza Presidenziale. All’improvviso l’intero complesso viene preso d’assalto da un gruppo armato paramilitare, e con esso anche John e la figlia vengono coinvolti. Il destino sta per esaudirlo, infatti in questo grande caos dettato dal tempo che scorre inesorabile, sta a John Cale prendere in mano la situazione per salvare il Presidente, sua figlia ed il suo Paese… un’occasione unica per dimostrare la sua grande abilità direttamente sul campo.
A poco distanza (neanche sei mesi dopo) da “Attacco al Potere” di Antoine Fuqua, giunge nuovamente nelle nostre sale un altro action- thriller che, pone al centro della trama un altro violento attacco alla Casa Bianca: “Sotto Assedio”, diretto da Roland Emmerich il re del genere catastrofico, famoso per “Independence Day”, “The day after Tomorrow”.
E il secondo film incentrato su un attacco terroristico contro il Presidente degli Stati Uniti e la sua Residenza. Le due storie sono molto simili: l’attacco alla Casa Bianca ed un supereroe che da solo deve portare in salvo il Presidente. Il nostro primo pensiero e: che noia! Ecco la solita storia! Ma Roland Emmerich in questa pellicola, a differenza della precedente di Fuqua, non risparmia le grandi riprese, (elemento che caratterizza tutti i suoi film) con adrenalina pura. Il regista riesce ad essere abbastanza efficace grazie ad una dose in più d’ironia e con notevoli colpi di scena, confezionando così una buona pellicola action-movie, senza tregua e sparatorie spalla a spalla con piccole battute sagaci, intrattenendo senza annoiare lo spettatore.
In “Sotto Assedio” Emmerich non è il solito regista delle catastrofi ma, è anche un regista emozionale (se così possiamo dire), in quanto concentra subito la storia sui legami emotivi dei personaggi. Un agente che si vede negato il lavoro dei suoi sogni, un padre che vuole riconquistare la figlia. La trama non è certo originale perché come in tanti altri film del genere siamo di nuovo di fronte a un uomo comune, che in circostanze straordinarie deve essere all’altezza della situazione e dimostrare tutte le sue abilità. Nonostante ciò la pellicola è risultata ugualmente interessante e coinvolgente.
Comunque (un mio parere personale) malgrado la storia ormai vista e rivista la visione del film è stata piacevole e ho trascorso due ore circa di buona tensione . Roland Emmerich, si può dire, che abbia fatto di nuovo centro per tutti coloro che amano il genere d’azione con effetti speciali ed esplosioni, carichi di azioni e di movimento. Per cui non posso fare altro che consigliare la sua visione ed un buon divertimento, vedrete che troverete sicuramente simpatici quei scambi di battute tra Cale e Sawyer.. il Presidente in versione spalla comica.

Angie

 
Di Namor (del 21/10/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 778 volte)
Titolo originale
The Purge
Produzione
USA - Francia 2013
Regia
James DeMonaco
Interpreti
Lena Headey, Ethan Hawke, Edwin Hodge, Max Burkholder, Tony Oller.
Durata
Minuti 85
Trailer

I cittadini americani hanno a disposizione 12 ore di sfogo annuali in cui tutto e permesso, tranne usare armi da guerra e attaccare funzionari dello stato di livello 10. In queste 12 ore in cui la polizia e gli ospedali non operano nessun servizio, ogni metodo di violenza usato per sopprimere qualunque altro essere umano e lecito. Con questa esplosione di inaudita violenza legale, il governo degli Stati Uniti ottiene il suo prezioso tornaconto; l’eliminazione della classe dei più deboli in favore dell’occupazione e una criminalità quasi azzerata durante il proseguo dell’anno.
Mancano poche ore alla Purificazione, James Sandes (Ethan Hawke) che si occupa di sofisticati sistemi di sicurezza per le case, sta rientrando nella sua abitazione per mettere al sicuro la sua famiglia dalle folle 12 ore di ripulitura urbana. Una volta assicurato che tutto sia in sicurezza, i componenti della famiglia si apprestano a passare la serata al sicuro, se non fosse che il figlio preso dalla compassione per le sorti di un uomo in difficoltà, lo aiuta facendolo entrare in casa senza il permesso dei genitori. Una imprudenza che segnerà in maniera indelebili le sorti della famiglia, visto che da lì a poco il campanello della porta suona minacciosamente, mostrando il ghigno delle maschere dei purificatori che esigono la restituzione dello loro vittima designata. L’ultimatum lanciato dalla squadra dei giustizieri, in caso di mancata restituzione della loro preda, consiste nell’attaccare la casa ed il conseguente sterminio di tutti i componenti al suo interno.
Girato e sceneggiato con egregia capacità dallo statunitense James DeMonaco, “La Notte del Giudizio” si rivela un buon thriller, dotato di suspense ed eventi inattesi, capaci di coinvolgere lo spettatore fino alla fine della programmazione. Non è certo un capolavoro del genere thriller, ma come qualità nelle uscite cinematografiche di questa estate è stata una vera sorpresa, visto i palinsesti poco invitanti nelle sale di Agosto!
La pellicola è appena uscita in DVD, da annotare per eventuale noleggio se siete alla ricerca di un titolo dalla durata esigua ed incalzante.

Namor

 
Di Asterix451 (del 14/10/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 785 volte)
Titolo originale
Gravity
Produzione
USA _ Gran Bretagna 2013
Regia
Alfonso Cuarón
Interpreti
Sandra Bullock, George Clooney, Ed Harris, Orto Ignatiussen, Phaldut Sharma.
Durata
Minuti 92
Trailer

Lo Shuttle "Explorer" ed il suo equipaggio sono impegnati in una missione spaziale dedicata alla manutenzione di un satellite per le comunicazioni. Comandati dal Tenente Kowalski (George Clooney), un veterano che cerca di battere il record di navigazione al di fuori dell'astronave, il team sta procedendo alle ultime riparazioni: un intervento di routine, apparentemente, prima del rientro. Ciò che va a sconvolgere il programma di missione e le vite di tutti, è la distruzione di un satellite russo colpito "accidentalmente" da un missile: infatti, la massa dei detriti si mette in orbita intorno alla terra sulla loro traiettoria e l'impatto è inevitabile … non c'è un minuto da perdere, per salvarsi. Purtroppo la Dottoressa Stone (Sandra Bullock) si attarda sino all'arrivo dei frammenti, che investono l'Explorer con effetti devastanti. Gli unici sopravvissuti saranno proprio Kowalski e la donna: per loro inizierà così un'avventura ai limiti della propria coscienza e dello spazio.
Trama minimalista per il nuovo film di Cuàron, che dirige sempre storie di persone prima di tutto, con abilità magistrale e profonda sensibilità. Harry Potter a parte (comunque bello), da "Paradiso Perduto" ai "Figli degli Uomini" il regista messicano si è sempre occupato di raccontare l'anima dei suoi protagonisti: l'esperienza di montaggio e l'abilità dietro alla macchina da presa sono il lasciapassare per mondi introspettivi fatti di immagini, che profumano di un velato erotismo. "Gravity" mette in scena soltanto la Bullock e Clooney, a farle da spalla. Il vuoto spaziale, la Terra ed il silenzio sono fondamentali per sostenere l'incalzare della storia, al suo top in un cinema 3D: si chiudono gli occhi, di fronte ad alcuni asteroidi che sfuggono dallo schermo…
Da vedere per l'eccellente computer grafica e la cura del dettaglio quasi documentaristica; bella la colonna sonora e gli effetti audio. La tensione resta alta, nonostante molte parentesi in cui prendere fiato dedicate alla conoscenza (e ai glutei) della Dottoressa Ryan. La Bullock è brava, Clooney fa ancora il piacione (ma non un è po' inflazionato, ormai?)
Campione di incassi in America, pare che stia andando bene anche in Italia. Io l'ho trovato bello, con una scena madre legata ad una cinghia davvero toccante, però è troppo particolare per essere un "blockbuster": i commenti delle poche persone in sala con me, infatti, non erano entusiastici. Con il rischio di bestemmiare un film ritenuto capolavoro, direi che "Gravity" mi è piaciuto molto più di "2001 Odissea nello spazio" e meno di "Apollo 13". Lunghi silenzi, la trama monotematica ed un finale forse scontato, però, limitano la visione di questa pellicola agli appassionati.
Se lo siete, sarà una bella avventura. Non rovinatelo con il 2D ed uno schermo piccolo.

Asterix451

 
Di Angie (del 11/10/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 789 volte)
Titolo originale
Hotel Transylvania
Produzione
USA 2012
Regia
Genndy Tartakovsky
Interpreti
Adam Sandler, Andy Samberg, Selena Gomez, Kevin James, Fran Drescher.
Durata
Minuti 91

Il conte Dracula è il padrone di un bizzarro Hotel a cinque stelle con tutti i confort, dove alloggiano tanti mostri diversi e strampalati, lontani dai pericoli del mondo umano. Per festeggiare il 118° compleanno della figlia Mavis, Dracula, padre iperprotettivo ha invitato nel suo hotel tutti gli amici da Frankenstein al lupo mannaro, per un party indimenticabile. Al’improvviso, però, un simpatico umano di nome Jonathan dotato di zaino in spalla, riesce a raggiungere l’hotel segreto. Varcata la porta girevole dell’hall, il giovane Jonathan si trova in mezzo ad una grande festa e, Dracula accortosi di lui, per evitare il panico dei suoi ospiti maschera il giovane da mostro cercando di cacciarlo il prima possibile. Ma la figlia Mavis accortasi della nuova presenza, prova subito una immediata simpatia prontamente ricambiata dal giovane, facendo aumentare per papà Dracula problemi e paura per l’incolumità per sua figlia.
Hotel Transylvania” diretto Genndy Tartakovsky e prodotto da Michelle Murdocca è la storia di un padre e di una figlia e, come tutti i padri anche questo genitore è iperprotettivo, affettuoso e premuroso verso la propria figlia. A differenza degli altri padri lui però è Dracula, il principe delle tenebre e per tale ragione essi devono nascondersi dal mondo degli umani che li considerano mostri. Come ogni genitore, anche Dracula ha i suoi problemi con la testarda ed intelligente Mavis. Ormai adolescente vuole realizzare il suo sogno: visitare il mondo degli umani, una promessa fattagli da suo padre una volta raggiunta l’età adulta.
Ci troviamo di fronte a un film d’animazione simpaticissimo, ricco di personaggi e colori sfavillanti, con una storia semplice e vivace. I protagonisti sono mostri, tutt’altro che paurosi!! Novità! Tartakovsky in questo cartone è riuscito a renderli buffi, divertenti e in fondo anche buoni, confezionando così una pellicola spassosa e gradevole sia agli occhi del pubblico adolescenziale che al pubblico adulto. In America il film ha avuto un enorme successo infatti, si parla già di un sequel per il 2015.
In conclusione potrei consigliare ai genitori che vogliono trascorrere una piacevole serata con i propri figli di visionare questa pellicola. E una bella favola romantica, ricca di umorismo e dolcezza, inoltre vi posso assicurare che i personaggi che ne fanno parte sono veramente molto spassosi. I ragazzi rideranno per le varie battute strampalate ma, per noi adulti vi saranno anche piccoli momenti che ci portano a riflettere sempre e comunque sorridendo.

Angie

 
Di Miryam (del 30/09/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 783 volte)
Titolo originale
The Dinosaur Project
Produzione
Gra Bretagna 2012
Regia
Sid Bennett
Interpreti
Richard Dillane, Peter Brooke, Matt Kane, Natasha Loring, Stephen Jennings
Durata
Minuti 83

La prima immagine del film, è il ritrovamento nel fiume da parte di due pescatori congolesi e di uno zaino contenente svariate registrazioni video che superano le cento ore. Qui inizia un lungo flashback che ripercorre tutte le vicende del gruppo, passiamo quindi a raccontare la storia dall’inizio. Uno sperimentato gruppo di esploratori della British Cryptozoological Society, vuole addentrarsi nella giungla del Congo per scoprire se esiste veramente del vero sull’avvistamento di un plesiosauro e precisamente il Mokele Mbemba, un mostro leggendario somigliante al famoso Loch Ness scozzese.
Capo della spedizione è Jonathan Marchant (Richard Dillane), assieme al suo braccio destro Charlie (Peter Brooke), il quale vengono accompagnati dalla guida del posto Amara (Abena Ayivor). Durante il volo in elicottero, Jonathan, scopre con sorpresa che a bordo si è intrufolato clandestinamente suo figlio Luke (Matt Kans), adolescente ribelle che si è fatto espellere dalla scuola. Purtroppo è ormai tardi per tornare indietro, così anche se controvoglia, deve accettare la sua presenza. Poco dopo in volo, vengono attaccati da enormi animali volanti che fanno precipitare l’elicottero facendolo schiantare a terra, il pilota muore e il resto del gruppo deve cavarsela da solo in quella zona sperduta e ben presto scoprono di non essere soli ma in compagnia di dinosauri per niente docili e ospitali ritrovandosi così tutti in un mare di guai.
The Lost Dinosaurs” è una pellicola d’avventura diretta da Sid Bennet, un regista datato in fatto di documentari, qui al suo esordio come lungometraggio, per questo regista inglese lavorare con i dinosauri è diventata routine infatti ha diretto per la tv “Prehistoric Park” Per realizzare il film, è stata usata la tecnica del Found Footage, cioè operare sul montaggio di riprese amatoriali ritrovate come documenti ed eseguite da un cameramen, per esempio tutti ricordiamo Paranormal Activity e Cloverfield. Sinceramente non amo molto questa tecnica perché a lungo andare le riprese diventano troppo traballanti da far venire mal di testa allo spettatore.
Chi non lo avesse ancora visto, non pensi di andare a vedere un film paragonabile a Jurassic Park di Spielberg!!
E’ molto lontano da quei canoni a cominciare sia dalla sceneggiatura e sia anche per gli animali che non sono stati riprodotti in maniera eccellente dovuto forse al fatto che avevano un budget molto basso.
Tutto sommato resta un film senza pretese adatto però ad un pubblico di giovanissimi, meglio aspettare che esca in dvd per guardarlo seduti comodamente in poltrona in un pomeriggio noioso quando non si sa cosa fare!!

Miryam

 
Di Asterix451 (del 27/09/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 870 volte)
Titolo originale
Kokuriko-Zaka Kara
Produzione
Giappone 2011
Regia
Goro Miyazaki
Interpreti
Masami Nagasawa, Junichi Okada, Keiko Takeshita, Yuriko Ishida, Rumi Hiiragi.
Durata
Minuti 91

Giappone, all'inizio degli anni '60.
Il paese si sta riprendendo dalla guerra, ma molti piangono ancora i propri morti. E' ciò che accade anche ad Umi, una ragazzina che vive sulla "collina dei papaveri" in cima al paese: per ricordare il padre caduto in una battaglia sul mare, issa ogni mattina bandiere di augurio alle imbarcazioni che navigano nella baia. Shun, che va a scuola a bordo del rimorchiatore di famiglia, si incuriosisce al punto da scrivere una sorta di messaggio in codice sul giornale locale, nella speranza di scoprire chi stia dietro a quel rituale.
Non immagina certo che le bandiere vengano issate da qualcuno che frequenta la sua stessa scuola! Ci pensa il destino, però, a far incontrare i due ragazzi, durante una rocambolesca protesta studentesca organizzata per opporsi alla demolizione del "Quartier Latin", un vecchio edificio assegnato al club di letteratura di cui Shun fa parte.
In quella occasione Umi non rimane particolarmente colpita, ma si ricrederà presto, riconoscendo al ragazzo la volontà di proteggere i sacri valori del suo paese. La simpatia tra i due non tarderà quindi a sbocciare, non fosse che…i ragazzi verranno moralmente ostacolati dal passato che sta ritratto in una vecchia fotografia. Goro Miyazaki firma la sua seconda pellicola dopo il deludente "I Racconti di Terramare", una sconclusionata storia di magia medioevale. L'erede dello Studio Ghibli ci riprova con una trama sceneggiata dal padre Hayao, ambientata in una società che il Giappone sta lentamente dimenticando.
Distribuito nelle grandi sale d'Italia per un giorno soltanto (il 6 Novembre 2012), "La Collina dei Papaveri" è stato un campione di incassi in patria ed ha ottenuto importanti riconoscimenti per l'animazione davvero notevole.
Pur essendo un fan della Ghibli, l'opera di Goro mi lascia perplesso, perchè sembra perdersi ancora nelle file della sua stessa trama. La storia di Umi e Shun è delicata: sfiora un pregiudizio culturale abbastanza ostico, che dovrebbe risolversi nel finale se non fosse tutto così affrettato, al punto da passar quasi inosservato.
Si parte lenti, con un mistero che pare scontato se non ci fosse la sensazione di un "di più"… che, però, non c'è. Fanno da contorno i dettagli della società giapponese di quegli anni, in un'atmosfera che qualche volta rimanda all'umorismo di "Gigi la Trottola".
La Ghibli ha sempre contrapposto i grandi temi sociali alla visione mistica e fantascientifica degli adolescenti, ai quali affidava l'interpretazione della storia per trovare diverse chiavi di lettura. E se in "Arrietty" non si è pianto il passaggio del testimone alla regia, non si può dire altrettanto quando si cimenta Goro.
Con tutto il rispetto per questa pellicola gradevole, moralmente impegnata e tecnicamente rigorosa, credo manchi di linearità con il passato in termini di "personalità della storia": è comprensibile che un artista cerchi la propria via per esprimersi (anche con cambiamenti di rotta); se però si firma "Ghibli", dovrebbe comunque mantenere quello spirito narrativo che ne ha decretato il successo sino ad ora.

Asterix451

 
Di Namor (del 23/09/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 763 volte)
Titolo originale
R.I.P.D
Produzione
USA 2013
Regia
Robert Schwentke
Interpreti
Jeff Bridges, Ryan Reynolds, Kevin Bacon, Mary-Louise Parker, Stephanie Szostak
Durata
Minuti 96
Trailer

Durante un’incursione per arrestare un cartello della droga, l’agente Nick Walker (Ryan Reynolds) viene ucciso dal suo partner Bobby Hayes (Kevin Bacon), il quale non gradisce il pentimento del suo socio relativo ad alcuni strani pezzi d’oro occultati e divisi tra i due dopo una retata precedente. Dopo l’inaspettata dipartita, Nick viene prontamente arruolato nel R.I.P.D., un’agenzia di polizia celeste dedita alla cattura di spiriti maligni che vogliono sfuggire al giudizio finale. Per sottrarsi al loro adempimento, essi, si celano sulla terra sotto sembianze umane con un’unico fine: quello di spazzare via il genere vivente e governare sulla Terra!
Per farlo, questi strani spiriti, hanno bisogno di aprire un portale tra i due mondi, attraverso il quale faranno arrivare in massa i loro simili, che daranno inizio alla distruzione totale. Ed é qui, che entrano in gioco gli enigmatici pezzi d’oro tanto ambiti dai non morti, poiché, é con il loro assemblaggio che dev’essere costruita la porta d’ingresso sul nostro mondo. Il compito di fermare tale invasione e salvare il genere umano dall’apocalisse, spetta a Kevin (che sulla Terra ha le sembianze di un vecchio cinese) ed al suo nuovo compagno che gli farà da guida, lo sceriffo Roy Pulsipher (Jeff Bridges) nelle vesti terrene di una bionda mozzafiato.
Basato dalla graphic novel “Rest In Peace Department”di Peter M.Lenkov, “R.I.P.D. – Poliziotti dell’aldilà” é una fusione tra il moderno “Man in Black”, il datato e impareggiabile “Ghostbusters” ed un piccolo accenno a “Ghost”. Tre titoli che hanno trovato il loro posto nella storia nel cinema e che più volte vengono alla memoria, quando si assiste a programmazioni di questo genere di pellicole, di chiara matrice Fantasy.
Come nei titoli sopraindicati, anche qui il cast é di buon rilievo vista la presenza di un Ryan Renolds (sempre più in ascesa) con il ruolo principale del poliziotto di entrambi i mondi alla ricerca di vendetta e di un Kevin Bacon ultimamente sempre più a suo agio nei panni del cattivo. Per chiudere, abbiamo il premio Oscar Jeff Bridges che gigioneggia nei panni di uno sceriffo del vecchio West, parodiando (a mio avviso) enormemente il glorioso Kit Carson del fumetto Tex.
Le smisurate attinenze ai tre film che ho citato prima (riscontrate più volte durante la sua visione), han fatto si che il mio giudizio su questo film giocattolone non fosse molto positivo, ma alle nuove leve che si accingono a vederlo, essendo all’oscuro dei tre titoli precursori di questo filone, avranno sicuramente modo di divertirsi.

Namor

 
Di Namor (del 12/09/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 889 volte)
Titolo originale
Elysium
Produzione
USA 2013
Regia
Neill Blomkamp
Interpreti
Matt Damon, Jodie Foster, Sharlto Copley, Alice Braga, Diego Luna.
Durata
109 Minuti
Trailer

Siamo nell’anno 2154, la Terra, allo stremo delle sue risorse, é sovrappopolata da persone ridotte in miseria, guidata con eccessiva severità da robot, che garantiscono l’ordine pubblico per volere dei multimilionari che vivono su Elysium, una lussuosa stazione spaziale costruita per ospitare l’elite del genere umano, coloro che hanno avuto la possibilità economica di abbandonare il pianete morente. Max (Matt Damon), desidera sin da piccolo di poter raggiungere Elysium, ma per esaudire quel sogno impossibile, bisogna comperare un biglietto ed avere molta fortuna, visto che le navicelle che si avvicinano alla stazione spaziale senza permesso di sbarco, vengono abbattute senza pietà dalle forze armate dell’inflessibile Segretario di Stato Delacourt (Jodie Foster).
Max, che nel frattempo si è macchiato di vari crimini per sopravvivere, lavora come operaio in una fabbrica dedita a creare droidi per la sicurezza, ed è proprio durante lo svolgimento di questa mansione che scatta l’ultimatum per andare su Elysium. Un’incidente in fabbrica, provoca un’intesa pioggia di radiazioni nucleari letali, che lo investe in pieno, lasciandogli solo cinque giorni di vita. Per evitare il sopraggiungere della morte, Max non ha scelta, deve raggiungere a tutti i costi l’unico posto dove sono provvisti della tecnologia che occorre per guarirlo… Elysium!
Il suo apprezzato stile e l’originalità mostrata con la sua opera prima “District 9”, Neill Blompkamp scrive, dirige e produce “Elysium”, la nuova pellicola fantascientifica interpretata dai due premi Oscar Matt Damon e Jodie Foster. Rasato, tatuato e con 10kg di muscoli in più, Damon (che aspirava ad essere diretto da Blompkamp) offre una prova più che convincente come attore da action-movie, stessa valutazione per la sua antagonista Jodie Foster, nei panni dell’algida ed imperturbabile responsabile della sicurezza di Elysium.
Ad entrambi gli attori e al sottoscritto è piaciuto il tema principale del film, l’abissale divisone sociale tra i poveri, che risiedono sulla Terra annaspando giorno dopo giorno per sopravvivere e i ricchi, che vivono con ogni inimmaginabile confort sulla lussuosa stazione spaziale Elysium, resa inaccessibile alla plebe per non degradare il loro principesco habitat.
Un titolo d’ inizio stagione cinematografica che di sicuro incentiva l’ingresso in una sala, appagando in larga parte le attese dello spettatore, esigente nella formazione del cast tecnico e recitativo.
A me è piaciuto, quindi (a chi si appresta ad andare a vederlo) non posso che augurare una buona visione.

Namor

 
Di Miryam (del 09/09/2013 @ 05:00:00, in cinema, linkato 746 volte)
Titolo originale
The Last Exorcism Part II
Produzione
USA 2013
Regia
Ed Gass-Donnelly
Interpreti
Ashley Bell, Julia Garner, Spencer Treat Clark, Louis Herthum, Tarra Riggs.
Durata
88 Minuti

Chi ha visto “L’ultimo esorcismo” diretto nel 2010 dal tedesco Daniel Stamm, si ricorderà della giovane Nell Sweetzer (Ashley Bell), sopravvissuta ad un terribile esorcismo dove era stata liberata dal demone Alabam.
Ci trasferiamo qui in Lousiana dove Nell è di nuovo alle prese di questo indesiderato “ospite” che evidentemente non aveva lasciato completamente il suo corpo, infatti ritroviamo la giovine nel bosco in un completo stato confusionario, dove si pensa sia l’unica sopravvissuta ad un incendio. La ragazza si sveglia in un ospedale di New Orleans, non ricordando niente di quello che le era successo nei mesi successivi a quel rito. Dopo il ricovero, viene accolta alla Devereux Hall, una specie di casa accoglienza per ragazze con delle problematiche, seguite queste dal dottor Frank Merle (Muse Watson). Con il passare del tempo, Nell cerca di convincersi che il demone Alabam non esiste più, che era solo frutto della sua immaginazione. Riesce inoltre a fare amicizia con le sue nuove amiche, legandosi in modo particolare a Chris (Spencer Treat), un collega di lavoro dove ha trovato impiego come cameriera ai piani in un albergo, cercando così di rifarsi una nuova vita. Ben presto però, si rende conto che l’incubo non è ancora finito, ricomincia a sentire voci e vedere cose che solo lei è in grado di vedere, e quindi capisce che Alabam è ancora in lei e che esercita un enorme potere che non sarà facile sconfiggere.
The Last Exorcism- Liberaci dal male”, è stato diretto dal canadese Ed Gass- Donnelly e riprodotto da Eli Roth. Ci troviamo come al solito davanti ad un film che non ha niente di nuovo da dire, riguardo al genere appartenente al filone del sovrannaturale. Certo non mancano le scene dove lo spettatore balzerà dalla poltrona, ma questa prerogativa e dovuta soprattutto all’alzarsi della musica e non hai corpi che lievitano dal letto per poi contorcersi in aria, visto che queste scene le abbiamo già viste e riviste in altre pellicole simili. Nulla da dire invece sull’interpretazione della Bell, un volto espressivo, strano, ambiguo, forse l’unica cosa di vero della pellicola, alla quale vanno i miei unici complimenti. Mi aspettavo qualcosa di più, per esempio, in questo film ho notato che manca il ruolo della Chiesa che è sempre presente con il classico prete esorcista, che qui arriva soltanto nel finale del film ottenendo però scarsi risultati.
Non voglio aggiungere altro del finale, in quanto a parer mio ci potrebbe scaturire l’idea di produrre il terzo capitolo! Che non sia stato fatto apposta? Visionate la pellicola e poi mi farete sapere se anche voi siete di questa opinione.

Miryam

 

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