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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Angie (del 01/10/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 883 volte)
Titolo originale
Tinker Tailor Soldier Spy
Produzione
Gran Bretagna, Francia, Germania 2011
Regia
Tomas Alfredson
Interpreti
Gary Oldman, Kathy Burke, Benedict Cumberbatch, David Dencik, Colin Firth.
Durata
127 Minuti

Siamo nei primi anni ’70, in piena guerra fredda, quando ancora non si riusciva neppure ad immaginare la caduta del muro di Berlino e le spie dell’Est e dell’Ovest cercavano l’una e l’altra di carpire le informazioni del nemico, piazzando delle “talpe” nei servizi segreti avversari. George Smiley (Gary Oldmon) è un ex agente del M16, Secret intelligence service inglese, dal nome in codice Circus. In seguito ad una disastrosa missione in Ungheria i vertici di Circus vengono inevitabilmente sostituiti, ma c’è il sospetto che i nuovi vertici siano compromessi dalla presenza di un agente doppiogiochista al loro interno, “una talpa”, al servizio dei sovietici. Sarà proprio Smiley, ormai in pensione, alle prese con una nuova vita fuori dai servizi segreti, ad essere richiamato e costretto a rientrare nuovamente nel torbido mondo dello spionaggio, per scoprire chi tra i suoi vecchi colleghi fa il doppiogioco. Un compito molto duro per quest’uomo dall’apparenza smunto, che nasconde nella timidezza una grande intuizione d’indagine. In questa difficile indagine egli dovrà dare la caccia ad una potentissima spia, che si restringe nella cerchia di quattro possibili sospetti, tutti agenti competenti e di successo. Per portare a termine la sua missione affidatagli, Smiley non solo si vedrà costretto a fare i conti con il suo doloroso passato, ma dovrà accettare anche la perdita di molte vite.
Il regista svedese Tomas Alfredson, autore di “Lasciami entrare”, questa volta si cimenta in un thriller tratto dall’omonimo romanzo di John Le Carrè, edito nel 1974, considerato come uno dei maggiori capolavori della narrativa di spionaggio:“La Talpa”. Nonostante il film sia un po’ complesso per la sua trama così articolata e per l’argomento trattato, il regista è riuscito perfettamente (a mio parere) a descrivere l’ambiente grigio e tetro di una Londra invasa dai servizi segreti.
La talpa è una spy-story mentale (se così possiamo dire), un thriller che non ha le caratteristiche del genere: niente inseguimenti e niente sparatorie come solito è vedere nei film di spionaggio. E una pellicola basata gran parte sul dialogo, dove si richiede molta concentrazione nella sua visione per comprendere tutte le dinamiche, in quanto potrebbe subito risultare poco coinvolgente e interessante agli occhi dello spettatore. E una storia che procede come una lenta partita a scacchi, senza grandi tensioni, in cui avversari invisibili cercano di prevedere le mosse del tutti contro tutti. Ottimo il cast, in modo particolare Gary Oldman , nelle vesti di George Smiley, molto bravo nella sua interpretazione. Unica cosa negativa (secondo sempre la mia opinione personale) e che l’ho trovato molto lento, in quanto non sono abituata a vedere genere di film con scartoffie e valigette senza azione e suspance.
Comunque il regista Tomas Alfredson, malgrado questo mio piccolo appunto negativo, è riuscito ugualmente a creare un buon lavoro e a raggiungere il suo obbiettivo: attrarre l’attenzione del pubblico. Indubbiamente da vedere per chi ama i complessi intrighi dello spionaggio, sono certa che non rimarrà deluso.

Angie

 
Di Namor (del 28/09/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 864 volte)
Titolo originale
The Bourne Legacy
Produzione
USA 2012
Regia
Tony Gilroy
Interpreti
Jeremy Renner, Rachel Weisz, Edward Norton, Stacy Keach, Oscar Isaac.
Durata
135 Minuti
Trailer

Dopo aver cercato di eliminare senza profitto l’agente segreto Jason Bourne, il quale minacciava di rendere pubblico un programma di addestramento dedito a creare abili e letali superspie denominato Treadstone, l’agenzia si appresta a chiudere un altro programma più avanzato, con la conseguente eliminazione dei suoi agenti operativi. Aron Cross (Jeremy Renner) é uno dei sei agenti da sopprimere che fanno parte di Outcome, il nuovo programma altamente evoluto grazie alle innovative tecnologie di un colosso farmaceutico. A capo dell’ operazione di smantellamento risulta essere il Colonnello Eric Byer (Edward Norton), che per non vanificare il frutto del suo lavoro, si vede costretto a cancellare il programma da lui fortemente voluto. Il superagente Cross, per non perire in quest’ impari battaglia contro i suoi stessi creatori, dovrà dare fondo a tutta la sua esperienza di spia infallibile, accumulata durante l’addestramento a favore del governo americano.
Terminata la trilogia su James Bourne, era difficile pensare ad un quarto capitolo che potesse ancora attirare una certa mole di pubblico nelle sale, interessate alle nuove peripezie dell’agente più braccato dalla CIA. Per far ciò, lo sceneggiatore dei primi tre capitoli Tony Gilroy, oltre a scrivere nuovamente la sceneggiatura, si cimenta anche dietro la macchina da presa, finora guidata con buoni risultati da Greengrass.
Ovviamente “The Bourne Legacy”, ha poco in comune con i precedenti titoli della saga, questo è l’inizio di una nuova avventura con caratteristiche più tecnologiche, rispetto alle precedenti peripezie molto più fisiche di Bourne. Gli aficionado della trilogia di Bourne, hanno storto il naso vedendo Jeremy Renner subentrare a Matt Damon, dopo il suo rifiuto alla continuazione degli altri probabili capitoli. A me, questa scelta di puntare sul biondo californiano di Modesto non dispiace, non dimentichiamoci che Renner é stato candidato due volte agli Oscar (The Town – The Hurt Locker), qualcosa vorrà pur dire.
Anche la sceneggiatura pur essendo meno fisica e adrenalinica rispetto alle altre, per ovvie ragioni di preparazione ai seguenti film, non è affatto male. Il prossimo capitolo sarà certamente il banco di prova per l’eventuale successo della seconda trilogia su Bourne, e non mancheranno certo i confronti con la prima della prolifica accoppiata Greengrass - Damon.

 Namor

 
Di Angie (del 17/09/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1101 volte)
Titolo originale
Mientras duermes
Produzione
Spagna 2011
Regia
Jaume Balagueró
Interpreti
Luis Tosar, Marta Etura, Petra Martínez, Carlos Lasarte, Alberto San Juan.
Durata
102 Minuti

Un’uomo si sveglia nel proprio letto, accanto alla sua donna. Si alza senza fare rumore e va al lavoro. Una scena comune, una routine quotidiana che molti avranno sicuramente vissuto. Solo che quest’uomo, non e nel suo appartamento, nel suo letto e, che quella donna che gli dorme a fianco non sia la sua ragazza. L’uomo in causa si chiama Cesar(Louis Tosar), ed occupa il posto come portiere in un palazzo di Barcellona. Profondamente infelice , Cesar passa le sue giornate a studiare gli inquilini, che lo ignorano, di cui conosce le loro vite nel dettaglio. Tra loro c’è una giovane donna, Clara (Marta Etura), che odia in modo particolare, perché troppo solare, ottimista e felicemente fidanzata. Ossessionato dal desiderio di infrangere la sua felicità , Cesar cercherà in tutti i modi di renderle la vita un inferno. Ogni sera penetra nel suo appartamento e, dopo essersi assicurato che la donna sia caduta in un profondo sonno con il cloroformio, mette in atto il più spietato dei piani.
Il finale sarà una sorpresa che non si dimentica tanto facilmente.
“ Bed Time” thriller diretto dallo spagnolo Janne Balaguerò, titolo originale “Mientras Duermes”(Mentre dormi) è un film più inquietante, che horror. E la storia di un uomo, incapace di essere felice da quando è venuto al mondo, ossessionato ed invidioso della felicità altrui. Lo scopo della sua vita è quello di togliere il sorriso dai volti delle persone e farle cadere nello stato di desolazione nel quale lui è costretto a vivere. Bed Time e una pellicola molto più profonda di quanto possa sembrare. Questa angoscia di un uomo per la felicità altrui riesce a turbare e ,anche se non c’è nulla di vero horror(eccetto una scena), si trascorre ugualmente oltre un ora e quaranta di tensione.
Buona la recitazione del cast, in modo particolare (a parer mio) il protagonista Louis Tosar (Cesar), già noto nel film “Cella 211”, qui e perfetto nel ruolo del maniaco sociopatico. La sua mimica facciale molto espressiva con i suoi sguardi torvi e sadici, sanno rendere la storia più veritiera coinvolgendo con la dovuta efficacia lo spettatore. Il regista Belaguerò (per quanto mi possa intendere) è riuscito a produrre un buon film, infatti ha attratto la mia attenzione nel vedere come questa persona così insospettabile sia in realtà un sadico stalker. Certo che sapere di avere tutte le notti una strana persona sotto il tuo letto, che aspetti solo che tu dorma profondamente per poter fare quello che vuole…… ti sconvolge un po. E un incubo!
Dopo aver visto questo film, guarderete con occhio diverso il vostro portiere, specialmente se è un tipo introverso!
Ritornando a Bed Time, ritengo che sia una pellicola interessante da vedere… gli spettatori impressionabili stiano tranquilli, nonostante la locandina inquieta, scene violente non ce ne sono.

Angie

 
Di Miryam (del 10/09/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 893 volte)
Titolo originale
La peggior settimana della mia vita
Produzione
Italia 2011
Regia
Alessandro Genovesi
Interpreti
Fabio De Luigi, Cristiana Capotondi, Monica Guerritore, Antonio Catania, Alessandro Siani.
Durata
92 Minuti

Paolo (Fabio De Luigi), è un uomo di quarant’anni, vive a Milano dove fa un lavoro che gli piace, ha un amico un po’ eccentrico, Ivano (Alessandro Siani) e una fidanzata di trent’anni Margherita (Cristiana Capotondi) che di professione fa il veterinario. Quest’ultima proviene da una famiglia borghese che vive in una sontuosa villa sul lago di Como. Manca solo una settimana per convolare a nozze, i due piccioncini credono che questi ultimi sette giorni da single, stiano per diventare un dolce preludio fino al fatidico sì. Ma non è così che andranno le cose: infatti il povero Paolo, sempre in imbarazzo davanti ai futuri suoceri, non ne combina una giusta, anzi per cercare di far qualcosa che possa in qualche modo arrecar piacere a questi, interpretati da Gisella Sofio e Antonio Catania, riesce sempre a trovarsi nei guai, guai che vengono per di più peggiorati per colpa sia di una sua ex che lo tormenta con avance sessuali, sia dal suo amico Ivano, il quale con le sue stravaganti uscite, non fa altro che aumentare la diffidenza dei suoi suoceri che, per giunta hanno sempre ostacolato e contrastato la scelta della loro figlia, decisa più che mai a sposare il suo Paolo.
“La peggior settimana della mia vita”, è la classica commedia con trama e finale scontato che naturalmente ha un lieto fine, ma in fondo risulta divertente e le risate non vengono a mancare. Dopo “Happy Family” di cui è stato sceneggiatore, Alessandro Genovese si candida qui come regista aiutato nella sceneggiatura dallo stesso De Luigi. Tutto sommato il film mi è piaciuto, una comicità scorrevole anche se molto banale soprattutto per tutti quegli strani incidenti quasi surreali, però bisogna dire che tutti gli attori scelti per interpretare le loro parti, sono stati azzeccati in pieno e hanno contribuito a scaturire delle sane risate. In fondo è un film per tutti, grandi e piccini perche non ci sono battute o frasi equivoche che cadono nel volgare, niente di aggressivo, solo scene tenere, carine e molto imbranate.

Miryam

 
Di Angie (del 01/09/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 850 volte)
Titolo originale
The Darkest Hour
Produzione
USA 2011
Regia
Chris Gorak
Interpreti
Emile Hirsch, Olivia Thirlby, Max Minghella, Rachael Taylor, Joel Kinnaman.
Durata
89 Minuti

Sean (Emile Hirsch) e Ben (Max Minghella) , due giovani programmatori americani, atterrati a Mosca con la prospettiva di vendere un software di loro invenzione a dei magnati russi, scoprono con stupore che un collega svedese Skylor (Joel Kinnaman), si è appropriato dell’idea concludendo l’affare con i Russi prima di loro. Per consolarsi, i due giovani, decidono di passare la serata in uno dei locali più glamour della capitale, dove fanno amicizia con due giovani turiste americane Natalie (Olivia Thirlby) e Anne (Rachael Taylon). All’improvviso la città viene paralizzata da un gigantesco black out e dal cielo scendono dei strani fasci di luci che, una volta toccata la terra si fanno invisibili e iniziano a disintegrare cose e persone, seminando panico e distruzione in tutta la città.
L’ora Nera”, diretto da Chris Gorak e prodotto da Timur Bekmambetov, regista de”I Guardiani Della Notte”. Il film non è un titolo horror, come potrebbe far pensare il titolo, e una storia fantascientifica con una trama molto semplice, che narra di un gruppo di ragazzi che lotta per la sopravvivenza in Russia dopo un ‘ invasione aliena. Ecco di nuovo gli alieni! Pensiamo subito di vedere nuovamente quei enormi e spaventosi dischi volanti che atterrano nelle grandi metropoli statunitensi ed invece, niente di tutto ciò. Infatti novità della pellicola, e quella di essere ambientata per la prima volta in Russia, nella grande capitale Mosca. Seconda novità: non si tratta di alieni come esseri con enormi teste, come siamo abituati a vedere in tanti film, ma si presentano sotto forma di fasci di elettricità.
Non male questa idea originale del regista Gorak, anche se, mi aspettavo una visione più adrenalinica di quello che ho visto. Come già il titolo stesso preannuncia (L’Ora Nera), la gran parte del film si svolge di notte, nel momento in cui le onde elettromagnetiche sono visibili e rivelano lo spaventoso arrivo degli alieni. Il buio e l’oscurità dovevano essere sfruttate meglio di quello che è stato fatto, per creare una buona dose di tensione e suspanse che il film richiedeva. Invece non è l’oscurità che fa paura, ma è il contrario: è il giorno che fa spavento. Comunque tutto sommato non mi è dispiaciuta la visione di questo ennesimo film sugli alieni, anche se visti e rivisti da anni, riescono sempre a risvegliare in noi un po’ di stupore che non muore mai.
La trama, nonostante sia stata un po’ banale e con un finale che lascia del tutto intravedere un possibile sequel, questa pellicola riuscirà senza dubbio ad intrattenere quei spettatori appassionati del genere, rendendogli la sua visione sarà sicuramente piacevole.

 Angie

 
Di Miryam (del 28/07/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1305 volte)
Titolo originale
Texas Killing Fields
Produzione
USA 2011
Regia
Ami Canaan Mann
Interpreti
Sam Worthington, Jeffrey Dean Morgan, Jessica Chastain, Chloe Moretz, Jason Clarke.
Durata
109 Minuti
Trailer

Siamo a Texas City dove Mike Souder (Sam Worthington) e Brian Heigh (Dean Morgan), due detective della squadra omicidi, sono alle prese con un serial killer alquanto feroce. Infatti ci troviamo davanti a vari delitti irrisolti, la maggior parte di questi riguardano l’uccisioni di giovani prostitute, violentate, seviziate e fatte a pezzi per poi essere gettate in campi paludosi soprannominati Texas Killing Fields.
Nonostante i delitti siano stati commessi fuori dalla loro giurisdizione, i due poliziotti decidono di non abbandonare il caso, spinti anche dal fatto che l’assassino ha cominciato a prendere di mira l’ex moglie di Mike, Pam (Jessica Chastain) e Anne (Chloe Moretz), una ragazzina del luogo con dei gravi problemi familiari alle spalle, verso la quale Brian nutre un grande affetto paterno. Neanche a dirlo, sarà proprio la improvvisa sparizione di Anne, a far si che i due agenti ingaggino una disperata lotta contro il tempo per salvarle la vita.
Le Paludi della Morte” titolo originale Texas Killing Fields, è stato presentato in concorso alla sessantottesima Mostra del Cinema a Venezia, basato su fatti realmente accaduti e mai risolti raccontati in un omonimo romanzo dall’ex agente della DEA, Donald T. Ferraroni che è anche lo sceneggiatore del film. La pellicola è stata diretta da Ami Canaan Mann, nonché figlia di Michael Mann (che figura tra i produttori).
E’ il secondo lungometraggio della giovane regista dopo “Morning” del 2001. Non sempre essere figlia d’arte porta dei benefici, infatti a mio giudizio il film ha una bella trama ma non riesce a coinvolgere lo spettatore. È piuttosto lento, cupo, per essere un thriller non si riescono a riscontrare momenti di tensione, nonostante alcuni risvolti sono macabri, e non dimentichiamo che si tratta di una storia vera!! In fatto di thriller sono un po’ esigente, amo le scene dove si salta dalla poltrona, dove ti senti la tensione salire… mi aspettavo qualcosa di più, sono rimasta molto delusa, soldi buttati, pazienza!!
Un consiglio per chi lo vuole vedere… risparmiate i soldi e aspettate che esca in dvd.

Miryam

 
Di Asterix451 (del 23/07/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1068 volte)
Titolo originale
I Spit On Your Grave
Produzione
USA 2010
Regia
Stephen Monroe
Interpreti
Con Sarah Butler – Chad Lindberg - Jeff Brenson – Rodney Eastman – Daniel Franzese – Tracey Walter.
Durata
108 Minuti

Jennifer Hills (Sarah Butler) è una giovane ed attraente scrittrice che affitta uno chalet nel bosco di una desolata cittadina, dove trovare la tranquillità per terminare il romanzo che sta scrivendo. Dopo essere passata dall’anziano Earl (Tracy Walter) per ritirare la chiave della casa, si ferma ad una stazione di servizio per fare rifornimento e chiedere indicazioni sulla strada.
Qui, attira l’attenzione dei ragazzi che lavorano al distributore. Il titolare, Matthew (Chad Linberg), tenta un maldestro approccio guadagnandoci solo una brutta figura. Jennifer minimizza, cerca di metterlo a suo agio e di andarsene al più presto. Purtroppo per lei, questo precedente sarà il pretesto per fare irruzione a casa sua, pochi giorni dopo, alla ricerca di un riscatto “virile” che ha più dell’animalesco, in una violenza di gruppo che condurrà a tragiche conseguenze… una volta finito tutto, agli “uomini” sembra di poter tornare alla vita di sempre dimenticando tutto. Non fosse che, intorno a loro, iniziano a manifestarsi fatti inquietanti…
I Spit On Your Grave”, diretto da Steven Monroe con uno stomaco da medico legale ed una certa perizia artistica, è il remake di “Non Violentate Jennifer” del ‘78, allora interpretato da Camille Keaton e vietato ai 18. Con questo film ho scoperto il filone di “stupro e vendetta”, dove la vittima dell’abuso riprende i colpevoli uno per uno, infliggendo loro sevizie e morte.
Onestamente, sono rimasto perplesso dalla visione senza essere una suora novizia… se dovessi consigliarlo, non so a chi potrebbe piacere. Ho letto che la pellicola è stata fortemente sostenuta dalle femministe, in USA, tanto da convincere la giovane Sarah Butler ad accettare il copione, dopo una iniziale (e ragionevole) riluttanza. A mio parere, il pensiero femminista è identico al maschilismo che vorrebbe contrastare, all’opposto; di conseguenza, non trovo nella pellicola una “sana” denuncia di certi comportamenti aberrati (a prescindere dalle mie personali idee in merito). Inoltre, mi domando come possa influire un’interpretazione del genere sulla carriera di una giovane attrice, partita con un film della Disney ed una serie tv; la filmografia di Camille Keaton dimostra che non sia mai riuscita a discostarsi da certi ruoli, anche se la Butler dà prova di talento e professionalità, oltre alla sua bellezza quasi eterea.
Tutto è fatto molto bene, sin troppo. Efficaci le riprese, con un’attenzione alle sfumature di certi dettagli nel rapporto tra i protagonisti, oltre alla cura con cui viene pianificata la vendetta contro gli stupratori. Però, perché?
Non è un film pornografico, perché non ha nulla di erotico né per gli uomini, né per le donne. Non ha un messaggio sociale ragionevole. Ha una trama semplicissima e prevedibile, nonostante la fantasia con cui Jennifer massacra i suoi violentatori uno per uno, con la pena del contrappasso. La parola “gradimento” non si accosta a questo film. Con uno stomaco abbastanza allenato si può arrivare in fondo. C’è parecchio nudo e perversione animale, ed effetti splatter… il titolo, tradotto, è “Sputo sulla tua tomba”.
Insomma, vedete voi.

Asterix451

 
Di Angie (del 20/07/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1471 volte)
Titolo originale
Man on a Ledge
Produzione
USA 2012
Regia
Asger Leth
Interpreti
Sam Worthington, Elizabeth Banks, Mandy Gonzalez, William Sadler, Barbara Marineau.
Durata
102 Minuti

Nick Cassidy interpretato dall’attore Sam Worthington, famoso per “Avatar” e “Scontro Tra Titani”, qui veste i panni di un ex poliziotto, un uomo disperato disposto a tutto pur di dimostrare la propria innocenza. Finito in prigione e condannato a 25 anni, perché accusato di aver rubato un prezioso diamante, appartenente a un potente e avido uomo d’affari David Enghander (Ed Harris). Nick approfitta della licenza concessagli in occasione del funerale di suo padre per evadere. Sotto falsa identità nel grande albergo a Roosevelt Hotel di New York, prende una stanza al 21 esimo piano e dopo aver ordinato la colazione, esce sul cornicione minacciando di gettarsi giù, attirando così l’attenzione dell’intera città. Cassidy fa una richiesta ben precisa ai poliziotti: vuole che a parlare con lui sia la psicologa detective della polizia, Lydia Spencer (Elisabeth Banks), nota all’intera nazione per aver tentato senza successo, di evitare un tentativo di suicidio avvenuto qualche tempo prima. La donna accorsa sul posto, dovrà cercare di capire se Nick vuole davvero suicidarsi o ha un altro intento! Alla fine la Spencer si rende conto che forse dietro a tutto ciò, Cassidy nasconda un altro obbiettivo. Sarà così complice involontaria dei sotterfugi dell’uomo, il quale, con l’aiuto del fratello Joey ( Jannie Bell) insieme alla fidanzata Angie ( Genesis Rodriguez), riuscirà a smascherare il vero colpevole.
La pellicola diretta da Asger Leth (figlio del celebre regista danese Jorgen), dopo aver realizzato numerosi documentari, con “40 Carati”, titolo originale “Man On a Ledge” è al debutto del suo primo lungometraggio, imperniato su una storia semplice, ma intrigante, dove il tutto ruota intorno ad un favoloso diamante da 40 carati. Il film, nonostante buona parte si svolga su un cornicione di un grattacielo, è ricco d’azione e non annoia, riesce a regalare allo spettatore alcuni momenti di buona suspance, seguendo con trepidazione le sorti del protagonista. Per quanto concerne la mia opinione Asger Leth è riuscito comunque a realizzare un buon film, anche se non è stato considerato un grande capolavoro. L’inizio della visione ha catturato molto la mia attenzione: il mistero del perché quell’uomo si trovi sul cornicione ad una altezza così smisurata, di uno dei più celebri palazzi di New York, mi incuriosiva oltremodo. Così come la sua futura sorte, si getterà nel vuoto? O vincerà questa lotta per la sua libertà?
Buono il cast, dove gli attori si sono perfettamente calati nei propri ruoli. Un bravo, soprattutto a Sam Worthington, nonostante soffra di vertigini è riuscito a vincere le sue paure dell’altezza, recitando per buona parte su un cornicione! In conclusione la pellicola per quanto mi riguarda è godibile da visionare, soprattutto in una serata ove non si hanno tante pretese.
Angie

 
Di Darth (del 16/07/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 2357 volte)
Titolo originale
Maverick
Produzione
Usa, 1994
Regia
Richard Donner
Interpreti
Jodie Foster, Mel Gibson, James Garner, Graham Greene
Durata
129 minuti

Impertinente e scaltro, amante del rischio e delle belle donne, Ben Maverick, interpretato nel film di Richard Donner da Mel Gibson, è un tipico personaggio del mondo western, conoscitore dei più noti giochi di poker, che tenta di sfruttare questa sua capacità per arricchirsi e giostrarsi all’interno di una vita rocambolesca. È il famoso torneo di St. Louis, e soprattutto il suo corposo montepremi di 500.000 dollari, a spingere Maverick a intraprendere l’avventuroso viaggio che attraversa l’intero film e che vede il protagonista alla caccia dei suoi debitori. Obiettivo?! Recuperare i 25.000 $ che necessitano per l’iscrizione.
Durante il tragitto si aggiungono numerosi personaggi per un tutti contro tutti, in cui Maverick con mosse non sempre lecite fara` di tutto per avere la meglio sugli altri. In particolare su Angel detto lo “Spagnolo”, interpretato da Alfred Molina, avversario storico del protagonista e come lui espertissimo di poker, oltre che sullo sceriffo Zane Cooper, interpretato da James Garner.
Del gruppo di protagonisti fa parte anche una giovane Jodie Foster, nel film Annabelle Bransford, ammaliante giocatrice di poker, che distrae con il suo fare seducente. Strategia vincente che le permettera` di conquistare le attenzioni di Maverick durante il torneo. In realtà poi la fine del torneo non costituituira` che l`inizio del film a cui seguiranno una serie di inseguimenti, furti, equivoci, in cui tutti i personaggi saranno coinvolti per aggiudicarsi una parte del bottino.
La pellicola, divertente e appassionante, riporta al cinema la coppia Richard Donner-Mel Gibson, che aveva già collaborato per la realizzazione dei primi capitoli di “Arma letale”. Proprio un tributo a questa collaborazione è la presenza nel cast di Danny Glover, partner di Gibson nel poliziesco dei primi anni Novanta. Significativa, infine, la presenza di James Garner, interprete di Ben Maverick nell’omonima serie prodotta da Warner Bross tra il 1957 e il 1962. Serie alla quale il film è liberamente ispirato.
Con la fotografia di un grande come Vilmos Zsigmond, premio oscar con "Incontri ravvicinati del terzo tipo" (1979), e gli arrangiamenti di un grande cantautore come Randy Newman, (plurinominato e due volte vincitore all`Oscar per la migliore canzone originale), Maverick si presenta come un vero e proprio gioiello tra i film degli ultimi vent`anni. Anni in cui il gioco del poker continua ad affascinare gli appassionati del cinema, presentandoci sempre piu` pellicole girate intorno al tavolo verde. Ultima in arrivo Runner Runner con Ben Affleck e Justin Timberlake.

 
Di Angie (del 28/06/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1020 volte)
Titolo originale
My Week with Marilyn
Produzione
Gran Bretagna - USA 2011
Regia
Simon Curtis
Interpreti
Michelle Williams, Eddie Redmayne, Julia Ormond, Kenneth Branagh, Pip Torrens.
Durata
99 Minuti
Trailer

Il Festival Di Cannes, in occasione del suo 65 esimo anniversario, omaggia Marilyn Monroe a 50 anni della sua scomparsa, dedicandole il manifesto di Kermesse, in concomitanza anche al suo compleanno, il primo giugno ’12 la Monroe avrebbe compiuto 86 anni. esce nelle sale italiane il film Marilyn di Simon Curtis , Raccontare un mito come Marilyn è sempre stato difficile, il regista Simon Curtis ci prova con “Marilyn”, pellicola dedicata all’icona femminile degli anni cinquanta interpretato dalla bravissima Michelle Williams, ruolo che le è valsa la candidatura al premio Oscar come miglior attrice.
Il film racconta le vicende della diva al culmine della sua carriera nel 1956, durante le riprese della commedia “Il principe e la ballerina” girata e anche interpretato da Laurence Olivier. La pellicola non è una biografia dell’attrice, ma la narrazione di un preciso momento nell’arco di una vita breve ma intensa, ricca di successi e tormenti. Perché questa è stata Marilyn Monroe, una donna sensuale ed affascinante, ma anche una donna molto fragile.
Siamo nell’estate 1956, quando la star americana Marilyn Monroe con il marito Arthur Miller, famoso drammaturgo, era andata in Inghilterra per girare “Il principe e la ballerina”, film che doveva interpretare al fianco di Laurence Olivier. Quella stessa estate Colin Clark, un giovane di 23 anni, appena laureato, che aspirava a diventare un regista, si trova per la prima volta nella sua vita su un set cinematografico. Era il suo sogno e lo fu ancor di più quando a Clark, gli fu incaricato di tener d’occhio la grande diva e di evitarle le eccessive pressioni dal lavoro con Laurence Olivier ma, soprattutto le attenzioni insidiose di tutti coloro che gli giravano intorno per interesse.
Colin, che era diventato in quel periodo, amico e confidente della diva, divenne in seguito uno scrittore. Dopo alcuni anni racconta la sua esperienza in un libro-diario dal titolo “The Prince, The Showgirl And me”, di quei sei mesi di riprese sul set. Una storia però mancante di una settimana dove, Colin solo in un secondo libro racconta la vera storia di quei sette magnifici giorni trascorsi da solo con la più grande star del mondo: Marilyn Monroe.
Quel breve ma intenso legame che la star stabilì con un ragazzo, in grado di capirla meglio di qualunque altro. Marilyn Monroe, con un’infanzia già travagliata e triste, ebbe a dir poco una vita breve al quanto movimentata tra matrimoni (il primo avvenuto a 16 anni), divorzi e amori. Cominciò a lavorare come modella, poi come attrice che furono i primi successi di pubblico. Anche come cantante nei film da lei interpretati e ricordata in modo particolare per l’intervento canoro alla festa di compleanno del presidente Kennedy, dove intraprese le pericolose relazioni con questa famiglia e tutto quello che ne conseguì sulla stampa, nella vita dei protagonisti. Divenne la vera Sex-symbol degli anni cinquanta, ma non le bastò il grande successo e l’amore che il pubblico le dimostrava a far diminuire le sue crisi nervose e le sbornie, quindi per i continui ritardi sul set venne licenziata.
Infelice ed insoddisfatta un mese dopo, a soli 36 anni viene trovata morta nella sua casa, apparentemente suicida per un’overdose di barbiturici, ma sono in molti a credere che sia stata uccisa. Il mistero della sua morte non è mai stato svelato, un caso ancora aperto, che ha sicuramente contribuito a fare della Monroe un mito, come una vera e propria icona della cultura pop. Il regista Simon Curtis affascinato da questo momoir, progetta così questa pellicola e gira alcune scene proprio alla Parkside House, la casa in cui Marilyn alloggiava durante le riprese. Ha voluto che il film rimanesse fedele alle atmosfere del 1956 e anche importante per Curtis tener conto dei colori e degli ambienti dell’epoca e dell’introduzione del technicolor negli anni ’50. A 50 anni dalla sua scomparsa, Marilyn (suo vero nome Norma Jean Baker) è sempre ricordata come una degli emblemi del cinema, il “sogno proibito d’America”. L’attrice che ha fatto sognare milioni di uomini e donne, estasi di tanta freschezza recitativa e da una bellezza fuori da ogni concezione estetica. Se ricordate, Leonardo Pieraccioni nel Natale 2009 fece uscire il film “Io e Marilyn”, realizzando il sogno di tanti: poter riportare sulle scene il fascino, la bellezza e la simpatia di Marilyn . Una pellicola che mi piacque molto, divertente, semplice, diversa, che grazie alla somiglianza di Suzie Kennedy con la diva, ci dà quasi l’illusione che Marilyn possa essere tornata per recitare in un film. Se fosse vissuta, oggi la Monroe sarebbe una donna anziana come tante, vivrebbe di ricordi, invece ha ancora 36 anni ed è sempre bellissima… forse perché le donne come lei, non possono subire l’oltraggio del tempo.

Angie

 
Di Asterix451 (del 25/06/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1035 volte)
Titolo originale
John Carter
Produzione
USa 2012
Regia
Andrew Stanton
Interpreti
Taylor Kitsch, Lynn Collins, Willem Dafoe, Dominic West, Mark Strong.
Durata
132 Minuti
Trailer

Che cosa può ereditare uno studente di nome Edgar Rice Burroughs all’inizio dell‘800, da uno zio che nei suoi diari asserisce di essere stato su Marte?
Il capitano degli Eserciti Confederati John Carter (Taylor Kitsch) è appena deceduto, nominando Edgar Rice suo unico erede; non si sentono da anni, durante i quali Carter ha compiuto spedizioni archeologiche in tutto il mondo, alla ricerca di qualcosa…
Dai suoi scritti, lo zio John avrebbe trovato un vettore di teletrasporto per Marte in una miniera indiana, subito dopo la guerra di Secessione. Una tecnologia aliena installata sulla terra, che John attiva inconsapevolmente.
Quando si risveglia, è in un deserto sterminato e le sue prestazioni fisiche sono esagerate, ma è l’incontro con alcune creature non umane a confermare che lui si trovi in un luogo differente dalla Terra.
Però la guerra sembra inseguirlo ovunque perché, anche qui, razze aliene ed altre umanoidi si contendono il dominio del mondo, tutte pilotate da creature che manipolano i loro destini e le loro menti. Quando Carter incontra la Principessa Dejah Thoris (Lynn Collins), perde immediatamente la voglia di tornare a casa…
E qui mi fermo, altrimenti mi confonderei pensando ad “Avatar”, non fosse che le storie di questi mondi siano state narrate all’inizio del 1900 proprio da E. R. Burroughs (il nipote di John Carter all’inizio del film), creatore di Tarzan e della saga di John Carter. Per anni è stato un film troppo difficile da realizzare per la complessità degli effetti speciali.
Solo nel 2012, gli eredi di E.R.Burroughs sono riusciti ad affidare la sceneggiatura alla Disney con un investimento milionario; affidato al regista Andrew Stanton ed avvalendosi della collaborazioni di un folto cast di attori (Defoe, Strong), oltre che dei due bellissimi protagonisti, è stata ricreata l’ambientazione marziana dove le razze di scontrano.
Il film è tecnicamente ben realizzato, in 3D, anche se non sono un fan di questa tecnica. Gli attori sono convincenti o simpatici, sia gli umani che gli alieni, ed appagano gli spettatori di entrambi i sessi con costumi succinti e molte ore di palestra.
Purtroppo la pellicola della Disney non ripaga l’attesa: infatti è dal 1931 che si parla di realizzarlo, prima a cartoni animati, poi in pellicola, passando di mano a registi come J.McTiernan e Rodriguez; Tom Cruise avrebbe dovuto interpretare John Carter, arrivando sino al regista di Iron Man. La perdita ai botteghini lo ha reso uno dei maggiori fiaschi del cinema, ma trovo che la pecca più grossa sia la sensazione persistente di “già visto” di cui si parlava, e mi sento di consigliarlo a tutti quelli che possono godersi un film piacevole e ben fatto sotto molti aspetti, divertente in molte scene, sopportando le similitudini con altre storie.

Asterix451

 
Di Namor (del 22/06/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1328 volte)
Titolo originale
Pane Amore e Fantasia
Produzione
Italia 1953
Regia
Luigi Comencini
Interpreti
Marisa Merlini, Vittorio De Sica, Gina Lollobrigida, Maria Pia Casilio, Virgilio Riento.
Durata
92 Minuti

Vi sono alcuni film di vecchie produzioni, che, con l’approssimarsi dell’estate, ci vengono puntualmente riproposte dai vari canali televisivi, pellicole alle quali è difficile rinunciare e facendoci sopraffare dalla magia e dall’inevitabile lieto fine, ci godiamo nuovamente l’ennesima visione.
Una di queste è sicuramente “Pane Amore e Fantasia”, diretto da Luigi Comencini ed interpretato da Vittorio De Sica, Gina Lollobrigida, Marisa Merlini e Tina Pica.
La trama narra dell’arrivo in un paesino montano (Sagliena), del nuovo Maresciallo dei Carabinieri Antonio Carotenuto (Vittorio De Sica). Chiamato a dirigere la piccola stazione dei Carabinieri, l’attempato e piacente Maresciallo s’innamora della levatrice Annarella (Marisa Merlini), che inizialmente non accetta la corte del Maresciallo per la sua condizione di ragazza madre, situazione sconveniente per quell’epoca e pertanto tenuta nascosta ai suoi paesani. Un’altra coppia, oserei dire bizzarra, protagonista del film, è composta dalla Bersagliera (Gina Lollobrigida) ed il carabiniere veneto Stelluti (Alfredo Risso), i quali, tra un malinteso e l’altro cercano di dichiararsi il loro amore, sentimento che però alla fine inevitabilmente sboccerà, così come farà, quello tra il Maresciallo e la levatrice! A far da contorno in questo susseguirsi di situazioni esilaranti, vi sono anche due personaggi di assoluto rilievo come la mitica Caramella, impersonata dalla favolosa Tina Pica, ed il Parroco Don Emidio (Virgilio Riento), che si mostra molto indulgente nei confronti della Bersagliera.
La pellicola si vede assegnare l’Orso d’argento al Festival di Berlino ed il Nastro d’argento a Gina Lollobrigida come miglior attrice protagonista, premio più che meritato per la sua ottima performance. A mio parere la Lollo in questo titolo, oltre ad essere brava è di una bellezza stupefacente, difatti non a caso ritengo “Pane Amore e Fantasia” il suo miglior film di sempre.
Visto l’enorme successo riscosso dal film, negli anni seguenti furono girati altri quattro episodi, più l’ultimo che però fu pianificato ma mai registrato.
Nonostante il film sia del 1953, risulta molto gradevole, possiamo senz’altro affermare che le sue quasi 60 primavere se le porta più che egregiamente. Se avrete occasione di visionarlo, fatelo, godreste non solo del fascino di una pellicola più che meritevole, ma vi accorgereste di quant’era bella, semplice e genuina la nostra Italia di quel tempo.

Namor

 
Di Miryam (del 18/06/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1003 volte)
Titolo originale
Water for Elephants
Produzione
USA 2011
Regia
Francis Lawrence
Interpreti
Reese Witherspoon, Robert Pattinson, Christoph Waltz, Paul Schneider, Jim Norton.
Durata
121 Minuti

Il film inizia con una tenera scena, un anziano signore si aggira sotto una pioggia battente in un luogo dove è stato allestito un circo. Viene messo al riparo dal direttore di questo, il quale incuriosito dall’uomo, gli chiede come mai è finito in questo posto, con grande stupore il vecchio incomincia a raccontare la sua storia, che anche lui lavorava in un circo per conto dei fratelli Benzini.
La sua storia comincia nell’America della Grande Depressione, Jacob Jankowski (Robert Pattinson, la parte dell’anziano è interpretata da (Hal Holbrook), è un giovane che si sta per laureare in veterinaria, ma a pochi esami dalla laurea, un incidente stradale gli porta via entrambi i genitori e così i suoi sogni e anche la casa, per la quale suo padre aveva smesso di pagare il mutuo per affrontare le spese dell’ Università.
Solo, senza un soldo in tasca, Jacob sale sul primo treno in corsa, quel treno appartiene ai fratelli Benzini, dei circensi, il cui proprietario, un certo August ( Christoph Waltz) lo assume come lavorante; Jacob, mentendo, dice di essere un veterinario, così inizia a occuparsi degli animali e come primo cliente si trova purtroppo ad abbattere un cavallo zoppo, senza però il benestare di August che si rivela ben presto essere un uomo senza cuore e senza scrupoli verso gli animali, cosi pure verso gli uomini. Al contrario invece è sua moglie Marlena (Reese Witherspoon), della quale si invaghisce Jacob, amore per giunto corrisposto.
In sostituzione del cavallo, che era la maggior attrazione del circo, August compra Rosie, una bell’elefantessa e da a Jacob il compito di addestrarla, questi incapace di usare violenza, non riesce a farsi ubbidire dall’animale e quindi August cerca di imporsi a Rosie, colpendola varie volte con il pungolo.
Mentre Jacob presta le cure all’elefantessa, si rende conto che la povera bestia capisce solo il polacco, quindi essendo per lui la madrelingua, insegna ad August le giuste frasi per comandare Rosie che, naturalmente diventa mansueta e pronta ad obbedire agli ordini impartiti. Purtroppo la storia clandestina che si era creata tra Marlena e Jacob, viene scoperta da August che in preda alla gelosia, cerca in tutti i modi di uccidere i due amanti senza però aver fatto i conti con Rosie, la quale affezionata ai suoi due amici, prende il pungolo e trafigge August uccidendolo. Nel frattempo nel circo, tutti gli operai stanchi di tutte le angherie subite, avevano aperto le gabbie degli animali facendo scappare tutto il pubblico in preda al panico.
Con il susseguirsi degli eventi, il circo viene chiuso, mentre per i due giovani inizia finalmente una vita insieme, logicamente con la dolcissima Rosie.
A questo punto la scena si sposta di nuovo con Jacob novantenne che prosegue il suo racconto, dicendo che la vita con Marlena è stata allietata con la nascita di cinque figli, ma da quando se ne è andata lui si sente molto solo in quella casa di riposo, i figli sono lontani e sembrano si siano dimenticati di lui, cosi chiede al direttore di essere assunto anche per piccoli lavoretti, per sentirsi di nuovo a casa e naturalmente questi lo accontenta!!
Tratto dal best seller “Acqua agli elefanti”di Sara Gruen, pluristampato in America, il regista Francis Lawrence dirige “Come l’acqua per gli elefanti”, dopo aver diretto “Constantine” e “Io sono leggenda”. Il film ha riscosso un buon successo, infatti in soli tre giorni di programmazione ha incassato più di sedici milioni di dollari, senz’altro la presenza di Patterson ha contribuito a tutto ciò, infatti l’interprete della Twilight Saga, ha non pochi milioni di fans!!
Il film non mi è affatto dispiaciuto, è stato criticato soprattutto per il finale scontato e banale, sarà anche vero, ma in fondo che c’è di male se dopo una vita fatta di sacrifici e dolori si riesce a raggiungere finalmente la serenità? Non sempre nella vita vera si riesce a trovarla, perciò ben venga anche se troppo prevedibile, un film a lieto fine!!

Miryam

 
Di Angie (del 08/06/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1107 volte)
Titolo originale
Bellissima
Produzione
Italia 1951
Regia
Luchino Visconti
Interpreti
Anna Magnani, Walter Chiari, Gastone Renzelli, Tina Apicella, Tecla Scarano.
Durata
113 Minuti

Ci sono dei film, che nonostante siano trascorsi molti anni dalla loro visione, non vengono mai dimenticati e rivisti con piacere. Uno di questi secondo me, è “Bellissima”: film neorealista del 1951, diretto dal grande regista Luchino Visconti, interpretato dalla indimenticabile e straordinaria Anna Magnani.
Il regista Alessandro Blasetti sta cercando a Roma, una bimba per una parte in un suo film. A Cinecittà, dove si tengono le audizioni, si riversa una folla di madri, tra le quali la popolana Maddalena Cecconi (Anna Magnani), con la figlioletta Maria (Tina Apicella), con la speranza che sia proprio lei la prescelta. La donna contro la volontà del marito Spartaco, fa qualsiasi sacrificio e sfrutta ogni opportunità per realizzare il suo sogno: quello di garantire alla figlia, un favoloso avvenire da star cinematografica. Maddalena per far ottenere l’audizione alla piccola, paga un truffatore, un certo Alberto Annovazzi (Walter Chiari), il quale astutamente si spaccia per l’aiuto regista. La figlia, finalmente viene convocata. La madre assiste all’esito del provino che si rivela disastroso: la piccola piange, mentre l’entourage del regista si sbellica dalle risate. Indignata ed avvilita, Maddalena, si rende conto di aver sbagliato tutto e di aver così sottoposto la sua piccola ad una inutile e forte umiliazione.
Visconti, con questa pellicola mette in evidenza la situazione sociale romana, narrando la storia di Maddalena: una giovane mamma che desidera solo il meglio per sua adorata figlia, una vita completamente diversa da quella che è toccata a lei. Infatti siamo nell’immediato dopoguerra, un periodo di grande povertà in cui si faticava ad arrivare al giorno dopo e dove il mondo del “cinema”, allora, sembrava il luogo pronto a dare facile successo e guadagno. “Bellissima” è uno dei tanti film che ho rivisto volentieri e che ritengo sia stupendo.
Bravissima e straordinaria la Magnani nella sua interpretazione di Maddalena, dove è riuscita a dare ad ogni singolo dialogo, ad ogni singola espressione, un’intensità unica nel rendere la storia convincente e drammatica. Con questo film l’attrice vinse il quarto nastro d’argento e ricordiamo inoltre, che fu già famosa e nota in un film di Pier Paolo Pisolini “Mamma Roma”, dove fa la parte della prostituta decisa a cambiare vita per amore del figlio..
La grande Anna Magnani, dal talento ineguagliabile, la ricordo (penso come molti di voi) nei suoi film, con quei occhi profondi, con le sue occhiaie e con il tono delle sue inconfondibili risate canzonatorie o gioiose a seconda dei casi.
Vorrei aggiungere ancora un’ultima cosa: le emozioni che riusciva ad esprimere il suo volto nelle sue interpretazioni, hanno fatto di lei un personaggi unico, fuori dalla norma, in poche parole un “mito”. E per questo “Mito” che “Bellissima”, a mio giudizio, merita di essere rivisto.

Angie

 
Di Namor (del 01/06/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1285 volte)
Titolo originale
The Deep
Produzione
USA 1977
Regia
Peter Yates
Interpreti
Robert Shaw, Jacqueline Bisset, Nick Nolte, Eli Wallach
Durata
123 Minuti

Una coppia di turisti, David Sanders (Nick Nolte) e Gail Berke (Jacqueline Bisset), durante un’ immersione nelle acque delle Bermude, s’ imbattono nel relitto del Golia, una nave militare affondata nel corso della seconda guerra mondiale. Al suo interno i due subacquei trovano vari oggetti, tra cui un antico medaglione spagnolo ed una fiala contenente liquido ambrato. L’antico pendente e la fiala, vengono fatti visionare da Romer Treece (Robert Shaw), un famoso esperto di tesori sommersi, il quale ne minimizza il valore, liquidando in fretta la coppia, dopo essersi impossessato (a loro insaputa) dell’ampolla. Ad essere attratti dalla tanto desiderata fiala, vi è anche una banda di sgherri con a capo Henry Cloche (Louis Gosset Jr.), la quale, in un primo momento cerca di acquistarla, ma senza risultato, in seguito decide di rapire e minacciare di morte, David e Gail, se non gli consegnano la preziosa boccetta. Il motivo per cui tutti ambiscono ad impossessarsi della fiala è presto svelato da Treece, il famoso liquido ambrato non è altro che morfina e la ragione per cui Cloche e la sua banda ne vogliono entrare in possesso, è quella di appurarne la sua validità, per poi accaparrarsi le altre 98.000 fiale che giacciono all’interno del Golia e successivamente produrre eroina da vendere a New York. Mentre i due rivali danno inizio alla disputa su come assicurarsi le ambite boccette, poco lontano dal relitto, vi é un altro carico più pregiato e d’inestimabile valore, sparso da un galeone spagnolo affondato nel 700 che David e Gail vogliono portare alla superficie.
Tratto dal romanzo “The Deep” di Peter Bradford Benchley, lo stesso autore dello “Squalo” di Spielberg, “Abissi” cerca di ripercorrere su celluloide, lo stesso fortunato percorso (ma senza riuscirci) del precedente titolo.
La pellicola gode di un buon cast e di ottime riprese subacquee, ma il mordente non è di certo all’altezza del film di Spielberg, anzi, in più riprese la trama tende ad affievolirsi, facendo perdere allo spettatore parte dell’interesse iniziale.
L’elemento piacevole di questa pellicola è sicuramente la curiosità di vedere Nick Nolte e la bellissima Jacqueline Bisset, allora giovanissimi, nei panni dei due protagonisti… per il resto niente di che!

 Namor

 

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