BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Miryam (del 07/01/2012 @ 05:00:00, in cinema, linkato 937 volte)
Titolo originale
Horrible Bosses
Produzione
USA 2011
Regia
Seth Gordon
Interpreti
Jason Bateman, Charlie Day, Jason Sudeikis, Jennifer Aniston, Colin Farrell
Durata
98 Minuti
Trailer

Credo che ognuno di noi almeno una volta nella vita, abbia avuto quell’impulso di far fuori il proprio capo. Per fortuna tutto ciò è sempre rimasto nascosto nella nostra fantasia per non avere poi tragiche conseguenze.
Il film che sto per trattare, riguarda proprio questo argomento.
Nick (Jason Bateman), Kurt (Jason Sudeikis) e Dale (Charlie Day), sono tre amici legati dallo stesso problema, cioè l’avversione verso il proprio capo anche se in circostanze diverse. Nick infatti lavora per una compagnia finanziaria nella quale sopporta le continue umiliazioni dal suo capo nella speranza di ottenere una promozione, che tanto non gli verrà mai data. Dale , invece fa l’assistente in uno studio odontoiatrico, dove la prorompente dentista Julie Harris (Jennifer Aniston), non fa altro che molestarlo sessualmente sottoponendolo a perfidi ricatti, infine, c’è Kurt che è contabile in una azienda chimica, le cui redini sono passate alla morte del padre, che nutriva un profondo rispetto al lavoro di Kurt, al figlio, che invece pensa solo a fare festini di coca e alcool, distruggendo tutte le valide idee del nostro povero malcapitato.
A questo punto, i tre amici cercano di escogitare un piano perfetto per eliminare i loro tre aguzzini senza far cadere nessun sospetto su di loro, infatti ognuno dovrà uccidere il capo dell’altro.
Come ammazzare il capo …e vivere felici”, è un film diretto da Seth Gordon, pellicola alquanto divertente anche se con delle situazioni piuttosto irreali, ma nello stesso tempo, porta lo spettatore a lavorare di fantasia e sfogare in qualche modo gli stessi istinti dei nostri tre amici, rimanendo però coi piedi per terra. L’originalità del film e il tema trattato non mi sono affatto dispiaciuti, azzeccata anche l’idea del regista che ha saputo sfruttare al meglio la trama del famoso film di Alfred Hitchock “Delitto per Delitto”.
Non sarà certo un capolavoro, però le sane risate da fare in compagnia di amici, o meglio di… colleghi di lavoro non mancheranno!!!

Miryam

 
Di Angie (del 19/12/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 770 volte)
Titolo originale
Unknown
Produzione
Gran Bretagna, Francia, Germania, Giappone, Canada, USA 2011.
Regia
Jaume Collet-Serra
Interpreti
Liam Neeson, Diane Kruger, January Jones, Aidan Quinn, Bruno Ganz.
Durata
115 Minuti
Trailer

Martin Harris (Liam Neeson) è un celebre botanico americano, felicemente sposato con la bella Liz (January Jones). Atterrato all’aeroporto di Berlino, il dottor Harris con la gentile consorte raggiunge in taxi l’hotel Adlon, dove si terrà un prestigioso convegno di biotecnologia. Accortosi di non avere con se la sua ventiquattrore, riprende un secondo taxi diretto all’aeroporto per recuperare il bagaglio smarrito.
Per il celebre botanico sarà l’inizio di un incubo.
Dopo un incidente stradale che lo vede coinvolto, il dottor Harris si risveglia dal coma, in ospedale senza documenti e con poca memoria. Dimesso nonostante il suo stato confusionale, Martin scopre con orrore che la sua compagna ignora completamente la sua identità, e che lo sconosciuto che l’accompagna, dichiara di essere lui il vero ed unico dottor Martin Harris.
Cosa sta succedendo? Chi è davvero M: Harris? Solo e disorientato in un paese straniero, Martin chiede aiuto ad una donna tutt’altro che affidabile Gina (Diane Kruger), la tassista che gli ha salvato la vita, per scoprire chi è l’impostore che ha assunto la sua identità e, sbrogliare così l’intriga matassa di misteri che lo coinvolgono.
Il film diretto da Jaume Collet-Serra, regista spagnolo di “Orphan“ per la sceneggiatura di Oliver Buteher e Steve Comwell, è tratto dal romanzo “Out of My Head” di Didier Van Cauwelaert. Un uomo si sveglia al mattino e scopre di essere stato rimpiazzato, e l’unica persona che poteva dimostrare chi fosse, la moglie, non ha voluto esporsi. Questo è ciò che accade in “Unknown - Senza Identità”, thriller d’azione interamente girato nella capitale tedesca. Buono il cast artistico (secondo la mia opinione), a partire da Liam Neeson , attore irlandese pluripremiato, nella sua interpretazione del dottor Harris. Tra i suoi lavori più recenti ricordiamo il film d’azione “The-A-Team”, l’epico “Scontro tra Titani” e il thriller Io vi troverò”. Brave anche Diane Kruger (Gina) che è stata tra i protagonisti del recente successo di Quentin Tarantino “Bastardi senza gloria” con Brad Pitt, e l’attrice americana January Jones, reduce da una serie di culto come Mad Man. E una storia intrigante a cui non manca nulla: azione, buoni effetti speciali, suspance e mistero, con un ritmo narrativo fluido che mantiene lo spettatore in tensione fino al colpo di scena finale. Ho notato inoltre che il finale della pellicola, a differenza di molte altre, non risulta scontato come succede solitamente a buona parte di molti altri film.
Questo, secondo il mio parere, è un punto a favore per una buona riuscita di un film; infatti nonostante il tema dell’identità non sia esattamente nuovo al cinema è riuscito ugualmente a coinvolgere il pubblico fino alla fine, curioso di conoscere la verità! Certo che saper di essere qualcuno e non poterlo dimostrare e, dove uno sconosciuto afferma di essere te e, tutti gli credono, mi domanderei cosa potrei provare? Cosa farei per riprendere possesso della mia identità? Forse come prima reazione andrei nel panico totale ! E voi?
Comunque per chi non l’avesse ancora visto o preso in considerazione, fatelo, sicuramente come alla sottoscritta, piacerà anche a tutti gli appassionati del genere. Buona visione e buone feste.

 Angie

 
Di Miryam (del 15/12/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 975 volte)
Titolo originale
L'arnacoeur
Produzione
Francia, Principato di Monaco 2010.
Regia
Pascal Chaumeil
Interpreti
Romain Duris, Vanessa Paradis, Julie Ferrier, François Damiens, Helena Noguerra.
Durata
105 Minuti
Trailer

Alex Lippi (Romain Duris), esercita una insolita professione che lo rende un tipo fuori dal comune, grazie alle sue indiscutibili doti di seduttore, ma soprattutto perché carico di debiti con dei pericolosi strozzini, ha l’ingrato e divertente compito di sabotare le coppie.
Infatti con l’aiuto della sorella Melanie (Julie Ferrier) e del cognato Marc (Francois Damiens), ha aperto un’agenzia, dove spesso accolgono clienti con l’intento di mandar all’aria le relazioni amorose, specialmente quelle di donne che sono legate a uomini sbagliati.
Per la stramba agenzia e sempre filato tutto liscio come l’olio, fino a quando Alex non viene ingaggiato da un ricco e facoltoso uomo che non vuole, che sua figlia Juliette (Vanessa Paradis), convoli a nozze con il suo compagno, un artificioso uomo d’affari inglese.
Quindi Alex, per l’ennesima volta si cala con grande professionalità nel suo nuovo personaggio rompi-coppia, spacciandosi come guardia del corpo della signorina. La quale però non gradisce questa intrusione nella sua vita privata, dando così, del filo da torcere al nostro amico seduttore. Però, tenace come sempre, Alex, riesce pian piano a conquistarne la fiducia, e con grande maestria pur di piacere a Juliette, verso la quale inizia a provare anche del sentimento, si cimenterà addirittura come ballerino acrobatico sulle famose note di Dirty Dancing.
Il truffacuori” è una brillante commedia francese diretta da Pascal Chaumeil, accompagnata dalla divertente sceneggiatura di Laurent Zeiton, Jeremy Doner e Yoan Gromb. Nonostante il regista con questo film, sia al suo esordio cinematografico, in quanto ha sempre realizzato delle serie tv, si è districato bene mescolando azione, comicità e sentimento. Anche se la pellicola ha un finale prevedibile e scontato, è riuscito lo stesso a ricavarne un film fresco e divertente, con il quale lo spettatore può trascorrere un paio d’ore di assoluta distrazione.

 Miryam

 
Di Asterix451 (del 12/12/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1415 volte)
Titolo originale
The Last House on the Left
Produzione
USA 2009
Regia
Dennis Iliadis
Interpreti
Tony Goldwin, Sara Paxton, Monica Potter, Garrett Dillahunt, Spencer Treat Clark
Durata
110 Minuti

Le raccomandazioni dei genitori non sono mai troppe, ma le rassicurazioni dei figli sono sempre troppo poche, a quanto pare: lo hanno capito troppo tardi Mari e Paige, le due giovani protagoniste di questo thriller duro e truce, pagandone il prezzo sulla loro pelle.
Per superare la tragedia della perdita del figlio maggiore Ben, il Dottor John Collinwood (Tony Goldwin) decide di trascorrere un certo periodo alla casa sul lago, insieme alla moglie Emma (Monica Potter) ed alla loro figlia Mari (Sara Paxton); è un’occasione per i tutti di ritrovare un po’ di serenità, ed è per questo che permette a Mari di allontanarsi con la loro auto per rivedere l’amica Paige (Martha MacIsaac).
Le famiglie non sono tutte uguali, però: infatti nessuno immagina che nei paraggi si stia nascondendo quella di Krug (Garret Dillahunt), un pericoloso evaso, composta dal fratello Francis (Aaron Paul), la fidanzata Sadie (Riki Lindhome) e dal figlio Justin (Spencer Treat Clark). Proprio quest’ultimo, coetaneo di Mari e Paige, riuscirà ad attirare nel motel dove alloggiano le due sventurate amiche, alla ricerca di “stupefacente divertimento”.
John ed Emma sono ignari di quanto stia accadendo alle ragazze, bloccati in casa senza auto e con un temporale in arrivo. Non possono immaginare in quale spirale di violenza stiano sprofondando, alla mercè di quegli psicopatici; tutti i loro tentativi di fuggire falliscono miseramente, facendo sì che tutto il gruppo arrivi a casa dell’ignara famiglia. Per un gioco di coincidenze i legami dei vari protagonisti si sveleranno solo alla fine, in un crescendo di rabbioso terrore e desiderio di vendetta che lascerà profonde cicatrici in tutti loro, visibili e non.
“L’ultima casa a sinistra” è quella dove alloggia la famiglia Collinwood: Dennis Iliadis vi ambienta un thriller grandguignolesco, giocandosi tutte le carte del voltastomaco visivo con una bella regìa ed alcune immagini quasi poetiche, nonostante la persistente tragedia di fondo. La trama è la solita, ed è per questo che poche parole in più rovinerebbero una suspence che invece funziona; il film galleggia in sospensione tra il thriller mediocre (data la scontatezza) e l’horror ben confezionato, grazie al metodo con cui viene realizzato ed all’impegno dei protagonisti. La fotografia è efficace, come la colonna sonora.
Solidi i personaggi, nella psicopatica ferocia dei cattivi e nel fascino estetico e morale dei buoni; c’è un erotismo persistente, a volte delicato e sensuale, altre violento e pornografico, contrapposti come l’acqua e la terra in cui si manifestano.
I veri padri di questa pellicola sono Wes Craven e Sean Cunningham, rispettivamente “Nightmare” e “Venerdì 13”: mani inconfondibili, come il loro talento, nonostante il film se ne stia nel cantuccio dello splatter movie diseducativo a causa della violenza delle scene e del gusto truce di rappresentarle, che violenta sia il personaggio che lo spettatore.
La solita, buona zuppa sulla scìa di “Non aprite quella porta”. Assolutamente per pubblico adulto, non è per i deboli di stomaco né per una serata romantica.

Asterix451

 
Di Angie (del 08/12/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1930 volte)
Titolo originale
Phantom of the Opera
Produzione
USA 1943
Regia
Arthur Lubin
Interpreti
Claude Rains, Nelson Eddy, Susanna Foster.
Durata
92 Minuti

Teatro dell’Opera di Parigi all’inizio dell’900.
Il violinista dell’orchestra sinfonica Erique Claudin (Claude Rains), innamorato della bella soprana Christine Dubois (Susanna Foster), la aiuta segretamente nella sua carriera, pagandole le lezioni di canto.
Ma l’anziano violinista, dopo vent’anni di lavoro viene licenziato. Per continuare a provvedere (senza che Christine lo sappia) al completamento della sua istruzione, Claudin riporta tutte le sue speranze su di un ‘opera da lui scritta. Quando decide di chiedere all’editore la pubblicazione del suo spartito, si sente suonare la sua musica, questo, mentre sta ricevendo un categorico rifiuto per la divulgazione della sua partitura, credendo che gli sia stata rubata. Claudin in un raptus di follia, aggredisce l’editore ma, a sua volta riporterà una terribile ustione al viso, dovuta al lancio di un acido da parte della domestica presente.
Subito dopo, all’Opera di Parigi, iniziarono ad accadere cose strane, crimini misteriosi che si attribuirono ad un leggendario “fantasma” che si aggirerebbe nei sotterranei. Ma sia l’ispettore Raoul D Aubert (Edgar Barrier) e sia il famoso baritono Anatole Garron ( Nelson Eddy), ambedue innamorati della bella Crhistine, intendono fermare e smascherare questo “fantasma”.
Il Fantasma dell’Opera” film del 1943, fu diretto dal regista Arthur Lubin che lo ricordiamo per altre sue opere famose trasmesse in tv: “La famiglia Addams” e ( chi non ricorda quei bei episodi !) “Francis il mulo parlante”.
Vincitore di due Premi Oscar (miglior scenografia e miglior fotografia) “Il fantasma dell’Opera” è stato uno dei primi remake sonoro in technicolor prodotto dalla Universal. Il film fu realizzato anche in altre versioni: quella del 1925 (la più famosa e più fedele al testo originale) con Lon Chaney “il vero mostro”. Questa realizzata nel 1943 non è un proprio genere horror (come può far pensare il titolo) ma, (io che non ho visto la prima versione) ha una sequela di altri pregi che la rendono ugualmente una bella e piacevole pellicola. Chi non ama il musical potrebbe non piacere, anche perché mette quasi in secondo piano la storia per mostrare al pubblico le opere teatrali. Comunque vale la pena vederlo, solo per la bellissima scenografia (pensiamo che siamo nel 1943 ed è il primo film in technicolor), con colori molto accesi, caldi o freddi a seconda della scena che esaltano così il senso delle parole e della situazione in corso, che se fosse stato parlato (secondo la mia opinione) non sarebbe stato la stessa cosa. Questa versione del film non ricordavo di averla vista e non mi è dispiaciuta affatto la sua visione, ho potuto così assaporare anche un po’ di buona musica lirica che è sempre meravigliosa .

Angie

 
Di Namor (del 05/12/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 911 volte)
Titolo originale
The Conspirator
Produzione
USA 2010
Regia
Robert Redford
Interpreti
James McAvoy, Robin Wright Penn, Kevin Kline, Evan Rachel Wood, Justin Long
Durata
122 Minuti

Dopo aver servito valorosamente gli Unionisti nella guerra di secessione americana, il Capitano Fredrik Aiken (James McAvoy), ora avvocato, accetta controvoglia di difendere Mary Surratt (Robin Wright) la proprietaria di una pensione, accusata di essere coinvolta nell’omicidio del presidente americano Abramo Lincoln. A compiere l’uccisione con un colpo di Deringer calibro 44 alla nuca è l’attore J.W.Both (Toby Kebbel), il quale era ospite dell’alberghetto della Surratt, ove un gruppo di ribelli, compreso il figlio della locandiera John Surratt (Johnny Simmons), tramavano il rapimento di Lincoln. La diffidenza iniziale dell’avvocato Aiken verso la Surratt, comincia a scemare quando si accorge che il Tribunale, istituito da una giuria militare e non di civili, ha già emesso da tempo la condanna a morte per la sua assistita. A volere fortemente la sua impiccagione è il segretario della guerra Edwin M. Stanton (Kevin Kline), che brama a tutti i costi una pena esemplare per tutte le persone coinvolte nel golpe, in modo da dare un forte monito agli eversori della nuova costituzione americana.
A dirigere questa pellicola che racconta una delle più drammatiche pagine degli Stati Uniti è il grande Robert Redford, il quale ha prontamente accettato dopo aver letto lo script, rimasto sugli scaffali di Hollywood per oltre quattordici anni.
Nel cast, rigorosamente corredato delle singolari acconciature in voga nel 800, James McAvoy offre una prestazione più che degna nei panni del protagonista maschile, così come Kevin Kline nel ruolo dell’intransigente antagonista.
Per lo svolgimento della trama largamente ambientata in tribunale “The Conspirator”, viene accostato al genere Legal-Trhiller, anche se, la mancanza documentaristica su Lincoln ed il frettoloso prologo del suo assassinio, cassano quel poco di suspense che c’è. L’affluenza del pubblico nelle sale statunitense è stata molto scarna, così come nelle sale europee, ove il film narra una vicenda di non facile presa per il pubblico del vecchio continente.

Namor

 
Di mimmotron (del 02/12/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 980 volte)
Titolo originale
Snatch
Produzione
USA 2000
Regia
Guy Ritchie
Interpreti
Jason Statham, Brad Pitt, Benicio Del Toro, Dennis Farina, Alan Ford.
Durata
102 Minuti

Di questa pellicola avevo visto, decine di volte, spezzoni in cui Mickey (Brad Pitt) parla in modo incomprensibile e assai ridicolo riproponendomi, proprio per questa ragione, di vederla. La pellicola è assai divertente e in diverse fasi strizza l'occhio al surreale.
Frankie “Quattro dita” riesce a rubate ad Anversa un favoloso diamante e si reca a Londra per trovare un ricettatore. Boris “Lametta” Yurinov a conoscenza del fatto decide di impossessarsi illecitamente del grosso diamante ed invita Frankie ad andare presso una bisca clandestina per piazzare a suo nome alcune scommesse, bisca dove si recheranno due sue uomini per rapinarlo. “Lametta” decide di vendere il diamante a Doug “La zucca” Denovitz il quale chiama il suo socio e cugino di New York che si precipita subito a Londra per non farsi sfuggire l'affare.
I due emissari di Boris, Sol e Vinny, riescono ad impadronirsi del diamante, ma facendolo finiscono per pestare i piedi al potente “Testarossa” Polford il quale vene convinto a risparmiare loro la vita in cambio proprio del grosso diamante. Tutta questa storia di furti e rapine fa da sfondo all'episodio principale della pellicola, ovvero, la realizzazione di un incontro di boxe clandestino. Turco e Tommy sono i manager di George Meraviglia che dovrà affrontare un pugile di “Testarossa”. Tommy si reca però con George ad acquistare una roulotte da un gruppo di nomadi che dopo averlo truffato vengono sfidati da George a restituire il maltolto con un incontro di boxe a pugni nudi. Purtroppo per George, Mickey è un campione di questa arte e lo manda al tappeto dopo poche battute. Questo incontro/scontro finisce per compromettere le possibilità di George di combattere con l'uomo di “Testarossa” che va su tutte le furie e minaccia di morte Turco e Tommy , i quali per sottrarsi a questo rischio decidono di ingaggiare Mickey per l'incontro. Mickey non è però un pugile facilmente gestibile soprattutto in incontri clandestini truccati. Non vi racconterò tutta la girandola di eventi che si scateneranno dopo il primo incontro per non togliervi il gusto di guardare questa godibilissima pellicola che a me è piaciuta molto e che per troppo tempo ne avevo rimandato la visione.

mimmotron

 
Di Miryam (del 28/11/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1051 volte)
Titolo originale
Larry Crowne
Produzione
USA 2011
Regia
Tom Hanks
Interpreti
Tom Hanks, Julia Roberts, Bryan Cranston, Cedric the Entertainer, Taraji P. Henson.
Durata
98 Minuti
Trailer

Larry Crowne (Tom Hanks), prima che venisse licenziato, era un apprezzato responsabile di un’importante catena di negozi, lavoro che aveva trovato quando era stato congedato dalla marina. Il motivo di questa improvvisa perdita del lavoro, è che non essendo in possesso di un titolo di studio, non avrebbe potuto fare carriera. Così trovandosi in difficoltà economiche e per giunta con un mutuo da pagare, decide di seguire il consiglio di alcuni amici, cioè tornare sui banchi di scuola. Detto fatto, si iscrive all’università e precisamente all’ East Valley Community College, iniziando a frequentare due corsi, il primo riguardante su come si deve parlare in pubblico con l’affascinante insegnante Mercedes Tainot (Julia Roberts), per la quale si prende una vera e propria sbandata, e il corso di economia dell’insegnante giapponese Matsutani (George Takei). Durante una delle lezioni, fa conoscenza con una giovane ed intraprendente ragazza, Talia (Gugu Mbatha-Raw), che oltre a sconvolgergli il look, lo inserisce in una gang di studenti con la passione per gli scooter, cosi il nostro amico quarantacinquenne, per non essere da meno, si procura una motocicletta e inizia a scorazzare per le vie della città come un giovane e scapestrato adolescente.
È dal 1996 che Tom Hanks non dirigeva un film per il grande schermo “Music Graffiti”. Torna a farlo ora, scegliendo se stesso come protagonista e Nia Vardalos come sceneggiatrice.
“L’amore all'improvviso” !!! Julia Roberts e Tom Hanks insieme!!! Sarà sicuramente divertente!!
Almeno così pensavo. Invece una delusione. Ho voluto vedere il film perchè adoro il modo di lavorare di Hanks, un attore completo che riesce a tenere in piedi un film anche da solo, basti ricordare la sua performance in Cast Away, qui invece è un personaggio lento e noioso, non saprei dare una collocazione al film. Poche battute divertenti con una trama se vogliamo drammatica, visto che parla delle varie difficoltà che si possono incontrare quando si cerca un lavoro, soprattutto dopo una certa età. Problema di tutti i giorni e non soltanto in America dove il film è stato letteralmente stroncato dalla critica.
Una curiosità riguarda la locandina promozionale che ritrae Hanks e la Roberts in moto senza casco, in Spagna è costata ben 30.000 euro di multa alla casa distributrice della pellicola, per la severità del codice della strada, infatti le autorità spagnole avevano paura che qualcuno potesse emulare il gesto dei due famosi attori.
Tornando a parlare della pellicola in questione ne sconsiglio la visione, oppure aspettate che esca in dvd almeno risparmiate i soldi del cinema!!!

Miryam

 
Di Namor (del 25/11/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 987 volte)
Titolo originale
operazione San Gennaro
Produzione
Italia 1966
Regia
Dino Risi
Interpreti
Nino Manfredi, Mario Adorf, Harry Guardino, Totò, Senta Berger.
Durata
104 Minuti

Giunti a Napoli per attuare il colpo della loro vita, i tre statunitensi Jack (Harry Guardino), Frank (Ralph Wolter) e l’affascinante Maggie (Senta Berger), si recano da Don Vincenzo O’ Fenomeno (Totò) in cerca di aiuto logistico e manovalanza con predisposizione al latrocinio. Il veterano dei furti ormai ritiratosi, attualmente detenuto in carcere, declina l’invito, suggerendo loro di rivolgersi a suo nome, ad Armandino Girasole detto Dudù (Nino Manfredi). Allettato dalla stratosferica cifra di 30 Miliardi da spartire, Dudù e la sua sgangherata banda accettano, senza sapere che la refurtiva su cui dovranno mettere le mani è l’inestimabile tesoro di San Gennaro.
Una volta venuti a conoscenza che il “lavoro” da svolgere è quello di sottrarre i beni preziosi al Santo Patrono di Napoli, la banda per devozione al santo, inizialmente rifiuta, per poi tornare sui propri passi, dopo però, aver chiesto al beato il consenso, considerato che una parte del bottino sarà devoluta a beneficio della città e dei loro cittadini. Ottenuto il benestare, Dudù e suoi complici porteranno a termine il colpo, ma le reali intenzioni di spartizione degli Americani, cozzano contro quelle dei Napoletani, visto che entrambe le fazioni volevano appropriarsi dell’intero bottino. Quando tutto ormai sembra perduto, a vantaggio degli Americani, interviene l’infuriata Mamma Assunta, (Vittoria Crispo) che provvederà a ristabilire la situazione.
Diretta dal maestro Dino Risi nel lontano 1966, “Operazione San Gennaro” è una commedia di eccellente fattura, che il tempo non ha minimamente scalfito, anzi oserei dire il contrario, rivedendola ancora adesso la si apprezza maggiormente. Il genuino folklore partenopeo che caratterizza l’intera pellicola è straordinario, così come l’interpretazione dei suoi protagonisti, formato da un cast a dir poco eccezionale. Nino Manfredi sembra un autentico napoletano, da quanto è realistica la sua performance, Senta Berger (ora produttrice cinematografica) è di una bellezza esagerata nel ruolo della femme fatal ed il grande Totò nonostante compaia in sole cinque scene nell’intero film, è di una maestria senza pari, nell’impersonare il carismatico Don Vincenzo O’ Fenomeno.
Per lui, questa fu la sua penultima apparizione sul grande schermo, sebbene fosse quasi cieco per una grave malattia agli occhi, da gran professionista qual’ era, diede prova del suo grande talento, ultimando le riprese, nonostante stesse molto male. Lo stesso Risi, ormai novantenne, durante la prima del restauro del film, ricordò un aneddoto sul grande Principe De Curtis: «Totò stava malissimo quando abbiamo girato, era quasi cieco anche se dalla visione del film non si capisce; quando gli chiedevo come si sentisse lui mi rispondeva "faccio un lavoro che consiste nel far ridere la gente, quindi anche se sono sofferente non lo devo mostrare"».
A completare il cast di attori c’era anche la Bond girl Claudine Auger, che impersonava Concettina la fidanzata di Dudù, l’attrice francese prese parte a “Agente 007 – Thunderball: Operazione Tuono”, è in quanto a bellezza non aveva niente da invidiare a Senta Berger, visto che nel 1958 le fu attribuito il titolo di Miss Francia. Dante Maggio (fratello di Pupella) nel ruolo del Capitano, Mario Adorf alias Sciascillo e la stupenda Vittoria Crispo (sorella di Totò e Peppino nel film “Totò Peppino e la malafemmena”), pensate che questa centenaria attrice tutt’ora vivente, è stata una delle più quotate caratteriste che il cinema italiano abbia mai avuto. Nel film vi è anche una breve apparizione di un giovanissimo Enzo Cannavale, nel ruolo della guardia carceraria.
Una commedia assolutamente da guardare e collezionare.

 Namor

 
Di Namor (del 18/11/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 784 volte)
Titolo originale
Gorbaciof
Produzione
Italia 2010
Regia
Stefano Incerti
Interpreti
Toni Servillo, Yang Mi, Geppy Geijeses, Gaetano Bruno, Hal Yamanouchi.
Durata
85 Minuti

Marino Pacileo (Toni Servillo), sopranominato Gorbaciof per via di una voglia sulla fronte, lavora presso il carcere di Poggioreale in qualità di contabile, impiego che gli offre la possibilità di poter attingere segretamente al denaro necessario per la sua insana passione: il gioco d’azzardo. Durante una partita di poker, il padre di Lila (Mi Yang) contrae un grosso debito a cui non può far fronte, Gorbaciof, che nutre un forte affetto verso la ragazza, decide di aiutarli a pagare l’oneroso passivo. Per far ciò, è costretto a rubare molto di più dalla cassaforte del carcere di quanto facesse prima e col passare del tempo, i prelievi si fanno sempre più frequenti. Il capo delle guardie carcerarie Vanacore (Nello Mascia), consapevole dei “prelievi non autorizzati” dell’impiegato, decide di tacere, lasciandolo agire indisturbato, in cambio però, di favori pericolosamente illeciti, che faranno precipitare lo smoderato ragioniere, in una spirale discendente senza via d’uscita.
Gorbaciof” di Stefano Incerti, si avvale dell’ impeccabile performance di Toni Servillo, capace di catalizzare il pubblico con la sua incredibile recitazione, dando vita ad un personaggio dalla maschera surreale e grottesca, come lo sregolato Gorbaciof.
Il film, che è stato largamente modificato dopo l’ingaggio di Servillo, non si nutre di grandi dialoghi, il personaggio principale è un tipo sbrigativo e di poche parole, così come la protagonista femminile, che non spiccica una parola in italiano. Inizialmente la ragazza doveva essere di origine napoletana e molto più giovane, ma la massiccia immigrazione di asiatici, avvenuta in questi anni, ha motivato l’opzione per una sceneggiatura con meno conversi e più azione. Il risultato finale non è male, il film sa intrattenere lo spettatore incuriosendolo fino alla fine della sua proiezione.
Se siete estimatori del bravo Servillo, non lasciatevi sfuggire questa sue ennesima ottima prova.

Namor

 
Di Asterix451 (del 10/11/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 837 volte)
Titolo originale
This Must Be The Place
Produzione
Italia - Francia - Irlanda 2011
Regia
Paolo Sorrentino
Interpreti
Sean Penn, Frances McDormand, Eve Hewson, Kerry Condon, Harry Dean Stanton
Durata
118 Minuti
Trailer

Cheyenne (Sean Penn) trascina il suo passato da rockstar in un presente che lo vede ormai troppo avanti con gli anni, perché l’immagine che dà di sé possa ritenersi credibile; le persone talvolta lo riconoscono nel suo incedere claudicante, altre volte lo rifiutano e lo deridono per il suo trucco da palcoscenico, ma pochissime lo conoscono davvero: sua moglie Jane (Frances McDormand), una donna pompiere che lo ama profondamente, e Mary (Eve Hewson), una giovane punk che proietta i suoi conflitti interiori sul mondo intero.
Quest’uomo in bilico, che non suona più e vive con la rendita dei diritti d’autore, si muove lentamente, rallentato dalla malinconia di una vita che allontana a tutti i costi, carica di rimorso e di eccessi. Di origini ebree, ha abbandonato la sua famiglia in America tanti anni prima, per trasferirsi a Dublino; si trascina, semplicemente, fino a quando il suo equilibrio precario non viene scosso dalla notizia che il padre è in fin di vita, a New York. Raggiungerlo è un atto dovuto, ma richiede coraggio: Cheyenne sa bene che negli Stati Uniti giace una parte del suo passato che, una volta raggiunto, lo obbligherà a porsi drastiche domande.
Alla fine partirà in nave con l’inseparabile trolley, ma, giunto a destinazione, potrà solamente vegliare un morto. Suo padre, scampato ai campi di sterminio durate la Seconda Guerra Mondiale, giace in un letto. Anche lui, come Cheyenne, porta sul corpo il segno del suo passato, una matricola da prigioniero tatuata sull’avambraccio.
Dai parenti Cheyenne viene a sapere della sua ossessione per un uomo che riteneva essere uno dei suoi aguzzini in Germania, migrato negli Stati Uniti alla fine della guerra; annotate su un diario, gli spostamenti e la falsa identità del carceriere nazista. Ora, che è morto senza averlo trovato, al figlio ritornato pare che ritrovare quell’uomo possa riabilitarlo alla memoria del padre: Cheyenne decide così di mettersi in viaggio, alla ricerca di sé, attraverso quella di un vecchio che si nasconde…
Primo film in lingua Inglese di Paolo Sorrentino, il regista e sceneggiatore napolentano amato sia dal pubblico che dalla critica, dopo i numerosi riconoscimenti ai vari Festival del Cinema ottenuti dai lungometraggi precedenti. Sceneggiatore brillante e ricco di idee, ha talento anche dietro alla macchina da presa, con riprese dinamiche e complesse; si affida spesso alle metafore visive per approfondire il signicato delle scene, in uno stile che ricorda vagamente Terence Malick.
Sean Penn dà vita ad un personaggio grottesco, ed è proprio questa natura forzatamente kitch a rendere verosimile una storia che, se fosse interpretata da personaggi ordinari, risulterebbe artificiale e macchinosa. Insieme alla musica, alla fotografia ed alle ambientazioni di un’America rimasta indietro, gli interpreti accompagnano Cheyenne in un film “on the road” dai risvolti imprevedibili.
La pellicola oscilla sempre tra la malinconia e la comicità, la magìa e il romanticismo che si nasconde nelle emozioni semplici dell’animo umano. Ogni situazione passa attraverso l’aura magica di Cheyenne, che ne rivela il significato più profondo; si evita la stucchevolezza, nonostante il film commuova in più di una scena.
Il pregio artistico è aumentato dalla fusione della colonna sonora con i personaggi, in un paio di scene che si pagano il biglietto: parte della sua forza scaturisce dall’incontro di Cheyenne con altri due Artisti, uno geniale ed affermato, e l’altro ancora incosapevole del suo talento. Durante il suo viaggio, infatti, prima incontra David Byrne (fondatore dei Talking Heads), che si autointerpreta, ed hanno un incredibile “confronto artistico”… successivamente, sarà invece un bambino timido a far riprendere in mano la chitarra alla rockstar, insistendo perché lo accompagni in una interpretazione straziante di “This Must Be the Place”.
E’ difficile dire a chi piacerà questo film che, a mio avviso, ha un vero grande difetto: è lentissimo, come la parlata di Sean Penn / Cheyenne. Ogni scena indugia, la trama rallenta di continuo su immagini evocative di cui, talvolta, è difficile cogliere il senso. Difficile inquadrarlo in un genere, tantomeno pensare che la trama non sia solo un pretesto per una galleria di personaggi che aiutano il protagonista nella sua svolta al presente.
A me è piaciuto. Ben interpretato, divertente ed imprevedibile, nonostante una trama non originale, qualche volta forzata nel suo svolgimento.

Asterix451 

 
Di Namor (del 07/11/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 757 volte)
Titolo originale
The American
Produzione
USA 2010
Regia
Anton Corbijn
Interpreti
George Clooney, Violante Placido, Thekla Reuten, Paolo Bonacelli, Bruce Altman.
Durata
105 Minuti

Dopo una missione in Svezia conclusasi male, Jack (George Clooney) killer di professione, si reca in un paesino medievale situato in Abruzzo, in attesa di risvolti positivi. Durante il suo soggiorno, gli viene commissionata un’arma modificata da consegnare ad una misteriosa donna . Accettato l’incarico Jack, si gode nel frattempo, la tranquillità delle montagne abruzzesi, facendo così la conoscenza di una ragazza locale Clara (Violante Placido), della quale in seguito si innamorerà. L’età che avanza e la pace riscoperta lontano dalle sue missioni di morte, fan si che Jack accetti la proposta della sua amata, quella di vivere un futuro insieme. Al sicario, non resta altro che annunciare all’organizzazione il suo ritiro dopo la consegna dell’arma. Ma la fondazione criminale, ha in mente tutt’altro tipo di congedo per lui… quello definitivo!
The American” è tratto dal libro di Martin BoothA Very Private Gentleman”, a dirigerlo è il regista con una buona esperienza di videoclip ed un solo film all’attivo Anton Corbijn.
Nonostante la partecipazione di Clooney, la pellicola gioca troppo sull’ introspettiva del suo personaggio principale, il che la rende oltremodo sedativa in quasi tutta la sua durata. Tale gap, ha il potere di cassare addirittura la performance del divo americano, che senza colpa alcuna, adempie al suo meglio il ruolo del sicario solitario. La pellicola non è piaciuta a nessuno, compreso il sottoscritto, il quale di buono segnala solo la visione dell’affascinante Placido in alcune scene di nudo.
A conclusione della mia disamina, non posso che invitarvi a lasciar perdere la visione di questo film, a meno che non vogliate conciliarvi con il sonno!

Namor

 
Di Angie (del 04/11/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 875 volte)
Titolo originale
Insidious
Produzione
USA 2011
Regia
James Wan
Interpreti
Patrick Wilson, Rose Byrne, Ty Simpkins, Barbara Hershey, Lin Shaye.
Durata
97 Minuti
Trailer

I coniugi Renai (Rose Byme) e Josh (Patrick Wilson), si trasferiscono con i propri figli in una, in apparenza, tranquilla villetta di periferia.
Quando a causa di una caduta accidentale entra in coma Dalton (Ty Simpkins), il più grande dei figli, per la famiglia ha inizio un vero e proprio incubo.
Il ragazzo non ha riportato traumi importanti, ma i medici non riescono a dare una spiegazione plausibile al suo stato vegetativo. In concomitanza con la malattia del bambino, cominciano a verificarsi strani fenomeni all’interno della casa: inspiegabili rumori, porte che si aprono e si chiudono da sole, fino alla presenza di un’entità terrificante che solo Renai riesce a vedere. Spaventata di tutto ciò, la coppia decide di traslocare, ma le cose non cambiano. Gli stessi fenomeni si presentano anche nella nuova abitazione. In loro aiuto arriva la madre di Josh, Lorraine (Barbara Hershey), che decide di rivolgersi ad una vecchia amica medium, Elise (Lin Shaye), per capire chi o che cosa stia minacciando la famiglia. Ma il suo arrivo farà emergere un’inquietante verità…..
Insidious” è un film diretto e scritto da James Wan, l’artefice del primo e originale “Saw”. La storia, all’inizio può sembrare la solita solfa con ambientazioni standard dei film horror: la casa infestata con i soliti fantasmi dispettosi, che terrorizzano i malcapitati abitanti, ma, a mano a mano che la narrazione prosegue, ci si accorge che non è così poi tutto scontato come sembra. “La casa infestata” non è la protagonista del film, come nei soliti horror, ma serve solo da incipit, per poi trasformarsi in qualcosa completamente diverso.
E una produzione che sembra racchiudere in sé tanti particolari davvero agghiaccianti, una sorte di fusione tra film cult come: “L’Esorcista”, “Shining” e "Paranormal Activity".
La pellicola, anche se non possiede contenuti da considerare davvero originali, tuttavia attraverso il mix di particolari dettagli di cui dispone, riesce ugualmente ad impressionare gli spettatori e a non deludere del tutto gli amanti del genere. Wan è riuscito a realizzare un film, a mio parere non memorabile, ma senza dubbio di grande impatto visivo sul pubblico, con elementi che incutono terrore senza i soliti ed inutili spargimenti di sangue. Con un budget molto limitato ,James Wan, ha creato un prodotto di buon livello e, grazie al buon cast tecnico e artistico ha dato vita a un gradevole horror.
La pellicola l’ho travata, tutto sommato, interessante e piacevole. Una storia da brividi, con ottimi colpi di scena, anche se il finale, secondo il mio personale giudizio, risulta un po’ confuso. Comunque per chi ama tale genere, la proiezione merita di essere vista ma, ovviamente non aspettatevi nulla di eclatante.

Angie

 
Di Miryam (del 01/11/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 857 volte)
Titolo originale
Mr. Popper's Penguins
Produzione
USA 2010
Regia
Mark Waters
Interpreti
Jim Carrey, Carla Gugino, Ophelia Lovibond, Philip Baker Hall, Angela Lansbury.
Durata
94 Minuti

Tommy Popper è un ragazzino cresciuto a Brooklyn, per tanti anni ha parlato con il padre attraverso un apparecchio radioamatoriale in quanto questi era sempre assente, a causa della sua passione di esplorare il mondo.
Una volta cresciuto, Mr. Popper (Jim Carrey) è diventato un importante agente immobiliare di Manhattan, in procinto di ottenere unaimportante promozione: diventare il quarto presidente della società.
Purtroppo però come suo padre, è diventato molto assente nel rapporto con i suoi due figli che, vivono con la sua ex moglie Amanda ( Carla Gugino). Un giorno, dopo aver appreso della morte di suo padre in Antartide, viene a conoscenza che quest’ ultimo prima di morire gli aveva spedito un pacco, Popper non si immagina che quel pacco gli cambiarà la vita in ogni sua parte.
Una mattina infatti, nel suo lussuoso appartamento di Park Avenue, gli viene recapitata una scatola dentro la quale, circondato da cubetti di ghiaccio, c’è un pinguino alto 60 centimetri. Non un pupazzo o un uccello impagliato come credeva Popper, ma un pennuto in carne ed ossa che si mette a scorrazzare per tutta la casa.
La sorpresa però non finisce lì, in quanto mentre Mr. Popper cerca di rispedire indietro lo scomodo pennato bianconero, ecco arrivare un altro pacco contenente altri cinque pinguini. Inutile dire che tra lui e i pinguini si instaura una convivenza per niente semplice, non solo, non è nemmeno facile riuscire a sbarazzarsi di quei volatili.
A poco a poco però Popper affascinato da quelle bestiole, ci si affeziona a tal punto di trasformare la sua casa in un ambiente ideale per i pinguini, con tanto di neve e cucce, scegliendo anche nomi appropriati, così… Capitano, Urlacchia, Amoroso, Mordicchia, Tontino e Puzzoso, infesteranno in maniera benevola il suo appartamento, dando persino alla luce dei cuccioli. Tutto ciò non porterà altro che benessere a lui e a tutta la sua famiglia, i suoi due figli ritroveranno un padre che si era perso e apparirà diverso agli occhi di sua moglie, la quale ha sempre nutrito un sentimento verso di lui.
I pinguini di Mr Popper” è una divertente commedia tratta dal romanzo di Florence e Richard Atwater, il cui regista è Mark Waters. Nonostante abbia una trama e un finale alquanto scontato, il film non è per niente noioso, anzi, la goffaggine dei pinguini, uniti al modo superbo di recitare di Jim Carrey, rendono ancora più buffe le semplici scene della pellicola, evidenziando dei valori come l’amore, la famiglia che si stanno perdendo, in quanto la vita frenetica ci fa pensare più al lavoro, che alle cose semplici e quotidiane.
Detto questo, consiglio la visione del film, le sane risate non mancheranno.

Miryam

 
Di Angie (del 24/10/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 870 volte)
Titolo originale
Hanna
Produzione
USA, Gran Bretagna, Germania 2011
Regia
Joe Wright
Interpreti
Cate Blanchett, Eric Bana, Saoirse Ronan, Olivia Williams, Tom Hollander.
Durata
111 Minuti
Trailer

Hanna è una adolescente, ma ha la forza, le energie e le capacità di un vero soldato, una letale macchina da combattimento pronta ad affrontare qualsiasi nemico che le si pari davanti. Cresciuta nelle lontane terre selvagge della Finlandia è stata addestrata come una perfetta assassina dal padre Erik (Eric Bana), un ex agente della Cia.
Unico scopo e obbiettivo di questo dura addestramento è che vuole che sua figlia si sappia difendere è sopravvivere a un eventuale rientro nel mondo civile. Ma Hanna ha soprattutto ha una missione da svolgere: uccidere Marissa Wiegler (Cate Blanchett), ex collega di Erik e attuale agente della Cia, la unica e vera responsabile dell’uccisione di sua madre. Hanna, la pallida teen killer, si sente pronta, e decide di andare in Europa ad affrontare una vita normale in mezzo a persone comuni, in un mondo a lei del tutto sconosciuto per compiere finalmente la sua vendetta.
La ragazza, mentre assapora quei brevi istanti della bellezza a lei sconosciuta di questa nuova società, è costretta purtroppo a mettere a frutto l’addestramento ricevuto dal padre. Infatti si trova braccata da quelle persone che hanno avuto un ruolo determinante nella storia passata di suo padre e della stessa Hanna. Mentre si avvicina all’obbiettivo finale che si era preposto (vendicarsi della morte di sua madre), la ragazza verrà a conoscenza di sconcertanti rivelazioni in merito alla sua esistenza, che cambieranno irrimediabilmente il suo futuro.
Dopo “L’Espiazione”, Saoirse Ronan (17 anni irlandese, ha avuto già a 14 anni la sua prima nomination) e Joe Wright (regista inglese), tornano a lavorare insieme nel film “Hanna”, da lui diretto. Un thriller d’azione, dal budget limitato (30 milioni di dollari), di grande stile con un sottofondo da fiaba gotica, girato in Baviera a Berlino, in Marocco e allo studio Bedelsberg (Germania), dove l’ex bambina prodigio, interpreta una tostissima adolescente addestrata dal padre per diventare un micidiale Killer. “Hanna” è una pellicola con una storia originale: questa ragazzina nella gelida Svezia, che uccide freddamente gli animali, tratta il tema sulla ingegneria genetica e, purtroppo anche sulle conseguenze ad esse inerenti. Hanna che vive isolata dal mondo con un padre che l’ha creata come una macchina da combattimento, quando arriva l’impatto con la terra, la ragazza si rende conto e scopre cose per cui non era stata composta, venendo a conoscenza della verità della sua origine e dovrà accettare il proprio destino, ben lontano dalla normalità cui aveva aspirato.
Non sempre è facile guardare un film senza annoiarsi per tutta la proiezione: “Hanna” (a mio parere) c’è riuscito!
Adrenalinico e fiabesco, spietato e tenero allo stesso tempo è riuscito a regalare allo spettatore forti emozioni. Sono rimasta soddisfatta della visione, un film che mi ha emozionato, naturalmente ciò è soggettivo.
Dico soggettivo, perché, la seconda parte del film potrebbe essere stata poco gradita dal pubblico maschile che amano l’azione, qui tende leggermente a calare e la trama prende un po’ l’aspetto fiabesco che piace più al pubblico femminile . Comunque è una pellicola, che se vi capita sottomano, vi consiglio di visionare, non solo per l’originalità della storia, ma per la buona recitazione di tutto il cast e, in modo particolare per la bravura (che ho trovato ottima) della giovanissima protagonista Saoirse Ronan.
Ultima mia nota positiva riguarda anche la buona colonna sonora di musica elettronica composta dai gruppi Chenical Brothers e Nine Inch Nails, che hanno contribuito all’atmosfera surreale del film. Buona visione.

Angie

 

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