BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di mimmotron (del 19/10/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 977 volte)
Titolo originale
Fantozzi
Produzione
Italia 1975
Regia
Luciano Salce
Interpreti
Paolo Villaggio, Anna Mazzamauro, Gigi Reder, Giuseppe Anatrelli, Liù Bosisio.
Durata
97 Minuti

Se mi fosse chiesto di formulare una domanda per sapere se uno straniero avesse acquisito tutte le conoscenze culturali per ottenere la cittadinanza italiana porrei come discriminante la seguente domanda: “Chi e' il ragioniere Fantozzi?”
Non credo infatti che nessuno nato e vissuto in Italia dopo il 1975, data di uscita del “Primo tragico Fantozzi”, non sappia chi sia questo personaggio scaturito dalla fantasia di Paolo Villaggio. Indubbiamente non è amato da tutti, ma la sua notorietà è indiscutibile tanto che nei dizionari della lingua italiana è possibile trovare l'aggettivo “fantozziano”.
Più che una recensione il mio vuole essere il omaggio ad alcune memorabili pellicole, tra le quali la mia preferita è senza dubbio “Il secondo tragico Fantozzi”.
Protagonisti di queste pellicole sono spesso gli stessi, molti dei quali colleghi di lavoro, tra cui il rag. Filini dell'ufficio sinistri, promotore di molte “tragiche” iniziative e forse anche unico vero amico di Fantozzi, la signorina Silvani, di cui è perdutamente innamorato e il geom. Calboni. Senza dimenticare la signora Pina e Mariangela rispettivamente moglie e figlia di Fantozzi. Inequivocabili figure negative dell'epopea di Fantozzi sono i vari dirigenti dell'azienda che lo sottopongono a vessazioni ed “orrende umiliazioni pubbliche”. Il più delle volte i vari episodi sono ambientati all'interno dell'azienda stessa, la Italpetrolcemetermotessilfarmometalchimica o negli ambienti dove i vari dirigenti dell'azienda danno manifestazione delle loro manie. In tutti i film abbiamo sempre la voce fuori campo del Fantozzi che spesso descrive situazioni o abbigliamento dei vari personaggi. Tra i vari episodi all'interno di questo film e forse più in generale, il mio preferito riamane senza dubbio quello del cineforum dove tutti i dipendenti del prof. Guido Baldo Maria Riccardelli sono costretti a recarsi, una volta a settimana da vent'anni(!), ad assistere alle proiezioni di interminabili film. Tutto questo dura fino a quando una sera, causa anche l'impossibilità di seguire una partita della Nazionale in tv, dopo l'ennesima proiezione de la La corazzata Kotiomkin (della durata di “diciotto bobine”), Fantozzi perde la sua proverbiale capacità di soffrire e invitato ad esprime un parere sulla proiezione esordisce dicendo: “Per me... La corazzata Kotiomkin... è una cagata pazzesca!!!”
Qual è invece l'episodio da voi preferito?

mimmotron

 
Di Miryam (del 17/10/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1033 volte)
Titolo originale
Burlesque
Produzione
Australia 2010
Regia
Steve Antin
Interpreti
Cher, Christina Aguilera, Eric Dane, Cam Gigandet, Julianne Hough.
Durata
116 Minuti
Trailer

Ali Rose (Christine Aguilera), è una giovane ragazza di campagna che parte per Los Angeles in cerca di fortuna, in quanto decisa a cambiare vita e diventare una cantante famosa. Una volta giunta a Los angeles, viene assunta come cameriera presso il Burlesque Lounge, un locale di ballerine gestito dall’inossidabile Tess (Cher).
Costumi, coreografie e paillettes, affascinano Ali, che sentendosi stretta nelle vesti di cameriera vorrebbe calcare il palcoscenico, dopo varie insistenze, convince Tess a farle un provino e quest’ ultima si rende conto che la ragazza possiede delle buone doti artistiche, ma purtroppo il suo corpo di ballo al momento è al completo. L’occasione giusta, però non tarda ad arrivare, infatti con il licenziamento della prima ballerina perennemente in ritardo e con il vizio di bere e l’inaspettata gravidanza di un’ altra, ecco che Ali può finalmente coronare il suo sogno.
Una volta sul palco, viene non solo apprezzato il suo modo di ballare, ma la sua voce forte ed imponente la fa arrivare ben presto al trionfo, riuscendo così a salvare il locale di Tess che, ormai era alle strette con i debiti e i vari problemi che le dava il suo ex marito.
La giovane Ali, riesce così a riportare il Burlesque al suo antico splendore e perché no, a trovare anche l’amore con il simpatico ed eccentrico barista Jack (Can Gigandet).
Steven Antin è l’artefice della sceneggiatura del film “Burlesque”, il quale aveva già in mente di avere come protagonista Christine Aguilera, che qui fa il suo debutto nell’ ambiente cinematografico e ne esce, devo dire da vincente. Certo, il meglio di se lo da sul palcoscenico, però nell’insieme se la riesce a cavare egregiamente.
Anche Cher, dopo sette anni di assenza dal grande schermo, veste bene la parte del dirigente burbero ma dal cuore tenero, riuscendo a divertire con la sua comicità lo spettatore. Ritengo “Burlesque” un film scorrevole e divertente, certo molto scontato nello svolgimento, ma le musiche e le canzoni lo fanno diventare un musical da non perdere, per trascorrere due ore in completa serenità.

Miryam

 
Di Asterix451 (del 10/10/2011 @ 05:00:00, in Cinema, linkato 974 volte)
Titolo originale
Dylan Dog: Dead of Night
Produzione
USA 2010
Regia
Kevin Munroe
Interpreti
Brandon Routh, Sam Huntington, Anita Briem, Taye Diggs, David Jensen.
Durata
108 Minuti
Trailer

Nella seconda metà degli anni ’80 le pubblicazioni di Sergio Bonelli si arricchirono di una nuova collana di fumetti, divenuta un “cult” per i giovani di tutte le età: sto parlando naturalmente di Dylan Dog, il celebre “indagatore dell’incubo”.
Creatura nata dalla fantasia di Tiziano Sclavi con il volto di Rupert Everett, veniva ingaggiato esclusivamente da donne avvenenti, terrorizzate da mostri di ogni genere; dopo la consueta reticenza ad assumere il caso, le remore scomparivano tra le lenzuola della camera da letto, per quanto il suo cuore appartenesse davvero ad una sola donna: Morgana.
I creatori di Dylan Dog mescolarono sapientemente ingredienti semplici e di sicuro interesse: l’horror, il sesso, le citazioni cinematografiche, l’umorismo Inglese e lo splatter; inizialmente il fumetto era “cattivo” come si conviene, prima di ammorbidirsi per adattarsi ad una varietà di pubblico sempre maggiore. Il carisma del personaggio è tale da aver ispirato, a 25 anni dalla sua nascita, una versione cinematografica realizzata ad Hollywood.
Suppongo che i fans ci sperassero, dopo il deludente “Dellamorte Dellamore” firmato da Soavi nel ’94, che è sempre e comunque meglio di questa ultima versione. Infatti la zuppa è talmente riscaldata da non meritare nemmeno il consueto riassunto all’inizio della recensione: basta aver già visto “Constantine”, “Blade” o “Underworld” per sapere di cosa parla; del fumetto è rimasto un pastrocchio di citazioni appiccicate al personaggio, che contribuiscono a renderlo ancora più kitch ed inverosimile.
Trasferiti da Londra a New Orleans per esigenze di produzione, anche la comicità sagace con cui i veri Dylan, Groucho e Bloch sconfiggevano l’orrore delle vicende di cui erano protagonisti, si è tramutata in un bovaro umorismo da saloon: triste, come la recitazione di tutti gli attori. A bordo del Maggiolino targato DyD 666, un troppo giovane Brandon Routh veste i consueti panni dell’investigatore, tenendoci sotto la tutina di Superman del suo film precedente. Groucho viene rimpiazzato da un certo Marcus (Sam Huntigton), amico fraterno dell’investigatore, che verrà prima straziato da un mostro e poi eletto zombie-assistente dopo essere risorto dalla morte. Insieme cercheranno di sventare la rinascita di Beliar, un demone terribile sempre copiato da “Constantine” che ha bisogno di un corpo per tornare, e che i vampiri di Vargas (Taye Diggs, “Equilibrium”) vorrebbero sottrarre alla custodia dei lincantropi di Gabriel (Peter Stormare, ancora “Constantine”!!!).
Dylan Dog potrebbe risolvere la questione a suon di pugni e tirapugni come solo lui sa tirare, o sparare proiettili di legno e argento con il revolver dell’anteguerra, non fosse che rischia la vendetta di entrambe le fazioni per un torto perpetrato a loro danno tanti anni prima (ma quando: alle elementari?).
Riuscirà il nostro eroe a riabilitarsi agli occhi di tutti, sconfiggere il mostrone, portarsi a letto la protagonista e preparare un finale aperto per un eventuale seguito?
Non ve lo dirò mai: dovrete vederlo…

Asterix451

 
Di Namor (del 07/10/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 921 volte)
Titolo originale
The Eagle
Produzione
USA 2011
Regia
Kevin Macdonald
Interpreti
Channing Tatum, Jamie Bell, Donald Sutherland, Mark Strong, Tahar Rahim.
Durata
114 Minuti
Trailer

Il comandante Marco Flavio Aquila (Channing Tatum), giunto in Britannia con lo scopo di riabilitare il nome di famiglia e l’onore del padre, colpevole dell’annientamento della nona legione, con la conseguente perdita della gloriosa aquila d’orata, gli viene affidato il comando in uno sperduto avamposto nel territorio sud-occidentale. Le gravi ferite riportate dopo uno scontro con i nemici, gli valgono il congedo con onore, un commiato a cui non saprà darsi pace, vista la sua forte vocazione per servire l’impero. Durante la convalescenza a casa di suo zio Aquila (Donald Suttherland), l’ex comandante si reca all’arena per godersi lo spettacolo offerto. Nel corso dell’esibizione, viene colpito dal coraggio di uno schiavo al suo rifiuto di combattere contro un gladiatore ed, al soccombere dello schiavo, egli chiede ed ottiene clemenza per la vita del soggiogato. Il giorno dopo lo schiavo viene acquistato da suo zio è offerto in dono al degente nipote che accetta controvoglia. Esca, (Jamie Bell) questo è il suo nome, che odia profondamente i Romani, giura fedeltà eterna al suo salvatore, informandolo tuttavia dei suoi reali sentimenti verso la popolazione di Roma. La notizia dell’avvistamento dell’aquila in un tempio tribale all’estremo nord, rinvigorisce lo spirito guerriero dell’ex comandante, portandolo ad intraprendere il pericoloso tentativo con il suo schiavo Esca, di oltrepassare il vallo e recuperare il prezioso cimelio dalle mani nemiche.
Dopo “Il Centurione”, un’altra pellicola prende spunto dalla misteriosa fine della nona legione nel territorio Britannico. Ad interpretare i ruoli principali troviamo: Channing Tatum, Jamie Bell e l’inossidabile Donald Suttherland. La regia è affidata a Kevin Macdonald, autore del film “L’ultimo re di Scozia”.
Rispetto al precedente titolo, “The Eagle” si distingue positivamente grazie ad una sceneggiatura più avvincente ed una maggiore cura dei dettagli tecnici, quali i costumi e le ambientazioni esterne. Questa propensione personale verso il film di Macdonald, riguarda solo il confronto tra i due lungometraggi sulla nona legione.
Se il giudizio dovesse valere solo ed esclusivamente per questo titolo, potete aspettare tranquillamente la sua uscita in dvd per vederlo. Considerato che il prezzo del biglietto del cinema é molto più oneroso, si auspica qualcosa di più corposo.

 Namor

 
Di Miryam (del 05/10/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1277 volte)
Titolo originale
Hereafter
Produzione
USA 2010
Regia
Clint Eastwood
Interpreti
Matt Damon, Cécile De France, Joy Mohr, Bryce Dallas Howard, George McLaren.
Durata
129 Minuti

Esiste una premorte? Si può comunicare in qualche modo con una persona a noi cara, morta prematuramente? E infine, esistono individui in grado di conoscere il nostro passato semplicemente sfiorandoci?
Questi sono i tre interrogativi sui quali ruota il film “Hereafter”, o meglio, la pellicola narra proprio la storia di tre persone che hanno incontrato la morte sebbene in modi differenti. George Lonegan ( Matt Damon), è un operaio di San Francisco che può comunicare con i defunti, dono per tanti prezioso, mentre per lui è come possedere una condanna che lo ha fatto rimanere solo e senza amici. Veniamo poi a Marie (Cècile de France), che è una giornalista di Parigi scampata allo Tsunami del 2004, durante il quale ha vissuto un’ esperienza di pre morte, per cui cerca di continuo delle risposte a quello che le è successo. Infine c’è un bambino di Londra, Marcus (i gemelli Frankie e George Mc Laren, al loro debutto cinematografico), che avendo perso il fratello gemello in un tragico incidente stradale, ne cerca costantemente la presenza.
I tre malcapitati si incontrano per caso alla Fiera del libro di Londra e così grazie ai poteri di George, Marcus riesce a mettersi in contatto con il fratello, mentre Marie, inizia un dialogo per cercare insieme delle risposte.
Hereafter”, è un film che è stato diretto dal grande Clint Eastwood. In principio la regia era stata affidata a Steven Spielberg, ma questi era poco convinto della trama, così la Dream Work pensò di rivolgersi proprio ad Eastwood, il quale accettò di condurre la regia. Una curiosità riguardo il film è che Eastwood pur di avere Matt Damon ( che bisogna dire ha interpretato la parte in maniera straordinaria), ha aspettato che questi terminasse di girare il film “I guardiani del destino” modificando lui stesso tutto il piano di produzione. Che dire di Clint Eastwood? Oltre ad essere stato un attore formidabile è adesso un regista coi fiocchi!! Seppur abituato a girare film western e d’azione, bisogna dire che anche in questo genere che tocca il paranormale se l’è cavata egregiamente.
Anche se la trama risulta un po’ lenta, ho gradito molto il film, come mi sono piaciuti anche gli attori protagonisti. Ne consiglio la visione, perchè dopo tutto la storia è toccante e commovente, e tutto sommato desta pur delle curiosità, anche perché alla domanda : “Dopo la morte esiste qualcosa”? Credo che ce la siamo posta tutti!!

Miryam

 
Di Angie (del 03/10/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 952 volte)
Titolo originale
Mes chères études
Produzione
Francia 2010
Regia
Emmanuelle Bercot
Interpreti
Déborah François, Alain Cauchi, Benjamin Siksou, Mathieu Demy, Joseph Braconnier.
Durata
103 Minuti

Laura (Deborah Francois), 19 anni è una studentessa iscritta al primo anno di Università, determinata a portare a termine i suoi studi ad ogni costo. Sebbene svolga un lavoro a part-time, non arriva a soddisfare tutte le sue necessità come: pagare l’affitto, i libri di testo e del cibo decente. Una situazione che la fa sprofondare in una situazione economica al quanto faticosa. Una sera per disperazione, con perplessità, decide di rispondere ad un annuncio particolare su internet, sotto la categoria “incontri a pagamento”.
L’annuncio recita: “Joe, 50 enne, cerca studentessa per scambiare qualche momenti di tenerezza” Paga: “cento euro l’ora”.
Una sola volta e mai più, promette a se stessa.
Tre giorni dopo Laura si ritrova in una camera d’hotel con Joe, per trascorrere l’ora preventivata in sua compagnia.
E l’inizio di una serie di eventi a spirale ove, l’esaltazione per il danaro guadagnato così “facilmente” che le permette di pagare gli studi e, perché no, anche qualche sfizio, le fa dimenticare le sensazioni sgradevoli degli incontri avuti. Le si apre così il mondo della prostituzione, dove la sua vita subirà un’improvvisa svolta verso l’inaspettato. Per Laura sarà sempre più difficile mantenere la promessa che si era fatta all’inizio. Tratto dal libro-testimonianza “Mes Cheres Etudens” della studentessa Laura D (suo pseudonimo), tocca un tema delicato ed attualissimo: quello della prostituzione giovanile. La regista Emmanuelle Bercot che ha diretto il drammatico “Student Service”, racconta con discrezione e precisione senza facili moralismi, come una studentessa in difficoltà economiche venda il suo corpo per il danaro necessario, per far fronte alle spese quotidiane della vita. Per l’interpretazione del ruolo di Laura D., la Bercot ha voluto scegliere un’attrice che fosse giovane e carina, una ragazza semplice e ordinaria che, riuscisse a far trasparire come ciò che è costretta a fare, le costi enormemente e di come la ferisce nell’animo, oltre che nel corpo. Deborah Francois era perfetta per tale ruolo. Infatti quello che risalta e ci colpisce, in questa pellicola, è la semplicità della ragazza nell’approccio con gli uomini, la sua freschezza, la sua genuinità, insomma una ragazza della quale non potremmo mai pensare che……..
Non ci troviamo di fronte a la “femme fatale” che cerca di attrarre e sedurre l’uomo. Prostituirsi per studiare: non è una vicenda dell’emarginazione del terzo mondo, ma è proprio della nostra società.
La storia di Laura, non è un caso raro, ma la sua vita è simile a quella ti tante altre ragazze, sempre più numerose che decidono di usare il proprio corpo come “servizio sessuale” a pagamento per ottenere guadagni facili è molto proficui.
Da un’indagine fatta nel 2006 emerge che sono circa 40 mila gli studenti, che vendono il proprio corpo e in Italia uno studente su quattro pubblica annunci di tale materia. Il film ha voluto evidenziare una delle tante piaghe sociali con le problematiche giovanili che, sono molteplici, di cui alla base (spesso) vi è una totale assenza di valori e di una presenza adulta. Nonostante vi siano alcuni enti ( es. telefono azzurro), che si occupano dei minori c’è ancora una forte crescenza in riguardo a questo fenomeno, forse, ancora troppo sottovalutato. La società e chi sta al potere dovrebbe interrogarsi in merito, e fare di più per trovare il modo di aiutare i giovani a crearsi un futuro dignitoso e giusto.
La testimonianza di Laura serve a far capire ai giovani (per quanto si possa), che la prostituzione non deve essere la risposta più semplice, per i loro problemi di danaro e il loro corpo non deve essere usato come una mercanzia. Comunque quanti ragazzi sono disposti ad andare avanti solo con un lavoro onesto? Senz’altro i soldi “facili “ e “tanti” allettano molto di più.
Alla fine ci poniamo anche una domanda; il problema è: lo si fa per necessità o per convenienza? O solo per comperare beni di lusso?
Penso che tutto rimane ancorato a quanto è alta la soglia di sacrificio!

Angie

 
Di Namor (del 30/09/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1140 volte)
Titolo originale
Super 8
Produzione
USA 2011
Regia
J.J. Abrams
Interpreti
Kyle Chandler, Elle Fanning, Joel Courtney, Gabriel Basso, Noah Emmerich.
Durata
112 Minuti
Trailer

Un gruppo di ragazzi si prepara a girare la scena di un lungometraggio amatoriale sugli zombie con la loro cinepresa in super 8, presso la stazione ferroviaria del paese. Il ciak, viene dato mentre un treno merci si appresta a passare ad alta velocità nella fermata in cui la troupe dei ragazzi sta filmando. Durante tutta la scena, un pick up si dirige spedito verso i binari, per andare ad impattare contro il convoglio ferroviario, causando un disastro di notevole proporzioni. I ragazzi, illesi e spaventati, fuggono verso casa con la promessa di non raccontare a nessuno dell’incredibile accaduto. Mentre cercano di tranquillizzarsi, vedono accorrere l’esercito, che irrompe sulla zona dell’incidente vietandone l’accesso a chiunque si avvicini, raccoglie e cataloga strani oggetti fuoriusciti da grosse casse stipate sul treno. Dopo l’evento, strane sparizione ed eventi misteriosi si susseguano in città, il tutto avviene, mentre i militari la mettono sotto assedio in cerca di “ qualcosa”, dileguatosi dal treno dopo lo scontro. L’entità alla quale sta dando la caccia l’esercito, si scoprirà essere di natura extraterrestre e che le sue inspiegabili razzie in paese, hanno uno scopo ben preciso, che ai soldati e al governo non piace affatto… quello di far ritorno a casa!
Ideato e diretto da J.J.Abrams, con l’ausilio produttivo di S.Spielberg,Super 8” è un film ambientato nei tardi anni 70, ove un gruppo di ragazzi, diventano testimoni di un evento molto più grande di loro. L’ambientazione della pellicola che mescola fantascienza con le indimenticabili atmosfere del cinema anni 70, riportano alla memoria altri due famosi titoli a cui siamo affezionati: il bellissimo ed indimenticabile “ET” e “Stand by Me - Ricordo di un’Estate” di Rob Reiner.
Ed è proprio la perfetta fusione di questi due film, abbinata alle magiche ambientazioni degli anni 70, che rendono “Super 8” una pellicola interessante , senza questo furbesco mix da parte del regista, la pellicola sarebbe stata una delle tante scopiazzature portate sullo schermo per incrementare ulteriori guadagni alle major cinematografiche. Ottima anche la scelta del cast, fatta di volti sconosciuti e poco conosciuti, a parte la Fanning, che nel film è straordinaria. Buoni anche gli effetti speciali, in particolar modo l’incidente ferroviario che da il via alla storia.
Il film ha diviso gli spettatori sul giudizio espresso dopo la sua visione, c’è chi lo giudica una bufala furbescamente congeniata dai trailers per attirare il pubblico al cinema, altri invece lodano la pellicola ed il suo autore per la buona messa in opera del film. A voi la sentenza.

 Namor

 
Di Miryam (del 21/09/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1899 volte)
Titolo originale
Murder at the Gallop
Produzione
gran Bretagna 1963
Regia
George Pollock
Interpreti
Flora Robson, Robert Morley, Margaret Rutherford, Stringer Davis.
Durata
81 Minuti

Assassinio al galoppatoio”, diretto nel 1963 da George Pollack è un film tratto da uno dei tanti romanzi di Agatha Christie, qui interpretato dalla fantastica attrice Margareth Rutherford che veste i panni della curiosissima Miss Marple, un’arzilla vecchietta pronta ad entrare in azione per smascherare l’assassino a costo di rischiare la propria vita.
Il film è ambientato in un maneggio frequentato dall’alta borghesia nella cittadina inglese di Milchester. Tutto sembra apparentemente tranquillo fino a quando si viene a scoprire il cadavere di Mr Enderby, un vecchio e ricco personaggio del luogo.
La morte subito sembra apparir accidentale, infatti si presume che l’uomo sia deceduto per un attacco di cuore. Però da li a poco iniziano ad accadere dei fatti strani o meglio, delle persone con legami di parentela con il vecchio Enderby, iniziano a morire in modo non del tutto naturale dopo la lettura del testamento. Inutile dire che l’inarrestabile Miss Marple, inizia ad indagare per conto proprio, perché come sempre non viene mai creduta dall’ispettore Craddock, che ormai ben conosce le doti di investigatrice della cara vecchietta. Suo malgrado però si deve ricredere, tant’è vero che “usa” Miss Marple a fare da esca per tendere una trappola all’assassino, che verrà da li a poco smascherato.
Inutile dire che i bellissimi film in bianco e nero tratti dai romanzi di Agatha Christie, abbiano tutti un lieto fine senza ricorrere a scene di violenza, inoltre preservano sempre un certo fascino, soprattutto se interpretati da un’attrice fantastica come Margareth Rutherford, che viene sempre supportata da Stringer Davies (suo marito nella vita reale). Un merito va anche alla musica di Ron Goodwin e alla scelta dell’ambientazione dove è stato girato il film.
Pellicola datata ma estremamente piacevole da rivedere, nonostante i mezzi molto semplici per la sua messa in opera, riesce ugualmente a catturare l’attenzione dello spettatore… cosa che nelle pellicole di ultima generazione accade sempre meno.

Miryam

 
Di Angie (del 19/09/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1011 volte)
Titolo originale
Salt
Produzione
USA 2010
Regia
Phillip Noyce
Interpreti
Angelina Jolie, Liev Schreiber, Chiwetel Ejiofor, Daniel Olbrychski, Andre Brangher.
Durata
100 Minuti

Evelyn Salt (Angelina Jolie) è una tostissima agente operativo della Cia, che ha fatto giuramento sul suo onore di servire la patria: Egli viene, ingiustamente accusata da un dissidente russo di essere una spia del Cremino, la cui missione è di uccidere il Presidente degli Stati Uniti D’America. Evelyn, così braccata, mentre fugge per salvarsi cercherà di provare la sua innocenza e di capire anche chi, è che cosa ci sia, dietro al complicato complotto che l’ha vista coinvolta.
Angelina Jolie (tre volte vincitrice di un Golden Globe) è la protagonista di “Salt”, una spy- story avvincente, prodotta dalla Columbia Pictures e diretta da Phillip Noyce, esperto in thriller politici e conosciuto anche per “Il Collezionista di Ossa “ e “Il Santo”.
In “Salt” possiamo ammirare la spericolata e bella Jolie, in una specie di James Bond in gonnella. Ciò fu dovuto a un piccolo commento che l’attrice fece durante un incontro di lavoro. Mentre parlavano fra addetti ai lavori, venne fuori che era pronta la produzione di un nuovo film di James Bond, e Jolie divertita disse: “Vorrei essere Bond” !
Ecco fatto che Edwin Salt è diventata Eveljn Salt: cambiando il sesso del personaggio principale che, per lo sceneggiatore Kurt Wimmer, doveva essere interpretato da un uomo (ruolo che sarebbe andato a Tom Cruise), è invece una donna , la Jolie.
Per prepararsi al suo personaggio, Angelina Jolie ha fatto delle sue ricerche personali in riguardo. Ha parlato con molte agenti Cia: tutte donne dolci e gentili che, non immaginereste mai che possano trovarsi in situazioni molto pericolose. Ha imparato a capire come vivono sul filo del rasoio e cosa farebbero se fossero smascherate. Brava la super star femminile, in versione di spia sensuale e pericolosa, ad immedesimarsi in tutti i suoi ruoli: sia che in scena drammatica, sia in scena d’azione. La pellicola è una storia intricata e avvincente, con alti picchi di adrenalina e scene inverosimili. Nonostante la trama possa apparire leggermente prevedibile è una piacevole visione con un giusto mix di vari elementi, cha spaziano nel thriller-politico-psicologico. I personaggi di questa storia sono molto avvincenti, il che, riescono a coinvolgere in maniera esimia il pubblico, per quanto riguarda le scene d’azione e di acrobazie.
La pellicola ha avuto abbastanza successo (incassando più di trecento milioni di dollari) e, nonostante abbia un po’ deluso in parte le aspettative, “Salt “ è pronta ad avere un sequel., anche se il progetto è ancora soltanto un ipotesi, il regista Noyce ha già confermato che non si occuperà del nuovo sequel.
Comunque vale la pena visionarlo, anche se sarà un film che di certo non rimarrà scolpito nella storia del cinema ma, vi farà sicuramente passare una bella serata.

Angie

 
Di Namor (del 09/09/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1548 volte)
Titolo originale
5 Days of War
Produzione
USA 2011
Regia
Renny Harlin
Interpreti
Rupert Friend, Val Kilmer, Andy Garcia, Dean Cain, Emmanuelle Chriqui, Heather Graham, Mikko Nousiainen, Richard Coyle, Antje Traue, Rade Serbedzija.
Durata
120 Minuti

Il cronista di guerra Thomas Anders (Rupert Friend) ed il suo fidato cameramen Sebastian (Richard Coyle), si recano in Georgia per documentare l’improvviso ed imminente conflitto tra i Georgiani ed i Russi. A far scaturire il sanguinoso scontro è il controllo dell’Ossezia del sud, territorio cardine per il passaggio dell’oleodotto Russo verso le altre nazioni.
Il Film, offre una sua personale versione sui fatti realmente accaduti nell’Agosto del 2008, dove i buoni sono i georgiani, capitanati dal loro presidente (Andy Garcia) e i cattivi, l’esercito invasore guidato dal colonnello Demidov (Rade Serbedzija), a capo di una milizia composta da una larga maggioranza di mercenari assoldati dal governo russo per fare pulizia di civili nei villaggi dell’Osselzia.
La pellicola tutt’ora inedita in Italia è stata distribuita con due titoli diversi: “5 Days of War” e “5 Days of August”, un mutamento a parer mio, legato al paese nel quale è stata disposta l’uscita, con l’intento di accaparrarsi la maggior parte di spettatori paganti .
Regista dell’operazione è il finlandese Renny Harlin, autore di “Die Hard - 58 minuti per morire” e “Cliffhanger”, per la location delle riprese è stata scelta Tblisi in Georgia.
Il cast prevede la presenza di Val Kilmer, ma il protagonista della pellicola è l’inglese Rupert Friend contrariamente a quanto affermato da alcuni siti cinematografici, i quali indicavano il panzuto Kilmer, come attore principale, infatti, in questo contesto, la sua performance é semplicemente limitata ad un ruolo di terzo piano… e niente di più!
Discorso inverso per Friend, che ben figura nel ruolo del personaggio principale, nonostante la pellicola non offra spunti congrui per esprimere doti recitative sopra la media.
Titolo che difficilmente verrà erogato nelle nostre sale cinematografiche, il soggetto di non facile presa per il pubblico italiano, lo colloca semmai nelle prossime uscite in dvd, il che, mi porta a consigliarlo solo per la versione in noleggio.

 Namor

 
Di Miryam (del 07/09/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1385 volte)
Titolo originale
Armored
Produzione
USA 2009
Regia
Nimród Antal
Interpreti
Matt Dillon, Jean Reno, Laurence Fishburne, Amaury Nolasco, Fred Ward.
Durata
88 Minuti

Tyler Hackett (Columbus Short), è un reduce della guerra in Iraq, che deve prendersi cura del fratello minore dopo la morte di entrambi i genitori. Grazie all’aiuto dell’ amico Mike (Matt Dillon), trova lavoro come guardia giurata, purtroppo la paga è misera e Tyler ha paura che gli assistenti sociali gli possano togliere l’affidamento del fratello. Nel frattempo Mike insieme ad altri colleghi, stanno progettando un piano: una rapina da 42 milioni di dollari che si trovano nei due blindati a loro assegnati. Mike cerca di convincere l’amico a partecipare e, dopo vari dubbi e incertezze, Tyler accetta… quei soldi gli farebbero proprio comodo.
Nel piano però qualcosa va storto, nel magazzino dove si doveva spartire il denaro, c’è un barbone che vi aveva trovato rifugio. Il malcapitato viene ucciso perché considerato un testimone scomodo, così Tyler, che è stanco di vedere queste scene di morte si chiude in un blindato e aziona la sirena di allarme, destando la curiosità di un poliziotto di pattuglia, un certo Jack Eckehart (Milo Ventimiglia), giunto sul posto inizia a fare le domande di rito alle guardie giurate uscite dal magazzino. Data la sua perseverante invadenza, gli viene subito inflitto un colpo, ma prontamente Tyler lo riesce a caricare sul blindato prestandogli le prime cure. Il colpo, ormai andato a male per le troppe circostanze negative, creerà malumori e tensioni tra i colleghi per l’imprevista disfatta.
Non manca però il lieto fine, forse un po’ troppo scontato dove alla fine di tutto trionfa l’onestà in quanto se una persona è sempre stata pulita, non riesce a macchiarsi di uno spietato omicidio.
Armored Blindato”, è stato diretto da Nimrod Antal, che in questo film ha messo in evidenza (a parer mio), la bramosia del denaro che ha Mike, contrapposta ai problemi che deve affrontare invece Tyler nella società in cui vive, come le banche che potrebbero portargli via la casa o gli assistenti sociali sempre pronti a prendere quello che gli è più caro.
Una bella pellicola d’azione nonostante le scene abbastanza prevedibili, infatti credo che sia stato un grosso errore non farlo uscire nelle sale cinematografiche italiane, soprattutto perché di film peggiori ce ne sono stati tanti.

Miryam

 
Di Angie (del 05/09/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 945 volte)
Titolo originale
The Adjustment Bureau
Produzione
USA 2011
Regia
George Nolfi
Interpreti
Matt Damon, Emily Blunt, Shohreh Aghdashloo, John Slattery, Terence Stamp.
Durata
106 Minuti
Trailer

Se c’è una cosa più affascinante da credere nell’esistenza di un destino, scritto per ognuno di noi è credere che questo destino possa e debba essere combattuto. Cosa fareste se un giorno qualcuno vi dicesse che la vostra vita è già stata predestinata e, la donna o l’uomo di cui vi siete innamorata o innamorato non rientra in quel programma?
Questo è quello che succede a David Norris (Matt Damon), un giovane ambizioso in corsa per una brillante carriera politica, come senatore dello Stato di New York. Dopo aver incontrato l’affascinante ballerina Elise Sellas (Emily Blunt), conosciuta e ricordata dal pubblico come Miranda in (Il Diavolo Veste Prada), di cui s’innamora, scopre che strane circostanze impediscono il loro rapporto. Norris viene a conoscenza dell’esistenza di alcune potenti e misteriose figure chiamati ”I Guardiani”, che tramano per tenerlo lontano da Elise. Il rampante politico per nulla intimorito, decide di scoprirne il motivo. Gli interventi di queste strane persone, trascinano David ed Elise nella più classica corsa contro il tempo, scontrandosi con la determinazione del super guardiano Thompson (interpretato da Terence Stamp), che insensibile di fronte alle richieste dei protagonisti, non darà alcuna spiegazione di tale scelta da parte dei Guardiani. David deciderà di accettare il suo destino predeterminato o rischierà il tutto per tutto per sconfiggere il Fato?
Il film si basa su un breve racconto di Philp K Dick, intitolato “Squadra Riparazioni”, pubblicato per la prima volta sulla rivista Orbit Science Fiction e successivamente incluso in diverse raccolte pubblicate in Italia da Fallaci Editore. Lo sceneggiatore George Nolfi, che ha esordito nel 2003 con il film “Timeline - Ai Confini Del Tempo” e nel 2004 con “Oceans Twelve”, scrive e dirige “I Guardiani del Destino”, segnando cosi il suo debutto dietro la macchina da presa. L’esordiente regista, riesce a creare una storia alquanto intrigante, con un giusto alone di mistero che cattura l’attenzione del pubblico rendendo il film tuttavia piacevole da guardare.
Anche se, lascia intravedere alcune questioni di natura interessanti ma, alla fine si accontenta di fermarsi al più che mai classico lieto fine: “Amor Vincit Omnia”. Nonostante sia stata una pellicola semplice con nulla di eccezionale, l’ho trovata una visione gradevole suscitando in me (come penso per molti di voi), la curiosità di sapere se siamo veramente noi gli artefici del nostro destino. Comunque sono dell’opinione che per certe situazioni o avvenimenti, il più delle volte ce lo creiamo noi ma, sono altrettanto convinta che ognuno di noi nasce già sotto una stella predestinata. Speriamo buona!
Per chi vuole trascorrere una piacevole serata, non impegnativa, consiglio di non perdere l’occasione di visionare questo thriller romantico tinto di fantascienza.

Angie

 
Di Namor (del 29/07/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1742 volte)
Titolo originale
Bitch Slap
Produzione
USA 2009
Regia
Rick Jacobson
Interpreti
Julia Voth, Erin Cummings, America Olivo, Michael Hurst, Ron Melendez.
Durata
105 Minuti
Trailer

Tre donne dal fisico mozzafiato, si ritrovano in uno sperduto rifugio nel deserto, con l’arduo compito di sottrarre un tesoro segretamente nascosto, ad un pericoloso e temutissimo boss di nome Mr. Pinky. Sotto le iniziali spoglie delle giovani temerarie, conosciute come: Trixie (Julia Voth) una squattrinata e sfortunata spogliarellista, Hel (Erin Cummings) un’ importante intermediaria d’azienda e Camero (America Olivo) corriere di droga e spietata killer all’occorrenza, si nascondono motivazioni ed identità ben diverse da quelle espresse inizialmente, che non tarderanno ad affiorare durante lo svolgimento della loro rocambolesca missione.
Bitch Slap – Le superdotate” è diretto e sceneggiato dal regista Rick Jacobson, direttore tra l’altro di parecchie serie televisive tra cui: “Spartacus – sangue e sabbia”, “Baywatch” e “Xena – Pricipessa guerriera”.
Se togliamo l’attore teatrale Micheal Hurst ed il poco noto Ron Melendez, le protagoniste di questa pellicola sono attrici al loro debutto in un ruolo di primo piano per il grande schermo. Difatti tolta qualche apparizione in qualche titolo per le “sconosciute” Julia Voth modella per Guess, Calvin Klein, Shiseido, e la cantante latino-americana America Olivo, quella con più esperienza lavorativa davanti alla macchina da presa è sicuramente Erin Cummings, la moglie di Spartaco nella serie “Spartacus –sangue e sabbia”.
Malgrado siano al loro primo ruolo da protagoniste, le tre grazie se la cavano egregiamente in questa anomala pellicola, ove la qualità recitativa richiesta per interpretare i loro personaggi non esige di certo un corso all’Actors Studio. Nonostante questo, son sicuro che le rivedremo presto in qualche altro titolo di prossima uscita.
Per quanto riguarda la pellicola che s’ispira fortemente ai b-movie con piglio alla Tarantino-Rodriguez, non posso certo consigliarlo, poiché se togliamo le continue inquadrature sulle scollature dei loro generosi seni, qui, di nuovo, non c’è proprio niente!

Namor

 
Di Miryam (del 27/07/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1046 volte)
Titolo originale
Red Riding Hood
Produzione
USA - Canada 2011
Regia
Catherine Hardwicke
Interpreti
Amanda Seyfried, Gary Oldman, Billy Burke, Shiloh Fernandez, Max Irons
Durata
99 Minuti
Trailer

Dopo “Twilight”, ecco che Catherine Hardwicke si cimenta a dirigere un film fantasy in versione horror.
Già il titolo “Cappuccetto rosso sangue”, ci fa pensare ad una favola, e proprio di questo si tratta. Solo che non è il classico “Cappuccetto rosso” che tutti noi conosciamo: la bimba disubbidiente che va a trovare la nonna passando per il bosco, incontrandi il lupo cattivo che alla fine della fiaba viene ucciso dal cacciatore.
Qui l’atmosfera è ben diversa, infatti ci troviamo in un villaggio ai piedi della foresta dove vive una piccola comunità di persone tra le quali spicca Valeriè (Amanda Seyfried, qui al suo esordio cinematografico), una bellissima ragazza innamorata di Peter (Shiloh Fernandez), il boscaiolo del luogo, ma i suoi genitori la vorrebbero sposata invece al ricco Henry (Max Irons).
I due ragazzi vorrebbero scappare insieme, purtroppo però in agguato c’è un lupo mannaro che nelle notti di luna piena è solito fare strage di animali dati in sacrificio dagli stessi abitanti del posto in quanto intimati dalla bestia stessa. Ma ormai il lupo non si accontenta più di questo rito compensatore e inizia a uccidere degli esseri umani cominciando dalla sorella di Valeriè. A questo punto gli abitanti devono correre ai ripari chiamando Padre Salomon ( Gary Oldman il “Dracula” del film di Coppola), uno specialista in uccisione di licantropi. Questi scopre una verità agghiacciante dicendo che il lupo si nasconde tra loro sotto forma umana, verità che si fa più terribile quando la stessa Valeriè, riesce a comunicare con il lupo stesso, tanto da venir accusata di stregoneria, visto che la bestia non solo non le torce un capello, ma la incita addirittura a scappare con lui.
“Cappuccetto rosso sangue” ( titolo originale Red Riding Hood), è stato presentato in anteprima al Future Film Festival di Bologna, tutto sommato nell’insieme il film non mi è dispiaciuto, anche se secondo me c’è stato un groviglio di fiaba, horror e sentimenti dalla trama poco avvincente. Difatti il finale o meglio, la rivelazione dell’identità del lupo era abbastanza prevedibile.
Nel cast degli attori oltre a quelli citati, si vede anche una Julie Christie che veste i panni della nonna, qui in una versione abbastanza ambigua e inquietante, che vive sola in una casa isolata, come giustamente racconta la favola.
Comunque, dato che i film di licantropi nel corso della storia del cinema non sono certo mancati, anche qui si poteva svolgere la trama in un altro contesto senza dover ricorrere a modificare la favola nata per bambini dei fratelli Grimm.

Miryam

 
Di Angie (del 25/07/2011 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1030 volte)
Titolo originale
The Ward
Produzione
USA 2010
Regia
John Carpenter
Interpreti
Amber Heard, Mamie Gummer, Danielle Panabaker, Lyndsy Fonseca, Jared Harris.
Durata
86 Minuti
Trailer

Dopo aver dato fuoco a una cascina, Kristen (Amber Heard) si ritrova coperta di lividi e imbottita di sedativi in un reparto di un ospedale psichiatrico. Disorientata e stupita allo stesso tempo, la giovane donna non ha idea di quale sia il motivo per cui è finita in quel posto. Qui vi sono rinchiuse altre quattro giovani ragazze, che non sono in grado di fornirle alcuna risposta. Kristen convinta di essere lì per un errore, architetta una fuga con la complicità delle ragazze ma, ben presto si rende conto che le cose non sono come sembrano e scopre che nei bui corridoi dell’ospedale si aggira un fantasma omicida.
Dopo ben otto anni dall’ultimo film “Fantasmi da Marte” , John Carpenter, maestro dell’horror, torna al cinema per dirigere un nuovo lungometraggio “The Ward” il reparto. Il regista per rimettersi in pista, dopo la lunga assenza, ha astutamente scelto questo thriller-psicologico a piccolo budget, ambientato in un manicomio dell’Ospedale Psichiatrico Eastern Washington. Questo titolo mi richiama alla memoria (chi lo ha visto sicuramente se lo ricorderà), un altro film della scorsa estate, un bel thriller con interprete principale Leonardo di Caprio, anche esso ambientato in un manicomio criminale: “Shutter Island” di Scorsese.
La trama è abbastanza semplice, una buona pellicola con atmosfere tetre, musiche ossessive e momenti di buona suspance, dettate dalle inquadrature dei corridoi bui e interminabili della clinica… i soliti ed immancabili ingredienti per creare un buon film horror agghiacciante. Insomma una pellicola vedibile, ma nulla di eclatante per un Carpenter, mito dell’horror.
Mi aspettavo qualcosa di diverso e non un finale (che secondo il mio modesto parere), risulta un po’ banale con la rivelazione fatta da parte del dottore….. Buono, invece il cast ( anche se la maggior parte degli attori sono pressoché sconosciuti), tranne la protagonista Amber Heard e il dott. Jared Harrir entrambi molto bravi.
Anche se “The Ward” ha un po’ deluso il pubblico del Toronto Film Festival, non sarà stato forse un capolavoro come si aspettavano ma, John Carpenter per la sua passione per l’horror-fantasy sa sempre creare nei suoi film quella grande tensione che, fa di lui un grande maestro del brivido.

Angie

 

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